articolo apparso per la prima volta sul vecchio ”MetroMaschile” in data 22 novembre 2008
E’ uscito sulla rivista Evolution and Human Behavior un interessante articolo sul ruolo della paternità in relazione ai figli. Lo studio ci dimostra che la presenza del padre in età evolutiva costituisce un forte stimolo per lo sviluppo dell’intelligenza e funge da ponte indispensabile per l’età adulta, portandoci verso l’indipendenza dal mondo materno.
Cose che abbiamo sempre saputo e che Claudio Risè ha sempre ripetuto, dal suo specifico punto di vista psicanalitico, ma che ricevono in questo modo una ulteriore sanzione scientifica anche nei campi della sociologia e della statistica, a maggior dimostrazione.
Ho creduto pertanto di dover “immortalare” su questo blog l’articolo in questione, proprio per il valore aggiunto che può darci sulla problematica della paternità: vi rendo pertanto sia il commento uscito recentemente a firma di Emanuela Grasso, la quale sembra che – almeno dagli argomenti prodotti – abbia potuto leggere l’articolo per esteso, sia l’abstract in lingua originale da me scaricato dal sito della rivista in questione.
Buona lettura
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Padre presente, figli più intelligenti
di emanuela grasso
Quando i padri partecipano attivamente alla crescita dei loro figli e se sono molto presenti i figli hanno uno sviluppo intellettivo ed emotivo più completo. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato sulla rivista Evolution and Human Behavior e condotto in Gran Bretagna.
Lo studio di popolazione ha riguardato un gruppo molto ampio di famiglie e, poiché i primi dati risalgono alla metà degli anni sessanta, è stato in grado anche di ricostruire come è cambiata le figura paterna nell’ultimo cinquantennio. Il primo risultato chiaro che emerge è che i padri più attenti alle esigenze dei figli e più presenti come figura sono quelli più istruiti e, tendenzialmente, più benestanti.
Questi sono i padri abituati a passare del tempo di qualità con i figli quando tornano a casa, sanno ritagliarsi degli spazi di genitorialità indipendentemente dalla figura femminile, sono statisticamente meno proni all’aggressività verso i figli e all’autoritarismo.
Attenzione però a non fare l’errore di considerare questi uomini dei “mammi”, ossia delle persone in grado di stare con i figli con le stesse peculiarità delle mamme. La paternità, sostengono gli esperti, ha una sua specificità ed è proprio la diversità con la figura femminile che deve essere coltivata.
Il padre si deve inserire armoniosamente nel rapporto madre-figlio che per i primi mesi di vita è inevitabilmente strettissimo e imprescindibile. Il papà deve rappresentare l’elemento “terzo” che permette al bambino di staccarsi senza paura dalla stretta vicinanza con la madre, cominciando così a sperimentare la propria esperienza del mondo. I bambini che riescono a fare questo passaggio con naturalezza e in tranquillità da adulti saranno molto più aperti al prossimo e hanno un’intelligenza più vivace.
Fonte: Nettle D. Why do some dads get more involved than others? Evidence from a large British cohort. Ev Hum Beh 2008;29:416:23.
emanuela grasso
Abstract
Previous studies in developed-world populations have found that fathers become more involved with their sons than with their daughters and become more involved with their children if they are of high socioeconomic status (SES) than if they are of low SES. This paper addresses the idea proposed by Kaplan et al. that this pattern arises because high-SES fathers and fathers of sons can make more difference to offspring outcomes. Using a large longitudinal British dataset, I show that paternal involvement in childhood has positive associations with offspring IQ at age 11, and offspring social mobility by age 42, though not with numbers of grandchildren. For IQ, there is an interaction between father’s SES and his level of involvement, with high-SES fathers making more difference to the child’s IQ by their investment than low-SES fathers do. The effects of paternal investment on the IQ and social mobility of sons and daughters were the same. Results are discussed with regard to the evolved psychology and social patterning of paternal behaviour in humans.
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