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La profanazione delle Feste: sacre e profane

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Cresce il numero dei super-ipermercati aperti la domenica, su licenza delle Giunte di Destra, di Centro e di Sinistra.

Affinché le masse si riversino ogni santo giorno nella bolgia del consumo, affinché crescano in obesità i corpi e le discariche ed ogni giorno sia …speso bene. Finché non vi saranno più giorni sacri, solo profani. Quelle masse che andavano a Messa,  ora disertano le chiese e si radunano nei Templi dell’ultima religione, a celebrarne i riti. Immondi,  giacché immondizia è quella che producono. E percolato, non altro.

Ma la Materia non è sazia e oggi aggredisce le feste laiche, sotto il mantello del “rispetto per il turista” e della “libertà di impresa”. Osate obiettare? Botteghe e negozi, super e iper e transmercati e outlet e store e mall a porte oscenamente spalancate.

Certo, la Domenica, il XXV Aprile, il I° Maggio  erano feste di credenti: in Dio o nell’Umanità. Riunioni attorno al Sacro e al Simbolico, manifestazioni diverse di Fede e di Speranza, vissute nella preghiera e nella memoria, nella meditazione e nella riflessione, nel silenzio e nel canto, rivolte a ciò che è immateriale, che non si può comprare, non inquina, non imbratta. Rivolte al futuro, Celeste o terrestre. Si onorava Dio, ora l’iPad, si celebrava il Lavoro, ora lo shopping.

Liquidazioni permanenti di fine stagione per la liquidazione dell’Immateriale, la rottamazione dello Spirito nei lupanari del Consumo.

La liquidazione del Sacro e del Simbolico procede senza sosta e senza sosta avanza nei cuori, nei ritmi, nei tempi, nei luoghi il dio Immondo che tutto lorda.

Si tratti di Feste sacre o profane, la medesima profanazione le aggredisce e le consuma. Dove aleggiava lo Spirito ora olezza la Materia e i suoi bordelli non chiudono mai.

Consummatum est!

Rino D.V.

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DIMENTICHI DI SÈ

E’ sicuro che con 27.000.000 di Eu. le associazioni dei Padri Separati potrebbero fare moltissimo.

Finanziare vaste campagne nazionali di sensibilizzazione, promuovere conferenze e convegni, diffondere materiali, organizzare manifestazioni e  corsi nelle scuole e all’università. Aprire uffici, assoldare avvocati, persino comperare qualche deputato delle Commissioni Parlamentari di interesse.

Potrebbero persino aprire Case – Rifugio, nelle grandi città e poi altrove. Una rete nazionale di sostegno ai Lacerati, ai Reietti, ai Dilapidati. A se stessi.

Ah, quante cose si potrebbero fare con 55 miliardini di lirotte, ogni santo anno. Per paragone:  18 miliardi a Medici senza Frontiere, 16 miliardi a Emergency …e via miliardando.

Invece il 5 x  mille dà a quelle associazioni qualcosa come 29.000 Eu. Da piangere. Ma chi è che NON dà? Quel milione* di Separati che si dimentica di essere tale. Meditiamo amici, meditiamo.

Se i Separati non si ricordano di costituire la prima Emergency sociale d’Italia, ricordiamocene almeno noi, pur se né padri né separati.

C. F. / P. Iva  95012420634 Papà Separati Nazionale (Eu. 18.200 da 400 sottoscrizioni)

C. F. / P. Iva   94024530134 Separati Lombardia  (Eu. 4.300 da 99 sottoscrizioni)

C. F. / P. Iva    97152050155 Separati e tutela minori   (Eu. 3.500 da 50 sottoscrizioni ca.)

C. F. / P. Iva   94011970210  Centro Assist.za  Separati   (Eu. 1.500 da 35 sottoscrizioni ca.)

C. F. / P. Iva   97655000012  Papà  Separati e Figli   (Eu. 900 da 30 sottoscrizioni ca.)

C. F. / P. Iva 92088700098  Separati Liguria (?)

Non dimentichiamo gli Smemorati di Sé.

Rino D.V.

(* Separati in essere & con figli minori di 14 anni, ca. – interpolazione mia).

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“Voi continuate a sbeffeggiare quelli come me, insistendo con la storia che il vero valore del maschio starebbe tutto nella posizione sociale, nel prestigio pubblico, nella fama  (non importa come conquistata, …vedi Maso).  Nella quantità di sesterzi, nel potere. O tutt’al più, nella strafottenza, nella tronfiaggine, nelle sbruffonerie di cui è capace. Dite che i bravi ragazzi se la sognano mentre i mascalzoni ne fanno scorpacciate.

Tutte cose che nessun maestro (cioè, nessuna maestra) mi aveva insegnato. E le prof delle medie nemmeno. Alle superiori silenzio tombale. Mio padre, bocca cucita, come il parroco e l’allenatore.

Mia madre …brrr…

Io avevo capito diversamente. Che quel che in ogni uomo vale per davvero e veramente sono le doti morali, intellettuali. La forza interna, la determinazione, lo spirito di sacrificio, la stabilità, l’iniziativa. Avevo inteso che le femmine apprezzavano massimamente – e di più -  la frugalità, la semplicità, la chiarezza. Il coraggio, la logica,  l’ironia. Il calore umano. Quello che uno ha dentro. Insomma: la ricchezza interiore…”.


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dic/10

30

Homo sine BMW

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“Preferisco piangere sul sedile di una BMW che ridere a cavalcioni della tua bici”.


…disse – cruda – la modernizzata Chung Guo Nuhai alla trasmissione Cuori Aperti della Tv di Shanghai.

Non si dicono queste cose, non ci si denuda in questo modo. Non adesso almeno, non è ancora il tempo. E per salvare le apparenze il  regime interviene a “moderare”  lo show.

Guasti della Quinta Modernizzazione o voce dal cuor fuggita?…come se davvero Lei avesse la soluzione dove Tu hai il problema…


Homo sine pecunia imago castitatis

RDV

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Che le femmine abbiano pieno e assoluto diritto a pari stipendio per pari lavoro è, per fortuna, convinzione universale tanto ben fondata che solo un pazzo o un misogino scellerato (e autolesionista) oserebbe questionarvi.

E io non sono né l’uno né l’altro, perciò mi colloco in prima fila (dove stanno tutti) nel sostegno, aperto e senza riserve, a questo criterio che è di assoluta, minima, elementare giustizia.

Del resto, anche su Idion (nel Quadrante Orientale della Galassia) l’esoumanità è divisa in due: Id e On.

Lassù tutto è come da noi, salvo una cosa. Là infatti accade che i redditi incassati da Id, magri o grassi che siano, vengono divisi a metà con On, sempre e comunque. Ottenuti legalmente o meno, con facilità o con fatiche e rischi estremi, non ha importanza. Fifty-fifty: quella è la regola.

Ma non vale il contrario. Quel che On guadagna è tutto suo. Sempre e da sempre. Cento per cento, questa è l’altra regola.

Potrà sorprendere, ma è davvero così. In quel lontano pianeta di ogni esodollaro che Id porta a casa, la metà passa a On che ne ha diritto morale e legale, de jure e de facto. Viceversa, i mille che On guadagna li tiene tutti per sé. I diecimila, …i centomila. Tanti o pochi, sono tutti suoi. Così vanno le cose lassù.

E questa singolare combinazione di leggi sacre è celebrata là come Fondamento Cosmico della Giustizia Suprema.

Davvero strani mondi là fuori, negli spazi galattici.

Per fortuna, niente a che vedere con il nostro.

RDV

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Cara mammina, me ne sto da un po’ di mesi a galleggiare al calduccio nella tua pancia. Non mi ci trovo male, fisicamente. Non mi manca nulla. Self service di alimenti selezionati, temperatura controllata. Non c’è molto spazio per giocare ma si fanno delle dormite fiabesche. Il problema è che mi sono giunte certe notizie che mi stanno rovinando l’appetito e il sonno. L’intero soggiorno.

Ho saputo che per portarmi all’età di 18 anni ti costerò nientemeno che 1.704.588 eudollari. 16.700 per farmi la spesa, 131.000 per cucinarmi i pasti, 52.600 per farmi da autista, 718.000 in quanto babysitter, 85.000 come lavandaia, 6.260 come infermiera , 98.000 come maestra, 8.300  per un’altra attività (di cui non capisco il senso) e tanti altri dollaroni per quell’infinità di cose che, a causa mia, sarai costretta a fare. Un somma di  3.300.000.000 di lire.

Calcolatrice alla mano, ho visto che non ce la farò mai, non potrò mai saldare il debito. E’ al di sopra delle mie forze, di tutte le mie capacità:  è un debito impagabile.

E pensare che non hanno contabilizzato il tempo-gravidanza,  i suoi costi diretti e indiretti e hanno lasciato fuori persino il trauma del parto con quel che ne segue.  I danni morali e psicologici, il decadimento fisico, le turbe, le depressioni. Le rinunce e i sacrifici. Il danno emergente e il lucro cessante.

Non sono ancora nato e sono già insolvente.

Ma non è giusto che i debitori se la svignino campando di non poter pagare. Così ho pensato che è meglio gettare la spugna e darci un taglio. Ma ho bisogno del tuo aiuto: non so autoeliminarmi. Eliminami tu. Dentro la pancia o anche fuori. Lo psicologo ha detto ieri che non è  infanticidio, è “omicidio salvifico”. Salvami dunque, mamma.

Risparmia miliardi e mi risparmierai l’insolvenza. Dentro la pancia o fuori, scegli tu, ma fammi fuori.

Ti basta un gesto e siamo entrambi liberi: tu di quel fardello, io di questo amore.

RDV

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Se i maschi fossero mortali, si capirebbe.

Sarebbe chiaro il perché di questo creare, inventare, scoprire, realizzare, costruire. Sfidare il tempo tentando in ogni modo di lasciare qui qualcosa che, prima di loro, non c’era. Un’impresa, un’opera, un insegnamento, una scoperta, un’invenzione. Un aforisma o una barzelletta. Una trovata.  Grande, piccola o minima. Infinitesimale ma non preesistente. Qualcosa che, almeno per un attimo, sfidi il Nulla da cui vengono e verso cui vanno, sollevandosi da lì con orgoglio prometeico.

Si capirebbe perché abbiano inventato i princìpi, la fedeltà alla parola data, i giuramenti, l’imparzialità, la lealtà. Idealità costose, create apposta per poter sacrificare qualcosa di sé – o la propria interezza – e gettarla in faccia al Nulla, quello che dai bassifondi grida: “Non pagare  e non rischiare,  non regalare e non sprecarti giacché da me sei uscito e a me tornerai! A che ti vale?”.

Si capirebbe perché abbiano inventato la rinuncia, l’ascesi, il sacrificio: supremo oltraggio alla Contingenza che ordina di godere il godibile e divorare il divorabile. “Siete lassù una volta sola: approfittatene, idioti!”.

Sdegnosi, rispediscono al mittente il vergognoso imperativo per disertare dal quale bruciano l’esistenza in microsecondi di follia. Meglio morire per niente che omaggiare la meschina immortalità del Nulla.

Braccati dall’effimero, anziché abbuffarsi, questi pazzi digiunano. Potevano transitare innocenti ed invece hanno inventato la Colpa.   Gelosi della più pura tra le torture che si infliggono, se la tengono stretta.

Ammirevole insania di Dei in miniatura.

Pagare dei prezzi in questa vita come se ve ne fossero altre, come se si fosse eterni, significa fingere di esserlo. Divina insolenza, geniale trovata che esorcizza la fine immanente, la scomparsa che incombe.

Traditori dell’ordine cosmico, anelanti all’Olimpo,  hanno inventato lo Spirito per sollevarsi per un istante dalla Materia imperitura – madre dell’eterno niente – che li deride, per salvarsi per sempre in un lampo d’immortalità. I Transeunti.

Se davvero fossero mortali sarebbe chiaro perché vogliano ad ogni costo essere eterni per un istante.

RDV

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Dai commenti postati qui e dalle email che mi sono giunte capisco che ho dato l’impressione di esser diventato schizofrenico. Riconosco che la diagnosi ha dei fondamenti. Gli indizi ci sono.
Sì, “Soltanto un Dio…” è carico di contraddizioni, di provocazioni, di ipotesi-limite lasciate a metà, di asserzioni perentorie che in realtà sono domande, dubbi, sospetti.

Ma viaggiando tra iperboli e paradossi, tra proclami aperti e subdole insinuazioni, non ho fatto altro che caricare le tinte di alcune contraddizioni che esistono davvero. Non antinomie nel gelido mondo della logica, ma contrasti reali, vivi e operanti nella nostra società. Carne e sangue del nostro tempo.

Ho preso spunto dal sorprendente comportamento di un bell’esemplare di Donna Liberata che si è consegnata desnuda e inerme a quella cultura contro la quale combatté e contro cui le sue amiche non smettono di combattere. Come avesse trovato là ciò che qui è andato perduto e che essa ha contribuito a distruggere. Come se avesse ceduto ad una inconfessabile, profonda nostalgia e capitolato davanti  al fascino oscuro di qualcosa che qui è tramontato.
Comportamento sorprendente dunque ma fino a un certo punto. O forse per nulla.

Caso individuale, certo, ma anche emblematica conferma di quel che sostengono alcuni del  Momas che hanno notato uno strano rispetto, un’equivoca simpatia verso i maschi islamici, che si diffonderebbe – dicono – sottotraccia nel profondo della psiche delle Liberate d’Occidente.  Caso individuale, sì, ma non isolato né raro. Che stia ad indicare qualcosa? Ecco qua il sospetto.

Non iscrivetemi al partito della Fallaci per aver detto che Islam significa buio, né a quello Khomeinista per aver ipotizzato che potrebbe essere Allah il Dio evocato da  Heidegger (che certamente pensava ad altro).

Le contraddizioni sono là, nel mondo, fertili  e vitali: la femminista Fallaci vedeva nella maternità un servizio al maschio padrone e intanto l’islamico Ben Bella, intuitivo e sornione, profetizzava: “Conquisteremo l’Europa con le pance delle nostre donne”. Con le pance delle islamiche, diceva lui. E di qualche femminista pentita cristiana, aggiungiamo noi…

La chiamano “eterogenesi dei fini”: è quando ottieni il contrario di ciò che vuoi. Di ciò che forse credi di volere.

Non è colpa mia – amici – se là fuori è pieno di contraddizioni e brucianti lacerazioni. Non è colpa mia se il mondo – e la Femmina – sono irrazionali.

E neanche vostra, …ça va sans dire.

RDV

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