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	<title>AltroSenso &#187; Conflitto dei sessi</title>
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	<description>riflessioni sul Mondo Nuovo</description>
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		<title>Liberi e fecondi</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 22:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitto dei sessi]]></category>

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		<description><![CDATA[ Scusa la domanda (è semplice curiosità), ma tu sei un professore, uno scrittore o cosa? E Misterxy? Di cosa si occupa? 
^^^^^^^

Caro Andrea, nel dettaglio ti risponderò con un MP,  ma ne prendo volentieri spunto per commentarla, in quanto la tua domanda solleva un&#8217; interessante questione.
Da dove vengono, quali professioni esercitano, che storia hanno alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><em> <span style="color: #0000ff">Scusa la domanda (è semplice curiosità), ma tu sei un professore, uno scrittore o cosa? E Misterxy? Di cosa si occupa? </span></em></p>
<p style="text-align: center"><em><span style="color: #0000ff">^^^^^^^</span></em></p>
<address></address>
<p>Caro Andrea, nel dettaglio ti risponderò con un MP,  ma ne prendo volentieri spunto per commentarla, in quanto la tua domanda solleva un&#8217; interessante questione.</p>
<p>Da dove vengono, quali professioni esercitano, che storia hanno alle spalle gli attivisti del Momas?  Qual è il loro retroterra culturale?  Che studi hanno compiuto, insomma, chi sono? C&#8217;è tra loro un tratto comune?</p>
<p>La vastità e la profondità dell&#8217; elaborazione intellettuale che l&#8217;insieme del Momas ha prodotto (e sta producendo), l&#8217;ampiezza delle conoscenze che vi sono state riversate e che ogni giorno vi si manifestano, inducono a pensare <a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2012/01/Bibltop.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1033" title="Bibltop" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2012/01/Bibltop.jpg" alt="" width="98" height="143" /></a>che in buona parte gli attivisti siano degli intellettuali di professione (come si usa dire): insegnanti, docenti universitari, scrittori, ricercatori, formatori in aziende private, psicologi etc.. Ipotesi giustificata, ma in questo caso depistante.</p>
<p>Non che manchino del tutto psicoterapeuti, insegnanti, avvocati, ma la loro presenza è marginale (e defilata). Il corpo grosso del Momas è infatti costituito da uomini che hanno coltivato interessi culturali che erano e sono laterali ed estranei rispetto alla loro professione.</p>
<p>Il fatto è che &#8211; per fortuna &#8211; dediti a studio e riflessione quotidiana, alla costante osservazione dei fatti sociali,  alla cura della memoria, non sono solamente gli intellettuali di professione, ma moltissimi altri, ignoti e oscuri. E&#8217; da questo giacimento sociale che, in sostanza, provengono gli uomini del Momas, non solo quelli del nucleo storico, ma anche, per quanto mi è dato di capire (è chiaro che non tutti fanno &#8220;outing&#8221; ) anche le nuove leve e i debuttanti.</p>
<p>Vi si trovano dunque coloro che non ci si aspetterebbe di trovare, mentre &#8211; e qui è il busillis &#8211; mancano quelli che dovrebbero esserci. Quelli che, per così dire,  ne avrebbero l&#8217;obbligo istituzionale.</p>
<p>Si potrebbe dire di loro quel che Fermi disse degli extraterrestri: &#8220;Se davvero esistono, dove sono?&#8221;. Ossia, se esistono, perché non si fanno vedere?</p>
<p>Nel nostro caso la risposta è agevole: perché non possono. Gli intellettuali di professione &#8211; proprio perché tali &#8211; non possono combattere la battaglia della QM e prima ancora, sono impediti di vederla, pensarla, immaginarla.</p>
<p>Si potrebbe approfondire l&#8217;intrigante questione, ma a risolvere l&#8217;enigma vengono tutti gli esempi storici delle grandi trasformazioni culturali e politiche: nessuna di esse è mai nata nelle università, nei centri studi, nelle istituzioni consolidate.  Per non andar lontani, il femminismo stesso non è nato nelle austere aule universitarie, vi è entrato dopo.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2012/01/Univ1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1034" title="Univ1" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2012/01/Univ1.jpg" alt="" width="150" height="113" /></a></p>
<p style="text-align: center">L&#8217;Accademia è sterile.</p>
<p>Lo spirito creativo, le idee matte (nel bene e nel male) stanno comunque fuori dalle severe colonne della cultura e dei saperi istituzionalizzati, dimora delle conoscenze &#8220;legittime&#8221;, del pensiero &#8220;compatibile&#8221;, della trasgressività limitata, là dove vagano &#8211; eruditi sì, ma guardinghi &#8211; spiriti cristallizzati in anime esangui.</p>
<p>Come nel passato, la libertà feconda sta altrove: vive e combatte nel mondo.</p>
<p>RDV</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tassa sul maschio: lo spread della colpa.</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2011/11/19/tassa-sul-maschio-lo-spread-della-colpa/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 09:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitto dei sessi]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
C&#8217;è da pagare lo spread F/M

Siete contenti?
***
Ci siamo dunque.
Monti ha promesso imposte differenziate tra M e F. C&#8217;è infatti un altro debito da pagare, quello accumulato dai maschi nel corso dei millenni.  E&#8217; la colpa collettiva della storia come crimine e  rapina, come privilegio e stupro. La colpa della storia come &#8220;universale usurpazione maschile&#8221; .
Il debito è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> </p>
<h2 style="text-align: center"><span style="color: #0000ff">C&#8217;è da pagare lo spread F/M</span></h2>
<h3 style="text-align: center"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/11/PagaTasse.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-999" title="PagaTasse" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/11/PagaTasse.jpg" alt="" width="120" height="83" /></a></h3>
<h3 style="text-align: center"><em>Siete contenti?</em></h3>
<p style="text-align: center">***</p>
<p style="text-align: left">Ci siamo dunque.</p>
<p style="text-align: left">Monti ha promesso imposte differenziate tra M e F. C&#8217;è infatti un altro debito da pagare, quello accumulato dai maschi nel corso dei millenni.  E&#8217; la colpa collettiva della storia come crimine e  rapina, come privilegio e stupro. La colpa della storia come &#8220;universale usurpazione maschile&#8221; .</p>
<p style="text-align: left">Il debito è colossale ed è ora di incominciare a pagarlo. <strong><em>Siete contenti?</em></strong></p>
<p style="text-align: left">La prima proposta aperta (anni fa) di tasse incrementali sul maschio &#8211; in quanto maschio &#8211; è di Schyman Gudrun, femminista svedese. Come in tutte le altre occasioni venne giudicata idea demenziale, assai più che fantapolitica, delirio in distillazione. Ipotesi aberrante che qui mai avrebbe attecchito &#8230;come infatti si vede.</p>
<p style="text-align: left">Ma questa imposta sul maschio è benvenuta perché potrebbe davvero trattarsi del primo boomerang, della campana  che la storia attendeva per <a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/11/FemBoom.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-998" title="FemBoom" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/11/FemBoom.jpg" alt="" width="66" height="99" /></a>svegliare i maschi dal loro stupefacente sonno autolesionista.</p>
<p style="text-align: left">Dice Sangas: &#8220;Non c&#8217;è da farsi illusioni. Gli UU stanno già trangugiando così tante rapine che anche questa verrà digerita&#8221;.</p>
<p style="text-align: left">Dice Galgio: &#8220;Lo status della femmina vittima è una potenza che fa saltare tutti gli equilibri e finché quello durerà non ci sarà rimedio&#8221;.</p>
<p style="text-align: left">Hanno ragione. Ma forse anche il masochismo maschile ha un limite. Forse quel bisogno impellente, quella bruciante sete di espiazione che avvelenano i maschi, non sono senza fondo.</p>
<p style="text-align: left">Forse è rimasta in loro una scintilla di vita, di autorispetto, di dignità.  Forse il loro sonno non è eterno e questo è lo squillo del risveglio.</p>
<p style="text-align: left">Pagheremo dunque lo spread del vero debito che nasce dalla vera colpa: essere nati maschi. Vi chiedo: <strong><em>siete contenti?</em></strong></p>
<p style="text-align: left">RDV</p>
<p style="text-align: left"> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sono una mamma&#8230;</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2011/10/24/sono-una-mamma/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 20:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitto dei sessi]]></category>

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		<description><![CDATA[Buongiorno, sono una mamma che si sta separando.
Magari vi chiederete perchè scrivo a voi; è come buttarsi in bocca al nemico.
Invece io non credo che dovrebbe essere così. Perchè anche se separati, i genitori rimangono sempre genitori dei figli e come tali non dovrebbero litigare riguardo al loro benessere.
Quindi quello che non capisco è perchè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; } -->Buongiorno, sono una mamma che si sta separando.</p>
<p>Magari vi chiederete perchè scrivo a voi; è come buttarsi in bocca al nemico.</p>
<p>Invece io non credo che dovrebbe essere così. Perchè anche se separati, i genitori rimangono sempre genitori dei figli e come tali non dovrebbero litigare riguardo al loro benessere.</p>
<p>Quindi quello che non capisco è perchè i padri e le madri devono essere messi su due piani diversi dalla società e dalla legge.</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/10/figlicontesi.jpeg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-978" title="figlicontesi" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/10/figlicontesi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Per me i figli hanno bisogno di entrambi i genitori e, nel caso in cui tutti e due siano in grado di ricoprire tale ruolo, pur riconoscendo ad uno solo dei due il diritto di coabitarvi per ragioni ovvie di sopravvivenza civile, il tempo e le ragioni economiche di entrambi devono essere paritariamente riconosciuti.</p>
<p>Per me crescere ed educare i figli è sia un diritto che un dovere dei genitori che non può mai venire meno.</p>
<p>Quello che non capisco è perchè, io che capisco la necessità dei miei figli di avere un padre che sia partecipe attivamente alla loro vita e ho accettato un assegno di mantenimento più basso purchè lui li tenga più spesso con sè, vengo considerata come una madre degenere e snaturata perchè tutti pensano che sia compito prioritario della madre dover crescere i figli.</p>
<p>Se la mentalità comune è questa, non mi meraviglia che sia così difficile attuare leggi che non siano discriminatorie per i padri!</p>
<p>Mio marito stesso, che prima mi accusava di avergli tolto i figli quando ho deciso di separarmi, ora si lamenta perchè li deve venire a prendere e poi portare a pallavolo o in piscina quando li ha lui, perchè spreca benzina e perchè sono adolescenti e sempre impegnati.</p>
<p>Ora, se io avessi preteso più soldi, potrei capire le sue recriminazioni, ma proprio perchè sono io che ho deciso di lasciarlo, ho accettato di recarmi da un avvocato scelto da lui, ho accettato una cifra minore dato che ha dovuto trovarsi una casa, gli ho lasciato tutti i risparmi comuni tranne quelli destinati allo studio dei figli (che ero disponibile ad intestare direttamente a loro), ero part-time e mi sono trovata subito un lavoro a tempo pieno&#8230;</p>
<p>Io amo i miei figli e per questo capisco quanto abbiano bisogno del padre. Non si può fare una legge che sia così aleatoria e lasci così tanti punti oscuri in materia di affidamento. Per me non è una questione di soldi, ma proprio di benessere psichico di tutti.</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/10/figlicontesi2.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-979" title="figlicontesi2" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/10/figlicontesi2.jpeg" alt="" width="96" height="136" /></a>Pertanto dovrebbero essere compilate linee guida per i giudici e gli avvocati divorzisti che regolamentino la materia in modo più esplicito. Poi, nei casi in cui i coniugi abitino molto lontani, o ci siano altre difficoltà oggettive, allora e solo allora si potrà lasciare maggior discrezionalità al giudice.</p>
<p>Penso che sia le associazioni di padri che quelle delle madri dovrebbero essere concordi e lavorare insieme in modo da tutelare sempre di più i diritti dei loro figli. Lasciando fuori il tornaconto economico personale.</p>
<p>Una mamma.</p>
<p style="text-align: center">***</p>
<p><span style="color: #0000ff">Cortese Sig.ra Mamma,</span></p>
<p><span style="color: #0000ff">che gli UU siano nemici delle DD lo ha stabilito il femminismo. E sia. Qui però trova un nemico leale. Forse cinico, ma di sicuro leale. </span></p>
<p><span style="color: #0000ff">Lei parte da una prospettiva soggettiva, la sua storia in corso di evoluzione, inquadrandola a tratti in quella oggettiva (generale).  Nelle sue righe ci sono dunque questioni e piani che si intrecciano. </span></p>
<p><span style="color: #0000ff">1- In parte descrive il &#8220;dover essere&#8221; delle cose, dei rapporti tra ex nei confronti dei figli. Concordo con quello che lei dice, che infatti contrasta con il dogma femminista secondo cui avere un genitore (la madre) è sufficiente, ciò sulla base della fandonia per cui femmine e maschi, madri e padri,  sarebbero uguali e intercambiabili. </span></p>
<p><span style="color: #0000ff">2- Dice di non aver preteso ciò che avrebbe potuto pretendere sul piano economico. Brava. Però avrebbe potuto ridurre l&#8217;ex quasi in miseria. Il che conferma quando sostengono quelli del Momas: il destino del separato dipende dalla volontà della ex. Se vuole ridurlo in mutande, può farlo. Una condizione di dipendenza e subordinazione che sarebbe intollerabile e non tollerata dalle DD. E invece gli UU l&#8217;hanno tollerata in silenzio per decenni. Adesso qualcuno dice che questa subordinazione deve fi<span style="color: #0000ff">nire.</span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff">3- Si capisce che ogni condivisione crea problemi che nella gestione monocratica del rapporto con i figli non ci sono</span><span style="color: #0000ff"><span style="color: #0000ff">. Superfluo farne l&#8217;elenco. Ma questo è il prezzo da pagare per entrambi e deve essere pagato alla pari. </span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff">4- L&#8217;ex si lamenta di dover fare cose che non gli garbano? Deve svolgere compiti &#8220;da mamma&#8221;? Li deve fare e basta. Ma lei svolge quelli da &#8220;papà&#8221;? Ad es. accetta di essere &#8220;odiata&#8221; dal figlio imponendogli regole e limiti? Restando ferrea nel &#8220;no&#8221; quando è &#8220;no&#8221;? Gli consente di correre dei rischi o lo tiene a guinzaglio corto, di modo che diventi handicappato? C&#8217;è un lato dell&#8217;essere padri mica tanto piacevole. Lei se lo accolla davvero o solo nelle intenzioni? In fondo è più facile per un padre fare da madre che il contrario. Se n&#8217;è accorta?<br />
</span></p>
<p><span style="color: #0000ff">5-  <span style="color: #000000"><strong><em>&#8220;&#8230;v</em></strong></span></span><span style="color: #000000"><strong><em>engo considerata come una madre degenere e snaturata perchè tutti pensano che sia compito prioritario della madre dover crescere i figli&#8221;. </em></strong><span style="color: #0000ff">Qui ho difficoltà a capirla. O lei vive in qualche an<span style="color: #0000ff">tro sperduto delle Valli del Natisone o sulle Madonie oppure </span></span><span style="color: #0000ff">sta descrivendo una realtà proiettiva,  che non è fuori di lei, ma nel suo immaginario. A meno che il figlio sia ancora da svezzare,  non conosco ambiente in cui un simile capo di imputazione potrebbe caderle addosso, semmai il contrario: ecco una ex che non ricatta il marito! Le potrà comunque giovare l&#8217;imprimatur  e l&#8217;approvazione degli UU del Momas, dei &#8220;nemici&#8221;, sostenitori dichiarati della bigenitorialità a vita.<br />
</span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="color: #0000ff">Ha il nostro salvacondotto:  può girare tranquilla&#8230;</span></span></p>
<p>Rino DV</p>
<p><span style="color: #000000"><span style="color: #0000ff"><br />
</span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #0000ff"><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La piramide, la bugia, la rovina</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2011/06/21/la-piramide-la-bugia-la-rovina/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2011 20:32:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitto dei sessi]]></category>

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		<description><![CDATA[Abbiamo capito che si può mentire sia con le verità che con le bugie e con una miscela delle due.  Certo, nel mentire, le verità sono insostituibili, ma anche le menzogne più smaccate possono giovare.  Una delle fondamentali dice che M ed F sono uguali. Da ciò deriva una bella cascata di conseguenze antimaschili davvero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo capito che si può mentire sia con le verità che con le bugie e con una miscela delle due.  Certo, nel mentire, le verità sono insostituibili, ma anche le menzogne più smaccate possono giovare.  Una delle fondamentali dice che M ed F sono uguali. Da ciò deriva una bella cascata di conseguenze antimaschili davvero ghiotte, da leccarsi i baffi. E le ferite.</p>
<p><em><strong>Il diritto di realizzarsi e il dovere di sopravvivere</strong></em></p>
<p>Chi negherebbe che anche le DD hanno il diritto di procacciarsi un reddito, di intraprendere una carriera, di realizzarsi nella professione?  Peccato che a questo diritto femminile non corrisponda il simmetrico maschile, ma il  suo antispeculare: il dovere.</p>
<p>La grande mistificazione in cui viviamo ci ha resi ciechi di fronte al fatto che una donna che non abbia reddito proprio può avere, ed ha, una vita sociale perfettamente soddisfacente, piena  e completa. Tutti i bisogni della scala di Maslow sono soddisfatti: salvo quello apicale. Dalla gioventù alla vecchiaia.</p>
<p>Le ragazze senza reddito, come fu  e come è ancora, hanno i fidanzati che le  raccolgono e le <a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/06/loverscar2.jpeg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-917" title="loverscar2" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/06/loverscar2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>riportano a casa, che le conducono alle feste, ai momenti conviviali, agli incontri con gli amici,  alle gite, al cinema. Hanno uomini che pagano loro la pizza e qualche cena, che fanno i regali, che si accollano le ferie. Hanno chi le accompagna e riaccompagna in ogni luogo, spesate di tutto. Hanno poi – e si capisce &#8211; la vita sessuale che desiderano.  Il maschio non ha nulla di questo giacché nella relazione è quello che dà tutto, in cambio del sesso e un po&#8217; di comprensione. Dà &#8230;se ha qualcosa da dare.</p>
<p>Le femmine possono avere, hanno avuto e hanno una vita sociale pienamente soddisfacente pur senza avere alcun reddito. Un ventenne che non ne ha si trova la vita sociale dimezzata, se non preclusa, e la continenza come “opzione”.  Rischia la segregazione sociale, la solitudine, la castità,  la depressione e il disprezzo degli altri e di se stesso. Lo si insulta e sbeffeggia con l&#8217;epiteto di “sfigato&#8221;.</p>
<p>Quel che vale in gioventù vale dopo, giacché nulla muta. Le femmine senza reddito – la grande maggioranza nel passato – hanno avuto la metà (e più della metà) di quel che aveva il marito. Stessa casa, alimentazione, cure, viaggi, relazioni sociali, divertimenti etc. . Qualche vestito e qualche capriccetto in più a compensare il bere e il fumare di lui. Una sola cosa mancava: la realizzazione di sé nella professione, come se gli uomini trovassero la propria nel lavoro. Mentre ci trovano il minimo: il pane, la vita sessuale, le relazioni umane e la socialità di base. Il minimo basale.</p>
<p><em><strong>Sulla piramide di Maslow</strong></em></p>
<p>Eppure, di fronte al gran numero di disoccupati e al più grande ancora dei precari, noi -  obnubilati -  mettiamo sullo stesso piano quelle che hanno tutto, salvo la realizzazione di sé, con quelli che non hanno nulla e che sognano il minimo elementare: come un miraggio.</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/06/maslow1.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-914" title="maslow1" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/06/maslow1.jpeg" alt="" width="225" height="225" /></a><br />
Mentre le une sono “frustrate” nella ricerca di quel tesoro che sta al vertice della piramide, gli altri sono impediti nell&#8217;ottenere il minimo assoluto che ne sta alla base.</p>
<p>Tuttavia, giacché menzogna dice che sono uguali, vanno trattati nello stesso modo. Quasi. C&#8217;è qualche doveroso aiutino per quelle che – per definizione – non possono diventare “sfigate”.</p>
<p>Sovrana menzogna a fondamento di un&#8217;intollerabile ingiustizia, madre maligna di immensi mali individuali e sociali. Presenti e futuri.</p>
<p>Rino D.V.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;altro volto del male</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2011/04/14/laltro-volto-del-male/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 20:12:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitto dei sessi]]></category>

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		<description><![CDATA[“Risultato di questa evoluzione è il generalizzarsi della
vittimizzazione  delle donne e della colpevolizzazione
degli uomini. Senza arrivare agli eccessi di Dworkin
o di MacKinnon, la donna va pian piano assumendo lo stesso
statuto del bambino: debole e innocente. […].
Si ritorna agli stereotipi di una volta  – ai tempi
del vecchio patriarcato –  quando le donne, eterne minorenni,
ricorrevano,  per farsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right"><em>“Risultato di questa evoluzione è il generalizzarsi della</em></p>
<p style="text-align: right"><em>vittimizzazione  delle donne e della colpevolizzazione</em></p>
<p style="text-align: right"><em>degli uomini. Senza arrivare agli eccessi di Dworkin</em></p>
<p style="text-align: right"><em>o di MacKinnon, la donna va pian piano assumendo lo stesso</em></p>
<p style="text-align: right"><em>statuto del bambino: debole e innocente. […].</em></p>
<p style="text-align: right"><em>Si ritorna agli stereotipi di una volta  – ai tempi</em></p>
<p style="text-align: right"><em>del vecchio patriarcato –  quando le donne, eterne minorenni,</em></p>
<p style="text-align: right"><em>ricorrevano,  per farsi proteggere, agli uomini della famiglia. […].</em></p>
<p style="text-align: right"><em>A essere messo sotto accusa è il principio stesso di virilità. […].</em></p>
<p style="text-align: right"><em>L’accusa collettiva “sempre e ovunque”  gli</em></p>
<p style="text-align: right"><em>conferisce  [alla Male Dominance] un che di naturale,</em></p>
<p style="text-align: right"><em>di innato e universale che fa orrore”.</em></p>
<p style="text-align: right">Elisabeth Badinter, La strada degli errori. Il pensiero femminista al bivio</p>
<p style="text-align: right">
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">*****</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: center">LEI, CON QUALCHE RAMMARICO, DICHIARA:</p>
<p style="text-align: center">&#8220;HO AVUTO IO IL RAPTUS&#8221;</p>
<p style="text-align: center">
<p>Quando leggo Report come questo, che invio alla Vs attenzione non posso che riconoscere l’evidenza: si celebra anche così la degenerazione dei rapporti umani, l’inarrestabile traumatofilia serpeggiante in seno alla società occidentale. Oramai, tale teatro della crudeltà entro la scena del vittimismo ci sorprende sempre meno, anche se continua a turbarci emotivamente sul piano della fiducia e della tragica empatia con tanta parte dell’umanità offesa. La pratica della simulazione criminosa (a scopi di lucro, o vendetta), quella di molte violentatrici morali, è un movente che molte donne, da “crimine medio”, stanno perseguendo con l&#8217;ottusa (ed assurda) vertigine (si legge: delirio di onnipotenza) che la storia delle discriminazioni e dei totalitarismi (Terzo Reich) le riconosce.</p>
<p>A questo indirizzo, l&#8217;ennesimo &#8220;coriandolo&#8221; di fascismo al femminile: http://www.centriantiviolenza.it/</p>
<p>Nazi-femminismo non si declina al singolare; chi erano &#8211; e sono &#8211; costoro?</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/nazjugend.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-842" title="nazjugend" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/nazjugend-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nessun sistema totalitario (di destra, sinistra, che importanza ha?) potrebbe funzionare senza l&#8217;assenso amorevole, da &#8220;veleno gentile”, di più o meno anonime esecutrici, madri, sorelle, vicine di casa, concittadine divenute aperte promotrici del totalitarismo. Che hanno promosso la tortura di altre donne e altri gruppi etnici, che hanno propagandato l’umiliazione dei più deboli, che sono state corree, o solo lesivamente servili. Tutta l’antropologia femminista americana che nega “per principio” la distruttività al femminile ambisce a cancellare, per l’appunto, la memoria (e l’interesse storico per lo studio) delle partecipazioni femminili ai crimini storici, interessandosi a ridefinirli, a ricollocare tutto nell’ordine naturale, i.e. femminile, delle cose.</p>
<p>La figura del correo, non dimentichiamolo, è colpevole almeno quanto l’autore principale dell’azione criminosa, così come l’istigatrice all’atto violento (anche sotto le mistificanti spoglie dell’aggressività passiva) assolve un ruolo determinante (cioè, propriamente decisivo) in qualsiasi azione tesa a nuocere. Se poi l’intento si orienta a catturare, eliminare, o anche solo terrorizzare, donne e uomini, ragazze e ragazzi, siamo in presenza di reati inter-individuali, collettivi, in cui l’ottuso strumento dell’analisi di genere non funziona più.</p>
<p>Il famigerato programma nazista T4, comprendente l’eliminazione dei diversamente abili, efficacemente rappresentato televisivamente qualche mese fa da Paolini (che infatti, non poteva nascondere l’attiva, e “creativa”, partecipazione <a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/sbarre1.jpeg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-833" title="sbarre1" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/sbarre1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>delle donne tedesche al delirio nazionalista del “genocidio terapeutico”) come avrebbe potuto funzionare senza la &#8220;primaverile&#8221;, fatidica e metodica dedizione delle patriote, delle esecutrici, delle sorveglianti ideologiche tedesche?</p>
<p>Vox Mulierum vox dei.</p>
<p>Poiché le donne, nella famigerata vicenda degli anni 1940 hanno incontestabilmente rappresentato il sottovalutato &#8211; tragico ed eticamente inaccettabile, almeno oggi &#8211; elemento di continuità. Hanno operato da protettrici simboliche, teoriche e pragmatiche, per la gestione manageriale di un’intera organizzazione della discriminazione e dell’eliminazione collettive.</p>
<p>In quegli orribili 12 anni la teoria discriminatoria, posta alla base dello sterminio amministrato, ha funzionato come dottrina (come rischia di tornare ad essere) mistico-sociale; redentiva e promotrice di un solo gruppo nazionale di donne: quello germanico-ariano.</p>
<p>C&#8217;è stata forse una “Norimberga dei crimini femminili nazisti”? Considerati gli indicibili orrori e la disperazione che ha arrecato alle vittime (anche queste) donne, di altri gruppi etnici (soprattutto dell’est Europeo); di altre culture linguistiche; di altre nazioni?</p>
<p>Per tutto ciò, come può un individuo di genere femminile, di cultura almeno medio-bassa sottrarre (per principio) le donne classificate secondo la variabile nazionale (donne-tedesche; donne-americane) alle loro responsabilità storiche nell&#8217;organizzazione collettiva, nel mantenimento e nella copertura della violenza di massa operate da un’intera nazione? Che ruolo motivazionale hanno svolto le donne USA nell’olocausto indiano?</p>
<p>Passando alle colpe europee, Magda Goebbels venne abbagliata dalle mostrine e dalle coccarde esposte nelle adunate “funebri” del Reich? Fu un’adolescente senza rimedio, e si dovrebbe considerare come solo passivo (o solo strumentale; con rilutttanza) il rapporto che coltivò con l’antisemitismo, sentimento che quasi tutte (si ripete; quasi tutte) le donne tedesche condivisero appassionatamente coi loro “maschietti”, sciocchi ma evidentemente efficaci nel catalizzare su di loro ogni responsabilità nazionalista?  Hannah Reitsch (l&#8217;eroina germanica, il modello di fanatismo acrobatico che ogni aviatrice sogna di emulare, e che piombò su una Berlino da apocalisse wagneriana, per incontrare il &#8220;suo&#8221; Führer; morendo molto dopo, nel 1979) prese un abbaglio con i suoi trascorsi nazionalsocialisti, e come giudicare benevolmente il suo furore militarista, la sua dedizione al matriarcato nazista, il suo sordo odio per le donne slave? Il nazionalismo razziologico è un sentimento innocente ed accettabile solo perché provato da una donna? E non si trattò (in quello e in molti altri casi) invece, della classica patriota, della solita “vendicatrice protetta” (dagli uomini, dai necrofori in uniforme per cui lavorava)?</p>
<p>Intanto la storia l&#8217;ha registrata come l’ennesima impunibile, anzi, di più! Sono oramai molti i profili di donne compromesse con l’intera progettazione nazista, come è stata quella del Reich millenario, le cui imprese sono state ricodificate nell’accettabile prosa delle “biografie tecniche”. Così possono definirsi i “medaglioni” approntati per questi soggetti (come anche l’ambigua, fanatica Leni Riefenstahl), con punti “di carriera”, depurati da elementi critici, imbarazzanti, o solo problematici sul piano etico. In altri termini, il femminismo occidentale sta cercando di “trattare” questa massa discordante di informazioni storiche, di edulcorarle, di modo che la letteratura biografica presa in esame ne esca presentabile per gli scopi attuali. L’interesse va alle formule assolutorie per la “lei” considerata: 1. non sapeva, anche se ha partecipato “con intelligenza” all’apparato nazionalista; 2. non voleva, anche se concordava con le scelte antisemite di amiche, compagni ed amici maschi tedeschi; 3. ha cercato &#8211; poiché donna [!] &#8211; di aiutare sistematicamente molte donne ebree e slave, anche se questo non risulta granchè agli atti.</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/sbarre2.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-834" title="sbarre2" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/sbarre2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Attenzione! Il revisionismo si orienta a pretese di rilancio politico, non emerge solo da un senso di colpa che si cerca sordidamente di soffocare, rifiutando ogni evidenza deduttivo-fattuale. L’apologetica antistorica è una malattia culturale, ma serve anche come metodica per scaricare all’esterno della propria settaria realtà inconfessabili rancori, riservandosi il diritto di continuare i crimini che al correo/correa sono attribuiti. Non è solo una furba e meschina pratica di infantilizzazione delle attribuzione di responsabilità politiche e sociali, è molto di più.</p>
<p>Nel nazifemminismo teorico (si pensi alle teorica dell’eliminazione di genere, Mary Daly e al suo libello, in puro stile nazional-socialista, Quintessence), si cerca costantemente di re-istruire il diritto con interpretazioni metastoriche, o anche di sottostimarlo con un’autentica, superiore, teologia della violenza femminista. Trasfigurazione dei fatti, e delle tradizioni culturali, intese a promuovere una sorta di congrega di purificatori sociali – avversatori del non regolare, del diverso – che tanto fa pensare ai deliri psichiatrici dei custodi dell’ordine nero, cioè degli eutanasici SS.</p>
<p>Non diversamente dall’ordine vegetariano (ed apparentemente animalista) di Himmler lo scopo dell’apologia misandrica consiste nel cancellare le responsabilità storiche di chiunque non sia maschio, in qualsiasi società tali crimini siano stati compiuti. Il clamoroso caso della riconosciuta assassina Sakineh è un caso emblematico del principio imperialista, a cui il femminismo patriota americano si è appassionatamente dedicato in oltre un trentennio di osservanza strategica. In questo senso, i pregiudizi sessisti di molte femministe radicali possono, ancor oggi, far comodo a molti nazionalismi dominanti e quindi, paradossalmente, favorire il tanto vituperato patriarcato militare, che ancora domina.</p>
<p>Secondo l’apologia radicale il “crimine non è mai donna”, e non può esserci una fenomenologia ed un’analisi del crimine socialmente perseguibile che non sia genderista.</p>
<p>Sulla somiglianza fra propaganda femminista ed ideologia nazional-socialista si parlerà in seguito, nei prossimi interventi. Per ora basti dire che il rifiuto dell’equità potrebbe causare alla lunga delle inquietanti derive ideologiche, e delle omissioni manipolative e distorcenti, modificando il volto alla storiografia. Pericolo per la civiltà che Elisabeth Badinter (la famosa femminista francese) ha ben definito “deriva americana”. Forse che le Liberated Women americane si siano stracciate le vesti dopo Abu Ghraib? Non è ciò che si legge e si è letto.</p>
<p>Non è facilmente immaginabile la soddisfazione delle patriote americane nella magica scoperta di quei (umilianti, distruttivi) fatti e di quei “momenti” della sofferenza al maschile: “finalmente, siete voi maschi a essere violentati; e siete persino arabi”.</p>
<p>Il nazionalismo, ancora a braccetto con le donne che odiano e umiliano; e ancora la stessa sintomatologia sociale: la classificazione etnica; la tortura; l’odio contro il corpo dei colpevoli (di cosa?).</p>
<p>Se (e, se ciò si avverasse, sarà peggio per la futura serenità mentale delle donne) non avremo spazio, se verremo censurati ed “imbavagliati”, se subiremo ulteriore (e gratuita) violenza morale e fisica da donne scisse, o (peggio<a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/sbarre3.jpeg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-835" title="sbarre3" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/sbarre3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> ancora) da donne-kapò, federate a &#8220;maschi pentiti&#8221; dovremo fare professione di democrazia. Per noi e anche per coloro che si sono perdute, poiché le donne occidentali (per superbia) sono oramai in auto contatto, cioè concentrate solo su loro stesse.</p>
<p>Una mia amica (liberata, emancipata) diceva: “è la faccia che se ne deva andare dallo stivale!”. Bè, allora dovremo superarci in umanitarismo per riprendere &#8211; con dignità e correttezza &#8211; la basilare nozione di &#8220;diritto umano&#8221;, di illuminista memoria e di femminista dimenticanza.</p>
<p>Intanto, si potrebbe dire agli uomini della Penisola: per cominciare, non sposatevi; per continuare pensate anche al passaporto di chi dice di amarvi; per finire, considerate sempre l’opzione della fuga.</p>
<p>Prima o poi, almeno le donne col &#8220;colpo in canna&#8221;, cioè quelle normalmente disturbate (in questa alterata, allucinata realtà quotidiana della normalità psicotica), finiranno per riconoscere che il loro continuo appoggio alle leggi discriminatorie vale come risultato da un sentimento sviluppato storicamente nella società di appartenenza, più che nel partito di genere. Sentimento grottesco e spaventoso, ma gratificante (inoltre, mai messo, per principio, in discussione); com’è altrettanto autentica l&#8217;adesione della gran quantità delle donne a questa versione odierna, &#8220;pop&#8221; (ma altrettanto pervasiva e spaventosa, com&#8217;è il genderismo) delle tanto vituperate Leggi di Norimberga; questa volta il nazismo è puramente di genere.</p>
<p>Solo affrontando seriamente il problema psichiatrico e farmacologico che sembra preparare il mascheramento vittimistico inerente alla dimensione dell’attacco domestico al femminile, potremo [forse, se non è tardi!] analizzare, in una dimensione psico-fisica, e non più ideologica, anche il tanto pubblicizzato immaginario antitetico (contro il “viriarcato”), regressivo e violento, rappresentato dell’ideologia globale della supremazia femminista.</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/femdom.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-840" title="femdom" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/femdom-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Dovremo studiare come essa operi, dovremo studiare i loro testi per ragionare su quel’è il loro interesse, e il loro approdo legislativo più probabile. Il loro scopo, purtroppo, anche nel campo del diritto europeo, che in materia di arbitrio femminile è sempre meno legato alla socialità organica e sempre più legato ai privilegi personali (oramai, neanche pubblicamente negati), o di casta.</p>
<p>&#8220;Voglia di stravincere?&#8221;. Nella cultura americana la locuzione è (da industrializzazione del crimine) “Overkilling”. L’importante è andare “fuori scala”, quando si vuole evirare la dignità maschile. Non si tratta di confrontarsi in un gioco leale, poiché, nel contesto, la dialettica uomo donna non vale affatto come gara, ma equivale ad una pulsione avversativa primaria e pre-edipica, seguendo la prassi di un’esecuzione annunciata. Non si vuole gareggiare (al contrario!), ma togliere dal gioco quello su cui hai posato gli occhi; svalutarne i diritti e la sensibilità, frodarlo e derubarlo di tutto quello che ti serve. Ecco che i piaceri “pigri” sono diversi e tra i più fantasiosi: annichilire; sconfiggere senza fatica; millantare possibilità di minaccia per colpe supposte, scatenare la paura esistenziale nell’altro. Come epilogo, quando il nemico è proprio al tappeto (come insegna molta necrofila cultura di massa) non fermarsi, neanche in quel caso.</p>
<p>Leggiamo i resoconti dei processi; interessiamoci alla sofferenza (indicibile!) con cui i “maschi” di oggi lasciano la propria casa (ah, non si dimentichi che l’uomo paga con il solito mutuo oltre i 20 anni), e i figli, alla “lei”; che ha da tempo presidiato la casa con il suo nuovo “compagno”. In queste dinamiche manipolative, cioè di potere, quanto sono untuose, inutili ed ambigue le parole! Perdono il loro significato originario: compagno; alimenti; parità. Quando a dominare è il solo interesse, così denso e manifesto che si potrebbe tagliare con la lama di un coltello.</p>
<p>L’esecuzione dell’inerme è solo odio a buon mercato, e infatti, non stranamente si sviluppa in condizioni non avverse, ma spesso, formalmente favorevoli, e non contro soggetti minacciosi, ma contro soggetti semplicemente dignitosi. Forse, per chi è esterno alle scelte soggettive, risultano un po’ ingenui e superficiali, almeno nello scegliersi la “compagna”.</p>
<p>Le vendicatrici della normalità psicotica sembrano avere una gran voglia di vendicarsi, ben sapendo che verranno socialmente incoraggiate a farlo; in primo luogo dai giudici.</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/fratturaMF1.jpeg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-838" title="fratturaMF" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/04/fratturaMF1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La scelta rimane semplice: cercano di attaccare i soggetti apparentemente non distruttivi, quelli che non sono portati a difendersi “a tutti i costi”. Il desiderio violento suddetto è quella primordiale, di fare “pigramente” male a qualcuno, strillando poi per l&#8217;impunità.</p>
<p>Sadianamente (e coerentemente agli assunti esposti) l’egomaniaca media non regge la vita associata, non tollera altro fuori da sè, vive di paurose nevrosi derivate da proiezione narcisiste; ed infatti, si lamenta di essere sola, senza amiche, senza autentica affettività.</p>
<p>Ciò conduce ai tetri paradigmi dominanti: di ascendenza discriminatoria, anti-biologista ed antidemocratica.</p>
<p>La donna occidentale rischia di farsi sedurre da vere e proprie pulsioni hitleriane, che però, per quanto siano trasfigurate dagli inevitabili “maschietti” fiancheggiatori, non possono del tutto nascondere la distorta, smodata passione per l&#8217;onanismo della violenza ed il rifiuto dell&#8217;altro, che oggi i tanti episodi di violenza, non solo domestica, intrapresa da donne portano alla luce.</p>
<p>A tutte le donne senza la coda, soprattutto se di paglia.</p>
<p>R. Csendes, Trieste</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Ragguagli di Mitteleuropa</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2011/03/02/ragguagli-di-mitteleuropa/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 18:09:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitto dei sessi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Osservazioni sulle derive del femminile nell&#8217;Europa di Mezzo.
di R. Csendes  &#8211; Trieste
^^^^^
Questi dolori non possono essere
sottovalutati, poiché riguardano
la metà del genere umano.
(Elizabeth Badinter, La strada degli errori. Il pensiero femminista al bivio)
***
Dopo tanti anni di capriccioso, onnipresente oscurantismo qualcosa sembra muoversi. Complice la crisi economica, appare chiaro che “darsi addosso” diventi un metodo di comunicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: center">Osservazioni sulle derive del femminile nell&#8217;Europa di Mezzo.</p>
<p style="text-align: center">di R. Csendes  &#8211; Trieste</p>
<p style="text-align: center">^^^^^</p>
<p style="text-align: right"><em>Questi dolori non possono essere</em></p>
<p style="text-align: right"><em>sottovalutati, poiché riguardano</em></p>
<p style="text-align: right"><em>la metà del genere umano.</em></p>
<p>(Elizabeth Badinter, <em>La strada degli errori</em>. <em>Il pensiero femminista al bivio)</em></p>
<p style="text-align: center">***</p>
<div id="attachment_820" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/Trieste1.jpeg"><img class="size-thumbnail wp-image-820" title="Trieste1" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/Trieste1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Trieste</p></div>
<p>Dopo tanti anni di capriccioso, onnipresente oscurantismo qualcosa sembra muoversi. Complice la crisi economica, appare chiaro che “darsi addosso” diventi un metodo di comunicazione sempre meno nobile, almeno per quanto preventivato dalle <em>Erinni</em> della tarda modernità.</p>
<p>Occorre spiegare a chi vuole ascoltare che la violenza ed il degrado vigenti nei dissapori di genere sono pratica comune in tutta la società, e non più solamente, come dice l&#8217;assurda, dicotomica cultura anglo-americana (quella di esportazione, sia ben chiaro, non quella che fanno a casa loro) &#8211; che le donne italiane hanno pedissequamente copiato &#8211; un problema riferibile esclusivamente all&#8217;uomo e alle sue invocate colpe congenite.</p>
<p>Una cosa è certa, la donna d&#8217;Italia ci è contro; contro sul posto di lavoro; contro nei fatti della coppia; contro, purtroppo, in casa; contro, ancor peggio, nella vita pubblica quotidiana; contro nelle relazioni formali, contro infine, negli impegni della vita, quelli inderogabili: convivenza civile; accettazione, non sempre facile, delle prerogative altrui; momenti di difficoltà finanziarie e familiari; precaria diffusione di una cultura evoluta, favorevole alla collaborazione inter-etnica e multiculturale. Poi, arriva l&#8217;uomo di potere e tutto è correntemente rinegoziabile, anche la dignità (Pride? Dignity?) assieme al dogma avversativo che, evidentemente, non è poi così intoccabile.</p>
<p>Ciò si osserva, con più chiarezza, al momento di comparare le dottrine del rifiuto e della</p>
<div id="attachment_821" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/Lubiana.jpeg"><img class="size-thumbnail wp-image-821" title="Lubiana" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/Lubiana-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Lubiana</p></div>
<p>ghettizzazione di genere, così trendy, con quanto è vissuto pacificamente nei paesi dell&#8217;est europeo. L’impressione è che a Beograd, o a Bratislava, intervengano più variazioni nei comportamenti sentimentali, e più apprezzamenti “umanistici” da parte di ambo i generi (non censori né, per principio, oppositivi e classisti) sui misteri dell&#8217;amore.</p>
<p>Il “maschio pentito”, alla ricerca del sospirato attestato di “femminilità” che ne concretizzi l’alto grado di accettabilità presso il club delle Amazzoni, imberbe mascotte sulla scena sull’evirazione felice, non riscuote gran successo in piccole e vivaci città, come Split o Maribor. Chiamano la conoscenza approfondita dei paesi stranieri “turismo eccetera”, ma, provincialismo moralistico a parte, come definire allora la corte delle promozioni “generose”, ovvero l’alto Ranking conquistato [?] dalle donne della politica “giovane” e come chiamare con invitanti eufemismi tali fenomeni così italianamente radicati: “nuovo garantismo?”; “promozione postmoderna?”; “professionalità complessa?”</p>
<p>Senza contare che, ad esempio, per una donna slovena di classe popolare, cercare di indurre nel “suo maschio” il disgusto esistenziale, l’asservimento, l&#8217;avvilimento e il disagio non comporta le solite immancabili soddisfazioni. Al contrario, la donna italiana sembra “rinnovarsi” al momento di canzonare le incertezze dell’uomo, sbugiardandone le difficoltà, lo spaesamento ed il dolore anche fisico. Altrove, negli ambiti della convivenza sociale, tali sintomatologie psicotiche, quali l’“ottimismo misandrico” non hanno gioco, poiché nessuna pedagogia avversativa sembra poter più offrire un contributo positivo alla sostenibilità dell’esistente. Questo, almeno, nella lezione apprendibile dai genitori &#8211; e dalla società di riferimento &#8211; poi, nei casi particolari, ovunque si possono imporre le formule anti-educative tristemente conosciute.</p>
<p>Sarà, forse, che erano paesi socialisti, fatto sta che l&#8217;&#8221;inibizione&#8221; non era [ne è] considerata questa gran qualità individuale, e neppure un’invidiabile virtù civica. Per le culture etniche <em>la volontà castrante e punitiva è recepita come </em>prova di inettitudine e vigliaccheria, oltre che come complesso problema psichiatrico e farmacologico (sono paesi con una medicina di prim&#8217;ordine), su cui la società non ha difficoltà ad esprimersi.</p>
<p>Nell&#8217;odio cieco per il maschio ogni donna emancipata legge la penosa (ma anche spaventosa) incapacità che molti esseri umani hanno di poter vivere sentimenti che siano, effettivamente, propri, al di fuori dell’odio.</p>
<div id="attachment_822" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/Zagabria.jpeg"><img class="size-thumbnail wp-image-822" title="Zagabria" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/Zagabria-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Zagabria</p></div>
<p>Non è tutto oro, certo (ci mancherebbe!), ma, in linea generale, per molte donne slave (ceche; slovacche, soprattutto) l&#8217;uomo è, talvolta, la controparte, ma non certo un personaggio da educare (“addomesticare”), o un inferiore da perseguitare, odiare e distruggere moralmente. Per chi ha superato i vent’anni, quello che impressiona è il rancore diffuso per la vitalità esterna, per ciò che si stima autonomo ed adulto. Quando invece, per le donne orientali nate fino al 1990, il &#8220;sogno&#8221; di considerare l&#8217;uomo, al più come un barbocino rosa o una dama da compagnia ansiosa e passiva corrisponde ad un progetto di conquista assurdo e sospetto e, in ogni caso, inutile per il rafforzamento dell’orgoglio personale.</p>
<p>Fatto salvo questo, è molto probabile che queste differenze etniche tenderanno a stemperarsi nel tempo.</p>
<p>Nei litigi (anche quando molto accesi) le donne delle culture etniche sono più tolleranti, non reputano necessario chiamare le forze armate a casa tutte le volte, cercando di terrorizzare il compagno, ambendo a sopraffarlo in ogni sciocca contestazione.</p>
<div id="attachment_823" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/Bratislava.jpeg"><img class="size-thumbnail wp-image-823" title="Bratislava" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/Bratislava-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Bratislava</p></div>
<p>Insomma, allargando l&#8217;orizzonte, le attuali difficoltà muliebri emerse nella dimostrazione e condivisione dell&#8217;esperienza affettiva sembrano legate a discriminazioni culturali e pregiudizi etnici. Le italiane dicono cose molto negative sulle popolazioni slave, anche se si tratta, com’è facilmente immaginabile, di scontate reazioni competitive che si sommano a pregiudizi discriminanti solidamente acquisiti. <em>Fair Play, </em>questo sconosciuto.</p>
<p>Tristemente, i problemi di relazione manifestati dalle donne attuali sono accompagnate da logorroiche pseudo-argomentazioni, riferibili alla minacciosità manifesta nel differenziale anatomico, o all&#8217;“indecenza” e accidentalità biologica dell’essere maschi.</p>
<p>R. Csendes</p>
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		<title>&#8220;E&#8217; tutta colpa vostra&#8230;&#8221;</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2011/02/24/e-tutta-colpa-vostra/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 17:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitto dei sessi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ricevo e pubblico
***
La scrivente è una donna che ha letto il Vostro sito.
La mia terapista mi diceva sempre: sei tu che hai permesso di farti fare del male.
Allora la odiavo, oggi la ringrazio.
Signori, se il Vostro scopo è apparire dei martiri, bene!, allora ci siete riusciti.
Tuttavia &#8230;tuttavia mi ricordo che i Signori uomini non sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align: center">Ricevo e pubblico</p>
<p style="text-align: center">***</p>
<p style="text-align: left"><em>La scrivente è una donna che ha letto il Vostro sito.<br />
La mia terapista mi diceva sempre: sei tu che hai <strong>permesso</strong> di farti fare del male.<br />
Allora la odiavo, oggi la ringrazio.<br />
Signori, se il Vostro scopo è apparire dei martiri, bene!, allora ci siete riusciti.<br />
Tuttavia &#8230;tuttavia mi ricordo che i Signori uomini non sono così sprovveduti come li dipingete sul sito,  anzi sanno difendersi egregiamente e sanno essere<br />
anche astutamente cattivi.<br />
Saluti Myriam<br />
P.S. : avete permesso di farvi fare del male, tutto qui.</em></p>
<p style="text-align: center">***</p>
<p style="text-align: left">Se un tale ti azzoppa,  tu e la legge e tutti noi, ne diamo la colpa a lui, non a te. E&#8217; lui il reo.</p>
<p style="text-align: left">Se tu azzoppi qualcuno &#8230;la colpa è sua. E&#8217; lui che <strong>si è lasciato azzoppare</strong>. Così, vedendolo claudicante, lo puoi anche deridere.</p>
<p style="text-align: left"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/bracciostampella.jpeg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-803" title="bracciostampella" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/bracciostampella-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p style="text-align: left">Sono molte le DD che &#8220;risolvono&#8221; la Questione Maschile in questo modo, bastonando il cane che affoga. E&#8217; difficile dire che ciò derivi da benevolenza e da lealtà. Sembra piuttosto nascere da rancore e viltà.</p>
<p style="text-align: left">Però c&#8217;è del vero: infatti in una certa parte del  mondo ci sono uomini che non si lasciano azzoppare. Così quantomeno non vengono derisi. Accade nelle terre di Allah.</p>
<p style="text-align: left">Se ti pare che per le femmine sia meglio, non ti resta che attendere.</p>
<p style="text-align: left"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/2010/02/02/soltanto-un-dio/">Forse è proprio vero che ormai soltanto un Dio ci può salvare&#8230;</a></p>
<p style="text-align: left">RDV</p>
<p style="text-align: left">
<p style="text-align: left">
<p style="text-align: left">
<p style="text-align: left">
<p style="text-align: left">
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<p style="text-align: left">
<p style="text-align: left">
]]></content:encoded>
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		<title>Bianca di Romania</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2011/02/22/bianca-di-romania/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 19:32:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitto dei sessi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricevo e pubblico senza correzioni perché gli errori &#8211; più che legittimi &#8211; trasmettono una simpatica freschezza al post
*****

Ciao.
Vi scrivo, perchè ho letto*  un poco tardi i mesaggi dei UOMINI italiani con riferimento alle donne romene. Adesso ho trovato questo forum, mentre cercavo dei documenti che mi sono necesari qui in italia, al consulato romeno di roma. Comunque, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center">Ricevo e pubblico senza correzioni perché gli errori &#8211; più che legittimi &#8211; trasmettono una simpatica freschezza al post</p>
<p style="text-align: center">*****</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/CastRomania.jpeg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-789" title="CastRomania" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/CastRomania-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		TD P { margin-bottom: 0cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><em>Ciao.</em></p>
<p><em>Vi scrivo, perchè ho letto*  un poco tardi i mesaggi dei UOMINI italiani con riferimento alle donne romene. Adesso ho trovato questo forum, mentre cercavo dei documenti che mi sono necesari qui in italia, al consulato romeno di roma. Comunque, anche si ci sono passati 6 anni da quella conversazione* io vorrei rispondere a tutti quelli uomini che hanno scritto le loro repliquè riguardando le donne romene. </em></p>
<p><em>Non so si questa lettera mia sara ulterioramente publicata sul forum però, ritengo molto importante per me rispondere a le loro acussazioni&#8230;.che mi fanno pensare come possono certe personne giudicare e fare del male&#8230;.riguardando a me io sono una romena di 32 anni laureata in giurisprudenza, e sono venuta in italia da 2 anni &#8230;.vivo qui con mio finanzato che è italiano ed abbiamo deciso di sposarci, siamo insieme da 6 anni,oramai.</em></p>
<p><em>Oggi cercando documenti come ho già detto al inizio, ho trovato questo forum dove certi uomini italiani scrivono delle cose cosi cative nei confronti delle donne del est e specialmente le romene. Vorrei chiedere a questi &#8220;esseri umani&#8221; di non denigrare una entera nazione per colpa di quelle poche ragazze che hanno un comportamento sbagliato riguardando gli estranieri.</em></p>
<p><em>Io personalmente, sono orgoliosa del mio paese e anche di mio amore che ogni giorno è piu grande e mai&#8230;mai non ho pensato di stare con mio finanzato per gli soldi o per vari BENEFICI materiali.</em></p>
<p><em>Voglio ancora precisare, che io provengo da una famiglia onesta (mio padre, ex colonelo del esercito romeno e mia mamma ex lavoratrice in banca romena) quindi non sono una di &#8220;quelle&#8221; avide per gli soldi..ma sono venuta in italia solo perchè amo il mio finanzato e non per altri motivi materiali o di qualsiasi altra natura&#8230;.cari bruno62&#8230;.o altri che avete conosciuto queste donne romene in bar o in nightcluburi&#8230;come ditte, perchè invece non avete cercate nelle ragazze serie, oneste e con paura di dio, si volevate conoscere una ragazza straniera? andate da una categoria di &#8220;donne&#8221;, e poi parlate della seriosità delle donne romene? io non so come siete non vi conosco però i vostri comenti li, sono molto cativi e posso dire anche rasisti&#8230;.si pensate cosi delle donne del est perchè non cercate tra le donne italiane una compagna? in finale della mia lettera posso dire che i vostri mesaggi mi fanno una altra volta pensare alla superficialità umana, e alla mancanza di belli ideali e dei belli sentimenti. </em></p>
<p><em>Con sincerità. Bianca.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: center">*****</p>
<p>Cortese Bianca,</p>
<p>la tua lettera tocca un tema che riguarda la  QM  solo indirettamente, quando parli  di &#8220;belli ideali e belli sentimenti&#8221; che sembrano svaniti. E&#8217; vero, ma non sono stati gli uomini a farli svanire. Sono state le donne occidentali, adesso aiutate da molte straniere.</p>
<p>E&#8217; probabile che ti sfugga quasi del tutto ciò che è avvenuto in Italia nel rapporto tra donne e uomini, il cambiamento avvenuto negli ultimi 40 anni. Probabilmente non sai cosa sia stato il &#8216;68 (qui e altrove in Occidente, giacché ad Est non ci fu nulla di simile e cmq tu sei troppo giovane), cosa  sia avvenuto negli anni &#8216;70, come si siano evolute la società, i valori, le leggi e i costumi da allora.  Non puoi quindi percepire la gravità del tradimento che le donne italiane, succubi del femminismo, hanno perpetrato nei confronti  degli uomini, a cominciare dalla micidiale beffa della &#8220;liberazione sessuale&#8221; per proseguire con il mantenimento a vita della ex moglie (cosa che stupisce le russe e le ucraine, &#8230;e forse anche le romene ) e diecimila altre fandonie e ricatti di cui parliamo nei siti del Movimento maschile.</p>
<p>La situazione è tale che un numero crescente di uomini si sta allontanando dalle donne con il dente avvelenato e qualcuno di essi viene a scrivere sui forum maschili. E fanno di ogni erba un fascio, mettendole tutte  insieme nel cesto delle speculatrici e delle misandriche. Questo è sbagliato ed offensivo per quelle donne che non sono né l&#8217;una né l&#8217;altra cosa.</p>
<p>Tuttavia ci sono dei fatti che non si possono negare. Le donne preferiscono gli uomini ricchi, o almeno posizionati, dai quali avere stabilità e certezze economiche. Vale per le italiane e per tutte le altre. Una volta il matrimonio dava a loro quelle garanzie ed esse davano in cambio cura e sesso. Adesso danno quello che vogliono, finché lo vogliono. Dopodiché  buttano il marito sulla strada e si tengono tutto. Italiane o straniere.</p>
<p>Perché le straniere sposano gli italiani? Non mentiamo: è perché sperano in una vita materiale migliore, non perché i maschi italiani siano migliori dei romeni. Se non si riconosce questa verità, parlare è vano. Gli italiani d&#8217;altra parte si aspettano sesso. Ne aspettano tanto e senza doverlo elemosinare (diversamente da come devono fare con le italiane), condito con un po&#8217; di cura e magari di rispetto e di stima. Molti lo trovano, ma molti anche lo perdono presto.</p>
<p>Il numero dei maschi rovinati dal fascino delle russe e delle romene  cresce a vista l&#8217;occhio. E&#8217; inutile negarlo. E si tratta spesso di uomini che già erano stati  bastonati dalle italiane. Rovinati significa questo: che le straniere sembrano diverse ma poi molte non lo sono**.</p>
<p>Così gli uomini scoprono che i &#8220;belli ideali e belli sentimenti&#8221; sono solo quelli che provano loro mentre da parte femminile c&#8217;è quasi solo calcolo mascherato. Non è sempre così,  né per le italiane né per le straniere. Ma lo sperimentano soltanto molti anni dopo quelli che non vengono messi a digiuno di sesso e che non vengono cacciati dalla loro casa.</p>
<p>I delusi sono amareggiati e diventano cinici e cattivi e mettono tutto in un unico calderone, dicendo che le DD sono tutte sgualdrine o che lo sono tutte le romene, le russe etc.. Questa è una offesa ed è giusto che tu la respinga.</p>
<p>Ma non c&#8217;è solo questo. Esiste purtroppo anche una cascata del disprezzo, che parte da Oslo e arriva ad Addis Abeba. I popoli dei paesi ricchi disprezzano quelli dei paesi più poveri. E alcuni dei nuovi ricchi si dimenticano di essere stati poveri, come fanno adesso gli italiani. Come se non bastasse esiste però anche un problema di civiltà, di senso civico e del dovere, di rispetto delle regole, di onestà collettiva. E qui bisogna riconoscere che come l&#8217;Italia è indietro rispetto alla Svizzera qualche altro paese può essere indietro rispetto all&#8217;Italia. Cose vere e cose false, tutto contribuisce alla cascata del disprezzo. Bisogna liberarsene.</p>
<p>In ogni caso è legittimo e doveroso sentirsi fieri di appartenere al proprio popolo, non importa se grande o piccolo perché ogni lingua-cultura è irripetibile, carica di storia e di arti, saperi e tradizioni uniche. Deve essere salvata e portata al futuro.</p>
<p>Quanto a me non posso parlare con una persona romena senza citare e lodare uno dei pochissimi pensatori che stimo davvero eccelsi: E. Cioran, insieme ad altri, ma prima di altri vera gloria della cultura romena.</p>
<p><a href="http://www.culturaromena.it/Home/tabid/36/articleType/ArticleView/articleId/164/language/ro-RO/Default.aspx">Qui un mio omaggio a Cioran</a></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.culturaromena.it/Home/tabid/36/articleType/ArticleView/articleId/164/language/ro-RO/Default.aspx"><img class="aligncenter size-full wp-image-785" title="RasinariRom" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2011/02/RasinariRom.jpeg" alt="" width="259" height="194" /></a></p>
<p style="text-align: center">(Rasinari di Sibiu &#8211; Romania &#8211; terra natale di E. M. Cioran)</p>
<p>RDV</p>
<p>* Post inviati a 1° forum sulla QM (2003 &#8211; 2009) in parte archiviati sul sito U3000</p>
<p>** E contribuiscono alla rovina delle casse pubbliche (oltreché a lacerare famiglie) con la pensione di reversibilità a vita a badanti  di 30-40-50 più giovani diventate &#8220;vedove&#8221;.</p>
<p>Vedi qui: <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2011/02/24/news/record_pensioni_badanti-12831805/?ref=HRER1-1">La carica delle badanti-vedove</a></p>
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		<title>M-Baby bashing</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2010/11/23/m-baby-bashing/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 17:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitto dei sessi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Neanche la classica Disney Studio’s risparmia più i nostri bambini 
dal famigerato male-bashing
di Stefano C.
*****

Leggendo un articolo pubblicato sul sito ufficiale del giornale spagnolo El Mundo al seguente link:  http://www.elmundo.es/america/2010/11/21/gentes/1290363209.html;
riferito al nuovo Cartoon 3D di Disney che sta uscendo nelle sale cinematografiche a fine Novembre, intitolato: &#8220;The Princess and the Frog&#8221; cioè “La principessa e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } --></p>
<p style="text-align: center"><strong>Neanche la classica Disney Studio’s risparmia più i nostri bambini </strong></p>
<p style="text-align: center"><strong>dal famigerato male-bashing</strong></p>
<p style="text-align: center"><em>di Stefano C.</em></p>
<p style="text-align: center"><strong>*****<br />
</strong></p>
<p style="text-align: left">Leggendo un articolo pubblicato sul sito ufficiale del giornale spagnolo El Mundo al seguente link:  <a href="http://www.elmundo.es/america/2010/11/21/gentes/1290363209.html">http://www.elmundo.es/america/2010/11/21/gentes/1290363209.html</a>;<br />
riferito al nuovo Cartoon 3D di Disney che sta uscendo nelle sale cinematografiche a fine Novembre, intitolato: &#8220;The Princess and the Frog&#8221; cioè “La principessa e il ranocchio”, e guardando l’immagine inequivocabile che accompagna l’articolo, mi sono sentito un po’ scioccato.</p>
<p>Nell’immagine si vede un principe genuflesso e dallo sguardo sottomesso, avvinghiato e imprigionato dalla principessa con i propri capelli, che lo fissa rapacemente. <a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2010/11/principe_ranocchio.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-677" title="principe_ranocchio" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2010/11/principe_ranocchio-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><br />
Subito la mia mente si è catapultata, con sospetto e preoccupazione, al tema attuale della manipolazione delle menti dei bambini, inculcando loro, sin dalla più tenera età, questa inversione dei ruoli (o cambiamento culturale come lo si chiama e che va tanto di moda oggi), che pare penetrato inesorabilmente anche negli integerrimi e classici cartoon della Disney.</p>
<p>Come possa essere avvenuto, che anche la Disney, abbia piegato la schiena a questo aberrante pestaggio morale anti-maschile, lo si evince nell’articolo pubblicato su questo link, che riporta brevemente lo storico dei recenti cambiamenti, avvenuti nella cinematografia per bambini:<br />
<a href="http://disneyvideo.altervista.org/forum/index.php?showtopic=7784&amp;hl">http://disneyvideo.altervista.org/forum/index.php?showtopic=7784&amp;hl</a></p>
<p style="text-align: left">E&#8217; incredibile cosa emerge  da questo articolo. Il progetto originale prevedeva la rivisitazione in chiave Disney della celebre fiaba dei fratelli Grimm &#8220;Il Principe Ranocchio&#8221;  la Disney lo bocciò  &#8220;perché troppo comico e parodistico, assolutamente non in linea con le fiabe tradizionali Disney&#8230; &#8221; (ed era il 2001 quando la Disney faceva le cose ancora in senso positivista, con l&#8217;attenzione alla psicologia dei bambini)&#8230;.</p>
<p>Poi è cambiato tutto. Si è entrati negli anni successivi, nell&#8217;epoca oscurantista ed il femminismo ha pensato bene di andare a lavorare sulla mente dei bambini sin da quando sono in fasce,   così i due editori del cartoon della fiaba di Grimm, dopo il rifiuto della Disney  andarono a lavorare per la controparte, cioé la Dreamworks che con il celebre Shrek per prima aveva già lanciato (2002) lo stile &#8220;commedia grossolana&#8221; dove la principessa è l&#8217;eroina irreprensibile e il personaggio maschile é impacciato, pasticcione, imbranato: appunto la parodia del Principe.</p>
<p>La Disney, per non essere da meno e non perdere quote di mercato, che cosa fa?  &#8230;ovviamente abbraccia a 4 mani la logica oscurantista e distruttiva del maschile, partorendo &#8220;The Princess and the Frog&#8221; cioè La principessa e il ranocchio, che ovviamente non ha nulla a che vedere con la fiaba originale dei fratelli Grimm.</p>
<p>Chi ha letto le fiabe dei Grimm sa che nella cultura nordica, anche se di altri tempi, (e si potrebbe citare anche H.C. Andersen) di maschilista c&#8217;è ben poco. Anzi i personaggi femminili alle volte sono quelli messi in luce, solo con una differenza rispetto ad oggi: nelle fiabe emergono qualità positive, come l&#8217;amore, il sacrificio, l&#8217;onestà, la protezione materna il coraggio, ecc&#8230;, ma anche la ricerca della naturale unione con il personaggio maschile positivo &#8220;il principe&#8221; che incarna a sua volta queste qualità.</p>
<p>Cose che oggi sono in spregio al femminismo che considera tali caratteristiche come segnali di sottomissione della donna all&#8217;uomo, perciò prevale il personaggio wicca cioè &#8220;streghetta&#8221; che fa dispetti, che usa la furbizia un po&#8217; per sfottere, deridere, umiliare, il personaggio maschile, e risultare narcisisticamente la più brava e infallibile, dando al contempo un messaggio del personaggio maschile come imbranato, fesso, vigliacco, sottomesso.</p>
<p>Quali sono gli elementi che emergono e che vengono insegnati ai bimbi, rifletteteci:<br />
- Capriccio e crudeltà;<br />
- Spregiudicatezza;<br />
- Menzogna o quantomeno &#8220;astuta bugia&#8221;<br />
- Vanità e Narcisismo;<br />
- Infierire sulle debolezze altrui, invece di aiutare = ferocia invece di compassione;</p>
<p>Se ci pensate bene si tratta delle &#8220;qualità&#8221; che in <em>Biancaneve </em>possedeva la Regina cattiva &#8211; poi strega: <strong>non Biancaneve e nemmeno il Principe</strong>.  Tutte doti che serviranno alle &#8220;streghette&#8221; bimbe, crescendo, nella società di domani quando saranno &#8220;streghe adulte&#8221; per raggiungere e tenere il potere.</p>
<p style="text-align: left">Concludo osservando che qui si riflette la differente psicologia Uomo &#8211; Donna;<br />
Fiabe del passato: Eroe Uomo &#8211; Il Principe che uccide il mostro per salvare la Principessa e gli oppressi;<br />
Fiabe del presente: Eroe Donna &#8211; L&#8217;eroina si identifica sempre più nella&#8221;strega&#8221; cioè nel personaggio che fa il male invece di combatterlo.</p>
<p>Stefano C.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Psicoplastica &amp; fumetti</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2010/11/13/psicoplastica-fumetti/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Nov 2010 21:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitto dei sessi]]></category>

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		<description><![CDATA[Le generazioni maschili presenti vengono plasmate dall&#8217;infanzia sulle forme conformi  alla Voluptas della Liberata.  E ciò è cosa buona e giusta. Certo, non mancano sbavature e lacune. Il metodo è perfettibile e in via di affinamento.
Quelle future beneficeranno di trattamenti più sofisticati, meglio mirati alla psicomodellizzazione integrale. Sarà una psicochirurgia di alto livello. Il progresso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left">Le generazioni maschili presenti vengono plasmate dall&#8217;infanzia sulle forme conformi  alla Voluptas della Liberata.  E ciò è cosa buona e giusta. Certo, non mancano sbavature e lacune. Il metodo è perfettibile e in via di affinamento.</p>
<p>Quelle future beneficeranno di trattamenti più sofisticati, meglio mirati alla psicomodellizzazione integrale. Sarà una psicochirurgia di alto livello. Il progresso incessante ci autorizza a sperarlo.</p>
<p>Ma non bisogna credere che i giovanissimi dei decenni andati non abbiano subito qualche  anticipazione del procedimento, che non siano stati fatti oggetto di qualche sano tentativo di disinfestazione interiore, nell&#8217;età beata della Nutella.</p>
<p style="text-align: center">^^^^^^^^^</p>
<p>Così insegnava nel 1976 Topolino</p>
<p style="text-align: center"><em>Le giovani marmotte e l&#8217;abilità femminile*</em></p>
<p style="text-align: center"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2010/11/EmyEvy1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-664" title="EmyEvy1" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2010/11/EmyEvy1.jpg" alt="" width="150" height="209" /></a></p>
<p style="text-align: center"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: left">Qui, Quo, Qua trovano Emy, Evy, Ely nel bosco.  Da maschi sciovinisti si precipitano ad aiutarle per salvarle da difficoltà immaginarie, per trarle da pericoli inesistenti. Peggio,  <a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2010/11/EmyEvy2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-665" title="EmyEvy2" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2010/11/EmyEvy2.jpg" alt="" width="150" height="138" /></a>essi stessi, tanto saccenti quanto imbranati, creano dal nulla problemi e rischi da cui poi saranno proprio le assertive e  intraprendenti  paperine a salvare se stesse e quei  vuoti e incapaci fanfaroni.</p>
<p><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2010/11/EmyEvy2.jpg"><br />
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<p style="text-align: left">Veri maschilisti dentro  e ridicoli sbruffoni fuori,  ancorché salvati e nutriti, sentenziano <a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2010/11/EmyEvy3.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-666" title="EmyEvy3" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2010/11/EmyEvy3.jpg" alt="" width="147" height="210" /></a>fino alla fine che: &#8220;Le ragazze dovrebbero togliersi dai piedi e lavari i piatti!&#8221; per concludere ingrati e sprezzanti, che: &#8220;Le reginette del creato dovrebbero stare ai fornelli &#8230; e lasciare il resto a noi!&#8221;.</p>
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<p style="text-align: left"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2010/11/EmyEvy2.jpg"><br />
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<p style="text-align: left">E così invece rieducava nel 1992-96</p>
<p style="text-align: center"><em>José Carioca e la TV maschista</em>**</p>
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<p style="text-align: left">Un gruppetto di misogini, più o meno pennuti, osserva compiaciuto alla Tv il nuovo pogramma patriarchista  che sprona i maschi alla controrivoluzione: è ora di finirla con l&#8217;emancipazione e il femminismo, ricacciatele ai fornelli, rimettetele al loro posto con i metodi di una volta!</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2010/11/TvMaschista.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-642" title="TvMaschista" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2010/11/TvMaschista.jpg" alt="" width="265" height="400" /></a></p>
<p style="text-align: center">Seguite l&#8217;esempio del troglodita maschista (sonnecchiante  in ciascuno)  che con la clava in mano trascina la schiava verso il  focolare-caverna.</p>
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<p style="text-align: left"><a href="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2010/11/MujerHerida.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-643" title="MujerHerida" src="http://metromaschile.it/altrosenso/files/2010/11/MujerHerida.jpeg" alt="" width="176" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: left">Ne seguono  aperte manifestazioni di piazza, dove i padroni rimasti senza serve urlano il loro diritto al dominio e minacciano fuoco e fiamme (&#8230;fornelli) a tutte le emancipate, liberate e liberande della città. Le quali però non ci stanno (era ora!) e avviano finalmente la lotta vittoriosa contro la TV istigatrice della misoginia e tutti i  cavernicoli che, sul viale del tramonto, ne seguono i tristi insegnamenti. Vae victis!</p>
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<p style="text-align: left">* Topolino n. 1065 del 25.4.1976 Pag. 57 e sgg.</p>
<p style="text-align: left">** Le immagini sono tratte dall&#8217;edizione brasiliana di Topolino del dicembre 1992. Il racconto venne pubblicato in Italia  nell&#8217;agosto 1996 nel &#8220;Mega Almanacco&#8221; n. 476 (da pag. 6)  con il titolo che ho indicato sopra. Il termine &#8220;maschista&#8221;, invero originale, è  ovviamente ben più comprensibile a ragazzi e adolescenti dell&#8217;esotico &#8220;machista&#8221;  (che da loro potrebbe essere riferito a &#8230;Maciste). Avendo smarrito la copia, ho ricostruito a memo la parte conclusiva del racconto (mancano dettagli). Chi riesce a riesumarlo me ne renda edotto: grazie mille.</p>
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