Si fa un gran parlare, di tanto in tanto, di leggi o leggine o comunque provvedimenti restrittivi che potrebbero, se approvati, portare a forme di censura sul web.  Quando qualcuna di queste ipotesi si affaccia all’orizzonte immediatamente parte la reazione collettiva,  finché il provvedimento in questione finisce (giustamente) per essere cassato. 

Ci sono poi quelli per i quali invece è lecito sospettare che  la censura sia già una realtà, solo che non accade alcuna reazione, anzi: stiamo parlando degli attivisti del MoMas.

Più volte ci siamo affacciati sui social network  per poter comunicare che in materia di uomo-padre (e sua condizione) e di maschilità ci sono anche altri dati oltre quelli, perlopiù infondati ed arbitrari,  che vengono riportati in osservanza alla scontatissima (ed ormai scientificamente ridicola) vulgata corrente di genere: ebbene,  non c’è mai stato nulla da fare.  Qualcuno o qualcosa ha sempre trovato modo e maniera di eliminare dal paesaggio virtuale sia le pagine che venivano prodotte in merito sia gli autori che se ne erano occupati. Censura? Ah, saperlo, saperlo, come diceva qualcuno.

L’ultima, ennesima disavventura in tal senso ci viene raccontata da Stefano Camuncoli, sotto forma di memoriale,  che vi giriamo incollato di seguito senza ulteriori commenti,  ma con una sola domanda: quanto durerà ancora tutto questo?

 La redazione

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Ecco perché wikipedia è inaffidabile. Censura a senso unico?

 di Stefano Camuncoli (militante MoMas)

Dopo essermi iscritto a WP (Wikipedia) nel 2009 nel Novembre del 2010 cominciai a lavorare sulla pagina “Uomo (genere)” perchè poco dignitosa se rapportata a “Donna” e contenente una serie assurda di amenità riferite al transessualismo patologie di identità di genere o quant’altro (occupanti il 50% della pagina).  Era cosi:

Versione 02:27, 26 set 2010

http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomo_(genere)&oldid=35212692

Nel corso di una serie di modifiche sforzi e lavoro notturno, anche per trovare e citare le fonti, con iscrizioni a dizionari on-line ecc…ecc…ecc… la feci diventare così:

Versione 13:02, 14 gen 2011 

http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomo_(genere)&oldid=37706869), inserendo espressamente un paragrafo dedicato ai movimenti maschili ed alla questione maschile, 

con una foto del Padre che teneva in braccio il figlio presa dall’edizione inglese di Wikipedia. 

 Questi i contenuti da me inseriti nella prima stesura (5 dic 2010)

 http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomo_(genere)&oldid=36818593#Cultura_e_ruoli_di_genere  (sottoparagrafo: Movimenti maschili e questione maschile) rimasero sostanzialmente inalterati fino al 20 mag 2011 (6 mesi);  

a tale data ritengo che sia scattata  la prima censura: venne infatti tolto il riferimento alla PAS (Versione 13:10, 20 mag 2011

 http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomo_(genere)&oldid=40779894#Cultu ra_e_ruoli_di_genere 

La narrazione del Movimento degli Uomini nell’edizione in inglese, da cui presi spunto con tanto di foto (ATTENZIONE) riporta a tutt’oggi lo stesso paragrafo:  e NESSUNO in America si è degnato ancora di cancellarlo.

http://en.wikipedia.org/wiki/Man#Culture_and_gender_roles 

Il paragrafo comincia con: 

“The Men’s Movement is in part a struggle for the recognition of equality of opportunity with women, and for equal rights irrespective of gender, even if special relations and conditions are willingly incurred under the………………….”

In data 11 giu 2011, l’utente Popop, come dicevo, dopo la cancellazione della frase che si riferiva alla PAS, aggiunge che le argomentazioni non sono dimostrate dalla medicina o non hanno fonti autorevoli, quando in realtà e si vede bene che esiste  persino una pagina dedicata alla PAS in WP stessa: (http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_da_alienazione_genitoriale).  

Siamo al culmine,  si contraddicono da soli!

La pagina diventò così dopo che lo stesso aggiunse la sua citazione di mancanza di fonti:

http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomo_(genere)&direction=prev&oldid=41655573#Cultura_e_ruoli_di_genere

In seguito  la modifica di Popop venne rollbackata (ossia annullata) nonostante la seguente motivazione a legittimarla: (l’esistenza della PAS (Sindrome da alienazione genitoriale) nei figli è già stata dimostrata dalla scienza medica e riportata anche nella stessa Wikipedia al link inserito, solo la sua definizione puntuale è ancora oggetto di dibattiti) 

Allora subito dopo è intervenuto l’utente Blackcat che ha cancellato l’intero paragrafo con tutto il riferimento ai movimenti maschili e foto del Padre con in braccio il figlio inclusi, portando la pagina a questo risultato:

Versione 02:19, 29 giu 2011

http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Uomo_(genere)&direction=next&oldid=41655573#Cultura_e_ruoli_di_genere

ED ORA ATTENZIONE AL PROSSIMO PASSAGGIO, E’ IMPORTANTE PERCHE’ EMERGE IN PIENO LA SCORRETTEZZA CHE RITENGO DI AVER SUBITA, FUNZIONALE AL BLOCCO DELL’UTENZA (con una tecnica da “bastone e carota” che se valutata scrupolosamente, nella sua sequenza,  ha notevoli analogie, con altre strategie di ammiccamento, tra le quali può rientrare persino il “phishing”) :

ho fatto il Login e ho annullato la modifica di Blackcat riportandola a come era prima, mi sono trovato nella mia pagina discussioni un cartellino giallo inserito dall’utente Abisys (su commissione? A questo punto il dubbio è lecito):

http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_utente:201106301322#cartellino_giallo

Poi ho dato la lunga risposta che compare sotto, e correttamente ho segnalato la risposta anche ad Abisys nella relativa pagina discussioni; solo un richiamo però,  perché non mi veniva permesso di inserire lo stesso messaggio (la pagina mi rifiutava il messaggio intero): QUI http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_utente:Abisys in fondo al paragrafo:

 RISPOSTA_AD_UTENTE ABISYS:_Modifica_della_voce_Uomo_(genere)_e_Cartellino_Giallo.

MA ANCORA NON BASTA:

Nel frattempo l’utente Blackcat , scrive  - E GUARDATE COSA -  sulla pagina discussioni di Federico_Fiandro (che si firma Il Tuchino):

 http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_utente:Federico_Fiandro 

nel sottoparagrafo: Patrolling (l’ultimo in fondo non quello prima).

LO RIPORTO INTEGRALMENTE:

Ok. Fai attenzione anche a un certo Stefano.camuncoli (discussioni · contributi) e IP collegati, già ho chiesto un CU su di lui; ho notato che fa inserimenti di ricerche originali nelle voci Uomo (genere), Sindrome da alienazione genitoriale et similia, per dimostrare che allontanare l’uomo violento dalla famiglia è un danno per i minori e sostiene che le denunce di maltrattamenti subìti dalle donne sono falsi, etc. etc. etc. – SERGIO (aka the Blackcat) 12:29, 29 giu 2011 (CEST)

(grazie) MM (msg) 22:52, 29 giu 2011 (CEST)

MA LA COSA INCREDIBILE E’ COSA RISPONDE Federico_Fiandro (alias il Tuchino) nella pagina discussioni di Blackcat  QUI (in fondo): 

http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Blackcat&oldid=41661305#patrolling 

LO RIPORTO INTEGRALMENTE:

patrolling

grazie, lo terrò d’occhio –Il TuchinoAmo la Pace, non fatemi la guerra! 12:26, 29 giu 2011 (CEST)

sull’uomo e i maltrattamenti l’avevo notato ieri sera! anche se è vero che l’80% delle denunce sono false, concordo che è da rollback. aggiungo agli osservati speciali, grazie. –Il TuchinoAmo la Pace, non fatemi la guerra! 12:33, 29 giu 2011 (CEST)

Ammette la VERITA’ sulle FALSE ACCUSE, ma poi entrambi concordi, la occultano !!, (ordini di scuderia ??, ideologia dominante ??, interessi ???)

MA IO poi sono stato bloccato subito con il pretesto della regola dei 3 revert:

http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Wikipedia:Check_user/Richieste&oldid=41659820#Stefano.camuncoli

Il meccanismo della regola è spiegato qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Regola_dei_tre_ripristini_di_pagina

Anche se nel mio caso è stata del tutto casuale, e le modifiche sono state 2 e non 3 come ho spiegato benissimo nella prima mail di protesta inviata alla listina di discussione di WP: wikiit-l@lists.wikimedia.org

Dopo il Blocco di M/ (M7), (QUI: http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_utente:Stefano.camuncoli#Blocco) ho protestato e l’utente Vituzzu ha traformato il blocco di 6 mesi in blocco perenne dopo avermi rinominato per privacy da me richiesta  come utente 201106301322

(si vede qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:201106301322).

ALLA FINE: PERICOLO SCAMPATO (PER LORO?), LA VERITA’ E’MORTA PER SEMPRE !

 Utente: 201106301322

Questo utente è attualmente bloccato. L’ultimo elemento del registro dei blocchi è riportato di seguito per informazione:

Visualizza log completo

In questo momento la pagina richiesta è vuota. È possibile cercare questo titolo nelle altre pagine del sito o cercare nei registri correlati. e nella cronologia.

QUINDI MORALE DELLA FAVOLA: 

MI HANNO BLOCCATO (adducendo motivazione che a mio parere sono quanto mai futili e arbitrarie).

Ed a questo punto è lecito sospettare che vi sia uno scopo preciso, quello di ZITTIRE la piaga sociale del dilagante e ormai fuori controllo USO STRUMENTALE DELLE FALSE ACCUSE avvallato e documentato da centinaia di fatti di cronaca pubblicati sui giornali e di sentenze dei tribunali.

Ed anche tutta l’azione di cancellazione sulla PAS e il movimento maschile, è lecito sospettare che  derivi da parzialità (demagogia) nel far politica in WP, e far trionfare SOLO UNA PARTE della verità, e delle problematiche sociali contemporanee: ANNIENTANDONE, CANCELLANDONE qualsiasi altra seppur suffragata dalla rilevanza numerica dei fatti di attualità, e da numerosissime fonti nella letteratura e nel diritto e  seppur espressa nel pieno rispetto, sia delle regole e “dei pilastri” di WikiPedia:

(http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:PILASTRI)

 Concludo con la domanda già Espressa dalla redazione: quanto durerà tutto questo?

Stefano Camuncoli.

7 com

Incredibile sentenza della cassazione: se è lei a doverli  versare, gli alimenti per i minori vengono derubricati da diritti inalienabili ed irrinunciabili a “contributo a favore del Padre”,  e quindi… se ne può fare a meno.

Adesso sì che stiamo a posto: se a dover pagare è lui, allora  “vada a fare il raccoglitore di pomodori”;  se è lei… se ne può discutere. Un consiglio: cercate di non finire, se potete,  nelle mani dei giudici. Del diritto (oltre che del domani) non v’è certezza.

La redazione

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Incredibile sentenza: o paga lui o non paga nessuno

 di Fabio Nestola (Presidente FENBI)

Il coniuge separato che versa in una condizione di debolezza economica può assolvere ai suoi obblighi di genitore offrendo ospitalità ai figli senza dover pagare l’assegno di mantenimento. Lo sancisce la Cassazione (sentenza 15565/11).
La suprema Corte ha bocciato il ricorso di un abruzzese separato dalla moglie nell’aprile 2006, padre di due ragazzi, che chiedeva di ripristinare il mantenimento anche a carico della ex consorte in favore dei figli. Secondo la Cassazione «il mantenimento cui ciascun genitore è tenuto verso i figli, può ritenersi assolto dal genitore dotato di reddito proprio con cui i figli non convivono, mediante gli adempimenti connessi all’ospitalità da parte dello stesso genitore non convivente in occasione del diritto di visita».

Il caso

In precedenza, il Tribunale di Lanciano, modificando le condizioni di separazione, aveva disposto l’affidamento dei figli a entrambi i genitori, con collocazione abituale presso la casa del padre e il diritto-dovere della madre di avere con sè i figli secondo determinate modalità. A carico della madre era stato stabilito un assegno di 400 euro mensili a titolo di concorso nel mantenimento.  Assegno revocato dalla Corte d’appello dell’Aquila, sulla base delle difficoltà economiche in cui versa la donna. Da qui il ricorso in Cassazione volto a ripristinare il concorso al mantenimento a carico della ex.

La Suprema Corte ha respinto il ricorso dell’ex coniuge sottolineando che i colleghi di merito «con adeguata motivazione» hanno preso atto del fatto che la donna si trova «in una situazione economica che non le consente, oltre all’assolvimento del mantenimento diretto dei figli quando sono presso di lei, il versamento anche di un contributo ulteriore in favore del padre».

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Che vergogna!

Come si può definire diversamente un tale scempio del Diritto?

Due pesi e due misure, come troppo spesso accade nel nostro Paese

Visto che chi dovrebbe versare un contributo è la madre, caso atipico, la Cassazione si arrampica sugli specchi per giustificare la revoca dell’assegno.

Oltretutto nel caso specifico si trattava di un assegno modesto, 200 euro per ogni figlio.

A ruoli invertiti, si chiede agli ermellini quante volte abbiano preso decisioni analoghe nei confronti di un padre.

Da notare la perla della Suprema Corte: «(…) non le consente (…) il versamento anche di un contributo ulteriore in favore del padre».

Nei confronti di un padre, anche se pesantemente indigente, non sono ammesse deroghe al versamento in quanto la somma erogata è un diritto inalienabile dei figli; diritto inalienabile che curiosamente sparisce quando a versare dovrebbe essere la madre, in tal caso infatti l’assegno diventa “a favore del padre”

 In questi giorni si aggrava la posizione del Maresciallo Fabrizio Adornato, padre separato di Genova in sciopero della fame, a Roma per protestare contro l’accanimento giudiziario che lo costringe a vivere sotto la soglia di povertà.

Non ottiene alcuna risposta dal CSM, dalle Procure presso le quali ha sporto innumerevoli denunce, dal Presidente della Repubblica al quale ha rivolto diversi appelli.

E’ disposto a proseguire ad oltranza, fino a morire letteralmente di fame in mezzo alla strada, tanto non ha altra via d’uscita: è la stessa fine alla quale il sistema lo ha condannato togliendogli il diritto ad una vita dignitosa.

È poco lungimirante, Fabrizio Adornato.

Per risolvere velocemente la situazione sarebbe stato sufficiente mascherarsi da donna; una parrucca, un po’ di trucco et voilà, l’assegno è revocato come per miracolo.

Ce ne sono tanti come Fabrizio Adornato, decine di migliaia.

Non tutti emergono, non tutti hanno la forza di umiliarsi pubblicamente, la maggior parte sceglie di rimanere nell’ombra cercando di sopravvivere, elemosinando comprensione e un rigurgito di dignità.

È un problema emergente che le associazioni di categoria denunciano da anni. Ultimamente sono arrivate le conferme statistiche anche da parte della Caritas, che assiste con un pasto caldo migliaia di padri separati ed ha sensibilizzato alcune amministrazioni comunali a studiare ammortizzatori sociali per quella che è ormai riconosciuta come categoria di “nuovi poveri”.

Ignorati dalla Giustizia, pronta a schierarsi solo quando l’indigenza si tinge di rosa.

 Una proposta: non potrebbe, la Cassazione, esaminare i casi che le vengono sottoposti senza conoscere il genere delle parti?

Dati oscurati, la decisione viene presa in punta di Diritto, a prescindere dalla considerazione che possa penalizzare un padre o una madre.

Poi a sentenza emessa – solo a sentenza emessa – vengono aggiunte le generalità delle parti.  

Siamo sicuri che, se fosse stato utilizzato questo metodo, le sentenze di Cassazione degli ultimi 20 anni non sarebbero profondamente diverse?

Alla faccia della Certezza del Diritto.

Che vergogna!

 Fabio Nestola

2 com

di: S.G.A. (militante MoMas)

Il secondo Congresso Internazionale Antifemminista organizzato dall’associazione svizzera IG Antifeminismus (IGAF) ha avuto luogo il 25 giugno 2011 nella cittadina di Winterthur, vicino a Zurigo (Svizzera)

Lo svolgimento del primo Congresso,  l’anno scorso,  era stato messo in pericolo, una settimana prima dell’evento, da minacce, forti pressioni dalle istituzioni e danneggiamenti delle sedi prescelte da parte di simpatizzanti femministi, costringendo l’associazione a cambiare per tre volte la sede e rendendo intimidatoria oltre che difficoltosa la partecipazione degli interessati (http://metromaschile.it/altrosenso/2010/11/01/convegno-a-zurigo/).

Imparata la lezione e preso atto dei comportamenti “democratici” di certi movimenti femministi, questa volta l’IGAF ha comunicato in maniera confidenziale la sede ai partecipanti solo due giorni prima dell’evento e ha predisposto forti misure di sicurezza e controllo dell’identità all’entrata. In questo modo l’evento si è potuto svolgere in maniera tranquilla e senza danneggiamenti né proteste ingaggiate fuori dal Congresso.

Il programma  (http://www.antifeminismus.ch/internationales-antifeminismus-treffen/informationen/index.php) è stato denso. Le prime parole sono state quelle di benvenuto, tra cui i saluti dall’Italia (10:10 – Begrüssungsworte aus Italien (Parole di benvenuto dall’Italia – S.G.A. Membro MoMas), oltre che dalla Spagna.

In questi pochi momenti a disposizione del MoMas italiano è stato presentato anche il Centro Studio di Violenza delle donne (www.violenza-donne.blogspot.com/), in qualche modo collegabile tra l’altro con l’ultimo intervento del conferenziere Prof. Dr. Gerhard Amendt, professore universitario a Vienna, riguardante la violenza domestica. Il Prof. Dr. Amendt ha elencato una serie di studi realizzati sulla violenza domestica, tra i quali l’Inchiesta Nazionale realizzata da Richard Gelles, Murray Straus e Suzanne Steinmetz negli Stati Uniti. Tutti concludono che la violenza domestica è bidirezionale e simmetrica tra i sessi. Dopodiché ha fatto visionare un filmato e un manifesto del Ministero delle Donne (FrauenMinisterium), dove i ruoli di vittima e di carnefice erano chiaramente definiti: la donna e i bambini, le vittime; l’uomo, il carnefice.

Ogni conferenziere ha concentrato il proprio intervento nell’ambito d’interesse. Lo scrittore Bernhard Lassahn ha parlato sulla strumentalizzazione e sull’infondatezza della denuncia femminista di sessismo del linguaggio nella lingua tedesca.  Alfredo  E. Stüssi,  Presidente di Subitas, associazione di uomini e padri separati in Svizzera, ha approfondito la problematica della questione maschile in Svizzera.

La giornalista Gabriele Kuby ha criticato la distruzione dei valori che l’ideologia femminista ha messo in atto nella società: separazioni, aborto, figli cresciuti senza padri,… Da cattolica dichiarata si ha augurato un ritorno ai valori familiari e s’appellato agli uomini perché questi ritrovino i valori forti, in quanto le donne attualmente non ne sono capaci. 

Lo scrittore Michail Savvakis, autore del sito http://www.maskulist.de , ha realizzato un analisi filosofico e critico del femminismo, denunciando la “mistica” creata dietro questa ideologia allo scopo di rivendicare delle istanze di potere.

Secondo il Dr. Pirmin Meier i problemi degli uomini risiedono nel fatto che non esiste una “consapevolezza di gruppo”, come esiste tra le donne o gli omosessuali. A questo punto, il Dr. Meier ha fatto un’analisi storica del movimento omosessuale, di come i loro membri hanno acquisito la consapevolezza di esserlo e come solo allora hanno riconosciuto e preteso una serie di istanze. Gli uomini, imparando da questi processi precedenti, dovrebbero arrivare alla consapevolezza di essere un gruppo specifico con bisogni propri e differenziati.

Infine è intervenuta Monika Ebeling descrivendo di forma molto critica la situazione attuale e le politiche “paritarie”. Durante il suo intervento la psicoterapeuta Ebeling ha fatto accenno alla sua esperienza personale lavorando come responsabile nei servizi sociali per le pari opportunità della città di Goslar in Niedersachsen (Germania). A causa della sua presa di posizione nella difesa dei diritti, non soltanto delle donne ma anche degli uomini, M. Ebeling ha subìto una forte opposizione interna fino ad essere licenziata, su richiesta dei partiti di sinistra (Socialisti SPD e Verdi), con la motivazione che  si sarebbe occupata troppo degli uomini discriminati e troppo poco delle donne discriminate. (Nei giornali link: http://www.sueddeutsche.de/karriere/entlassene-gleichstellungsbeauftragte-im-gespraech-maenner-werden-benachteiligt-1.1099088)

Una pluralità di vedute dei relatori, alcune volte non condivise da tutti, ma comunque importanti nella definizione e comprensione del fenomeno “femminismo”.

Per quanto riguarda le problematiche dei padri sulla sottrazione dei figli dalle ex-moglie e dallo Stato, le associazione tedesche di Padri Separati hanno realizzato un film-documentario “Der entsorgte Vater”, portato al cinema e trasmesso ormai delle principali rete TV in Germania ZDF o ARD, di cui per adesso c’è unicamente la versione in inglese (http://www.der-entsorgte-vater.de/ o Trailer www.youtube.com/watch?v=iaKMR7RTzrs)

Tra i conferenzieri, ha preso la parola anche il presidente dell’Associazioni di Uomini svizzeri (Präsident des Dachverbandes der Schweizer Männer- und Väterorganisationen), Markus Theunert, avverso all’impostazione del Congresso e conosciuto per le sue posizioni femministe,  cioè quel che nell’ambiente MoMas si definisce come “maschiopentito”.  In questo modo IGAF ha voluto dare voce anche alla contestazione, aprirsi democraticamente al dibattito.

La stampa locale ha partecipato all’evento e le notizie stampa sono raccolte e possono essere visualizzate in questo link: http://www.antifeminismus.ch/internationales-antifeminismus-treffen/medienberichte/index.php . Leggendo le informazioni e visualizzando le trasmissioni delle TV locali, una riflessione da parte mia si impone. Fermo restando l’importanza che i mezzi stampa giocano o possono giocare nella diffusione al pubblico del Congresso e delle idee antifemministe, risulta paradossale come l’ideologia dominante, cioè quella femminista, si impone anche in queste notizie.

Lo spazio dedicato dalla stampa al Congresso è stata infatti egemonizzato dalla figura di Markus Theunert, il “maschiopentito”, e delle sue idee, tanto nei mezzi stampa cartacei come nelle trasmissioni TV (interviste). Tutti gli altri conferenzieri sono chiaramente ignorati, quando non appena menzionati nei mezzi stampa.

La strada è irta e in salita. Il Congresso rappresenta un altro piccolo passo importante in avanti verso la consapevolizzazione della società e l’internazionalizzazione del problema rappresentato dell’ideologia femminista. Una ideologia che padroneggia nelle istituzioni, nella stampa, nella società e nelle menti delle persone. Una ideologia che colpisce tutti, alcune volte in maniera diversa ma senza esclusioni, uomini e donne.

Qual sarà il prossimo piccolo passo in avanti?

S.G.A.

none

di Carlo Zijno (editore MM)

Non riesco francamente a capire dove sia lo scandalo. Essendo costretto a licenziare, un imprenditore con un minimo di scrupolo di coscienza, di umanità, chi manderebbe fuori per primo? L’operaio che può contare su un secondo reddito oppure l’operaio che senza quello stipendio finisce alla Caritas?

Insomma una situazione del tipo  1) imporre ad una famiglia una diminuzione di reddito oppure 2) rovinarla completamente: scelta dolorosa, brutta, ma se proprio questa scelta dobbiamo farla l’unica risposta logica è: la prima che hai detto.

E questo hanno fatto i dirigenti dell’azienda MaVib di Inzago,   licenziando il personale femminile con la motivazione di cui sopra (almeno nella loro prima dichiarazione) e sollevando per questo un vespaio incredibile di polemiche,  secondo le quali avrebbero dovuto rovinare completamente delle famiglie pur di non licenziare donne.

In seconda battuta  quelli della MaVib hanno corretto il tiro parlando di licenziamenti per “ragioni oggettive”.

Sicuramente questa rettifica non basterà al politicamente corretto, che continuerà a blaterare di povere donne discriminate: senza accorgersi che, in realtà, la parziale rettifica dell’azienda in questione parlando di “ragioni oggettive”  contiene un messaggio  ancora più devastante: la minore produttività femminile.

Siamo perennemente imbambolati da messaggi e da spot che ci parlano di queste povere donne costrette a guadagnare  meno di noi (si parla del 20%) o a finire giocoforza angeli del focolare (ed io aggiungerei: del LORO focolare, dati i matrimoni calanti e le percentuali di divorzi) a causa della società brutta e cattiva dominata dagli uomini ed io mi chiedo: da dove vengono queste statistiche? Cosa c’è di vero? E perché? 

A parte l’infondatezza – a livello individuale -  della cosa (i contratti collettivi parlano chiaro: parità di mansioni = parità di retribuzione),  qualcuno ha mai provato a commisurare realmente la produttività femminile sui posti di lavoro su larga scala?

Perché di questo tabù, alla fine, stiamo parlando.  

 Ma qui possiamo parlarne, se volete.

Carlo

13 com

Prosegue la nostra serie di “articoli dell’abisso”,  dedicata agli interrogativi più inquietanti che di tanto in tanto serpeggiano nel movimento  e che il nostro valente Alekos intercetta e rilancia con singolare percettività.  Buona lettura. Carlo Zijno

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La riforma dell’affido condiviso e la tri-tenaglia

di Alekos (Padre separato ed esponente MoMas)

L’abrogazione dell’assegnazione-casa non compare nei progetti di legge Maglietta ed Adiantum: quindi si prospetta uno scenario – se la riforma va in porto – in cui si salveranno solo gli Uomini-Padri che sceglieranno di esserlo a metà, cioè guardandosi bene dal provvedere integralmente ai bisogni della Famiglia: e cioè  ASTENENDOSI dal comprar casa, o, almeno, dal farci nascere i propri figli.

Banalmente, ciò dipende dal fatto che NON SI TROVA UNO-CHE-SIA-UNO deputato/senatore disposto a sponsorizzare quell’abrogazione, e quindi a contravvenire agli ordini di scuderia (del partito) che – come immaginabile – dicono: “non saremo mica così fessi dal giocarci il 50% dell’elettorato femminile?!?..”.

Ed allora, come mai i leader (tutti uomini) dei partiti non contemplano, nel loro tornaconto elettorale, la perdita del 50% dell’elettorato maschile in caso di rinuncia all’abrogazione?

Le risposte le sappiamo:

1) è perché gli UU prestano mooooolto meno attenzione delle donne alla politica della Famiglia (stanno lì a fare i conticini sulle percentuali di disoccupazione, precariato e tasse: senza accorgersi che, permettendo la rapina legalizzata della casa, gli si fa pagare una super-tassa sui profitti e sul risparmio);

2) è perché i leader UU non hanno alcuna empatia verso l’annichilimento degli altri UU, ritenendo che la cosa non li riguardi.  Loro – i leader – credono di essere degli Alpha; e se la presunta Beta-concorrenza viene relegata alla Caritas, ci godono pure. Quasi quasi fantasticano già di harem di elettrìci a loro disposizione…

Quindi, guardate un po’ che razza di tri-tenaglia si appresta a stritolare l’umanità maschile:

A) da un lato la natura biologica maschile, ancestralmente imprintata allo sgominare la concorrenza per l’accoppiamento, ma anche portata istintivamente a sopperire ai bisogni materiali della prole.

B) dall’altro lato la natura biologica femminile, che assolve un ruolo preponderante nella riproduzione: senza il loro utero, il nostro seme resta impotente ed inutile: esse sanno di detenere il potere di decidere se gli UU abbiano o meno una discendenza e che, di fronte allo sciopero degli uteri ed al suicidio demografico in atto da 40 anni, gli UU saranno disposti a qualsiasi guerra fratricida tra loro.

C) ed infine, la variabile (irreversibile) della Tecnologia, che ha relegato la forza fisica nell’inutilità ai fini della produzione del reddito, ed ha affrancato le DD dal loro “limite” millenario: l’impedimento ad emulare uno stile di vita maschile che derivava loro dalle continue gravidanze ed allattamenti.

C’è per noi la possibilità di scampare da questa tri-tenaglia?

Sì, un barlume: lo schifo di loro stesse che sta pervadendo le DD.

Le DD ben presto penseranno: “abbiamo avuto 40 anni a disposizione, per giocarci le nostre carte, ed il risultato è: puttanesimo a tutti i livelli e violenza efferata su quelli più deboli di noi: bambini e vecchi[*]. Uomini, per carità di Dio, non mollate la baracca, non smobilitate, non lasciate il mondo in mano a noi, perché lo stiamo riducendo ad una fogna”.

Alekos

 
3 com

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Almeno una volta nella vita ogni uomo cammina con Cristo verso Emmaus

...di Barack Obama:

Il padre è insegnante e maestro. E’ mentore e modello di comportamento. E’ l’esempio del successo e lo sprone al suo raggiungimento. ……..Conosciamo le statistiche: i bambini che crescono senza la figura del padre sono molto più facilmente soggetti a lasciare la scuola, a compiere crimini e a finire in prigione. Sono anche molto più facilmente vittime di disturbi comportamentali…

...di Claudio Risè:

Una società siffatta, "senza padri", nella quale tutti dunque rimangono "figli", é, come dimostrano le cronache, infantile, e sostanzialmente perversa. Perché sia così lo spiego in tutti i miei libri, ma lo faceva già benissimo Sigmund Freud nel 1905, non osando peraltro pensare che le patologie individuali da lui descritte diventassero endemiche, e venissero addirittura promosse dall'organizzazione sociale, attraverso la "rimozione" della figura che nell'essere umano ne impedisce lo sviluppo: il padre, appunto.

...di Oriana Fallaci:

Oh, non mi fraintenda: capisco anche il concetto di paternità. Lo vedrà nel mio romanzo, se farò in tempo a finirlo. Lo capisco così bene che parteggio con tutta l'anima pei padri divorziati che reclamano la custodia del figlio. Condanno i giudici che quel figlio lo affidano all'ex-moglie e basta, e ritengo che nella nostra società oggi si trovino più buoni padri che buone madri. (Segua la cronaca. Quando un padre impazzito ammazza un figlio, ammazza anche sé stesso. Quando una madre impazzita ammazza un figlio, non si ammazza affatto e va dal parrucchiere)

...di Alain Minc:

Alla parola parità, i deputati si mettono sull'attenti. Alla parola donna, tremano. Il vostro potere è assoluto: i parlamentari cercano di anticipare i vostri desideri, come i cortigiani di un Luigi XIV o di un Napoleone

luoghi di culto


in città, la popolazione di fede cristiana usa pregare in questo modo:

Ave Giuseppe, pieno di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetto fra gli uomini, e benedetto è il frutto del seno della tua Sposa, Gesù. Ave Giuseppe, padre putativo di Cristo, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

in città, la popolazione di fede islamica ama ricordare nelle proprie proghiere il versetto 33 della sura XXXI (Luqmân):

Uomini, temete il vostro Signore e paventate il Giorno in cui il padre non
potrà soddisfare il figlio né il figlio potrà soddisfare il padre in alcunché. La
promessa di Allah è verità. Badate che non vi inganni la vita terrena e non vi
inganni su Allah l'Ingannatore.

iniziative permanenti

  • lettera aperta al ministro Mara Carfagna

    Preliminarmente ed a latere della manifestazione di Roma svoltasi il 5 ottobre 2011 con ampia partecipazione di sigle associative e grande successo di pubblico, è stata elaborata – da parte di alcune cittadine e cittadini per le VERE pari opportunità senza pregiudizi – e consegnata al ministro pro-tempore per le pari Opportunità Mara Carfagna una lettera aperta che questo sito fa propria e ben volentieri pubblica, invitando i lettori ed i passanti che si riconoscano con quanto espresso a volerla inoltrare al Ministero a proprio nome (in cartaceo o in email, con nome proprio o anche in nickname), possibilmente dandone [...]

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Leggi e commenta gli articoli di "teoria marziana"

  • “Il cucchiaio non esiste”: la strada possibile per la soluzione della Questione Maschile

    (terzo articolo della serie “teoria marziana”)
    di Carlo Zijno (editore MM)
    Abbiamo visto nel precedente articolo della serie “teoria marziana” come la Questione Maschile  sia stata originata da una sorta di “lotta di classe” che si è svolta contro di noi in questi anni, lotta di classe che è stata possibile – anche da parte settori sociali [...]

    (10 commenti)

  • le cause della Questione Maschile

    di Carlo Zijno
    Prosegue la serie di articoli taggati “teoria marziana”: nel precedente abbiamo analizzato le definizioni di QM pregresse, riducendole ad una soltanto che – applicata ai vari casi pratici – ha dimostrato di funzionare; in questo passeremo allo studio delle cause, delle origini della QM.
    Già le definizioni forniteci in quella occasione contenevano delle indicazioni [...]

    (6 commenti)

  • Questione Maschile. La mia definizione

    di Carlo Zijno
    Data al 2001 la mia prima adesione ad un MoMas, ed era Uomini3000. Poi è seguita l’adesione a Maschi selvatici, e tante altre iniziative in tutto il corso del decennio: ho visto nascere (e qualche volta ne sono stato il promotore, come nel caso di MetroMaschile) blog, gruppi e siti.   
    Da allora, e [...]

    (15 commenti)

cronologia

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RSS in diretta dal forum sulla questione maschile

  • Re: Marco il deficente 15 febbraio 2012
    Citazione di: Guit - Ieri alle 14:17:11Dovete imparare a puntare il dito e contro-accusare...Difficile puntare il dito contro qualcuno e accusarlo quando si è in 4 gatti e non c'è una rappresentanza politica che ... […]
  • Re: il delirio femminista della vincenzi trombata 14 febbraio 2012
    Citazione di: beta - Febbraio 13, 2012, 22:41:43 ci ha fornito l'esempio perfetto per dimostrare inconfutabilmente la naura nazzista del femminismo. pretendeva di vincere in quanto donna. non uno straccio di argomentazione politic... […]
  • Lo Stato condannato a risarcire 4 detenuti 14 febbraio 2012
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/14/lecce-pene-contrarie-senso-dumanitalo-stato-condannato-risarcire-detenuti/191203/ […]
  • Re: nuovo articolo idiota e razzista della zanardo 14 febbraio 2012
    Interessanti anche i commenti. La Zanardo è una delle femministe più pericolose perchè ha fatto il lavaggio del cervello a troppa gente, con i suoi piagnistei vittimisti tipici delle ******iste.CitazionePerò chiediamo di farvi carico non per assumervi c... […]
  • Re: La strega moralizzatrice 14 febbraio 2012
    Citazione di: KasparHauser - Ieri alle 19:53:30Sono connivente. Ebbene?In base a quello che ha detto la strega lo siamo tutti. […]

echi da siti amici:

RSS …da AltroSenso

  • Il gatto selvatico 13 febbraio 2012
    …e l’uomo integro. Lezione magistrale sulla domesticazione e sulla selvatichezza. Di Stefano C. Stamane mi trovavo in ufficio da solo, con grande nevicata e freddo polare fuori. Dovete sapere che il nostro Ufficio si trova in una sala al piano terra direttamente comunicante tramite un portico con l’esterno. Ad un tratto, sento miagolare un gatto, è in mezzo […]
    Rino
  • Liberi e fecondi 12 gennaio 2012
     Scusa la domanda (è semplice curiosità), ma tu sei un professore, uno scrittore o cosa? E Misterxy? Di cosa si occupa? ^^^^^^^ Caro Andrea, nel dettaglio ti risponderò con un MP,  ma ne prendo volentieri spunto per commentarla, in quanto la tua domanda solleva un’ interessante questione. Da dove vengono, quali professioni esercitano, che storia hanno alle [ […]
    Rino
  • Tassa sul maschio: lo spread della colpa. 19 novembre 2011
      C’è da pagare lo spread F/M Siete contenti? *** Ci siamo dunque. Monti ha promesso imposte differenziate tra M e F. C’è infatti un altro debito da pagare, quello accumulato dai maschi nel corso dei millenni.  E’ la colpa collettiva della storia come crimine e  rapina, come privilegio e stupro. La colpa della storia come “universale usurpazione maschile” . […]
    Rino
  • Sono una mamma… 24 ottobre 2011
    Buongiorno, sono una mamma che si sta separando. Magari vi chiederete perchè scrivo a voi; è come buttarsi in bocca al nemico. Invece io non credo che dovrebbe essere così. Perchè anche se separati, i genitori rimangono sempre genitori dei figli e come tali non dovrebbero litigare riguardo al loro benessere. Quindi quello che non capisco è perchè [...] […]
    Rino
  • Il pioniere 12 ottobre 2011
    IL PIONIERE (DEI PIONIERI) *** In questi giorni  – venticinque anni fa – Misterxy digitava la sua prima lettera di critica, smascheramento e condanna ad un quotidiano, in risposta ad articoli e commenti celebrativi dell’ingresso delle DD nelle Forze Armate, “conquista” femminista a quei tempi sognata e – apparentemente – irraggiungibile.  Ma poi raggiunta se […]
    Rino

RSS …da Maschi Selvatici

  • Tre anni fa moriva Eluana… 9 febbraio 2012
    Oggi ricorre il terzo anniversario della morte di Eluana Englaro.  Un pensiero e una preghiera per lei e per tutti quei malati che versano nella sua stessa condizione di quando è stata decisa la sua “terminazione” (in Italia se ne contano tra i 2000 e i 2500). “Voi difenderete la vita in ogni momento del suo sviluppo terreno, vi [...] […]
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  • Bentornato Carlo Parlanti 7 febbraio 2012
    Il calvario di Carlo Parlanti sta per finire. Il manager informatico di 47 anni di Montecatini, detenuto dal luglio 2004 per una falsa accusa di stupro, il 9 febbraio verrà rimesso in libertà e familiari e amici sperano di vederlo tornare in Italia con un volo proveniente dagli Stati Uniti. Uno dei tanti finiti in [...] […]
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  • Ci aspetta un grande futuro 1 febbraio 2012
    Questa mattina, in città, passa un autobus delle linee urbane che reca su una fiancata una grande striscia pubblicitaria: un cucciolo di cane, forse un setter, bianco, con in bocca uno stetoscopio ti guarda con occhi tranquilli. L’immagine è commentata dalla seguente scritta: “Garantiamo al vostro cucciolo un grande futuro”. Il tutto è firmato [...] […]
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  • La nuova frontiera della parità. Gravidanza e parto sono malattie 30 gennaio 2012
    di Armando Ermini Questo è ciò che, incredibilmente, sostiene la bioeticista britannica Anna Smajdor, docente alla University of East Anglia e ricercatrice onoraria in Bioetica dell’ Imperial College di Londra. Ci informa il Foglio del 25 gennaio 2012 che la bioeticista “sostiene la necessità di dedicare urgentemente fondi pubblici alla ricerca sull’utero ar […]
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  • Armeni & Bravo, postfemministe concordi sulla Concordia (nel non capire) 23 gennaio 2012
    C’era da aspettarselo. Il post femminismo ha colto al volo lo splendido assist fornitogli dal comandante Schettino per attaccare ancora una volta, e ti pareva, la visione maschile del mondo. In due lettere a Il Foglio del 21 gennaio, Ritanna Armeni se la prende in generale col concetto di eroe così spesso evocato in questi [...] […]
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RSS …da Ragioni Maschili

  • Un altro sasso nello stagno 13 febbraio 2012
    Nel corso di alcune conversazioni tenute con lettori anche occasionali di questo blog è emersa, in diversi momenti, l'esigenza che la questione maschile smetta di essere un problema puramente teorico per approdare ad una dimensione più concreta, pratica ed operativa. Ciò che segue va interpretato come una proposta di riflessione, come una provocazione c […]
  • Le gaie parole 12 febbraio 2012
    «Basta con la parola omosessuale, è offensiva e discriminatoria». A lanciare questa nuova crociata terminologica è il britannico “Guardian”, testata di riferimento della sinistra inglese, che si colloca a buon diritto tra i protagonisti attivi e militanti di quella rivoluzione culturale, silenziosa e strisciante, che va ricondotta all'espressione anglof […]
  • Ipocriti 20 gennaio 2012
    Fa veramente rabbia. Devono succedere le tragedie perché termini desueti, dequalificati e sospesi dal frasario corrente come “virilità” e “onore” vengano ipocritamente rispolverati e messi in bella mostra nelle cronache quotidiane, stavolta come roba buona. Adesso è tutto un fiorire di compiacimenti per il grintoso «cazzo» con il quale il capitano De Falco a […]
  • Elogio della fiducia? 9 gennaio 2012
    Cosa possiamo aspettarci dal nuovo anno? Nell'incertezza sul domani che regna sovrana l'unica cosa certa è che anche nel 2012 appena cominciato i rapporti sociali saranno offuscati, intorbiditi e indeboliti dal germe della sfiducia. Nella sua accezione più generale «fiducia» significa confidare in qualcuno o in qualcosa, affidare parte dei propri b […]
  • Sul principio d'autorità 30 dicembre 2011
    Appartengo ad una generazione che già non si alzava più in piedi quando il professore faceva ingresso nell’aula, non mi sono mai rivolto a qualcuno usando l’appellativo "eccellenza” ed ho imparato sin da ragazzo a declinare consapevolmente i miei diritti di cittadinanza al cospetto di qualunque autorità pubblica; sia che si trattasse di una commissione […]

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