AltroSenso | riflessioni sul Mondo Nuovo

CAT | Conflitto dei sessi

Dopo aver assunto con acritica cecità e contribuito a propagandare la menzogna galattica da cui poi ha preso le distanze, l’associazione,  da sempre scrupolosissima nelle indagini e nella documentazione delle sue sacrosante denunce, non ha però avuto il coraggio di scusarsene.

D’altra parte, in questo caso, colpiti dai dati infamanti (che alimentano la misandria) sono gli uomini.  E bisogna riconoscere che è imbarazzante scusarsi di qualcosa di fronte ad essi.

Quella forza che trascinò Amnesty nell’errore è la stessa che tuttora le impedisce di chiedere scusa apertis verbis.

La natura e l’origine di quella forza ci sono ben note.

RDV
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Amnesty International ammette che la violenza domestica non è la prima causa di morte per le donne: comunicato di Amnesty International

(http://asiapacific.amnesty.org/library/index/engACT770012004)

ERRATA CORRIGE

La campagna globale di Amnesty International contro la violenza sulle donne ha fatto uso dell’affermazione, attribuita al Consiglio Europeo, secondo cui:

“la violenza domestica è la prima causa di morte e disabilità per le donne fra i 16 ed i 44 anni e causa più morti e malattie del cancro e degli incidenti stradali”. Questa affermazione non corrisponde ai dati cui si riferisce.

Viene quindi cancellata dal materiale di A.I., per venire rimpiazzata dalla frase seguente:

“Secondo uno studio del 1994 basato su dati di una proiezione della Banca Mondiale, fra le 10 cause e fattori di rischio considerati per la morte e la disabilità di donne fra i 15 ed i 44 anni, lo stupro e la violenza domestica erano cause maggiori del cancro, incidenti di veicoli a motore, guerre e malaria.” [Lori L. Heise, Jacqueline Pitanguy e Adrienne Germain, 1994, Violence against Women: The Hidden Health Burden (World Bank Discussion Paper 255), World Bank].

La frase usata da A. I. è dovuta al Consiglio Europeo, raccomandazione 1582 del 27/9/2002  che a sua volta è senza referenza.  Questa frase e varianti simili sono state usate da vari gruppi nel mondo: organizzazioni femministe, organizzazioni di salute pubblica, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti.  È stata variamente attribuita alla Banca Mondiale, all’Organizzazione Mondiale per la Sanità, da A.I., e dal Consiglio Europeo.

La fonte originale di questa affermazione sbagliata è: Lori L. Heise, Jacqueline Pitanguy e Adrienne Germani.

Amnesty International  5 Marzo 2004

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A.M.I.

Emersione di una grande domanda

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A.D.S., con un pugno di altri coraggiosi,  ha fondato a Milano nel settembre 2009 l’Associazione Mariti Italiani. Questo il mio saluto.

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Saluto la nascita dell’AMI come un fatto che – S.E. & O. – non ha precedenti. Letteralmente: non ha precedenti nella storia umana (chi può smentirmi lo faccia senza indugio). Ciò indica, per sé solo, che qualcosa di grandioso, di inaudito è accaduto dall’epoca di Cro-Magnon.

Il risultato delle trasformazioni intervenute è che gli uomini si interrogano sul significato di una delle condizioni più importanti della loro vita. Andando subito al cuore dell’interrogativo, si tratta di riconsiderare, soppesare e quindi rendere cosciente, la valenza psicologica della posizione maschile nella coppia eterosessuale.

Cosa ci sta a fare il maschio nella coppia? Questa è la domanda. Interrogativo che è tanto più significativo in quanto emerge silenziosamente, spontaneamente, quasi inconsciamente e si fa strada con candido e temerario coraggio nelle pieghe del caos psichico contemporaneo. Un’emergenza rivelatrice.

Domanda che viene dopo – e ne compendia – molte altre. Ha senso la coppia etero? Non possono forse le donne autosostenersi psicoaffettivamente una volta raggiunta l’autosufficienza economica? Che bisogno c’è di un partner? Da dove vengono le pulsioni femminili alla formazione della coppia con quello che viene ormai dipinto come il competitore, se non addirittura il nemico? Da dove quelle maschili, date le odierne condizioni? Quali il peso, il ruolo, la funzione della presenza maschile in quella dinamica? E così via.

Ora, è banale che la relazione di coppia  non appartiene né all’una né all’altra delle due parti. Le comprende, le supera, le coinvolge e in qualche modo le governa. E’ ormai banale riconoscere che il tutto è più della somma delle parti. Qualcuno però (E. Morin) ci ricorda che quel tutto è anche meno della somma. Ciò perché i partecipanti alla relazione devono rinunciare a qualcosa, patiscono dei limiti che isolatamente non subirebbero. Dunque la formazione della coppia rappresenta un salto qualitativo rispetto alla vita da single. Non è esagerato dire che trascende i suoi componenti.

Che ci sta a fare il maschio in quella relazione, oggi?

Va da sé che i presupposti dell’esistenza della coppia etero consistono nella diversità e al tempo stesso nella complementarietà dei diversi orientamenti psicologici (di cui le differenze fisiche non sono che simboli evocativi). Orientamenti  e polarità che sono stati tratteggiati sin dai tempi antichi e sui quali la riflessione degli uomini di questa generazione ha puntato l’attenzione. Sono dunque i nuovi fattori intervenuti (autonomia economica e autocrazia riproduttiva femminili) a porre la questione del senso della presenza maschile. Le ragioni di questa, non potendo trovarsi in motivazioni ormai decadute, devono essere di ordine meramente psicologico.

Si apre dunque la possibilità/necessità di scandagliare i confini dell’universo psicoemotivo femminile,  di tracciarne le frontiere dell’autosufficienza psicologica,  ossia, letteralmente, di disegnare la forma della psiche femminile perché solo ai confini di essa può emergere e si può quindi rinvenire il bisogno della presenza maschile. Confini che descriveranno anche il valore e le funzioni delle potenzialità maschili in quella relazione, benché né le une né le altre si esauriscano nel rapporto di coppia (vi è infatti anche altro nel  mondo e nella vita). Limiti che comunque indicheranno la natura, il grado e la robustezza della relazione della moglie moderna con il marito, perché è qui che la relazione è cambiata. Sono infatti cambiate (forse si sono depurate) le ragioni  per le quali le femmine diventano mogli, non i motivi per i quali i maschi diventano mariti.

Ora, non vi è motivo di ritenere che quelle vocazioni  psicologiche, quelle polarità  che furono individuate “ab antiquo” non siano le medesime di oggi pur se chiamate ad operare in condizioni diverse e forse stravolte. Miti e filosofia, psicologia e antropologia ci forniscono una adeguata analisi di quelle dinamiche. Là andremo a prendere gli spunti per definire questa nuova condizione.

Non ci basta più sospettare, credere, immaginare di avere un valore, di adempiere ad una funzione, di soddisfare dei bisogni. Ormai disincantati, vogliamo sapere quali siano e che pregnanza abbiano quei bisogni che rendono preziosa la nostra presenza. Vogliamo l’elenco dei perché.

Per vostra iniziativa viene così posta pubblicamente la domanda sulla valenza della posizione maschile nella coppia. Cosa posso,  cosa devo e cosa ho il diritto di dare in questa relazione? Cosa posso aspettarmi di ricevere?

Insomma, sono davvero amato e, se sì, perché lo sono?

Ecco la nuova grande domanda.

A Lei la risposta.

Complimenti a voi,  con felicitazioni e auguri.

Rino Della Vecchia – Belluno 18/1/2010

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Ci si chiederà dove sia il portale web dell’A.M.I., che pure c’era. Domanda lecita. Ma quell’avventura si dibatte nella temperie e nelle tempeste di questa stagione storica. Perciò, ogni cosa a suo tempo.

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Ricevo e pubblico

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Buonasera, sono per caso finito nel vostro sito seguendo un link di MetroMaschile mi pare…

Chissà se leggerà un uomo o una donna, se sei una donna almeno non pensare sia un maschilista anch’io perché oltre ad essere la solita stronzata banale a cui ormai non sapete fare più nient’altro che appellarvi a quello, ti giuro che non è assolutamente così …capitooooooo?????

Sono un Ragazzo di 28 anni (quindi anche io ho ahimè il peccato originale di essere nato tale e quindi considerato colpevole a priori).

Volevo solo dirvi, per quanto sia inutile,  che purtroppo è tutto vero,  è in atto da decenni una demonizzazione della figura maschile, perché la donna capisce che in quel modo tutto le sarà dato sempre più…

Tantissimi esempi (come gli ingressi gratis e sconti per loro, la colpevolezza dell’intero genere maschile ad ogni atto di cronaca nera fatto da un maschio) sono per me sempre causa di enorme sofferenza e autosvalutazione, sono stato in cura anni e anni da psicologi e psichiatri anche per questi motivi, ma ancora non riesco a percepire anche solo minimamente un tocco di amore da parte loro verso il nostro genere…  quando l’uomo invece è sempre dietro a fare l’esatto opposto (mitizzarle, glorificarle, sacrificarsi per loro)…

Il clima c’è e si sente, pur volendo far passare noi che odiamo loro come con libri tipo “Uomini che odiano le donne” (che non ho letto anche per non soffrirne ed essere turbato, ma comunque ipotizzo già il titolo cosa parli… certo perché comunque allora non ne scriviamo uno anche al contrario però ???)

Ovviamente a tutte queste mie parole… non si viene creduti in buona fede e pensando che in realtà ho solo buone intenzioni e il sogno di un vero mondo con una vera parità fra le visioni dei sessi!… si arriverà chiaramente alla solita banale, superficiale conclusione… sia da uomini (alcuni) sia ovviamente dalle donne di essere maschilisti e sessisti, quando in realtà io per primo ci ho sempre solo sbavato dietro fino dalle scuole Elementari, quando le vedevo in classe o ancora per strada mi muoio dentro per la dolcezza che mi esprimono e l’amore che quasi automatico mi verrebbe voglia di far vedere per  loro (anche se sapendo appunto come pensano di noi e come fanno… non faccio altro che guardarle purtroppo forzatamente in cagnesco e con gli occhi un po’ cattivi, anche se dentro di me ci muoio e non vorrei… ma veramente non riesco almeno a far vedere amore per chi non ne ha certo per me o il mio genere…).

(Ovviamente non generalizzo, è per far capire) le mie critiche non sono mai alle loro azioni ma sempre solo alle loro dichiarazioni, stufo stufo e arcistufo di dover soffrire dentro di me tutte le volte che… apro un giornale… accendo la tv.. accendo la radio… internet e i post delle varie Ragazzine/Ragazze  su facebook dove ad esempio scrivono che non capiamo un cazzo, che per stare insieme ad un uomo ci vuole la stupidità ecc…

Domani mi devono operare al setto nasale… sinceramente a volte penso che sarebbe meglio rimanessi sotto i ferri piuttosto che vivere in un mondo che mi odia così tanto!…

Se una volta era giusto il “buono” femminismo, non l’ho mai messo in dubbio, ma:

1°) le cose sono cambiate abbastanza direi!!! (anzi ora moltissimi  privilegi sono per le donne!)

2°) per quanto si vorrà ancora andare avanti così??? io sono nato nel 1981!,  non nel 1950… e le nuove generazioni che colpa hanno? che colpa abbiamo?

3°) tanto purtroppo non cambierà secondo me molto… il mio è più che altro uno sfogo per la mia ormai spesso inutile esistenza piena di fallimenti, e per questione di principio e di vere credenze che ho, mi tiro la zappa sui piedi da solo benissimo senza problemi!… ormai purtroppo la società, l’immagine sociale, tutto è dalla loro parte… e questo ovviamente contribuisce al mio sentirmi in uno stato oltre che depressivo di forte rabbia e amareggiato per una sensazione di essere venuto tradito da chi da piccolo mi ha fatto credere che ero anche io come tutti gli  altri… che mi avessero detto almeno fin dall’inizio che non potevo essere del valore delle donne essendo nato da maschio una volta diventato adulto… perché purtroppo gli anni passano… se da bambini si è ritenuti uguali alle femmine ora sto per arrivare ad un età dove a priori sarò visto in un modo meno ingenuo e innocente rispetto a loro, e questo aumenta sempre più il mio sentirmi tradito a priori da questo mondo in generale…

Ci sono cascato anche io a definirle Superiori o a volerle aumentare di valore nel passato (quando invece loro fanno l’esatto contrario… e continua a far male)… finquanto una volta cresciuto un po’ non mi accorsi che da loro tutti i santi giorni non veniva altro che… l’esatto contrario verso il mio genere che ahimè purtroppo, volente o meno ne faccio parte anche io!!!

Forse avrei anche continuato a ritenerle così (anche solo perché mi piace far contente se posso le persone con complimenti soprattutto se del sesso opposto… come dovrebbero fare le donne con noi penso)… se non ci fossero state troppe, troppe e ancora oggi troppe volte trafiletti e messaggi profemminismo che ovviamente non ritengo giusto come non ritengo giusta nessuna forma di prevaricazione su altri generi (se il razzismo è  proibito perché le donne possono esserlo con gli uomini??? me lo potete dire per favore???).

Una lotta disperata… partiamo dalla posizione del “cattivo…” come fosse un film… peccato che la vita non sia un film!!! ognuno è un mondo.


Come potremo in questa maniera, in quest’epoca con i media così di parte cambiare le cose???

Auguri e Saluti, sperando che magari questa lettera venga  vista da qualcuno o qualcuna però veramente intelligente che possa prender spunto per farla leggere o sentire su qualche media e cominciare a voler portare finalmente il dibattito alla gente comune e cercare di voler cambiare la società poco a poco creando magari  organizzazioni statali o simili assolutamente fatte da persone di entrambe  i sessi, di mentalità aperta, senza preconcetti, e che abbiano studiato la materia per poter indirizzare gli stati e la società dando indicazioni giuste di modelli veri e giusti ai media, non come vogliono proporci da decenni a questa parte cristo santo!!! (ma finché si continueranno a vedere programmi come il GF o vedere le veline sculettare davanti ad Ezio Greggio e Iacchetti… purtroppo poco cambierà per me!!!).

:-(

(Anonimo – 13 aprile 2010)

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Nuove fiabe spagnole

Zapatero abolisce le fiabe classiche ( maschiliste) e ne inventa di nuove.

Quelle vecchie, misogine, hanno il difetto di non presentare le donne astronaute, dirigenti d’azienda, docenti di cosmologia, generalesse con 10.000 uomini sull’attenti.

E poi c’era il Principe Azzurro. Intollerabile. Veramente, c’è ancora. Eccolo: un giorno bussa alla finestra di Alba Aurora, offrendosi di salvarla da un mago cattivo o da un mostro. «Io non ne conosco – è la risposta sprezzante – Ma se anche così fosse, me ne sarei liberata da sola!”

Uno dei gravi difetti delle fiabe è che in molte di esse l’uomo protegge e salva la donna da un qualche grave pericolo e supera prove difficili per conquistarla.

Ora, se il maschio ti salva vuol dire che hai bisogno di lui e da questo tuo bisogno egli ricava un valore. E’ precisamente questo suo valore che deve venire distrutto. “Chi credi di essere? Credi che io abbia bisogno di te? Mi mantengo da sola, mi riproduco da sola e mi salvo da sola!”. L’effetto è devastante. Neppure la criminalizzazione più feroce e la colpevolizzazione più subdola producono lo svuotamento di un simile proclama.

L’umiliazione è bruciante, radicale, da far tremare. L’uomo viene finalmente costretto a vergognarsi del proprio slancio, della propria generosità. Del suo donare.

Il rovesciamento della generosità maschile in “offensivo paternalismo”, in “sciovinismo maschilista” è di vecchia data. Già la Gianini-Belotti titolò un suo pamphlet con un beffardo “Prima le donne e i bambini!” traducendo il sacrificio maschile in un insulto alla Donna.

Era un sussurro. Oggi il maschio viene finalmente collocato di fronte al valore che ha per la Liberata: nessun valore. Conscia della sua potenza, non glielo sussurra più: glielo grida, glielo sputa letteralmente in faccia. Affinché tremi sull’orlo dell’abisso: il nulla del suo disvalore.

Perdere la vita a suo favore è per la Liberata un’intollerabile offesa perciò ha rovesciato le parole di Cristo: “Nessuno ha amore più grande di chi dà la vita per i suoi amici”. Oggi sappiamo che nessuno ha odio più grande dell’uomo che rischia la vita per una donna. Credevamo fosse amore …era misoginia. Nientificazione finale.

Ed è il risveglio, l’alba di una nuova coscienza.

Ora, come eludere le domande: ha ancora senso sostituire la femmina nel pericolo o donarle qualcosa? L’autonomia psicoemotiva maschile è oggi compatibile con la proiezione verso la donna? Il corteggiamento ha ancora aspetti dignitosi? Su cosa può basarsi la relazione F/M una volta venuto meno il simmetrico bisogno? Cosa possiamo inventare per far credere ai nostri figli che sono graditi? I Due hanno ancora un destino comune o è giunta l’ora – già preconizzata – del distacco finale?

Infine, è forse su questo Niente che la nuova aurora albeggia in Occidente?

RDV

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C. L. mi scrive

Voi dovete andare a quel paese detta anche con troppa educazione, noi donne siam persone che facciam anche noi quel che ci pare e se vogliamo lavorare invece che sfornare figli, cosa tra l’altro non facile e non siam delle incubatrici, son cavoli nostri, abbiam diritto di  fare quel che ci pare e ci piace, e non tiratemi fuori la natura che noi per natura dovremmo fare figli e non lavorare, perché allora se tirate fuori la natura dovete anche smettere di usare la macchina e dovete girare con le vostre gambine, per natura l’uomo non va in giro con le macchinone e le moto che piaccion a voi, e non avete diritto di usare la vostra forza fisica nei nostri confronti, è da vigliacchi, e non siam privilegiate affatto, voi non sapete cosa soffriamo in questa società impari fin dall’infanzia, vergognatevi!

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Sei rimasta impressionata dalla sola esistenza di un simile gruppo di uomini (U3000) e così non hai nemmeno letto quello che si propongono. Hai imbracciato il fucile e …fuoco a volontà.  Ma ti sbagli.

Non ce ne importa nulla dei figli che volete o non volete fare. Se non volete averne fate benissimo. Del resto oggi in Italia non è che ne facciate molti. Mai in tutta la storia ne sono nati così pochi.

Calcolatrice alla mano, in un paio di generazioni saremo scomparsi. Cosa che a noi non importa per nulla. (Dovrebbe  semmai importare a voi, visto che al posto dei bianchi di cultura laico-cristiana ci saranno gli islamici. Che non sono molto migliori, stando almeno a quello che voi stesse ne dite).  Ma non è questo che importa.

Quanto ai fornelli ce ne importa meno ancora. Anzi, come potrai leggere (quando ti saran passate la sorpresa e la rabbia) noi siamo i primi al mondo a proclamare che non vogliamo più nessun aiuto, nessun contributo dalle donne. Nessuno e di nessun tipo.
“Rifiutare la cura”  è il nostro motto (non hai letto proprio niente…).  Basta stirare, cucinare, spolverare! Basta scopare. Basta tutto. Non vogliamo nulla da voi, perché abbiamo capito che tutto quello che fate è per costrizione.  Tutto quello che fate per noi, sin da bambini, sin dalla gravidanza, è un peso che ci rinfacciate ogni giorno. Non  vogliamo nulla da voi, più niente.

Come hai potuto capire tutto il contrario?  Perché non hai letto, non hai ascoltato. Come fanno tutte.
Voi andate per il vostro destino. Noi per il nostro. Vogliamo solo la nostra libertà.

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C. L. contrattacca:

Bene, è un bene che non facciamo più figli, è ora di finirla che il nostro corpo venga sfruttato così, e in quanto alle faccende e tutto ve lo rinfacciamo perché non é quello che vogliamo fare ma é quello che ci è stato sempre imposto. E non lo vogliamo più fare.

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Vedi che ci troviamo d’accordo?!

Tutto ciò che avete fatto e fate per gli uomini deriva dalla costrizione. Del resto non può derivare da altro.  Da anni lo scrivo, ma gli uomini non mi credono. Credono ancora nell’amore. Credono di essere amati.  Da anni vado dicendo che per la Donna Liberata ogni parto è uno stupro e tu lo confermi. Te ne sono grato.

Speriamo che le tue parole contribuiscano a risvegliare questa massa di tontoloni dormienti.

Per ringraziarti pubblicherò questa nostra corrispondenza sul blog. Se vuoi ci metto il tuo nome.  Fammi sapere.

RDV

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Ecce puer

Ecce homo

In questa insuperabile immagine è suggellata l’origine, è tradito il metodo,  è svelato l’obiettivo del femminismo.

Fino a quando non sarà sradicato dall’Occidente, la useremo come vessillo, come emblema, come epifania di una verità inconfessabile.

La useremo per anni, per decenni.

Se necessario, per sempre.

Icona immortale del Femminismo.

RDV

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Con queste righe rendo omaggio ad una delle più brillanti tra le nostre nemiche, spinto da uno spontaneo sentimento di ammirazione per le sue non comuni capacità letterarie e dialettiche, per l’energia e l’entusiasmo con i quali conduce la sua battaglia contro di noi (e contro quelli che – a suo parere – ci somigliano).

Anzi, mi accingo a dirne così bene che le mie parole potranno suonare o beffarde, come se  la volessi canzonare, o, viceversa, come un ingenuo tentativo di ingraziarmela. Una forma larvata di corteggiamento.

Vedete bene che non è il caso…

D’altra  parte, il fatto che ci voglia tutti silenti, ammanettati e impotenti non ci impedisce di riconoscere le ammirevoli doti e la straordinaria energia di questa  magnifica combattente.

Preparata e informatissima, non vi è quasi avvenimento e presa di posizione riportati dai media che sfuggano alla sua attenzione e per i quali non abbia pronto un commento tanto acuto quanto perentorio, una acuminata controdeduzione, un aforisma contundente, una formula liquidatoria.

Provetta nel modulare i registri del sarcasmo, possiede una miniera di aggettivi, di forme retoriche e di tecniche polemiche che maneggia con invidiabile maestria. Dotata di una vitalità che si direbbe mascolina (se ciò non la offendesse) si prodiga senza sosta nell’impegno quotidiano di bombardare i nemici, scoStupidboyvare le spie, bastonare  i critici, e al tempo stesso,  rincuorare le incerte e rassicurare le dubbiose.

Non vi è legge o sentenza, atto o fatto,  verbo o pensiero, in cui non veda i risvolti antifemminili (che spesso a noi, misogini  incancreniti, sfuggono inevitabilmente). Non vi è atteggiamento o iniziativa di cui non noti l’origine patriarcale, non vi è parola maschile dietro la quale non riesca a leggere, con analisi spesso sorprendenti, la volontà fallocratica di dominio e di sopraffazione.

Certo, essa gode di un fondamentale vantaggio su di noi: la certezza assoluta di combattere dalla parte del Bene e per il Bene. Su ciò non ha dubbi ed è questo suo candore, questa sua giovanile ingenuità a renderla simpatica. Lei combatte per la giustizia, noi per la sopraffazione; lei per il rispetto, noi per il sopruso; lei per la vita, noi per la morte. Lei mossa dall’amore, noi agitati dall’odio.

Che invidia! Come sarebbe bello poter lottare per il Bene anziché per il Male, stare dalla parte delle vittime anziché dei carnefici. Quanto sarebbe bello esser nati innocenti, come le femmine, anziché colpevoli, come, meritatamente, ci è accaduto.

VittCarnef

Si fa chiamare Fikasicula* (dove la K – se non intendo male – significa che ce l’ha dura. E si vede). Da sola esprime la potenza di fuoco di un’intera squadra navale. Circondata da un mondo di nemici disposti a tutto (quorum nos),  indomita e intrepida combatte senza tregua e senza paura la sua guerra quotidiana contro il Male.

A questa grande combattente e formidabile polemista, a questa innocente creatura, un felice e sincero complimento: chapeau!

Capp1

RDV

(* Fikasicula sarebbe un nome collettivo, ma qui ho finto diversamente).

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Luigi Sabatini è tra coloro che, ignoti, nel sottosuolo intuiscono e riflettono. Stimolano gli amici, scrivono ai giornali.  Queste le sue prime parole su uno spazio del MoMas.

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OSSERVAZIONI SUI DATI STATISTICI
attinenti alla violenza sulle donne.

Opuscolo ISTAT “Molestie e Violenze sessuali sulle donne” del 2002:  1° Rilevazione Telefonica su 20.700 donne. Non sono riuscito a scaricarlo e non l’ho letto. Presumo comunque sia inaffidabile perché non tratta della violenza effettiva, ma di quella spettacolarizzata e spettegolata che esalta il vittimismo di una parte e conferma le intervistate di essere state e di essere ancora “oggetto di desiderio”, foss’anche d’un terrorizzante, crudele e inumano maschio d’allevamento.Diagramma2

Vorrei sapere dai responsabili se ritengono intimamente attendibili ed oggettivi tali dati, ossia se le loro relazioni familiari ed amicali li confermano e verificano. Inaffidabili nonni, padri, mariti, fratelli, figli, fidanzati, amici d’infanzia?

Sul campo maschile sono state fatte rilevazioni ed analisi di supporto? O la percezione parziale s’impone come generale?  Mi chiedo se essi siano stati incrociati con dati oggettivi del tipo riguardante i suicidi, che mostrano dati incontrovertibili; con minor rancore degli omicidi.

Dai dati 2005 e 2008 rilevo:

-  2.192 suicidi di Maschi a fronte di  700 Femmine nel 2005 e  nel 2008 , n. 2197 contro  631. Tali proporzioni mostrano in sé la sperequazione dell’insoddisfazione di vivere tra Maschi e Femmine. Tale differenza aumenta ulteriormente se si tiene conto del numero effettivo dei Maschi e delle Femmine dato che queste ultime sono nettamente maggioritarie.

-  L’insoddisfazione di vivere è derivata nel 2005 per i Maschi: da Malattia fisica 254, Malattia Psichica 729, Affettività 225, Onore 18, Economia 123; nel 2008:  Malattia fisica  257, M. psichica  685 , Affettività 250, Onore 11, Economia 141. Come dire che sul piano relazionale tra i sessi il più sofferente è il maschio.

- L’autosoppressione avviene nei maschi prevalentemente per impiccagione 42%, nelle femmine per precipitazione 34%. Come dire che il maschio  “apparecchia” il luogo ed è meno originale delle femmine.

- Nonostante il fatto che il 40% dei Maschi che si suicidano siano coniugati (contro il 34% delle femmine) la concentrazione maggiore avviene nella solitudine che nelle femmine ha una maggiore evidenza.

Bilancia1Dunque la campagna di diffamazione antimaschile di presunta violenza dei familiari, anche se non denunciata, non ha una base sufficiente per essere acclamata come “svelatrice dalla violenza sulle donne”. Mi sembra una campagna ideologica femminista che vuole lacerare la società civile tra violenti e vittime, creando le basi per una violenza riequilibratrice.

Sostanzialmente danneggiando il genere femminile e la stessa società civile, in questo periodo deprimente per la crisi generalizzata, in particolare gli aspetti della genitorialità e della fiducia reciproca.

Togliamo gli inermi dal campo di battaglia e accudiamoli con i beni e con il bene, tutti assieme. Il narcisismo vittimista serve solo a distogliere l’attenzione verso gli altri, per averla solamente su di sé. Iniziamo con il togliere risorse e credibilità ad associazioni foriere di astio e propositive di azioni pubbliche dannose e diamole a chi propone unione e conciliazione con le altre persone.

Basta schegge esistenziali proiettate fino alla tomba, ma una comunità che resta tale nonostante le tombe.

L.  Sabatini

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