di Fabio Nestola

Repubblica.it – agosto 2009Gli ultimi dati ISTAT (annuario 2009) riguardanti la crisi delle famiglie riferiscono che la separazione consensuale è la scelta più diffusa (86,3% dei casi). Nel 2007 sono aumentati sia i divorzi (2,3%, in totale 50.669), sia le separazioni (1,2%, totale 81.359), Cresce di molto anche l’affidamento condiviso dei figli, pari alla metà dei casi di divorzi (era 28% nel 2006) e ai due terzi per le separazioni; l’affidamento esclusivo alla madre diminuisce: 25,6% per le separazioni (era 58,3) e 46,1 per i divorzi (67,1%).——–

 

PROCEDIMENTI 2007 Variazione rispetto al 2006

 

separazioni 81.359 + 1,20%
divorzi 50.669 + 2,30%
totale 132.028  

 

AFFIDO CONDIVISO 2006 2007

 

separazioni - separazioni 66,00%
divorzi 28,00% divorzi 50,00%

 

AFFIDO  ALLA MADRE 2006 2007

 

separazioni 58,30% separazioni 25,60%
divorzi 67,10% divorzi 46,10%

 

Dall’analisi dei dati ISTAT,  ripresi dai media e commentati come un grande successo dell’affido condiviso, emerge una realtà sconcertante relativa all’anno 2007:

-       oltre un genitore di sesso maschile su 4 è stato giudicato pericoloso per la prole

-       poco meno di 2 su 4 nei divorzi sono stati giudicati pericolosi per la prole.

Giova ricordare che l’unico criterio di deroga dall’affido condiviso dovrebbe essere la violazione degli interessi del minore 

«Art. 155-bis. – (affidamento a un solo genitore e opposizione all’affidamento condiviso) Il giudice può disporre l’affidamento dei figli ad uno solo dei genitori qualora ritenga con provvedimento motivato che l’affidamento all’altro sia contrario agli interessi del minore

Dovrebbero quindi, in teoria, esservi decine di migliaia di “provvedimenti motivati” che giustificano nel dettaglio, caso per caso, perché la presenza paterna è contraria agli interessi dei minori.

Nella realtà tali “provvedimenti motivati” non esistono; non sono rari, incompleti o altro, semplicemente non esistono.

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