di: S.G.A. (militante MoMas)
Il secondo Congresso Internazionale Antifemminista organizzato dall’associazione svizzera IG Antifeminismus (IGAF) ha avuto luogo il 25 giugno 2011 nella cittadina di Winterthur, vicino a Zurigo (Svizzera)
Lo svolgimento del primo Congresso, l’anno scorso, era stato messo in pericolo, una settimana prima dell’evento, da minacce, forti pressioni dalle istituzioni e danneggiamenti delle sedi prescelte da parte di simpatizzanti femministi, costringendo l’associazione a cambiare per tre volte la sede e rendendo intimidatoria oltre che difficoltosa la partecipazione degli interessati (http://metromaschile.it/altrosenso/2010/11/01/convegno-a-zurigo/).
Imparata la lezione e preso atto dei comportamenti “democratici” di certi movimenti femministi, questa volta l’IGAF ha comunicato in maniera confidenziale la sede ai partecipanti solo due giorni prima dell’evento e ha predisposto forti misure di sicurezza e controllo dell’identità all’entrata. In questo modo l’evento si è potuto svolgere in maniera tranquilla e senza danneggiamenti né proteste ingaggiate fuori dal Congresso.
Il programma (http://www.antifeminismus.ch/internationales-antifeminismus-treffen/informationen/index.php) è stato denso. Le prime parole sono state quelle di benvenuto, tra cui i saluti dall’Italia (10:10 – Begrüssungsworte aus Italien (Parole di benvenuto dall’Italia – S.G.A. Membro MoMas), oltre che dalla Spagna.
In questi pochi momenti a disposizione del MoMas italiano è stato presentato anche il Centro Studio di Violenza delle donne (www.violenza-donne.blogspot.com/), in qualche modo collegabile tra l’altro con l’ultimo intervento del conferenziere Prof. Dr. Gerhard Amendt, professore universitario a Vienna, riguardante la violenza domestica. Il Prof. Dr. Amendt ha elencato una serie di studi realizzati sulla violenza domestica, tra i quali l’Inchiesta Nazionale realizzata da Richard Gelles, Murray Straus e Suzanne Steinmetz negli Stati Uniti. Tutti concludono che la violenza domestica è bidirezionale e simmetrica tra i sessi. Dopodiché ha fatto visionare un filmato e un manifesto del Ministero delle Donne (FrauenMinisterium), dove i ruoli di vittima e di carnefice erano chiaramente definiti: la donna e i bambini, le vittime; l’uomo, il carnefice.
Ogni conferenziere ha concentrato il proprio intervento nell’ambito d’interesse. Lo scrittore Bernhard Lassahn ha parlato sulla strumentalizzazione e sull’infondatezza della denuncia femminista di sessismo del linguaggio nella lingua tedesca. Alfredo E. Stüssi, Presidente di Subitas, associazione di uomini e padri separati in Svizzera, ha approfondito la problematica della questione maschile in Svizzera.
La giornalista Gabriele Kuby ha criticato la distruzione dei valori che l’ideologia femminista ha messo in atto nella società: separazioni, aborto, figli cresciuti senza padri,… Da cattolica dichiarata si ha augurato un ritorno ai valori familiari e s’appellato agli uomini perché questi ritrovino i valori forti, in quanto le donne attualmente non ne sono capaci.
Lo scrittore Michail Savvakis, autore del sito http://www.maskulist.de , ha realizzato un analisi filosofico e critico del femminismo, denunciando la “mistica” creata dietro questa ideologia allo scopo di rivendicare delle istanze di potere.
Secondo il Dr. Pirmin Meier i problemi degli uomini risiedono nel fatto che non esiste una “consapevolezza di gruppo”, come esiste tra le donne o gli omosessuali. A questo punto, il Dr. Meier ha fatto un’analisi storica del movimento omosessuale, di come i loro membri hanno acquisito la consapevolezza di esserlo e come solo allora hanno riconosciuto e preteso una serie di istanze. Gli uomini, imparando da questi processi precedenti, dovrebbero arrivare alla consapevolezza di essere un gruppo specifico con bisogni propri e differenziati.
Infine è intervenuta Monika Ebeling descrivendo di forma molto critica la situazione attuale e le politiche “paritarie”. Durante il suo intervento la psicoterapeuta Ebeling ha fatto accenno alla sua esperienza personale lavorando come responsabile nei servizi sociali per le pari opportunità della città di Goslar in Niedersachsen (Germania). A causa della sua presa di posizione nella difesa dei diritti, non soltanto delle donne ma anche degli uomini, M. Ebeling ha subìto una forte opposizione interna fino ad essere licenziata, su richiesta dei partiti di sinistra (Socialisti SPD e Verdi), con la motivazione che si sarebbe occupata troppo degli uomini discriminati e troppo poco delle donne discriminate. (Nei giornali link: http://www.sueddeutsche.de/karriere/entlassene-gleichstellungsbeauftragte-im-gespraech-maenner-werden-benachteiligt-1.1099088)
Una pluralità di vedute dei relatori, alcune volte non condivise da tutti, ma comunque importanti nella definizione e comprensione del fenomeno “femminismo”.
Per quanto riguarda le problematiche dei padri sulla sottrazione dei figli dalle ex-moglie e dallo Stato, le associazione tedesche di Padri Separati hanno realizzato un film-documentario “Der entsorgte Vater”, portato al cinema e trasmesso ormai delle principali rete TV in Germania ZDF o ARD, di cui per adesso c’è unicamente la versione in inglese (http://www.der-entsorgte-vater.de/ o Trailer www.youtube.com/watch?v=iaKMR7RTzrs)
Tra i conferenzieri, ha preso la parola anche il presidente dell’Associazioni di Uomini svizzeri (Präsident des Dachverbandes der Schweizer Männer- und Väterorganisationen), Markus Theunert, avverso all’impostazione del Congresso e conosciuto per le sue posizioni femministe, cioè quel che nell’ambiente MoMas si definisce come “maschiopentito”. In questo modo IGAF ha voluto dare voce anche alla contestazione, aprirsi democraticamente al dibattito.
La stampa locale ha partecipato all’evento e le notizie stampa sono raccolte e possono essere visualizzate in questo link: http://www.antifeminismus.ch/internationales-antifeminismus-treffen/medienberichte/index.php . Leggendo le informazioni e visualizzando le trasmissioni delle TV locali, una riflessione da parte mia si impone. Fermo restando l’importanza che i mezzi stampa giocano o possono giocare nella diffusione al pubblico del Congresso e delle idee antifemministe, risulta paradossale come l’ideologia dominante, cioè quella femminista, si impone anche in queste notizie.
Lo spazio dedicato dalla stampa al Congresso è stata infatti egemonizzato dalla figura di Markus Theunert, il “maschiopentito”, e delle sue idee, tanto nei mezzi stampa cartacei come nelle trasmissioni TV (interviste). Tutti gli altri conferenzieri sono chiaramente ignorati, quando non appena menzionati nei mezzi stampa.
La strada è irta e in salita. Il Congresso rappresenta un altro piccolo passo importante in avanti verso la consapevolizzazione della società e l’internazionalizzazione del problema rappresentato dell’ideologia femminista. Una ideologia che padroneggia nelle istituzioni, nella stampa, nella società e nelle menti delle persone. Una ideologia che colpisce tutti, alcune volte in maniera diversa ma senza esclusioni, uomini e donne.
Qual sarà il prossimo piccolo passo in avanti?
S.G.A.
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