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24
ott -
Sono una mamma…
Buongiorno, sono una mamma che si sta separando.
Magari vi chiederete perchè scrivo a voi; è come buttarsi in bocca al nemico.
Invece io non credo che dovrebbe essere così. Perchè anche se separati, i genitori rimangono sempre genitori dei figli e come tali non dovrebbero litigare riguardo al loro benessere.
Quindi quello che non capisco è perchè i padri e le madri devono essere messi su due piani diversi dalla società e dalla legge.
Per me i figli hanno bisogno di entrambi i genitori e, nel caso in cui tutti e due siano in grado di ricoprire tale ruolo, pur riconoscendo ad uno solo dei due il diritto di coabitarvi per ragioni ovvie di sopravvivenza civile, il tempo e le ragioni economiche di entrambi devono essere paritariamente riconosciuti.
Per me crescere ed educare i figli è sia un diritto che un dovere dei genitori che non può mai venire meno.
Quello che non capisco è perchè, io che capisco la necessità dei miei figli di avere un padre che sia partecipe attivamente alla loro vita e ho accettato un assegno di mantenimento più basso purchè lui li tenga più spesso con sè, vengo considerata come una madre degenere e snaturata perchè tutti pensano che sia compito prioritario della madre dover crescere i figli.
Se la mentalità comune è questa, non mi meraviglia che sia così difficile attuare leggi che non siano discriminatorie per i padri!
Mio marito stesso, che prima mi accusava di avergli tolto i figli quando ho deciso di separarmi, ora si lamenta perchè li deve venire a prendere e poi portare a pallavolo o in piscina quando li ha lui, perchè spreca benzina e perchè sono adolescenti e sempre impegnati.
Ora, se io avessi preteso più soldi, potrei capire le sue recriminazioni, ma proprio perchè sono io che ho deciso di lasciarlo, ho accettato di recarmi da un avvocato scelto da lui, ho accettato una cifra minore dato che ha dovuto trovarsi una casa, gli ho lasciato tutti i risparmi comuni tranne quelli destinati allo studio dei figli (che ero disponibile ad intestare direttamente a loro), ero part-time e mi sono trovata subito un lavoro a tempo pieno…
Io amo i miei figli e per questo capisco quanto abbiano bisogno del padre. Non si può fare una legge che sia così aleatoria e lasci così tanti punti oscuri in materia di affidamento. Per me non è una questione di soldi, ma proprio di benessere psichico di tutti.
Pertanto dovrebbero essere compilate linee guida per i giudici e gli avvocati divorzisti che regolamentino la materia in modo più esplicito. Poi, nei casi in cui i coniugi abitino molto lontani, o ci siano altre difficoltà oggettive, allora e solo allora si potrà lasciare maggior discrezionalità al giudice.
Penso che sia le associazioni di padri che quelle delle madri dovrebbero essere concordi e lavorare insieme in modo da tutelare sempre di più i diritti dei loro figli. Lasciando fuori il tornaconto economico personale.
Una mamma.
***
Cortese Sig.ra Mamma,
che gli UU siano nemici delle DD lo ha stabilito il femminismo. E sia. Qui però trova un nemico leale. Forse cinico, ma di sicuro leale.
Lei parte da una prospettiva soggettiva, la sua storia in corso di evoluzione, inquadrandola a tratti in quella oggettiva (generale). Nelle sue righe ci sono dunque questioni e piani che si intrecciano.
1- In parte descrive il “dover essere” delle cose, dei rapporti tra ex nei confronti dei figli. Concordo con quello che lei dice, che infatti contrasta con il dogma femminista secondo cui avere un genitore (la madre) è sufficiente, ciò sulla base della fandonia per cui femmine e maschi, madri e padri, sarebbero uguali e intercambiabili.
2- Dice di non aver preteso ciò che avrebbe potuto pretendere sul piano economico. Brava. Però avrebbe potuto ridurre l’ex quasi in miseria. Il che conferma quando sostengono quelli del Momas: il destino del separato dipende dalla volontà della ex. Se vuole ridurlo in mutande, può farlo. Una condizione di dipendenza e subordinazione che sarebbe intollerabile e non tollerata dalle DD. E invece gli UU l’hanno tollerata in silenzio per decenni. Adesso qualcuno dice che questa subordinazione deve finire.
3- Si capisce che ogni condivisione crea problemi che nella gestione monocratica del rapporto con i figli non ci sono. Superfluo farne l’elenco. Ma questo è il prezzo da pagare per entrambi e deve essere pagato alla pari.
4- L’ex si lamenta di dover fare cose che non gli garbano? Deve svolgere compiti “da mamma”? Li deve fare e basta. Ma lei svolge quelli da “papà”? Ad es. accetta di essere “odiata” dal figlio imponendogli regole e limiti? Restando ferrea nel “no” quando è “no”? Gli consente di correre dei rischi o lo tiene a guinzaglio corto, di modo che diventi handicappato? C’è un lato dell’essere padri mica tanto piacevole. Lei se lo accolla davvero o solo nelle intenzioni? In fondo è più facile per un padre fare da madre che il contrario. Se n’è accorta?
5- “…vengo considerata come una madre degenere e snaturata perchè tutti pensano che sia compito prioritario della madre dover crescere i figli”. Qui ho difficoltà a capirla. O lei vive in qualche antro sperduto delle Valli del Natisone o sulle Madonie oppure sta descrivendo una realtà proiettiva, che non è fuori di lei, ma nel suo immaginario. A meno che il figlio sia ancora da svezzare, non conosco ambiente in cui un simile capo di imputazione potrebbe caderle addosso, semmai il contrario: ecco una ex che non ricatta il marito! Le potrà comunque giovare l’imprimatur e l’approvazione degli UU del Momas, dei “nemici”, sostenitori dichiarati della bigenitorialità a vita.
Ha il nostro salvacondotto: può girare tranquilla…
Rino DV
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One Response to “Sono una mamma…”
Anche io voglio parlare nella massima lealtà per cui alla sig. mamma dico che :
1) innanzitutto io non sono per nulla d’accordo che in caso di separazione un solo genitore debba abitarvi nella casa coniugale cioè la donna.A meno di essere nullatenente e disoccupata , e vittima di VERE violenze domestiche, la donna per quale motivo dovrebbe vivere in maniera esclusiva nella casa coniugale, magari col mutuo pagato dall’ex marito ?La casa coniugale la si vende e si divide a metà e ognuno provvede a sè.lScelta drastica? Si, ma la separazione è questo, non l’esproprio maschile, troppo comodo.
2) l’assegno di mantenimento per una donna che lavora eper di piu che ha chiesto la separazione non ci dovrebbe essere.Si certo assegno d mantenimento vuol dire che è per i figli, mail nome che sia alimenti o mantenimento non aha importanza , mi chiedo per quale motivo i soldi devono passare per le mani della ex moglie se questa lavora e ha un suo reddito..Il mantenimento il padre lo potrebbe riservare direttamente al figlio o ai figli E’ quello che dice la ragionevolezza e la logica.Oggi invece la separazione o divorzio è concepito come un vero eproprio esproprio maschile e paterno da casa propria che può andare bene solo in quei casi di vera e accertata violenza domestica, i cui numeri sono decisamente inferiori alla propaganda e alla calunnia femminile-femminista.
3)Sempre alla signora mamma e alle signore mamme che fanno finta di non saperlo o non lo dicono, le vorrei spiegare i motivi per cui una donna chiede la separazione.Considerando e prendendo per buono il fatto che questa legge sul divorzio è un esproprio euna cacciata dell’uomo dalla propria casa , il vero motivo per cui la donna chiede il divorzio non viene detto o lo si nasconde.Le donne dicono di chiedere la separazione per una serie di scuse che sono solo delle conseguenze non certo il nocciolo della questione.Dicono di chiedere la separazione perchè non lo amano piu , perchè non ci vanno d’accordo o per altre motivazioni talvolta assurde.Lorsignore non dicono però che i figli in tutto questo discorso non sono la conseguenza della separazione , le vittime innocenti , ma sono l’UNICO VERO MOTIVO E LO SCOPO della gran parte delle separazioni.E il vero motivo della separazione è un brutto sentimento che si chiama GELOSIA.La madre non accetta che il proprio figlio (soprattutto maschio) possa dividere la propria affettività con un altro genitore.La madre VUOLE L’AFFETTIVITà DEI FIGLI O DEL FIGLIO TUTTA PER SE, VUOLE LA GENITORIALITà ESCLUSIVA E ASSOLUTA.Non è solo una questione di educare il figlio in modo esclusivo, è una questione ancor piu profonda che riguarda la sfera affettiva.E’ una scelta radicale di estromettere il padre dal legame affettivo col figlio o coi figli, per prendersi tutta l’affettività della prole.E’ un atto antipaterno dettato appunto dalla gelosia che nella donna non si manifesta nei confronti delle altre donne come avviene per gli uomini, ma si manifesta verso il proprio coniuge perchè nella donna il motivo della gelosia sono i figli e non il coniuge come avviene per l’uomo.
Il discorso per cui nella separzione il rapporto tra i genitori e i figli deve rimanere immutato è una cosa che non sta in piedi nella maggiornaza dei casi perchè lo SCOPO è proprio quello di allontanare l’affettività e il rapporto dei padri con i figli soprattutto se maschi.
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