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	<title>AltroSenso</title>
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	<description>riflessioni sul Mondo Nuovo</description>
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		<title>Liberi e fecondi</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 22:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitto dei sessi]]></category>

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		<description><![CDATA[ Scusa la domanda (è semplice curiosità), ma tu sei un professore, uno scrittore o cosa? E Misterxy? Di cosa si occupa? 
^^^^^^^

Caro Andrea, nel dettaglio ti risponderò con un MP,  ma ne prendo volentieri spunto per commentarla, in quanto la tua domanda solleva un&#8217; interessante questione.
Da dove vengono, quali professioni esercitano, che storia hanno alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><em> <span style="color: #0000ff">Scusa la domanda (è semplice curiosità), ma tu sei un professore, uno scrittore o cosa? E Misterxy? Di cosa si occupa? </span></em></p>
<p style="text-align: center"><em><span style="color: #0000ff">^^^^^^^</span></em></p>
<address></address>
<p>Caro Andrea, nel dettaglio ti risponderò con un MP,  ma ne prendo volentieri spunto per commentarla, in quanto la tua domanda solleva un&#8217; interessante questione.</p>
<p>Da dove vengono, quali professioni esercitano, che storia hanno alle spalle gli attivisti del Momas?  Qual è il loro retroterra culturale?  Che studi hanno compiuto, insomma, chi sono? C&#8217;è tra loro un tratto comune?</p>
<p>La vastità e la profondità dell&#8217; elaborazione intellettuale che l&#8217;insieme del Momas ha prodotto (e sta producendo), l&#8217;ampiezza delle conoscenze che vi sono state riversate e che ogni giorno vi si manifestano, inducono a pensare <a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2012/01/Bibltop.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1033" title="Bibltop" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2012/01/Bibltop.jpg" alt="" width="98" height="143" /></a>che in buona parte gli attivisti siano degli intellettuali di professione (come si usa dire): insegnanti, docenti universitari, scrittori, ricercatori, formatori in aziende private, psicologi etc.. Ipotesi giustificata, ma in questo caso depistante.</p>
<p>Non che manchino del tutto psicoterapeuti, insegnanti, avvocati, ma la loro presenza è marginale (e defilata). Il corpo grosso del Momas è infatti costituito da uomini che hanno coltivato interessi culturali che erano e sono laterali ed estranei rispetto alla loro professione.</p>
<p>Il fatto è che &#8211; per fortuna &#8211; dediti a studio e riflessione quotidiana, alla costante osservazione dei fatti sociali,  alla cura della memoria, non sono solamente gli intellettuali di professione, ma moltissimi altri, ignoti e oscuri. E&#8217; da questo giacimento sociale che, in sostanza, provengono gli uomini del Momas, non solo quelli del nucleo storico, ma anche, per quanto mi è dato di capire (è chiaro che non tutti fanno &#8220;outing&#8221; ) anche le nuove leve e i debuttanti.</p>
<p>Vi si trovano dunque coloro che non ci si aspetterebbe di trovare, mentre &#8211; e qui è il busillis &#8211; mancano quelli che dovrebbero esserci. Quelli che, per così dire,  ne avrebbero l&#8217;obbligo istituzionale.</p>
<p>Si potrebbe dire di loro quel che Fermi disse degli extraterrestri: &#8220;Se davvero esistono, dove sono?&#8221;. Ossia, se esistono, perché non si fanno vedere?</p>
<p>Nel nostro caso la risposta è agevole: perché non possono. Gli intellettuali di professione &#8211; proprio perché tali &#8211; non possono combattere la battaglia della QM e prima ancora, sono impediti di vederla, pensarla, immaginarla.</p>
<p>Si potrebbe approfondire l&#8217;intrigante questione, ma a risolvere l&#8217;enigma vengono tutti gli esempi storici delle grandi trasformazioni culturali e politiche: nessuna di esse è mai nata nelle università, nei centri studi, nelle istituzioni consolidate.  Per non andar lontani, il femminismo stesso non è nato nelle austere aule universitarie, vi è entrato dopo.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2012/01/Univ1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1034" title="Univ1" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2012/01/Univ1.jpg" alt="" width="150" height="113" /></a></p>
<p style="text-align: center">L&#8217;Accademia è sterile.</p>
<p>Lo spirito creativo, le idee matte (nel bene e nel male) stanno comunque fuori dalle severe colonne della cultura e dei saperi istituzionalizzati, dimora delle conoscenze &#8220;legittime&#8221;, del pensiero &#8220;compatibile&#8221;, della trasgressività limitata, là dove vagano &#8211; eruditi sì, ma guardinghi &#8211; spiriti cristallizzati in anime esangui.</p>
<p>Come nel passato, la libertà feconda sta altrove: vive e combatte nel mondo.</p>
<p>RDV</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tassa sul maschio: lo spread della colpa.</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2011/11/19/tassa-sul-maschio-lo-spread-della-colpa/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 09:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitto dei sessi]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
C&#8217;è da pagare lo spread F/M

Siete contenti?
***
Ci siamo dunque.
Monti ha promesso imposte differenziate tra M e F. C&#8217;è infatti un altro debito da pagare, quello accumulato dai maschi nel corso dei millenni.  E&#8217; la colpa collettiva della storia come crimine e  rapina, come privilegio e stupro. La colpa della storia come &#8220;universale usurpazione maschile&#8221; .
Il debito è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<h2 style="text-align: center"><span style="color: #0000ff">C&#8217;è da pagare lo spread F/M</span></h2>
<h3 style="text-align: center"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/11/PagaTasse.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-999" title="PagaTasse" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/11/PagaTasse.jpg" alt="" width="120" height="83" /></a></h3>
<h3 style="text-align: center"><em>Siete contenti?</em></h3>
<p style="text-align: center">***</p>
<p style="text-align: left">Ci siamo dunque.</p>
<p style="text-align: left">Monti ha promesso imposte differenziate tra M e F. C&#8217;è infatti un altro debito da pagare, quello accumulato dai maschi nel corso dei millenni.  E&#8217; la colpa collettiva della storia come crimine e  rapina, come privilegio e stupro. La colpa della storia come &#8220;universale usurpazione maschile&#8221; .</p>
<p style="text-align: left">Il debito è colossale ed è ora di incominciare a pagarlo. <strong><em>Siete contenti?</em></strong></p>
<p style="text-align: left">La prima proposta aperta (anni fa) di tasse incrementali sul maschio &#8211; in quanto maschio &#8211; è di Schyman Gudrun, femminista svedese. Come in tutte le altre occasioni venne giudicata idea demenziale, assai più che fantapolitica, delirio in distillazione. Ipotesi aberrante che qui mai avrebbe attecchito &#8230;come infatti si vede.</p>
<p style="text-align: left">Ma questa imposta sul maschio è benvenuta perché potrebbe davvero trattarsi del primo boomerang, della campana  che la storia attendeva per <a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/11/FemBoom.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-998" title="FemBoom" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/11/FemBoom.jpg" alt="" width="66" height="99" /></a>svegliare i maschi dal loro stupefacente sonno autolesionista.</p>
<p style="text-align: left">Dice Sangas: &#8220;Non c&#8217;è da farsi illusioni. Gli UU stanno già trangugiando così tante rapine che anche questa verrà digerita&#8221;.</p>
<p style="text-align: left">Dice Galgio: &#8220;Lo status della femmina vittima è una potenza che fa saltare tutti gli equilibri e finché quello durerà non ci sarà rimedio&#8221;.</p>
<p style="text-align: left">Hanno ragione. Ma forse anche il masochismo maschile ha un limite. Forse quel bisogno impellente, quella bruciante sete di espiazione che avvelenano i maschi, non sono senza fondo.</p>
<p style="text-align: left">Forse è rimasta in loro una scintilla di vita, di autorispetto, di dignità.  Forse il loro sonno non è eterno e questo è lo squillo del risveglio.</p>
<p style="text-align: left">Pagheremo dunque lo spread del vero debito che nasce dalla vera colpa: essere nati maschi. Vi chiedo: <strong><em>siete contenti?</em></strong></p>
<p style="text-align: left">RDV</p>
<p style="text-align: left"> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sono una mamma&#8230;</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2011/10/24/sono-una-mamma/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 20:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitto dei sessi]]></category>

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		<description><![CDATA[Buongiorno, sono una mamma che si sta separando.
Magari vi chiederete perchè scrivo a voi; è come buttarsi in bocca al nemico.
Invece io non credo che dovrebbe essere così. Perchè anche se separati, i genitori rimangono sempre genitori dei figli e come tali non dovrebbero litigare riguardo al loro benessere.
Quindi quello che non capisco è perchè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } -->Buongiorno, sono una mamma che si sta separando.</p>
<p>Magari vi chiederete perchè scrivo a voi; è come buttarsi in bocca al nemico.</p>
<p>Invece io non credo che dovrebbe essere così. Perchè anche se separati, i genitori rimangono sempre genitori dei figli e come tali non dovrebbero litigare riguardo al loro benessere.</p>
<p>Quindi quello che non capisco è perchè i padri e le madri devono essere messi su due piani diversi dalla società e dalla legge.</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/10/figlicontesi.jpeg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-978" title="figlicontesi" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/10/figlicontesi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Per me i figli hanno bisogno di entrambi i genitori e, nel caso in cui tutti e due siano in grado di ricoprire tale ruolo, pur riconoscendo ad uno solo dei due il diritto di coabitarvi per ragioni ovvie di sopravvivenza civile, il tempo e le ragioni economiche di entrambi devono essere paritariamente riconosciuti.</p>
<p>Per me crescere ed educare i figli è sia un diritto che un dovere dei genitori che non può mai venire meno.</p>
<p>Quello che non capisco è perchè, io che capisco la necessità dei miei figli di avere un padre che sia partecipe attivamente alla loro vita e ho accettato un assegno di mantenimento più basso purchè lui li tenga più spesso con sè, vengo considerata come una madre degenere e snaturata perchè tutti pensano che sia compito prioritario della madre dover crescere i figli.</p>
<p>Se la mentalità comune è questa, non mi meraviglia che sia così difficile attuare leggi che non siano discriminatorie per i padri!</p>
<p>Mio marito stesso, che prima mi accusava di avergli tolto i figli quando ho deciso di separarmi, ora si lamenta perchè li deve venire a prendere e poi portare a pallavolo o in piscina quando li ha lui, perchè spreca benzina e perchè sono adolescenti e sempre impegnati.</p>
<p>Ora, se io avessi preteso più soldi, potrei capire le sue recriminazioni, ma proprio perchè sono io che ho deciso di lasciarlo, ho accettato di recarmi da un avvocato scelto da lui, ho accettato una cifra minore dato che ha dovuto trovarsi una casa, gli ho lasciato tutti i risparmi comuni tranne quelli destinati allo studio dei figli (che ero disponibile ad intestare direttamente a loro), ero part-time e mi sono trovata subito un lavoro a tempo pieno&#8230;</p>
<p>Io amo i miei figli e per questo capisco quanto abbiano bisogno del padre. Non si può fare una legge che sia così aleatoria e lasci così tanti punti oscuri in materia di affidamento. Per me non è una questione di soldi, ma proprio di benessere psichico di tutti.</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/10/figlicontesi2.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-979" title="figlicontesi2" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/10/figlicontesi2.jpeg" alt="" width="96" height="136" /></a>Pertanto dovrebbero essere compilate linee guida per i giudici e gli avvocati divorzisti che regolamentino la materia in modo più esplicito. Poi, nei casi in cui i coniugi abitino molto lontani, o ci siano altre difficoltà oggettive, allora e solo allora si potrà lasciare maggior discrezionalità al giudice.</p>
<p>Penso che sia le associazioni di padri che quelle delle madri dovrebbero essere concordi e lavorare insieme in modo da tutelare sempre di più i diritti dei loro figli. Lasciando fuori il tornaconto economico personale.</p>
<p>Una mamma.</p>
<p style="text-align: center">***</p>
<p><span style="color: #0000ff">Cortese Sig.ra Mamma,</span></p>
<p><span style="color: #0000ff">che gli UU siano nemici delle DD lo ha stabilito il femminismo. E sia. Qui però trova un nemico leale. Forse cinico, ma di sicuro leale. </span></p>
<p><span style="color: #0000ff">Lei parte da una prospettiva soggettiva, la sua storia in corso di evoluzione, inquadrandola a tratti in quella oggettiva (generale).  Nelle sue righe ci sono dunque questioni e piani che si intrecciano. </span></p>
<p><span style="color: #0000ff">1- In parte descrive il &#8220;dover essere&#8221; delle cose, dei rapporti tra ex nei confronti dei figli. Concordo con quello che lei dice, che infatti contrasta con il dogma femminista secondo cui avere un genitore (la madre) è sufficiente, ciò sulla base della fandonia per cui femmine e maschi, madri e padri,  sarebbero uguali e intercambiabili. </span></p>
<p><span style="color: #0000ff">2- Dice di non aver preteso ciò che avrebbe potuto pretendere sul piano economico. Brava. Però avrebbe potuto ridurre l&#8217;ex quasi in miseria. Il che conferma quando sostengono quelli del Momas: il destino del separato dipende dalla volontà della ex. Se vuole ridurlo in mutande, può farlo. Una condizione di dipendenza e subordinazione che sarebbe intollerabile e non tollerata dalle DD. E invece gli UU l&#8217;hanno tollerata in silenzio per decenni. Adesso qualcuno dice che questa subordinazione deve fi<span style="color: #0000ff">nire.</span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff">3- Si capisce che ogni condivisione crea problemi che nella gestione monocratica del rapporto con i figli non ci sono</span><span style="color: #0000ff"><span style="color: #0000ff">. Superfluo farne l&#8217;elenco. Ma questo è il prezzo da pagare per entrambi e deve essere pagato alla pari. </span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff">4- L&#8217;ex si lamenta di dover fare cose che non gli garbano? Deve svolgere compiti &#8220;da mamma&#8221;? Li deve fare e basta. Ma lei svolge quelli da &#8220;papà&#8221;? Ad es. accetta di essere &#8220;odiata&#8221; dal figlio imponendogli regole e limiti? Restando ferrea nel &#8220;no&#8221; quando è &#8220;no&#8221;? Gli consente di correre dei rischi o lo tiene a guinzaglio corto, di modo che diventi handicappato? C&#8217;è un lato dell&#8217;essere padri mica tanto piacevole. Lei se lo accolla davvero o solo nelle intenzioni? In fondo è più facile per un padre fare da madre che il contrario. Se n&#8217;è accorta?<br />
</span></p>
<p><span style="color: #0000ff">5-  <span style="color: #000000"><strong><em>&#8220;&#8230;v</em></strong></span></span><span style="color: #000000"><strong><em>engo considerata come una madre degenere e snaturata perchè tutti pensano che sia compito prioritario della madre dover crescere i figli&#8221;. </em></strong><span style="color: #0000ff">Qui ho difficoltà a capirla. O lei vive in qualche an<span style="color: #0000ff">tro sperduto delle Valli del Natisone o sulle Madonie oppure </span></span><span style="color: #0000ff">sta descrivendo una realtà proiettiva,  che non è fuori di lei, ma nel suo immaginario. A meno che il figlio sia ancora da svezzare,  non conosco ambiente in cui un simile capo di imputazione potrebbe caderle addosso, semmai il contrario: ecco una ex che non ricatta il marito! Le potrà comunque giovare l&#8217;imprimatur  e l&#8217;approvazione degli UU del Momas, dei &#8220;nemici&#8221;, sostenitori dichiarati della bigenitorialità a vita.<br />
</span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="color: #0000ff">Ha il nostro salvacondotto:  può girare tranquilla&#8230;</span></span></p>
<p>Rino DV</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="color: #0000ff"><br />
</span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il pioniere</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 18:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[
IL PIONIERE (DEI PIONIERI)
***


In questi giorni  &#8211; venticinque anni fa &#8211; Misterxy digitava la sua prima lettera di critica, smascheramento e condanna ad un quotidiano, in risposta ad articoli e commenti celebrativi dell&#8217;ingresso delle DD nelle Forze Armate, &#8220;conquista&#8221; femminista a quei tempi sognata e &#8211; apparentemente &#8211; irraggiungibile.  Ma poi raggiunta senza colpo ferire. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/10/pioniere31.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-953" title="pioniere3" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/10/pioniere31.jpeg" alt="" width="90" height="134" /></a></p>
<h2 style="text-align: center"><span style="color: #ff9900">IL PIONIERE (DEI PIONIERI)</span></h2>
<p style="text-align: center">***</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center"><em>In questi giorni  &#8211; venticinque anni fa &#8211; Misterxy digitava la sua prima lettera di critica, smascheramento e condanna ad un quotidiano, in risposta ad articoli e commenti celebrativi dell&#8217;ingresso delle DD nelle Forze Armate, &#8220;conquista&#8221; femminista a quei tempi sognata e &#8211; apparentemente &#8211; irraggiungibile.  Ma poi raggiunta senza colpo ferire. Come le altre.</em></p>
<p style="text-align: center"><em>****<br />
</em></p>
<p style="text-align: left">Prima missiva cartacea di una serie ininterrotta di interventi lanciati in ogni direzione nel tentativo di spezzare il tabù, di incrinare la muraglia del conformismo assoluto, della cecità totale, della infinita viltà maschile.<a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/10/olivettlett2.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-933" title="olivettlett2" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/10/olivettlett2.jpeg" alt="" width="132" height="96" /></a></p>
<p>In una solitudine vertiginosa, quel pioniere ha combattuto la giusta battaglia sopportando lo scherno e la derisione, subendo insulti e dileggi. Imperterrito, senza sbandamenti è stato la bussola di se stesso e ha continuato ininterrottamente a far sentire la nuova, antica verità. Non si sa di altre voci nel deserto di quegli anni.</p>
<p>Nella solitudine assoluta ha intuito, ha capito, ha riflettuto. Ha sentito, ha percepito e non ha avuto paura.</p>
<p>Nel buio più totale, senza aiuto,  senza appoggi e  senza la speranza di poterne trovare nella comunità prossima e men che meno altrove, ha perseverato, fino al giorno in cui, nata la rete, scoprì finalmente di non essere solo.</p>
<p>Bisogna avere una sensibilità straordinaria, un coraggio da temerari, una energia inesauribile, per entrare da soli nei continenti nemici dove  l&#8217;aria stessa è avvelenata e la tua presenza scandalosa.</p>
<p>In verità  la mia personale stima per quest&#8217;uomo va ben oltre, giacché si fonda su motivazioni ancora più profonde,  ma che sia stato il pioniere di questa nostra giusta battaglia è un fatto incontrovertibile che sta nella storia del Momas. Chapeau! Misterxy.</p>
<p>Vox clamantis in deserto, quando era deserto vero, a perdita d&#8217;occhio e salatissimo.</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/10/pioniere1.jpeg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-935" title="pioniere1" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/10/pioniere1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Poi venne il Web e fu un&#8217;altra Era.</p>
<p>Rino DV</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La piramide, la bugia, la rovina</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2011/06/21/la-piramide-la-bugia-la-rovina/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 20:32:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitto dei sessi]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo capito che si può mentire sia con le verità che con le bugie e con una miscela delle due.  Certo, nel mentire, le verità sono insostituibili, ma anche le menzogne più smaccate possono giovare.  Una delle fondamentali dice che M ed F sono uguali. Da ciò deriva una bella cascata di conseguenze antimaschili davvero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo capito che si può mentire sia con le verità che con le bugie e con una miscela delle due.  Certo, nel mentire, le verità sono insostituibili, ma anche le menzogne più smaccate possono giovare.  Una delle fondamentali dice che M ed F sono uguali. Da ciò deriva una bella cascata di conseguenze antimaschili davvero ghiotte, da leccarsi i baffi. E le ferite.</p>
<p><em><strong>Il diritto di realizzarsi e il dovere di sopravvivere</strong></em></p>
<p>Chi negherebbe che anche le DD hanno il diritto di procacciarsi un reddito, di intraprendere una carriera, di realizzarsi nella professione?  Peccato che a questo diritto femminile non corrisponda il simmetrico maschile, ma il  suo antispeculare: il dovere.</p>
<p>La grande mistificazione in cui viviamo ci ha resi ciechi di fronte al fatto che una donna che non abbia reddito proprio può avere, ed ha, una vita sociale perfettamente soddisfacente, piena  e completa. Tutti i bisogni della scala di Maslow sono soddisfatti: salvo quello apicale. Dalla gioventù alla vecchiaia.</p>
<p>Le ragazze senza reddito, come fu  e come è ancora, hanno i fidanzati che le  raccolgono e le <a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/06/loverscar2.jpeg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-917" title="loverscar2" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/06/loverscar2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>riportano a casa, che le conducono alle feste, ai momenti conviviali, agli incontri con gli amici,  alle gite, al cinema. Hanno uomini che pagano loro la pizza e qualche cena, che fanno i regali, che si accollano le ferie. Hanno chi le accompagna e riaccompagna in ogni luogo, spesate di tutto. Hanno poi – e si capisce &#8211; la vita sessuale che desiderano.  Il maschio non ha nulla di questo giacché nella relazione è quello che dà tutto, in cambio del sesso e un po&#8217; di comprensione. Dà &#8230;se ha qualcosa da dare.</p>
<p>Le femmine possono avere, hanno avuto e hanno una vita sociale pienamente soddisfacente pur senza avere alcun reddito. Un ventenne che non ne ha si trova la vita sociale dimezzata, se non preclusa, e la continenza come “opzione”.  Rischia la segregazione sociale, la solitudine, la castità,  la depressione e il disprezzo degli altri e di se stesso. Lo si insulta e sbeffeggia con l&#8217;epiteto di “sfigato&#8221;.</p>
<p>Quel che vale in gioventù vale dopo, giacché nulla muta. Le femmine senza reddito – la grande maggioranza nel passato – hanno avuto la metà (e più della metà) di quel che aveva il marito. Stessa casa, alimentazione, cure, viaggi, relazioni sociali, divertimenti etc. . Qualche vestito e qualche capriccetto in più a compensare il bere e il fumare di lui. Una sola cosa mancava: la realizzazione di sé nella professione, come se gli uomini trovassero la propria nel lavoro. Mentre ci trovano il minimo: il pane, la vita sessuale, le relazioni umane e la socialità di base. Il minimo basale.</p>
<p><em><strong>Sulla piramide di Maslow</strong></em></p>
<p>Eppure, di fronte al gran numero di disoccupati e al più grande ancora dei precari, noi -  obnubilati -  mettiamo sullo stesso piano quelle che hanno tutto, salvo la realizzazione di sé, con quelli che non hanno nulla e che sognano il minimo elementare: come un miraggio.</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/06/maslow1.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-914" title="maslow1" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/06/maslow1.jpeg" alt="" width="225" height="225" /></a><br />
Mentre le une sono “frustrate” nella ricerca di quel tesoro che sta al vertice della piramide, gli altri sono impediti nell&#8217;ottenere il minimo assoluto che ne sta alla base.</p>
<p>Tuttavia, giacché menzogna dice che sono uguali, vanno trattati nello stesso modo. Quasi. C&#8217;è qualche doveroso aiutino per quelle che – per definizione – non possono diventare “sfigate”.</p>
<p>Sovrana menzogna a fondamento di un&#8217;intollerabile ingiustizia, madre maligna di immensi mali individuali e sociali. Presenti e futuri.</p>
<p>Rino D.V.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>I bordelli della Materia</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2011 09:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[

La profanazione delle Feste: sacre e profane

***
Cresce il numero dei super-ipermercati aperti la domenica, su licenza delle Giunte di Destra, di Centro e di Sinistra.
Affinché le masse si riversino ogni santo giorno nella bolgia del consumo, affinché crescano in obesità i corpi e le discariche ed ogni giorno sia &#8230;speso bene. Finché non vi saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">
<h2 style="text-align: center">La profanazione delle Feste: sacre e profane</h2>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">***</p>
<p>Cresce il numero dei super-ipermercati aperti la domenica, su licenza delle Giunte di Destra, di Centro e di Sinistra.</p>
<p>Affinché le masse si riversino ogni santo giorno nella bolgia del consumo, affinché crescano in obesità i corpi e le <a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/05/supermarket1.jpeg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-895" title="supermarket1" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/05/supermarket1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>discariche ed ogni giorno sia &#8230;speso bene. Finché non vi saranno più giorni sacri, solo profani. Quelle masse che andavano a Messa,  ora disertano le chiese e si radunano nei Templi dell&#8217;ultima religione, a celebrarne i riti. Immondi,  giacché immondizia è quella che producono. E percolato, non altro.</p>
<p>Ma la Materia non è sazia e oggi aggredisce le feste laiche, sotto il mantello del &#8220;rispetto per il turista&#8221; e della &#8220;libertà di impresa&#8221;. Osate obiettare? Botteghe e negozi, super e iper e transmercati e outlet e store e mall a porte oscenamente spalancate.</p>
<p>Certo, la Domenica, il XXV Aprile, il I° Maggio  erano feste di credenti: in Dio o nell&#8217;Umanità. Riunioni attorno al Sacro e al Simbolico, manifestazioni diverse  di Fede e di Speranza, vissute nella preghiera e nella memoria, nella meditazione e nella riflessione, nel silenzio e nel canto, rivolte a ciò che è immateriale, che non si può comprare, non inquina, non imbratta. Rivolte al futuro, Celeste o terrestre. Si onorava Dio, ora l&#8217;iPad, si celebrava il Lavoro, ora lo shopping.</p>
<p>Liquidazioni permanenti di fine stagione per la liquidazione dell&#8217;Immateriale, la rottamazione dello Spirito nei lupanari del Consumo.</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/05/vasura3.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-894" title="vasura3" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/05/vasura3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La liquidazione del Sacro e del Simbolico procede senza sosta e senza sosta avanza nei cuori, nei ritmi, nei tempi, nei luoghi il dio Immondo che tutto lorda.</p>
<p>Si tratti di Feste sacre o profane, la medesima profanazione le aggredisce e le consuma. Dove aleggiava lo Spirito ora olezza la Materia e i suoi bordelli non chiudono mai.</p>
<p>Consummatum est!</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/05/campvenez.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-893" title="campvenez" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/05/campvenez.jpeg" alt="" width="48" height="124" /></a></p>
<p>Rino D.V.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mutande &amp; manette &#8230;infinite volte ancora</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2011/04/25/mutande-manette-infinite-volte-ancora/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2011 17:03:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contrappunto alla cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[Cinque mesi e cinque giorni in carcere, accusato di stupro. Al termine del processo il tribunale lo assolve ma non lo  risarcisce  per l&#8217;ingiusta detenzione. Motivo?
Perché  tenne una condotta gravemente colposa,  &#8220;caratterizzata da noncuranza, negligenza, imprudenza, indifferenza per  quanto da essa potesse prevedibilmente derivare&#8221;: una condotta  &#8220;avventurosa&#8221; con la quale avrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Cinque mesi e cinque giorni in carcere, accusato di stupro. Al termine del processo il tribunale lo assolve ma non lo  risarcisce  per l&#8217;ingiusta detenzione. Motivo?</em></p>
<p><em>Perché  tenne una condotta gravemente colposa,  &#8220;caratterizzata da noncuranza, negligenza, imprudenza, indifferenza per  quanto da essa potesse prevedibilmente derivare&#8221;: una condotta  &#8220;avventurosa&#8221; con la quale avrebbe &#8220;certamente&#8221; contribuito alla  adozione della misura coercitiva. L&#8217;ingenuo avrebbe dovuto mettere nel conto la possibilità di una denuncia per stupro, dato il frangente: sesso con un&#8217;estranea al culmine di una festa. In breve: se l&#8217;è cercata, poteva e doveva attendersi un simile esito,  ergo niente indennizzi.<br />
</em></p>
<p><em>Gli avvocati protestano e ricorrono in Cassazione: &#8220;E’  assolutamente illogico (e inaccettabile) sostenere che accettare  l’invito ad un incontro più intimo con una persona ad una festa,  probabilmente dopo aver bevuto un po’ più del normale, debba far  ritenere &#8220;prevedibile&#8221; che l’altra persona possa inventarsi una violenza  sessuale&#8221;. </em></p>
<p><em>Commento della giornalista: il giovane avrebbe potuto prendere in considerazione un  eventuale rifiuto della ragazza di andare avanti con il rapporto  sessuale o una reazione violenta del fidanzato, ma certo non poteva  sospettare di essere denunciato per stupro e di finire in galera per  oltre cinque mesi.</em></p>
<p><em><a href="http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/02/10/news/sss_in_carcere_e_poi_assolto_ma_non_viene_risarcito-12311380/" target="_blank">http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/&#8230;rcito-12311380/</a></em></p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2009/11/Manette.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-223" title="Manette" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2009/11/Manette.jpeg" alt="" width="113" height="117" /></a></p>
<p style="text-align: center"><!-- pre { font-family: "Courier New",monospace; }p { margin-bottom: 0.21cm; } --><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium">La nostra reazione </span></span></p>
<p><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium">Non si trova né uomo né donna, né qui né altrove, che non trasecoli e non inorridisca di fronte a simile notizia, ammesso che, con gran fatica, riesca a crederla vera. </span></span><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium">Non si può non gridare allo scandalo </span></span><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium">e  non chiedersi, sgomenti, dove andremo a finire se questo trend non si ferma.</span></span></p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center"><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium">La trappola </span></span></p>
<p><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium">&#8220;Colpa dei giudici!&#8221;,  reazione tanto istintiva e spontanea che è impossibile non farsene catturare, trappola micidiale però, in cui  cadiamo immancabilmente,  condannandoci così ancora una volta alla cecità dei dormienti. Quella che affligge l&#8217;intero Occidente.</span></span></p>
<p><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium"> </span></span><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium">Cosa dice infatti quella sentenza se non quel che i Risvegliati &#8211; noi, &#8220;deliranti&#8221; &#8211; andiamo proclamando da sempre? </span></span><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium">Che su ogni incontro pende la spada di Damocle della denuncia? Che ogni rapporto è potenziale violenza? Che avvicinarsi alla femmina è camminare su un campo minato? Che la denuncia va messa nel conto a prescindere dal se, dal come, dal perché?</span></span></p>
<p><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium">Abbiamo mai detto altro?<br />
</span></span></p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center"><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium"> </span></span><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium">Sentenza perfetta</span></span></p>
<p><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium">La sentenza è tanto “delirante” quanto lo sono le nostre parole e la nostra battaglia, perché in essa si manifesta, come un bubbone, la malattia del XXI secolo. La nuova peste.<br />
</span></span></p>
<p><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium">La sentenza è perfetta perché è il frutto di una pianta: il nuovo sistema di valori in via di &#8220;implementazione&#8221; in tutto l&#8217;Occidente. Come può una pianta non dare frutti?</span></span></p>
<p><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium">E&#8217; verissimo: il malcapitato doveva sapere che poteva venir denunciato, doveva mettere nel conto questa eventualità. Ogni uomo che non viva nel sogno di un mondo scomparso e che non si autoinganni, lo deve sapere. La sua ignoranza non è una scusa e non è più scusabile. </span></span></p>
<p><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium">Un&#8217;altra campana che suona la fine dell&#8217;era dei sogni. </span></span><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium">Eppure, quante hanno suonato ormai senza alcun esito! Quante e quante volte e dove e come dovranno ancora suonare prima che i sonnambuli rientrino in sé e i dormienti si ridestino? Prima che gli uomini comincino a vedere ciò che – in effetti – sembra inconcepibile e non si vuole vedere, perché il cuore non regge? </span></span></p>
<p><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/slipfem.jpeg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-867" title="slipfem" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/slipfem-150x125.jpg" alt="" width="150" height="125" /></a><br />
</span></span></p>
<p><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium">Quanti dovranno patirlo sulla carne viva prima di sospettare che le mutande nascondono le manette?  Quante infinite volte da altrettanto perfette sentenze?</span></span></p>
<p><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium"><br />
</span></span></p>
<p><span style="color: #2323dc"><span style="font-size: medium">Rino D.V.</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>5 x mille = zero + polvere</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2011/04/18/5-x-mille-zero-polvere/</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 17:49:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altro mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[
DIMENTICHI DI SÈ

E&#8217; sicuro che con 27.000.000 di Eu. le associazioni dei Padri Separati potrebbero fare moltissimo.
Finanziare vaste campagne nazionali di sensibilizzazione, promuovere conferenze e convegni, diffondere materiali, organizzare manifestazioni e  corsi nelle scuole e all&#8217;università. Aprire uffici, assoldare avvocati, persino comperare qualche deputato delle Commissioni Parlamentari di interesse.
Potrebbero persino aprire Case &#8211; Rifugio, nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center">
<h2 style="text-align: center">DIMENTICHI DI SÈ</h2>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/Separati4mil.jpeg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-856" title="Separati4mil" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/Separati4mil-132x150.jpg" alt="" width="132" height="150" /></a></p>
<p>E&#8217; sicuro che con 27.000.000 di Eu. le associazioni dei Padri Separati potrebbero fare moltissimo.</p>
<p>Finanziare vaste campagne nazionali di sensibilizzazione, promuovere conferenze e convegni, diffondere materiali, organizzare manifestazioni e  corsi nelle scuole e all&#8217;università. Aprire uffici, assoldare avvocati, persino comperare qualche deputato delle Commissioni Parlamentari di interesse.</p>
<p>Potrebbero persino aprire Case &#8211; Rifugio, nelle  grandi città e poi altrove. Una rete nazionale di sostegno ai Lacerati, ai Reietti, ai Dilapidati. A se stessi.</p>
<p>Ah, quante cose si potrebbero fare con 55 miliardini di lirotte, ogni santo anno. Per paragone:  18 miliardi a Medici senza Frontiere, 16 miliardi a Emergency &#8230;e via miliardando.</p>
<p>Invece il 5 x  mille dà a quelle associazioni qualcosa come 29.000 Eu. Da piangere. Ma chi è che NON dà? Quel milione* di Separati che si dimentica di essere tale. Meditiamo amici, meditiamo.</p>
<p>Se i Separati non si ricordano di costituire la prima Emergency sociale d&#8217;Italia, ricordiamocene almeno noi, pur se né padri né separati.</p>
<p>C. F. / P. Iva  ﻿95012420634 Papà Separati Nazionale (Eu. 18.200 da 400 sottoscrizioni)</p>
<p>C. F. / P. Iva  ﻿ 94024530134 Separati Lombardia  (Eu. 4.300 da 99 sottoscrizioni)</p>
<p>C. F. / P. Iva  ﻿  97152050155 Separati e tutela minori   (Eu. 3.500 da 50 sottoscrizioni ca.)</p>
<p>C. F. / P. Iva  ﻿ 94011970210  Centro Assist.za  Separati   (Eu. 1.500 da 35 sottoscrizioni ca.)</p>
<p>C. F. / P. Iva  ﻿ 97655000012  Papà  Separati e Figli   (Eu. 900 da 30 sottoscrizioni ca.)</p>
<p>C. F. / P. Iva 92088700098  Separati Liguria (?)</p>
<p>Non dimentichiamo gli Smemorati di Sé.</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/PadreBimbo1.jpeg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-855" title="PadreBimbo" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/PadreBimbo1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Rino D.V.</p>
<p>(* Separati in essere &amp; con figli minori di 14 anni, ca. &#8211; interpolazione mia).</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;altro volto del male</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2011/04/14/laltro-volto-del-male/</link>
		<comments>http://metromaschile.it/altrosenso/2011/04/14/laltro-volto-del-male/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 20:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitto dei sessi]]></category>

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		<description><![CDATA[“Risultato di questa evoluzione è il generalizzarsi della
vittimizzazione  delle donne e della colpevolizzazione
degli uomini. Senza arrivare agli eccessi di Dworkin
o di MacKinnon, la donna va pian piano assumendo lo stesso
statuto del bambino: debole e innocente. […].
Si ritorna agli stereotipi di una volta  – ai tempi
del vecchio patriarcato –  quando le donne, eterne minorenni,
ricorrevano,  per farsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right"><em>“Risultato di questa evoluzione è il generalizzarsi della</em></p>
<p style="text-align: right"><em>vittimizzazione  delle donne e della colpevolizzazione</em></p>
<p style="text-align: right"><em>degli uomini. Senza arrivare agli eccessi di Dworkin</em></p>
<p style="text-align: right"><em>o di MacKinnon, la donna va pian piano assumendo lo stesso</em></p>
<p style="text-align: right"><em>statuto del bambino: debole e innocente. […].</em></p>
<p style="text-align: right"><em>Si ritorna agli stereotipi di una volta  – ai tempi</em></p>
<p style="text-align: right"><em>del vecchio patriarcato –  quando le donne, eterne minorenni,</em></p>
<p style="text-align: right"><em>ricorrevano,  per farsi proteggere, agli uomini della famiglia. […].</em></p>
<p style="text-align: right"><em>A essere messo sotto accusa è il principio stesso di virilità. […].</em></p>
<p style="text-align: right"><em>L’accusa collettiva “sempre e ovunque”  gli</em></p>
<p style="text-align: right"><em>conferisce  [alla Male Dominance] un che di naturale,</em></p>
<p style="text-align: right"><em>di innato e universale che fa orrore”.</em></p>
<p style="text-align: right">Elisabeth Badinter, La strada degli errori. Il pensiero femminista al bivio</p>
<p style="text-align: right">
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">*****</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">LEI, CON QUALCHE RAMMARICO, DICHIARA:</p>
<p style="text-align: center">&#8220;HO AVUTO IO IL RAPTUS&#8221;</p>
<p style="text-align: center">
<p>Quando leggo Report come questo, che invio alla Vs attenzione non posso che riconoscere l’evidenza: si celebra anche così la degenerazione dei rapporti umani, l’inarrestabile traumatofilia serpeggiante in seno alla società occidentale. Oramai, tale teatro della crudeltà entro la scena del vittimismo ci sorprende sempre meno, anche se continua a turbarci emotivamente sul piano della fiducia e della tragica empatia con tanta parte dell’umanità offesa. La pratica della simulazione criminosa (a scopi di lucro, o vendetta), quella di molte violentatrici morali, è un movente che molte donne, da “crimine medio”, stanno perseguendo con l&#8217;ottusa (ed assurda) vertigine (si legge: delirio di onnipotenza) che la storia delle discriminazioni e dei totalitarismi (Terzo Reich) le riconosce.</p>
<p>A questo indirizzo, l&#8217;ennesimo &#8220;coriandolo&#8221; di fascismo al femminile: http://www.centriantiviolenza.it/</p>
<p>Nazi-femminismo non si declina al singolare; chi erano &#8211; e sono &#8211; costoro?</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/nazjugend.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-842" title="nazjugend" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/nazjugend-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nessun sistema totalitario (di destra, sinistra, che importanza ha?) potrebbe funzionare senza l&#8217;assenso amorevole, da &#8220;veleno gentile”, di più o meno anonime esecutrici, madri, sorelle, vicine di casa, concittadine divenute aperte promotrici del totalitarismo. Che hanno promosso la tortura di altre donne e altri gruppi etnici, che hanno propagandato l’umiliazione dei più deboli, che sono state corree, o solo lesivamente servili. Tutta l’antropologia femminista americana che nega “per principio” la distruttività al femminile ambisce a cancellare, per l’appunto, la memoria (e l’interesse storico per lo studio) delle partecipazioni femminili ai crimini storici, interessandosi a ridefinirli, a ricollocare tutto nell’ordine naturale, i.e. femminile, delle cose.</p>
<p>La figura del correo, non dimentichiamolo, è colpevole almeno quanto l’autore principale dell’azione criminosa, così come l’istigatrice all’atto violento (anche sotto le mistificanti spoglie dell’aggressività passiva) assolve un ruolo determinante (cioè, propriamente decisivo) in qualsiasi azione tesa a nuocere. Se poi l’intento si orienta a catturare, eliminare, o anche solo terrorizzare, donne e uomini, ragazze e ragazzi, siamo in presenza di reati inter-individuali, collettivi, in cui l’ottuso strumento dell’analisi di genere non funziona più.</p>
<p>Il famigerato programma nazista T4, comprendente l’eliminazione dei diversamente abili, efficacemente rappresentato televisivamente qualche mese fa da Paolini (che infatti, non poteva nascondere l’attiva, e “creativa”, partecipazione <a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/sbarre1.jpeg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-833" title="sbarre1" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/sbarre1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>delle donne tedesche al delirio nazionalista del “genocidio terapeutico”) come avrebbe potuto funzionare senza la &#8220;primaverile&#8221;, fatidica e metodica dedizione delle patriote, delle esecutrici, delle sorveglianti ideologiche tedesche?</p>
<p>Vox Mulierum vox dei.</p>
<p>Poiché le donne, nella famigerata vicenda degli anni 1940 hanno incontestabilmente rappresentato il sottovalutato &#8211; tragico ed eticamente inaccettabile, almeno oggi &#8211; elemento di continuità. Hanno operato da protettrici simboliche, teoriche e pragmatiche, per la gestione manageriale di un’intera organizzazione della discriminazione e dell’eliminazione collettive.</p>
<p>In quegli orribili 12 anni la teoria discriminatoria, posta alla base dello sterminio amministrato, ha funzionato come dottrina (come rischia di tornare ad essere) mistico-sociale; redentiva e promotrice di un solo gruppo nazionale di donne: quello germanico-ariano.</p>
<p>C&#8217;è stata forse una “Norimberga dei crimini femminili nazisti”? Considerati gli indicibili orrori e la disperazione che ha arrecato alle vittime (anche queste) donne, di altri gruppi etnici (soprattutto dell’est Europeo); di altre culture linguistiche; di altre nazioni?</p>
<p>Per tutto ciò, come può un individuo di genere femminile, di cultura almeno medio-bassa sottrarre (per principio) le donne classificate secondo la variabile nazionale (donne-tedesche; donne-americane) alle loro responsabilità storiche nell&#8217;organizzazione collettiva, nel mantenimento e nella copertura della violenza di massa operate da un’intera nazione? Che ruolo motivazionale hanno svolto le donne USA nell’olocausto indiano?</p>
<p>Passando alle colpe europee, Magda Goebbels venne abbagliata dalle mostrine e dalle coccarde esposte nelle adunate “funebri” del Reich? Fu un’adolescente senza rimedio, e si dovrebbe considerare come solo passivo (o solo strumentale; con rilutttanza) il rapporto che coltivò con l’antisemitismo, sentimento che quasi tutte (si ripete; quasi tutte) le donne tedesche condivisero appassionatamente coi loro “maschietti”, sciocchi ma evidentemente efficaci nel catalizzare su di loro ogni responsabilità nazionalista?  Hannah Reitsch (l&#8217;eroina germanica, il modello di fanatismo acrobatico che ogni aviatrice sogna di emulare, e che piombò su una Berlino da apocalisse wagneriana, per incontrare il &#8220;suo&#8221; Führer; morendo molto dopo, nel 1979) prese un abbaglio con i suoi trascorsi nazionalsocialisti, e come giudicare benevolmente il suo furore militarista, la sua dedizione al matriarcato nazista, il suo sordo odio per le donne slave? Il nazionalismo razziologico è un sentimento innocente ed accettabile solo perché provato da una donna? E non si trattò (in quello e in molti altri casi) invece, della classica patriota, della solita “vendicatrice protetta” (dagli uomini, dai necrofori in uniforme per cui lavorava)?</p>
<p>Intanto la storia l&#8217;ha registrata come l’ennesima impunibile, anzi, di più! Sono oramai molti i profili di donne compromesse con l’intera progettazione nazista, come è stata quella del Reich millenario, le cui imprese sono state ricodificate nell’accettabile prosa delle “biografie tecniche”. Così possono definirsi i “medaglioni” approntati per questi soggetti (come anche l’ambigua, fanatica Leni Riefenstahl), con punti “di carriera”, depurati da elementi critici, imbarazzanti, o solo problematici sul piano etico. In altri termini, il femminismo occidentale sta cercando di “trattare” questa massa discordante di informazioni storiche, di edulcorarle, di modo che la letteratura biografica presa in esame ne esca presentabile per gli scopi attuali. L’interesse va alle formule assolutorie per la “lei” considerata: 1. non sapeva, anche se ha partecipato “con intelligenza” all’apparato nazionalista; 2. non voleva, anche se concordava con le scelte antisemite di amiche, compagni ed amici maschi tedeschi; 3. ha cercato &#8211; poiché donna [!] &#8211; di aiutare sistematicamente molte donne ebree e slave, anche se questo non risulta granchè agli atti.</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/sbarre2.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-834" title="sbarre2" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/sbarre2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Attenzione! Il revisionismo si orienta a pretese di rilancio politico, non emerge solo da un senso di colpa che si cerca sordidamente di soffocare, rifiutando ogni evidenza deduttivo-fattuale. L’apologetica antistorica è una malattia culturale, ma serve anche come metodica per scaricare all’esterno della propria settaria realtà inconfessabili rancori, riservandosi il diritto di continuare i crimini che al correo/correa sono attribuiti. Non è solo una furba e meschina pratica di infantilizzazione delle attribuzione di responsabilità politiche e sociali, è molto di più.</p>
<p>Nel nazifemminismo teorico (si pensi alle teorica dell’eliminazione di genere, Mary Daly e al suo libello, in puro stile nazional-socialista, Quintessence), si cerca costantemente di re-istruire il diritto con interpretazioni metastoriche, o anche di sottostimarlo con un’autentica, superiore, teologia della violenza femminista. Trasfigurazione dei fatti, e delle tradizioni culturali, intese a promuovere una sorta di congrega di purificatori sociali – avversatori del non regolare, del diverso – che tanto fa pensare ai deliri psichiatrici dei custodi dell’ordine nero, cioè degli eutanasici SS.</p>
<p>Non diversamente dall’ordine vegetariano (ed apparentemente animalista) di Himmler lo scopo dell’apologia misandrica consiste nel cancellare le responsabilità storiche di chiunque non sia maschio, in qualsiasi società tali crimini siano stati compiuti. Il clamoroso caso della riconosciuta assassina Sakineh è un caso emblematico del principio imperialista, a cui il femminismo patriota americano si è appassionatamente dedicato in oltre un trentennio di osservanza strategica. In questo senso, i pregiudizi sessisti di molte femministe radicali possono, ancor oggi, far comodo a molti nazionalismi dominanti e quindi, paradossalmente, favorire il tanto vituperato patriarcato militare, che ancora domina.</p>
<p>Secondo l’apologia radicale il “crimine non è mai donna”, e non può esserci una fenomenologia ed un’analisi del crimine socialmente perseguibile che non sia genderista.</p>
<p>Sulla somiglianza fra propaganda femminista ed ideologia nazional-socialista si parlerà in seguito, nei prossimi interventi. Per ora basti dire che il rifiuto dell’equità potrebbe causare alla lunga delle inquietanti derive ideologiche, e delle omissioni manipolative e distorcenti, modificando il volto alla storiografia. Pericolo per la civiltà che Elisabeth Badinter (la famosa femminista francese) ha ben definito “deriva americana”. Forse che le Liberated Women americane si siano stracciate le vesti dopo Abu Ghraib? Non è ciò che si legge e si è letto.</p>
<p>Non è facilmente immaginabile la soddisfazione delle patriote americane nella magica scoperta di quei (umilianti, distruttivi) fatti e di quei “momenti” della sofferenza al maschile: “finalmente, siete voi maschi a essere violentati; e siete persino arabi”.</p>
<p>Il nazionalismo, ancora a braccetto con le donne che odiano e umiliano; e ancora la stessa sintomatologia sociale: la classificazione etnica; la tortura; l’odio contro il corpo dei colpevoli (di cosa?).</p>
<p>Se (e, se ciò si avverasse, sarà peggio per la futura serenità mentale delle donne) non avremo spazio, se verremo censurati ed “imbavagliati”, se subiremo ulteriore (e gratuita) violenza morale e fisica da donne scisse, o (peggio<a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/sbarre3.jpeg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-835" title="sbarre3" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/sbarre3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> ancora) da donne-kapò, federate a &#8220;maschi pentiti&#8221; dovremo fare professione di democrazia. Per noi e anche per coloro che si sono perdute, poiché le donne occidentali (per superbia) sono oramai in auto contatto, cioè concentrate solo su loro stesse.</p>
<p>Una mia amica (liberata, emancipata) diceva: “è la faccia che se ne deva andare dallo stivale!”. Bè, allora dovremo superarci in umanitarismo per riprendere &#8211; con dignità e correttezza &#8211; la basilare nozione di &#8220;diritto umano&#8221;, di illuminista memoria e di femminista dimenticanza.</p>
<p>Intanto, si potrebbe dire agli uomini della Penisola: per cominciare, non sposatevi; per continuare pensate anche al passaporto di chi dice di amarvi; per finire, considerate sempre l’opzione della fuga.</p>
<p>Prima o poi, almeno le donne col &#8220;colpo in canna&#8221;, cioè quelle normalmente disturbate (in questa alterata, allucinata realtà quotidiana della normalità psicotica), finiranno per riconoscere che il loro continuo appoggio alle leggi discriminatorie vale come risultato da un sentimento sviluppato storicamente nella società di appartenenza, più che nel partito di genere. Sentimento grottesco e spaventoso, ma gratificante (inoltre, mai messo, per principio, in discussione); com’è altrettanto autentica l&#8217;adesione della gran quantità delle donne a questa versione odierna, &#8220;pop&#8221; (ma altrettanto pervasiva e spaventosa, com&#8217;è il genderismo) delle tanto vituperate Leggi di Norimberga; questa volta il nazismo è puramente di genere.</p>
<p>Solo affrontando seriamente il problema psichiatrico e farmacologico che sembra preparare il mascheramento vittimistico inerente alla dimensione dell’attacco domestico al femminile, potremo [forse, se non è tardi!] analizzare, in una dimensione psico-fisica, e non più ideologica, anche il tanto pubblicizzato immaginario antitetico (contro il “viriarcato”), regressivo e violento, rappresentato dell’ideologia globale della supremazia femminista.</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/femdom.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-840" title="femdom" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/femdom-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dovremo studiare come essa operi, dovremo studiare i loro testi per ragionare su quel’è il loro interesse, e il loro approdo legislativo più probabile. Il loro scopo, purtroppo, anche nel campo del diritto europeo, che in materia di arbitrio femminile è sempre meno legato alla socialità organica e sempre più legato ai privilegi personali (oramai, neanche pubblicamente negati), o di casta.</p>
<p>&#8220;Voglia di stravincere?&#8221;. Nella cultura americana la locuzione è (da industrializzazione del crimine) “Overkilling”. L’importante è andare “fuori scala”, quando si vuole evirare la dignità maschile. Non si tratta di confrontarsi in un gioco leale, poiché, nel contesto, la dialettica uomo donna non vale affatto come gara, ma equivale ad una pulsione avversativa primaria e pre-edipica, seguendo la prassi di un’esecuzione annunciata. Non si vuole gareggiare (al contrario!), ma togliere dal gioco quello su cui hai posato gli occhi; svalutarne i diritti e la sensibilità, frodarlo e derubarlo di tutto quello che ti serve. Ecco che i piaceri “pigri” sono diversi e tra i più fantasiosi: annichilire; sconfiggere senza fatica; millantare possibilità di minaccia per colpe supposte, scatenare la paura esistenziale nell’altro. Come epilogo, quando il nemico è proprio al tappeto (come insegna molta necrofila cultura di massa) non fermarsi, neanche in quel caso.</p>
<p>Leggiamo i resoconti dei processi; interessiamoci alla sofferenza (indicibile!) con cui i “maschi” di oggi lasciano la propria casa (ah, non si dimentichi che l’uomo paga con il solito mutuo oltre i 20 anni), e i figli, alla “lei”; che ha da tempo presidiato la casa con il suo nuovo “compagno”. In queste dinamiche manipolative, cioè di potere, quanto sono untuose, inutili ed ambigue le parole! Perdono il loro significato originario: compagno; alimenti; parità. Quando a dominare è il solo interesse, così denso e manifesto che si potrebbe tagliare con la lama di un coltello.</p>
<p>L’esecuzione dell’inerme è solo odio a buon mercato, e infatti, non stranamente si sviluppa in condizioni non avverse, ma spesso, formalmente favorevoli, e non contro soggetti minacciosi, ma contro soggetti semplicemente dignitosi. Forse, per chi è esterno alle scelte soggettive, risultano un po’ ingenui e superficiali, almeno nello scegliersi la “compagna”.</p>
<p>Le vendicatrici della normalità psicotica sembrano avere una gran voglia di vendicarsi, ben sapendo che verranno socialmente incoraggiate a farlo; in primo luogo dai giudici.</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/fratturaMF1.jpeg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-838" title="fratturaMF" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/fratturaMF1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La scelta rimane semplice: cercano di attaccare i soggetti apparentemente non distruttivi, quelli che non sono portati a difendersi “a tutti i costi”. Il desiderio violento suddetto è quella primordiale, di fare “pigramente” male a qualcuno, strillando poi per l&#8217;impunità.</p>
<p>Sadianamente (e coerentemente agli assunti esposti) l’egomaniaca media non regge la vita associata, non tollera altro fuori da sè, vive di paurose nevrosi derivate da proiezione narcisiste; ed infatti, si lamenta di essere sola, senza amiche, senza autentica affettività.</p>
<p>Ciò conduce ai tetri paradigmi dominanti: di ascendenza discriminatoria, anti-biologista ed antidemocratica.</p>
<p>La donna occidentale rischia di farsi sedurre da vere e proprie pulsioni hitleriane, che però, per quanto siano trasfigurate dagli inevitabili “maschietti” fiancheggiatori, non possono del tutto nascondere la distorta, smodata passione per l&#8217;onanismo della violenza ed il rifiuto dell&#8217;altro, che oggi i tanti episodi di violenza, non solo domestica, intrapresa da donne portano alla luce.</p>
<p>A tutte le donne senza la coda, soprattutto se di paglia.</p>
<p>R. Csendes, Trieste</p>
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		<title>Ragguagli di Mitteleuropa</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 18:09:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitto dei sessi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Osservazioni sulle derive del femminile nell&#8217;Europa di Mezzo.
di R. Csendes  &#8211; Trieste
^^^^^
Questi dolori non possono essere
sottovalutati, poiché riguardano
la metà del genere umano.
(Elizabeth Badinter, La strada degli errori. Il pensiero femminista al bivio)
***
Dopo tanti anni di capriccioso, onnipresente oscurantismo qualcosa sembra muoversi. Complice la crisi economica, appare chiaro che “darsi addosso” diventi un metodo di comunicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: center">Osservazioni sulle derive del femminile nell&#8217;Europa di Mezzo.</p>
<p style="text-align: center">di R. Csendes  &#8211; Trieste</p>
<p style="text-align: center">^^^^^</p>
<p style="text-align: right"><em>Questi dolori non possono essere</em></p>
<p style="text-align: right"><em>sottovalutati, poiché riguardano</em></p>
<p style="text-align: right"><em>la metà del genere umano.</em></p>
<p>(Elizabeth Badinter, <em>La strada degli errori</em>. <em>Il pensiero femminista al bivio)</em></p>
<p style="text-align: center">***</p>
<div id="attachment_820" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/Trieste1.jpeg"><img class="size-thumbnail wp-image-820" title="Trieste1" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/Trieste1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Trieste</p></div>
<p>Dopo tanti anni di capriccioso, onnipresente oscurantismo qualcosa sembra muoversi. Complice la crisi economica, appare chiaro che “darsi addosso” diventi un metodo di comunicazione sempre meno nobile, almeno per quanto preventivato dalle <em>Erinni</em> della tarda modernità.</p>
<p>Occorre spiegare a chi vuole ascoltare che la violenza ed il degrado vigenti nei dissapori di genere sono pratica comune in tutta la società, e non più solamente, come dice l&#8217;assurda, dicotomica cultura anglo-americana (quella di esportazione, sia ben chiaro, non quella che fanno a casa loro) &#8211; che le donne italiane hanno pedissequamente copiato &#8211; un problema riferibile esclusivamente all&#8217;uomo e alle sue invocate colpe congenite.</p>
<p>Una cosa è certa, la donna d&#8217;Italia ci è contro; contro sul posto di lavoro; contro nei fatti della coppia; contro, purtroppo, in casa; contro, ancor peggio, nella vita pubblica quotidiana; contro nelle relazioni formali, contro infine, negli impegni della vita, quelli inderogabili: convivenza civile; accettazione, non sempre facile, delle prerogative altrui; momenti di difficoltà finanziarie e familiari; precaria diffusione di una cultura evoluta, favorevole alla collaborazione inter-etnica e multiculturale. Poi, arriva l&#8217;uomo di potere e tutto è correntemente rinegoziabile, anche la dignità (Pride? Dignity?) assieme al dogma avversativo che, evidentemente, non è poi così intoccabile.</p>
<p>Ciò si osserva, con più chiarezza, al momento di comparare le dottrine del rifiuto e della</p>
<div id="attachment_821" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/Lubiana.jpeg"><img class="size-thumbnail wp-image-821" title="Lubiana" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/Lubiana-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Lubiana</p></div>
<p>ghettizzazione di genere, così trendy, con quanto è vissuto pacificamente nei paesi dell&#8217;est europeo. L’impressione è che a Beograd, o a Bratislava, intervengano più variazioni nei comportamenti sentimentali, e più apprezzamenti “umanistici” da parte di ambo i generi (non censori né, per principio, oppositivi e classisti) sui misteri dell&#8217;amore.</p>
<p>Il “maschio pentito”, alla ricerca del sospirato attestato di “femminilità” che ne concretizzi l’alto grado di accettabilità presso il club delle Amazzoni, imberbe mascotte sulla scena sull’evirazione felice, non riscuote gran successo in piccole e vivaci città, come Split o Maribor. Chiamano la conoscenza approfondita dei paesi stranieri “turismo eccetera”, ma, provincialismo moralistico a parte, come definire allora la corte delle promozioni “generose”, ovvero l’alto Ranking conquistato [?] dalle donne della politica “giovane” e come chiamare con invitanti eufemismi tali fenomeni così italianamente radicati: “nuovo garantismo?”; “promozione postmoderna?”; “professionalità complessa?”</p>
<p>Senza contare che, ad esempio, per una donna slovena di classe popolare, cercare di indurre nel “suo maschio” il disgusto esistenziale, l’asservimento, l&#8217;avvilimento e il disagio non comporta le solite immancabili soddisfazioni. Al contrario, la donna italiana sembra “rinnovarsi” al momento di canzonare le incertezze dell’uomo, sbugiardandone le difficoltà, lo spaesamento ed il dolore anche fisico. Altrove, negli ambiti della convivenza sociale, tali sintomatologie psicotiche, quali l’“ottimismo misandrico” non hanno gioco, poiché nessuna pedagogia avversativa sembra poter più offrire un contributo positivo alla sostenibilità dell’esistente. Questo, almeno, nella lezione apprendibile dai genitori &#8211; e dalla società di riferimento &#8211; poi, nei casi particolari, ovunque si possono imporre le formule anti-educative tristemente conosciute.</p>
<p>Sarà, forse, che erano paesi socialisti, fatto sta che l&#8217;&#8221;inibizione&#8221; non era [ne è] considerata questa gran qualità individuale, e neppure un’invidiabile virtù civica. Per le culture etniche <em>la volontà castrante e punitiva è recepita come </em>prova di inettitudine e vigliaccheria, oltre che come complesso problema psichiatrico e farmacologico (sono paesi con una medicina di prim&#8217;ordine), su cui la società non ha difficoltà ad esprimersi.</p>
<p>Nell&#8217;odio cieco per il maschio ogni donna emancipata legge la penosa (ma anche spaventosa) incapacità che molti esseri umani hanno di poter vivere sentimenti che siano, effettivamente, propri, al di fuori dell’odio.</p>
<div id="attachment_822" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/Zagabria.jpeg"><img class="size-thumbnail wp-image-822" title="Zagabria" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/Zagabria-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Zagabria</p></div>
<p>Non è tutto oro, certo (ci mancherebbe!), ma, in linea generale, per molte donne slave (ceche; slovacche, soprattutto) l&#8217;uomo è, talvolta, la controparte, ma non certo un personaggio da educare (“addomesticare”), o un inferiore da perseguitare, odiare e distruggere moralmente. Per chi ha superato i vent’anni, quello che impressiona è il rancore diffuso per la vitalità esterna, per ciò che si stima autonomo ed adulto. Quando invece, per le donne orientali nate fino al 1990, il &#8220;sogno&#8221; di considerare l&#8217;uomo, al più come un barbocino rosa o una dama da compagnia ansiosa e passiva corrisponde ad un progetto di conquista assurdo e sospetto e, in ogni caso, inutile per il rafforzamento dell’orgoglio personale.</p>
<p>Fatto salvo questo, è molto probabile che queste differenze etniche tenderanno a stemperarsi nel tempo.</p>
<p>Nei litigi (anche quando molto accesi) le donne delle culture etniche sono più tolleranti, non reputano necessario chiamare le forze armate a casa tutte le volte, cercando di terrorizzare il compagno, ambendo a sopraffarlo in ogni sciocca contestazione.</p>
<div id="attachment_823" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/Bratislava.jpeg"><img class="size-thumbnail wp-image-823" title="Bratislava" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/Bratislava-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Bratislava</p></div>
<p>Insomma, allargando l&#8217;orizzonte, le attuali difficoltà muliebri emerse nella dimostrazione e condivisione dell&#8217;esperienza affettiva sembrano legate a discriminazioni culturali e pregiudizi etnici. Le italiane dicono cose molto negative sulle popolazioni slave, anche se si tratta, com’è facilmente immaginabile, di scontate reazioni competitive che si sommano a pregiudizi discriminanti solidamente acquisiti. <em>Fair Play, </em>questo sconosciuto.</p>
<p>Tristemente, i problemi di relazione manifestati dalle donne attuali sono accompagnate da logorroiche pseudo-argomentazioni, riferibili alla minacciosità manifesta nel differenziale anatomico, o all&#8217;“indecenza” e accidentalità biologica dell’essere maschi.</p>
<p>R. Csendes</p>
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