Si fa un gran parlare, di tanto in tanto, di leggi o leggine o comunque provvedimenti restrittivi che potrebbero, se approvati, portare a forme di censura sul web.  Quando qualcuna di queste ipotesi si affaccia all’orizzonte immediatamente parte la reazione collettiva,  finché il provvedimento in questione finisce (giustamente) per essere cassato. 

Ci sono poi quelli per i quali invece è lecito sospettare che  la censura sia già una realtà, solo che non accade alcuna reazione, anzi: stiamo parlando degli attivisti del MoMas.

Più volte ci siamo affacciati sui social network  per poter comunicare che in materia di uomo-padre (e sua condizione) e di maschilità ci sono anche altri dati oltre quelli, perlopiù infondati ed arbitrari,  che vengono riportati in osservanza alla scontatissima (ed ormai scientificamente ridicola) vulgata corrente di genere: ebbene,  non c’è mai stato nulla da fare.  Qualcuno o qualcosa ha sempre trovato modo e maniera di eliminare dal paesaggio virtuale sia le pagine che venivano prodotte in merito sia gli autori che se ne erano occupati. Censura? Ah, saperlo, saperlo, come diceva qualcuno.

L’ultima, ennesima disavventura in tal senso ci viene raccontata da Stefano Camuncoli, sotto forma di memoriale,  che vi giriamo incollato di seguito senza ulteriori commenti,  ma con una sola domanda: quanto durerà ancora tutto questo?

 La redazione

___________________________

Ecco perché wikipedia è inaffidabile. Censura a senso unico?

 di Stefano Camuncoli (militante MoMas)

Dopo essermi iscritto a WP (Wikipedia) nel 2009 nel Novembre del 2010 cominciai a lavorare sulla pagina “Uomo (genere)” perchè poco dignitosa se rapportata a “Donna” e contenente una serie assurda di amenità riferite al transessualismo patologie di identità di genere o quant’altro (occupanti il 50% della pagina).  Era cosi:

Versione 02:27, 26 set 2010

http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomo_(genere)&oldid=35212692

Nel corso di una serie di modifiche sforzi e lavoro notturno, anche per trovare e citare le fonti, con iscrizioni a dizionari on-line ecc…ecc…ecc… la feci diventare così:

Versione 13:02, 14 gen 2011 

http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomo_(genere)&oldid=37706869), inserendo espressamente un paragrafo dedicato ai movimenti maschili ed alla questione maschile, 

con una foto del Padre che teneva in braccio il figlio presa dall’edizione inglese di Wikipedia. 

 Questi i contenuti da me inseriti nella prima stesura (5 dic 2010)

 http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomo_(genere)&oldid=36818593#Cultura_e_ruoli_di_genere  (sottoparagrafo: Movimenti maschili e questione maschile) rimasero sostanzialmente inalterati fino al 20 mag 2011 (6 mesi);  

a tale data ritengo che sia scattata  la prima censura: venne infatti tolto il riferimento alla PAS (Versione 13:10, 20 mag 2011

 http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomo_(genere)&oldid=40779894#Cultu ra_e_ruoli_di_genere 

La narrazione del Movimento degli Uomini nell’edizione in inglese, da cui presi spunto con tanto di foto (ATTENZIONE) riporta a tutt’oggi lo stesso paragrafo:  e NESSUNO in America si è degnato ancora di cancellarlo.

http://en.wikipedia.org/wiki/Man#Culture_and_gender_roles 

Il paragrafo comincia con: 

“The Men’s Movement is in part a struggle for the recognition of equality of opportunity with women, and for equal rights irrespective of gender, even if special relations and conditions are willingly incurred under the………………….”

In data 11 giu 2011, l’utente Popop, come dicevo, dopo la cancellazione della frase che si riferiva alla PAS, aggiunge che le argomentazioni non sono dimostrate dalla medicina o non hanno fonti autorevoli, quando in realtà e si vede bene che esiste  persino una pagina dedicata alla PAS in WP stessa: (http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_da_alienazione_genitoriale).  

Siamo al culmine,  si contraddicono da soli!

La pagina diventò così dopo che lo stesso aggiunse la sua citazione di mancanza di fonti:

http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomo_(genere)&direction=prev&oldid=41655573#Cultura_e_ruoli_di_genere

In seguito  la modifica di Popop venne rollbackata (ossia annullata) nonostante la seguente motivazione a legittimarla: (l’esistenza della PAS (Sindrome da alienazione genitoriale) nei figli è già stata dimostrata dalla scienza medica e riportata anche nella stessa Wikipedia al link inserito, solo la sua definizione puntuale è ancora oggetto di dibattiti) 

Allora subito dopo è intervenuto l’utente Blackcat che ha cancellato l’intero paragrafo con tutto il riferimento ai movimenti maschili e foto del Padre con in braccio il figlio inclusi, portando la pagina a questo risultato:

Versione 02:19, 29 giu 2011

http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomo_(genere)&direction=next&oldid=41655573#Cultura_e_ruoli_di_genere

ED ORA ATTENZIONE AL PROSSIMO PASSAGGIO, E’ IMPORTANTE PERCHE’ EMERGE IN PIENO LA SCORRETTEZZA CHE RITENGO DI AVER SUBITA, FUNZIONALE AL BLOCCO DELL’UTENZA (con una tecnica da “bastone e carota” che se valutata scrupolosamente, nella sua sequenza,  ha notevoli analogie, con altre strategie di ammiccamento, tra le quali può rientrare persino il “phishing”) :

ho fatto il Login e ho annullato la modifica di Blackcat riportandola a come era prima, mi sono trovato nella mia pagina discussioni un cartellino giallo inserito dall’utente Abisys (su commissione? A questo punto il dubbio è lecito):

http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_utente:201106301322#cartellino_giallo

Poi ho dato la lunga risposta che compare sotto, e correttamente ho segnalato la risposta anche ad Abisys nella relativa pagina discussioni; solo un richiamo però,  perché non mi veniva permesso di inserire lo stesso messaggio (la pagina mi rifiutava il messaggio intero): QUI http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_utente:Abisys in fondo al paragrafo:

 RISPOSTA_AD_UTENTE ABISYS:_Modifica_della_voce_Uomo_(genere)_e_Cartellino_Giallo.

MA ANCORA NON BASTA:

Nel frattempo l’utente Blackcat , scrive  - E GUARDATE COSA -  sulla pagina discussioni di Federico_Fiandro (che si firma Il Tuchino):

 http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_utente:Federico_Fiandro 

nel sottoparagrafo: Patrolling (l’ultimo in fondo non quello prima).

LO RIPORTO INTEGRALMENTE:

Ok. Fai attenzione anche a un certo Stefano.camuncoli (discussioni · contributi) e IP collegati, già ho chiesto un CU su di lui; ho notato che fa inserimenti di ricerche originali nelle voci Uomo (genere), Sindrome da alienazione genitoriale et similia, per dimostrare che allontanare l’uomo violento dalla famiglia è un danno per i minori e sostiene che le denunce di maltrattamenti subìti dalle donne sono falsi, etc. etc. etc. – SERGIO (aka the Blackcat) 12:29, 29 giu 2011 (CEST)

(grazie) MM (msg) 22:52, 29 giu 2011 (CEST)

MA LA COSA INCREDIBILE E’ COSA RISPONDE Federico_Fiandro (alias il Tuchino) nella pagina discussioni di Blackcat  QUI (in fondo): 

http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Blackcat&oldid=41661305#patrolling 

LO RIPORTO INTEGRALMENTE:

patrolling

grazie, lo terrò d’occhio –Il TuchinoAmo la Pace, non fatemi la guerra! 12:26, 29 giu 2011 (CEST)

sull’uomo e i maltrattamenti l’avevo notato ieri sera! anche se è vero che l’80% delle denunce sono false, concordo che è da rollback. aggiungo agli osservati speciali, grazie. –Il TuchinoAmo la Pace, non fatemi la guerra! 12:33, 29 giu 2011 (CEST)

Ammette la VERITA’ sulle FALSE ACCUSE, ma poi entrambi concordi, la occultano !!, (ordini di scuderia ??, ideologia dominante ??, interessi ???)

MA IO poi sono stato bloccato subito con il pretesto della regola dei 3 revert:

http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Wikipedia:Check_user/Richieste&oldid=41659820#Stefano.camuncoli

Il meccanismo della regola è spiegato qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Regola_dei_tre_ripristini_di_pagina

Anche se nel mio caso è stata del tutto casuale, e le modifiche sono state 2 e non 3 come ho spiegato benissimo nella prima mail di protesta inviata alla listina di discussione di WP: wikiit-l@lists.wikimedia.org

Dopo il Blocco di M/ (M7), (QUI: http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_utente:Stefano.camuncoli#Blocco) ho protestato e l’utente Vituzzu ha traformato il blocco di 6 mesi in blocco perenne dopo avermi rinominato per privacy da me richiesta  come utente 201106301322

(si vede qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:201106301322).

ALLA FINE: PERICOLO SCAMPATO (PER LORO?), LA VERITA’ E’MORTA PER SEMPRE !

 Utente: 201106301322

Questo utente è attualmente bloccato. L’ultimo elemento del registro dei blocchi è riportato di seguito per informazione:

Visualizza log completo

In questo momento la pagina richiesta è vuota. È possibile cercare questo titolo nelle altre pagine del sito o cercare nei registri correlati. e nella cronologia.

QUINDI MORALE DELLA FAVOLA: 

MI HANNO BLOCCATO (adducendo motivazione che a mio parere sono quanto mai futili e arbitrarie).

Ed a questo punto è lecito sospettare che vi sia uno scopo preciso, quello di ZITTIRE la piaga sociale del dilagante e ormai fuori controllo USO STRUMENTALE DELLE FALSE ACCUSE avvallato e documentato da centinaia di fatti di cronaca pubblicati sui giornali e di sentenze dei tribunali.

Ed anche tutta l’azione di cancellazione sulla PAS e il movimento maschile, è lecito sospettare che  derivi da parzialità (demagogia) nel far politica in WP, e far trionfare SOLO UNA PARTE della verità, e delle problematiche sociali contemporanee: ANNIENTANDONE, CANCELLANDONE qualsiasi altra seppur suffragata dalla rilevanza numerica dei fatti di attualità, e da numerosissime fonti nella letteratura e nel diritto e  seppur espressa nel pieno rispetto, sia delle regole e “dei pilastri” di WikiPedia:

(http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:PILASTRI)

 Concludo con la domanda già Espressa dalla redazione: quanto durerà tutto questo?

Stefano Camuncoli.

7 com

di Carlo Zijno (editore MM)

Non riesco francamente a capire dove sia lo scandalo. Essendo costretto a licenziare, un imprenditore con un minimo di scrupolo di coscienza, di umanità, chi manderebbe fuori per primo? L’operaio che può contare su un secondo reddito oppure l’operaio che senza quello stipendio finisce alla Caritas?

Insomma una situazione del tipo  1) imporre ad una famiglia una diminuzione di reddito oppure 2) rovinarla completamente: scelta dolorosa, brutta, ma se proprio questa scelta dobbiamo farla l’unica risposta logica è: la prima che hai detto.

E questo hanno fatto i dirigenti dell’azienda MaVib di Inzago,   licenziando il personale femminile con la motivazione di cui sopra (almeno nella loro prima dichiarazione) e sollevando per questo un vespaio incredibile di polemiche,  secondo le quali avrebbero dovuto rovinare completamente delle famiglie pur di non licenziare donne.

In seconda battuta  quelli della MaVib hanno corretto il tiro parlando di licenziamenti per “ragioni oggettive”.

Sicuramente questa rettifica non basterà al politicamente corretto, che continuerà a blaterare di povere donne discriminate: senza accorgersi che, in realtà, la parziale rettifica dell’azienda in questione parlando di “ragioni oggettive”  contiene un messaggio  ancora più devastante: la minore produttività femminile.

Siamo perennemente imbambolati da messaggi e da spot che ci parlano di queste povere donne costrette a guadagnare  meno di noi (si parla del 20%) o a finire giocoforza angeli del focolare (ed io aggiungerei: del LORO focolare, dati i matrimoni calanti e le percentuali di divorzi) a causa della società brutta e cattiva dominata dagli uomini ed io mi chiedo: da dove vengono queste statistiche? Cosa c’è di vero? E perché? 

A parte l’infondatezza – a livello individuale -  della cosa (i contratti collettivi parlano chiaro: parità di mansioni = parità di retribuzione),  qualcuno ha mai provato a commisurare realmente la produttività femminile sui posti di lavoro su larga scala?

Perché di questo tabù, alla fine, stiamo parlando.  

 Ma qui possiamo parlarne, se volete.

Carlo

13 com

Il mio ultimo articolo sulle cause della questione maschile ha sollevato degli interrogativi, e principalmente uno:  anche ammettendo che la mia ricostruzione fosse condivisibile, ciò non toglie che la donna ha recepito i messaggi antimaschili in pieno,  in tutte le  forme che si sono succedute nel tempo e  al dilà delle considerazioni sulle varie “grandi narrazioni” che – sempre nel tempo – si sono affacciate.

Da dove viene questo comportamento? Come interpretarlo?

A tale proposito metto in linea  dietro sua autorizzazione una email del mio amico Alekos  che ci pone, per l’appunto, un atroce dubbio che secondo me andrebbe dibattuto: siamo sicuri che l’ontologia della donna sia per la famiglia? Oppure la famiglia stessa è considerabile, dal punto di vista della donna,   uno “stupro ontologico?”

Ve la giro come l’ho ricevuta. Riflettiamoci.

Carlo

____________________

Lo “stupro ontologico”

di Alekos

Ritengo che ci sia, nella Questione Maschile, un qualcosa di quasi indicibile, come affacciarsi sull’orlo del baratro, scrutare il precipizio e sentirsene attratti. Come colonne d’Ercole concettuali, per varcare le quali occorre fare appello ad un razionalismo crudele, cinico, dissacrante. Tremilista.
Tu hai perfettamente illustrato, verso la fine della seconda parte, la questione del globalismo capitalistico, che atomizza i contesti umani (famiglia in primis), creando monadi senza passato né futuro, senza storia né tradizioni, individualiste, compulsivamente consumiste per placare il loro vuoto e la mancanza di un Principio-guida, del senso di comunità e di discendenza.
La mia ipotesi è che vi sia un altro anello mancante, oltre a quelli che tu hai riallacciato: riguarda la ricettività della Donna verso questi messaggi, contrapposta ad una timida barricata maschile (o, almeno, a qualche distinguo). Se il Sistema che hai delineato porge alla D una pistola carica, tuttavia è lei che l’afferra e preme voluttuosamente il grilletto.
Dunque c’era, in lei, una fortissima predisposizione a lasciarsi sedurre da quel serpente.
E da quanto tempo c’era? dal principio dei tempi?.. Si aspettava solo l’avvento della Tecnologia per slatentizzare quel che covava?..
E quindi (l’abbraccio con l’abisso della Ragione): vi è forse uno “stupro ontologico”?
Nel 2004, su L’Avvenire, in un pezzo di Lucetta Scaraffia, Marina Terragni intevistava la “femminista del ripensamento” Lia Cigarini, la quale affermava: «I dati statistici parlano chiaro: meno matrimoni (…) meno figli, a Milano (…) uno su due matrimoni finisce in separazione. Ma nessuno che dica: donne e uomini non si sopportano e quindi non possono pensare ad una vita in comune. Io ci vedo un conflitto quasi mortale».
Se la D, come ho spesso osservato, è portata al gineceo con le sue simili; al relazionarsi ozioso e giocoso; all’evitamento delle responsabilità e di tutte quelle fatiche che siano men che carezzevoli, ivi comprese le cure di bambini e vecchi; se è portata al godimento spensierato, spinta dal desiderio che alimenta il consumo; se è intenta nella contemplazione di se stessa, dimèntica delle sorti della comunità e dei posteri; se è governata dal “qui ed ora”… allora, il legarla ad una famiglia, ad una posterità, a responsabilità nella continuazione della stirpe… legarla tramite istituzioni patriarcali, severe… l’arginare, l’ancorare la sua natura baccante, orgiastica, la sua vaghezza… tutto ciò corrisponde forse ad uno… stupro antico, praticato per interessi superiori, che trascendono l’individuo?
Pensiamo alla copula ferina, a come spesso la femmina debba essere presa con la forza, affinché adempia alla sua missione naturale: potrebbe forse esser così anche nell’ontologia umana?
Uno-virgola-tre figli per donna. Suicidio demografico. E milioni di feti abortiti.
C’è qualcosa che “non può essere detto”, a proposito di quel conflitto mortale, di cui parlava la Cigarini? e cioè che quel conflitto DEV’ESSERCI, con annessi sopruso e sopraffazione, se un popolo sente, dal profondo delle viscere, che sta per estinguersi e vi si oppone con tutte le forze?

3 com

di Fabio Nestola

Repubblica.it – agosto 2009Gli ultimi dati ISTAT (annuario 2009) riguardanti la crisi delle famiglie riferiscono che la separazione consensuale è la scelta più diffusa (86,3% dei casi). Nel 2007 sono aumentati sia i divorzi (2,3%, in totale 50.669), sia le separazioni (1,2%, totale 81.359), Cresce di molto anche l’affidamento condiviso dei figli, pari alla metà dei casi di divorzi (era 28% nel 2006) e ai due terzi per le separazioni; l’affidamento esclusivo alla madre diminuisce: 25,6% per le separazioni (era 58,3) e 46,1 per i divorzi (67,1%).——–

 

PROCEDIMENTI 2007 Variazione rispetto al 2006

 

separazioni 81.359 + 1,20%
divorzi 50.669 + 2,30%
totale 132.028  

 

AFFIDO CONDIVISO 2006 2007

 

separazioni - separazioni 66,00%
divorzi 28,00% divorzi 50,00%

 

AFFIDO  ALLA MADRE 2006 2007

 

separazioni 58,30% separazioni 25,60%
divorzi 67,10% divorzi 46,10%

 

Dall’analisi dei dati ISTAT,  ripresi dai media e commentati come un grande successo dell’affido condiviso, emerge una realtà sconcertante relativa all’anno 2007:

-       oltre un genitore di sesso maschile su 4 è stato giudicato pericoloso per la prole

-       poco meno di 2 su 4 nei divorzi sono stati giudicati pericolosi per la prole.

Giova ricordare che l’unico criterio di deroga dall’affido condiviso dovrebbe essere la violazione degli interessi del minore 

«Art. 155-bis. – (affidamento a un solo genitore e opposizione all’affidamento condiviso) Il giudice può disporre l’affidamento dei figli ad uno solo dei genitori qualora ritenga con provvedimento motivato che l’affidamento all’altro sia contrario agli interessi del minore

Dovrebbero quindi, in teoria, esservi decine di migliaia di “provvedimenti motivati” che giustificano nel dettaglio, caso per caso, perché la presenza paterna è contraria agli interessi dei minori.

Nella realtà tali “provvedimenti motivati” non esistono; non sono rari, incompleti o altro, semplicemente non esistono.

____________________________

Per scaricare la locandina in formato jpg clicca sull’immagine. Per il  formato pdf,  invece, clicca sul link sottostante

convegno_26_febbraio_ 2010-locandina

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articolo apparso per la prima volta sul vecchio  ”MetroMaschile” in data 21 settembre 2009

Nel corso degli ultimi mesi svariati network nazionali hanno rimandato in onda “Brutti, sporchi e cattivi” di Ettore Scola.

E’ un film ormai entrato a giusto titolo nel novero dei classici e di cui si è detto di tutto e il contrario di tutto, ma che se viene analizzato sotto il profilo della nostra angolazione prospettica, assume significati altamente emblematici di quanto accaduto negli ultimi decenni.

La storia infatti vede al centro un vecchio patriarca la cui autorità è evaporata da tempo, tra i fumi dell’alcool ed una assoluta noncuranza per le sorti della sua famiglia che lui tratta ormai da corpo estraneo benché ne rappresenti ancora il centro, un centro – tuttavia – perverso e temibile.

Neanche si può dire, infatti, che la sua autorità sia divenuta mero autoritarismo, ma bensì qualcosa di ancora peggiore: un bieco ricatto economico, simboleggiato dal rotolo di banconote (un risarcimento da lui ottenuto in seguito all’incidente di cantiere che lo ha sfigurato) che il vecchio sposta incessantemente tra i suoi numerosi nascondigli segreti.

Il rapporto con i figli (se di rapporto si può parlare) è ormai basato solo ed esclusivamente su questo potere di ricatto economico: lui li disprezza, per la loro incapacità (vivono di mezzucci quando non esercitino delle vere e proprie attività degradate, come il furto) e ne viene ricambiato con l’odio.

Questo sistema di vita – che è ormai diventato una drammatica quanto assurda parodia – si regge in piedi finché il Padre continua ad ubriacarsi e a condurre la sua vita degenerata, ma ad un certo punto arriva la svolta che fa precipitare tutto: incontra una giovane sbandata con la quale inizia inaspettatamente una travolgente storia sentimentale.

Il vecchio ubriacone rifiorisce: è allegro, fa progetti, cambia completamente prospettiva di vita. Sembra un altro uomo; diciamo anzi che è proprio un altro uomo.

La sua famiglia non può tollerare questo: abituati da sempre a considerare che loro Padre non avesse anima, si accorgono in quel momento che invece ne ha una, che ha tenuto più celata ancora del suo famigerato tesoro, per donarla infine ad una sconosciuta di passaggio. In pratica, realizzano che ha deliberatamente negato loro la sua paternità.

E’ quindi il bisogno di Padre, la nostalgia di Padre che ingigantisce la loro rabbia fino a tentare l’atto estremo, ucciderlo. In questo complotto entra in pieno (anzi è proprio lei l’autrice del tentativo di avvelenamento) la Madre tradita, ma come dicevamo non è lei sostenere la parte più drammatica: se è vero, come è vero, che è il maggiore dei figli (Il bove, come lo chiama suo Padre) a fissare negli occhi i propri fratelli e ad appellarsi al principio di unanimità nel momento della decisione fatale.

Sopravviverà, dando la stura ad altri eventi picareschi legati alla sua vendetta: ma la storia non credo che ci interessi più, almeno dal nostro punto di vista.

Allora, ricapitolando, abbiamo visto:

1. Un vecchio padre trascorre la vita in cantiere per costruire le borgate romane, secondo schemi di lavoro e di vita che lo allontanano dalla famiglia ed in questo modo si interrompe il legame di trasmissione con i figli;

2. quando torna in famiglia, la trova completamente stravolta da stili di vita incomprensibili e che la sua mentalità contadinesca considera degenerati;

3. disamorato, rinuncia completamente ad esercitare la sua autorità ed è anzi lui stesso a distruggere ciò che ne rimane (in questo caso ubriacandosi, comportandosi da lazzarone);

4. per questo i figli lo odiano, fino ad ucciderlo, ad espellerlo definitivamente dalla loro vita (Allo stesso modo in cui è stato ucciso, metaforicamente, in questa società).

Ma quei punti, che abbiamo qui sintetizzato, altro non rappresentano che la storia della fine del patriarcato occidentale, che Scola ci ha raccontato magistralmente nel suo film.

C’è poi anche un ulteriore aspetto che contribuisce a rendere questa pellicola il capolavoro che è, ossia il secondo reale protagonista della storia: la ragazza con gli stivali gialli, che periodicamente emerge dai meandri della narrazione proponendosi progressivamente come il vero riferimento morale pulito della famiglia, sempre più apertamente e sempre più autorevolmente.

Finchè, l’ultima scena ce la mostra intenta nelle suo quotidiane e numerose attività con… un bel pancione, a sottolineare che è ormai lei il futuro, laddove il trapasso di autorità (e di potere) dall’esausto patriarca è andato proprio a lei e non giammai ai suoi numerosi (e perduti) fratelli maschi.

E tutto questo Ettore Scola lo aveva capito nel 1976: se non è un’opera geniale questa, allora, non so proprio quale lo sia.

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...di Winston Churchill:

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C’è un solo avventuriero al mondo, e ciò si vede soprattutto nel mondo moderno: è il padre di famiglia. Gli altri, i peggiori avventurieri, non sono nulla, non lo sono per niente al suo confronto. Tutto è sapientemente organizzato contro di lui. Fa pena, è esposto a tutto, ai quodlibet, alle ingiurie, al peggio di tutto: a una sorta di riprovazione, di malevolenza universale, di presa in giro, di tacita ingiuria

...di Charles Baudelaire:

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Il padre è insegnante e maestro. E’ mentore e modello di comportamento. E’ l’esempio del successo e lo sprone al suo raggiungimento. ……..Conosciamo le statistiche: i bambini che crescono senza la figura del padre sono molto più facilmente soggetti a lasciare la scuola, a compiere crimini e a finire in prigione. Sono anche molto più facilmente vittime di disturbi comportamentali…

...di Claudio Risè:

Una società siffatta, "senza padri", nella quale tutti dunque rimangono "figli", é, come dimostrano le cronache, infantile, e sostanzialmente perversa. Perché sia così lo spiego in tutti i miei libri, ma lo faceva già benissimo Sigmund Freud nel 1905, non osando peraltro pensare che le patologie individuali da lui descritte diventassero endemiche, e venissero addirittura promosse dall'organizzazione sociale, attraverso la "rimozione" della figura che nell'essere umano ne impedisce lo sviluppo: il padre, appunto.

...di Oriana Fallaci:

Oh, non mi fraintenda: capisco anche il concetto di paternità. Lo vedrà nel mio romanzo, se farò in tempo a finirlo. Lo capisco così bene che parteggio con tutta l'anima pei padri divorziati che reclamano la custodia del figlio. Condanno i giudici che quel figlio lo affidano all'ex-moglie e basta, e ritengo che nella nostra società oggi si trovino più buoni padri che buone madri. (Segua la cronaca. Quando un padre impazzito ammazza un figlio, ammazza anche sé stesso. Quando una madre impazzita ammazza un figlio, non si ammazza affatto e va dal parrucchiere)

...di Alain Minc:

Alla parola parità, i deputati si mettono sull'attenti. Alla parola donna, tremano. Il vostro potere è assoluto: i parlamentari cercano di anticipare i vostri desideri, come i cortigiani di un Luigi XIV o di un Napoleone

luoghi di culto


in città, la popolazione di fede cristiana usa pregare in questo modo:

Ave Giuseppe, pieno di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetto fra gli uomini, e benedetto è il frutto del seno della tua Sposa, Gesù. Ave Giuseppe, padre putativo di Cristo, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

in città, la popolazione di fede islamica ama ricordare nelle proprie proghiere il versetto 33 della sura XXXI (Luqmân):

Uomini, temete il vostro Signore e paventate il Giorno in cui il padre non
potrà soddisfare il figlio né il figlio potrà soddisfare il padre in alcunché. La
promessa di Allah è verità. Badate che non vi inganni la vita terrena e non vi
inganni su Allah l'Ingannatore.

iniziative permanenti

  • lettera aperta al ministro Mara Carfagna

    Preliminarmente ed a latere della manifestazione di Roma svoltasi il 5 ottobre 2011 con ampia partecipazione di sigle associative e grande successo di pubblico, è stata elaborata – da parte di alcune cittadine e cittadini per le VERE pari opportunità senza pregiudizi – e consegnata al ministro pro-tempore per le pari Opportunità Mara Carfagna una lettera aperta che questo sito fa propria e ben volentieri pubblica, invitando i lettori ed i passanti che si riconoscano con quanto espresso a volerla inoltrare al Ministero a proprio nome (in cartaceo o in email, con nome proprio o anche in nickname), possibilmente dandone [...]

    (Nessun commento)

Leggi e commenta gli articoli di "teoria marziana"

  • “Il cucchiaio non esiste”: la strada possibile per la soluzione della Questione Maschile

    (terzo articolo della serie “teoria marziana”)
    di Carlo Zijno (editore MM)
    Abbiamo visto nel precedente articolo della serie “teoria marziana” come la Questione Maschile  sia stata originata da una sorta di “lotta di classe” che si è svolta contro di noi in questi anni, lotta di classe che è stata possibile – anche da parte settori sociali [...]

    (10 commenti)

  • le cause della Questione Maschile

    di Carlo Zijno
    Prosegue la serie di articoli taggati “teoria marziana”: nel precedente abbiamo analizzato le definizioni di QM pregresse, riducendole ad una soltanto che – applicata ai vari casi pratici – ha dimostrato di funzionare; in questo passeremo allo studio delle cause, delle origini della QM.
    Già le definizioni forniteci in quella occasione contenevano delle indicazioni [...]

    (6 commenti)

  • Questione Maschile. La mia definizione

    di Carlo Zijno
    Data al 2001 la mia prima adesione ad un MoMas, ed era Uomini3000. Poi è seguita l’adesione a Maschi selvatici, e tante altre iniziative in tutto il corso del decennio: ho visto nascere (e qualche volta ne sono stato il promotore, come nel caso di MetroMaschile) blog, gruppi e siti.   
    Da allora, e [...]

    (15 commenti)

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RSS in diretta dal forum sulla questione maschile

  • Re: Occhio, gente! Adesso se tua moglie ti tradisce la devi mantenere lo stesso 9 febbraio 2012
    Citazione di: beta - Oggi alle 00:20:38se per caso poi il divorzio lo chiede lei..il fatto che non hai chiesto il divorzio equivale al perdono. dunque lei puo chiedere il divorzio pur avend tradito e prendersi tutto, in q... […]
  • Re: Occhio, gente! Adesso se tua moglie ti tradisce la devi mantenere lo stesso 8 febbraio 2012
    Citazione di: Massimo - Ieri alle 21:12:11Secondo una recente sentenza del Tribunale di Foggia, il tradimento coniugale non è la CAUSA mal'EFFETTO di una preesistente crisi del rapporto di coppia. I giudici del Tribunale... […]
  • Re: Gli uomini meritano tutto ciò 8 febbraio 2012
    Citazione di: Red- - Ieri alle 23:53:45Secondo me vanno combattute le idee prima che le persone. Va da sè inoltre che combattere le donne sarebbe improponibile, per cui secondo me non c'è difetto di analisi sotto q... […]
  • Re: Sulla credulità femminile 8 febbraio 2012
    Citazione di: ilmarmocchio - Ieri alle 22:23:30forse Beta e Nonmorto sono donne camuffate da uomini qmsti ? il mio nome è otelma..mago otelma […]
  • Re: Gli uomini meritano tutto ciò 8 febbraio 2012
    Citazione di: Guit - Ieri alle 22:59:14Le donne non possono non essere "femministe". Combattere contro le femministe è un po' come combattere contro le donne. Non si può chiedere loro di non usare le loro armi.Mi sembra ... […]

echi da siti amici:

RSS …da AltroSenso

  • Liberi e fecondi 12 gennaio 2012
     Scusa la domanda (è semplice curiosità), ma tu sei un professore, uno scrittore o cosa? E Misterxy? Di cosa si occupa? ^^^^^^^ Caro Andrea, nel dettaglio ti risponderò con un MP,  ma ne prendo volentieri spunto per commentarla, in quanto la tua domanda solleva un’ interessante questione. Da dove vengono, quali professioni esercitano, che storia hanno alle [ […]
    Rino
  • Tassa sul maschio: lo spread della colpa. 19 novembre 2011
      C’è da pagare lo spread F/M Siete contenti? *** Ci siamo dunque. Monti ha promesso imposte differenziate tra M e F. C’è infatti un altro debito da pagare, quello accumulato dai maschi nel corso dei millenni.  E’ la colpa collettiva della storia come crimine e  rapina, come privilegio e stupro. La colpa della storia come “universale usurpazione maschile” . […]
    Rino
  • Sono una mamma… 24 ottobre 2011
    Buongiorno, sono una mamma che si sta separando. Magari vi chiederete perchè scrivo a voi; è come buttarsi in bocca al nemico. Invece io non credo che dovrebbe essere così. Perchè anche se separati, i genitori rimangono sempre genitori dei figli e come tali non dovrebbero litigare riguardo al loro benessere. Quindi quello che non capisco è perchè [...] […]
    Rino
  • Il pioniere 12 ottobre 2011
    IL PIONIERE (DEI PIONIERI) *** In questi giorni  – venticinque anni fa – Misterxy digitava la sua prima lettera di critica, smascheramento e condanna ad un quotidiano, in risposta ad articoli e commenti celebrativi dell’ingresso delle DD nelle Forze Armate, “conquista” femminista a quei tempi sognata e – apparentemente – irraggiungibile.  Ma poi raggiunta se […]
    Rino
  • La piramide, la bugia, la rovina 21 giugno 2011
    Abbiamo capito che si può mentire sia con le verità che con le bugie e con una miscela delle due.  Certo, nel mentire, le verità sono insostituibili, ma anche le menzogne più smaccate possono giovare.  Una delle fondamentali dice che M ed F sono uguali. Da ciò deriva una bella cascata di conseguenze antimaschili davvero [...] […]
    Rino

RSS …da Maschi Selvatici

  • Bentornato Carlo Parlanti 7 febbraio 2012
    Il calvario di Carlo Parlanti sta per finire. Il manager informatico di 47 anni di Montecatini, detenuto dal luglio 2004 per una falsa accusa di stupro, il 9 febbraio verrà rimesso in libertà e familiari e amici sperano di vederlo tornare in Italia con un volo proveniente dagli Stati Uniti. Uno dei tanti finiti in [...] […]
    Administrator
  • Ci aspetta un grande futuro 1 febbraio 2012
    Questa mattina, in città, passa un autobus delle linee urbane che reca su una fiancata una grande striscia pubblicitaria: un cucciolo di cane, forse un setter, bianco, con in bocca uno stetoscopio ti guarda con occhi tranquilli. L’immagine è commentata dalla seguente scritta: “Garantiamo al vostro cucciolo un grande futuro”. Il tutto è firmato [...] […]
    Administrator
  • La nuova frontiera della parità. Gravidanza e parto sono malattie 30 gennaio 2012
    di Armando Ermini Questo è ciò che, incredibilmente, sostiene la bioeticista britannica Anna Smajdor, docente alla University of East Anglia e ricercatrice onoraria in Bioetica dell’ Imperial College di Londra. Ci informa il Foglio del 25 gennaio 2012 che la bioeticista “sostiene la necessità di dedicare urgentemente fondi pubblici alla ricerca sull’utero ar […]
    Administrator
  • Armeni & Bravo, postfemministe concordi sulla Concordia (nel non capire) 23 gennaio 2012
    C’era da aspettarselo. Il post femminismo ha colto al volo lo splendido assist fornitogli dal comandante Schettino per attaccare ancora una volta, e ti pareva, la visione maschile del mondo. In due lettere a Il Foglio del 21 gennaio, Ritanna Armeni se la prende in generale col concetto di eroe così spesso evocato in questi [...] […]
    Administrator
  • Concordia 21 gennaio 2012
    di Armando Ermini Nessuno, se non messo alla prova concreta, sa con certezza come si comporterebbe in circostanze simili a quella del naufragio della Concordia. In tutti noi può albergare un comandante Schettino che si mette in salvo prima dei passeggeri affidati alla sua responsabilità. Tutti noi, messi alla prova, potremmo scoprirci [...] […]
    Administrator

RSS …da Ragioni Maschili

  • Le gaie parole 3 febbraio 2012
    «Basta con la parola omosessuale, è offensiva e discriminatoria». A lanciare questa nuova crociata terminologica è il britannico “Guardian”, testata di riferimento della sinistra inglese, che si colloca a buon diritto tra i protagonisti attivi e militanti di quella rivoluzione culturale, silenziosa e strisciante, che va ricondotta all'espressione anglof […]
  • Ipocriti 20 gennaio 2012
    Fa veramente rabbia. Devono succedere le tragedie perché termini desueti, dequalificati e sospesi dal frasario corrente come “virilità” e “onore” vengano ipocritamente rispolverati e messi in bella mostra nelle cronache quotidiane, stavolta come roba buona. Adesso è tutto un fiorire di compiacimenti per il grintoso «cazzo» con il quale il capitano De Falco a […]
  • Elogio della fiducia? 9 gennaio 2012
    Cosa possiamo aspettarci dal nuovo anno? Nell'incertezza sul domani che regna sovrana l'unica cosa certa è che anche nel 2012 appena cominciato i rapporti sociali saranno offuscati, intorbiditi e indeboliti dal germe della sfiducia. Nella sua accezione più generale «fiducia» significa confidare in qualcuno o in qualcosa, affidare parte dei propri b […]
  • Sul principio d'autorità 30 dicembre 2011
    Appartengo ad una generazione che già non si alzava più in piedi quando il professore faceva ingresso nell’aula, non mi sono mai rivolto a qualcuno usando l’appellativo "eccellenza” ed ho imparato sin da ragazzo a declinare consapevolmente i miei diritti di cittadinanza al cospetto di qualunque autorità pubblica; sia che si trattasse di una commissione […]
  • Preghiera di Natale 24 dicembre 2011
    Buon Dio, spero che Tu possa capirmi. Nel rapporto con le donne ci sono molte cose belle e cose molto meno belle. Le prime è inutile ricordarle, le conosciamo tutti. Le seconde vanno ricordate. A chi tra noi uomini (perché Tu sei dei nostri) non è capitato che una qualche donna gli abbia detto, prima o poi: «tu devi essere così e non cosà, andare colì e non […]

feed titoli da tutti i siti e blog che si ritengano a qualsiasi titolo e a qualsiasi livello coinvolti con la questione maschile

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