Scusa la domanda (è semplice curiosità), ma tu sei un professore, uno scrittore o cosa? E Misterxy? Di cosa si occupa?

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Caro Andrea, nel dettaglio ti risponderò con un MP,  ma ne prendo volentieri spunto per commentarla, in quanto la tua domanda solleva un’ interessante questione.

Da dove vengono, quali professioni esercitano, che storia hanno alle spalle gli attivisti del Momas?  Qual è il loro retroterra culturale?  Che studi hanno compiuto, insomma, chi sono? C’è tra loro un tratto comune?

La vastità e la profondità dell’ elaborazione intellettuale che l’insieme del Momas ha prodotto (e sta producendo), l’ampiezza delle conoscenze che vi sono state riversate e che ogni giorno vi si manifestano, inducono a pensare che in buona parte gli attivisti siano degli intellettuali di professione (come si usa dire): insegnanti, docenti universitari, scrittori, ricercatori, formatori in aziende private, psicologi etc.. Ipotesi giustificata, ma in questo caso depistante.

Non che manchino del tutto psicoterapeuti, insegnanti, avvocati, ma la loro presenza è marginale (e defilata). Il corpo grosso del Momas è infatti costituito da uomini che hanno coltivato interessi culturali che erano e sono laterali ed estranei rispetto alla loro professione.

Il fatto è che – per fortuna – dediti a studio e riflessione quotidiana, alla costante osservazione dei fatti sociali,  alla cura della memoria, non sono solamente gli intellettuali di professione, ma moltissimi altri, ignoti e oscuri. E’ da questo giacimento sociale che, in sostanza, provengono gli uomini del Momas, non solo quelli del nucleo storico, ma anche, per quanto mi è dato di capire (è chiaro che non tutti fanno “outing” ) anche le nuove leve e i debuttanti.

Vi si trovano dunque coloro che non ci si aspetterebbe di trovare, mentre – e qui è il busillis – mancano quelli che dovrebbero esserci. Quelli che, per così dire,  ne avrebbero l’obbligo istituzionale.

Si potrebbe dire di loro quel che Fermi disse degli extraterrestri: “Se davvero esistono, dove sono?”. Ossia, se esistono, perché non si fanno vedere?

Nel nostro caso la risposta è agevole: perché non possono. Gli intellettuali di professione – proprio perché tali – non possono combattere la battaglia della QM e prima ancora, sono impediti di vederla, pensarla, immaginarla.

Si potrebbe approfondire l’intrigante questione, ma a risolvere l’enigma vengono tutti gli esempi storici delle grandi trasformazioni culturali e politiche: nessuna di esse è mai nata nelle università, nei centri studi, nelle istituzioni consolidate.  Per non andar lontani, il femminismo stesso non è nato nelle austere aule universitarie, vi è entrato dopo.

L’Accademia è sterile.

Lo spirito creativo, le idee matte (nel bene e nel male) stanno comunque fuori dalle severe colonne della cultura e dei saperi istituzionalizzati, dimora delle conoscenze “legittime”, del pensiero “compatibile”, della trasgressività limitata, là dove vagano – eruditi sì, ma guardinghi – spiriti cristallizzati in anime esangui.

Come nel passato, la libertà feconda sta altrove: vive e combatte nel mondo.

RDV

none

 

C’è da pagare lo spread F/M

Siete contenti?

***

Ci siamo dunque.

Monti ha promesso imposte differenziate tra M e F. C’è infatti un altro debito da pagare, quello accumulato dai maschi nel corso dei millenni.  E’ la colpa collettiva della storia come crimine e  rapina, come privilegio e stupro. La colpa della storia come “universale usurpazione maschile” .

Il debito è colossale ed è ora di incominciare a pagarlo. Siete contenti?

La prima proposta aperta (anni fa) di tasse incrementali sul maschio – in quanto maschio – è di Schyman Gudrun, femminista svedese. Come in tutte le altre occasioni venne giudicata idea demenziale, assai più che fantapolitica, delirio in distillazione. Ipotesi aberrante che qui mai avrebbe attecchito …come infatti si vede.

Ma questa imposta sul maschio è benvenuta perché potrebbe davvero trattarsi del primo boomerang, della campana  che la storia attendeva per svegliare i maschi dal loro stupefacente sonno autolesionista.

Dice Sangas: “Non c’è da farsi illusioni. Gli UU stanno già trangugiando così tante rapine che anche questa verrà digerita”.

Dice Galgio: “Lo status della femmina vittima è una potenza che fa saltare tutti gli equilibri e finché quello durerà non ci sarà rimedio”.

Hanno ragione. Ma forse anche il masochismo maschile ha un limite. Forse quel bisogno impellente, quella bruciante sete di espiazione che avvelenano i maschi, non sono senza fondo.

Forse è rimasta in loro una scintilla di vita, di autorispetto, di dignità.  Forse il loro sonno non è eterno e questo è lo squillo del risveglio.

Pagheremo dunque lo spread del vero debito che nasce dalla vera colpa: essere nati maschi. Vi chiedo: siete contenti?

RDV

 

none

Buongiorno, sono una mamma che si sta separando.

Magari vi chiederete perchè scrivo a voi; è come buttarsi in bocca al nemico.

Invece io non credo che dovrebbe essere così. Perchè anche se separati, i genitori rimangono sempre genitori dei figli e come tali non dovrebbero litigare riguardo al loro benessere.

Quindi quello che non capisco è perchè i padri e le madri devono essere messi su due piani diversi dalla società e dalla legge.

Per me i figli hanno bisogno di entrambi i genitori e, nel caso in cui tutti e due siano in grado di ricoprire tale ruolo, pur riconoscendo ad uno solo dei due il diritto di coabitarvi per ragioni ovvie di sopravvivenza civile, il tempo e le ragioni economiche di entrambi devono essere paritariamente riconosciuti.

Per me crescere ed educare i figli è sia un diritto che un dovere dei genitori che non può mai venire meno.

Quello che non capisco è perchè, io che capisco la necessità dei miei figli di avere un padre che sia partecipe attivamente alla loro vita e ho accettato un assegno di mantenimento più basso purchè lui li tenga più spesso con sè, vengo considerata come una madre degenere e snaturata perchè tutti pensano che sia compito prioritario della madre dover crescere i figli.

Se la mentalità comune è questa, non mi meraviglia che sia così difficile attuare leggi che non siano discriminatorie per i padri!

Mio marito stesso, che prima mi accusava di avergli tolto i figli quando ho deciso di separarmi, ora si lamenta perchè li deve venire a prendere e poi portare a pallavolo o in piscina quando li ha lui, perchè spreca benzina e perchè sono adolescenti e sempre impegnati.

Ora, se io avessi preteso più soldi, potrei capire le sue recriminazioni, ma proprio perchè sono io che ho deciso di lasciarlo, ho accettato di recarmi da un avvocato scelto da lui, ho accettato una cifra minore dato che ha dovuto trovarsi una casa, gli ho lasciato tutti i risparmi comuni tranne quelli destinati allo studio dei figli (che ero disponibile ad intestare direttamente a loro), ero part-time e mi sono trovata subito un lavoro a tempo pieno…

Io amo i miei figli e per questo capisco quanto abbiano bisogno del padre. Non si può fare una legge che sia così aleatoria e lasci così tanti punti oscuri in materia di affidamento. Per me non è una questione di soldi, ma proprio di benessere psichico di tutti.

Pertanto dovrebbero essere compilate linee guida per i giudici e gli avvocati divorzisti che regolamentino la materia in modo più esplicito. Poi, nei casi in cui i coniugi abitino molto lontani, o ci siano altre difficoltà oggettive, allora e solo allora si potrà lasciare maggior discrezionalità al giudice.

Penso che sia le associazioni di padri che quelle delle madri dovrebbero essere concordi e lavorare insieme in modo da tutelare sempre di più i diritti dei loro figli. Lasciando fuori il tornaconto economico personale.

Una mamma.

***

Cortese Sig.ra Mamma,

che gli UU siano nemici delle DD lo ha stabilito il femminismo. E sia. Qui però trova un nemico leale. Forse cinico, ma di sicuro leale.

Lei parte da una prospettiva soggettiva, la sua storia in corso di evoluzione, inquadrandola a tratti in quella oggettiva (generale).  Nelle sue righe ci sono dunque questioni e piani che si intrecciano.

1- In parte descrive il “dover essere” delle cose, dei rapporti tra ex nei confronti dei figli. Concordo con quello che lei dice, che infatti contrasta con il dogma femminista secondo cui avere un genitore (la madre) è sufficiente, ciò sulla base della fandonia per cui femmine e maschi, madri e padri,  sarebbero uguali e intercambiabili.

2- Dice di non aver preteso ciò che avrebbe potuto pretendere sul piano economico. Brava. Però avrebbe potuto ridurre l’ex quasi in miseria. Il che conferma quando sostengono quelli del Momas: il destino del separato dipende dalla volontà della ex. Se vuole ridurlo in mutande, può farlo. Una condizione di dipendenza e subordinazione che sarebbe intollerabile e non tollerata dalle DD. E invece gli UU l’hanno tollerata in silenzio per decenni. Adesso qualcuno dice che questa subordinazione deve finire.

3- Si capisce che ogni condivisione crea problemi che nella gestione monocratica del rapporto con i figli non ci sono. Superfluo farne l’elenco. Ma questo è il prezzo da pagare per entrambi e deve essere pagato alla pari.

4- L’ex si lamenta di dover fare cose che non gli garbano? Deve svolgere compiti “da mamma”? Li deve fare e basta. Ma lei svolge quelli da “papà”? Ad es. accetta di essere “odiata” dal figlio imponendogli regole e limiti? Restando ferrea nel “no” quando è “no”? Gli consente di correre dei rischi o lo tiene a guinzaglio corto, di modo che diventi handicappato? C’è un lato dell’essere padri mica tanto piacevole. Lei se lo accolla davvero o solo nelle intenzioni? In fondo è più facile per un padre fare da madre che il contrario. Se n’è accorta?

5-  “…vengo considerata come una madre degenere e snaturata perchè tutti pensano che sia compito prioritario della madre dover crescere i figli”. Qui ho difficoltà a capirla. O lei vive in qualche antro sperduto delle Valli del Natisone o sulle Madonie oppure sta descrivendo una realtà proiettiva,  che non è fuori di lei, ma nel suo immaginario. A meno che il figlio sia ancora da svezzare,  non conosco ambiente in cui un simile capo di imputazione potrebbe caderle addosso, semmai il contrario: ecco una ex che non ricatta il marito! Le potrà comunque giovare l’imprimatur  e l’approvazione degli UU del Momas, dei “nemici”, sostenitori dichiarati della bigenitorialità a vita.

Ha il nostro salvacondotto:  può girare tranquilla…

Rino DV








one

di Stefano C.  (militante MoMas)

Trattandosi di uno dei più grandi gruppi di distribuzione alimentare e commerciale, della mia Regione nonchè del paese, ed avendone tra l’altro, uno dei più grandi, a pochi passi da casa mia, mi trovo da sempre a frequentare gli Ipermercati di Coop, e fino ad ora, mai avevo notato l’adozione di politiche di demagogia femminista e anti-maschile, ad imitazione (se non quasi copiatura), di cattivi costumi d’oltre oceano, dove tali 

turpi iniziative, si vedono praticare già da alcuni decenni, ed hanno raggiunto il culmine della viltà, nel momento in cui si sono viste applicare nei confronti di inermi bambini, sin dalle scuole primarie ed in tenera età (basti citare le ormai celeberrime magliette della David & Goliath con la linea di prodotti “Boys are stupid” e le becere, ma spesso violente, immagini che ne accompagnano la grafica).

altre immagini correlate a questo link:

http://www.google.it/search?q=boys+are+stupid&hl=it&biw=1110&bih=648&prmd=imvns&source=lnms&tbm=isch&ei=ym-YTqSDBYPIhAf_uL2FBA&sa=X&oi=mode_link&ct=mode&cd=2&ved=0CBYQ_AUoAQ

Adesso, quasi come uno schiaffo, riportandomi la mente, subito al citato caso americano di cui avevo letto tempo fa, mi ha colpito, la grafica della campagna pubblicitaria di Coop foto: server internet per la spedizione di foto personali, album e raccolte da far sviluppare presso gli Ipermercati Coop, della quale si riporta di seguito una immagine molto significativa,che riproduce una magliettastampabile con il servizio Coop foto,

che seppur non arrivando ai livelli di violenza della citata ditta americana, incita comunque le bambine (tutte femmine infatti nelle immagini) all’odio e alla violenza, addirittura la maglietta le mostra con sguardo truce ed in mano pistole ed armi da fuoco e la scritta “Natural born killer” ossia “assassine nate” a chi si rivolge il messaggio ? A tutte le bambine e teen agers, ma anche a tutti i “maschietti” quasi a voler dire “altolà, cedete il passo  …altrimenti…bang!”, inutile dire che il contenuto è sia di violenza fisica che psicologica, come l’americana.

Il link diretto alla pagina di coop (può cambiare):  http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee

ed in printscreen: https://picasaweb.google.com/lh/photo/TOrxF7GQdQDIka2xHldBEw?feat=directlink

Allarmato da questo cambiamento di rotta, faccio una verifica anche sugli altri link e le altre pagine di Coopfoto, e vedo che la musica non cambia affatto, e dopo aver visto e sondato, un po’ tutte le pagine ed i contenuti delle immagini pubblicitarie scelte, le somme che si tirano sono a dir poco allarmanti: i bambini maschi sono stati letteralmente cancellati, e dove ci sono, compaiono sullo sfondo o sfuocati (freccia rossa) dietro al primo piano o dettaglio sempre e solo di bimbe e di femmine.

link diretto sito (volatile):

http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-la-scuola

printscreen (stabile):

https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732763338902322

Ed ancora, anche in questa pagina, la bambina in dettaglio (più che in primo piano) il bambino sempre dietro, sfuocato e con un cappellino rosa:

link diretto sito (volatile):

http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-carnevale

printscreen (stabile):

https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732789723519634

Altro esempio a questi link:

le bimbe in primo piano e bimbi in fondo si riconoscono a malapena.

link diretto al sito (volatile):

http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto/sviluppo-foto

printscreen (stabile):

https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732725789057074

Anche ove ogni tanto appaiono Uomini adulti (che nel contesto si presume siano i Papà) compaiono sempre in compagnia di figlie femmine e mai di bimbi, come a voler sottolineare: “il futuro dell’umanità è di sole femmine” e gli Uomini adulti che vi sono ancora oggi, assieme alle madri, sono in funzione alla crescita di sole figlie femmine !

link diretto al sito (volatile); sotto nel trafiletto:

http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto/stampa-poster

printscreen (stabile):

https://picasaweb.google.com/111993394089963167743/Coopfoto#5662697646962211218

e anche qui:

link diretto al sito (volatile):

http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-compleanno

printscreen (stabile):

https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732832704373554

Anche in questa pagina: chi è sempre in primissimo piano ? (nel disegno sulla tazza): la donna, chi si vede a malapena, di sbieco o in secondo piano: l’Uomo

link diretto al sito (volatile):

http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-la-tua-casa

printscreen (stabile): https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732744401136354

e altre, altre ed ancora altre……e l’antifona è sempre la stessa:

1) Addio al celibato (festa politicamente corretta con brindisi tra amici uomini) e donne ben distanti, grande attenzione a mettere quasi fuori dal campo la ragazza che compare sulla destra:

link diretto al sito (volatile):

http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-addio-al-celibato

printscreen (stabile):

https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732781500505634

2) Addio al nubilato (grande divertimento della ragazza, con Uomini in primo piano ed appiccicati, quasi a significare CORNA già preventive al matrimonio DEL FUTURO MARITO !!!) 

link diretto al sito (volatile):

http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-addio-al-nubilato

printscreen (stabile):

https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732783219911762

Le idee regalo di natale….

…..ma a riceverle solo bimbe:

link diretto al sito (volatile):

http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-le-idee-regalo

printscreen (stabile):

https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732768576567810

Scusate, provo un senso di soffocamento…

mi sento come in un corridoio troppo stretto, dove manca l’aria……..

mi devo riprendere un attimo…….

e mi sale alla mente, comprendendola pienamente,………. l’inquietante domanda di mio nipote di 9 anni, quando ha visto queste immagini: ma perché in quelle famiglie non c’è neanche un bimbo maschio ?

ALTRA PROBLEMATICA RILEVATA: la repentina e demenziale, esplosione di abbigliamento maschile di colore ROSA e FUCSIA.

Da circa un anno a questa parte, provo un profondo disagio nei visitare i reparti di abbigliamento maschile di Coop, per il fatto di vedere, in alcune bacheche o scaffali, anche un 50% e più, di capi di colore rosa e fucsia.

Ora, senza avere nulla contro ai due colori, la cosa che lascia sconcertati è l’improvvisa repentinità, con cui tali azioni vengono perpetrate e la totale autoreferenzialità di simili iniziative, dato che nessuno, sostanzialmente si è preoccupato/a di diomandare agli Uomini che sono i destinatari di tali capi,  CHE COSA DESIDERINO INDOSSARE E DI QUALE COLORE/I,  e false statistiche, falsi sondaggi a campione pagato e pre ordinato….lasciamole perdere !

Sappiamo bene però che i colori, come la semantica (linguaggio dei segni), la forma degli oggetti e anche dei capi di abbigliamento, un po’ tutto nella storia umana e delle sue civiltà (e non solo europea, occidentale e sue influenze, basti guardare ai costumi e riti di molte società primitive che sussistono ancor oggi, in Africa, Indonesia, Oceania) hanno da migliaia di anni, una differenziazione, non solo tra i sessi, ma per età , posizione sociale, ruolo religioso o laico, cariche istituzionali  ecc..ecc..

Non ostante certe persone, un tantino malate di mente, ossessionate e fanatiche dell’annullamento delle differenze tra i sessi, (cosa non possibile visto che è biologica), pagando (pseudo) scienziati per farne ricerche e studi mirati (ossia che devono cercare ad ogni costo di dimostrare quel risultato, dato già per scontato) e scrittori per scriverne insigni pubblicazioni, o riviste famose per pubblicarli, si sforzino di propagandare che tali differenze sono solo sovrastrutture sociali e sarebbero state indotte dal sesso maschile per “dominare” o “sottomettere” quello femminile.

E allo scopo si sono inventate persino una parola nuova, un vero nonsenso: “il genere” per permettere alle persone di alzarsi alla mattina e di  decidere di cambiare il “sesso sociale” (e non necessariamente quello biologico) come si decide quali scarpe o pantaloni indossare, senza considerare minimanente gli effetti sulla psiche (e poi di conseguenza a lungo termine, sul corpo, di una educazione così, ricevuta sin da bambini), o fregandosene, o addirittura promuovendolo, ma forse tutto questo è fatto, anche in questo caso, per riempire di soldi i chirurghi delle cliniche estetiche e per il cambio di sesso, che in USA proliferano come funghi.

Se è chiaro, più o meno tutti, a seconda del corpo biologico, che si ritrovano dalla nascità nell’ambito della salute, ma anche dell’igiene personale (perchè ghiandole differenti o aventi proprietà differenti, hanno peculiarità anche in quell’ambito) che le differenze tra i corpi e le fisiologie maschili e femminili, vi sono ! e parecchio !,  perchè deve essere combattuta, con così grande ferocia la differenziazione sessuale esterna, c’è sempre stata, in tutte le civiltà umane, vi è nei mammiferi (dimensione arti/corpo/testa, pelo, criniere, corna ecc…) , ed ha molti scopi concreti, ed importanti, ed è pure pericoloso che non vi sia:

…….pensate per esempio in una situazione di calamità incendio, esplosione, dove vi sono tanti feriti, e medici e chirurgi, che devono intervenire su ferite enormi in varie parti del corpo, vi immaginate, se non si riuscisse più a capire, se una vittima priva di sensi e grondante sangue, è maschio o femmina (soprattutto nei giovani) e quale fisiologia ed organi interni ha, in un momento dove bisogna intervenire in secondi di tempo ?

Secondo Voi perchè i medici chiedono il sesso dei pazienti quando fanno dei test, quando assegnano una dieta, ecc… e c’è scritto anche sulla tessera sanitaria ?

Ma qual’è poi il senso e lo scopo, di tutto questo ? fare vedere che facendo così, tu quando ti vesti, ed esci per strada ,sei politicamente corretto, pulito e favorevole alla lotta contro le discriminazioni ?, non sara forse che l’esibizionismo e “cultura della manifestazione “ ha dato di volta il cervello a tutti ?

Non sarebbe più semplice ed efficace combattere la discriminazione sessuale laddove si manifesta, di volta in volta, PUR RESTANDO UOMINI e DONNE  ! ED ABBATTERE FINALMENTE L’INSULSO CONCETTO DI GENERE inventato dal nulla da qualche psicologo/a divorati dall’ambizione, ed in cerca di successo e denaro facili !

Il culmine di questa escalation (e forse lo scopo ultimo di queste politiche psicopatiche) sarà che “dopo domani” visitando il reparto di abbigliamento di Coop, non vi sarà più la differenziazione tra moda maschile e femminile (come da sempre, e ci sarebbe davvero da chiedersi QUALE MALE, questo abbia potuto fare alla società)  ma un unico reparto uni-sex  creato però, dall’alto del potere su un modello di corpo androgino femminile e per le esigenze solo di quel tipo di categoria umana, e relativi gusti, e il tutto dovrà piacere o andar-bene pure ai maschi…..a dimenticavo, vi sarà un reparto differenziato, ma SOLO UNO, quello riservato esclusivamente alla donna macia (o mascolina) con mimetiche, anfibi, borchie, ma potranno comprarvi solo le donne, con esclusione (per legge, pena il carcere) degli uomini, e se vi compreranno, saranno immediatamente accusati di stupro semantico con aggravente di atteggiamento mirato alla discriminazione sessuale contro la donna, ogni uomo dovrà andare in giro vestito con almeno un capo rosa obbligatorio, per festeggiare tutti e trecentossessantacinque i giorni dell’anno, la festa della donna.

Questo periodo era volutamente sarcastico e provocatorio, ma da Uomo, e spero anche con funzione di risveglio dal torpore di tanti altri Uomini, dico CHE NON CI STO, e che siamo NOI a doverci riappropriare, di dire ciò che desideriamo, come vogliamo essere, come vogliamo vestirci, e perchè no, (visto che siamo diversi) come vogliamo distinguerci dalla donna, senza per questo sentirci politicamente scorretti o accusabili di discriminazione, e soprattutto SENZA FARCI INTIMIDIRE dalle loro aggressioni quotidiane, ed invenzioni, su come dobbiamo essere o diventare, su cosa sia bene o male, e forse su quest’ultimo concetto, siamo sempre stati più coerenti.  (visto che dalla loro parte se ne vedono davvero di “tutti i colori”, ed attacchi sempre più diretti e sempre più impuniti, e per loro conto, ciò che è bene oggi, non sembra bene domani, ma potrebbe ridiventarlo domani l’altro o persino nel pomeriggio, se passa il mal di testa).

PER TUTTE LE RAGIONI MENZIONATE, pensando anche di dare un esempio, e che è ora che gli Uomini comincino ad agire e smettere di farsi manipolare, mi sono mosso a scrivere una mail di lamentela a Coop, che riporto di seguito, e la risposta inoltratami qualche giorno dopo:

———- Messaggio inoltrato ———-
Data: 21 settembre 2011 14:57
Oggetto: A COOP ESTENSE: Perchè anche Voi in QUESTE “POLITICHE” ??
A: filodiretto@estense.coop.it

Buongiorno,

desidererei veramente capire in qualità di socio ormai da parecchi anni, e cliente da decenni  (sia il sottoscritto che alcuni famigliari), perchè anche Coop-Estense da un po’ di tempo a questa parte, abbia cominciato a fare a livello mediatico e pubblicitario torve politiche discriminatorie di promozione di un genere a scapito dell’altro.

E dico “anche” in parte perchè sui media televisivi, e relative pubblicità, non se ne può veramente più di assistere a reiterati modelli derisivi, umilianti e demascolinizzanti, passando praticamente da un estremo all’altro in poco più di un anno, in parte, perchè in passato, ho sempre visto la Coop impegnata non solo nel sociale,  ma starsene rigorosamente fuori dalle posizioni pubblicitare o ideologiche più estremiste e provocatorie,  anche se sostenute da ONG internazionali (come ONU, UNESCO e loro divisioni),  che a tutt’oggi hanno però perso molta credibilità,  per gli enormi dubbi, sulla correttezza di alcune politiche di ingegneria sociale,  attuate principalmente in “altre nazioni”,  e che non hanno avuto esattamente effetti benefici (in particolare in merito a tensioni e conflitti sociali), e nemmeno dal punto di vista economico.

Quello che ho sempre visto da parte di Coop è effettuare una politica propria,  basata (almeno a livello visivo e semantico) sul totale equilibrio e mancanza di posizioni o prese di posizione esplicite, legate ai “clamor” di vicende politiche nazionali o internazionali.

Andando al concreto; 

precisamente:

1)  Non si capisce, per quale ragione (da un anno o poco più a questa parte) nelle campagne pubblicitarie che ritraggono gruppi o situazioni famigliari “tipo” (es. Album di Coop-foto),  Coop Estense abbia escluso quasi completamente le figure maschili (padri, e figli di sesso maschile)  ritraendo al 90% solo immagini femminili di mamme e bambine, quasi come a significare che i bambini di sesso maschile non c’entrano più nulla con il futuro.

2)   Esprimo il mio disagio nel visitare i reparti di abbigliamento maschile,  e di vedere, fatto mai visto nelle annualità precedenti quasi il 50% di capi recanti colori rosa e fucsia,  la cosa che vorrei capire veramente è questa: 

Chi impone queste politiche dall’alto ? 

E’ forse stata consultata la maggioranza degli uomini, in merito a quali colori preferiscano vestire ? Certe imposizioni di politiche “demascolinizzanti” o più propriamente di “aggressione psicologica”  come in parte ho gia scritto sopra, sembrerebbero dettate o da “pura stupidità”  o da “succube imitazione” di politiche ONU o made in USA, ma che se si guarda bene sia da un punto di vista sociale che economico, non hanno prodotto esattamente benessere.

Francamente, da cittadino pretendo in maniera assoluta, di decidere come e con quali colori voglio vestirmi, di essere totalmente rispettato per questo, ed anche la mia scelta, e gradirei che mio nipote guardando le pubblicità on-line del servizio Coop-foto non dicesse:

“ma perché in quelle famiglie non c’è neanche un bimbo maschio ?”

O forse dobbiamo credere che non vi sia rimasto, più nulla di democratico, neanche in questa Regione ?

Anche visivamente, a parte “qualcuno” ma in fortissima minoranza, continuo a vedere la popolazione maschile (parenti, colleghi di lavoro, vicini di casa, persone che incontro per casa ecc..) scegliere colori e capi di abbigliamento in prevalenza di “altri colori”  e mai o “quasi mai” rosa o fucsia,  ma vedo invece,  molto “tradizionale” o “classico” (anche la moda maschile di Armani o di altri grandi stilisti esprime questo), e un esercizio commerciale serio e oculato nelle scelte (anche da un punto di vista economico)  dovrebbe contenere  la specularità di questa situazione, altrimenti diventa una imposizione intollerabile.

Voler attribuire a questi due colori un significato “politico o ideologico” o “di lotta” non di una parte del genere umano per autoaffermarsi,  ma per colpire invece la controparte, rappresenta questo stesso atteggiamento, una posizione di “stupidità inconcepibile” e “controproducente” a tal punto da sospettare fortemente, che i pochissimi che girano,  indossando capi di questi colori siano persone “abusate” oggetto di “plagio”  o “insistenti pressioni psicologiche” di compagne, colleghe o altre che vengono accontentate per stanchezza o desistenza, o l’impatto visivo delle stesse campagne pubblicitarie, ma si potrebbe pensare pure che siano organizzati e pagati.

Non tiriamo fuori per favore, studi o indagini conoscitive o di mercato, fasulle o alterate (che vanno tanto di moda),  perchè sia negli altri negozi di moda maschile, della galleria, che negli altri store, negozi esterni io tutto quel rosa e fucsia, continuo a non vederlo affatto !

Queste politiche non fanno parte della cultura di “questa Regione” che è sempre stata impostata, anche nelle amministrazioni locali, su posizioni realmente “politicamente corrette” nel vero significato di tale termine: ossia senza discriminazione di nessuna sorta o programmazioni decise “a tavolino” di manipolazione della vita e di come “devono essere” le persone sin dalle più piccole loro cose, sembrano molto di più “introdotte o copiate” da altri paesi “oltreoceano”che oltretutto Coop Estense in passato non ha mai copiato, ma anzi, altrimenti non esisterebbe nemmeno l’esperienza della cooperazione.

Certe politiche di annullamento, modificazione o reset psicologico, su vasta scala,  non solo sono terribilmente inquietanti, ma veramente si fatica a vedere quali effetti positivi possano produrre a lungo termine, se non gravi tensioni, e quale necessità vi sia, soprattutto in Coop ove si potrebbe tornare indietro un decennio e si farebbe davvero fatica a vedere, sia nelle campagne pubblicitarie, che a livello mediatico, nulla che non fosse quantomeno neutro, distaccato e paritetico nel rapporto tra generi, almeno io ho visto sempre questo, ma è anche limpressione delle componenti femminili della mia famiglia.

Ricordiamoci tutti, che colpire “il vicino di scrivania”, per un ingiusto rimprovero che si è subito dal proprio capoufficio, non serve proprio a niente, anzi è distruttivo, fermiamo l’apologia dell’odio !

Ma forse il problema è il non obbligo al pareggio di bilancio, o agevolazioni fiscali eccessive, che favoriscono lo spreco di danari per queste politiche ideologiche, e lo dico da cliente che ha sempre sostenuto queste agevolazioni attribuite dallo Stato alla cooperazione, quando questi risparmi ritornavano mediante politiche di beneficio positivo al consumatore,  in ogni aspetto, non solo economico, ma anche di rispetto, dignità e di salute (fisica ed anche psicologica), e badate bene che non vi sono aspetti, meno importanti o che si possono tralasciare.

In questo momento che la cooperativa subisce attacchi pure su altri fronti e su altre questioni, voler addirittura minare dall’interno la fiducia e il sostegno dei consumatori (o di una parte molto consistente) per fare a tutti i costi queste politiche, è veramente paradossale ! 

“se incontri un passante e gli sferri un calcio, forse se ti va bene non reagisce, ma amico non te lo fai di sicuro, e nemico, è quasi certo che lo diventi” 

Concludendo, francamente, per le ragioni suddette, se non vi sarà nelle future politiche mediatiche e pubblicitarie, ed anche nell’offerta, un’arresto o un cambiamento di rotta, tornando al fair-play precedente, personalmente, sto pensando seriamente di non continuare a dare il mio sostegno di socio alla cooperativa, e di essere ancora cliente, cominciando ad interessarmi e ad aderire, a qualche gruppo concorrenziale, e di fare quanto possibile per evincerne: famigliari, parenti, conoscenti ed amici.

Distinti Saluti.

Stefano C. – Modena

———- Messaggio di risposta  ———-

da       HDA Filo Diretto Coop Estense HDA.Soci@sede.estense.coop.it

data    23 settembre 2011 15:19

oggetto  Filo diretto Coop Estense

Spett.le Sig —

la ringraziamo del contributo che abbiamo girato al responsabile delle collezioni e dell’assortimento dell’abbigliamento presso la nostra centrale nazionale.

Cordiali saluti

Se—- G——

Resp Filo Diretto

Coop Estense

filodiretto@estense.coop.it

 

CONCLUSIONI

La risposta dei responsabili di Coop, come si vede, è talmente evasiva e di circostanza, che avrebbe fatto loro più onore, probabilmente il silenzio, anche perchè, le buone intenzioni profuse in quelle due righe, si perderanno probabilmente nei meandri delle burocrazie del colosso.

In realtà queste due righe, qualcosa lo dicono, per omissione: rappresentano infatti una volontà di scansare l’aspetto principale, perchè riferendosi solo alla parte della problematica sollevata, meno spinosa, (diffusione del rosa, nell’abbigliamento maschile), omettono volutamente la parte più imbarazzante e delicata: quella riferita alla cancellazione dei bimbi maschi e maschi in generale (che è palese a chiunque visiti il sito di Coopfoto) e dell’adozione di immagini di bambine violente/aggressive in stile USA.

Francamente che in l’Italia, con la sua consolidata saggezza e saper vivere, sempre dimostrata a protezione di certi valori che sembravano intoccabili, soprattuto quando vi erano di mezzo i bambini, ed in una cooperativa come la Coop che del fair-play ed assistenza al consumatore aveva fatto un cavallo di battaglia (a rammentare iniziative come “soddisfatti o rimborsati” o le campagne di sconti) si cadesse nell’imitazione di politiche BARBARE fatte da ditte avide e senza scrupoli, come queste, se me lo avessero detto, anche solo dieci anni fa, ci avrei riso sopra, e ancora adesso stento a credere a quello che vedo, ma probabilmente anche da noi questo è il frutto della disgregazione della famiglia, voluta e cercata dalla strategia dell’odio delle ideologie femministe.

Queste politiche attuate sulla base, del solito meccanismo di pensiero femminista “della rappresaglia”  e in merito, non può non essere sospetto, il sostanziale loro inizio (almeno per quanto ho potuto rilevare visivamente) subito dopo le iniziative del movimento “se non ora quando” cioè, in pratica una ennesima mascheratura di femminismo radicale, che accomuna e rende legittimo qualsiasi comportamento (buono o cattivo, dispettoso o anche criminale ed immorale) fatto da una donna (il celeberrimo slogan “bigotta, mignotta unite nella lotta”) ….

….robe già viste e straviste in occidente da almeno un trentennio e che agiscono meccanicamente sempre nello stesso modo, cercare col microscopio, e trovare a tutti i costi velate discriminazioni contro la donna, per poi rilanciare con rappresaglia ed una escalation di 10 a 1, in una logica di muro contro muro, acutizzando il conflitto tra i sessi, anzichè risolverlo e facendo lievitare esponenzialmente la misoginia, con annesse e connesse reazioni.

Ma forse anche questo è voluto, ed è uno dei tanti calcoli e crudeli cinismi, nella moltitudine di sacrifici umani, sull’altare avido di sangue e denaro, di queste lobby perverse, ottuse, egoiste e vili,

salvo poi sfruttare gli isolati casi di raptus o follia, scaturiti dall’odio dilagante nelle realtà o storie di vita più difficili,  per gonfiare statistiche, da usare con grande speculazione, in funzione di un empowering femminile “a tutti i costi”, disordinato ed incontrollabile, senza uno scopo e/o un futuro sostenibile per l’umanità, ed i bimbi di domani, nemmeno quelli di sesso femminile, e nemmeno se saranno in maggioranza.

none

IL PIONIERE (DEI PIONIERI)

***

In questi giorni  – venticinque anni fa – Misterxy digitava la sua prima lettera di critica, smascheramento e condanna ad un quotidiano, in risposta ad articoli e commenti celebrativi dell’ingresso delle DD nelle Forze Armate, “conquista” femminista a quei tempi sognata e – apparentemente – irraggiungibile.  Ma poi raggiunta senza colpo ferire. Come le altre.

****

Prima missiva cartacea di una serie ininterrotta di interventi lanciati in ogni direzione nel tentativo di spezzare il tabù, di incrinare la muraglia del conformismo assoluto, della cecità totale, della infinita viltà maschile.

In una solitudine vertiginosa, quel pioniere ha combattuto la giusta battaglia sopportando lo scherno e la derisione, subendo insulti e dileggi. Imperterrito, senza sbandamenti è stato la bussola di se stesso e ha continuato ininterrottamente a far sentire la nuova, antica verità. Non si sa di altre voci nel deserto di quegli anni.

Nella solitudine assoluta ha intuito, ha capito, ha riflettuto. Ha sentito, ha percepito e non ha avuto paura.

Nel buio più totale, senza aiuto,  senza appoggi e  senza la speranza di poterne trovare nella comunità prossima e men che meno altrove, ha perseverato, fino al giorno in cui, nata la rete, scoprì finalmente di non essere solo.

Bisogna avere una sensibilità straordinaria, un coraggio da temerari, una energia inesauribile, per entrare da soli nei continenti nemici dove  l’aria stessa è avvelenata e la tua presenza scandalosa.

In verità  la mia personale stima per quest’uomo va ben oltre, giacché si fonda su motivazioni ancora più profonde,  ma che sia stato il pioniere di questa nostra giusta battaglia è un fatto incontrovertibile che sta nella storia del Momas. Chapeau! Misterxy.

Vox clamantis in deserto, quando era deserto vero, a perdita d’occhio e salatissimo.

Poi venne il Web e fu un’altra Era.

Rino DV

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parchi pubblici cittadini. Riflessioni passeggiando…

...di Winston Churchill:

Un uomo non vale per i soldi che ha, ma per il credito di cui gode

...di Charles Péguy:

C’è un solo avventuriero al mondo, e ciò si vede soprattutto nel mondo moderno: è il padre di famiglia. Gli altri, i peggiori avventurieri, non sono nulla, non lo sono per niente al suo confronto. Tutto è sapientemente organizzato contro di lui. Fa pena, è esposto a tutto, ai quodlibet, alle ingiurie, al peggio di tutto: a una sorta di riprovazione, di malevolenza universale, di presa in giro, di tacita ingiuria

...di Charles Baudelaire:

Gli uomini che meglio riescono a stare con le donne sono gli stessi che sanno starci benissimo senza

...di Oscar Wilde:

Almeno una volta nella vita ogni uomo cammina con Cristo verso Emmaus

...di Barack Obama:

Il padre è insegnante e maestro. E’ mentore e modello di comportamento. E’ l’esempio del successo e lo sprone al suo raggiungimento. ……..Conosciamo le statistiche: i bambini che crescono senza la figura del padre sono molto più facilmente soggetti a lasciare la scuola, a compiere crimini e a finire in prigione. Sono anche molto più facilmente vittime di disturbi comportamentali…

...di Claudio Risè:

Una società siffatta, "senza padri", nella quale tutti dunque rimangono "figli", é, come dimostrano le cronache, infantile, e sostanzialmente perversa. Perché sia così lo spiego in tutti i miei libri, ma lo faceva già benissimo Sigmund Freud nel 1905, non osando peraltro pensare che le patologie individuali da lui descritte diventassero endemiche, e venissero addirittura promosse dall'organizzazione sociale, attraverso la "rimozione" della figura che nell'essere umano ne impedisce lo sviluppo: il padre, appunto.

...di Oriana Fallaci:

Oh, non mi fraintenda: capisco anche il concetto di paternità. Lo vedrà nel mio romanzo, se farò in tempo a finirlo. Lo capisco così bene che parteggio con tutta l'anima pei padri divorziati che reclamano la custodia del figlio. Condanno i giudici che quel figlio lo affidano all'ex-moglie e basta, e ritengo che nella nostra società oggi si trovino più buoni padri che buone madri. (Segua la cronaca. Quando un padre impazzito ammazza un figlio, ammazza anche sé stesso. Quando una madre impazzita ammazza un figlio, non si ammazza affatto e va dal parrucchiere)

...di Alain Minc:

Alla parola parità, i deputati si mettono sull'attenti. Alla parola donna, tremano. Il vostro potere è assoluto: i parlamentari cercano di anticipare i vostri desideri, come i cortigiani di un Luigi XIV o di un Napoleone

luoghi di culto


in città, la popolazione di fede cristiana usa pregare in questo modo:

Ave Giuseppe, pieno di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetto fra gli uomini, e benedetto è il frutto del seno della tua Sposa, Gesù. Ave Giuseppe, padre putativo di Cristo, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

in città, la popolazione di fede islamica ama ricordare nelle proprie proghiere il versetto 33 della sura XXXI (Luqmân):

Uomini, temete il vostro Signore e paventate il Giorno in cui il padre non
potrà soddisfare il figlio né il figlio potrà soddisfare il padre in alcunché. La
promessa di Allah è verità. Badate che non vi inganni la vita terrena e non vi
inganni su Allah l'Ingannatore.

iniziative permanenti

  • lettera aperta al ministro Mara Carfagna

    Preliminarmente ed a latere della manifestazione di Roma svoltasi il 5 ottobre 2011 con ampia partecipazione di sigle associative e grande successo di pubblico, è stata elaborata – da parte di alcune cittadine e cittadini per le VERE pari opportunità senza pregiudizi – e consegnata al ministro pro-tempore per le pari Opportunità Mara Carfagna una lettera aperta che questo sito fa propria e ben volentieri pubblica, invitando i lettori ed i passanti che si riconoscano con quanto espresso a volerla inoltrare al Ministero a proprio nome (in cartaceo o in email, con nome proprio o anche in nickname), possibilmente dandone [...]

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Leggi e commenta gli articoli di "teoria marziana"

  • “Il cucchiaio non esiste”: la strada possibile per la soluzione della Questione Maschile

    (terzo articolo della serie “teoria marziana”)
    di Carlo Zijno (editore MM)
    Abbiamo visto nel precedente articolo della serie “teoria marziana” come la Questione Maschile  sia stata originata da una sorta di “lotta di classe” che si è svolta contro di noi in questi anni, lotta di classe che è stata possibile – anche da parte settori sociali [...]

    (10 commenti)

  • le cause della Questione Maschile

    di Carlo Zijno
    Prosegue la serie di articoli taggati “teoria marziana”: nel precedente abbiamo analizzato le definizioni di QM pregresse, riducendole ad una soltanto che – applicata ai vari casi pratici – ha dimostrato di funzionare; in questo passeremo allo studio delle cause, delle origini della QM.
    Già le definizioni forniteci in quella occasione contenevano delle indicazioni [...]

    (6 commenti)

  • Questione Maschile. La mia definizione

    di Carlo Zijno
    Data al 2001 la mia prima adesione ad un MoMas, ed era Uomini3000. Poi è seguita l’adesione a Maschi selvatici, e tante altre iniziative in tutto il corso del decennio: ho visto nascere (e qualche volta ne sono stato il promotore, come nel caso di MetroMaschile) blog, gruppi e siti.   
    Da allora, e [...]

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