Prosegue la nostra serie di “articoli dell’abisso”,  dedicata agli interrogativi più inquietanti che di tanto in tanto serpeggiano nel movimento  e che il nostro valente Alekos intercetta e rilancia con singolare percettività.  Buona lettura. Carlo Zijno

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La riforma dell’affido condiviso e la tri-tenaglia

di Alekos (Padre separato ed esponente MoMas)

L’abrogazione dell’assegnazione-casa non compare nei progetti di legge Maglietta ed Adiantum: quindi si prospetta uno scenario – se la riforma va in porto – in cui si salveranno solo gli Uomini-Padri che sceglieranno di esserlo a metà, cioè guardandosi bene dal provvedere integralmente ai bisogni della Famiglia: e cioè  ASTENENDOSI dal comprar casa, o, almeno, dal farci nascere i propri figli.

Banalmente, ciò dipende dal fatto che NON SI TROVA UNO-CHE-SIA-UNO deputato/senatore disposto a sponsorizzare quell’abrogazione, e quindi a contravvenire agli ordini di scuderia (del partito) che – come immaginabile – dicono: “non saremo mica così fessi dal giocarci il 50% dell’elettorato femminile?!?..”.

Ed allora, come mai i leader (tutti uomini) dei partiti non contemplano, nel loro tornaconto elettorale, la perdita del 50% dell’elettorato maschile in caso di rinuncia all’abrogazione?

Le risposte le sappiamo:

1) è perché gli UU prestano mooooolto meno attenzione delle donne alla politica della Famiglia (stanno lì a fare i conticini sulle percentuali di disoccupazione, precariato e tasse: senza accorgersi che, permettendo la rapina legalizzata della casa, gli si fa pagare una super-tassa sui profitti e sul risparmio);

2) è perché i leader UU non hanno alcuna empatia verso l’annichilimento degli altri UU, ritenendo che la cosa non li riguardi.  Loro – i leader – credono di essere degli Alpha; e se la presunta Beta-concorrenza viene relegata alla Caritas, ci godono pure. Quasi quasi fantasticano già di harem di elettrìci a loro disposizione…

Quindi, guardate un po’ che razza di tri-tenaglia si appresta a stritolare l’umanità maschile:

A) da un lato la natura biologica maschile, ancestralmente imprintata allo sgominare la concorrenza per l’accoppiamento, ma anche portata istintivamente a sopperire ai bisogni materiali della prole.

B) dall’altro lato la natura biologica femminile, che assolve un ruolo preponderante nella riproduzione: senza il loro utero, il nostro seme resta impotente ed inutile: esse sanno di detenere il potere di decidere se gli UU abbiano o meno una discendenza e che, di fronte allo sciopero degli uteri ed al suicidio demografico in atto da 40 anni, gli UU saranno disposti a qualsiasi guerra fratricida tra loro.

C) ed infine, la variabile (irreversibile) della Tecnologia, che ha relegato la forza fisica nell’inutilità ai fini della produzione del reddito, ed ha affrancato le DD dal loro “limite” millenario: l’impedimento ad emulare uno stile di vita maschile che derivava loro dalle continue gravidanze ed allattamenti.

C’è per noi la possibilità di scampare da questa tri-tenaglia?

Sì, un barlume: lo schifo di loro stesse che sta pervadendo le DD.

Le DD ben presto penseranno: “abbiamo avuto 40 anni a disposizione, per giocarci le nostre carte, ed il risultato è: puttanesimo a tutti i livelli e violenza efferata su quelli più deboli di noi: bambini e vecchi[*]. Uomini, per carità di Dio, non mollate la baracca, non smobilitate, non lasciate il mondo in mano a noi, perché lo stiamo riducendo ad una fogna”.

Alekos

 
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di Giorgiogal (Padre Separato ed esponente MoMas)

La differenza tra Padri separati e Mondo della Questione Maschile (QM) è tutta qua: i primi si muovono spesso senza aver messo completamente a fuoco l’origine del male (la QM) spinti dall’urgenza e dal dolore: non esiste niente, nella vita, di più straziante, lancinante dello “scippo” dei figli, del loro affetto, della loro presenza. E’ qualcosa che devasta. Anche le persone più forti e imperturbabili.

L’urgenza diventa quindi azione,  risoluzione del problema che colpisce buona parte di questa metà del cielo che si trovi a passare dal tritacarne delle separazioni e connessi parenti maschi e femmine, ma soprattutto i FIGLI.

In questo slancio non è importante la messa a fuoco del problema a monte, la QM, perché non c’è né la lucidità né il tempo per farlo. Non è un caso che ci si fermi alla superficie del problema additando i giudici, gli avvocati e i servizi sociali (assieme alle ex) quali COLPEVOLI del problema.

I secondi, invece, quel “resto del mondo della QM“, non vivendo spesso sulla propria pelle l’impellenza della risoluzione del problema, hanno la lucidità che manca ai primi per scandagliare il pensiero alla ricerca delle cause ultime ma non hanno il pragmatismo del fare, limitati, appunto, alla ricerca delle ragioni.

Spesso, in quel mondo, è talmente importante la ricerca delle ragioni remote rispetto all’azione che si tende, da alcune parti, a discriminare i Padri Separati a seconda se facciano quello che fanno CONSAPEVOLMENTE come soluzione alla QM o meno: laddove nel primo caso si riconosce loro l’importanza del contributo, se invece non lo fanno consapevolmente (e sappiamo che spesso è così in base al mio ragionamento di prima) ALLORA c’è la tentazione di non riconoscerlo.

Tradotto in altre parole si ha l’impressione che il mondo che si occupa della QM sia talmente orientato al PENSIERO da valutare l’AZIONE sole se in conseguenza di quello. Mancando quindi di pragmatismo.

I Padri Separati, per contro, sono talmente orientati all’AZIONE da non sentire l’esigenza di mettere a fuoco il PENSIERO. Non manca loro l’efficacia, ma la strategia, tanto pieni di tattica quali sono.

Il punto allora diventa: si può vincere la guerra con la tattica senza strategia? Forse sì, ma ci vuole molto più tempo. D’altra parte, però, se la strategia ancora manca, e non si scende in campo, è forte il rischio di venire sconfitti.

Come trasformare questa diversità di approccio in una ricchezza? Sta qua il difficile. Di sicuro cercando di venirsi incontro. Cercando un linguaggio comune che sia reciprocamente comprensibile.

Per i PS, a prescindere dalla consapevolezza, risulta estremamente importante ottenere VISIBILITA’ da parte dei media. Per ottenere questo (e in questo si sono fatti passi avanti enormi) è diventato necessario avere argomenti il più POLITICALLY CORRECT possibile. Solo così si ottiene l’attenzione della stampa. E’ per questo che più o meno inconsciamente l’attenzione viene spostata dal conflitto papà/mamma (uomo/donna) al danno per i figli. Viene preso uno degli aspetti del problema (quello più “digeribile” per la stampa, quello più spendibile) e il dibattito  finisce per incentrarsi esclusivamente su quello, alla ricerca dell’empatia per la vittima FIGLIO piuttosto che per la vittima uomo, per la quale l’empatia non avviene.

Questo aspetto, completamente diverso dalla strategia comunicativa del MoMas, molto più diretta, non facilita certo la comunicazione tra i due mondi: laddove spesso, A CONTRARIO, i militanti della QM possono a volte sembrare, agli occhi dei Padri Separati, solo dei vacui intellettuali di genere che non fanno niente di utile, esprimendosi altresì con un linguaggio così diretto da risultare spesso indigeribile o incomprensibile agli occhi dell’opinione pubblica.

Ancora una volta diventa un problema di comunicazione, che risulta fondamentale. E che va risolto.

 Giorgiogal

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Il mio ultimo articolo sulle cause della questione maschile ha sollevato degli interrogativi, e principalmente uno:  anche ammettendo che la mia ricostruzione fosse condivisibile, ciò non toglie che la donna ha recepito i messaggi antimaschili in pieno,  in tutte le  forme che si sono succedute nel tempo e  al dilà delle considerazioni sulle varie “grandi narrazioni” che – sempre nel tempo – si sono affacciate.

Da dove viene questo comportamento? Come interpretarlo?

A tale proposito metto in linea  dietro sua autorizzazione una email del mio amico Alekos  che ci pone, per l’appunto, un atroce dubbio che secondo me andrebbe dibattuto: siamo sicuri che l’ontologia della donna sia per la famiglia? Oppure la famiglia stessa è considerabile, dal punto di vista della donna,   uno “stupro ontologico?”

Ve la giro come l’ho ricevuta. Riflettiamoci.

Carlo

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Lo “stupro ontologico”

di Alekos

Ritengo che ci sia, nella Questione Maschile, un qualcosa di quasi indicibile, come affacciarsi sull’orlo del baratro, scrutare il precipizio e sentirsene attratti. Come colonne d’Ercole concettuali, per varcare le quali occorre fare appello ad un razionalismo crudele, cinico, dissacrante. Tremilista.
Tu hai perfettamente illustrato, verso la fine della seconda parte, la questione del globalismo capitalistico, che atomizza i contesti umani (famiglia in primis), creando monadi senza passato né futuro, senza storia né tradizioni, individualiste, compulsivamente consumiste per placare il loro vuoto e la mancanza di un Principio-guida, del senso di comunità e di discendenza.
La mia ipotesi è che vi sia un altro anello mancante, oltre a quelli che tu hai riallacciato: riguarda la ricettività della Donna verso questi messaggi, contrapposta ad una timida barricata maschile (o, almeno, a qualche distinguo). Se il Sistema che hai delineato porge alla D una pistola carica, tuttavia è lei che l’afferra e preme voluttuosamente il grilletto.
Dunque c’era, in lei, una fortissima predisposizione a lasciarsi sedurre da quel serpente.
E da quanto tempo c’era? dal principio dei tempi?.. Si aspettava solo l’avvento della Tecnologia per slatentizzare quel che covava?..
E quindi (l’abbraccio con l’abisso della Ragione): vi è forse uno “stupro ontologico”?
Nel 2004, su L’Avvenire, in un pezzo di Lucetta Scaraffia, Marina Terragni intevistava la “femminista del ripensamento” Lia Cigarini, la quale affermava: «I dati statistici parlano chiaro: meno matrimoni (…) meno figli, a Milano (…) uno su due matrimoni finisce in separazione. Ma nessuno che dica: donne e uomini non si sopportano e quindi non possono pensare ad una vita in comune. Io ci vedo un conflitto quasi mortale».
Se la D, come ho spesso osservato, è portata al gineceo con le sue simili; al relazionarsi ozioso e giocoso; all’evitamento delle responsabilità e di tutte quelle fatiche che siano men che carezzevoli, ivi comprese le cure di bambini e vecchi; se è portata al godimento spensierato, spinta dal desiderio che alimenta il consumo; se è intenta nella contemplazione di se stessa, dimèntica delle sorti della comunità e dei posteri; se è governata dal “qui ed ora”… allora, il legarla ad una famiglia, ad una posterità, a responsabilità nella continuazione della stirpe… legarla tramite istituzioni patriarcali, severe… l’arginare, l’ancorare la sua natura baccante, orgiastica, la sua vaghezza… tutto ciò corrisponde forse ad uno… stupro antico, praticato per interessi superiori, che trascendono l’individuo?
Pensiamo alla copula ferina, a come spesso la femmina debba essere presa con la forza, affinché adempia alla sua missione naturale: potrebbe forse esser così anche nell’ontologia umana?
Uno-virgola-tre figli per donna. Suicidio demografico. E milioni di feti abortiti.
C’è qualcosa che “non può essere detto”, a proposito di quel conflitto mortale, di cui parlava la Cigarini? e cioè che quel conflitto DEV’ESSERCI, con annessi sopruso e sopraffazione, se un popolo sente, dal profondo delle viscere, che sta per estinguersi e vi si oppone con tutte le forze?

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parchi pubblici cittadini. Riflessioni passeggiando…

...di Winston Churchill:

Un uomo non vale per i soldi che ha, ma per il credito di cui gode

...di Charles Péguy:

C’è un solo avventuriero al mondo, e ciò si vede soprattutto nel mondo moderno: è il padre di famiglia. Gli altri, i peggiori avventurieri, non sono nulla, non lo sono per niente al suo confronto. Tutto è sapientemente organizzato contro di lui. Fa pena, è esposto a tutto, ai quodlibet, alle ingiurie, al peggio di tutto: a una sorta di riprovazione, di malevolenza universale, di presa in giro, di tacita ingiuria

...di Charles Baudelaire:

Gli uomini che meglio riescono a stare con le donne sono gli stessi che sanno starci benissimo senza

...di Oscar Wilde:

Almeno una volta nella vita ogni uomo cammina con Cristo verso Emmaus

...di Barack Obama:

Il padre è insegnante e maestro. E’ mentore e modello di comportamento. E’ l’esempio del successo e lo sprone al suo raggiungimento. ……..Conosciamo le statistiche: i bambini che crescono senza la figura del padre sono molto più facilmente soggetti a lasciare la scuola, a compiere crimini e a finire in prigione. Sono anche molto più facilmente vittime di disturbi comportamentali…

...di Claudio Risè:

Una società siffatta, "senza padri", nella quale tutti dunque rimangono "figli", é, come dimostrano le cronache, infantile, e sostanzialmente perversa. Perché sia così lo spiego in tutti i miei libri, ma lo faceva già benissimo Sigmund Freud nel 1905, non osando peraltro pensare che le patologie individuali da lui descritte diventassero endemiche, e venissero addirittura promosse dall'organizzazione sociale, attraverso la "rimozione" della figura che nell'essere umano ne impedisce lo sviluppo: il padre, appunto.

...di Oriana Fallaci:

Oh, non mi fraintenda: capisco anche il concetto di paternità. Lo vedrà nel mio romanzo, se farò in tempo a finirlo. Lo capisco così bene che parteggio con tutta l'anima pei padri divorziati che reclamano la custodia del figlio. Condanno i giudici che quel figlio lo affidano all'ex-moglie e basta, e ritengo che nella nostra società oggi si trovino più buoni padri che buone madri. (Segua la cronaca. Quando un padre impazzito ammazza un figlio, ammazza anche sé stesso. Quando una madre impazzita ammazza un figlio, non si ammazza affatto e va dal parrucchiere)

...di Alain Minc:

Alla parola parità, i deputati si mettono sull'attenti. Alla parola donna, tremano. Il vostro potere è assoluto: i parlamentari cercano di anticipare i vostri desideri, come i cortigiani di un Luigi XIV o di un Napoleone

luoghi di culto


in città, la popolazione di fede cristiana usa pregare in questo modo:

Ave Giuseppe, pieno di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetto fra gli uomini, e benedetto è il frutto del seno della tua Sposa, Gesù. Ave Giuseppe, padre putativo di Cristo, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

in città, la popolazione di fede islamica ama ricordare nelle proprie proghiere il versetto 33 della sura XXXI (Luqmân):

Uomini, temete il vostro Signore e paventate il Giorno in cui il padre non
potrà soddisfare il figlio né il figlio potrà soddisfare il padre in alcunché. La
promessa di Allah è verità. Badate che non vi inganni la vita terrena e non vi
inganni su Allah l'Ingannatore.

iniziative permanenti

  • lettera aperta al ministro Mara Carfagna

    Preliminarmente ed a latere della manifestazione di Roma svoltasi il 5 ottobre 2011 con ampia partecipazione di sigle associative e grande successo di pubblico, è stata elaborata – da parte di alcune cittadine e cittadini per le VERE pari opportunità senza pregiudizi – e consegnata al ministro pro-tempore per le pari Opportunità Mara Carfagna una lettera aperta che questo sito fa propria e ben volentieri pubblica, invitando i lettori ed i passanti che si riconoscano con quanto espresso a volerla inoltrare al Ministero a proprio nome (in cartaceo o in email, con nome proprio o anche in nickname), possibilmente dandone [...]

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Leggi e commenta gli articoli di "teoria marziana"

  • “Il cucchiaio non esiste”: la strada possibile per la soluzione della Questione Maschile

    (terzo articolo della serie “teoria marziana”)
    di Carlo Zijno (editore MM)
    Abbiamo visto nel precedente articolo della serie “teoria marziana” come la Questione Maschile  sia stata originata da una sorta di “lotta di classe” che si è svolta contro di noi in questi anni, lotta di classe che è stata possibile – anche da parte settori sociali [...]

    (10 commenti)

  • le cause della Questione Maschile

    di Carlo Zijno
    Prosegue la serie di articoli taggati “teoria marziana”: nel precedente abbiamo analizzato le definizioni di QM pregresse, riducendole ad una soltanto che – applicata ai vari casi pratici – ha dimostrato di funzionare; in questo passeremo allo studio delle cause, delle origini della QM.
    Già le definizioni forniteci in quella occasione contenevano delle indicazioni [...]

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  • Questione Maschile. La mia definizione

    di Carlo Zijno
    Data al 2001 la mia prima adesione ad un MoMas, ed era Uomini3000. Poi è seguita l’adesione a Maschi selvatici, e tante altre iniziative in tutto il corso del decennio: ho visto nascere (e qualche volta ne sono stato il promotore, come nel caso di MetroMaschile) blog, gruppi e siti.   
    Da allora, e [...]

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