di Fabio Nestola (presidente FENBI)

Argomento spinoso, quello delle separazioni

Seppure con radici antiche, nella sua genesi è sempre rimasto di difficile trattazione, sostanzialmente impopolare in quanto non amalgamato al “politically correct”.

Tocca interessi troppo complessi, che solo una analisi miope può circoscrivere al business.

È vero: il denaro che ruota attorno alle separazioni conflittuali è tanto; come sono tante le figure che hanno un ruolo nella spartizione della torta, o che  sgomitano per averlo.

Ma è riduttivo farne una questione di mero interesse, c’è altro.

Si rende necessaria una riflessione: qualunque iniziativa per la certezza del Diritto, per le pari opportunità e per la tutela dei diritti dei minori godrebbe di ampi consensi e verrebbe salutata come una battaglia di civiltà.

Qualunque, tranne la riforma delle modalità di affido dei figli.

Da decenni viene utilizzato con accanimento lo stereotipo del polverone alzato dai padri che vogliono pagare meno o non vogliono pagare affatto.

Negli ultimi mesi la denigrazione si è inasprita, prendendo una deriva diversa: ora viene etichettata come la battaglia dei padri che vogliono destabilizzare la democrazia, l’attacco dei padri a magistratura e servizi sociali, o peggio ancora la guerra dei padri “dediti a pedofilia e femminicidio”, testuale.

Poco importa se si è passati dal dai padri tirchi al dipingerli come una categoria di  golpisti, pervertiti e criminali, la costante rimane un curioso accanimento contro i padri… per dare al Movimento a sostegno dell’affido condiviso quella caratteristica che il Movimento stesso non ha.

Piaccia o meno, non è una battaglia dei padri.

Come mai tanta feroce ostinazione nel gemellare una presunta guerra dei padri alla riforma del Diritto di Famiglia?

Serve ad un disegno superiore? Padri in guerra, quindi uomini aggressivi e donne vittime. La GNF (Grande Narrazione Femminista, ndr) lo sostiene da sempre: contro chi può essere una guerra maschile se non contro le donne?

Padri in guerra = madri a rischio, l’equazione è pronta.

Vengono taciute le caratteristiche positive quali certezza del Diritto, pari opportunità per tutti i cittadini e soprattutto diritti dei minori; meglio creare allarme dipingendo la spinta per la riforma come una guerra contro le donne.

Ecco l’appello intrinseco al “politically correct”: è un attacco alla donna, quindi negativo, pericoloso, destabilizzante, da stroncare con ogni mezzo.

Non è vero, ma l’importante è sostenerlo sempre, comunque, dovunque, in una escalation di denigrazione.

La mistificazione aggredisce ogni iniziativa, da proposte e disegni di legge alle manifestazioni, dagli emendamenti ai convegni.

Ogni volta che il Movimento promuove un testo si rispolvera “la guerra dei padri”, ogni volta che il Movimento scende in piazza è “la guerra dei padri”, ogni convegno è organizzato dai “padri pedofili ed assassini in guerra contro la democrazia e contro le donne”.

Una guerra dei sessi che esiste solo negli incrollabili preconcetti dei denigratori.

Vi infulcrano di tutto da decenni, è dura cambiare registro.
La realtà è diversa da come la dipinge il fronte contrario all’affido condiviso: non sono le associazioni di padri a chiedere la riforma per un vero e concreto affido condiviso, ma un intero Movimento trasversale fatto di privato sociale, mondo accademico, parlamentari, amministratori locali, rappresentanti sindacali, associazioni di professionisti: padri, madri, sorelle, nonne, nonni, nuove compagne, figli ormai adulti di genitori separati, e poi psicologi, criminologi, sociologi, pedagogisti, antropologi, ricercatori, mediatori, avvocati e magistrati.

Sono parte attiva del Movimento e/o si sono espressi a favore dell’affido condiviso e dei DDL in discussione al Senato diverse associazioni forensi, associazioni multidisciplinari, associazioni di mediatori familiari, Lega Italiana Divorzio Breve,  CMS (comitato madri separate), Mamme Separate di Como, Movimento Femminile Parità Genitoriale, LADDES (libera associazione donne separate e divorziate), Associazioni di nonne e nonni, CIATDM (coordinamento internazionale tutela dei minori), Federcasalinghe.

Tutte strutture – com’è noto – piene zeppe di pericolosissimi padri che tramano per distruggere la democrazia, uccidere le donne e violentare i bambini.

Il 5 ottobre il Movimento scende in piazza, per una manifestazione indetta dal Movimento Femminile Parità Genitoriale

L’iniziativa è a sostegno della bigenitorialità, dei diritti dei minori e dell’affido condiviso

SE CREDI…

  • Se credi che i ruoli della madre e del padre siano complementari, ed entrambi indispensabili ad un equilibrato sviluppo dei figli;
  • Se credi che la bigenitorialità sia un valore, e che tale valore debba sopravvivere alla rottura della coppia;
  • Se credi che i figli mantengano inalterati i propri diritti, a prescindere dallo stato civile dei genitori;
  • Se credi che l’affido vissuto come possesso esclusivo sia una stortura a beneficio degli adulti ed una lesione dei diritti dei minori;
  • Se credi che vendette e rancori personali non debbano essere veicolati attraverso i figli;
  • Se credi che il disagio della famiglia separata non sia risolvibile col mero intervento giuridico;
  • Se credi che la normativa debba tutelare il diritto dei minori e non i privilegi degli adulti;
  • Se credi che il progetto genitoriale non sia un contratto che può essere sciolto da un magistrato;
  • Se credi che la nuova legge sull’affido dei figli sia un patrimonio della crescita sociale e culturale della Nazione;
  • Se credi che l’accanimento nel rifiutarsi di applicarla sia una grave violazione del Diritto, dell’impegno delle associazioni che hanno chiesto la riforma, della volontà del legislatore che l’ha scritta, del voto del Parlamento che l’ha varata;

sei un/una convinto/a sostenitore/sostenitrice della tutela dei diritti dei minori, del valore della bigenitorialità e dell’affido condiviso in caso di separazione, divorzio o cessazione di convivenza.

Per promuovere il principio di indissolubilità del ruolo genitoriale, per garantire ai figli una linea di continuità nei diritti dell’infanzia anche dopo la separazione dei genitori, sostieni la riforma dell’affido condiviso ed aderisci alla manifestazione del 5 ottobre a Roma, piazza Montecitorio

3 com

di: S.G.A. (militante MoMas)

Il secondo Congresso Internazionale Antifemminista organizzato dall’associazione svizzera IG Antifeminismus (IGAF) ha avuto luogo il 25 giugno 2011 nella cittadina di Winterthur, vicino a Zurigo (Svizzera)

Lo svolgimento del primo Congresso,  l’anno scorso,  era stato messo in pericolo, una settimana prima dell’evento, da minacce, forti pressioni dalle istituzioni e danneggiamenti delle sedi prescelte da parte di simpatizzanti femministi, costringendo l’associazione a cambiare per tre volte la sede e rendendo intimidatoria oltre che difficoltosa la partecipazione degli interessati (http://metromaschile.it/altrosenso/2010/11/01/convegno-a-zurigo/).

Imparata la lezione e preso atto dei comportamenti “democratici” di certi movimenti femministi, questa volta l’IGAF ha comunicato in maniera confidenziale la sede ai partecipanti solo due giorni prima dell’evento e ha predisposto forti misure di sicurezza e controllo dell’identità all’entrata. In questo modo l’evento si è potuto svolgere in maniera tranquilla e senza danneggiamenti né proteste ingaggiate fuori dal Congresso.

Il programma  (http://www.antifeminismus.ch/internationales-antifeminismus-treffen/informationen/index.php) è stato denso. Le prime parole sono state quelle di benvenuto, tra cui i saluti dall’Italia (10:10 – Begrüssungsworte aus Italien (Parole di benvenuto dall’Italia – S.G.A. Membro MoMas), oltre che dalla Spagna.

In questi pochi momenti a disposizione del MoMas italiano è stato presentato anche il Centro Studio di Violenza delle donne (www.violenza-donne.blogspot.com/), in qualche modo collegabile tra l’altro con l’ultimo intervento del conferenziere Prof. Dr. Gerhard Amendt, professore universitario a Vienna, riguardante la violenza domestica. Il Prof. Dr. Amendt ha elencato una serie di studi realizzati sulla violenza domestica, tra i quali l’Inchiesta Nazionale realizzata da Richard Gelles, Murray Straus e Suzanne Steinmetz negli Stati Uniti. Tutti concludono che la violenza domestica è bidirezionale e simmetrica tra i sessi. Dopodiché ha fatto visionare un filmato e un manifesto del Ministero delle Donne (FrauenMinisterium), dove i ruoli di vittima e di carnefice erano chiaramente definiti: la donna e i bambini, le vittime; l’uomo, il carnefice.

Ogni conferenziere ha concentrato il proprio intervento nell’ambito d’interesse. Lo scrittore Bernhard Lassahn ha parlato sulla strumentalizzazione e sull’infondatezza della denuncia femminista di sessismo del linguaggio nella lingua tedesca.  Alfredo  E. Stüssi,  Presidente di Subitas, associazione di uomini e padri separati in Svizzera, ha approfondito la problematica della questione maschile in Svizzera.

La giornalista Gabriele Kuby ha criticato la distruzione dei valori che l’ideologia femminista ha messo in atto nella società: separazioni, aborto, figli cresciuti senza padri,… Da cattolica dichiarata si ha augurato un ritorno ai valori familiari e s’appellato agli uomini perché questi ritrovino i valori forti, in quanto le donne attualmente non ne sono capaci. 

Lo scrittore Michail Savvakis, autore del sito http://www.maskulist.de , ha realizzato un analisi filosofico e critico del femminismo, denunciando la “mistica” creata dietro questa ideologia allo scopo di rivendicare delle istanze di potere.

Secondo il Dr. Pirmin Meier i problemi degli uomini risiedono nel fatto che non esiste una “consapevolezza di gruppo”, come esiste tra le donne o gli omosessuali. A questo punto, il Dr. Meier ha fatto un’analisi storica del movimento omosessuale, di come i loro membri hanno acquisito la consapevolezza di esserlo e come solo allora hanno riconosciuto e preteso una serie di istanze. Gli uomini, imparando da questi processi precedenti, dovrebbero arrivare alla consapevolezza di essere un gruppo specifico con bisogni propri e differenziati.

Infine è intervenuta Monika Ebeling descrivendo di forma molto critica la situazione attuale e le politiche “paritarie”. Durante il suo intervento la psicoterapeuta Ebeling ha fatto accenno alla sua esperienza personale lavorando come responsabile nei servizi sociali per le pari opportunità della città di Goslar in Niedersachsen (Germania). A causa della sua presa di posizione nella difesa dei diritti, non soltanto delle donne ma anche degli uomini, M. Ebeling ha subìto una forte opposizione interna fino ad essere licenziata, su richiesta dei partiti di sinistra (Socialisti SPD e Verdi), con la motivazione che  si sarebbe occupata troppo degli uomini discriminati e troppo poco delle donne discriminate. (Nei giornali link: http://www.sueddeutsche.de/karriere/entlassene-gleichstellungsbeauftragte-im-gespraech-maenner-werden-benachteiligt-1.1099088)

Una pluralità di vedute dei relatori, alcune volte non condivise da tutti, ma comunque importanti nella definizione e comprensione del fenomeno “femminismo”.

Per quanto riguarda le problematiche dei padri sulla sottrazione dei figli dalle ex-moglie e dallo Stato, le associazione tedesche di Padri Separati hanno realizzato un film-documentario “Der entsorgte Vater”, portato al cinema e trasmesso ormai delle principali rete TV in Germania ZDF o ARD, di cui per adesso c’è unicamente la versione in inglese (http://www.der-entsorgte-vater.de/ o Trailer www.youtube.com/watch?v=iaKMR7RTzrs)

Tra i conferenzieri, ha preso la parola anche il presidente dell’Associazioni di Uomini svizzeri (Präsident des Dachverbandes der Schweizer Männer- und Väterorganisationen), Markus Theunert, avverso all’impostazione del Congresso e conosciuto per le sue posizioni femministe,  cioè quel che nell’ambiente MoMas si definisce come “maschiopentito”.  In questo modo IGAF ha voluto dare voce anche alla contestazione, aprirsi democraticamente al dibattito.

La stampa locale ha partecipato all’evento e le notizie stampa sono raccolte e possono essere visualizzate in questo link: http://www.antifeminismus.ch/internationales-antifeminismus-treffen/medienberichte/index.php . Leggendo le informazioni e visualizzando le trasmissioni delle TV locali, una riflessione da parte mia si impone. Fermo restando l’importanza che i mezzi stampa giocano o possono giocare nella diffusione al pubblico del Congresso e delle idee antifemministe, risulta paradossale come l’ideologia dominante, cioè quella femminista, si impone anche in queste notizie.

Lo spazio dedicato dalla stampa al Congresso è stata infatti egemonizzato dalla figura di Markus Theunert, il “maschiopentito”, e delle sue idee, tanto nei mezzi stampa cartacei come nelle trasmissioni TV (interviste). Tutti gli altri conferenzieri sono chiaramente ignorati, quando non appena menzionati nei mezzi stampa.

La strada è irta e in salita. Il Congresso rappresenta un altro piccolo passo importante in avanti verso la consapevolizzazione della società e l’internazionalizzazione del problema rappresentato dell’ideologia femminista. Una ideologia che padroneggia nelle istituzioni, nella stampa, nella società e nelle menti delle persone. Una ideologia che colpisce tutti, alcune volte in maniera diversa ma senza esclusioni, uomini e donne.

Qual sarà il prossimo piccolo passo in avanti?

S.G.A.

none

di Giorgiogal (Padre Separato ed esponente MoMas)

La differenza tra Padri separati e Mondo della Questione Maschile (QM) è tutta qua: i primi si muovono spesso senza aver messo completamente a fuoco l’origine del male (la QM) spinti dall’urgenza e dal dolore: non esiste niente, nella vita, di più straziante, lancinante dello “scippo” dei figli, del loro affetto, della loro presenza. E’ qualcosa che devasta. Anche le persone più forti e imperturbabili.

L’urgenza diventa quindi azione,  risoluzione del problema che colpisce buona parte di questa metà del cielo che si trovi a passare dal tritacarne delle separazioni e connessi parenti maschi e femmine, ma soprattutto i FIGLI.

In questo slancio non è importante la messa a fuoco del problema a monte, la QM, perché non c’è né la lucidità né il tempo per farlo. Non è un caso che ci si fermi alla superficie del problema additando i giudici, gli avvocati e i servizi sociali (assieme alle ex) quali COLPEVOLI del problema.

I secondi, invece, quel “resto del mondo della QM“, non vivendo spesso sulla propria pelle l’impellenza della risoluzione del problema, hanno la lucidità che manca ai primi per scandagliare il pensiero alla ricerca delle cause ultime ma non hanno il pragmatismo del fare, limitati, appunto, alla ricerca delle ragioni.

Spesso, in quel mondo, è talmente importante la ricerca delle ragioni remote rispetto all’azione che si tende, da alcune parti, a discriminare i Padri Separati a seconda se facciano quello che fanno CONSAPEVOLMENTE come soluzione alla QM o meno: laddove nel primo caso si riconosce loro l’importanza del contributo, se invece non lo fanno consapevolmente (e sappiamo che spesso è così in base al mio ragionamento di prima) ALLORA c’è la tentazione di non riconoscerlo.

Tradotto in altre parole si ha l’impressione che il mondo che si occupa della QM sia talmente orientato al PENSIERO da valutare l’AZIONE sole se in conseguenza di quello. Mancando quindi di pragmatismo.

I Padri Separati, per contro, sono talmente orientati all’AZIONE da non sentire l’esigenza di mettere a fuoco il PENSIERO. Non manca loro l’efficacia, ma la strategia, tanto pieni di tattica quali sono.

Il punto allora diventa: si può vincere la guerra con la tattica senza strategia? Forse sì, ma ci vuole molto più tempo. D’altra parte, però, se la strategia ancora manca, e non si scende in campo, è forte il rischio di venire sconfitti.

Come trasformare questa diversità di approccio in una ricchezza? Sta qua il difficile. Di sicuro cercando di venirsi incontro. Cercando un linguaggio comune che sia reciprocamente comprensibile.

Per i PS, a prescindere dalla consapevolezza, risulta estremamente importante ottenere VISIBILITA’ da parte dei media. Per ottenere questo (e in questo si sono fatti passi avanti enormi) è diventato necessario avere argomenti il più POLITICALLY CORRECT possibile. Solo così si ottiene l’attenzione della stampa. E’ per questo che più o meno inconsciamente l’attenzione viene spostata dal conflitto papà/mamma (uomo/donna) al danno per i figli. Viene preso uno degli aspetti del problema (quello più “digeribile” per la stampa, quello più spendibile) e il dibattito  finisce per incentrarsi esclusivamente su quello, alla ricerca dell’empatia per la vittima FIGLIO piuttosto che per la vittima uomo, per la quale l’empatia non avviene.

Questo aspetto, completamente diverso dalla strategia comunicativa del MoMas, molto più diretta, non facilita certo la comunicazione tra i due mondi: laddove spesso, A CONTRARIO, i militanti della QM possono a volte sembrare, agli occhi dei Padri Separati, solo dei vacui intellettuali di genere che non fanno niente di utile, esprimendosi altresì con un linguaggio così diretto da risultare spesso indigeribile o incomprensibile agli occhi dell’opinione pubblica.

Ancora una volta diventa un problema di comunicazione, che risulta fondamentale. E che va risolto.

 Giorgiogal

22 com

Se un blog è lo spazio di una sola persona, questo non lo è.  Infatti progessivamente vi si troveranno interventi e contributi di diverse provenienze.  Il primo è di una vecchia conoscenza dell’universo MoMas,  Alter Ille. Proprio lui.

______________*****______________

Cara Michelle, hai dato vita al personaggio di Roberta, una stupenda giovane donna che reclamizzava con il suo irresistibile sedere le mini-mutandine di una marca di intimo, giustamente divenuta poi molto famosa.  Sinceramente, Mutandine1come tutti, non ho potuto all’epoca (ero molto giovane) non esserne sedotto e vivere  un sentimento di stupore e alla fin fine di affetto per Roberta: una donna, l’ immagine della giovinezza  e della bellezza, che ti si presenta nelle sue scoperte grazie proposte in gigantografie sui muri, nelle locandine dei negozi, sulle strade, sulle riviste, ogni giorno e per mesi e ovunque posi gli occhi, non può che diventare una specie di “morosa” anche se irraggiungibile.

Una morosa fantastica e nella sola fantasia. Per questa “morosaggine” indotta dalla onnipresente campagna di vendita delle mutandine,  fondata sui meriti estetici del tuo sedere, ti sono riconoscente. Anche se non ti avevo chiesto di suscitare in me, emozioni così potenti. E la cosa, a ben vedere, non è di poco conto. Insomma c’è da ragionarci su, magari in  materia di rispetto e diritti altrui. Forse di violenza? in base ai recenti criteri di valutazione non è da escludere: se c’è lo “sguardo molesto”,  o l’ “espressione molesta” ci sarà a maggior ragione il “sedere molesto”, o no?

In questi giorni di metà novembre  intendi chiedere agli Italiani, quindi anche a me, un sms per finanziare l’ennesima campagna contro la violenza sulle donne. La violenza detta di genere, ovvero maschile. Mi dispiace di questa richiesta. Non per l’obiettivo che è sacrosanto.  Ma mi sento un po’ tradito: la bellezza la si pensa sempre associata alla bontà intesa come grandezza d’animo: kalòs kai agazòs, già i Greci la pensavano così.

Lo darei molto volentieri l’euro se fosse richiesto secondo verità, con lealtà e trasparenza. Ovvero contro la violenza fra i generi, non di genere: basta un Europiccolo sforzo di onestà intellettuale e si vanno a leggere gli studi seri che dimostrano, o per lo meno fanno davvero pensare, dati alla mano, che ahimè le donne sono violente, magari anche in un loro modo speciale, quanto gli uomini. Anzi, verso i minori sono molto, ma molto più violente dei maschi. E in questo caso nel modo assolutamente tradizionale. Insomma siamo figli tutti di Adamo e di Eva, ma anche tutte.

E i maschi cominciano adesso ad accorgersi che si può fare a meno di subire la violenza femminile. E incominciano giustamente a riconoscerla come tale e a denunciarla.

Mi ha pertanto deluso il vezzo di tirarsi fuori,  “in quanto donna”, dalla responsabilità propriamente e amaramente umana della violenza verso il prossimo, maschile e femminile. Perché non fare menzione della violenza femminile? che è esercitata, come sanno benissimo le donne, quotidianamente e sotto gli occhi di tutti contro donne, maschi, minori, per non parlare poi dell’ecatombe di nascituri? Questo silenzio, questa consapevole rimozione la considero un cedere alla propaganda, forse per non mettersi in discussione. E sono anche convinto che questo silenzio toglie credibilità alla tua iniziativa. E questo non fa bene a nessuno.

Quello poi, da innocentissima, di alzare pire mediatiche su cui bruciare i Piramaschi italiani, proprio quelli che hanno decretato il tuo successo,  volendoti bene, e perdonandoti il tuo pressante autoinvito a “morosare”, seppure di fantasia, per “interposta Roberta”, mi sembra davvero privo di un sentimento che onora chi lo vive: la riconoscenza.

Se mai vorrai raccogliere fondi tramite sms per la violenza nei rapporti tra i generi, che di recente sembra prevalere sulla tradizionale antica amicizia e solidarietà, un sms vorrei pertanto chiederlo anche a te, ma per me. Anzi per noi maschi tutti. Perché?  perché il tuo strepitoso lato B, non era possibile non vederlo: molto eccitante ed emozionante, anche travolgente, certamente gradevolissimo, e grazie a noi maschi un successo straordinario per te, ma anche, non richiesto.

Alter Ille

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parchi pubblici cittadini. Riflessioni passeggiando…

...di Winston Churchill:

Un uomo non vale per i soldi che ha, ma per il credito di cui gode

...di Charles Péguy:

C’è un solo avventuriero al mondo, e ciò si vede soprattutto nel mondo moderno: è il padre di famiglia. Gli altri, i peggiori avventurieri, non sono nulla, non lo sono per niente al suo confronto. Tutto è sapientemente organizzato contro di lui. Fa pena, è esposto a tutto, ai quodlibet, alle ingiurie, al peggio di tutto: a una sorta di riprovazione, di malevolenza universale, di presa in giro, di tacita ingiuria

...di Charles Baudelaire:

Gli uomini che meglio riescono a stare con le donne sono gli stessi che sanno starci benissimo senza

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Almeno una volta nella vita ogni uomo cammina con Cristo verso Emmaus

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Il padre è insegnante e maestro. E’ mentore e modello di comportamento. E’ l’esempio del successo e lo sprone al suo raggiungimento. ……..Conosciamo le statistiche: i bambini che crescono senza la figura del padre sono molto più facilmente soggetti a lasciare la scuola, a compiere crimini e a finire in prigione. Sono anche molto più facilmente vittime di disturbi comportamentali…

...di Claudio Risè:

Una società siffatta, "senza padri", nella quale tutti dunque rimangono "figli", é, come dimostrano le cronache, infantile, e sostanzialmente perversa. Perché sia così lo spiego in tutti i miei libri, ma lo faceva già benissimo Sigmund Freud nel 1905, non osando peraltro pensare che le patologie individuali da lui descritte diventassero endemiche, e venissero addirittura promosse dall'organizzazione sociale, attraverso la "rimozione" della figura che nell'essere umano ne impedisce lo sviluppo: il padre, appunto.

...di Oriana Fallaci:

Oh, non mi fraintenda: capisco anche il concetto di paternità. Lo vedrà nel mio romanzo, se farò in tempo a finirlo. Lo capisco così bene che parteggio con tutta l'anima pei padri divorziati che reclamano la custodia del figlio. Condanno i giudici che quel figlio lo affidano all'ex-moglie e basta, e ritengo che nella nostra società oggi si trovino più buoni padri che buone madri. (Segua la cronaca. Quando un padre impazzito ammazza un figlio, ammazza anche sé stesso. Quando una madre impazzita ammazza un figlio, non si ammazza affatto e va dal parrucchiere)

...di Alain Minc:

Alla parola parità, i deputati si mettono sull'attenti. Alla parola donna, tremano. Il vostro potere è assoluto: i parlamentari cercano di anticipare i vostri desideri, come i cortigiani di un Luigi XIV o di un Napoleone

luoghi di culto


in città, la popolazione di fede cristiana usa pregare in questo modo:

Ave Giuseppe, pieno di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetto fra gli uomini, e benedetto è il frutto del seno della tua Sposa, Gesù. Ave Giuseppe, padre putativo di Cristo, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

in città, la popolazione di fede islamica ama ricordare nelle proprie proghiere il versetto 33 della sura XXXI (Luqmân):

Uomini, temete il vostro Signore e paventate il Giorno in cui il padre non
potrà soddisfare il figlio né il figlio potrà soddisfare il padre in alcunché. La
promessa di Allah è verità. Badate che non vi inganni la vita terrena e non vi
inganni su Allah l'Ingannatore.

iniziative permanenti

  • lettera aperta al ministro Mara Carfagna

    Preliminarmente ed a latere della manifestazione di Roma svoltasi il 5 ottobre 2011 con ampia partecipazione di sigle associative e grande successo di pubblico, è stata elaborata – da parte di alcune cittadine e cittadini per le VERE pari opportunità senza pregiudizi – e consegnata al ministro pro-tempore per le pari Opportunità Mara Carfagna una lettera aperta che questo sito fa propria e ben volentieri pubblica, invitando i lettori ed i passanti che si riconoscano con quanto espresso a volerla inoltrare al Ministero a proprio nome (in cartaceo o in email, con nome proprio o anche in nickname), possibilmente dandone [...]

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Leggi e commenta gli articoli di "teoria marziana"

  • “Il cucchiaio non esiste”: la strada possibile per la soluzione della Questione Maschile

    (terzo articolo della serie “teoria marziana”)
    di Carlo Zijno (editore MM)
    Abbiamo visto nel precedente articolo della serie “teoria marziana” come la Questione Maschile  sia stata originata da una sorta di “lotta di classe” che si è svolta contro di noi in questi anni, lotta di classe che è stata possibile – anche da parte settori sociali [...]

    (10 commenti)

  • le cause della Questione Maschile

    di Carlo Zijno
    Prosegue la serie di articoli taggati “teoria marziana”: nel precedente abbiamo analizzato le definizioni di QM pregresse, riducendole ad una soltanto che – applicata ai vari casi pratici – ha dimostrato di funzionare; in questo passeremo allo studio delle cause, delle origini della QM.
    Già le definizioni forniteci in quella occasione contenevano delle indicazioni [...]

    (6 commenti)

  • Questione Maschile. La mia definizione

    di Carlo Zijno
    Data al 2001 la mia prima adesione ad un MoMas, ed era Uomini3000. Poi è seguita l’adesione a Maschi selvatici, e tante altre iniziative in tutto il corso del decennio: ho visto nascere (e qualche volta ne sono stato il promotore, come nel caso di MetroMaschile) blog, gruppi e siti.   
    Da allora, e [...]

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  • Codice Rosa nei Pronto Soccorso della Toscana 18 maggio 2012
    Ieri mattina, 17 maggio, ascoltando il GR2 ho sentito la notizia di questo servizio creato nei Pronto Soccorso toscani a partire dal 2010. Si tratta della formazione del personale di PS per riconoscere le vittime di violenza anche quando queste ultime non la denunciano, e il conseguente smistamento del paziente all’interno di un percorso specifico. [...] […]
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  • Carabina Quigley 13 maggio 2012
    Nel link, un paio di scene tratte dal film CARABINA QUIGLEY, con Tom Selleck e Alan Rickman. Molto Selvatico, un western: Matthew Quigley è un tiratore che ha un fucile prodigioso, e una mira infallibile. Erra in Australia fra gli aborigeni e i cattivi europei che commettono prepotenze sui locali. Si porta dietro una donna un [...] […]
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  • Stop al massacro del maschile. 7 maggio 2012
    Stop al Massacro del Maschile.! E’ giunta l’ora! Con la presente intendiamo attuare un’informazione di contrasto alla propaganda mistificatoria inerente la violenza sulle donne. Evidenziando falsità e manipolazione dei relativi fatti di cronaca, attraverso dati statistici, diffusi in maniera sproporzionatamente ridicola - senza alcun riscontro - da parte di […]
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RSS …da Ragioni Maschili

  • Il femminicidio è una scellerata bugia 27 maggio 2012
    Il primo atto pubblico ufficiale del neonato movimento maschile mi restituisce la voglia di scrivere. Riprendo infatti le pubblicazioni dopo una lunga pausa di riflessione servita a riordinare le idee, a riprendere fiato per un nuovo slancio ma anche, soprattutto, ad andare alla ricerca delle motivazioni per continuare a battagliare una guerra apparentemente […]
  • Verso le presidenziali americane 11 aprile 2012
    Dale O'Leary è l'autrice del libro «Maschi o femmine - la guerra del genere» che, tra i primi, ha dato pubblica denuncia delle strategie poste in essere dalle lobby femministe e omosessuali per imporre l'ideologia di genere nelle legislazioni del mondo occidentale, attraverso la penetrazione sistematica e capillare di grandi istituzioni intern […]
  • Il maschilismo nella cellulite 6 aprile 2012
    Non c'è che dire, la bambolosa Selvaggia Lucarelli, l'arrampicatrice mediatica che abbiamo già incontrato in precedenti riflessioni sul femminile, non manca di un certo senso dell'umorismo. Almeno quello c'è insieme ad un'insolita autoironia; e diamogliene atto. Tuttavia, il suo senso dell'autoironia non è talmente originale da […]
  • E' nato il movimento maschile italiano 5 aprile 2012
    Non sarà certo questo blog a passare sotto silenzio un avvenimento che, da qualunque lato lo si voglia guardare, appare comunque come un elemento di novità nel panorama nazionale. Lo scorso 19 marzo, in concomitanza con l'ormai surreale ricorrenza del Papà di cui abbiamo detto nell'articolo della settimana scorsa, è nato il «Movimento Maschile Ital […]
  • La giornata della memoria 19 marzo 2012
    Ciao papà, anche se non sei più tra noi sono sicuro che puoi sentire quello che voglio dirti. Non mi piace mettere in piazza le cose personali, la sfera degli affetti, dei ricordi e dei rimpianti alla quale appartieni e non lo farò neanche stavolta. Lo stile confessionale non si addice né a me né a te, ed anche per questo ci siamo sempre capiti al volo, in u […]

feed titoli da tutti i siti e blog che si ritengano a qualsiasi titolo e a qualsiasi livello coinvolti con la questione maschile

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