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7
giu -
Il mammo, lo stronzio
E’ recentemente apparso uno studio, prontamente diffuso dagli organi di informazione, secondo il quale – in seguito alla misurazione degli isotopi di stronzio trovati nella dentatura di una ventina di uomini primitivi vissuti in alcune caverne sudafricane, ed altri elementi accessori – si dimostrerebbe che 2,7 milioni di anni fa gli ominidi di sesso maschile stavano a casa a fare i mammi mentre quelli di sesso femminile andavano a caccia.
Premesso che a livello di condizione maschile abbiamo ben altro a cui pensare che preoccuparci di quello che accadeva 2,7 milioni di anni fa, ci pregiamo comunque di pubblicare un intervento, che riteniamo intelligente e spiritoso, di un esponente del MoMas che ha voluto così commentare la notizia.
Carlo Zijno
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Il mammo, lo stronzio
di Stefano C.
Gli “isotopi di stronzio” trovati nella dentatura di UNA VENTINA (20 in tutto) di uomini primitivi, permette di dire secondo voi: «le femmine stavano fuori nella savana e i maschi a casa»
Sarebbe come se nel futuro, studiando la nostra epoca, e il recente problema dello smaltimento dei rifiuti a Napoli, gli antropologi dicessero: nel periodo che intercorre tra la fine del secondo millennio e l’inizio del terzo, gli esseri umani accumulavano i rifiuti in montagne a bordo strada e nei vicoli più stretti…………. E’ evidente la castroneria dovuta alla proiezione di un comportamento localizzato a un piccolo clan per un periodo imprecisato – o difficilmente determinabile – all’intera popolazione umana; la “estensione faziosa” evidenzia una volta di più la scienza di genere e capziosa dei nostri giorni.
Smettiamo di pagare questi inutili ricercatori e finanziamo piuttosto cose utili come ad esempio la lotta contro il cancro, smettiamola di sprecare soldi per questo tipo di ricerche antropologiche: tanto per quello che se ne fa, le hanno ridotte a scienze da scaldabanco e da femministe in cerca del cavillino a cui attaccarsi per stravolgere la verità e capovolgerla.
Ci sono migliaia di libri di antropologia, reperti e scheletri conservati in musei, datati e analizzati nei decenni scorsi di intere legioni di ominidi (tutti maschi) intenti nella caccia ad animali enormi come mammut (per esempio). Ci sono i disegni sulle pareti e soffitti delle grotte che fanno vedere gli uomini a caccia e le donne (identificabili dai seni ben evidenti anche in quei semplici disegni), che cucinano o sono addette ad altre mansioni che non la caccia.
Oltre tutto lo studio dimostrerebbe soltanto che in quel clan di 20 esseri le femmine “erano meno nella grotta” ma non che andassero a caccia, potevano essere benissimo raccoglitrici, visto che non hanno trovato né archi né frecce né lance o altri oggetti offensivi. Erano così abili ste’ femmine da uccidere le belve con le mani ? magari le stesse ricercatrici tosco-britanniche salteranno fuori tra un po’ a dire che conoscevano persino le arti marziali! A chi non è stupido, risulta evidente l’intento di farle diventare “cacciatrici per forza o per amore”
Stefano C.
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