di Carlo Zijno (editore MM)

In questi giorni sonnacchiosi di agosto ci sono state segnalate alcune notizie che vorrei commentare, a conclusione del ciclo annuale, perché – a dispetto della loro apparente diversità – a mio avviso risentono di un filo conduttore comune. Non inserirò i link, perché da adesso in poi linkerò soltanto siti amici, ma non sarà difficile per chi voglia approfondire arrivare agli articoli originali, con l’aiuto del “dottor google”.

La prima.  Una ragazza è sinceramente da un senso di profonda ingiustizia perché ha dovuto rinunciare al suo sogno di fare la ricercatrice in quanto è stata costretta –  a causa dei colleghi-concorrenti che le “tagliavano le gambe” – a “ripiegare” su un lavoro di responsabilità presso la NTV, la nuova compagnia di trasporto ferroviario che debutterà nei prossimi mesi. 

Questa notizia è stata per me stupefacente.  E’ stupefacente considerare un lavoro del genere un ripiego, e so di cosa parlo, perché il mio è molto simile: so per certo che si tratta di attività altamente professionalizzate e ben pagate, con le quali il sottoscritto per inciso  “campa la famiglia” da più di quindici anni.

E allora, qual è il problema? Il problema, almeno così si capisce dall’articolo, è che fare il dirigente di NTV benché sia  un eccellente posto, non è quello che lei esattamente voleva.  E questo è grave. Le hanno tagliato le gambe. E’ un’ingiustizia. Lei voleva fare la ricercatrice, ma la concorrenza gliel’ha impedito.

Vi annuncio quindi che la Questione Maschile ha fatto un salto di qualità in più: da adesso in poi le donne non hanno più “soltanto” il diritto di poter competere (giustamente, aggiungo io) per tutti i posti che vogliono, ma bensì il diritto di OTTENERE tutti i posti che vogliono, quote rosa o non quote rosa che siano (problema evidentemente superato).

La seconda.   Un articolo dal tono a dir poco allarmato ci riferisce che in Italia si sta diffondendo il fenomeno del disconoscimento di maternità, soprattutto ad opera di “povere ragazze extracomunitarie” (testuale nell’articolo)  che invece di praticare l’aborto oppure tenersi il bimbo in proprio, decidono di portare a termine la gravidanza per poi lasciare il bimbo in orfanotrofio.

E’ un articolo, si diceva, dai toni allarmati, che descrivono, sembrerebbe quasi, una nuova piaga sociale che avanza.

Ma proviamo a riflettere spassionatamente della cosa. Consideriamo tutte le fattispecie.

In caso di aborto nulla quaestio: il bimbo cessa comunque di esistere.  Che piaccia o che non piaccia, è così: il “problema” viene eliminato. Ma quale è invece la differenza tra tenersi un bimbo oppure lasciarlo in orfanotrofio? E che in quest’ultimo caso il bambino verrà dato in adozione ad una delle sempre più numerose coppie sterili. E quindi: avrà una Madre ed un Padre in Servizio Permanente Effettivo, una famiglia completa e “Tradizionale”.  E questo non va evidentemente bene per l’articolista.

Anche qui la Questione Maschile fa un salto di qualità in più: si passa dal riconoscere alla donna la facoltà – a suo insindacabile giudizio – di NON dare un Padre a suo figlio, al sostanziale DOVERE di non farlo.

Infine, la terza notizia. Su Facebook  è nata e si è accresciuta rapidamente un gruppo secondo il quale Catherine Kieu Becker, eviratrice del marito per futili motivi (lui le aveva semplicemente preannunciato una richiesta di divorzio) vada immediatamente scarcerata. 

Anche qui – rispetto ai tempi di Lorena Bobbit – la prima eviratrice d’America -  si è fatto un salto di qualità: si è passati, ossia, dal vago e forse un po’ arrampicato giustificazionismo dei tempi della Bobbit (la quale per inciso a livello giudiziario se l’è cavata),  ad un vero e proprio sentimento di “giustizia è fatta” per questo nuovo caso.

Anche in questo ci vedo francamente un ulteriore salto di qualità per la Questione Maschile: laddove infliggere violenza – anche devastante – al partner diventa non solo giustificabile (sempre e rigorosamente ad insindacabile giudizio della donna), ma altresì doveroso, implicito: doveroso perché naturale, si potrebbe dire.

Ebbene, a stupire in tutto questo non sono queste degenerazioni, ampiamente previste da queste parti (previste perché inevitabili quando si fa la lotta di classe contro qualcuno chiavi in mano), ma il comportamento degli uomini e dei media: che stanno lentamente ma inesorabilmente passando da una situazione di maschiopentitismo (sentimento di colpa unito a volontà risarcitoria nei confronti delle donne) ad una vera e propria forma di DHIMMITUDINE,  ossia una consapevolezza di sostanziale inferiorità, di minorità appena tollerabile.

E sarà questo il mostro contro cui dovremo combattere nei prossimi anni. 

 Arruolatevi.  

Carlo Zijno

38 com

Si fa un gran parlare, di tanto in tanto, di leggi o leggine o comunque provvedimenti restrittivi che potrebbero, se approvati, portare a forme di censura sul web.  Quando qualcuna di queste ipotesi si affaccia all’orizzonte immediatamente parte la reazione collettiva,  finché il provvedimento in questione finisce (giustamente) per essere cassato. 

Ci sono poi quelli per i quali invece è lecito sospettare che  la censura sia già una realtà, solo che non accade alcuna reazione, anzi: stiamo parlando degli attivisti del MoMas.

Più volte ci siamo affacciati sui social network  per poter comunicare che in materia di uomo-padre (e sua condizione) e di maschilità ci sono anche altri dati oltre quelli, perlopiù infondati ed arbitrari,  che vengono riportati in osservanza alla scontatissima (ed ormai scientificamente ridicola) vulgata corrente di genere: ebbene,  non c’è mai stato nulla da fare.  Qualcuno o qualcosa ha sempre trovato modo e maniera di eliminare dal paesaggio virtuale sia le pagine che venivano prodotte in merito sia gli autori che se ne erano occupati. Censura? Ah, saperlo, saperlo, come diceva qualcuno.

L’ultima, ennesima disavventura in tal senso ci viene raccontata da Stefano Camuncoli, sotto forma di memoriale,  che vi giriamo incollato di seguito senza ulteriori commenti,  ma con una sola domanda: quanto durerà ancora tutto questo?

 La redazione

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Ecco perché wikipedia è inaffidabile. Censura a senso unico?

 di Stefano Camuncoli (militante MoMas)

Dopo essermi iscritto a WP (Wikipedia) nel 2009 nel Novembre del 2010 cominciai a lavorare sulla pagina “Uomo (genere)” perchè poco dignitosa se rapportata a “Donna” e contenente una serie assurda di amenità riferite al transessualismo patologie di identità di genere o quant’altro (occupanti il 50% della pagina).  Era cosi:

Versione 02:27, 26 set 2010

http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomo_(genere)&oldid=35212692

Nel corso di una serie di modifiche sforzi e lavoro notturno, anche per trovare e citare le fonti, con iscrizioni a dizionari on-line ecc…ecc…ecc… la feci diventare così:

Versione 13:02, 14 gen 2011 

http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomo_(genere)&oldid=37706869), inserendo espressamente un paragrafo dedicato ai movimenti maschili ed alla questione maschile, 

con una foto del Padre che teneva in braccio il figlio presa dall’edizione inglese di Wikipedia. 

 Questi i contenuti da me inseriti nella prima stesura (5 dic 2010)

 http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomo_(genere)&oldid=36818593#Cultura_e_ruoli_di_genere  (sottoparagrafo: Movimenti maschili e questione maschile) rimasero sostanzialmente inalterati fino al 20 mag 2011 (6 mesi);  

a tale data ritengo che sia scattata  la prima censura: venne infatti tolto il riferimento alla PAS (Versione 13:10, 20 mag 2011

 http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomo_(genere)&oldid=40779894#Cultu ra_e_ruoli_di_genere 

La narrazione del Movimento degli Uomini nell’edizione in inglese, da cui presi spunto con tanto di foto (ATTENZIONE) riporta a tutt’oggi lo stesso paragrafo:  e NESSUNO in America si è degnato ancora di cancellarlo.

http://en.wikipedia.org/wiki/Man#Culture_and_gender_roles 

Il paragrafo comincia con: 

“The Men’s Movement is in part a struggle for the recognition of equality of opportunity with women, and for equal rights irrespective of gender, even if special relations and conditions are willingly incurred under the………………….”

In data 11 giu 2011, l’utente Popop, come dicevo, dopo la cancellazione della frase che si riferiva alla PAS, aggiunge che le argomentazioni non sono dimostrate dalla medicina o non hanno fonti autorevoli, quando in realtà e si vede bene che esiste  persino una pagina dedicata alla PAS in WP stessa: (http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_da_alienazione_genitoriale).  

Siamo al culmine,  si contraddicono da soli!

La pagina diventò così dopo che lo stesso aggiunse la sua citazione di mancanza di fonti:

http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomo_(genere)&direction=prev&oldid=41655573#Cultura_e_ruoli_di_genere

In seguito  la modifica di Popop venne rollbackata (ossia annullata) nonostante la seguente motivazione a legittimarla: (l’esistenza della PAS (Sindrome da alienazione genitoriale) nei figli è già stata dimostrata dalla scienza medica e riportata anche nella stessa Wikipedia al link inserito, solo la sua definizione puntuale è ancora oggetto di dibattiti) 

Allora subito dopo è intervenuto l’utente Blackcat che ha cancellato l’intero paragrafo con tutto il riferimento ai movimenti maschili e foto del Padre con in braccio il figlio inclusi, portando la pagina a questo risultato:

Versione 02:19, 29 giu 2011

http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomo_(genere)&direction=next&oldid=41655573#Cultura_e_ruoli_di_genere

ED ORA ATTENZIONE AL PROSSIMO PASSAGGIO, E’ IMPORTANTE PERCHE’ EMERGE IN PIENO LA SCORRETTEZZA CHE RITENGO DI AVER SUBITA, FUNZIONALE AL BLOCCO DELL’UTENZA (con una tecnica da “bastone e carota” che se valutata scrupolosamente, nella sua sequenza,  ha notevoli analogie, con altre strategie di ammiccamento, tra le quali può rientrare persino il “phishing”) :

ho fatto il Login e ho annullato la modifica di Blackcat riportandola a come era prima, mi sono trovato nella mia pagina discussioni un cartellino giallo inserito dall’utente Abisys (su commissione? A questo punto il dubbio è lecito):

http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_utente:201106301322#cartellino_giallo

Poi ho dato la lunga risposta che compare sotto, e correttamente ho segnalato la risposta anche ad Abisys nella relativa pagina discussioni; solo un richiamo però,  perché non mi veniva permesso di inserire lo stesso messaggio (la pagina mi rifiutava il messaggio intero): QUI http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_utente:Abisys in fondo al paragrafo:

 RISPOSTA_AD_UTENTE ABISYS:_Modifica_della_voce_Uomo_(genere)_e_Cartellino_Giallo.

MA ANCORA NON BASTA:

Nel frattempo l’utente Blackcat , scrive  - E GUARDATE COSA -  sulla pagina discussioni di Federico_Fiandro (che si firma Il Tuchino):

 http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_utente:Federico_Fiandro 

nel sottoparagrafo: Patrolling (l’ultimo in fondo non quello prima).

LO RIPORTO INTEGRALMENTE:

Ok. Fai attenzione anche a un certo Stefano.camuncoli (discussioni · contributi) e IP collegati, già ho chiesto un CU su di lui; ho notato che fa inserimenti di ricerche originali nelle voci Uomo (genere), Sindrome da alienazione genitoriale et similia, per dimostrare che allontanare l’uomo violento dalla famiglia è un danno per i minori e sostiene che le denunce di maltrattamenti subìti dalle donne sono falsi, etc. etc. etc. – SERGIO (aka the Blackcat) 12:29, 29 giu 2011 (CEST)

(grazie) MM (msg) 22:52, 29 giu 2011 (CEST)

MA LA COSA INCREDIBILE E’ COSA RISPONDE Federico_Fiandro (alias il Tuchino) nella pagina discussioni di Blackcat  QUI (in fondo): 

http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Blackcat&oldid=41661305#patrolling 

LO RIPORTO INTEGRALMENTE:

patrolling

grazie, lo terrò d’occhio –Il TuchinoAmo la Pace, non fatemi la guerra! 12:26, 29 giu 2011 (CEST)

sull’uomo e i maltrattamenti l’avevo notato ieri sera! anche se è vero che l’80% delle denunce sono false, concordo che è da rollback. aggiungo agli osservati speciali, grazie. –Il TuchinoAmo la Pace, non fatemi la guerra! 12:33, 29 giu 2011 (CEST)

Ammette la VERITA’ sulle FALSE ACCUSE, ma poi entrambi concordi, la occultano !!, (ordini di scuderia ??, ideologia dominante ??, interessi ???)

MA IO poi sono stato bloccato subito con il pretesto della regola dei 3 revert:

http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Wikipedia:Check_user/Richieste&oldid=41659820#Stefano.camuncoli

Il meccanismo della regola è spiegato qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Regola_dei_tre_ripristini_di_pagina

Anche se nel mio caso è stata del tutto casuale, e le modifiche sono state 2 e non 3 come ho spiegato benissimo nella prima mail di protesta inviata alla listina di discussione di WP: wikiit-l@lists.wikimedia.org

Dopo il Blocco di M/ (M7), (QUI: http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_utente:Stefano.camuncoli#Blocco) ho protestato e l’utente Vituzzu ha traformato il blocco di 6 mesi in blocco perenne dopo avermi rinominato per privacy da me richiesta  come utente 201106301322

(si vede qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:201106301322).

ALLA FINE: PERICOLO SCAMPATO (PER LORO?), LA VERITA’ E’MORTA PER SEMPRE !

 Utente: 201106301322

Questo utente è attualmente bloccato. L’ultimo elemento del registro dei blocchi è riportato di seguito per informazione:

Visualizza log completo

In questo momento la pagina richiesta è vuota. È possibile cercare questo titolo nelle altre pagine del sito o cercare nei registri correlati. e nella cronologia.

QUINDI MORALE DELLA FAVOLA: 

MI HANNO BLOCCATO (adducendo motivazione che a mio parere sono quanto mai futili e arbitrarie).

Ed a questo punto è lecito sospettare che vi sia uno scopo preciso, quello di ZITTIRE la piaga sociale del dilagante e ormai fuori controllo USO STRUMENTALE DELLE FALSE ACCUSE avvallato e documentato da centinaia di fatti di cronaca pubblicati sui giornali e di sentenze dei tribunali.

Ed anche tutta l’azione di cancellazione sulla PAS e il movimento maschile, è lecito sospettare che  derivi da parzialità (demagogia) nel far politica in WP, e far trionfare SOLO UNA PARTE della verità, e delle problematiche sociali contemporanee: ANNIENTANDONE, CANCELLANDONE qualsiasi altra seppur suffragata dalla rilevanza numerica dei fatti di attualità, e da numerosissime fonti nella letteratura e nel diritto e  seppur espressa nel pieno rispetto, sia delle regole e “dei pilastri” di WikiPedia:

(http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:PILASTRI)

 Concludo con la domanda già Espressa dalla redazione: quanto durerà tutto questo?

Stefano Camuncoli.

8 com

Incredibile sentenza della cassazione: se è lei a doverli  versare, gli alimenti per i minori vengono derubricati da diritti inalienabili ed irrinunciabili a “contributo a favore del Padre”,  e quindi… se ne può fare a meno.

Adesso sì che stiamo a posto: se a dover pagare è lui, allora  “vada a fare il raccoglitore di pomodori”;  se è lei… se ne può discutere. Un consiglio: cercate di non finire, se potete,  nelle mani dei giudici. Del diritto (oltre che del domani) non v’è certezza.

La redazione

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Incredibile sentenza: o paga lui o non paga nessuno

 di Fabio Nestola (Presidente FENBI)

Il coniuge separato che versa in una condizione di debolezza economica può assolvere ai suoi obblighi di genitore offrendo ospitalità ai figli senza dover pagare l’assegno di mantenimento. Lo sancisce la Cassazione (sentenza 15565/11).
La suprema Corte ha bocciato il ricorso di un abruzzese separato dalla moglie nell’aprile 2006, padre di due ragazzi, che chiedeva di ripristinare il mantenimento anche a carico della ex consorte in favore dei figli. Secondo la Cassazione «il mantenimento cui ciascun genitore è tenuto verso i figli, può ritenersi assolto dal genitore dotato di reddito proprio con cui i figli non convivono, mediante gli adempimenti connessi all’ospitalità da parte dello stesso genitore non convivente in occasione del diritto di visita».

Il caso

In precedenza, il Tribunale di Lanciano, modificando le condizioni di separazione, aveva disposto l’affidamento dei figli a entrambi i genitori, con collocazione abituale presso la casa del padre e il diritto-dovere della madre di avere con sè i figli secondo determinate modalità. A carico della madre era stato stabilito un assegno di 400 euro mensili a titolo di concorso nel mantenimento.  Assegno revocato dalla Corte d’appello dell’Aquila, sulla base delle difficoltà economiche in cui versa la donna. Da qui il ricorso in Cassazione volto a ripristinare il concorso al mantenimento a carico della ex.

La Suprema Corte ha respinto il ricorso dell’ex coniuge sottolineando che i colleghi di merito «con adeguata motivazione» hanno preso atto del fatto che la donna si trova «in una situazione economica che non le consente, oltre all’assolvimento del mantenimento diretto dei figli quando sono presso di lei, il versamento anche di un contributo ulteriore in favore del padre».

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Che vergogna!

Come si può definire diversamente un tale scempio del Diritto?

Due pesi e due misure, come troppo spesso accade nel nostro Paese

Visto che chi dovrebbe versare un contributo è la madre, caso atipico, la Cassazione si arrampica sugli specchi per giustificare la revoca dell’assegno.

Oltretutto nel caso specifico si trattava di un assegno modesto, 200 euro per ogni figlio.

A ruoli invertiti, si chiede agli ermellini quante volte abbiano preso decisioni analoghe nei confronti di un padre.

Da notare la perla della Suprema Corte: «(…) non le consente (…) il versamento anche di un contributo ulteriore in favore del padre».

Nei confronti di un padre, anche se pesantemente indigente, non sono ammesse deroghe al versamento in quanto la somma erogata è un diritto inalienabile dei figli; diritto inalienabile che curiosamente sparisce quando a versare dovrebbe essere la madre, in tal caso infatti l’assegno diventa “a favore del padre”

 In questi giorni si aggrava la posizione del Maresciallo Fabrizio Adornato, padre separato di Genova in sciopero della fame, a Roma per protestare contro l’accanimento giudiziario che lo costringe a vivere sotto la soglia di povertà.

Non ottiene alcuna risposta dal CSM, dalle Procure presso le quali ha sporto innumerevoli denunce, dal Presidente della Repubblica al quale ha rivolto diversi appelli.

E’ disposto a proseguire ad oltranza, fino a morire letteralmente di fame in mezzo alla strada, tanto non ha altra via d’uscita: è la stessa fine alla quale il sistema lo ha condannato togliendogli il diritto ad una vita dignitosa.

È poco lungimirante, Fabrizio Adornato.

Per risolvere velocemente la situazione sarebbe stato sufficiente mascherarsi da donna; una parrucca, un po’ di trucco et voilà, l’assegno è revocato come per miracolo.

Ce ne sono tanti come Fabrizio Adornato, decine di migliaia.

Non tutti emergono, non tutti hanno la forza di umiliarsi pubblicamente, la maggior parte sceglie di rimanere nell’ombra cercando di sopravvivere, elemosinando comprensione e un rigurgito di dignità.

È un problema emergente che le associazioni di categoria denunciano da anni. Ultimamente sono arrivate le conferme statistiche anche da parte della Caritas, che assiste con un pasto caldo migliaia di padri separati ed ha sensibilizzato alcune amministrazioni comunali a studiare ammortizzatori sociali per quella che è ormai riconosciuta come categoria di “nuovi poveri”.

Ignorati dalla Giustizia, pronta a schierarsi solo quando l’indigenza si tinge di rosa.

 Una proposta: non potrebbe, la Cassazione, esaminare i casi che le vengono sottoposti senza conoscere il genere delle parti?

Dati oscurati, la decisione viene presa in punta di Diritto, a prescindere dalla considerazione che possa penalizzare un padre o una madre.

Poi a sentenza emessa – solo a sentenza emessa – vengono aggiunte le generalità delle parti.  

Siamo sicuri che, se fosse stato utilizzato questo metodo, le sentenze di Cassazione degli ultimi 20 anni non sarebbero profondamente diverse?

Alla faccia della Certezza del Diritto.

Che vergogna!

 Fabio Nestola

2 com

Prosegue la nostra serie di “articoli dell’abisso”,  dedicata agli interrogativi più inquietanti che di tanto in tanto serpeggiano nel movimento  e che il nostro valente Alekos intercetta e rilancia con singolare percettività.  Buona lettura. Carlo Zijno

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La riforma dell’affido condiviso e la tri-tenaglia

di Alekos (Padre separato ed esponente MoMas)

L’abrogazione dell’assegnazione-casa non compare nei progetti di legge Maglietta ed Adiantum: quindi si prospetta uno scenario – se la riforma va in porto – in cui si salveranno solo gli Uomini-Padri che sceglieranno di esserlo a metà, cioè guardandosi bene dal provvedere integralmente ai bisogni della Famiglia: e cioè  ASTENENDOSI dal comprar casa, o, almeno, dal farci nascere i propri figli.

Banalmente, ciò dipende dal fatto che NON SI TROVA UNO-CHE-SIA-UNO deputato/senatore disposto a sponsorizzare quell’abrogazione, e quindi a contravvenire agli ordini di scuderia (del partito) che – come immaginabile – dicono: “non saremo mica così fessi dal giocarci il 50% dell’elettorato femminile?!?..”.

Ed allora, come mai i leader (tutti uomini) dei partiti non contemplano, nel loro tornaconto elettorale, la perdita del 50% dell’elettorato maschile in caso di rinuncia all’abrogazione?

Le risposte le sappiamo:

1) è perché gli UU prestano mooooolto meno attenzione delle donne alla politica della Famiglia (stanno lì a fare i conticini sulle percentuali di disoccupazione, precariato e tasse: senza accorgersi che, permettendo la rapina legalizzata della casa, gli si fa pagare una super-tassa sui profitti e sul risparmio);

2) è perché i leader UU non hanno alcuna empatia verso l’annichilimento degli altri UU, ritenendo che la cosa non li riguardi.  Loro – i leader – credono di essere degli Alpha; e se la presunta Beta-concorrenza viene relegata alla Caritas, ci godono pure. Quasi quasi fantasticano già di harem di elettrìci a loro disposizione…

Quindi, guardate un po’ che razza di tri-tenaglia si appresta a stritolare l’umanità maschile:

A) da un lato la natura biologica maschile, ancestralmente imprintata allo sgominare la concorrenza per l’accoppiamento, ma anche portata istintivamente a sopperire ai bisogni materiali della prole.

B) dall’altro lato la natura biologica femminile, che assolve un ruolo preponderante nella riproduzione: senza il loro utero, il nostro seme resta impotente ed inutile: esse sanno di detenere il potere di decidere se gli UU abbiano o meno una discendenza e che, di fronte allo sciopero degli uteri ed al suicidio demografico in atto da 40 anni, gli UU saranno disposti a qualsiasi guerra fratricida tra loro.

C) ed infine, la variabile (irreversibile) della Tecnologia, che ha relegato la forza fisica nell’inutilità ai fini della produzione del reddito, ed ha affrancato le DD dal loro “limite” millenario: l’impedimento ad emulare uno stile di vita maschile che derivava loro dalle continue gravidanze ed allattamenti.

C’è per noi la possibilità di scampare da questa tri-tenaglia?

Sì, un barlume: lo schifo di loro stesse che sta pervadendo le DD.

Le DD ben presto penseranno: “abbiamo avuto 40 anni a disposizione, per giocarci le nostre carte, ed il risultato è: puttanesimo a tutti i livelli e violenza efferata su quelli più deboli di noi: bambini e vecchi[*]. Uomini, per carità di Dio, non mollate la baracca, non smobilitate, non lasciate il mondo in mano a noi, perché lo stiamo riducendo ad una fogna”.

Alekos

 
3 com

di Giorgiogal (Padre Separato ed esponente MoMas)

La differenza tra Padri separati e Mondo della Questione Maschile (QM) è tutta qua: i primi si muovono spesso senza aver messo completamente a fuoco l’origine del male (la QM) spinti dall’urgenza e dal dolore: non esiste niente, nella vita, di più straziante, lancinante dello “scippo” dei figli, del loro affetto, della loro presenza. E’ qualcosa che devasta. Anche le persone più forti e imperturbabili.

L’urgenza diventa quindi azione,  risoluzione del problema che colpisce buona parte di questa metà del cielo che si trovi a passare dal tritacarne delle separazioni e connessi parenti maschi e femmine, ma soprattutto i FIGLI.

In questo slancio non è importante la messa a fuoco del problema a monte, la QM, perché non c’è né la lucidità né il tempo per farlo. Non è un caso che ci si fermi alla superficie del problema additando i giudici, gli avvocati e i servizi sociali (assieme alle ex) quali COLPEVOLI del problema.

I secondi, invece, quel “resto del mondo della QM“, non vivendo spesso sulla propria pelle l’impellenza della risoluzione del problema, hanno la lucidità che manca ai primi per scandagliare il pensiero alla ricerca delle cause ultime ma non hanno il pragmatismo del fare, limitati, appunto, alla ricerca delle ragioni.

Spesso, in quel mondo, è talmente importante la ricerca delle ragioni remote rispetto all’azione che si tende, da alcune parti, a discriminare i Padri Separati a seconda se facciano quello che fanno CONSAPEVOLMENTE come soluzione alla QM o meno: laddove nel primo caso si riconosce loro l’importanza del contributo, se invece non lo fanno consapevolmente (e sappiamo che spesso è così in base al mio ragionamento di prima) ALLORA c’è la tentazione di non riconoscerlo.

Tradotto in altre parole si ha l’impressione che il mondo che si occupa della QM sia talmente orientato al PENSIERO da valutare l’AZIONE sole se in conseguenza di quello. Mancando quindi di pragmatismo.

I Padri Separati, per contro, sono talmente orientati all’AZIONE da non sentire l’esigenza di mettere a fuoco il PENSIERO. Non manca loro l’efficacia, ma la strategia, tanto pieni di tattica quali sono.

Il punto allora diventa: si può vincere la guerra con la tattica senza strategia? Forse sì, ma ci vuole molto più tempo. D’altra parte, però, se la strategia ancora manca, e non si scende in campo, è forte il rischio di venire sconfitti.

Come trasformare questa diversità di approccio in una ricchezza? Sta qua il difficile. Di sicuro cercando di venirsi incontro. Cercando un linguaggio comune che sia reciprocamente comprensibile.

Per i PS, a prescindere dalla consapevolezza, risulta estremamente importante ottenere VISIBILITA’ da parte dei media. Per ottenere questo (e in questo si sono fatti passi avanti enormi) è diventato necessario avere argomenti il più POLITICALLY CORRECT possibile. Solo così si ottiene l’attenzione della stampa. E’ per questo che più o meno inconsciamente l’attenzione viene spostata dal conflitto papà/mamma (uomo/donna) al danno per i figli. Viene preso uno degli aspetti del problema (quello più “digeribile” per la stampa, quello più spendibile) e il dibattito  finisce per incentrarsi esclusivamente su quello, alla ricerca dell’empatia per la vittima FIGLIO piuttosto che per la vittima uomo, per la quale l’empatia non avviene.

Questo aspetto, completamente diverso dalla strategia comunicativa del MoMas, molto più diretta, non facilita certo la comunicazione tra i due mondi: laddove spesso, A CONTRARIO, i militanti della QM possono a volte sembrare, agli occhi dei Padri Separati, solo dei vacui intellettuali di genere che non fanno niente di utile, esprimendosi altresì con un linguaggio così diretto da risultare spesso indigeribile o incomprensibile agli occhi dell’opinione pubblica.

Ancora una volta diventa un problema di comunicazione, che risulta fondamentale. E che va risolto.

 Giorgiogal

22 com

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...di Winston Churchill:

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...di Charles Péguy:

C’è un solo avventuriero al mondo, e ciò si vede soprattutto nel mondo moderno: è il padre di famiglia. Gli altri, i peggiori avventurieri, non sono nulla, non lo sono per niente al suo confronto. Tutto è sapientemente organizzato contro di lui. Fa pena, è esposto a tutto, ai quodlibet, alle ingiurie, al peggio di tutto: a una sorta di riprovazione, di malevolenza universale, di presa in giro, di tacita ingiuria

...di Charles Baudelaire:

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...di Oscar Wilde:

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...di Barack Obama:

Il padre è insegnante e maestro. E’ mentore e modello di comportamento. E’ l’esempio del successo e lo sprone al suo raggiungimento. ……..Conosciamo le statistiche: i bambini che crescono senza la figura del padre sono molto più facilmente soggetti a lasciare la scuola, a compiere crimini e a finire in prigione. Sono anche molto più facilmente vittime di disturbi comportamentali…

...di Claudio Risè:

Una società siffatta, "senza padri", nella quale tutti dunque rimangono "figli", é, come dimostrano le cronache, infantile, e sostanzialmente perversa. Perché sia così lo spiego in tutti i miei libri, ma lo faceva già benissimo Sigmund Freud nel 1905, non osando peraltro pensare che le patologie individuali da lui descritte diventassero endemiche, e venissero addirittura promosse dall'organizzazione sociale, attraverso la "rimozione" della figura che nell'essere umano ne impedisce lo sviluppo: il padre, appunto.

...di Oriana Fallaci:

Oh, non mi fraintenda: capisco anche il concetto di paternità. Lo vedrà nel mio romanzo, se farò in tempo a finirlo. Lo capisco così bene che parteggio con tutta l'anima pei padri divorziati che reclamano la custodia del figlio. Condanno i giudici che quel figlio lo affidano all'ex-moglie e basta, e ritengo che nella nostra società oggi si trovino più buoni padri che buone madri. (Segua la cronaca. Quando un padre impazzito ammazza un figlio, ammazza anche sé stesso. Quando una madre impazzita ammazza un figlio, non si ammazza affatto e va dal parrucchiere)

...di Alain Minc:

Alla parola parità, i deputati si mettono sull'attenti. Alla parola donna, tremano. Il vostro potere è assoluto: i parlamentari cercano di anticipare i vostri desideri, come i cortigiani di un Luigi XIV o di un Napoleone

luoghi di culto


in città, la popolazione di fede cristiana usa pregare in questo modo:

Ave Giuseppe, pieno di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetto fra gli uomini, e benedetto è il frutto del seno della tua Sposa, Gesù. Ave Giuseppe, padre putativo di Cristo, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

in città, la popolazione di fede islamica ama ricordare nelle proprie proghiere il versetto 33 della sura XXXI (Luqmân):

Uomini, temete il vostro Signore e paventate il Giorno in cui il padre non
potrà soddisfare il figlio né il figlio potrà soddisfare il padre in alcunché. La
promessa di Allah è verità. Badate che non vi inganni la vita terrena e non vi
inganni su Allah l'Ingannatore.

iniziative permanenti

  • lettera aperta al ministro Mara Carfagna

    Preliminarmente ed a latere della manifestazione di Roma svoltasi il 5 ottobre 2011 con ampia partecipazione di sigle associative e grande successo di pubblico, è stata elaborata – da parte di alcune cittadine e cittadini per le VERE pari opportunità senza pregiudizi – e consegnata al ministro pro-tempore per le pari Opportunità Mara Carfagna una lettera aperta che questo sito fa propria e ben volentieri pubblica, invitando i lettori ed i passanti che si riconoscano con quanto espresso a volerla inoltrare al Ministero a proprio nome (in cartaceo o in email, con nome proprio o anche in nickname), possibilmente dandone [...]

    (Nessun commento)

Leggi e commenta gli articoli di "teoria marziana"

  • “Il cucchiaio non esiste”: la strada possibile per la soluzione della Questione Maschile

    (terzo articolo della serie “teoria marziana”)
    di Carlo Zijno (editore MM)
    Abbiamo visto nel precedente articolo della serie “teoria marziana” come la Questione Maschile  sia stata originata da una sorta di “lotta di classe” che si è svolta contro di noi in questi anni, lotta di classe che è stata possibile – anche da parte settori sociali [...]

    (10 commenti)

  • le cause della Questione Maschile

    di Carlo Zijno
    Prosegue la serie di articoli taggati “teoria marziana”: nel precedente abbiamo analizzato le definizioni di QM pregresse, riducendole ad una soltanto che – applicata ai vari casi pratici – ha dimostrato di funzionare; in questo passeremo allo studio delle cause, delle origini della QM.
    Già le definizioni forniteci in quella occasione contenevano delle indicazioni [...]

    (6 commenti)

  • Questione Maschile. La mia definizione

    di Carlo Zijno
    Data al 2001 la mia prima adesione ad un MoMas, ed era Uomini3000. Poi è seguita l’adesione a Maschi selvatici, e tante altre iniziative in tutto il corso del decennio: ho visto nascere (e qualche volta ne sono stato il promotore, come nel caso di MetroMaschile) blog, gruppi e siti.   
    Da allora, e [...]

    (15 commenti)

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