articolo apparso per la prima volta sul vecchio  ”MetroMaschile” in data 3 giugno 2009

Apprendo, nel leggere il blog di Claudio Risè, che la tanto attesa (non dal sottoscritto) riforma dei cognomi si trova in dirittura d’arrivo. Secondo tale riforma al tradizionale cognome paterno ne verrà affiancato un’altro, materno (prima o dopo? Ah, che problema!), decidendo poi la persona in questione quale dei due vorrà trasmettere a sua volta ai propri figli.

Nel mio piccolo, concordo con il Prof. Risè quando afferma la portata simbolica – in termini di appartenenza ed identità – del cognome, così come convengo che sia oggettivamente ingiusto, attualmente, che la Madre non possa trasmettere il proprio alla prole; sempre allo stesso modo sono fermamente convinto che procedere secondo un principio di rivincita – vendetta per le passate discriminazioni costituisca una deriva sociale dagli effetti per tutto deleteri.

Però, sempre nel mio piccolo, sono anche fermamente convinto che proprio per la medesima grande portata simbolica della faccenda i singoli individui non dovrebbero avere alcuna possibilità di scelta e che l’abolizione del cognome paterno sia una follia, in termini di ulteriore allontanamento del Padre dalla famiglia e dai figli con tutti i disastri sociali che ne derivano.

Non nascondiamoci dietro un dito. Questa riforma di fatto è la fine di quel simbolo millenario – il cognome maschile – di reciproca appartenenza ed identificazione tra Padri e figli.

Ma può esistere una soluzione in grado di salvare capra e cavoli, ossia dare riconoscimento alle giuste rivendicazioni femminili senza dover cancellare questo simbolo di appartenenza? La risposta è si.

Si tratta infatti di un tema al quale sono particolarmente sensibile e che ho già studiato in precedenza, essendomene occupato fin dal 2005 dapprima con una ricerca per la redazione di Uomini3000, in seguito anche con un articolo su questo blog (cliccare sul tag “riforma dei cognomi”).

In questi elaborati sostenevo una tesi alla quale io credo ancora fermamente perché costituisce a mio avviso l’uovo di colombo, e che è questa: alla prole vengono trasmessi i cognomi di entrambi i genitori, ma le femmine trasmetteranno alla generazione successiva solo il cognome della Madre, i maschi solo quello del Padre.

Gli effetti pratici di un tale assetto sarebbero che l’attuale “lignaggio maschile” rimarrebbe inalterato (perchè effettivamente ora è così, tutta la prole eredita il cognome del padre ma solo i maschi la trasmettono alla generazione successiva) ma verrebbe affiancato da un analogo cognome femminile funzionante in maniera assolutamente speculare (tutta la prole lo eredita, ma solo le femmine lo trasmettono alla generazione successiva).

Credete che una soluzione così semplice fosse fuori della portata di legislatori e politici? No, ma nessuno ci ha pensato (rectius: nessuno ci ha voluto pensare): probabilmente perchè, nella sua semplicità e razionale spirito di giustizia, non era fungibile agli scopi ideologici del politicamente corretto secondo cui si rende giustizia alle donne bastonando gli uomini – meglio se Padri – e secondo cui quanto più l’individuo è sovrano nel suo arbitrio, legibus solutus, più è libero.

none
articolo apparso per la prima volta sul vecchio  ”MetroMaschile” in data 10 febbraio 2009

Durante le scorse festività Natalizie ho approfittato della serenità familiare e domestica anche per incrementare le mie letture, speciamente in un’ottica di spiritualità (non esclusivamente cristiana). Tra gli altri ho avuto modo di leggere – su consiglio di mia moglie – questo straordinario libro della Allende, che così è presentato sul sito della Feltrinelli: Una nuova avventura per Nadia e Alex, sulle nevi himalayane, alle prese questa volta con un malefico piano per trafugare la statua del drago d’oro dai poteri divinatori e di rapire il re del regno proibito, l’unico che può interpellarla.

La storia è in realtà un “manabile” di spiritualità tibetana, in un mondo magico dominato da energie sottili e da una profonda connessione con l’universo invisibile. In questo contesto, salta agli occhi il particolarissimo rapporto tra il lama Tiensing e il suo allievo Dil – Bahadur, principe ereditario affidato dal proprio Padre, il re, all’antico maestro affinche provveda alla sua educazione spirituale e impari a percorrere le vie del potere che ne sono sottese.

Alcuni passi colpiscono. A pagina 153 (capitolo XII, “la medicina della mente”), in occasione del salvataggio della giovane Nadia, possiamo leggere:

dovevano considerare il nemico come un maestro che offriva loro l’opportunità di controllare le proprie passioni e di imparare qualcosa su se stessi. La prospettiva di aggredire qualcuno non si era mai presentata.

“come potrò tirare contro uomini dal cuore puro, maestro?”

“E’ permesso solo se non c’è alternativa e quando si ha la certezza che la causa sia giusta, Dil Bahadur”

“mi pare che in questo caso esista tale certezza, maestro”

“che tutti gli esseri viventi godano di sorte favorevole e che nessuno sperimenti la sofferenza” recitarono insieme mestro e discepolo, augurandosi di cuore di non vedersi obbligati a ricorrere a nessuna delle loro mortali conoscenze di arti marziali.

La falsariga del libro è proprio questa fortissima sintonia tra i due, laddove si va ben oltre la mera ammirazione per le capacità del maestro e del suo percorso di vita, ben oltre quello che può essere lo spirito di emulazione, fino a sembrare, quasi, una forma di plagio o di autoannullamento: in realtà è un tipo di rapporto la cui caratteristica è una perfetta intesa personale e d’intenti, un percorrere insieme (per il maestro un ripercorrere) un sentiero con il medesimo esatto passo e la medesima direzione.

E’ un tipo di rapporto così profondo da potersi chiamare, davvero, paternità spirituale e che ho visto fiorire perlopiù (ma non escusivamente) in determinati rapporti: quali allenatore ed atleta, insegnante ed allievo, sacerdote e seminarista, ufficiale e soldato al fronte… etc.

Paternità spirituale che in nulla ostacola la paternità “terrestre”, effettiva, anzi la facilita perchè il compito del lama Tiensing è proprio quello di riportare Dil Bahadur – adeguatamente istruito sulle strade del potere personale (che in ottica buddista è distacco dalle passioni e disciplina della mente) – al Re suo Padre, affinchè quest’ultimo lo possa investire della sua stessa autorità e farne il suo successore effettivo.

Ed è proprio Tiensing, infatti, che in una determinata circostanza informa lo stupefatto Dil Bahadur che il loro rapporto è sostanzialmente finito e che dovrà rientrare nella capitale per prendere il suo posto accanto a suo padre, mentre Tiensig stesso si sarebbe ritirato per alcuni anni nella valle degli Yeti.

Si tratta della medesima circostanza nella quale l’antico maestro comunica altresì al sempre più stupefatto allievo di non preoccuparsi perchè, tanto, dopo questo suo ritiro si sarebbero rivisti per… provvedere all’educazione del figlio maschio che il giovane avrebbe avuto di lì a poco, non appena sposata la fanciulla (Pena) la cui energia il maestro aveva già sentito arrivare.

E’ una falsariga, quella appena esposta, che come al solito non è stata colta da critici e commentatori ma che non può sfuggire a chi possiede occhi per vederla.

Il libro, tra l’altro, ha il pregio di essere interamente leggibile all’indirizzo http://books.google.it/, semplicemente digitando il titolo nella casella di ricerca. Approfittatene finché dura…

none

entra o registrati per commentare gli articoli o partecipare ai gruppi di discussione di MMTRIBE

siti presenti in MetroMaschile Web Editor

categorie

tag cloud

avvisi ai naviganti Barnart Rino cinema convegni corrispondenze estere costituzione del sito diritto economia editoriali femminilizzazione della società fenomeni politici fenomeni sociali Giordano Gaetano letteratura libri medicina modelli culturali movimenti maschili narrazione femminista Nestola Fabio passaggi maschili paternità putativa paternità spirituale paternità umiliata proposte psicoantropologia religioni e spiritualità riconoscimento di paternità riforma dei cognomi ruolo del Padre salute maschile saluti e messaggi sessualità maschile stalking stampa statistiche studi e ricerche televisione tutela della paternità violenza di genere

pagine informative

linkologia ulteriore (per approfondire):

1. associazioni e movimenti

2. siti informativi e tematici

3. siti personali

4. blogs

5. separazione, divorzio, affido

6. siti e blog antifemministi

canali di diffusione

Upnews.it ziczac Italian Bloggers

sei il visitatore n.

parchi pubblici cittadini. Riflessioni passeggiando…

...di Winston Churchill:

Un uomo non vale per i soldi che ha, ma per il credito di cui gode

...di Charles Péguy:

C’è un solo avventuriero al mondo, e ciò si vede soprattutto nel mondo moderno: è il padre di famiglia. Gli altri, i peggiori avventurieri, non sono nulla, non lo sono per niente al suo confronto. Tutto è sapientemente organizzato contro di lui. Fa pena, è esposto a tutto, ai quodlibet, alle ingiurie, al peggio di tutto: a una sorta di riprovazione, di malevolenza universale, di presa in giro, di tacita ingiuria

...di Charles Baudelaire:

Gli uomini che meglio riescono a stare con le donne sono gli stessi che sanno starci benissimo senza

...di Oscar Wilde:

Almeno una volta nella vita ogni uomo cammina con Cristo verso Emmaus

...di Barack Obama:

Il padre è insegnante e maestro. E’ mentore e modello di comportamento. E’ l’esempio del successo e lo sprone al suo raggiungimento. ……..Conosciamo le statistiche: i bambini che crescono senza la figura del padre sono molto più facilmente soggetti a lasciare la scuola, a compiere crimini e a finire in prigione. Sono anche molto più facilmente vittime di disturbi comportamentali…

...di Claudio Risè:

Una società siffatta, "senza padri", nella quale tutti dunque rimangono "figli", é, come dimostrano le cronache, infantile, e sostanzialmente perversa. Perché sia così lo spiego in tutti i miei libri, ma lo faceva già benissimo Sigmund Freud nel 1905, non osando peraltro pensare che le patologie individuali da lui descritte diventassero endemiche, e venissero addirittura promosse dall'organizzazione sociale, attraverso la "rimozione" della figura che nell'essere umano ne impedisce lo sviluppo: il padre, appunto.

...di Oriana Fallaci:

Oh, non mi fraintenda: capisco anche il concetto di paternità. Lo vedrà nel mio romanzo, se farò in tempo a finirlo. Lo capisco così bene che parteggio con tutta l'anima pei padri divorziati che reclamano la custodia del figlio. Condanno i giudici che quel figlio lo affidano all'ex-moglie e basta, e ritengo che nella nostra società oggi si trovino più buoni padri che buone madri. (Segua la cronaca. Quando un padre impazzito ammazza un figlio, ammazza anche sé stesso. Quando una madre impazzita ammazza un figlio, non si ammazza affatto e va dal parrucchiere)

...di Alain Minc:

Alla parola parità, i deputati si mettono sull'attenti. Alla parola donna, tremano. Il vostro potere è assoluto: i parlamentari cercano di anticipare i vostri desideri, come i cortigiani di un Luigi XIV o di un Napoleone

luoghi di culto


in città, la popolazione di fede cristiana usa pregare in questo modo:

Ave Giuseppe, pieno di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetto fra gli uomini, e benedetto è il frutto del seno della tua Sposa, Gesù. Ave Giuseppe, padre putativo di Cristo, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

in città, la popolazione di fede islamica ama ricordare nelle proprie proghiere il versetto 33 della sura XXXI (Luqmân):

Uomini, temete il vostro Signore e paventate il Giorno in cui il padre non
potrà soddisfare il figlio né il figlio potrà soddisfare il padre in alcunché. La
promessa di Allah è verità. Badate che non vi inganni la vita terrena e non vi
inganni su Allah l'Ingannatore.

Leggi e commenta i nostri editoriali

  • Maggio 2010. Rifiuta il bavaglio!!

    riceviamo via email da Fabio Nestola (presidente della FENBI) e pubblichiamo l’articolo incollato di seguito, di cui non conociamo l’autore,  ma in cui questa redazione e questa testata si riconoscono totalmente ED ANZI NE FANNO IL PROPRIO EDITORIALE.  
    Qualora infatti fosse possibile da parte del governo censurare o multare o comunque in qualsiasi modo reprimere l’attività dei blogger [...]

    (5 commenti)

  • febbraio 2010. Siamo alle porte di una presa di coscienza collettiva per questa metà del cielo?

    Avevo iniziato l’anno non senza una punta di pessimismo. Il 2009 infatti potrà essere ricordato a ragione come  una specie di annus horribilis per la questione maschile.
    Dalla falsa emergenza stupri ed il conseguente incrudelimento del principio di inversione dell’onere della prova (si badi bene: non l’incrudelimento delle pene, che sarebbe anche condivisibile, ma dell’inversione dell’onere della prova), [...]

    (Nessun commento)

  • Gennaio 2010. Benvenuti alla Tortuga

    Era già da tempo che navigavo sugli oceani di Internet con la mia agile caravella, che si chiamava MetroMaschile, registrata presso il porto di blogger.
    I passeggeri aumentavano di giorno in giorno e fu così che ad un certo punto mi resi conto che avrei dovuto senza dubbio upgradarla.  In realtà, sognavo un galeone. Ma come [...]

    (Nessun commento)

archivio generale

  1. di Recente:
  2. Articoli
  3. Commenti

echi dalla piattaforma:

RSS in diretta dal forum sulla questione maschile

  • Re: eh ma allora... cos'è il femminismo? 3 settembre 2010
    Citazione di: jorek - Settembre 02, 2010, 16:14:00 il femminismo....è come il maoismo:parte a sinistra e finisce a destra.era nato come liberazione della donna vista come fondamentale per la distruzione del capitalismo, ed è diventa... […]
  • Re: Presto, presto, salviamola!! 3 settembre 2010
    Citazione di: madjakk - Oggi alle 00:30:29Come mai ve la siete presa tutti con gli Stati Uniti? Sembra sia partito tutto dalla Francia...Dove sia iniziata la campagna (che con la salvezza della condannata a mort... […]
  • Eh,'ste donne...le trattate proprio come cani... 3 settembre 2010
    http://www.femminedelsud.info/satira_archives/il-giudice-alla-signora-mi-dica-perche-vuole-divorziare-da-suo-marito/Il giudice alla signora: “Mi dica, perchè vuole divorziare da suo marito”“Eh, signor giudice, mi tratta come un cane!”“La maltratta,... […]
  • Re: Presto, presto, salviamola!! 3 settembre 2010
    Citazione di: Giulia - Ieri alle 21:31:42cmq non è che le condanne a morte degli usa siano accolte così bene  in italia....Infatti cio' che e' piu' inaccettabile e' l'indignazione U.S.A., paese che applica con "... […]
  • Re: Presto, presto, salviamola!! 3 settembre 2010
    Come mai ve la siete presa tutti con gli Stati Uniti? Sembra sia partito tutto dalla Francia... […]

RSS in diretta da Algoritmi Maschili

RSS in diretta da AltroSenso

RSS in diretta da La Parola degli Uomini/Padri

echi da tutti i siti e blog – linkati o meno – che si ritengano a qualsiasi titolo e a qualsiasi livello coinvolti con la questione maschile

disclaimer

Le idee, i concetti e gli spunti che vengono elaborati in questo blog sono assolutamente copyleft; se ne incoraggia anzi la diffusione. Per quanto riguarda i testi, questi sono liberamente riproducibili, utilizzabili ed esportabili in qualsivoglia contesto, a patto che se ne dichiari esplicitamente la fonte. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro uso violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’admin del sito che provvederà alla loro pronta rimozione. L’autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post.

Flickr photos

  •  The Way Home
  • VIstas de Pokara desde Sagarkot
  •  The Way Home
  • D700_20100815_0024.jpg
  •  The Way Home
  •  The Way Home
  •  The Way Home
  • River Wye and Symonds Yat
  • A postcard view of a stream
  • Surfer::::::::::::::::::::::
  • D700_20100815_0026 cnx.jpg
  • tantissima H2O