AltroSenso | riflessioni sul Mondo Nuovo

CAT | Conflitto dei sessi

Si definisce progressista. Di sicuro è un nemico del regresso, dei tempi bui, quando chiunque poteva venir con/dannato sulla parola.  Quando non vi erano confronti, ricerca di prove, valutazione dei fatti. Quando l’interesse, il risentimento, l’odio o semplicemente i fantasmi, le turbe che agitano l’umana psiche, mandavano al patibolo il predestinato di turno, membro di quella categoria che in quel momento era l’incarnazione del male.

E’ il giudice spagnolo Francisco Serrano – già premiato da associazioni per la difesa delle maltrattate (Amuvi) e dei minori abusati (Prodeni) – curriculum inattaccabile – che scavalcando ogni paura ha parlato con estrema “contundencia” contro la Ley Orgànica de Protecciòn Integral contra la Violencia de Género, ossia contro la sola violenza oggi concepibile, quella maschile. Che passa per “loco” (pazzo) da quando ha denunciato la decisione del governo di censurare le violenze femminili e di divulgare solo quelle maschili.

Snocciola i numeri della menzogna femminista e della tragedia maschile, osando ricordare:Diagramma1

- che i dati sui maschi uccisi dai parenti (uomini e donne) appaiono solo negli annuari statistici ma non vengono resi di pubblico dominio e non sono accessibili alla massa. Per volontà del Governo Zapatero.

- che nessun Ente si occupa di studiare e capire l’incidenza del conflitto familiare e delle separazioni nel superiore numero dei suicidi tra gli uomini (3700, da 1000 a 2000 più delle donne).

- che i dati delle condanne vengono presentati in forma pregiudiziale e settaria per far credere che nella maggioranza dei casi alla denuncia (10.000/anno) segua la condanna, mentre ciò accade il 10% delle volte e che la violenza da “dominio machista” ha a che vedere con meno dell’1% del totale delle denunce.

- che la Ley Orgànica de Protecciòn già nel suo presupposto intende la relazione familiare come strutturalmente fondata sulla violenza maschile (giacché, ovviamente, questo significa “violencia de Género”).

- che tale carattere delle violenze è invece proprio quel che dovrebbe venir provato e dimostrato,  caso per caso.

- che nella maggior parte dei casi quella che viene qualificata come violenza da “dominio machista” non è altro che semplice conflitto tra eguali nella separazione.

Non mancano altri giudici spagnoli che sostengano queste verità, peraltro note a tutti, tanto che in privato deputati del PSOE (sinistra al governo) e del PP (destra all’opposizione) gli danno ragione ma non osano parlare. E sappiamo perché. Chi parla è finito.

Ma Serrano sfida ogni tabù e – coscientemente – si espone alla pubblica gogna andando fino in fondo.  Senza mezzi termini, denuncia la  “dittatura del femminismo radicale”, parla di “feminazismo” e di un processo non lontano “dall’olocausto sociale”. E chiude con un fendente: “Migliaia di Bilancia1uomini sono in prigione dopo una denuncia, ciò  per il solo fatto di esser maschi. Quante donne stanno in galera per una falsa accusa? Nessuna.”

La reazione femminista è fulminea, cieca, brutale. Viene ordinato al Governo di punire il reo impregnato di “ideologia machista” e quindi incompatibile con il ruolo e le funzioni che la Ley Orgànica (approvata all’unanimità da Sinistra, Centro e Destra nel 2004) gli assegna: usare pochi delinquenti per condannare una massa di innocenti.

Questo è il compito cui Francisco Serrano – eroe del III Millennio – apertamente si sottrae.

¡Que le hacen santo immediatamente!

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El Mundo

Miles de hombres detenidos por denuncias falsas

Texto completo

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RDV

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Un anonimo mi scrive per segnalarmi il fatto che, stando dalla mia parte, sono un meschino egoista e che nella questione FF/MM dovrei tener conto anche delle FF.  Che do una pessimo esempio e che questo egoismo maschile è la causa della rovina del mondo.  O, quantomeno, dell’Occidente.

E’ vero,  non mi occupo del destino delle femmine.  Due ovvii motivi: non ne sono titolato e loro non ne vogliono sapere.  Hanno ragione. Non sono esseri inferiori, non hanno bisogno di tutele. Al loro destino ci pensano loro.  Finalmente…

StradaverdeVanno per la loro strada. Fanno le buone e vanno solo in Paradiso? Bene. Fanno le cattive e vanno dappertutto? Benissimo. Hanno il diritto di andare dove vogliono. E che vadano dove vogliono…

Inoltre non ne sono titolato. Che ne so io dell’esperienza di essere femmina? Che ne so io di quell’universo? Cosa capisco io di quell’ordine caotico? E voi cosa ne sapete? Cosa ne capite?

Dunque non ho e non abbiamo né il diritto né il dovere di occuparci di chi se la sa cavare benissimo da sola.

I cari amici di MaschilePlurale ci accusano di voler essere “universalisti”, di “oggettivizzare il mondo” e di occuparci anche delle femmine, cosa che non è affar nostro. Hanno ragione. Ascoltiamoli, una volta tanto, e smettiamola con lo sciovinismo patriarcal-misogino mascherato da cavalleria. Occupiamoci di noi e basta.

Il destino delle femmine non può riguardarci. Non deve. Deve riguardarci solo il nostro che oggi è nelle loro (amorevoli) mani.  Riprendiamoci dunque il nostro destino.

La Liberata non ha bisogno di noi, perciò stiamo dalla nostra parte.

Dalla parte del male.

Del Male.

RDV

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Il primo documentario in cui le leonesse andavano a caccia e i leoni sopraggiungevano a derubarle della preda (corredato dell’edificante  commento femminista) l’avrò visto forse 30 anni fa.

Che i maschi (umani e preumani) siano dei parassiti è cosa nota. Ma se anche non lo fossero resta il fatto che la natura non ha ancora dato la vera spiegazione della loro esistenza. E questo è grave, perché una presenza così pesante, una simile zavorra sarebbe tollerabile solo se se ne trovasse la giustificazione darwiniana.  Che invece ancora non c’è.

Perciò un articolo concernente l’origine, la funzione, la ragion d’essere dei sessi in natura (in un recente numero di Le Scienze) verte giustamente sull’interrogativo: “Perché esistono i maschi?”.

Si chiede infatti l’autore:

perché non …poter fare felicemente a meno dei maschi…

perché continuare con …la sopportazione del doppio costo dei maschi…

perché esistono …così tanti maschi apparentemente inutili…

e poi …se il maschio è così costoso …()…, perché l’evoluzione non fissa un quantità minima di maschi e il resto tutte femmine?

Certo …i maschietti possono dunque tirare un sospiro di sollievo,

… ma, se è dimostrato che se ne può fare a meno…

…perché sopportare tutti questi maschi…

In ogni caso

…lo spettro dell’inutilità dei maschi riaffiora…

Infatti non si capisce davvero come mai non trionfino quelle specie che

…non avendo il costo del maschio …potrebbero essere composte di quasi sole femmine

E poi

…per compensare il costo dei maschi…

alla specie un qualche beneficio dovrebbe pur venirne . Già, ma quale beneficio?ArcheoPt

A questo punto i casi sono due. O la natura chiarisce definitivamente a cosa servano i maschi o  provvede quanto prima alla soluzione finale del problema maschile con  una bella estinzione di massa mirata all’eliminazione radicale del genere parassita in tutte le specie. O almeno in quella umana.

Dopo miliardi di anni di apprendistato, di provette, Gea deve finalmente dar prova di professionalità. Basta con le estinzioni indifferenziate, basta sparare nel mucchio.

A questo punto abbiamo il diritto di pretendere un lavoro a regola d’arte.

Basta dilettantismi.

RDV

(In corsivo citazioni da T. Pievani “Il Sesso” – Le Scienze  Nov. 2009, pagg. 64-71)

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Un nuovo fronte nel conflitto dei sessi

Una nuova iniziativa è stata promossa in questi mesi ed è apparsa oggi nel mondo del web, è  il  Movimento Uomini Beta, fondato da Fabrizio Marchi di Roma.

ChaplinBaby

Si tratta di un avvenimento che non ha precedenti in Italia, né (S.E. & O.) in altro paese d’Occidente. Per la prima volta infatti viene posta esplicitamente la Questione Maschile da una prospettiva dichiaratamente di parte.

La parte che guarda alla base sociale, allo zoccolo dell’eterna piramide nella quale si è articolata la storia. Agli uomini di rango sociale inferiore che oggi hanno a che fare con l’incasto connubio tra l’aristocrazia antica – i maschi Alfa – e quella  nuova. Quella della “Donna Liberata” occidentale.

Prospettiva ideal-politica che portava il nome di Sinistra (ai tempi in cui si occupava dell’eguaglianza e della giustizia).

Il fatto decisivo  è che la nascita del MUB cancella ogni alibi e strappa l’ultima maschera a coloro che per diversi (ed errati) motivi considerano la difesa del diritto maschile all’esistenza come cosa vergognosa e iniqua.

Rispetto alle esperienze esistenti  questa lettura lega intimanente la questione maschile a quella sociale. Cosa che sin qui nessuno ha proposto.

Sulla QM dunque da oggi opera un nuovo protagonista, la cui visione ed il cui progetto vanno a riempire uno spazio che è vuoto da sempre.

A prescindere dalla posizione politica, se non si plaude a questa iniziativa vuol dire che si amano i propri idoli (di Destra, di Centro e di Sinistra) più del destino degli uomini.

Al MUB un caldo benvenuto e il mio  appoggio aperto.

RDV

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Ho un amico puttaniere.  Strano caso, lui non sa di esserlo. Non lo sospetta neppure.

E’ semiinvalido dalla nascita e l’invalidità progredisce. In aggiunta non è un Adone né un Creso. (Vi stupirete nel sapere che è stato sempre scarso di gnocca?).

Ma un paio di anni fa incontrò una moldava, moltissimo più giovane. Messisi insieme e quella rimasta incinta, si sposarono. Ce l’aveva fatta: un senso alla vita.

Nata la figlia, girava in città con la famigliola come l’uomo più felice del mondo. Non camminava più, ma, come direbbero i poeti, si librava negli empirei cieli della felicità.

A vederlo  il cuore  si allargava. O meglio, si sarebbe allargato, non fosse stato per la  certezza newtoniana che, prima o poi,  sarebbe precipitato verticalmente sul granito.  Questione di tempo.

E quel tempo è arrivato. Con precisione svizzera.

Passati due anni lei ha chiesto il divorzio. E’ andata da un superavvocato (tanto, paga lui…)  e ha allegato alla pratica l’immancabile denuncia per abusi. Violenza sessuale. Si terrà la figlia, la casa e 400/500 eudollari. EEuro magari – nostalgia della patria (e chi non ce l’ha?) – tornerà in Moldavia affittando l’appartamento.  E con mille eudollari, in Moldavia, non  sarà una brutta vita. Per una ventina d’anni. Poi lui avrà la liquidazione e così qualcos’altro si aggiungerà all’incasso, magari il 40%. Lasciamo stare la reversibilità della pensione. Son tempi incerti su quel tema.

E lui? Beh, …con i 6/700 che gli restano si pagherà un affitto e tirerà avanti per un ventennio, o forse per sempre.  Fin qui tutto normale. Milioni come lui.  Un altro tassello della Grande Vendetta è andato al suo posto. La nuova, giusta e santa Ritorsione Planetaria ha conquistato un altro punto. Giustizia è fatta.

Senonché,  mi accorgo che manca un dettaglio, c’è qualcosa che mi sfugge. Poi – Deo gratias! – una filosofica illuminazione: pagherà per il sesso, pagherà gli orgasmi.  E’ quindi è un puttaniere.

Così anche quella creatura candida ed ingenua, anche quel Paolino che mai si sarebbe abbassato a commerciare un saluto, un riconoscimento, un sorriso, anche lui è un puttaniere. Io non lo sapevo e lui, del tutto, ancora non lo sa. Non se l’è detto. Neppure io glielo dirò. Neanche sotto tortura.

Voi glielo direste?

RDV

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Sin dalle prime righe lanciate in rete nel 1998 ho affermato, senza mezzi termini, che i maschi nascono colpevoli, che lo sono per quel semplice fatto, che vengono accolti nel mondo sotto il segno della colpa, che sono accusati nella culla di un crimine planetario imperdonabile.

ManetteTrovavo (e trovo) del tutto ragionevole che simili affermazioni suonino deliranti. Ci mancherebbe:  parvero tali anche a me, mentre le digitavo.  Adesso “scopro” che forse non lo erano.

In un dialogo tra Barbara Mapelli e Claudio Vedovati (di Maschileplurale) su www.libreriadelledonne.it, la femminista finalmente offre agli uomini il perdono. Nientemeno. E lo offre proprio perché la colpa maschile è imperdonabile.

Così la Barbara:

“…()… ma io ho avuto in mente, da subito, la traduzione e la trasposizione di quanto leggevo nella storia, di millenni, del dominio maschile sulle donne. Anch’esso un imperdonabile. E mi sono intestardita sul perdono, nonostante l’evidente fastidio di alcuni e alcune del nostro gruppo.

…()… Si deve perdonare, dicevo, ciò che in realtà è imperdonabile, perché il perdono deve avvenire là dove il male è stato così grande che non esistono altre possibilità di superarlo, là dove non vi può essere alcuna forma di giustizia che possa ristabilire equilibrio ed equità, riparazione. Quale giustizia può sanare i secoli, i millenni di dominio degli uomini sulle donne, con tutto quello che hanno significato?”

Il perdono dunque, questo ancora mancava.

Ultimo tassello della sottomissione psicologica dei maschi per la cattura integrale della loro anima e l’ammanettamento dell’intero Genere.

Il perdono: terminale beffarda condanna, estremo verdetto di inferiorità Ghigliottinamorale. Soccorrevole abbraccio, ultima seduzione per la capitolazione finale.

Un magistrale intervento di psicochirurgia in corpore vili per eseguirvi la sentenza capitale sul diritto maschile ad esistere.

Dio abbia pietà di colui che si farà perdonare.

RDV

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Se un blog è lo spazio di una sola persona, questo non lo è.  Infatti progessivamente vi si troveranno interventi e contributi di diverse provenienze.  Il primo è di una vecchia conoscenza dell’universo MoMas,  Alter Ille. Proprio lui.

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Cara Michelle, hai dato vita al personaggio di Roberta, una stupenda giovane donna che reclamizzava con il suo irresistibile sedere le mini-mutandine di una marca di intimo, giustamente divenuta poi molto famosa.  Sinceramente, Mutandine1come tutti, non ho potuto all’epoca (ero molto giovane) non esserne sedotto e vivere  un sentimento di stupore e alla fin fine di affetto per Roberta: una donna, l’ immagine della giovinezza  e della bellezza, che ti si presenta nelle sue scoperte grazie proposte in gigantografie sui muri, nelle locandine dei negozi, sulle strade, sulle riviste, ogni giorno e per mesi e ovunque posi gli occhi, non può che diventare una specie di “morosa” anche se irraggiungibile.

Una morosa fantastica e nella sola fantasia. Per questa “morosaggine” indotta dalla onnipresente campagna di vendita delle mutandine,  fondata sui meriti estetici del tuo sedere, ti sono riconoscente. Anche se non ti avevo chiesto di suscitare in me, emozioni così potenti. E la cosa, a ben vedere, non è di poco conto. Insomma c’è da ragionarci su, magari in  materia di rispetto e diritti altrui. Forse di violenza? in base ai recenti criteri di valutazione non è da escludere: se c’è lo “sguardo molesto”,  o l’ “espressione molesta” ci sarà a maggior ragione il “sedere molesto”, o no?

In questi giorni di metà novembre  intendi chiedere agli Italiani, quindi anche a me, un sms per finanziare l’ennesima campagna contro la violenza sulle donne. La violenza detta di genere, ovvero maschile. Mi dispiace di questa richiesta. Non per l’obiettivo che è sacrosanto.  Ma mi sento un po’ tradito: la bellezza la si pensa sempre associata alla bontà intesa come grandezza d’animo: kalòs kai agazòs, già i Greci la pensavano così.

Lo darei molto volentieri l’euro se fosse richiesto secondo verità, con lealtà e trasparenza. Ovvero contro la violenza fra i generi, non di genere: basta un Europiccolo sforzo di onestà intellettuale e si vanno a leggere gli studi seri che dimostrano, o per lo meno fanno davvero pensare, dati alla mano, che ahimè le donne sono violente, magari anche in un loro modo speciale, quanto gli uomini. Anzi, verso i minori sono molto, ma molto più violente dei maschi. E in questo caso nel modo assolutamente tradizionale. Insomma siamo figli tutti di Adamo e di Eva, ma anche tutte.

E i maschi cominciano adesso ad accorgersi che si può fare a meno di subire la violenza femminile. E incominciano giustamente a riconoscerla come tale e a denunciarla.

Mi ha pertanto deluso il vezzo di tirarsi fuori,  “in quanto donna”, dalla responsabilità propriamente e amaramente umana della violenza verso il prossimo, maschile e femminile. Perché non fare menzione della violenza femminile? che è esercitata, come sanno benissimo le donne, quotidianamente e sotto gli occhi di tutti contro donne, maschi, minori, per non parlare poi dell’ecatombe di nascituri? Questo silenzio, questa consapevole rimozione la considero un cedere alla propaganda, forse per non mettersi in discussione. E sono anche convinto che questo silenzio toglie credibilità alla tua iniziativa. E questo non fa bene a nessuno.

Quello poi, da innocentissima, di alzare pire mediatiche su cui bruciare i Piramaschi italiani, proprio quelli che hanno decretato il tuo successo,  volendoti bene, e perdonandoti il tuo pressante autoinvito a “morosare”, seppure di fantasia, per “interposta Roberta”, mi sembra davvero privo di un sentimento che onora chi lo vive: la riconoscenza.

Se mai vorrai raccogliere fondi tramite sms per la violenza nei rapporti tra i generi, che di recente sembra prevalere sulla tradizionale antica amicizia e solidarietà, un sms vorrei pertanto chiederlo anche a te, ma per me. Anzi per noi maschi tutti. Perché?  perché il tuo strepitoso lato B, non era possibile non vederlo: molto eccitante ed emozionante, anche travolgente, certamente gradevolissimo, e grazie a noi maschi un successo straordinario per te, ma anche, non richiesto.

Alter Ille

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Si crede di vivere qui...

Da questo mondo...

E’ una grande avventura avvicinarsi a quella novità storica che è il conflitto tra i sessi.

Si ha l’opportunità di viaggiare in uno straordinario continente, la cui esistenza sembra impossibile.

Quel che si vede quando ci si approda lascia esterrefatti. Creature nebulari dalle forme mutevoli, entità  chimeriche,  panorami abissali, scenari sconvolgenti.

Là la gravità è repulsiva, il tempo  va avanti e indietro a piacer suo. Lo spazio si deforma e si contorce  a capriccio. Là tutto soggiace a  leggi e a ritmi arcani e insondabili e tutto ondeggia nella danza del Grande Caos. Sarebbe un mondo da favola, se non fosse da incubo, giacché anche il caos ha le sue leggi. Leggi ferre. Ai polsi e alle caviglie.

Un diverso psicouniverso.

Non c’è branca delle scienze umane che, usata, non permetta di raccogliervi tesori di novità, messi di insospettate meraviglie di ciò che la psiche collettiva, in Occidente,  è riuscita a creare. Ma prima dello sconcerto e  dell’orrore, prevale sempre lo stupore: come è stato possibile? come è potuto accadere?

Ci attendeva un continente. L’abbiamo percorso in lungo e in largo e alla fine abbiamo capito: non è di questa Terra. Abbiamo capito che, sinora, non vivevamo in questo mondo, ma in un altro. Non qui, ma altrove.

...all'altro

...all'altro

Chi ha peregrinato nel conflitto dei sessi lo sa, chi si accinge a farlo lo scoprirà. Non sulla Terra nella Via Lattea, ma su Deformia, in un’altra galassia: è là che vive l’Occidente.

Scoprirlo è stata un’avventura senza precedenti.

RDV

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