di Stefano C.  (militante MoMas)

Trattandosi di uno dei più grandi gruppi di distribuzione alimentare e commerciale, della mia Regione nonchè del paese, ed avendone tra l’altro, uno dei più grandi, a pochi passi da casa mia, mi trovo da sempre a frequentare gli Ipermercati di Coop, e fino ad ora, mai avevo notato l’adozione di politiche di demagogia femminista e anti-maschile, ad imitazione (se non quasi copiatura), di cattivi costumi d’oltre oceano, dove tali 

turpi iniziative, si vedono praticare già da alcuni decenni, ed hanno raggiunto il culmine della viltà, nel momento in cui si sono viste applicare nei confronti di inermi bambini, sin dalle scuole primarie ed in tenera età (basti citare le ormai celeberrime magliette della David & Goliath con la linea di prodotti “Boys are stupid” e le becere, ma spesso violente, immagini che ne accompagnano la grafica).

altre immagini correlate a questo link:

http://www.google.it/search?q=boys+are+stupid&hl=it&biw=1110&bih=648&prmd=imvns&source=lnms&tbm=isch&ei=ym-YTqSDBYPIhAf_uL2FBA&sa=X&oi=mode_link&ct=mode&cd=2&ved=0CBYQ_AUoAQ

Adesso, quasi come uno schiaffo, riportandomi la mente, subito al citato caso americano di cui avevo letto tempo fa, mi ha colpito, la grafica della campagna pubblicitaria di Coop foto: server internet per la spedizione di foto personali, album e raccolte da far sviluppare presso gli Ipermercati Coop, della quale si riporta di seguito una immagine molto significativa,che riproduce una magliettastampabile con il servizio Coop foto,

che seppur non arrivando ai livelli di violenza della citata ditta americana, incita comunque le bambine (tutte femmine infatti nelle immagini) all’odio e alla violenza, addirittura la maglietta le mostra con sguardo truce ed in mano pistole ed armi da fuoco e la scritta “Natural born killer” ossia “assassine nate” a chi si rivolge il messaggio ? A tutte le bambine e teen agers, ma anche a tutti i “maschietti” quasi a voler dire “altolà, cedete il passo  …altrimenti…bang!”, inutile dire che il contenuto è sia di violenza fisica che psicologica, come l’americana.

Il link diretto alla pagina di coop (può cambiare):  http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee

ed in printscreen: https://picasaweb.google.com/lh/photo/TOrxF7GQdQDIka2xHldBEw?feat=directlink

Allarmato da questo cambiamento di rotta, faccio una verifica anche sugli altri link e le altre pagine di Coopfoto, e vedo che la musica non cambia affatto, e dopo aver visto e sondato, un po’ tutte le pagine ed i contenuti delle immagini pubblicitarie scelte, le somme che si tirano sono a dir poco allarmanti: i bambini maschi sono stati letteralmente cancellati, e dove ci sono, compaiono sullo sfondo o sfuocati (freccia rossa) dietro al primo piano o dettaglio sempre e solo di bimbe e di femmine.

link diretto sito (volatile):

http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-la-scuola

printscreen (stabile):

https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732763338902322

Ed ancora, anche in questa pagina, la bambina in dettaglio (più che in primo piano) il bambino sempre dietro, sfuocato e con un cappellino rosa:

link diretto sito (volatile):

http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-carnevale

printscreen (stabile):

https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732789723519634

Altro esempio a questi link:

le bimbe in primo piano e bimbi in fondo si riconoscono a malapena.

link diretto al sito (volatile):

http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto/sviluppo-foto

printscreen (stabile):

https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732725789057074

Anche ove ogni tanto appaiono Uomini adulti (che nel contesto si presume siano i Papà) compaiono sempre in compagnia di figlie femmine e mai di bimbi, come a voler sottolineare: “il futuro dell’umanità è di sole femmine” e gli Uomini adulti che vi sono ancora oggi, assieme alle madri, sono in funzione alla crescita di sole figlie femmine !

link diretto al sito (volatile); sotto nel trafiletto:

http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto/stampa-poster

printscreen (stabile):

https://picasaweb.google.com/111993394089963167743/Coopfoto#5662697646962211218

e anche qui:

link diretto al sito (volatile):

http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-compleanno

printscreen (stabile):

https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732832704373554

Anche in questa pagina: chi è sempre in primissimo piano ? (nel disegno sulla tazza): la donna, chi si vede a malapena, di sbieco o in secondo piano: l’Uomo

link diretto al sito (volatile):

http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-la-tua-casa

printscreen (stabile): https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732744401136354

e altre, altre ed ancora altre……e l’antifona è sempre la stessa:

1) Addio al celibato (festa politicamente corretta con brindisi tra amici uomini) e donne ben distanti, grande attenzione a mettere quasi fuori dal campo la ragazza che compare sulla destra:

link diretto al sito (volatile):

http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-addio-al-celibato

printscreen (stabile):

https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732781500505634

2) Addio al nubilato (grande divertimento della ragazza, con Uomini in primo piano ed appiccicati, quasi a significare CORNA già preventive al matrimonio DEL FUTURO MARITO !!!) 

link diretto al sito (volatile):

http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-addio-al-nubilato

printscreen (stabile):

https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732783219911762

Le idee regalo di natale….

…..ma a riceverle solo bimbe:

link diretto al sito (volatile):

http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-le-idee-regalo

printscreen (stabile):

https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732768576567810

Scusate, provo un senso di soffocamento…

mi sento come in un corridoio troppo stretto, dove manca l’aria……..

mi devo riprendere un attimo…….

e mi sale alla mente, comprendendola pienamente,………. l’inquietante domanda di mio nipote di 9 anni, quando ha visto queste immagini: ma perché in quelle famiglie non c’è neanche un bimbo maschio ?

ALTRA PROBLEMATICA RILEVATA: la repentina e demenziale, esplosione di abbigliamento maschile di colore ROSA e FUCSIA.

Da circa un anno a questa parte, provo un profondo disagio nei visitare i reparti di abbigliamento maschile di Coop, per il fatto di vedere, in alcune bacheche o scaffali, anche un 50% e più, di capi di colore rosa e fucsia.

Ora, senza avere nulla contro ai due colori, la cosa che lascia sconcertati è l’improvvisa repentinità, con cui tali azioni vengono perpetrate e la totale autoreferenzialità di simili iniziative, dato che nessuno, sostanzialmente si è preoccupato/a di diomandare agli Uomini che sono i destinatari di tali capi,  CHE COSA DESIDERINO INDOSSARE E DI QUALE COLORE/I,  e false statistiche, falsi sondaggi a campione pagato e pre ordinato….lasciamole perdere !

Sappiamo bene però che i colori, come la semantica (linguaggio dei segni), la forma degli oggetti e anche dei capi di abbigliamento, un po’ tutto nella storia umana e delle sue civiltà (e non solo europea, occidentale e sue influenze, basti guardare ai costumi e riti di molte società primitive che sussistono ancor oggi, in Africa, Indonesia, Oceania) hanno da migliaia di anni, una differenziazione, non solo tra i sessi, ma per età , posizione sociale, ruolo religioso o laico, cariche istituzionali  ecc..ecc..

Non ostante certe persone, un tantino malate di mente, ossessionate e fanatiche dell’annullamento delle differenze tra i sessi, (cosa non possibile visto che è biologica), pagando (pseudo) scienziati per farne ricerche e studi mirati (ossia che devono cercare ad ogni costo di dimostrare quel risultato, dato già per scontato) e scrittori per scriverne insigni pubblicazioni, o riviste famose per pubblicarli, si sforzino di propagandare che tali differenze sono solo sovrastrutture sociali e sarebbero state indotte dal sesso maschile per “dominare” o “sottomettere” quello femminile.

E allo scopo si sono inventate persino una parola nuova, un vero nonsenso: “il genere” per permettere alle persone di alzarsi alla mattina e di  decidere di cambiare il “sesso sociale” (e non necessariamente quello biologico) come si decide quali scarpe o pantaloni indossare, senza considerare minimanente gli effetti sulla psiche (e poi di conseguenza a lungo termine, sul corpo, di una educazione così, ricevuta sin da bambini), o fregandosene, o addirittura promuovendolo, ma forse tutto questo è fatto, anche in questo caso, per riempire di soldi i chirurghi delle cliniche estetiche e per il cambio di sesso, che in USA proliferano come funghi.

Se è chiaro, più o meno tutti, a seconda del corpo biologico, che si ritrovano dalla nascità nell’ambito della salute, ma anche dell’igiene personale (perchè ghiandole differenti o aventi proprietà differenti, hanno peculiarità anche in quell’ambito) che le differenze tra i corpi e le fisiologie maschili e femminili, vi sono ! e parecchio !,  perchè deve essere combattuta, con così grande ferocia la differenziazione sessuale esterna, c’è sempre stata, in tutte le civiltà umane, vi è nei mammiferi (dimensione arti/corpo/testa, pelo, criniere, corna ecc…) , ed ha molti scopi concreti, ed importanti, ed è pure pericoloso che non vi sia:

…….pensate per esempio in una situazione di calamità incendio, esplosione, dove vi sono tanti feriti, e medici e chirurgi, che devono intervenire su ferite enormi in varie parti del corpo, vi immaginate, se non si riuscisse più a capire, se una vittima priva di sensi e grondante sangue, è maschio o femmina (soprattutto nei giovani) e quale fisiologia ed organi interni ha, in un momento dove bisogna intervenire in secondi di tempo ?

Secondo Voi perchè i medici chiedono il sesso dei pazienti quando fanno dei test, quando assegnano una dieta, ecc… e c’è scritto anche sulla tessera sanitaria ?

Ma qual’è poi il senso e lo scopo, di tutto questo ? fare vedere che facendo così, tu quando ti vesti, ed esci per strada ,sei politicamente corretto, pulito e favorevole alla lotta contro le discriminazioni ?, non sara forse che l’esibizionismo e “cultura della manifestazione “ ha dato di volta il cervello a tutti ?

Non sarebbe più semplice ed efficace combattere la discriminazione sessuale laddove si manifesta, di volta in volta, PUR RESTANDO UOMINI e DONNE  ! ED ABBATTERE FINALMENTE L’INSULSO CONCETTO DI GENERE inventato dal nulla da qualche psicologo/a divorati dall’ambizione, ed in cerca di successo e denaro facili !

Il culmine di questa escalation (e forse lo scopo ultimo di queste politiche psicopatiche) sarà che “dopo domani” visitando il reparto di abbigliamento di Coop, non vi sarà più la differenziazione tra moda maschile e femminile (come da sempre, e ci sarebbe davvero da chiedersi QUALE MALE, questo abbia potuto fare alla società)  ma un unico reparto uni-sex  creato però, dall’alto del potere su un modello di corpo androgino femminile e per le esigenze solo di quel tipo di categoria umana, e relativi gusti, e il tutto dovrà piacere o andar-bene pure ai maschi…..a dimenticavo, vi sarà un reparto differenziato, ma SOLO UNO, quello riservato esclusivamente alla donna macia (o mascolina) con mimetiche, anfibi, borchie, ma potranno comprarvi solo le donne, con esclusione (per legge, pena il carcere) degli uomini, e se vi compreranno, saranno immediatamente accusati di stupro semantico con aggravente di atteggiamento mirato alla discriminazione sessuale contro la donna, ogni uomo dovrà andare in giro vestito con almeno un capo rosa obbligatorio, per festeggiare tutti e trecentossessantacinque i giorni dell’anno, la festa della donna.

Questo periodo era volutamente sarcastico e provocatorio, ma da Uomo, e spero anche con funzione di risveglio dal torpore di tanti altri Uomini, dico CHE NON CI STO, e che siamo NOI a doverci riappropriare, di dire ciò che desideriamo, come vogliamo essere, come vogliamo vestirci, e perchè no, (visto che siamo diversi) come vogliamo distinguerci dalla donna, senza per questo sentirci politicamente scorretti o accusabili di discriminazione, e soprattutto SENZA FARCI INTIMIDIRE dalle loro aggressioni quotidiane, ed invenzioni, su come dobbiamo essere o diventare, su cosa sia bene o male, e forse su quest’ultimo concetto, siamo sempre stati più coerenti.  (visto che dalla loro parte se ne vedono davvero di “tutti i colori”, ed attacchi sempre più diretti e sempre più impuniti, e per loro conto, ciò che è bene oggi, non sembra bene domani, ma potrebbe ridiventarlo domani l’altro o persino nel pomeriggio, se passa il mal di testa).

PER TUTTE LE RAGIONI MENZIONATE, pensando anche di dare un esempio, e che è ora che gli Uomini comincino ad agire e smettere di farsi manipolare, mi sono mosso a scrivere una mail di lamentela a Coop, che riporto di seguito, e la risposta inoltratami qualche giorno dopo:

———- Messaggio inoltrato ———-
Data: 21 settembre 2011 14:57
Oggetto: A COOP ESTENSE: Perchè anche Voi in QUESTE “POLITICHE” ??
A: filodiretto@estense.coop.it

Buongiorno,

desidererei veramente capire in qualità di socio ormai da parecchi anni, e cliente da decenni  (sia il sottoscritto che alcuni famigliari), perchè anche Coop-Estense da un po’ di tempo a questa parte, abbia cominciato a fare a livello mediatico e pubblicitario torve politiche discriminatorie di promozione di un genere a scapito dell’altro.

E dico “anche” in parte perchè sui media televisivi, e relative pubblicità, non se ne può veramente più di assistere a reiterati modelli derisivi, umilianti e demascolinizzanti, passando praticamente da un estremo all’altro in poco più di un anno, in parte, perchè in passato, ho sempre visto la Coop impegnata non solo nel sociale,  ma starsene rigorosamente fuori dalle posizioni pubblicitare o ideologiche più estremiste e provocatorie,  anche se sostenute da ONG internazionali (come ONU, UNESCO e loro divisioni),  che a tutt’oggi hanno però perso molta credibilità,  per gli enormi dubbi, sulla correttezza di alcune politiche di ingegneria sociale,  attuate principalmente in “altre nazioni”,  e che non hanno avuto esattamente effetti benefici (in particolare in merito a tensioni e conflitti sociali), e nemmeno dal punto di vista economico.

Quello che ho sempre visto da parte di Coop è effettuare una politica propria,  basata (almeno a livello visivo e semantico) sul totale equilibrio e mancanza di posizioni o prese di posizione esplicite, legate ai “clamor” di vicende politiche nazionali o internazionali.

Andando al concreto; 

precisamente:

1)  Non si capisce, per quale ragione (da un anno o poco più a questa parte) nelle campagne pubblicitarie che ritraggono gruppi o situazioni famigliari “tipo” (es. Album di Coop-foto),  Coop Estense abbia escluso quasi completamente le figure maschili (padri, e figli di sesso maschile)  ritraendo al 90% solo immagini femminili di mamme e bambine, quasi come a significare che i bambini di sesso maschile non c’entrano più nulla con il futuro.

2)   Esprimo il mio disagio nel visitare i reparti di abbigliamento maschile,  e di vedere, fatto mai visto nelle annualità precedenti quasi il 50% di capi recanti colori rosa e fucsia,  la cosa che vorrei capire veramente è questa: 

Chi impone queste politiche dall’alto ? 

E’ forse stata consultata la maggioranza degli uomini, in merito a quali colori preferiscano vestire ? Certe imposizioni di politiche “demascolinizzanti” o più propriamente di “aggressione psicologica”  come in parte ho gia scritto sopra, sembrerebbero dettate o da “pura stupidità”  o da “succube imitazione” di politiche ONU o made in USA, ma che se si guarda bene sia da un punto di vista sociale che economico, non hanno prodotto esattamente benessere.

Francamente, da cittadino pretendo in maniera assoluta, di decidere come e con quali colori voglio vestirmi, di essere totalmente rispettato per questo, ed anche la mia scelta, e gradirei che mio nipote guardando le pubblicità on-line del servizio Coop-foto non dicesse:

“ma perché in quelle famiglie non c’è neanche un bimbo maschio ?”

O forse dobbiamo credere che non vi sia rimasto, più nulla di democratico, neanche in questa Regione ?

Anche visivamente, a parte “qualcuno” ma in fortissima minoranza, continuo a vedere la popolazione maschile (parenti, colleghi di lavoro, vicini di casa, persone che incontro per casa ecc..) scegliere colori e capi di abbigliamento in prevalenza di “altri colori”  e mai o “quasi mai” rosa o fucsia,  ma vedo invece,  molto “tradizionale” o “classico” (anche la moda maschile di Armani o di altri grandi stilisti esprime questo), e un esercizio commerciale serio e oculato nelle scelte (anche da un punto di vista economico)  dovrebbe contenere  la specularità di questa situazione, altrimenti diventa una imposizione intollerabile.

Voler attribuire a questi due colori un significato “politico o ideologico” o “di lotta” non di una parte del genere umano per autoaffermarsi,  ma per colpire invece la controparte, rappresenta questo stesso atteggiamento, una posizione di “stupidità inconcepibile” e “controproducente” a tal punto da sospettare fortemente, che i pochissimi che girano,  indossando capi di questi colori siano persone “abusate” oggetto di “plagio”  o “insistenti pressioni psicologiche” di compagne, colleghe o altre che vengono accontentate per stanchezza o desistenza, o l’impatto visivo delle stesse campagne pubblicitarie, ma si potrebbe pensare pure che siano organizzati e pagati.

Non tiriamo fuori per favore, studi o indagini conoscitive o di mercato, fasulle o alterate (che vanno tanto di moda),  perchè sia negli altri negozi di moda maschile, della galleria, che negli altri store, negozi esterni io tutto quel rosa e fucsia, continuo a non vederlo affatto !

Queste politiche non fanno parte della cultura di “questa Regione” che è sempre stata impostata, anche nelle amministrazioni locali, su posizioni realmente “politicamente corrette” nel vero significato di tale termine: ossia senza discriminazione di nessuna sorta o programmazioni decise “a tavolino” di manipolazione della vita e di come “devono essere” le persone sin dalle più piccole loro cose, sembrano molto di più “introdotte o copiate” da altri paesi “oltreoceano”che oltretutto Coop Estense in passato non ha mai copiato, ma anzi, altrimenti non esisterebbe nemmeno l’esperienza della cooperazione.

Certe politiche di annullamento, modificazione o reset psicologico, su vasta scala,  non solo sono terribilmente inquietanti, ma veramente si fatica a vedere quali effetti positivi possano produrre a lungo termine, se non gravi tensioni, e quale necessità vi sia, soprattutto in Coop ove si potrebbe tornare indietro un decennio e si farebbe davvero fatica a vedere, sia nelle campagne pubblicitarie, che a livello mediatico, nulla che non fosse quantomeno neutro, distaccato e paritetico nel rapporto tra generi, almeno io ho visto sempre questo, ma è anche limpressione delle componenti femminili della mia famiglia.

Ricordiamoci tutti, che colpire “il vicino di scrivania”, per un ingiusto rimprovero che si è subito dal proprio capoufficio, non serve proprio a niente, anzi è distruttivo, fermiamo l’apologia dell’odio !

Ma forse il problema è il non obbligo al pareggio di bilancio, o agevolazioni fiscali eccessive, che favoriscono lo spreco di danari per queste politiche ideologiche, e lo dico da cliente che ha sempre sostenuto queste agevolazioni attribuite dallo Stato alla cooperazione, quando questi risparmi ritornavano mediante politiche di beneficio positivo al consumatore,  in ogni aspetto, non solo economico, ma anche di rispetto, dignità e di salute (fisica ed anche psicologica), e badate bene che non vi sono aspetti, meno importanti o che si possono tralasciare.

In questo momento che la cooperativa subisce attacchi pure su altri fronti e su altre questioni, voler addirittura minare dall’interno la fiducia e il sostegno dei consumatori (o di una parte molto consistente) per fare a tutti i costi queste politiche, è veramente paradossale ! 

“se incontri un passante e gli sferri un calcio, forse se ti va bene non reagisce, ma amico non te lo fai di sicuro, e nemico, è quasi certo che lo diventi” 

Concludendo, francamente, per le ragioni suddette, se non vi sarà nelle future politiche mediatiche e pubblicitarie, ed anche nell’offerta, un’arresto o un cambiamento di rotta, tornando al fair-play precedente, personalmente, sto pensando seriamente di non continuare a dare il mio sostegno di socio alla cooperativa, e di essere ancora cliente, cominciando ad interessarmi e ad aderire, a qualche gruppo concorrenziale, e di fare quanto possibile per evincerne: famigliari, parenti, conoscenti ed amici.

Distinti Saluti.

Stefano C. – Modena

———- Messaggio di risposta  ———-

da       HDA Filo Diretto Coop Estense HDA.Soci@sede.estense.coop.it

data    23 settembre 2011 15:19

oggetto  Filo diretto Coop Estense

Spett.le Sig —

la ringraziamo del contributo che abbiamo girato al responsabile delle collezioni e dell’assortimento dell’abbigliamento presso la nostra centrale nazionale.

Cordiali saluti

Se—- G——

Resp Filo Diretto

Coop Estense

filodiretto@estense.coop.it

 

CONCLUSIONI

La risposta dei responsabili di Coop, come si vede, è talmente evasiva e di circostanza, che avrebbe fatto loro più onore, probabilmente il silenzio, anche perchè, le buone intenzioni profuse in quelle due righe, si perderanno probabilmente nei meandri delle burocrazie del colosso.

In realtà queste due righe, qualcosa lo dicono, per omissione: rappresentano infatti una volontà di scansare l’aspetto principale, perchè riferendosi solo alla parte della problematica sollevata, meno spinosa, (diffusione del rosa, nell’abbigliamento maschile), omettono volutamente la parte più imbarazzante e delicata: quella riferita alla cancellazione dei bimbi maschi e maschi in generale (che è palese a chiunque visiti il sito di Coopfoto) e dell’adozione di immagini di bambine violente/aggressive in stile USA.

Francamente che in l’Italia, con la sua consolidata saggezza e saper vivere, sempre dimostrata a protezione di certi valori che sembravano intoccabili, soprattuto quando vi erano di mezzo i bambini, ed in una cooperativa come la Coop che del fair-play ed assistenza al consumatore aveva fatto un cavallo di battaglia (a rammentare iniziative come “soddisfatti o rimborsati” o le campagne di sconti) si cadesse nell’imitazione di politiche BARBARE fatte da ditte avide e senza scrupoli, come queste, se me lo avessero detto, anche solo dieci anni fa, ci avrei riso sopra, e ancora adesso stento a credere a quello che vedo, ma probabilmente anche da noi questo è il frutto della disgregazione della famiglia, voluta e cercata dalla strategia dell’odio delle ideologie femministe.

Queste politiche attuate sulla base, del solito meccanismo di pensiero femminista “della rappresaglia”  e in merito, non può non essere sospetto, il sostanziale loro inizio (almeno per quanto ho potuto rilevare visivamente) subito dopo le iniziative del movimento “se non ora quando” cioè, in pratica una ennesima mascheratura di femminismo radicale, che accomuna e rende legittimo qualsiasi comportamento (buono o cattivo, dispettoso o anche criminale ed immorale) fatto da una donna (il celeberrimo slogan “bigotta, mignotta unite nella lotta”) ….

….robe già viste e straviste in occidente da almeno un trentennio e che agiscono meccanicamente sempre nello stesso modo, cercare col microscopio, e trovare a tutti i costi velate discriminazioni contro la donna, per poi rilanciare con rappresaglia ed una escalation di 10 a 1, in una logica di muro contro muro, acutizzando il conflitto tra i sessi, anzichè risolverlo e facendo lievitare esponenzialmente la misoginia, con annesse e connesse reazioni.

Ma forse anche questo è voluto, ed è uno dei tanti calcoli e crudeli cinismi, nella moltitudine di sacrifici umani, sull’altare avido di sangue e denaro, di queste lobby perverse, ottuse, egoiste e vili,

salvo poi sfruttare gli isolati casi di raptus o follia, scaturiti dall’odio dilagante nelle realtà o storie di vita più difficili,  per gonfiare statistiche, da usare con grande speculazione, in funzione di un empowering femminile “a tutti i costi”, disordinato ed incontrollabile, senza uno scopo e/o un futuro sostenibile per l’umanità, ed i bimbi di domani, nemmeno quelli di sesso femminile, e nemmeno se saranno in maggioranza.

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di Carlo Zijno (editore MM)

In questi giorni sonnacchiosi di agosto ci sono state segnalate alcune notizie che vorrei commentare, a conclusione del ciclo annuale, perché – a dispetto della loro apparente diversità – a mio avviso risentono di un filo conduttore comune. Non inserirò i link, perché da adesso in poi linkerò soltanto siti amici, ma non sarà difficile per chi voglia approfondire arrivare agli articoli originali, con l’aiuto del “dottor google”.

La prima.  Una ragazza è sinceramente da un senso di profonda ingiustizia perché ha dovuto rinunciare al suo sogno di fare la ricercatrice in quanto è stata costretta –  a causa dei colleghi-concorrenti che le “tagliavano le gambe” – a “ripiegare” su un lavoro di responsabilità presso la NTV, la nuova compagnia di trasporto ferroviario che debutterà nei prossimi mesi. 

Questa notizia è stata per me stupefacente.  E’ stupefacente considerare un lavoro del genere un ripiego, e so di cosa parlo, perché il mio è molto simile: so per certo che si tratta di attività altamente professionalizzate e ben pagate, con le quali il sottoscritto per inciso  “campa la famiglia” da più di quindici anni.

E allora, qual è il problema? Il problema, almeno così si capisce dall’articolo, è che fare il dirigente di NTV benché sia  un eccellente posto, non è quello che lei esattamente voleva.  E questo è grave. Le hanno tagliato le gambe. E’ un’ingiustizia. Lei voleva fare la ricercatrice, ma la concorrenza gliel’ha impedito.

Vi annuncio quindi che la Questione Maschile ha fatto un salto di qualità in più: da adesso in poi le donne non hanno più “soltanto” il diritto di poter competere (giustamente, aggiungo io) per tutti i posti che vogliono, ma bensì il diritto di OTTENERE tutti i posti che vogliono, quote rosa o non quote rosa che siano (problema evidentemente superato).

La seconda.   Un articolo dal tono a dir poco allarmato ci riferisce che in Italia si sta diffondendo il fenomeno del disconoscimento di maternità, soprattutto ad opera di “povere ragazze extracomunitarie” (testuale nell’articolo)  che invece di praticare l’aborto oppure tenersi il bimbo in proprio, decidono di portare a termine la gravidanza per poi lasciare il bimbo in orfanotrofio.

E’ un articolo, si diceva, dai toni allarmati, che descrivono, sembrerebbe quasi, una nuova piaga sociale che avanza.

Ma proviamo a riflettere spassionatamente della cosa. Consideriamo tutte le fattispecie.

In caso di aborto nulla quaestio: il bimbo cessa comunque di esistere.  Che piaccia o che non piaccia, è così: il “problema” viene eliminato. Ma quale è invece la differenza tra tenersi un bimbo oppure lasciarlo in orfanotrofio? E che in quest’ultimo caso il bambino verrà dato in adozione ad una delle sempre più numerose coppie sterili. E quindi: avrà una Madre ed un Padre in Servizio Permanente Effettivo, una famiglia completa e “Tradizionale”.  E questo non va evidentemente bene per l’articolista.

Anche qui la Questione Maschile fa un salto di qualità in più: si passa dal riconoscere alla donna la facoltà – a suo insindacabile giudizio – di NON dare un Padre a suo figlio, al sostanziale DOVERE di non farlo.

Infine, la terza notizia. Su Facebook  è nata e si è accresciuta rapidamente un gruppo secondo il quale Catherine Kieu Becker, eviratrice del marito per futili motivi (lui le aveva semplicemente preannunciato una richiesta di divorzio) vada immediatamente scarcerata. 

Anche qui – rispetto ai tempi di Lorena Bobbit – la prima eviratrice d’America -  si è fatto un salto di qualità: si è passati, ossia, dal vago e forse un po’ arrampicato giustificazionismo dei tempi della Bobbit (la quale per inciso a livello giudiziario se l’è cavata),  ad un vero e proprio sentimento di “giustizia è fatta” per questo nuovo caso.

Anche in questo ci vedo francamente un ulteriore salto di qualità per la Questione Maschile: laddove infliggere violenza – anche devastante – al partner diventa non solo giustificabile (sempre e rigorosamente ad insindacabile giudizio della donna), ma altresì doveroso, implicito: doveroso perché naturale, si potrebbe dire.

Ebbene, a stupire in tutto questo non sono queste degenerazioni, ampiamente previste da queste parti (previste perché inevitabili quando si fa la lotta di classe contro qualcuno chiavi in mano), ma il comportamento degli uomini e dei media: che stanno lentamente ma inesorabilmente passando da una situazione di maschiopentitismo (sentimento di colpa unito a volontà risarcitoria nei confronti delle donne) ad una vera e propria forma di DHIMMITUDINE,  ossia una consapevolezza di sostanziale inferiorità, di minorità appena tollerabile.

E sarà questo il mostro contro cui dovremo combattere nei prossimi anni. 

 Arruolatevi.  

Carlo Zijno

38 com

di Fabio Nestola

In merito alla incontenibilità delle pulsioni infanticide dovute alla depressione post-partum, una vistosa contraddizione è da decenni sotto gli occhi di tutti, nell’impietoso confronto fra cronaca nera e cronaca rosa.

Cronaca nera – da un lato abbiamo il proliferare dei neonati nel cassonetto, fenomeno pericolosamente in espansione tanto da aver reso necessario nel nostro Paese il varo di una legge – Dpr 396 del 3 novembre 2000 – che garantisse alle donne l’anonimato nel parto: la neomamma porta a termine la gravidanza in una struttura pubblica, ma se non si sente pronta a crescere il figlio non ha bisogno di liberarsene abbandonandolo in un cassonetto. È sufficiente che dichiari di sentirsi inadeguata (senza dover motivare nel dettaglio) e può allontanarsi lasciando il figlio alle cure del reparto di ostetricia.

Il bimbo verrà inserito nel circuito delle adozioni, ma almeno ha la certezza di non essere ucciso perché “scomodo”, difficilmente giustificabile o impossibile da mantenere. 

 Cronaca rosa – dall’altro lato abbiamo un fenomeno in aperto contrasto: le lotte in tribunale per far riconoscere i figli illegittimi nati da rapporti occasionali
Un  dato curioso: non c’è mai la nobildonna che porta in tribunale il giardiniere del quale è rimasta incinta mentre il marito era in missione all’estero
Coloro ai quali si attribuiscono figli non voluti sono sempre cantanti, attori, calciatori, registi, presentatori, parlamentari, ricchi imprenditori…
Maradona, Falcao, Joao Batista, Claudio Villa, Pippo Baudo, Vittorio Sgarbi, Mick Jagger, Vasco Rossi… sempre miliardari, mai un nullatenente, un disoccupato, un cassintegrato, un clandestino che vive di espedienti…
Eppure, dal punto di vista giornalistico, l’ipotetica notizia della Baronessa Priscilla di Vallombrosa che spedisce gli avvocati in Romania a cercare il muratore che l’ha sedotta lasciandola incinta, sarebbe sensazionale.
Il classico postino che morde il cane, fa molto più “notizia” del cane che morde il postino
Ma, caso strano, a memoria d’uomo una notizia del genere non è mai esistita
In teoria il bambino avrebbe sempre diritto di sapere chi è il padre, la stessa motivazione data da chi aspetta figli illegittimi concepiti con un compagno occasionale particolarmente facoltoso

In pratica invece, quando non c’è nulla da guadagnare ed il figlio illegittimo sarebbe solo una fonte di problemi – magari mettendo in pericolo il matrimonio prestigioso – una veloce interruzione di gravidanza risolve tutto con discrezione.

I figli del redditizio filone Maradona & Co., invece, vengono alla luce circondati da cure, e nel cassonetto non ci finiranno mai

Garantiscono un futuro dorato, quindi la depressione infanticida non compare mai, oppure diventa stranamente controllabile
La povera Cristiana Sinagra avrebbe avuto tutti i motivi del mondo per essere preda della depressione post-partum: secondo i verbali dell’epoca (1986) era solo una escort di poco conto a servizio della camorra, utilizzata dai piccoli boss locali per festini a base di sesso e droga da offrire quale trattamento di favore al potente di turno; insomma prospettive di un futuro squallido per lei e per il bambino
Ma non ha abortito, non ha spaccato la testa al figlio, non lo ha annegato, accoltellato, strangolato, centrifugato in lavatrice…

Se invece di portare in grembo Diego Armando Junior fosse occasionalmente rimasta incinta di un Pasquale Scognamiglio qualsiasi, la depressione avrebbe prevalso?

Quale aspettativa di vita avrebbe avuto il figlio illegittimo di un disoccupato?

Ecco quale sembra essere il teorema derivante
La depressione non spinge a sopprimere il neonato quando da tale neonato possono derivare benefici per la madre
Cinicamente drammatico, ma confermato dalla cronaca degli ultimi 30 anni

 Ergo: la depressione post-partum è sempre incontrollabile?

Scatena una pulsione omicida non arginabile?

La madre infanticida è sempre incapace di intendere e di volere, tanto da usufruire di pene vistosamente ridotte rispetto ad un omicidio commesso per qualsiasi altro movente?

Se così fosse, come mai le cronache non registrano un solo caso di infanticidio da depressione post-partum negli ambienti dell’aristocrazia e dell’alta finanza?

La depressione puerperale è dovuta a scompensi ormonali, esattamente come la sindrome premestruale; secondo la letteratura scientifica non dovrebbe essere collegata alla pianificazione di una vita più o meno agiata.

Infatti la cronaca nera legata al figlicidio non si limita a casi maturati nella disperazione, nella sottocultura e nel sottoproletariato: caso Cogne docet.  

E’ invece l’elenco delle richieste di test del DNA per l’attribuzione di paternità ad essere costantemente alimentato da donne di ceto non elevato che hanno avuto incontri occasionali con noti e facoltosi personaggi.

Nel 2007, in Val Venosta, si registrava persino la richiesta di una signora piuttosto indecisa, cassiera in un bar, che per cercare il padre del bimbo che portava in grembo aveva fatto pervenire la richiesta del tampone per il prelievo del DNA ad una decina di uomini fra calciatori, politici ed imprenditori della zona[1].

Calcolando il periodo fertile, ha ristretto il cerchio a solo 10 papabili genitori.

È facile immaginare la soddisfazione di colui il quale avrà scoperto, obtorto collo, la gioia di essere riconosciuto responsabile di cotanta famiglia

Non è dato di sapere se nell’intensa attività con sportivi ed industriali ci sarà stato tempo anche per qualche pomeriggio hard col garzone del panettiere ma, nel caso fosse accaduto, valeva la pena citare anche lui?

Meglio pescare fra gli abbienti: la mamma “disinvolta” per se non chiede nulla, come sempre è il bambino ad avere diritto

Una mera questione di principio, insomma

Come mai non viene registrato un solo caso in cui la madre infanticida rivela il nome del padre miliardario dopo aver ucciso il figlio illegittimo con lui concepito?

 Fabio Nestola

 _______________

[1] DONNA INCINTA CHIEDE TEST DNA A DIECI PERSONE

http://blog.libero.it/mio1001/view.php?id=mio1001&mm=0&gg=100309

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di Fabio Barzagli

(responsabile etico portale nazionale paternità, infanzia e adolescenza)
_________________________________

Ancora donne che pensano solo a donne. Mi chiedo se davvero hanno capito cosa vuol dire politica, cosa vuol dire essere eletti per rappresentare i cittadini tutti. Ci ritroviamo un Ministero Pari Opportunità formato esclusivamente da donne (al contrario dovrebbe essere il più eterogeneo) che si occupano della loro categoria.

Ultima trovata, le Scatole Rosa. Ecco il testo dal sito del comune di Roma: “La scatola rosa verrà gratuitamente installata nelle autovetture di 1000 automobiliste. (poi diventate 2000) [..]. L’apparecchio è collegato ad una centrale operativa che individua il luogo da cui parte la segnalazione lancia automaticamente un SOS in caso di incidente; premendo un pulsante nella scatola, invece, la guidatrice in difficoltà può segnalare un guasto. [..] Chi aderirà avrà gratis installazione e assistenza gratuita per tre anni.”

Quindi un uomo che si ferisce gravemente (da non poter chiedere aiuto) resterà li a morire; se invece è una donna corrono i soccorsi anche se non si è fatta un graffio o si è forata una ruota.. una follia. Mi sono permesso di realizzare un piccolo spot:

http://paternita.info/scatola-rosa.html
Marco non aveva la scatola rosa. Lascia tre figli ed una moglie.

Più importante un guasto che la vita di un uomo? Forse si.. forse per queste donne, un uomo, un padre, non vale niente. Il sito del comune parla poi delle “vittime femminili al volante” (dati ACI) senza citare che le conducenti che rimangono uccise in incidenti stradali sono solo il 10% del totale. E il restante 90%? Ne vogliamo parlare di questi 4000 uomini e ragazzi che annualmente perdono la vita? Come fa un Ministero che si chiama Pari Opportunità ad occuparsi solo del 10% delle vittime?

Peccato, perché al posto delle marmitte delle signore il Ministero potrebbe pensare ad esempio ai 100.000 bambini (ed altrettanti papà) che ogni anno dice l’ISTAT ricevono una separazione non richiesta e che in buona parte dei casi li porta a perdere il legame con gravissimo danno morale e materiale. Discriminazione evidente, verso la quale il Ministero avrebbe -ampia competenza-. Drammi familiari, risolvibili semplicemente con un po’ più di equità e di giustizia. Ma il Ministero delle Donne sa.. e tace.

Posso dire in tranquillità, ma con dispiacere, che il Ministero delle Pari Opportunità non mi rappresenta. Ne come figlio. Ne come padre. E non rappresenta di certo la mia famiglia.

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articolo apparso per la prima volta sul vecchio  ”MetroMaschile” in data 11 agosto 2009

Alle scuole elementari, livello che un professore si suppone debba aver superato, mi hanno insegnato che quando si ritiene che una categoria umana sia strutturalmente inferiore ad un’altra, e specialmente se per motivi biologici, si incorre in qualcosa chiamato razzismo.

In procinto di andare in vacanza (avevo appena preparato il post di fine anno che verrà pubblicato automaticamente lunedì 17 agosto) un simpatico articolo uscito su “Repubblica” a firma di Umberto Veronesi mi ha costretto a riprendere la penna in mano per riaffermare il principio di cui sopra, principio che potrebbe sembrare acquisito ma che, evidentemente, acquisito non è.

Non voglio lasciare in questa sede il link a detto articolo, perché non voglio incrementare in nessun modo il traffico di “Repubblica”. Nè voglio procedere ad alcuna confutazione dell’articolo in questione, perché con il razzismo non si può e non si deve ragionare.

Voglio fare piuttosto un gioco. Ve lo incollo qui sotto in due versioni: dapprima in originale e poi, successivamente di seguito, in una nuova versione del tutto identica nel testo salvo sostituire la parola “uomini” con la parola “ebrei”, “donne” con “ariani”, “sessi” con “razze”.

Così, tanto per vedere che effetto fa.

Aggiungo soltanto una considerazione: quando le facoltà mentali cominciano a vacillare la decenza consiglierebbe di andarsene in pensione, se non altro per tutelare il buon nome pazientemente costruito con decenni di ricerche serie, onde evitare che una uscita cretina ed idiota possa danneggiarlo. Tra l’altro è pure scritto male, pieno di ripetizioni ossessive e sgrammaticato; cosa che potremmo anche aspettarci da un signor Veronesi ma non dagli editor di Repubblica (i quali evidentemente non hanno nemmeno le basi del mestiere che credono di fare).

E adesso ecco le due versioni dell’articolo. Buone vacanze.

Carlo

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VERSIONE ORIGINALE DEL SIGNOR VERONESI

La conquista della Ru486 e la forza delle donne

Repubblica — 10 agosto 2009 pagina 1 sezione: PRIMA PAGINA

LE DONNE non si fermano: la vittoria dell’ approvazione della Ru486 è parte di un progetto non scritto di affermazione del loro futuro ruolo. La forza delle donne non è riportata nei manuali di storia o di filosofia, perché il pensiero femminile vive dentro gli avvenimenti, spesso nascosto dietro il nome di un uomo. PER secoli le donne hanno silenziosamente influenzato il progresso civile e hanno determinato l’ evoluzione culturale con l’ azione più che con la teoria. A volte il loro contributo è stato idealizzato, ed eccole Angeli, altre invece è stato demonizzato, ed eccole Streghe. E hanno pagato un caro prezzo, nel passato, per questa loro condizione di debolezza: quante povere ragazze (in genere con disturbi mentali) sono state arse vive perché possedute dal Demonio? Ed ancora oggi il 90% degli omicidi sono di mano maschile, ma la grande maggioranza delle vittime sono donne. Siamo, per questo aspetto, una società primordiale, in cui gli uomini (più forti) uccidono le donne (più deboli). Ma in una società del futuro, con regole evolute di convivenza civile, l’ aggressività maschile, necessaria alle origini per procurare sostegno alla famiglia, sarà sempre più di peso e di impaccio. L’ uomo non sa e non può liberare la propria aggressività e spesso la rivolge contro se stesso: la grande maggioranza dei suicidi sono maschili. Le donne non uccidono e non si uccidono. La mia professione di “medico delle donne” mi ha insegnato l’ arte di leggere nell’ agire delle donne. Le ho viste affrontare con forza i momenti di debolezza, guardare in faccia il dolore e farne un’ occasione di rinascita. Le ho viste fare rivoluzioni e ricomporre armonie. Quando si scatena il caos è la donna che riporta l’ ordine: nei pensieri, nei rapporti umani, nell’ ambiente e nella società. Sono diventato un estimatore profondo del pensiero femminile, per molti aspetti superiore a quello maschile, e mi sono convinto che la parità fra sessi non è una scelta, ma è una realtà storicamente inarrestabile. Il problema è come realizzarla concretamentee come darle una veste ufficiale. E qui c’ è un bisticcio di fondo da risolvere. Quanti ruoli può giocare oggi una donna ? Se sarà pari all’ uomo nei ruoli decisionali, che farà della sua necessità biologica di procreare e accudire i suoi figli? Se davvero vogliamo che le donne pensino ad avere successo in politica o nelle carriere pubbliche, dobbiamo risolvere alla radice la questione del doppio carico che pesa sulle loro spalle. La soluzione non può essere quella di espropriare le donne della loro femminilità, ma è certo che una conquista razionale attende le donne di questa generazione: ridisegnare i propri spazi e decidere come conciliare l’ impegno sociale con l’ impegno procreatvo. Ovviamente la società, attualmente ancora maschilista con cadute nel “machismo”, dovrà fare la sua parte. Ma è la donna che dovrà scegliere e ridefinirsi. Certamente il percorso è a ostacoli: alcuni si supereranno, come il diritto all’ interruzione di una gravidanza non voluta con metodiche meno traumatiche, quale appunto la Ru486; altri no, come il diritto alla fecondazione assistita. Io sono per la soluzione massimalista: le donne al pari dell’ uomo, senza mezze misure. Il loro potenziale intellettuale è enorme e sottoutilizzato: siamo sei miliardi sulla Terra, ma le menti impegnate a sfruttarne le ricchezze, mantenendone gli equilibri, sono meno della metà. Ora tocca alle donne, e io non ho dubbi che il futuro sia nelle loro mani. Anche per una ragione biologica. La parità dei ruoli sociali ha portato progressivamente ad una parità sessuale. Nella parità, tuttavia, la donna è avvantaggiata dal punto di vista biologico perché l’ attività procreativa è femminile. Già oggi una donna può avere un figlio senza scegliere un padre, basta che si rivolga a una banca per la fecondazione. Invece se un uomo vuole un figlio, ha bisogno di una donna disposta ad accogliere il seme nel suo utero e portare a termine una gravidanza. Se poi in futuro si arrivasse alla clonazione, la superiorità femminile sarà ancora più evidente : la donna può clonare se stessa e l’ uomo no. Non è assurdo allora prevedere un futuro prevalentemente al femminile , come già avviene in natura in altre comunità. Natura e cultura ci indicano con coerenza che la donna è la protagonista della prossima era e che non sarà certo fermata dalle difficoltà a procedere, come quelle attuali . Non c’ è da temere: le donne non si fermano. – UMBERTO VERONESI

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VERSIONE DELL’ARTICOLO SOSTITUENDO LA PAROLA “UOMINI” CON LA PAROLA “EBREI”, LA PAROLA “DONNE” CON LA PAROLA “ARIANI”, LA PAROLA “SESSI” CON LA PAROLA “RAZZE” (e lemmi derivati)

 La conquista della Ru486 e la forza degli ariani

Repubblica — 10 agosto 2009 pagina 1 sezione: PRIMA PAGINA

GLI ARIANI non si fermano: la vittoria dell’ approvazione della Ru486 è parte di un progetto non scritto di affermazione del loro futuro ruolo. La forza degli ariani non è riportata nei manuali di storia o di filosofia, perché il pensiero ariano vive dentro gli avvenimenti, spesso nascosto dietro il nome di un ebreo. PER secoli gli ariani hanno silenziosamente influenzato il progresso civile e hanno determinato l’ evoluzione culturale con l’ azione più che con la teoria. A volte il loro contributo è stato idealizzato, ed eccoli Angeli, altre invece è stato demonizzato, ed eccoli Stregoni. E hanno pagato un caro prezzo, nel passato, per questa loro condizione di debolezza: quanti poveri ariani (in genere con disturbi mentali) sono stati arsi vivi perché posseduti dal Demonio? Ed ancora oggi il 90% degli omicidi sono di mano ebraica, ma la grande maggioranza delle vittime sono ariani. Siamo, per questo aspetto, una società primordiale, in cui gli ebrei (più forti) uccidono gli ariani (più deboli). Ma in una società del futuro, con regole evolute di convivenza civile, l’ aggressività ebraica sarà sempre più di peso e di impaccio. L’ ebreo non sa e non può liberare la propria aggressività e spesso la rivolge contro se stesso: la grande maggioranza dei suicidi sono ebraici. Gli ariani non uccidono e non si uccidono. La mia professione di “medico degli ariani” mi ha insegnato l’ arte di leggere nell’ agire degli ariani. Li ho visti affrontare con forza i momenti di debolezza, guardare in faccia il dolore e farne un’ occasione di rinascita. Li ho visti fare rivoluzioni e ricomporre armonie. Quando si scatena il caos è l’ariano che riporta l’ ordine: nei pensieri, nei rapporti umani, nell’ ambiente e nella società. Sono diventato un estimatore profondo del pensiero ariano, per molti aspetti superiore a quello ebraico, e mi sono convinto che la parità fra le razze non è una scelta, ma è una realtà storicamente inarrestabile. Il problema è come realizzarla concretamentee come darle una veste ufficiale. E qui c’ è un bisticcio di fondo da risolvere. Quanti ruoli può giocare oggi un ariano ? Se sarà pari all’ ebreo nei ruoli decisionali, che farà della sua necessità biologica di procreare e accudire i suoi figli? Se davvero vogliamo che gli ariani pensino ad avere successo in politica o nelle carriere pubbliche, dobbiamo risolvere alla radice la questione del doppio carico che pesa sulle loro spalle. La soluzione non può essere quella di espropriare gli ariani della loro purezza razziale, ma è certo che una conquista razionale attende gli ariani di questa generazione: ridisegnare i propri spazi e decidere come conciliare l’ impegno sociale con l’ impegno procreatvo. Ovviamente la società, attualmente ancora ebraica con cadute nel “sionismo”, dovrà fare la sua parte. Ma è l’ariano che dovrà scegliere e ridefinirsi. Certamente il percorso è a ostacoli: alcuni si supereranno, come il diritto all’ interruzione di una gravidanza non voluta con metodiche meno traumatiche, quale appunto la Ru486; altri no, come il diritto alla fecondazione assistita. Io sono per la soluzione massimalista: glia riani al pari dell’ebreo, senza mezze misure. Il loro potenziale intellettuale è enorme e sottoutilizzato: siamo sei miliardi sulla Terra, ma le menti impegnate a sfruttarne le ricchezze, mantenendone gli equilibri, sono meno della metà. Ora tocca agli ariani, e io non ho dubbi che il futuro sia nelle loro mani. Anche per una ragione biologica. La parità dei ruoli sociali ha portato progressivamente ad una parità razziale. Nella parità, tuttavia, l’ariano è avvantaggiato. Già oggi un ariano può avere un figlio senza scegliere un padre, basta che si rivolga a una banca per la fecondazione. Invece se un ebreo vuole un figlio, ha bisogno di un ariano disposto ad accogliere il seme nel suo utero e portare a termine una gravidanza. Se poi in futuro si arrivasse alla clonazione, la superiorità ariana sarà ancora più evidente. Non è assurdo allora prevedere un futuro prevalentemente ariano. Natura e cultura ci indicano con coerenza che l’ariano è protagonista della prossima era e che non sarà certo fermato dalle difficoltà a procedere, come quelle attuali . Non c’ è da temere: gli ariani non si fermano. – UMBERTO VERONESI

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...di Winston Churchill:

Un uomo non vale per i soldi che ha, ma per il credito di cui gode

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C’è un solo avventuriero al mondo, e ciò si vede soprattutto nel mondo moderno: è il padre di famiglia. Gli altri, i peggiori avventurieri, non sono nulla, non lo sono per niente al suo confronto. Tutto è sapientemente organizzato contro di lui. Fa pena, è esposto a tutto, ai quodlibet, alle ingiurie, al peggio di tutto: a una sorta di riprovazione, di malevolenza universale, di presa in giro, di tacita ingiuria

...di Charles Baudelaire:

Gli uomini che meglio riescono a stare con le donne sono gli stessi che sanno starci benissimo senza

...di Oscar Wilde:

Almeno una volta nella vita ogni uomo cammina con Cristo verso Emmaus

...di Barack Obama:

Il padre è insegnante e maestro. E’ mentore e modello di comportamento. E’ l’esempio del successo e lo sprone al suo raggiungimento. ……..Conosciamo le statistiche: i bambini che crescono senza la figura del padre sono molto più facilmente soggetti a lasciare la scuola, a compiere crimini e a finire in prigione. Sono anche molto più facilmente vittime di disturbi comportamentali…

...di Claudio Risè:

Una società siffatta, "senza padri", nella quale tutti dunque rimangono "figli", é, come dimostrano le cronache, infantile, e sostanzialmente perversa. Perché sia così lo spiego in tutti i miei libri, ma lo faceva già benissimo Sigmund Freud nel 1905, non osando peraltro pensare che le patologie individuali da lui descritte diventassero endemiche, e venissero addirittura promosse dall'organizzazione sociale, attraverso la "rimozione" della figura che nell'essere umano ne impedisce lo sviluppo: il padre, appunto.

...di Oriana Fallaci:

Oh, non mi fraintenda: capisco anche il concetto di paternità. Lo vedrà nel mio romanzo, se farò in tempo a finirlo. Lo capisco così bene che parteggio con tutta l'anima pei padri divorziati che reclamano la custodia del figlio. Condanno i giudici che quel figlio lo affidano all'ex-moglie e basta, e ritengo che nella nostra società oggi si trovino più buoni padri che buone madri. (Segua la cronaca. Quando un padre impazzito ammazza un figlio, ammazza anche sé stesso. Quando una madre impazzita ammazza un figlio, non si ammazza affatto e va dal parrucchiere)

...di Alain Minc:

Alla parola parità, i deputati si mettono sull'attenti. Alla parola donna, tremano. Il vostro potere è assoluto: i parlamentari cercano di anticipare i vostri desideri, come i cortigiani di un Luigi XIV o di un Napoleone

luoghi di culto


in città, la popolazione di fede cristiana usa pregare in questo modo:

Ave Giuseppe, pieno di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetto fra gli uomini, e benedetto è il frutto del seno della tua Sposa, Gesù. Ave Giuseppe, padre putativo di Cristo, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

in città, la popolazione di fede islamica ama ricordare nelle proprie proghiere il versetto 33 della sura XXXI (Luqmân):

Uomini, temete il vostro Signore e paventate il Giorno in cui il padre non
potrà soddisfare il figlio né il figlio potrà soddisfare il padre in alcunché. La
promessa di Allah è verità. Badate che non vi inganni la vita terrena e non vi
inganni su Allah l'Ingannatore.

iniziative permanenti

  • lettera aperta al ministro Mara Carfagna

    Preliminarmente ed a latere della manifestazione di Roma svoltasi il 5 ottobre 2011 con ampia partecipazione di sigle associative e grande successo di pubblico, è stata elaborata – da parte di alcune cittadine e cittadini per le VERE pari opportunità senza pregiudizi – e consegnata al ministro pro-tempore per le pari Opportunità Mara Carfagna una lettera aperta che questo sito fa propria e ben volentieri pubblica, invitando i lettori ed i passanti che si riconoscano con quanto espresso a volerla inoltrare al Ministero a proprio nome (in cartaceo o in email, con nome proprio o anche in nickname), possibilmente dandone [...]

    (Nessun commento)

Leggi e commenta gli articoli di "teoria marziana"

  • “Il cucchiaio non esiste”: la strada possibile per la soluzione della Questione Maschile

    (terzo articolo della serie “teoria marziana”)
    di Carlo Zijno (editore MM)
    Abbiamo visto nel precedente articolo della serie “teoria marziana” come la Questione Maschile  sia stata originata da una sorta di “lotta di classe” che si è svolta contro di noi in questi anni, lotta di classe che è stata possibile – anche da parte settori sociali [...]

    (10 commenti)

  • le cause della Questione Maschile

    di Carlo Zijno
    Prosegue la serie di articoli taggati “teoria marziana”: nel precedente abbiamo analizzato le definizioni di QM pregresse, riducendole ad una soltanto che – applicata ai vari casi pratici – ha dimostrato di funzionare; in questo passeremo allo studio delle cause, delle origini della QM.
    Già le definizioni forniteci in quella occasione contenevano delle indicazioni [...]

    (6 commenti)

  • Questione Maschile. La mia definizione

    di Carlo Zijno
    Data al 2001 la mia prima adesione ad un MoMas, ed era Uomini3000. Poi è seguita l’adesione a Maschi selvatici, e tante altre iniziative in tutto il corso del decennio: ho visto nascere (e qualche volta ne sono stato il promotore, come nel caso di MetroMaschile) blog, gruppi e siti.   
    Da allora, e [...]

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    Non c'è che dire, la bambolosa Selvaggia Lucarelli, l'arrampicatrice mediatica che abbiamo già incontrato in precedenti riflessioni sul femminile, non manca di un certo senso dell'umorismo. Almeno quello c'è insieme ad un'insolita autoironia; e diamogliene atto. Tuttavia, il suo senso dell'autoironia non è talmente originale da […]
  • E' nato il movimento maschile italiano 5 aprile 2012
    Non sarà certo questo blog a passare sotto silenzio un avvenimento che, da qualunque lato lo si voglia guardare, appare comunque come un elemento di novità nel panorama nazionale. Lo scorso 19 marzo, in concomitanza con l'ormai surreale ricorrenza del Papà di cui abbiamo detto nell'articolo della settimana scorsa, è nato il «Movimento Maschile Ital […]
  • La giornata della memoria 19 marzo 2012
    Ciao papà, anche se non sei più tra noi sono sicuro che puoi sentire quello che voglio dirti. Non mi piace mettere in piazza le cose personali, la sfera degli affetti, dei ricordi e dei rimpianti alla quale appartieni e non lo farò neanche stavolta. Lo stile confessionale non si addice né a me né a te, ed anche per questo ci siamo sempre capiti al volo, in u […]

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