di Stefano C. (militante MoMas)
Trattandosi di uno dei più grandi gruppi di distribuzione alimentare e commerciale, della mia Regione nonchè del paese, ed avendone tra l’altro, uno dei più grandi, a pochi passi da casa mia, mi trovo da semp
re a frequentare gli Ipermercati di Coop, e fino ad ora, mai avevo notato l’adozione di politiche di demagogia femminista e anti-maschile, ad imitazione (se non quasi copiatura), di cattivi costumi d’oltre oceano, dove tali
turpi iniziative, si vedono praticare già da alcuni decenni, ed hanno raggiunto il culmine della viltà, nel momento in cui si sono viste applicare nei confronti di inermi bambini, sin dalle scuole primarie ed in tenera età (basti citare le ormai celeberrime magliette della David & Goliath con la linea di prodotti “Boys are stupid” e le becere, ma spesso violente, immagini che ne accompagnano la grafica).
altre immagini correlate a questo link:
Adesso, quasi come uno schiaffo, riportandomi la mente, subito al citato caso americano di cui avevo letto tempo fa, mi ha colpito, la grafica della campagna pubblicitaria di Coop foto: server internet per la spedizione di foto personali, album e raccolte da far sviluppare presso gli Ipermercati Coop, della quale si riporta di seguito una immagine molto significativa,
che riproduce una magliettastampabile con il servizio Coop foto,
che seppur non arrivando ai livelli di violenza della citata ditta americana, incita comunque le bambine (tutte femmine infatti nelle immagini) all’odio e alla violenza, addirittura la maglietta le mostra con sguardo truce ed in mano pistole ed armi da fuoco e la scritta “Natural born killer” ossia “assassine nate” a chi si rivolge il messaggio ? A tutte le bambine e teen agers, ma anche a tutti i “maschietti” quasi a voler dire “altolà, cedete il passo …altrimenti…bang!”, inutile dire che il contenuto è sia di violenza fisica che psicologica, come l’americana.
Il link diretto alla pagina di coop (può cambiare): http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee
ed in printscreen: https://picasaweb.google.com/lh/photo/TOrxF7GQdQDIka2xHldBEw?feat=directlink
Allarmato da questo cambiamento di rotta, faccio una verifica anche sugli altri link e le altre pagine di Coopfoto, e vedo che la musica non cambia affatto, e dopo aver visto e sondato, un po’ tutte le pagine ed i contenuti delle immagini pubblicitarie scelte, le somme che si tirano sono a dir poco allarmanti: i bambini maschi sono stati letteralmente cancellati, e dove ci sono, compaiono sullo sfondo o sfuocati (freccia rossa) dietro al primo piano o dettaglio sempre e solo di bimbe e di femmine.
link diretto sito (volatile):
http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-la-scuola
printscreen (stabile):
https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732763338902322
Ed ancora, anche in questa pagina, la bambina in dettaglio (più che in primo piano) il bambino sempre dietro, sfuocato e con un cappellino rosa:
link diretto sito (volatile):
http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-carnevale
printscreen (stabile):
https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732789723519634
le bimbe in primo piano e bimbi in fondo si riconoscono a malapena.
link diretto al sito (volatile):
http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto/sviluppo-foto
printscreen (stabile):
https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732725789057074
Anche ove ogni tanto appaiono Uomini adulti (che nel contesto si presume siano i Papà) compaion
o sempre in compagnia di figlie femmine e mai di bimbi, come a voler sottolineare: “il futuro dell’umanità è di sole femmine” e gli Uomini adulti che vi sono ancora oggi, assieme alle madri, sono in funzione alla crescita di sole figlie femmine !
link diretto al sito (volatile); sotto nel trafiletto:
http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto/stampa-poster
printscreen (stabile):
https://picasaweb.google.com/111993394089963167743/Coopfoto#5662697646962211218
e anche qui:
link diretto al sito (volatile):
http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-compleanno
printscreen (stabile):
https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732832704373554
Anche in questa pagina: chi è sempre in primissimo piano ? (nel disegno sulla tazza): la donna, chi si vede a malapena, di sbieco o in secondo piano: l’Uomo
link diretto al sito (volatile):
http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-la-tua-casa
printscreen (stabile): https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732744401136354
e altre, altre ed ancora altre……e l’antifona è sempre la stessa:
1) Addio al celibato (festa politicamente corretta con brindisi tra amici uomini) e donne ben distanti, grande attenzione a mettere quasi fuori dal campo la ragazza che compare sulla destra:
link diretto al sito (volatile):
http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-addio-al-celibato
printscreen (stabile):
https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732781500505634
2) Addio al nubilato (grande divertimento della ragazza, con Uomini in primo piano ed appiccicati, quasi a significare CORNA già preventive al matrimonio DEL FUTURO MARITO !!!)
link diretto al sito (volatile):
http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-addio-al-nubilato
printscreen (stabile):
https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732783219911762
Le idee regalo di natale….
link diretto al sito (volatile):
http://coop.miofotografo.it/it/stampa-foto-idee/stampa-foto-digitali-le-idee-regalo
printscreen (stabile):
https://picasaweb.google.com/112587961947893501739/Coopfoto#5662732768576567810
Scusate, provo un senso di soffocamento…
mi sento come in un corridoio troppo stretto, dove manca l’aria……..
mi devo riprendere un attimo…….
e mi sale alla mente, comprendendola pienamente,………. l’inquietante domanda di mio nipote di 9 anni, quando ha visto queste immagini: “ma perché in quelle famiglie non c’è neanche un bimbo maschio ?”
ALTRA PROBLEMATICA RILEVATA: la repentina e demenziale, esplosione di abbigliamento maschile di colore ROSA e FUCSIA.
Da circa un anno a questa parte, provo un profondo disagio nei visitare i reparti di abbigliamento maschile di Coop, per il fatto di vedere, in alcune bacheche o scaffali, anche un 50% e più, di capi di colore rosa e fucsia.
Ora, senza avere nulla contro ai due colori, la cosa che lascia sconcertati è l’improvvisa repentinità, con cui tali azioni vengono perpetrate e la totale autoreferenzialità di simili iniziative, dato che nessuno, sostanzialmente si è preoccupato/a di diomandare agli Uomini che sono i destinatari di tali capi, CHE COSA DESIDERINO INDOSSARE E DI QUALE COLORE/I, e false statistiche, falsi sondaggi a campione pagato e pre ordinato….lasciamole perdere !
Sappiamo bene però che i colori, come la semantica (linguaggio dei segni), la forma degli oggetti e anche dei capi di abbigliamento, un po’ tutto nella storia umana e delle sue civiltà (e non solo europea, occidentale e sue influenze, basti guardare ai costumi e riti di molte società primitive che sussistono ancor oggi, in Africa, Indonesia, Oceania) hanno da migliaia di anni, una differenziazione, non solo tra i sessi, ma per età , posizione sociale, ruolo religioso o laico, cariche istituzionali ecc..ecc..
Non ostante certe persone, un tantino malate di mente, ossessionate e fanatiche dell’annullamento delle differenze tra i sessi, (cosa non possibile visto che è biologica), pagando (pseudo) scienziati per farne ricerche e studi mirati (ossia che devono cercare ad ogni costo di dimostrare quel risultato, dato già per scontato) e scrittori per scriverne insigni pubblicazioni, o riviste famose per pubblicarli, si sforzino di propagandare che tali differenze sono solo sovrastrutture sociali e sarebbero state indotte dal sesso maschile per “dominare” o “sottomettere” quello femminile.
E allo scopo si sono inventate persino una parola nuova, un vero nonsenso: “il genere” per permettere alle persone di alzarsi alla mattina e di decidere di cambiare il “sesso sociale” (e non necessariamente quello biologico) come si decide quali scarpe o pantaloni indossare, senza considerare minimanente gli effetti sulla psiche (e poi di conseguenza a lungo termine, sul corpo, di una educazione così, ricevuta sin da bambini), o fregandosene, o addirittura promuovendolo, ma forse tutto questo è fatto, anche in questo caso, per riempire di soldi i chirurghi delle cliniche estetiche e per il cambio di sesso, che in USA proliferano come funghi.
Se è chiaro, più o meno tutti, a seconda del corpo biologico, che si ritrovano dalla nascità nell’ambito della salute, ma anche dell’igiene personale (perchè ghiandole differenti o aventi proprietà differenti, hanno peculiarità anche in quell’ambito) che le differenze tra i corpi e le fisiologie maschili e femminili, vi sono ! e parecchio !, perchè deve
essere combattuta, con così grande ferocia la differenziazione sessuale esterna, c’è sempre stata, in tutte le civiltà umane, vi è nei mammiferi (dimensione arti/corpo/testa, pelo, criniere, corna ecc…) , ed ha molti scopi concreti, ed importanti, ed è pure pericoloso che non vi sia:
…….pensate per esempio in una situazione di calamità incendio, esplosione, dove vi sono tanti feriti, e medici e chirurgi, che devono intervenire su ferite enormi in varie parti del corpo, vi immaginate, se non si riuscisse più a capire, se una vittima priva di sensi e grondante sangue, è maschio o femmina (soprattutto nei giovani) e quale fisiologia ed organi interni ha, in un momento dove bisogna intervenire in secondi di tempo ?
Secondo Voi perchè i medici chiedono il sesso dei pazienti quando fanno dei test, quando assegnano una dieta, ecc… e c’è scritto anche sulla tessera sanitaria ?
Ma qual’è poi il senso e lo scopo, di tutto questo ? fare vedere che facendo così, tu quando ti vesti, ed esci per strada ,sei politicamente corretto, pulito e favorevole alla lotta contro le discriminazioni ?, non sara forse che l’esibizionismo e “cultura della manifestazione “ ha dato di volta il cervello a tutti ?
Non sarebbe più semplice ed efficace combattere la discriminazione sessuale laddove si manifesta, di volta in volta, PUR RESTANDO UOMINI e DONNE ! ED ABBATTERE FINALMENTE L’INSULSO CONCETTO DI GENERE inventato dal nulla da qualche psicologo/a divorati dall’ambizione, ed in cerca di successo e denaro facili !
Il culmine di questa escalation (e forse lo scopo ultimo di queste politiche psicopatiche) sarà che “dopo domani” visitando il reparto di abbigliamento di Coop, non vi sarà più la differenziazione tra moda maschile e femminile (come da sempre, e ci sarebbe davvero da chiedersi QUALE MALE, questo abbia potuto fare alla società) ma un unico reparto uni-sex creato però, dall’alto del potere su un modello di corpo androgino femminile e per le esigenze solo di quel tipo di categoria umana, e relativi gusti, e il tutto dovrà piacere o andar-bene pure ai maschi…..a dimenticavo, vi sarà un reparto differenziato, ma SOLO UNO, quello riservato esclusivamente alla donna macia (o mascolina) con mimetiche, anfibi, borchie, ma potranno comprarvi solo le donne, con esclusione (per legge, pena il carcere) degli uomini, e se vi compreranno, saranno immediatamente accusati di stupro semantico con aggravente di atteggiamento mirato alla discriminazione sessuale contro la donna, ogni uomo dovrà andare in giro vestito con almeno un capo rosa obbligatorio, per festeggiare tutti e trecentossessantacinque i giorni dell’anno, la festa della donna.
Questo periodo era volutamente sarcastico e provocatorio, ma da Uomo, e spero anche con funzione di risveglio dal torpore di tanti altri Uomini, dico CHE NON CI STO, e che siamo NOI a doverci riappropriare, di dire ciò che desideriamo, come vogliamo essere, come vogliamo vestirci, e perchè no, (visto che siamo diversi) come vogliamo distinguerci dalla donna, senza per questo sentirci politicamente scorretti o accusabili di discriminazione, e soprattutto SENZA FARCI INTIMIDIRE dalle loro aggressioni quotidiane, ed invenzioni, su come dobbiamo essere o diventare, su cosa sia bene o male, e forse su quest’ultimo concetto, siamo sempre stati più coerenti. (visto che dalla loro parte se ne vedono davvero di “tutti i colori”, ed attacchi sempre più diretti e sempre più impuniti, e per loro conto, ciò che è bene oggi, non sembra bene domani, ma potrebbe ridiventarlo domani l’altro o persino nel pomeriggio, se passa il mal di testa).
PER TUTTE LE RAGIONI MENZIONATE, pensando anche di dare un esempio, e che è ora che gli Uomini comincino ad agire e smettere di farsi manipolare, mi sono mosso a scrivere una mail di lamentela a Coop, che riporto di seguito, e la risposta inoltratami qualche giorno dopo:
———- Messaggio inoltrato ———-
Data: 21 settembre 2011 14:57
Oggetto: A COOP ESTENSE: Perchè anche Voi in QUESTE “POLITICHE” ??
A: filodiretto@estense.coop.it
Buongiorno,
desidererei veramente capire in qualità di socio ormai da parecchi anni, e cliente da decenni (sia il sottoscritto che alcuni famigliari), perchè anche Coop-Estense da un po’ di tempo a questa parte, abbia cominciato a fare a livello mediatico e pubblicitario torve politiche discriminatorie di promozione di un genere a scapito dell’altro.
E dico “anche” in parte perchè sui media televisivi, e relative pubblicità, non se ne può veramente più di assistere a reiterati modelli derisivi, umilianti e demascolinizzanti, passando praticamente da un estremo all’altro in poco più di un anno, in parte, perchè in passato, ho sempre visto la Coop impegnata non solo nel sociale, ma starsene rigorosamente fuori dalle posizioni pubblicitare o ideologiche più estremiste e provocatorie, anche se sostenute da ONG internazionali (come ONU, UNESCO e loro divisioni), che a tutt’oggi hanno però perso molta credibilità, per gli enormi dubbi, sulla correttezza di alcune politiche di ingegneria sociale, attuate principalmente in “altre nazioni”, e che non hanno avuto esattamente effetti benefici (in particolare in merito a tensioni e conflitti sociali), e nemmeno dal punto di vista economico.
Quello che ho sempre visto da parte di Coop è effettuare una politica propria, basata (almeno a livello visivo e semantico) sul totale equilibrio e mancanza di posizioni o prese di posizione esplicite, legate ai “clamor” di vicende politiche nazionali o internazionali.
Andando al concreto;
precisamente:
1) Non si capisce, per quale ragione (da un anno o poco più a questa parte) nelle campagne pubblicitarie che ritraggono gruppi o situazioni famigliari “tipo” (es. Album di Coop-foto), Coop Estense abbia escluso quasi completamente le figure maschili (padri, e figli di sesso maschile) ritraendo al 90% solo immagini femminili di mamme e bambine, quasi come a significare che i bambini di sesso maschile non c’entrano più nulla con il futuro.
2) Esprimo il mio disagio nel visitare i reparti di abbigliamento maschile, e di vedere, fatto mai visto nelle annualità precedenti quasi il 50% di capi recanti colori rosa e fucsia, la cosa che vorrei capire veramente è questa:
Chi impone queste politiche dall’alto ?
E’ forse stata consultata la maggioranza degli uomini, in merito a quali colori preferiscano vestire ? Certe imposizioni di politiche “demascolinizzanti” o più propriamente di “aggressione psicologica” come in parte ho gia scritto sopra, sembrerebbero dettate o da “pura stupidità” o da “succube imitazione” di politiche ONU o made in USA, ma che se si guarda bene sia da un punto di vista sociale che economico, non hanno prodotto esattamente benessere.
Francamente, da cittadino pretendo in maniera assoluta, di decidere come e con quali colori voglio vestirmi, di essere totalmente rispettato per questo, ed anche la mia scelta, e gradirei che mio nipote guardando le pubblicità on-line del servizio Coop-foto non dicesse:
“ma perché in quelle famiglie non c’è neanche un bimbo maschio ?”
O forse dobbiamo credere che non vi sia rimasto, più nulla di democratico, neanche in questa Regione ?
Anche visivamente, a parte “qualcuno” ma in fortissima minoranza, continuo a vedere la popolazione maschile (parenti, colleghi di lavoro, vicini di casa, persone che incontro per casa ecc..) scegliere colori e capi di abbigliamento in prevalenza di “altri colori” e mai o “quasi mai” rosa o fucsia, ma vedo invece, molto “tradizionale” o “classico” (anche la moda maschile di Armani o di altri grandi stilisti esprime questo), e un esercizio commerciale serio e oculato nelle scelte (anche da un punto di vista economico) dovrebbe contenere la specularità di questa situazione, altrimenti diventa una imposizione intollerabile.
Voler attribuire a questi due colori un significato “politico o ideologico” o “di lotta” non di una parte del genere umano per autoaffermarsi, ma per colpire invece la controparte, rappresenta questo stesso atteggiamento, una posizione di “stupidità inconcepibile” e “controproducente” a tal punto da sospettare fortemente, che i pochissimi che girano, indossando capi di questi colori siano persone “abusate” oggetto di “plagio” o “insistenti pressioni psicologiche” di compagne, colleghe o altre che vengono accontentate per stanchezza o desistenza, o l’impatto visivo delle stesse campagne pubblicitarie, ma si potrebbe pensare pure che siano organizzati e pagati.
Non tiriamo fuori per favore, studi o indagini conoscitive o di mercato, fasulle o alterate (che vanno tanto di moda), perchè sia negli altri negozi di moda maschile, della galleria, che negli altri store, negozi esterni io tutto quel rosa e fucsia, continuo a non vederlo affatto !
Queste politiche non fanno parte della cultura di “questa Regione” che è sempre stata impostata, anche nelle amministrazioni locali, su posizioni realmente “politicamente corrette” nel vero significato di tale termine: ossia senza discriminazione di nessuna sorta o programmazioni decise “a tavolino” di manipolazione della vita e di come “devono essere” le persone sin dalle più piccole loro cose, sembrano molto di più “introdotte o copiate” da altri paesi “oltreoceano”che oltretutto Coop Estense in passato non ha mai copiato, ma anzi, altrimenti non esisterebbe nemmeno l’esperienza della cooperazione.
Certe politiche di annullamento, modificazione o reset psicologico, su vasta scala, non solo sono terribilmente inquietanti, ma veramente si fatica a vedere quali effetti positivi possano produrre a lungo termine, se non gravi tensioni, e quale necessità vi sia, soprattutto in Coop ove si potrebbe tornare indietro un decennio e si farebbe davvero fatica a vedere, sia nelle campagne pubblicitarie, che a livello mediatico, nulla che non fosse quantomeno neutro, distaccato e paritetico nel rapporto tra generi, almeno io ho visto sempre questo, ma è anche limpressione delle componenti femminili della mia famiglia.
Ricordiamoci tutti, che colpire “il vicino di scrivania”, per un ingiusto rimprovero che si è subito dal proprio capoufficio, non serve proprio a niente, anzi è distruttivo, fermiamo l’apologia dell’odio !
Ma forse il problema è il non obbligo al pareggio di bilancio, o agevolazioni fiscali eccessive, che favoriscono lo spreco di danari per queste politiche ideologiche, e lo dico da cliente che ha sempre sostenuto queste agevolazioni attribuite dallo Stato alla cooperazione, quando questi risparmi ritornavano mediante politiche di beneficio positivo al consumatore, in ogni aspetto, non solo economico, ma anche di rispetto, dignità e di salute (fisica ed anche psicologica), e badate bene che non vi sono aspetti, meno importanti o che si possono tralasciare.
In questo momento che la cooperativa subisce attacchi pure su altri fronti e su altre questioni, voler addirittura minare dall’interno la fiducia e il sostegno dei consumatori (o di una parte molto consistente) per fare a tutti i costi queste politiche, è veramente paradossale !
“se incontri un passante e gli sferri un calcio, forse se ti va bene non reagisce, ma amico non te lo fai di sicuro, e nemico, è quasi certo che lo diventi”
Concludendo, francamente, per le ragioni suddette, se non vi sarà nelle future politiche mediatiche e pubblicitarie, ed anche nell’offerta, un’arresto o un cambiamento di rotta, tornando al fair-play precedente, personalmente, sto pensando seriamente di non continuare a dare il mio sostegno di socio alla cooperativa, e di essere ancora cliente, cominciando ad interessarmi e ad aderire, a qualche gruppo concorrenziale, e di fare quanto possibile per evincerne: famigliari, parenti, conoscenti ed amici.
Distinti Saluti.
Stefano C. – Modena
———- Messaggio di risposta ———-
da HDA Filo Diretto Coop Estense HDA.Soci@sede.estense.coop.it
data 23 settembre 2011 15:19
oggetto Filo diretto Coop Estense
Spett.le Sig —
la ringraziamo del contributo che abbiamo girato al responsabile delle collezioni e dell’assortimento dell’abbigliamento presso la nostra centrale nazionale.
Cordiali saluti
Se—- G——
Resp Filo Diretto
Coop Estense
CONCLUSIONI
La risposta dei responsabili di Coop, come si vede, è talmente evasiva e di circostanza, che avrebbe fatto loro più onore, probabilmente il silenzio, anche perchè, le buone intenzioni profuse in quelle due righe, si perderanno probabilmente nei meandri delle burocrazie del colosso.
In realtà queste due righe, qualcosa lo dicono, per omissione: rappresentano infatti una volontà di scansare l’aspetto principale, perchè riferendosi solo alla parte della problematica sollevata, meno spinosa, (diffusione del rosa, nell’abbigliamento maschile), omettono volutamente la parte più imbarazzante e delicata: quella riferita alla cancellazione dei bimbi maschi e maschi in generale (che è palese a chiunque visiti il sito di Coopfoto) e dell’adozione di immagini di bambine violente/aggressive in stile USA.
Francamente che in l’Italia, con la sua consolidata saggezza e saper vivere, sempre dimostrata a protezione di certi valori che sembravano intoccabili, soprattuto quando vi erano di mezzo i bambini, ed in una cooperativa come la Coop che del fair-play ed assistenza al consumatore aveva fatto un cavallo di battaglia (a rammentare iniziative come “soddisfatti o rimborsati” o le campagne di sconti) si cadesse nell’imitazione di politiche BARBARE fatte da ditte avide e senza scrupoli, come queste, se me lo avessero detto, anche solo dieci anni fa, ci avrei riso sopra, e ancora adesso stento a credere a quello che vedo, ma probabilmente anche da noi questo è il frutto della disgregazione della famiglia, voluta e cercata dalla strategia dell’odio delle ideologie femministe.
Queste politiche attuate sulla base, del solito meccanismo di pensiero femminista “della rappresaglia” e in merito, non può non essere sospetto, il sostanziale loro inizio (almeno per quanto ho potuto rilevare visivamente) subito dopo le iniziative del movimento “se non ora quando” cioè, in pratica una ennesima mascheratura di femminismo radicale, che accomuna e rende legittimo qualsiasi comportamento (buono o cattivo, dispettoso o anche criminale ed immorale) fatto da una donna (il celeberrimo slogan “bigotta, mignotta unite nella lotta”) ….
….robe già viste e straviste in occidente da almeno un trentennio e che agiscono meccanicamente sempre nello stesso modo, cercare col microscopio, e trovare a tutti i costi velate discriminazioni contro la donna, per poi rilanciare con rappresaglia ed una escalation di 10 a 1, in una logica di muro contro muro, acutizzando il conflitto tra i sessi, anzichè risolverlo e facendo lievitare esponenzialmente la misoginia, con annesse e connesse reazioni.
Ma forse anche questo è voluto, ed è uno dei tanti calcoli e crudeli cinismi, nella moltitudine di sacrifici umani, sull’altare avido di sangue e denaro, di queste lobby perverse, ottuse, egoiste e vili,
salvo poi sfruttare gli isolati casi di raptus o follia, scaturiti dall’odio dilagante nelle realtà o storie di vita più difficili, per gonfiare statistiche, da usare con grande speculazione, in funzione di un empowering femminile “a tutti i costi”, disordinato ed incontrollabile, senza uno scopo e/o un futuro sostenibile per l’umanità, ed i bimbi di domani, nemmeno quelli di sesso femminile, e nemmeno se saranno in maggioranza.
- Published by Carlo Zijno in: articoli
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