articolo apparso per la prima volta sul vecchio  ”MetroMaschile” in data 1 aprile 2009

In Albania l’antico codice denominato “Kanun” (canone) prevedeva l’istituto delle “vergini giurate”. Il Kanun è una raccolta di leggi e norme comportamentali codificata nel XV secolo da un principe cristiano (Lekë Dukagjinit, che per estensione dei possedimenti e potenza potremmo considerare come un vero e proprio re d’Albania), poi adattato (ma si tratta di particolari) alle varie regioni del paese.

Uno degli istituti che ivi sono disciplinati è quello delle “vergini giurate”: donne che, in età giovanile, si impegnano a rinunciare (tramite appunto un giuramento) alle loro prerogative femminili, che nell’antica società albanese significava non soltanto rinunciare allo status di madre e moglie, ma anche – visto che non era tollerabile che esistesse una donna adulta che non fosse suora o sposata – rinunciare ai segni esteriori della propria femminilità (cura della bellezza, abiti femminili, etc.) per divenire una sorta di “uomo onorario” (burrnesh).

 Il fenomeno è durato fino alle porte dell’età moderna tanto è vero che di loro ne esistono ancora alcune, benché molto anziane, ampiamente studiate ed intervistate. Secondo la vulgata corrente esse sarebbero vittime del solito sistema patriarcale, in quanto il giuramento si pronunciava per sopperire alla mancanza di figli maschi in casa.

In realtà, a leggere il Kanun e le interviste alle signore in questione, il giuramento poteva essere pronunciato per i più svariati motivi oltre a quelli sopradetti: per evitare un matrimonio indesiderato (o il matrimonio tout court), per semplice voglia di intraprendere uno stile di vita maschile, per ribellione alla famiglia, oppure in onore di un fratello scomparso…. Eccetera.

All’atto pratico: una volta pronunciato il giuramento le ragazze rinunciavano ai loro vestiti, ai loro capelli, ad ogni velleità matrimoniale o erotica ed iniziavano ad essere considerate dalla società come uomini a tutti gli effetti, con tutti i pro ed i contro del caso in termini di responsabilità, poteri e doveri.

Ora, secondo me è interessante notare l’aspetto fisico che queste persone finivano per assumere con il passare degli anni.  Basta una ricerca su google immagini per rendersi conto  che queste persone  hanno assunto definitivamente l’aspetto di uomini benché non si dichiarino affatto omosessuali o trans gender (almeno le poche che sono ancora vive): semplicemente, la lunga pratica di uno stile di vita maschile ed il contatto costante con il gruppo degli uomini le hanno completamente trasformate. Infatti vivono come uomini, pensano come uomini, hanno le abitudini degli uomini (fumare, bere, etc) ed alla fine… sono uomini. L’energia del maschile le ha contaminate in tale profondità da cambiarne in qualche modo lo stesso codice genetico.

Il sospetto, ragionando su queste cose, è che la nostra identità sessuale (di uomini e di donne) sia molto più manipolabile di quello che pensiamo.

A questo punto però (vecchia frase ad effetto) la domanda sorge spontanea: quando vedete in giro i ragazzi di oggi con il corpo depilato, le sopracciglia lavorate, il capello da parrucchiere ed il fondotinta, cosa vi viene da pensare?

Io – ve lo dico fuori dai denti e poi fate di me ciò che volete – ritengo che, per il nostro bene e della società tutta, si debba smettere (perlomeno da parte degli uomini) di adottare, propagandare e incensare stili di vita e tendenze che di maschile non hanno proprio nulla. E che dovremmo ricominciare, ogni tanto, a parlare tra noi.