CAT | Altro mondo
…e l’uomo integro.
Lezione magistrale sulla domesticazione
e sulla selvatichezza.
Di Stefano C.
Stamane mi trovavo in ufficio da solo, con grande nevicata e freddo polare fuori.
Dovete sapere che il nostro Ufficio si trova in una sala al piano terra direttamente comunicante tramite un portico con l’esterno.
Ad un tratto, sento miagolare un gatto, è in mezzo alla neve ed ovviamente in quel clima, ha freddo!
Esco, e trovo che si è nascosto sotto una macchina, posto distante dalla nostra porta di ingresso, lo cerco, ma ha molta paura e non si lascia avvicinare.
Rientro, e la stanza è molto calda, ma mi dispiace per il gatto, allora mi metto la giacca e rinunciando al calore della stanza, apro la porta e lascio socchiusa, dopo pochi minuti, titubante il gatto è dentro la stanza.
Fatto sta che anche se entrato nella stanza, l’animale LIBERO vi entrava solo e soltanto se la porta restava socchiusa e guai se mi avvicinavo, lui tornava fuori al freddo. Ho lasciato la porta socchiusa tutta la mattina, affinché il gatto (LIBERO) potesse scaldarsi un po’.
Povera creatura ?? MA NEANCHE AFFATTO ! ….IO HO AMMIRATO IL SUO MODO DI FARE !!!
L’animale per quanto giovane (piccolino) ed infreddolito metteva come PIU’ ALTO VALORE LA SUA LIBERTA’ e non il caldo della stanza, è EVIDENTE! era pronto a rinunciarvi subito, e a rigettarsi nel freddo polare, se l’essere umano si avvicinava troppo, e non si allontanava dalla porta temendo di essere intrappolato, sebbene le mie intenzioni fossero amichevoli, ma lui non poteva saperlo, e quindi faceva bene a diffidare!
ERA PERSINO SAGGIO! a mio avviso, perché? …Perché sapeva che qualunque cosa gli avrei dato, pure un pezzo di salame, pure del pane, il caldo della stanza…qualunque cosa nella sua vita libera e selvaggia sarebbe stata solo come una gocciolina in mezzo ad un mare, non avrebbe “fatto media” nella sua vita, ed esso voleva vivere libero, e non diventare il giocattolo, pupazzo di nessuno !
Questo la dice lunga sui tanti gatti usati dalle signore come peluche, mutilati e castrati dalle stesse, per il loro attaccamento ed egoismo, che pensano che l’animale necessiti solo del riempimento della pancia (e di stupide manipolazioni, a volte quali la manicure o “zampacure” in questo caso) ma se ne fregano, in realtà di loro, vedendoli unicamente come trastulli… inutile dire che così (a un livello diverso) spesso si occupano pure dei figli!
Inutile dire che tanti maschi pentiti di oggi, dovrebbero PRENDERE ESEMPIO da quel gatto! invece vendono persino la loro virilità e la servono su un piatto d’argento alle misandriche, con un sorriso, per giunta ! … per entrare “nella stanza calda” …ma il gettone sarà sempre più caro !
Ste. Cam.
La profanazione delle Feste: sacre e profane
***
Cresce il numero dei super-ipermercati aperti la domenica, su licenza delle Giunte di Destra, di Centro e di Sinistra.
Affinché le masse si riversino ogni santo giorno nella bolgia del consumo, affinché crescano in obesità i corpi e le
discariche ed ogni giorno sia …speso bene. Finché non vi saranno più giorni sacri, solo profani. Quelle masse che andavano a Messa, ora disertano le chiese e si radunano nei Templi dell’ultima religione, a celebrarne i riti. Immondi, giacché immondizia è quella che producono. E percolato, non altro.
Ma la Materia non è sazia e oggi aggredisce le feste laiche, sotto il mantello del “rispetto per il turista” e della “libertà di impresa”. Osate obiettare? Botteghe e negozi, super e iper e transmercati e outlet e store e mall a porte oscenamente spalancate.
Certo, la Domenica, il XXV Aprile, il I° Maggio erano feste di credenti: in Dio o nell’Umanità. Riunioni attorno al Sacro e al Simbolico, manifestazioni diverse di Fede e di Speranza, vissute nella preghiera e nella memoria, nella meditazione e nella riflessione, nel silenzio e nel canto, rivolte a ciò che è immateriale, che non si può comprare, non inquina, non imbratta. Rivolte al futuro, Celeste o terrestre. Si onorava Dio, ora l’iPad, si celebrava il Lavoro, ora lo shopping.
Liquidazioni permanenti di fine stagione per la liquidazione dell’Immateriale, la rottamazione dello Spirito nei lupanari del Consumo.
La liquidazione del Sacro e del Simbolico procede senza sosta e senza sosta avanza nei cuori, nei ritmi, nei tempi, nei luoghi il dio Immondo che tutto lorda.
Si tratti di Feste sacre o profane, la medesima profanazione le aggredisce e le consuma. Dove aleggiava lo Spirito ora olezza la Materia e i suoi bordelli non chiudono mai.
Consummatum est!
Rino D.V.
DIMENTICHI DI SÈ
E’ sicuro che con 27.000.000 di Eu. le associazioni dei Padri Separati potrebbero fare moltissimo.
Finanziare vaste campagne nazionali di sensibilizzazione, promuovere conferenze e convegni, diffondere materiali, organizzare manifestazioni e corsi nelle scuole e all’università. Aprire uffici, assoldare avvocati, persino comperare qualche deputato delle Commissioni Parlamentari di interesse.
Potrebbero persino aprire Case – Rifugio, nelle grandi città e poi altrove. Una rete nazionale di sostegno ai Lacerati, ai Reietti, ai Dilapidati. A se stessi.
Ah, quante cose si potrebbero fare con 55 miliardini di lirotte, ogni santo anno. Per paragone: 18 miliardi a Medici senza Frontiere, 16 miliardi a Emergency …e via miliardando.
Invece il 5 x mille dà a quelle associazioni qualcosa come 29.000 Eu. Da piangere. Ma chi è che NON dà? Quel milione* di Separati che si dimentica di essere tale. Meditiamo amici, meditiamo.
Se i Separati non si ricordano di costituire la prima Emergency sociale d’Italia, ricordiamocene almeno noi, pur se né padri né separati.
C. F. / P. Iva 95012420634 Papà Separati Nazionale (Eu. 18.200 da 400 sottoscrizioni)
C. F. / P. Iva 94024530134 Separati Lombardia (Eu. 4.300 da 99 sottoscrizioni)
C. F. / P. Iva 97152050155 Separati e tutela minori (Eu. 3.500 da 50 sottoscrizioni ca.)
C. F. / P. Iva 94011970210 Centro Assist.za Separati (Eu. 1.500 da 35 sottoscrizioni ca.)
C. F. / P. Iva 97655000012 Papà Separati e Figli (Eu. 900 da 30 sottoscrizioni ca.)
C. F. / P. Iva 92088700098 Separati Liguria (?)
Non dimentichiamo gli Smemorati di Sé.
Rino D.V.
(* Separati in essere & con figli minori di 14 anni, ca. – interpolazione mia).
“Voi continuate a sbeffeggiare quelli come me, insistendo con la storia che il vero valore del maschio starebbe tutto nella posizione sociale, nel prestigio pubblico, nella fama (non importa come conquistata, …vedi Maso). Nella quantità di sesterzi, nel potere. O tutt’al più, nella strafottenza, nella tronfiaggine, nelle sbruffonerie di cui è capace. Dite che i bravi ragazzi se la sognano mentre i mascalzoni ne fanno scorpacciate.
Tutte cose che nessun maestro (cioè, nessuna maestra) mi aveva insegnato. E le prof delle medie nemmeno. Alle superiori silenzio tombale. Mio padre, bocca cucita, come il parroco e l’allenatore.
Mia madre …brrr…
Io avevo capito diversamente. Che quel che in ogni uomo vale per davvero e veramente sono le doti morali, intellettuali. La forza interna, la determinazione, lo spirito di sacrificio, la stabilità, l’iniziativa. Avevo inteso che le femmine apprezzavano massimamente – e di più - la frugalità, la semplicità, la chiarezza. Il coraggio, la logica, l’ironia. Il calore umano. Quello che uno ha dentro. Insomma: la ricchezza interiore…”.
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“Preferisco piangere sul sedile di una BMW che ridere a cavalcioni della tua bici”.
…disse – cruda – la modernizzata Chung Guo Nuhai alla trasmissione Cuori Aperti della Tv di Shanghai.
Non si dicono queste cose, non ci si denuda in questo modo. Non adesso almeno, non è ancora il tempo. E per salvare le apparenze il regime interviene a “moderare” lo show.
Guasti della Quinta Modernizzazione o voce dal cuor fuggita?…come se davvero Lei avesse la soluzione dove Tu hai il problema…
Homo sine pecunia imago castitatis
RDV
Che le femmine abbiano pieno e assoluto diritto a pari stipendio per pari lavoro è, per fortuna, convinzione universale tanto ben fondata che solo un pazzo o un misogino scellerato (e autolesionista) oserebbe questionarvi.
E io non sono né l’uno né l’altro, perciò mi colloco in prima fila (dove stanno tutti) nel sostegno, aperto e senza riserve, a questo criterio che è di assoluta, minima, elementare giustizia.
Del resto, anche su Idion (nel Quadrante Orientale della Galassia) l’esoumanità è divisa in due: Id e On.
Lassù tutto è come da noi, salvo una cosa. Là infatti accade che i redditi incassati da Id, magri o grassi che siano, vengono divisi a metà con On, sempre e comunque. Ottenuti legalmente o meno, con facilità o con fatiche e rischi estremi, non ha importanza. Fifty-fifty: quella è la regola.
Ma non vale il contrario. Quel che On guadagna è tutto suo. Sempre e da sempre. Cento per cento, questa è l’altra regola.
Potrà sorprendere, ma è davvero così. In quel lontano pianeta di ogni esodollaro che Id porta a casa, la metà passa a On che ne ha diritto morale e legale, de jure e de facto. Viceversa, i mille che On guadagna li tiene tutti per sé. I diecimila, …i centomila. Tanti o pochi, sono tutti suoi. Così vanno le cose lassù.
E questa singolare combinazione di leggi sacre è celebrata là come Fondamento Cosmico della Giustizia Suprema.
Davvero strani mondi là fuori, negli spazi galattici.
Per fortuna, niente a che vedere con il nostro.
RDV
Cara mammina, me ne sto da un po’ di mesi a galleggiare al calduccio nella tua pancia. Non mi ci trovo male, fisicamente. Non mi manca nulla. Self service di alimenti selezionati, temperatura controllata. Non c’è molto spazio per giocare ma si fanno delle dormite fiabesche. Il problema è che mi sono giunte certe notizie che mi stanno rovinando l’appetito e il sonno. L’intero soggiorno.
Ho saputo che per portarmi all’età di 18 anni ti costerò nientemeno che 1.704.588 eudollari. 16.700 per farmi la spesa, 131.000 per cucinarmi i pasti, 52.600 per farmi da autista, 718.000 in quanto babysitter, 85.000 come lavandaia, 6.260 come infermiera , 98.000 come maestra, 8.300 per un’altra attività (di cui non capisco il senso) e tanti altri dollaroni per quell’infinità di cose che, a causa mia, sarai costretta a fare. Un somma di 3.300.000.000 di lire.
Calcolatrice alla mano, ho visto che non ce la farò mai, non potrò mai saldare il debito. E’ al di sopra delle mie forze, di tutte le mie capacità: è un debito impagabile.
E pensare che non hanno contabilizzato il tempo-gravidanza, i suoi costi diretti e indiretti e hanno lasciato fuori persino il trauma del parto con quel che ne segue. I danni morali e psicologici, il decadimento fisico, le turbe, le depressioni. Le rinunce e i sacrifici. Il danno emergente e il lucro cessante.
Non sono ancora nato e sono già insolvente.
Ma non è giusto che i debitori se la svignino campando di non poter pagare. Così ho pensato che è meglio gettare la spugna e darci un taglio. Ma ho bisogno del tuo aiuto: non so autoeliminarmi. Eliminami tu. Dentro la pancia o anche fuori. Lo psicologo ha detto ieri che non è infanticidio, è “omicidio salvifico”. Salvami dunque, mamma.
Risparmia miliardi e mi risparmierai l’insolvenza. Dentro la pancia o fuori, scegli tu, ma fammi fuori.
Ti basta un gesto e siamo entrambi liberi: tu di quel fardello, io di questo amore.
RDV
Se i maschi fossero mortali, si capirebbe.
Sarebbe chiaro il perché di questo creare, inventare, scoprire, realizzare, costruire. Sfidare il tempo tentando in ogni modo di lasciare
qui qualcosa che, prima di loro, non c’era. Un’impresa, un’opera, un insegnamento, una scoperta, un’invenzione. Un aforisma o una barzelletta. Una trovata. Grande, piccola o minima. Infinitesimale ma non preesistente. Qualcosa che, almeno per un attimo, sfidi il Nulla da cui vengono e verso cui vanno, sollevandosi da lì con orgoglio prometeico.
Si capirebbe perché abbiano inventato i princìpi, la fedeltà alla parola data, i giuramenti, l’imparzialità, la lealtà. Idealità costose, create apposta per poter sacrificare qualcosa di sé – o la propria interezza – e gettarla in faccia al Nulla, quello che dai bassifondi grida: “Non pagare e non rischiare, non regalare e non sprecarti giacché da me sei uscito e a me tornerai! A che ti vale?”.
Si capirebbe perché abbiano inventato la rinuncia, l’ascesi, il sacrificio: supremo oltraggio alla Contingenza che ordina di godere il godibile e divorare il divorabile. “Siete lassù una volta sola: approfittatene, idioti!”.
Sdegnosi, rispediscono al mittente il vergognoso imperativo per disertare dal quale bruciano l’esistenza in microsecondi di follia. Meglio morire per niente che omaggiare la meschina immortalità del Nulla.
Braccati dall’effimero, anziché abbuffarsi, questi pazzi digiunano. Potevano transitare innocenti ed invece hanno inventato la Colpa. Gelosi della più pura tra le torture che si infliggono, se la tengono stretta.
Ammirevole insania di Dei in miniatura.
Pagare dei prezzi in questa vita come se ve ne fossero altre, come se si fosse eterni, significa fingere di esserlo. Divina insolenza, geniale trovata che esorcizza la fine immanente, la scomparsa che incombe.
Traditori dell’ordine cosmico, anelanti all’Olimpo, hanno inventato lo Spirito per sollevarsi per un istante dalla Materia imperitura – madre dell’eterno niente – che li deride, per salvarsi per sempre in un lampo d’immortalità. I Transeunti.
Se davvero fossero mortali sarebbe chiaro perché vogliano ad ogni costo essere eterni per un istante.
RDV







