di Fabio Nestola (presidente FENBI)

Argomento spinoso, quello delle separazioni

Seppure con radici antiche, nella sua genesi è sempre rimasto di difficile trattazione, sostanzialmente impopolare in quanto non amalgamato al “politically correct”.

Tocca interessi troppo complessi, che solo una analisi miope può circoscrivere al business.

È vero: il denaro che ruota attorno alle separazioni conflittuali è tanto; come sono tante le figure che hanno un ruolo nella spartizione della torta, o che  sgomitano per averlo.

Ma è riduttivo farne una questione di mero interesse, c’è altro.

Si rende necessaria una riflessione: qualunque iniziativa per la certezza del Diritto, per le pari opportunità e per la tutela dei diritti dei minori godrebbe di ampi consensi e verrebbe salutata come una battaglia di civiltà.

Qualunque, tranne la riforma delle modalità di affido dei figli.

Da decenni viene utilizzato con accanimento lo stereotipo del polverone alzato dai padri che vogliono pagare meno o non vogliono pagare affatto.

Negli ultimi mesi la denigrazione si è inasprita, prendendo una deriva diversa: ora viene etichettata come la battaglia dei padri che vogliono destabilizzare la democrazia, l’attacco dei padri a magistratura e servizi sociali, o peggio ancora la guerra dei padri “dediti a pedofilia e femminicidio”, testuale.

Poco importa se si è passati dal dai padri tirchi al dipingerli come una categoria di  golpisti, pervertiti e criminali, la costante rimane un curioso accanimento contro i padri… per dare al Movimento a sostegno dell’affido condiviso quella caratteristica che il Movimento stesso non ha.

Piaccia o meno, non è una battaglia dei padri.

Come mai tanta feroce ostinazione nel gemellare una presunta guerra dei padri alla riforma del Diritto di Famiglia?

Serve ad un disegno superiore? Padri in guerra, quindi uomini aggressivi e donne vittime. La GNF (Grande Narrazione Femminista, ndr) lo sostiene da sempre: contro chi può essere una guerra maschile se non contro le donne?

Padri in guerra = madri a rischio, l’equazione è pronta.

Vengono taciute le caratteristiche positive quali certezza del Diritto, pari opportunità per tutti i cittadini e soprattutto diritti dei minori; meglio creare allarme dipingendo la spinta per la riforma come una guerra contro le donne.

Ecco l’appello intrinseco al “politically correct”: è un attacco alla donna, quindi negativo, pericoloso, destabilizzante, da stroncare con ogni mezzo.

Non è vero, ma l’importante è sostenerlo sempre, comunque, dovunque, in una escalation di denigrazione.

La mistificazione aggredisce ogni iniziativa, da proposte e disegni di legge alle manifestazioni, dagli emendamenti ai convegni.

Ogni volta che il Movimento promuove un testo si rispolvera “la guerra dei padri”, ogni volta che il Movimento scende in piazza è “la guerra dei padri”, ogni convegno è organizzato dai “padri pedofili ed assassini in guerra contro la democrazia e contro le donne”.

Una guerra dei sessi che esiste solo negli incrollabili preconcetti dei denigratori.

Vi infulcrano di tutto da decenni, è dura cambiare registro.
La realtà è diversa da come la dipinge il fronte contrario all’affido condiviso: non sono le associazioni di padri a chiedere la riforma per un vero e concreto affido condiviso, ma un intero Movimento trasversale fatto di privato sociale, mondo accademico, parlamentari, amministratori locali, rappresentanti sindacali, associazioni di professionisti: padri, madri, sorelle, nonne, nonni, nuove compagne, figli ormai adulti di genitori separati, e poi psicologi, criminologi, sociologi, pedagogisti, antropologi, ricercatori, mediatori, avvocati e magistrati.

Sono parte attiva del Movimento e/o si sono espressi a favore dell’affido condiviso e dei DDL in discussione al Senato diverse associazioni forensi, associazioni multidisciplinari, associazioni di mediatori familiari, Lega Italiana Divorzio Breve,  CMS (comitato madri separate), Mamme Separate di Como, Movimento Femminile Parità Genitoriale, LADDES (libera associazione donne separate e divorziate), Associazioni di nonne e nonni, CIATDM (coordinamento internazionale tutela dei minori), Federcasalinghe.

Tutte strutture – com’è noto – piene zeppe di pericolosissimi padri che tramano per distruggere la democrazia, uccidere le donne e violentare i bambini.

Il 5 ottobre il Movimento scende in piazza, per una manifestazione indetta dal Movimento Femminile Parità Genitoriale

L’iniziativa è a sostegno della bigenitorialità, dei diritti dei minori e dell’affido condiviso

SE CREDI…

  • Se credi che i ruoli della madre e del padre siano complementari, ed entrambi indispensabili ad un equilibrato sviluppo dei figli;
  • Se credi che la bigenitorialità sia un valore, e che tale valore debba sopravvivere alla rottura della coppia;
  • Se credi che i figli mantengano inalterati i propri diritti, a prescindere dallo stato civile dei genitori;
  • Se credi che l’affido vissuto come possesso esclusivo sia una stortura a beneficio degli adulti ed una lesione dei diritti dei minori;
  • Se credi che vendette e rancori personali non debbano essere veicolati attraverso i figli;
  • Se credi che il disagio della famiglia separata non sia risolvibile col mero intervento giuridico;
  • Se credi che la normativa debba tutelare il diritto dei minori e non i privilegi degli adulti;
  • Se credi che il progetto genitoriale non sia un contratto che può essere sciolto da un magistrato;
  • Se credi che la nuova legge sull’affido dei figli sia un patrimonio della crescita sociale e culturale della Nazione;
  • Se credi che l’accanimento nel rifiutarsi di applicarla sia una grave violazione del Diritto, dell’impegno delle associazioni che hanno chiesto la riforma, della volontà del legislatore che l’ha scritta, del voto del Parlamento che l’ha varata;

sei un/una convinto/a sostenitore/sostenitrice della tutela dei diritti dei minori, del valore della bigenitorialità e dell’affido condiviso in caso di separazione, divorzio o cessazione di convivenza.

Per promuovere il principio di indissolubilità del ruolo genitoriale, per garantire ai figli una linea di continuità nei diritti dell’infanzia anche dopo la separazione dei genitori, sostieni la riforma dell’affido condiviso ed aderisci alla manifestazione del 5 ottobre a Roma, piazza Montecitorio

2 com

Incredibile sentenza della cassazione: se è lei a doverli  versare, gli alimenti per i minori vengono derubricati da diritti inalienabili ed irrinunciabili a “contributo a favore del Padre”,  e quindi… se ne può fare a meno.

Adesso sì che stiamo a posto: se a dover pagare è lui, allora  “vada a fare il raccoglitore di pomodori”;  se è lei… se ne può discutere. Un consiglio: cercate di non finire, se potete,  nelle mani dei giudici. Del diritto (oltre che del domani) non v’è certezza.

La redazione

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Incredibile sentenza: o paga lui o non paga nessuno

 di Fabio Nestola (Presidente FENBI)

Il coniuge separato che versa in una condizione di debolezza economica può assolvere ai suoi obblighi di genitore offrendo ospitalità ai figli senza dover pagare l’assegno di mantenimento. Lo sancisce la Cassazione (sentenza 15565/11).
La suprema Corte ha bocciato il ricorso di un abruzzese separato dalla moglie nell’aprile 2006, padre di due ragazzi, che chiedeva di ripristinare il mantenimento anche a carico della ex consorte in favore dei figli. Secondo la Cassazione «il mantenimento cui ciascun genitore è tenuto verso i figli, può ritenersi assolto dal genitore dotato di reddito proprio con cui i figli non convivono, mediante gli adempimenti connessi all’ospitalità da parte dello stesso genitore non convivente in occasione del diritto di visita».

Il caso

In precedenza, il Tribunale di Lanciano, modificando le condizioni di separazione, aveva disposto l’affidamento dei figli a entrambi i genitori, con collocazione abituale presso la casa del padre e il diritto-dovere della madre di avere con sè i figli secondo determinate modalità. A carico della madre era stato stabilito un assegno di 400 euro mensili a titolo di concorso nel mantenimento.  Assegno revocato dalla Corte d’appello dell’Aquila, sulla base delle difficoltà economiche in cui versa la donna. Da qui il ricorso in Cassazione volto a ripristinare il concorso al mantenimento a carico della ex.

La Suprema Corte ha respinto il ricorso dell’ex coniuge sottolineando che i colleghi di merito «con adeguata motivazione» hanno preso atto del fatto che la donna si trova «in una situazione economica che non le consente, oltre all’assolvimento del mantenimento diretto dei figli quando sono presso di lei, il versamento anche di un contributo ulteriore in favore del padre».

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Che vergogna!

Come si può definire diversamente un tale scempio del Diritto?

Due pesi e due misure, come troppo spesso accade nel nostro Paese

Visto che chi dovrebbe versare un contributo è la madre, caso atipico, la Cassazione si arrampica sugli specchi per giustificare la revoca dell’assegno.

Oltretutto nel caso specifico si trattava di un assegno modesto, 200 euro per ogni figlio.

A ruoli invertiti, si chiede agli ermellini quante volte abbiano preso decisioni analoghe nei confronti di un padre.

Da notare la perla della Suprema Corte: «(…) non le consente (…) il versamento anche di un contributo ulteriore in favore del padre».

Nei confronti di un padre, anche se pesantemente indigente, non sono ammesse deroghe al versamento in quanto la somma erogata è un diritto inalienabile dei figli; diritto inalienabile che curiosamente sparisce quando a versare dovrebbe essere la madre, in tal caso infatti l’assegno diventa “a favore del padre”

 In questi giorni si aggrava la posizione del Maresciallo Fabrizio Adornato, padre separato di Genova in sciopero della fame, a Roma per protestare contro l’accanimento giudiziario che lo costringe a vivere sotto la soglia di povertà.

Non ottiene alcuna risposta dal CSM, dalle Procure presso le quali ha sporto innumerevoli denunce, dal Presidente della Repubblica al quale ha rivolto diversi appelli.

E’ disposto a proseguire ad oltranza, fino a morire letteralmente di fame in mezzo alla strada, tanto non ha altra via d’uscita: è la stessa fine alla quale il sistema lo ha condannato togliendogli il diritto ad una vita dignitosa.

È poco lungimirante, Fabrizio Adornato.

Per risolvere velocemente la situazione sarebbe stato sufficiente mascherarsi da donna; una parrucca, un po’ di trucco et voilà, l’assegno è revocato come per miracolo.

Ce ne sono tanti come Fabrizio Adornato, decine di migliaia.

Non tutti emergono, non tutti hanno la forza di umiliarsi pubblicamente, la maggior parte sceglie di rimanere nell’ombra cercando di sopravvivere, elemosinando comprensione e un rigurgito di dignità.

È un problema emergente che le associazioni di categoria denunciano da anni. Ultimamente sono arrivate le conferme statistiche anche da parte della Caritas, che assiste con un pasto caldo migliaia di padri separati ed ha sensibilizzato alcune amministrazioni comunali a studiare ammortizzatori sociali per quella che è ormai riconosciuta come categoria di “nuovi poveri”.

Ignorati dalla Giustizia, pronta a schierarsi solo quando l’indigenza si tinge di rosa.

 Una proposta: non potrebbe, la Cassazione, esaminare i casi che le vengono sottoposti senza conoscere il genere delle parti?

Dati oscurati, la decisione viene presa in punta di Diritto, a prescindere dalla considerazione che possa penalizzare un padre o una madre.

Poi a sentenza emessa – solo a sentenza emessa – vengono aggiunte le generalità delle parti.  

Siamo sicuri che, se fosse stato utilizzato questo metodo, le sentenze di Cassazione degli ultimi 20 anni non sarebbero profondamente diverse?

Alla faccia della Certezza del Diritto.

Che vergogna!

 Fabio Nestola

2 com
articolo apparso per la prima volta sul vecchio  ”MetroMaschile” in data 14 settembre 2009

di Gaetano Giordano e Fabio Nestola

I dati  provengono dai quotidiani nazionali e/o locali che rendono disponibili versioni on-line; il monitoraggio sullo stalking femminile ha riguardato tutte le notizie – nessuna esclusa – reperibili in rete.

Le notizie originali sono consultabili sul blog violenza-donne.blogspot.com, dal quale sono anche linkabili le fonti.

Il Decreto Sicurezza che conteneva “misure contro gli atti persecutori” (stalking) è stato varato il 23 febbraio 2009 (DL n°11), poi convertito in legge il 23/4 (38/09), pubblicata sulla G.U.n° 95 del 24 aprile.

A partire dal 23 febbraio, pertanto, è possibile monitorare gli episodi di cronaca che prima di allora facevano riferimento ai reati di molestie, maltrattamento, ingiurie, minacce, percosse, lesioni, danneggiamento etc., ora accorpati nello stalking qualora siano espressione di un comportamento persecutorio continuato nel tempo.

La norma novellata – art. 612 bis – nasce con l’obiettivo dichiarato di contrastare la persecuzione di genere, ove per “genere perseguitato” si intende il solo genere femminile. Quasi che lo status di vittima sia riferibile esclusivamente ad una figura femminile, mentre al genere maschile viene comunemente associato il monopolio della violenza agita, mai subita.

Una percezione ricorrente circoscrive la violenza femminile a fenomeni del tutto marginali, sporadici e poco significativi; i procedimenti giudiziari e gli episodi di cronaca nera testimoniano, purtroppo, una realtà profondamente diversa (TABELLE 1 e 2).

A sei mesi dal varo della Legge 38/09, un primo monitoraggio registra 41 casi riportati dai media di comportamenti persecutori, violenti e/o molesti, tenuti da donne.

ETÀ – L’età della stalker riserva poche sorprese: un solo caso in entrambe le fasce estreme under 20 ed over 50, mentre nelle fasce intermedie si concentra la larga maggioranza dei casi, con un picco di 13 casi (32%) nella fascia 31-40. In tre casi le fonti non riportavano l’età della donna denunciata per stalking.

RIPARTIZIONE SUL TERRITORIO – sostanzialmente simile il numero di episodi verificatisi al nord (16) ed al centro (14), mentre un sensibile calo si registra nei casi accaduti al sud (6) e nelle isole (5), che accorpati raggiungono il 27% dei casi totali verificatisi in Italia nel periodo di riferimento.

MOVENTE – come previsto dal Legislatore, il profilo critico delle relazioni di coppia risulta essere prevalente tra i motivi che generano il reato di stalking (TABELLA 3).

Separazioni e divorzi incidono per il 15% (6 casi)

Le relazioni interrotte, sia etero che omosessuali, sono la maggioranza: 46% (19 casi)

Le relazioni mai nate a causa di un rifiuto scatenano reazioni persecutorie nella misura del 23% (9 casi)

Molestie varie, con scarsi elementi valutativi forniti dalle fonti, sono il 13% ( 5 casi)

Anche uno dei due casi catalogati come “motivi economici” (Aversa, 25/5) deriva da un divorzio, ma senza accenni a gelosia morbosa o tentativi di imporre una riconciliazione: la persecuzione della stalker era finalizzata ad ottenere dalla vittima somme di denaro più ingenti rispetto a quanto stabilito in tribunale.

VITTIME – in 15 casi la vittima è una donna, in 23 un uomo adulto, in 1 caso la vittima è un minore di sesso maschile (Torino, 10/4), in 2 casi vi sono vittime plurime non sempre quantificabili, in quanto la denuncia per stalking è stata presentata da una famiglia (Campobasso, 4/6) e da un intero condominio nei confronti di un’inquilina molestatrice (Genova, 13/5). In un caso simile di molestie al vicinato, invece, (Rio Marina, 16.8) ci sono vittime identificabili in quanto le persone stalkizzate sono un uomo ed una donna.

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Questi primi dati smentiscono due postulati:

1. Anche le donne perseguitano le donne. È falso pertanto che le donne molestate siano vittime della violenza agita esclusivamente da uomini.

2. Anche le donne perseguitano gli uomini. Sono false pertanto le teorie dominanti che circoscrivono ruoli stereotipati: donna/vittima e uomo/carnefice.

Punto 1) – Nel 37% dei casi monitorati la stalker molesta una donna, con motivazioni varie: l’incapacità di accettare l’interruzione di un rapporto saffico, l’attrazione non corrisposta per una partner eterosessuale, il binomio invidia-vendetta, il disegno persecutorio ai danni della nuova compagna del proprio ex.

Punto 2) – La persecuzione di genere non è affatto unidirezionale, anche la donna è in grado di perseguitare, insultare, molestare, usare violenza fisica e psicologica, pertanto anche la figura maschile può esserne vittima.

La violenza femminile in generale, ed il female-stalking in particolare, sono oggetto di studio in diversi Paesi europei ed extraeuropei[1], solo in Italia non esiste alcuna indagine ufficiale che studi le vittime di genere maschile, come non esiste alcuna struttura di accoglienza pubblica se ne occupi.

Dal monitoraggio emerge una percentuale del 58% di vittime maschili (23 casi su 41 presi in esame, 24 considerando il caso che coinvolge un minorenne), ma in questa sede non è importante stilare classifiche; interessa piuttosto far emergere un aspetto finora ignorato dai promotori della legge sullo stalking, vale a dire la necessità di prevenire, contenere e sanzionare qualunque forma di violenza, indipendentemente dal genere di autori/autrici e vittime.

——————–

Si rende inoltre necessario sottolineare un elemento, legato alle motivazioni che spingono la stalker ad agire: nella maggioranza dei casi anche la persecuzione D>D ha come reale obiettivo un uomo.

Quando una donna separata compie atti persecutori nei confronti della nuova compagna del proprio ex, l’intento sembra essere quello di rendere all’ex partner la vita impossibile, creare ostacoli, incrinare l’armonia della nuova coppia, se possibile spingerla alla rottura.

La persona abbandonata, in modo particolare quando non riesce a ricostruire una nuova relazione, può percepire come insostenibile la felicità dell’ex partner, colui che identifica come causa scatenante del proprio dolore e della propria solitudine.

L’accettazione passiva aggrava il malessere psicologico, l’azione quindi può avere una valenza sia risarcitoria che ostativa, oltre ad essere terapeutica per chi la mette in atto. Agisce perché “deve”, l’acting-out persecutorio diviene la terapia per stare meglio, o illudersi di stare meglio.

Ha inizio uno stalking indiretto, con un bersaglio occulto ma reale (l’ex partner) ed uno palese ma strumentale (la nuova compagna). Lo stalking verso una nuova partner sembrerebbe essere, con molta verosimiglianza, più un modo per colpire l’ex partner che non una mera espressione morbosa della propria gelosia.

La stalker potrebbe anche essere in buona fede. Probabilmente riconosce come persecutorie le proprie azioni, ma la persecuzione viene legittimata nella misura in cui considera “giusto” punire l’ex partner attraverso la distruzione di quella felicità lei non riesce a ricostruire.

La stalker non ha alcun legame con la vittima palese, se non quello di percepirla come fonte di felicità per la vittima occulta: non ha motivi di rancore pregresso, non vi sono debiti insoluti, carriere ostacolate, vecchie ruggini o faide familiari, spesso non la conosce affatto (es. Modena 26/3; Lucca 18/3; L’Aquila 12/3, Siena 25/6).

Se ne deduce che XX non sarebbe stata mai perseguitata se non si fosse legata ad YY, precedente partner della stalker. La vendetta trasversale colpisce in funzione del ruolo sociale, non per caratteristiche individuali della vittima.

L’obiettivo sembra quello di fare terra bruciata attorno all’ex coniuge, chiunque sia la nuova partner. Quindi costei, pur apparendo vittima palese di stalking, in realtà è solo lo strumento attraverso il quale perseguire lo scopo – reale ma occulto – di creare pregiudizio all’ex partner ostacolandone la serenità della vita di coppia.

Si osserva una differenza sostanziale: mentre lo stalker di genere maschile solo rarissimamente prende di mira il nuovo compagno della ex partner (passando, nel caso, all’aggressione singola di vario livello che può anche esitare in omicidio, ma rimane atto isolato e non concatenazione di comportamenti), la donna compie azione di stalking anche verso la nuova compagna del proprio ex partner, oltre a poter compiere l’atto aggressivo singolo.

Detto in altri termini, si può ipotizzare che la stalker femminile agisca più facilmente, o quasi esclusivamente rispetto all’altro sesso, una modalità di stalking indiretto – per così dire “trasversale” – , nella quale la vendetta, il tentativo di estorcere i consensi o il ripristino della relazione, vengono veicolati attraverso soggetti estranei alla relazione stessa.

Da questo punto di vista, il paragone con i comportamenti riferibili alla sindrome di “Medea” (si colpisce un affetto dell’uomo amato per colpire lui) sembrano indicare una chiave di lettura del fenomeno: tendenzialmente la donna, quando intende colpire l’ex partner, predilige l’aggressione contro un affetto di questi, e dunque contro di lui o, in alternativa, contro la sua nuova partner.

Come già detto, non esiste o quasi lo stalking U>U inteso come una serie di atti persecutori contro il nuovo partner. Ad ulteriore conferma i dati emergenti dal monitoraggio sui casi di stalking maschile, relativi allo stesso periodo di riferimento 3/09 – 8/09.

Su 73 casi censiti 70 (96%) hanno contemplato lo stalking verso donne che hanno rifiutato di divenire partner dell’offender o che hanno cessato di esserlo.

Abbiamo poi 1 caso di stalking plurimo, agito da un pregiudicato che terrorizzava le persone del luogo e 3 casi di stalking U>U, tutti verso consanguinei:

- verso uno zio (Iglesias, 3/8), sembra per questioni patrimoniali

- verso il padre (Bologna, 29/8) a causa dei problemi di alcolismo del figlio.

- verso i figli ormai cinquantenni (Genova, 19.8) aggrediti dall’anziano padre ricoverato in clinica psichiatrica.

Nessun episodio, quindi, di persecuzione nei confronti di un nuovo partner della propria ex, casistica che invece compare nel monitoraggio dello stalking femminile nella misura del 18% (7 casi su 40).

Il tentativo di ottenere soddisfazione e vendetta passa dunque (come avviene appunto anche nei comportamenti “alla Medea”) anche attraverso la ferita affettiva dell’ex partner, e ciò implica che la donna – contrariamente all’uomo – tende a colpire per vendetta e che in tal senso non necessariamente la persona colpita deve essere l’ex partner, potendosi la vendetta estendere a chi gli sia affettivamente vicino.

Questo può essere una ulteriore indicazione per considerare il “mobbing genitoriale”[2] – vale a dire i tentativi di estromettere il padre dei propri figli – come una forma di stalking trasversale, nel quale i comportamenti punitivi ed estorsivi rivolti direttamente all’ex partner nello stalking diretto (molestie, minacce, intimidazioni, violenze fisiche) sono sostituiti da comportamenti tesi a far soffrire l’ex partner attraverso la sofferenza di un oggetto d’amore o la sua privazione.

Da questo punto di vista, esistono dunque due forme di stalking:

- lo “stalking diretto” agito, in percentuali sensibilmente diverse, da soggetti di entrambi i generi,

- lo “stalking trasversale”, prerogativa tipicamente femminile.

Il che ulteriormente dimostra, in sostanza, come la violenza e l’aggressività femminile siano un universo tutto da esplorare.

Gaetano Giordano,  Fabio Nestola

NOTE:

[1] Reid Meloy, Cynthia Boyd, – Female Stalkers and their victims, 2004

Purcell R., Mullen P – A study of women who stalk, 2001

http://www.canadiancrc.com/female_sexual_predators_awareness.aspx

Kanin JJ., – Statistics on female rape, 2000

Donald G. Dutton, Kenneth N. Corvo , John Hamel The gender paradigm in domestic violence , 2009

Daniel Whitaker – Women: often the aggressors, Journal of Public Health 2001

Murray A. Straus, Family Research Lab., Un. of New Hampshire, Dominance and Symmerty in partner violence, 2006

[2] IL MOBBING GENITORIALE DALL’ETOLOGIA ALL’ETICA – Roma, convegno AILAS 2006, Gaetano Giordano e Giuseppe Dimitri – (PM, 26 Aprile 2007), http://www.psychomedia.it/, http://www.psychomedia.it/pm/grpind/separ/giordano3.ht

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5. separazione, divorzio, affido

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...di Claudio Risè:

Una società siffatta, "senza padri", nella quale tutti dunque rimangono "figli", é, come dimostrano le cronache, infantile, e sostanzialmente perversa. Perché sia così lo spiego in tutti i miei libri, ma lo faceva già benissimo Sigmund Freud nel 1905, non osando peraltro pensare che le patologie individuali da lui descritte diventassero endemiche, e venissero addirittura promosse dall'organizzazione sociale, attraverso la "rimozione" della figura che nell'essere umano ne impedisce lo sviluppo: il padre, appunto.

...di Oriana Fallaci:

Oh, non mi fraintenda: capisco anche il concetto di paternità. Lo vedrà nel mio romanzo, se farò in tempo a finirlo. Lo capisco così bene che parteggio con tutta l'anima pei padri divorziati che reclamano la custodia del figlio. Condanno i giudici che quel figlio lo affidano all'ex-moglie e basta, e ritengo che nella nostra società oggi si trovino più buoni padri che buone madri. (Segua la cronaca. Quando un padre impazzito ammazza un figlio, ammazza anche sé stesso. Quando una madre impazzita ammazza un figlio, non si ammazza affatto e va dal parrucchiere)

...di Alain Minc:

Alla parola parità, i deputati si mettono sull'attenti. Alla parola donna, tremano. Il vostro potere è assoluto: i parlamentari cercano di anticipare i vostri desideri, come i cortigiani di un Luigi XIV o di un Napoleone

luoghi di culto


in città, la popolazione di fede cristiana usa pregare in questo modo:

Ave Giuseppe, pieno di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetto fra gli uomini, e benedetto è il frutto del seno della tua Sposa, Gesù. Ave Giuseppe, padre putativo di Cristo, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

in città, la popolazione di fede islamica ama ricordare nelle proprie proghiere il versetto 33 della sura XXXI (Luqmân):

Uomini, temete il vostro Signore e paventate il Giorno in cui il padre non
potrà soddisfare il figlio né il figlio potrà soddisfare il padre in alcunché. La
promessa di Allah è verità. Badate che non vi inganni la vita terrena e non vi
inganni su Allah l'Ingannatore.

iniziative permanenti

  • lettera aperta al ministro Mara Carfagna

    Preliminarmente ed a latere della manifestazione di Roma svoltasi il 5 ottobre 2011 con ampia partecipazione di sigle associative e grande successo di pubblico, è stata elaborata – da parte di alcune cittadine e cittadini per le VERE pari opportunità senza pregiudizi – e consegnata al ministro pro-tempore per le pari Opportunità Mara Carfagna una lettera aperta che questo sito fa propria e ben volentieri pubblica, invitando i lettori ed i passanti che si riconoscano con quanto espresso a volerla inoltrare al Ministero a proprio nome (in cartaceo o in email, con nome proprio o anche in nickname), possibilmente dandone [...]

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Leggi e commenta gli articoli di "teoria marziana"

  • “Il cucchiaio non esiste”: la strada possibile per la soluzione della Questione Maschile

    (terzo articolo della serie “teoria marziana”)
    di Carlo Zijno (editore MM)
    Abbiamo visto nel precedente articolo della serie “teoria marziana” come la Questione Maschile  sia stata originata da una sorta di “lotta di classe” che si è svolta contro di noi in questi anni, lotta di classe che è stata possibile – anche da parte settori sociali [...]

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  • le cause della Questione Maschile

    di Carlo Zijno
    Prosegue la serie di articoli taggati “teoria marziana”: nel precedente abbiamo analizzato le definizioni di QM pregresse, riducendole ad una soltanto che – applicata ai vari casi pratici – ha dimostrato di funzionare; in questo passeremo allo studio delle cause, delle origini della QM.
    Già le definizioni forniteci in quella occasione contenevano delle indicazioni [...]

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  • Questione Maschile. La mia definizione

    di Carlo Zijno
    Data al 2001 la mia prima adesione ad un MoMas, ed era Uomini3000. Poi è seguita l’adesione a Maschi selvatici, e tante altre iniziative in tutto il corso del decennio: ho visto nascere (e qualche volta ne sono stato il promotore, come nel caso di MetroMaschile) blog, gruppi e siti.   
    Da allora, e [...]

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  • Re: Gli uomini meritano tutto ciò 8 febbraio 2012
    Citazione di: Red- - Ieri alle 23:53:45Secondo me vanno combattute le idee prima che le persone. Va da sè inoltre che combattere le donne sarebbe improponibile, per cui secondo me non c'è difetto di analisi sotto q... […]
  • Re: Sulla credulità femminile 8 febbraio 2012
    Citazione di: ilmarmocchio - Ieri alle 22:23:30forse Beta e Nonmorto sono donne camuffate da uomini qmsti ? il mio nome è otelma..mago otelma […]
  • Re: Gli uomini meritano tutto ciò 8 febbraio 2012
    Citazione di: Guit - Ieri alle 22:59:14Le donne non possono non essere "femministe". Combattere contro le femministe è un po' come combattere contro le donne. Non si può chiedere loro di non usare le loro armi.Mi sembra ... […]

echi da siti amici:

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  • Liberi e fecondi 12 gennaio 2012
     Scusa la domanda (è semplice curiosità), ma tu sei un professore, uno scrittore o cosa? E Misterxy? Di cosa si occupa? ^^^^^^^ Caro Andrea, nel dettaglio ti risponderò con un MP,  ma ne prendo volentieri spunto per commentarla, in quanto la tua domanda solleva un’ interessante questione. Da dove vengono, quali professioni esercitano, che storia hanno alle [ […]
    Rino
  • Tassa sul maschio: lo spread della colpa. 19 novembre 2011
      C’è da pagare lo spread F/M Siete contenti? *** Ci siamo dunque. Monti ha promesso imposte differenziate tra M e F. C’è infatti un altro debito da pagare, quello accumulato dai maschi nel corso dei millenni.  E’ la colpa collettiva della storia come crimine e  rapina, come privilegio e stupro. La colpa della storia come “universale usurpazione maschile” . […]
    Rino
  • Sono una mamma… 24 ottobre 2011
    Buongiorno, sono una mamma che si sta separando. Magari vi chiederete perchè scrivo a voi; è come buttarsi in bocca al nemico. Invece io non credo che dovrebbe essere così. Perchè anche se separati, i genitori rimangono sempre genitori dei figli e come tali non dovrebbero litigare riguardo al loro benessere. Quindi quello che non capisco è perchè [...] […]
    Rino
  • Il pioniere 12 ottobre 2011
    IL PIONIERE (DEI PIONIERI) *** In questi giorni  – venticinque anni fa – Misterxy digitava la sua prima lettera di critica, smascheramento e condanna ad un quotidiano, in risposta ad articoli e commenti celebrativi dell’ingresso delle DD nelle Forze Armate, “conquista” femminista a quei tempi sognata e – apparentemente – irraggiungibile.  Ma poi raggiunta se […]
    Rino
  • La piramide, la bugia, la rovina 21 giugno 2011
    Abbiamo capito che si può mentire sia con le verità che con le bugie e con una miscela delle due.  Certo, nel mentire, le verità sono insostituibili, ma anche le menzogne più smaccate possono giovare.  Una delle fondamentali dice che M ed F sono uguali. Da ciò deriva una bella cascata di conseguenze antimaschili davvero [...] […]
    Rino

RSS …da Maschi Selvatici

  • Bentornato Carlo Parlanti 7 febbraio 2012
    Il calvario di Carlo Parlanti sta per finire. Il manager informatico di 47 anni di Montecatini, detenuto dal luglio 2004 per una falsa accusa di stupro, il 9 febbraio verrà rimesso in libertà e familiari e amici sperano di vederlo tornare in Italia con un volo proveniente dagli Stati Uniti. Uno dei tanti finiti in [...] […]
    Administrator
  • Ci aspetta un grande futuro 1 febbraio 2012
    Questa mattina, in città, passa un autobus delle linee urbane che reca su una fiancata una grande striscia pubblicitaria: un cucciolo di cane, forse un setter, bianco, con in bocca uno stetoscopio ti guarda con occhi tranquilli. L’immagine è commentata dalla seguente scritta: “Garantiamo al vostro cucciolo un grande futuro”. Il tutto è firmato [...] […]
    Administrator
  • La nuova frontiera della parità. Gravidanza e parto sono malattie 30 gennaio 2012
    di Armando Ermini Questo è ciò che, incredibilmente, sostiene la bioeticista britannica Anna Smajdor, docente alla University of East Anglia e ricercatrice onoraria in Bioetica dell’ Imperial College di Londra. Ci informa il Foglio del 25 gennaio 2012 che la bioeticista “sostiene la necessità di dedicare urgentemente fondi pubblici alla ricerca sull’utero ar […]
    Administrator
  • Armeni & Bravo, postfemministe concordi sulla Concordia (nel non capire) 23 gennaio 2012
    C’era da aspettarselo. Il post femminismo ha colto al volo lo splendido assist fornitogli dal comandante Schettino per attaccare ancora una volta, e ti pareva, la visione maschile del mondo. In due lettere a Il Foglio del 21 gennaio, Ritanna Armeni se la prende in generale col concetto di eroe così spesso evocato in questi [...] […]
    Administrator
  • Concordia 21 gennaio 2012
    di Armando Ermini Nessuno, se non messo alla prova concreta, sa con certezza come si comporterebbe in circostanze simili a quella del naufragio della Concordia. In tutti noi può albergare un comandante Schettino che si mette in salvo prima dei passeggeri affidati alla sua responsabilità. Tutti noi, messi alla prova, potremmo scoprirci [...] […]
    Administrator

RSS …da Ragioni Maschili

  • Le gaie parole 3 febbraio 2012
    «Basta con la parola omosessuale, è offensiva e discriminatoria». A lanciare questa nuova crociata terminologica è il britannico “Guardian”, testata di riferimento della sinistra inglese, che si colloca a buon diritto tra i protagonisti attivi e militanti di quella rivoluzione culturale, silenziosa e strisciante, che va ricondotta all'espressione anglof […]
  • Ipocriti 20 gennaio 2012
    Fa veramente rabbia. Devono succedere le tragedie perché termini desueti, dequalificati e sospesi dal frasario corrente come “virilità” e “onore” vengano ipocritamente rispolverati e messi in bella mostra nelle cronache quotidiane, stavolta come roba buona. Adesso è tutto un fiorire di compiacimenti per il grintoso «cazzo» con il quale il capitano De Falco a […]
  • Elogio della fiducia? 9 gennaio 2012
    Cosa possiamo aspettarci dal nuovo anno? Nell'incertezza sul domani che regna sovrana l'unica cosa certa è che anche nel 2012 appena cominciato i rapporti sociali saranno offuscati, intorbiditi e indeboliti dal germe della sfiducia. Nella sua accezione più generale «fiducia» significa confidare in qualcuno o in qualcosa, affidare parte dei propri b […]
  • Sul principio d'autorità 30 dicembre 2011
    Appartengo ad una generazione che già non si alzava più in piedi quando il professore faceva ingresso nell’aula, non mi sono mai rivolto a qualcuno usando l’appellativo "eccellenza” ed ho imparato sin da ragazzo a declinare consapevolmente i miei diritti di cittadinanza al cospetto di qualunque autorità pubblica; sia che si trattasse di una commissione […]
  • Preghiera di Natale 24 dicembre 2011
    Buon Dio, spero che Tu possa capirmi. Nel rapporto con le donne ci sono molte cose belle e cose molto meno belle. Le prime è inutile ricordarle, le conosciamo tutti. Le seconde vanno ricordate. A chi tra noi uomini (perché Tu sei dei nostri) non è capitato che una qualche donna gli abbia detto, prima o poi: «tu devi essere così e non cosà, andare colì e non […]

feed titoli da tutti i siti e blog che si ritengano a qualsiasi titolo e a qualsiasi livello coinvolti con la questione maschile

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