AltroSenso | riflessioni sul Mondo Nuovo

CAT | Conflitto dei sessi

Ecce puer

Ecce homo

In questa insuperabile immagine è suggellata l’origine, è tradito il metodo,  è svelato l’obiettivo del femminismo.

Fino a quando non sarà sradicato dall’Occidente, la useremo come vessillo, come emblema, come epifania di una verità inconfessabile.

La useremo per anni, per decenni.

Se necessario, per sempre.

Icona immortale del Femminismo.

RDV

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Con queste righe rendo omaggio ad una delle più brillanti tra le nostre nemiche, spinto da uno spontaneo sentimento di ammirazione per le sue non comuni capacità letterarie e dialettiche, per l’energia e l’entusiasmo con i quali conduce la sua battaglia contro di noi (e contro quelli che – a suo parere – ci somigliano).

Anzi, mi accingo a dirne così bene che le mie parole potranno suonare o beffarde, come se  la volessi canzonare, o, viceversa, come un ingenuo tentativo di ingraziarmela. Una forma larvata di corteggiamento.

Vedete bene che non è il caso…

D’altra  parte, il fatto che ci voglia tutti silenti, ammanettati e impotenti non ci impedisce di riconoscere le ammirevoli doti e la straordinaria energia di questa  magnifica combattente.

Preparata e informatissima, non vi è quasi avvenimento e presa di posizione riportati dai media che sfuggano alla sua attenzione e per i quali non abbia pronto un commento tanto acuto quanto perentorio, una acuminata controdeduzione, un aforisma contundente, una formula liquidatoria.

Provetta nel modulare i registri del sarcasmo, possiede una miniera di aggettivi, di forme retoriche e di tecniche polemiche che maneggia con invidiabile maestria. Dotata di una vitalità che si direbbe mascolina (se ciò non la offendesse) si prodiga senza sosta nell’impegno quotidiano di bombardare i nemici, scoStupidboyvare le spie, bastonare  i critici, e al tempo stesso,  rincuorare le incerte e rassicurare le dubbiose.

Non vi è legge o sentenza, atto o fatto,  verbo o pensiero, in cui non veda i risvolti antifemminili (che spesso a noi, misogini  incancreniti, sfuggono inevitabilmente). Non vi è atteggiamento o iniziativa di cui non noti l’origine patriarcale, non vi è parola maschile dietro la quale non riesca a leggere, con analisi spesso sorprendenti, la volontà fallocratica di dominio e di sopraffazione.

Certo, essa gode di un fondamentale vantaggio su di noi: la certezza assoluta di combattere dalla parte del Bene e per il Bene. Su ciò non ha dubbi ed è questo suo candore, questa sua giovanile ingenuità a renderla simpatica. Lei combatte per la giustizia, noi per la sopraffazione; lei per il rispetto, noi per il sopruso; lei per la vita, noi per la morte. Lei mossa dall’amore, noi agitati dall’odio.

Che invidia! Come sarebbe bello poter lottare per il Bene anziché per il Male, stare dalla parte delle vittime anziché dei carnefici. Quanto sarebbe bello esser nati innocenti, come le femmine, anziché colpevoli, come, meritatamente, ci è accaduto.

VittCarnef

Si fa chiamare Fikasicula* (dove la K – se non intendo male – significa che ce l’ha dura. E si vede). Da sola esprime la potenza di fuoco di un’intera squadra navale. Circondata da un mondo di nemici disposti a tutto (quorum nos),  indomita e intrepida combatte senza tregua e senza paura la sua guerra quotidiana contro il Male.

A questa grande combattente e formidabile polemista, a questa innocente creatura, un felice e sincero complimento: chapeau!

Capp1

RDV

(* Fikasicula sarebbe un nome collettivo, ma qui ho finto diversamente).

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Luigi Sabatini è tra coloro che, ignoti, nel sottosuolo intuiscono e riflettono. Stimolano gli amici, scrivono ai giornali.  Queste le sue prime parole su uno spazio del MoMas.

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OSSERVAZIONI SUI DATI STATISTICI
attinenti alla violenza sulle donne.

Opuscolo ISTAT “Molestie e Violenze sessuali sulle donne” del 2002:  1° Rilevazione Telefonica su 20.700 donne. Non sono riuscito a scaricarlo e non l’ho letto. Presumo comunque sia inaffidabile perché non tratta della violenza effettiva, ma di quella spettacolarizzata e spettegolata che esalta il vittimismo di una parte e conferma le intervistate di essere state e di essere ancora “oggetto di desiderio”, foss’anche d’un terrorizzante, crudele e inumano maschio d’allevamento.Diagramma2

Vorrei sapere dai responsabili se ritengono intimamente attendibili ed oggettivi tali dati, ossia se le loro relazioni familiari ed amicali li confermano e verificano. Inaffidabili nonni, padri, mariti, fratelli, figli, fidanzati, amici d’infanzia?

Sul campo maschile sono state fatte rilevazioni ed analisi di supporto? O la percezione parziale s’impone come generale?  Mi chiedo se essi siano stati incrociati con dati oggettivi del tipo riguardante i suicidi, che mostrano dati incontrovertibili; con minor rancore degli omicidi.

Dai dati 2005 e 2008 rilevo:

-  2.192 suicidi di Maschi a fronte di  700 Femmine nel 2005 e  nel 2008 , n. 2197 contro  631. Tali proporzioni mostrano in sé la sperequazione dell’insoddisfazione di vivere tra Maschi e Femmine. Tale differenza aumenta ulteriormente se si tiene conto del numero effettivo dei Maschi e delle Femmine dato che queste ultime sono nettamente maggioritarie.

-  L’insoddisfazione di vivere è derivata nel 2005 per i Maschi: da Malattia fisica 254, Malattia Psichica 729, Affettività 225, Onore 18, Economia 123; nel 2008:  Malattia fisica  257, M. psichica  685 , Affettività 250, Onore 11, Economia 141. Come dire che sul piano relazionale tra i sessi il più sofferente è il maschio.

- L’autosoppressione avviene nei maschi prevalentemente per impiccagione 42%, nelle femmine per precipitazione 34%. Come dire che il maschio  “apparecchia” il luogo ed è meno originale delle femmine.

- Nonostante il fatto che il 40% dei Maschi che si suicidano siano coniugati (contro il 34% delle femmine) la concentrazione maggiore avviene nella solitudine che nelle femmine ha una maggiore evidenza.

Bilancia1Dunque la campagna di diffamazione antimaschile di presunta violenza dei familiari, anche se non denunciata, non ha una base sufficiente per essere acclamata come “svelatrice dalla violenza sulle donne”. Mi sembra una campagna ideologica femminista che vuole lacerare la società civile tra violenti e vittime, creando le basi per una violenza riequilibratrice.

Sostanzialmente danneggiando il genere femminile e la stessa società civile, in questo periodo deprimente per la crisi generalizzata, in particolare gli aspetti della genitorialità e della fiducia reciproca.

Togliamo gli inermi dal campo di battaglia e accudiamoli con i beni e con il bene, tutti assieme. Il narcisismo vittimista serve solo a distogliere l’attenzione verso gli altri, per averla solamente su di sé. Iniziamo con il togliere risorse e credibilità ad associazioni foriere di astio e propositive di azioni pubbliche dannose e diamole a chi propone unione e conciliazione con le altre persone.

Basta schegge esistenziali proiettate fino alla tomba, ma una comunità che resta tale nonostante le tombe.

L.  Sabatini

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Si definisce progressista. Di sicuro è un nemico del regresso, dei tempi bui, quando chiunque poteva venir con/dannato sulla parola.  Quando non vi erano confronti, ricerca di prove, valutazione dei fatti. Quando l’interesse, il risentimento, l’odio o semplicemente i fantasmi, le turbe che agitano l’umana psiche, mandavano al patibolo il predestinato di turno, membro di quella categoria che in quel momento era l’incarnazione del male.

E’ il giudice spagnolo Francisco Serrano – già premiato da associazioni per la difesa delle maltrattate (Amuvi) e dei minori abusati (Prodeni) – curriculum inattaccabile – che scavalcando ogni paura ha parlato con estrema “contundencia” contro la Ley Orgànica de Protecciòn Integral contra la Violencia de Género, ossia contro la sola violenza oggi concepibile, quella maschile. Che passa per “loco” (pazzo) da quando ha denunciato la decisione del governo di censurare le violenze femminili e di divulgare solo quelle maschili.

Snocciola i numeri della menzogna femminista e della tragedia maschile, osando ricordare:Diagramma1

- che i dati sui maschi uccisi dai parenti (uomini e donne) appaiono solo negli annuari statistici ma non vengono resi di pubblico dominio e non sono accessibili alla massa. Per volontà del Governo Zapatero.

- che nessun Ente si occupa di studiare e capire l’incidenza del conflitto familiare e delle separazioni nel superiore numero dei suicidi tra gli uomini (3700, da 1000 a 2000 più delle donne).

- che i dati delle condanne vengono presentati in forma pregiudiziale e settaria per far credere che nella maggioranza dei casi alla denuncia (10.000/anno) segua la condanna, mentre ciò accade il 10% delle volte e che la violenza da “dominio machista” ha a che vedere con meno dell’1% del totale delle denunce.

- che la Ley Orgànica de Protecciòn già nel suo presupposto intende la relazione familiare come strutturalmente fondata sulla violenza maschile (giacché, ovviamente, questo significa “violencia de Género”).

- che tale carattere delle violenze è invece proprio quel che dovrebbe venir provato e dimostrato,  caso per caso.

- che nella maggior parte dei casi quella che viene qualificata come violenza da “dominio machista” non è altro che semplice conflitto tra eguali nella separazione.

Non mancano altri giudici spagnoli che sostengano queste verità, peraltro note a tutti, tanto che in privato deputati del PSOE (sinistra al governo) e del PP (destra all’opposizione) gli danno ragione ma non osano parlare. E sappiamo perché. Chi parla è finito.

Ma Serrano sfida ogni tabù e – coscientemente – si espone alla pubblica gogna andando fino in fondo.  Senza mezzi termini, denuncia la  “dittatura del femminismo radicale”, parla di “feminazismo” e di un processo non lontano “dall’olocausto sociale”. E chiude con un fendente: “Migliaia di Bilancia1uomini sono in prigione dopo una denuncia, ciò  per il solo fatto di esser maschi. Quante donne stanno in galera per una falsa accusa? Nessuna.”

La reazione femminista è fulminea, cieca, brutale. Viene ordinato al Governo di punire il reo impregnato di “ideologia machista” e quindi incompatibile con il ruolo e le funzioni che la Ley Orgànica (approvata all’unanimità da Sinistra, Centro e Destra nel 2004) gli assegna: usare pochi delinquenti per condannare una massa di innocenti.

Questo è il compito cui Francisco Serrano – eroe del III Millennio – apertamente si sottrae.

¡Que le hacen santo immediatamente!

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El Mundo

Miles de hombres detenidos por denuncias falsas

Texto completo

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RDV

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Un anonimo mi scrive per segnalarmi il fatto che, stando dalla mia parte, sono un meschino egoista e che nella questione FF/MM dovrei tener conto anche delle FF.  Che do una pessimo esempio e che questo egoismo maschile è la causa della rovina del mondo.  O, quantomeno, dell’Occidente.

E’ vero,  non mi occupo del destino delle femmine.  Due ovvii motivi: non ne sono titolato e loro non ne vogliono sapere.  Hanno ragione. Non sono esseri inferiori, non hanno bisogno di tutele. Al loro destino ci pensano loro.  Finalmente…

StradaverdeVanno per la loro strada. Fanno le buone e vanno solo in Paradiso? Bene. Fanno le cattive e vanno dappertutto? Benissimo. Hanno il diritto di andare dove vogliono. E che vadano dove vogliono…

Inoltre non ne sono titolato. Che ne so io dell’esperienza di essere femmina? Che ne so io di quell’universo? Cosa capisco io di quell’ordine caotico? E voi cosa ne sapete? Cosa ne capite?

Dunque non ho e non abbiamo né il diritto né il dovere di occuparci di chi se la sa cavare benissimo da sola.

I cari amici di MaschilePlurale ci accusano di voler essere “universalisti”, di “oggettivizzare il mondo” e di occuparci anche delle femmine, cosa che non è affar nostro. Hanno ragione. Ascoltiamoli, una volta tanto, e smettiamola con lo sciovinismo patriarcal-misogino mascherato da cavalleria. Occupiamoci di noi e basta.

Il destino delle femmine non può riguardarci. Non deve. Deve riguardarci solo il nostro che oggi è nelle loro (amorevoli) mani.  Riprendiamoci dunque il nostro destino.

La Liberata non ha bisogno di noi, perciò stiamo dalla nostra parte.

Dalla parte del male.

Del Male.

RDV

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Il primo documentario in cui le leonesse andavano a caccia e i leoni sopraggiungevano a derubarle della preda (corredato dell’edificante  commento femminista) l’avrò visto forse 30 anni fa.

Che i maschi (umani e preumani) siano dei parassiti è cosa nota. Ma se anche non lo fossero resta il fatto che la natura non ha ancora dato la vera spiegazione della loro esistenza. E questo è grave, perché una presenza così pesante, una simile zavorra sarebbe tollerabile solo se se ne trovasse la giustificazione darwiniana.  Che invece ancora non c’è.

Perciò un articolo concernente l’origine, la funzione, la ragion d’essere dei sessi in natura (in un recente numero di Le Scienze) verte giustamente sull’interrogativo: “Perché esistono i maschi?”.

Si chiede infatti l’autore:

perché non …poter fare felicemente a meno dei maschi…

perché continuare con …la sopportazione del doppio costo dei maschi…

perché esistono …così tanti maschi apparentemente inutili…

e poi …se il maschio è così costoso …()…, perché l’evoluzione non fissa un quantità minima di maschi e il resto tutte femmine?

Certo …i maschietti possono dunque tirare un sospiro di sollievo,

… ma, se è dimostrato che se ne può fare a meno…

…perché sopportare tutti questi maschi…

In ogni caso

…lo spettro dell’inutilità dei maschi riaffiora…

Infatti non si capisce davvero come mai non trionfino quelle specie che

…non avendo il costo del maschio …potrebbero essere composte di quasi sole femmine

E poi

…per compensare il costo dei maschi…

alla specie un qualche beneficio dovrebbe pur venirne . Già, ma quale beneficio?ArcheoPt

A questo punto i casi sono due. O la natura chiarisce definitivamente a cosa servano i maschi o  provvede quanto prima alla soluzione finale del problema maschile con  una bella estinzione di massa mirata all’eliminazione radicale del genere parassita in tutte le specie. O almeno in quella umana.

Dopo miliardi di anni di apprendistato, di provette, Gea deve finalmente dar prova di professionalità. Basta con le estinzioni indifferenziate, basta sparare nel mucchio.

A questo punto abbiamo il diritto di pretendere un lavoro a regola d’arte.

Basta dilettantismi.

RDV

(In corsivo citazioni da T. Pievani “Il Sesso” – Le Scienze  Nov. 2009, pagg. 64-71)

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Un nuovo fronte nel conflitto dei sessi

Una nuova iniziativa è stata promossa in questi mesi ed è apparsa oggi nel mondo del web, è  il  Movimento Uomini Beta, fondato da Fabrizio Marchi di Roma.

ChaplinBaby

Si tratta di un avvenimento che non ha precedenti in Italia, né (S.E. & O.) in altro paese d’Occidente. Per la prima volta infatti viene posta esplicitamente la Questione Maschile da una prospettiva dichiaratamente di parte.

La parte che guarda alla base sociale, allo zoccolo dell’eterna piramide nella quale si è articolata la storia. Agli uomini di rango sociale inferiore che oggi hanno a che fare con l’incasto connubio tra l’aristocrazia antica – i maschi Alfa – e quella  nuova. Quella della “Donna Liberata” occidentale.

Prospettiva ideal-politica che portava il nome di Sinistra (ai tempi in cui si occupava dell’eguaglianza e della giustizia).

Il fatto decisivo  è che la nascita del MUB cancella ogni alibi e strappa l’ultima maschera a coloro che per diversi (ed errati) motivi considerano la difesa del diritto maschile all’esistenza come cosa vergognosa e iniqua.

Rispetto alle esperienze esistenti  questa lettura lega intimanente la questione maschile a quella sociale. Cosa che sin qui nessuno ha proposto.

Sulla QM dunque da oggi opera un nuovo protagonista, la cui visione ed il cui progetto vanno a riempire uno spazio che è vuoto da sempre.

A prescindere dalla posizione politica, se non si plaude a questa iniziativa vuol dire che si amano i propri idoli (di Destra, di Centro e di Sinistra) più del destino degli uomini.

Al MUB un caldo benvenuto e il mio  appoggio aperto.

RDV

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Ho un amico puttaniere.  Strano caso, lui non sa di esserlo. Non lo sospetta neppure.

E’ semiinvalido dalla nascita e l’invalidità progredisce. In aggiunta non è un Adone né un Creso. (Vi stupirete nel sapere che è stato sempre scarso di gnocca?).

Ma un paio di anni fa incontrò una moldava, moltissimo più giovane. Messisi insieme e quella rimasta incinta, si sposarono. Ce l’aveva fatta: un senso alla vita.

Nata la figlia, girava in città con la famigliola come l’uomo più felice del mondo. Non camminava più, ma, come direbbero i poeti, si librava negli empirei cieli della felicità.

A vederlo  il cuore  si allargava. O meglio, si sarebbe allargato, non fosse stato per la  certezza newtoniana che, prima o poi,  sarebbe precipitato verticalmente sul granito.  Questione di tempo.

E quel tempo è arrivato. Con precisione svizzera.

Passati due anni lei ha chiesto il divorzio. E’ andata da un superavvocato (tanto, paga lui…)  e ha allegato alla pratica l’immancabile denuncia per abusi. Violenza sessuale. Si terrà la figlia, la casa e 400/500 eudollari. EEuro magari – nostalgia della patria (e chi non ce l’ha?) – tornerà in Moldavia affittando l’appartamento.  E con mille eudollari, in Moldavia, non  sarà una brutta vita. Per una ventina d’anni. Poi lui avrà la liquidazione e così qualcos’altro si aggiungerà all’incasso, magari il 40%. Lasciamo stare la reversibilità della pensione. Son tempi incerti su quel tema.

E lui? Beh, …con i 6/700 che gli restano si pagherà un affitto e tirerà avanti per un ventennio, o forse per sempre.  Fin qui tutto normale. Milioni come lui.  Un altro tassello della Grande Vendetta è andato al suo posto. La nuova, giusta e santa Ritorsione Planetaria ha conquistato un altro punto. Giustizia è fatta.

Senonché,  mi accorgo che manca un dettaglio, c’è qualcosa che mi sfugge. Poi – Deo gratias! – una filosofica illuminazione: pagherà per il sesso, pagherà gli orgasmi.  E’ quindi è un puttaniere.

Così anche quella creatura candida ed ingenua, anche quel Paolino che mai si sarebbe abbassato a commerciare un saluto, un riconoscimento, un sorriso, anche lui è un puttaniere. Io non lo sapevo e lui, del tutto, ancora non lo sa. Non se l’è detto. Neppure io glielo dirò. Neanche sotto tortura.

Voi glielo direste?

RDV

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