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29
ago -
guida alla convivenza
Facendo seguito all’ultimo post, era stato elaborato un ulteriore file relativamente alla convivenza, del medesimo autore, anche questo non smentito da ulteriori osservazioni.
Anche questo viene offerto al dibattito, per poi essere inserito nei documenti ufficiali di MetroMaschile Web Editor.
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Tieni presente che se decidi di convivere con la tua compagna, senza sposarti, la tua situazione non è regolata dalla legge. Pur tuttavia, recenti interventi della Giurisprudenza (Cassazione) hanno preso in considerazione il rapporto in determinate situazioni, purché tu, ma più probabilmente lei, possa provare che non è un rapporto occasionale ma che ha carattere di stabilità tale da conferire grado di certezza al rapporto di fatto.
La legge, in determinati casi, attribuisce valore alla convivenza, riconoscendola quale famiglia di fatto, sia che il tuo rapporto si esplichi con un uomo che con una donna: per avere una garanzia di questo tipo è importante che la famiglia che hai formato con la/il tua/o compagna/o sia iscritta all’Ufficio dell’anagrafe del Comune ove risiedete. Prima di compiere tale atto, chiediti – possibilmente facendoti illustrare da un legale tutti i possibili risvolti – se tu hai effettivamente bisogno di questo tipo di garanzia.
Ricordati che se lei e’ sposata o divorziata puo’ perdere o vedersi ridotto l’assegno di mantenimento che percepisce da suo marito: ciò vuol dire che nel caso che la tua compagna non lavori, dovresti mantenerla completamente tu. Questa disposizione è prevista, al momento, solo se la tua partner è una donna: nulla ti è dovuto nel caso che sia tu, invece, a perdere il lavoro. Tuttavia tieni presente che i motivi su cui si basano le sentenze che riconoscono questa situazione potrebbero trovare applicazione anche se convivi con un’altro uomo, anche se finora trattasi di caso meramente teorico.
Se lei collabora nella tua azienda senza alcun contratto di lavoro non ha nessun diritto economico, quindi stai attento perché se di punto in bianco insiste perché venga redatto un regolare contratto di lavoro a suo favore si sta preparando a lasciarti e chiedere il mantenimento. In questo caso, non le su può dare torto, perché da che mondo è mondo il lavoro si deve pagare: sta a te pertanto valutare – PRIMA che inizi la convivenza – se è il caso di coinvolgerla nella tua attività: cosa che comunque è sconsigliabile, come ti direbbe ogni buon legale.
Se hai dei figli con la tua convivente li dovrai riconoscere o, in ogni caso, ti può venire imposta la paternità. Di converso, lei sarà sempre e comunque libera di abortire o meno o di disconoscere la propria maternità alla nascita. Ciò vuol dire che il fatto di essere conviventi non ti conferisce una maggiore libertà, o maggiore facoltà di quelle che vengono riconosciute nell’ambito del matrimonio.
Il riconoscimento di paternità è infatti il negozio giuridico fondamentale successivo all’evento riproduttivo vero e proprio. Solo da quel momento, infatti, avrete dei diritti e dei doveri nei confronti dei Vostri figli. Attenzione, però, perché nel caso che le cose tra te e la tua convivente vadano male, si applicheranno ai figli le stesse regole che vigono nel matrimonio in termini di affido e mantenimento: ciò vuol dire che malgrado la legge sull’affido condiviso tu ti troverai fuori casa e potrai vederli solo nei modi e tempi decisi dal tribunale, continuando a pagare danaro a piè di lista senza sapere cosa la tua ex se ne fa effettivamente. In altri termini, la convivenza non ti tutela dalla separazione dai figli. Le statistiche infatti ci dicono che, anche in caso di affidamento congiunto, i figli saranno “collocati” presso la madre, nella casa famigliare assegnata alla madre, anche se di tua proprieta’ e dovrai contribuire al loro mantenimento con una media di 500 euro/mese e vedrai i tuoi figli un pomeriggio a settimana ed nei week-end alternati
Inoltre:
• se insorgono contrasti per l’affidamento dei figli sarà il Tribunale dei Minorenni a decidere ogni questione.
• Se insorgono contrasti per il mantenimento dei figli, dovrai invece rivolgerti al Tribunale Ordinario.
Ricordati che se la convivenza finisce, malgrado sia durata a lungo, lei non hai acquisito alcun diritto al mantenimento, ma solo al mantenimento per i figli nati dalla vostra unione, se tu li ha riconosciuti, anche se sono affidati esclusivamente a lei; dovrai, altresì, rimborsare parte delle spese straordinarie che lei sosterra’ per i figli quali, ad esempio spese mediche, spese mediche specialistiche, spese per motivi di studio; avrai, inoltre, perso il diritto ad ottenere l’assegnazione della casa in cui siete vissuti insieme o, in ogni caso, anche se la casa e’ di proprieta’ di una terza persona, p.es. i tuoi genitori, la tua convivente puo’ ottenere l’assegnazione della casa famigliare, lei certamente puo’ subentrare nel contratto di affitto se intestato a te. Se avete fatto degli acquisti insieme i beni verranno assegnati rispettivamente a chi li ha acquistati. Ricordati di conservare le fatture di tutti i beni da te acquistati, se ti separi potranno essere utili per ottenere i relativi beni o il controvalore in denaro.
Se la tua convivente muore non avrai diritto alla sua eredità né alla pensione di reversibilità, se però hai dei figli con questa persona, essi saranno eredi a tutti gli effetti concorrendo nel patrimonio della madre con altri eventuali figli nati da un precedente matrimonio.
Potrai partecipare all’eredità solo se la tua compagna ha fatto un testamento a tuo favore, rispettando le quote che spettano agli eredi necessari quali l’eventuale coniuge non divorziato, i figli, i suoi genitori; questo vale anche nel caso in cui convivi o hai un rapporto stabile con un’altra uomo.
Se convivi con una donna sposata con un’altro uomo o da questo legalmente separata, sappi che in caso di sua morte sarà l’altro uomo l’erede e, a meno che lei non abbia disposto testamento nei tuoi confronti, non parteciperai in nessun modo alla sua eredità.
Se la tua convivente muore a causa di infortunio sul lavoro o incidente stradale puoi chiedere il risarcimento dei danni patrimoniali a tuo favore a carico di chi ha causato la sua morte, devi però dimostrare la stabile convivenza ed il fatto che la tua compagna contribuiva in gran parte al tuo mantenimento.
Attenzione:
• se scegli la convivenza, NON è opportuno, fin dall’inizio e indipendentemente dalla solidità del rapporto, una regolamentazione scritta, soprattutto degli aspetti economici del rapporto in caso di separazione.
Comunque è consigliabile intestare ogni bene comune a nome tuo, fare conservare a lei il suo lavoro, facendo tutto il possibile perché sia economicamente indipendente.
• Se avete dei conti correnti in comune controlla bene se sono cointestati anche a te o se hai solo “la firma”, in questa seconda ipotesi, infatti, la tua compagna, senza necessità di tua autorizzazione, può escluderti in ogni momento dal conto corrente. In ogni caso il tuo conto corrente lascialo intestato esclusivamente a te o cointestato a persona di tua fiducia come fratelli o genitori.
- Alla prima “impressione” di disaccordo svuota il conto corrente in comune prima che lo faccia l
Carlo Zijno
- Published by redazione in: articoli
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11 Responses to “guida alla convivenza”
Scusate, ma non è più semplice non fare certi passi se si hanno certi dubbi sulla propria “amata”???
Rimanete fidanzati a vita e ognuno a casa propria!
Certe scelte a mio giudizio devono essere accompagnate da un certo grado di convinzione.
Un idiota una volta ha detto: non l’ho potuta lasciare perchè i miei non volevano. Ora lei se l’è sposato – davvero ha fatto tutto da sola con i genitori di lui – e lui dice ai colleghi (a pochi mesi di distanza dal matrimonio): ah, ma io glielo dico sempre che se divorziamo può prendersi tutti i soldi in banca, m anon la casa chè mel’hanno regalata i miei.
Vi pare normale?
Qua la stessa cosa fate.
Difendetevi con PRESE DI COSCIENZA e SCELTE PIU’ RESPONSABILI.
Quanti ne abbiamo visti nella nostra vita di matrimoni in cui entrambi i nubenti erano graniticamente certi del passo che stavano facendo e che invece poi sono andati a scatafascio, magari con guerre devastanti tra i due?
E’ pertanto necessario, a mio modestissimo avviso (ma francamente mi sembra lapalissiano) che le persone siano informate dei potenziali pericoli a cui vanno incontro: specialmente se di sesso maschile, visto che la legge e la giurisprudenza nonché la consuetudine sociale (soltanto superficialmente scalfite dalla legge sull’affido condiviso) rendono i maschi parte debole nel matrimonio.
Continuando: che qua facciamo la stessa cosa dell’idiota che hai descritto (ma bisognerebbe sentire anche la sua versione prima di decidere se è un idiota) è un’idea tua che francamente non so da dove ti venga.
A meno di non considerare pregiudizialmente idiota qualcuno che invece di pensare solo a due cuori e una capanna si preoccupi anche dei beni materiali, specialmente se di famiglia.
Infine: sono perfettamente d’accordo con te che nella vita e a maggior ragione nel matrimonio siano necessarie PRESE DI COSCIENZA e SCELTE PIU’ RESPONSABILI, ma non a senso unico… understand?
Caspita, vi fasciate la testa prima di rompervela … ottima strategia.
Lapalissiano poi che il maschio ormai è l’elemento debole della società, perchè non fate qualcosa? Prepararlo a quello che lo aspetta, in modo da rafforzarlo! Ottimo.
Davvero reputi la persona che ho descritto un UOMO?
Scusa sai, ma dal mio piccolo punto di vista di femminuccia, per me è peggio di un ricchine! Senza palle completamente!! Ti pare normale e VIRILE che uno si faccia mettere il cappio al collo da lei per paura dei propri genitori??
Se questo è un uomo, Zijno, illuminami! Io davvero non ci arrivo (scusa essendo donna ho il 10% di cervello in meno… handicap biologico!).
E l’associazione è palese perchè non ci si può fasciare la testa (o informare sui rischi che si corrono) prima di sposarsi o di convivere. La presunzione di un rischio all’inizio è snonimo di INSICUREZZA.
Se non ti senti pronto, non lo fai il passo, questo dico.
Poi se vuoi proprio farmi un favore, mi racconti le palle, come, dove e quando le avete perse in questo modo?
Per quanto ne so, se la separazione è addebitata alla moglie, sai che si busca? Non te lo dico in siciliano!!
Chi rompe paga, non è giusto?
shine, sei pesante, lasciatelo dire. Continui ad “interpretare” quello che dico, per cambiarne il significato.
Non ho detto che quello che hai descritto è o non è un uomo (dare o negare agli altri patenti di maschilità non fa parte della mia cultura, semmai di quella di qulcun altro/altra).
Ho solo detto che prima di fare ragionamenti sui casi di una persona, srebbe giusto ed opportuno che questa potesse dare la sua versione.
Fasciarsi la testa: ti ripeto che ho visto troppe situaizoni in cui i nibendi erano graniticamente convinti di quello che facevano per poi ritrovarsi in un tempo più o meno breve in una guerra: non c’entra niente il faasciarsi la tesa, semplicemente ritengo mio dovere di buon padre di famiglia avvertire i giovani di quello che può succedere, anche in senso negativo. E’ criminale questo?
Infine: se puoi, cerva di evitare il linguaggio sprezzante, è sgradevole, non aiuta il dibattito, anche perché non penso affatto ad etichettarti come “femminuccia” (dare del “maschietto” o della “femminuccia” a qualcuno che non è d0accordo con me non fa parte anche in questo caso della mia cultura).
Avere le palle: il concetto si può definire in tanti modi, ognuno ha il suo, il dibattito è aperto, ma sinceramente parlando vorrei che fosse (finalmente) definita da qualcuno di sesso maschile, visto che io non mi permetto di definire il concetto di “avere l’utero” ed anche in questo caso ci tengo alla reciprocità.
Caro, no avrei nuulla da recliminare se l’antagonista dei tuoi maunali da sopravvivenza, non fosse sempre l’amata.
Perchè non scrivi anche dei manuali per le donne?
Riguardo a cuori e capanne, l’Amore o c’è o non c’è. quando c’è funziona, tutto il resto è IPOCRISIA E MENZOGNA.
Ti consiglio di leggerti Galimberti “Le cose dell’Amore”, e di farne un bel riassunto da postaree qui.
Perchè oltre che insegnare come difendersi nella patologia, dovremmo tutti predicare la PREVENZIONE!!!!
Sulla prevenzione, sono d’accordo con te. Sul resto, però, no: nel senso che non si può dire, a mio avviso, “o l’amore c’è, o non c’è”, perché sappiamo bene che oggi c’è ma domani può non esserci. E allora? E allora… i casi umani sono tanti, E fra i tanti ci sono pure quelli sgradevoli, o sgradevolissimi. E bisogna tenere conto anche di questo.
I undestand, conosco le “menzognere”, per mia fortuna sono stata eduata diversamente.
+r
Io sono una Donna con l’UTERO e 4 PALLE (2 TETTE e 2 OVAIE!).
Ora visto che non ti piace come parlo, facciamo così, mi adeguo al tuo stile e ti chiedo gentilmente, visto che parli di nubendi) di redigere anche i manuali per le SIGNORINE e le SIGNORE!
Tu sei per la parità, no? E non dubito che tu sia anche un vero gentiluomo nonchè ottimo marito.
Allora tutela anche noi, diffonderò i tuoi manuali (x M e x F) in tutta la rete!!
E cmq, io interpreto e traviso (sarò psicopatica?) ma tu non rispondi mai alle mie domande! codardo?
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