Luigi Sabatini è tra coloro che, ignoti, nel sottosuolo intuiscono e riflettono. Stimolano gli amici, scrivono ai giornali. Queste le sue prime parole su uno spazio del MoMas.
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OSSERVAZIONI SUI DATI STATISTICI
attinenti alla violenza sulle donne.
Opuscolo ISTAT “Molestie e Violenze sessuali sulle donne” del 2002: 1° Rilevazione Telefonica su 20.700 donne. Non sono riuscito a scaricarlo e non l’ho letto. Presumo comunque sia inaffidabile perché non tratta della violenza effettiva, ma di quella spettacolarizzata e spettegolata che esalta il vittimismo di una parte e conferma le intervistate di essere state e di essere ancora “oggetto di desiderio”, foss’anche d’un terrorizzante, crudele e inumano maschio d’allevamento.
Vorrei sapere dai responsabili se ritengono intimamente attendibili ed oggettivi tali dati, ossia se le loro relazioni familiari ed amicali li confermano e verificano. Inaffidabili nonni, padri, mariti, fratelli, figli, fidanzati, amici d’infanzia?
Sul campo maschile sono state fatte rilevazioni ed analisi di supporto? O la percezione parziale s’impone come generale? Mi chiedo se essi siano stati incrociati con dati oggettivi del tipo riguardante i suicidi, che mostrano dati incontrovertibili; con minor rancore degli omicidi.
Dai dati 2005 e 2008 rilevo:
- 2.192 suicidi di Maschi a fronte di 700 Femmine nel 2005 e nel 2008 , n. 2197 contro 631. Tali proporzioni mostrano in sé la sperequazione dell’insoddisfazione di vivere tra Maschi e Femmine. Tale differenza aumenta ulteriormente se si tiene conto del numero effettivo dei Maschi e delle Femmine dato che queste ultime sono nettamente maggioritarie.
- L’insoddisfazione di vivere è derivata nel 2005 per i Maschi: da Malattia fisica 254, Malattia Psichica 729, Affettività 225, Onore 18, Economia 123; nel 2008: Malattia fisica 257, M. psichica 685 , Affettività 250, Onore 11, Economia 141. Come dire che sul piano relazionale tra i sessi il più sofferente è il maschio.
- L’autosoppressione avviene nei maschi prevalentemente per impiccagione 42%, nelle femmine per precipitazione 34%. Come dire che il maschio “apparecchia” il luogo ed è meno originale delle femmine.
- Nonostante il fatto che il 40% dei Maschi che si suicidano siano coniugati (contro il 34% delle femmine) la concentrazione maggiore avviene nella solitudine che nelle femmine ha una maggiore evidenza.
Dunque la campagna di diffamazione antimaschile di presunta violenza dei familiari, anche se non denunciata, non ha una base sufficiente per essere acclamata come “svelatrice dalla violenza sulle donne”. Mi sembra una campagna ideologica femminista che vuole lacerare la società civile tra violenti e vittime, creando le basi per una violenza riequilibratrice.
Sostanzialmente danneggiando il genere femminile e la stessa società civile, in questo periodo deprimente per la crisi generalizzata, in particolare gli aspetti della genitorialità e della fiducia reciproca.
Togliamo gli inermi dal campo di battaglia e accudiamoli con i beni e con il bene, tutti assieme. Il narcisismo vittimista serve solo a distogliere l’attenzione verso gli altri, per averla solamente su di sé. Iniziamo con il togliere risorse e credibilità ad associazioni foriere di astio e propositive di azioni pubbliche dannose e diamole a chi propone unione e conciliazione con le altre persone.
Basta schegge esistenziali proiettate fino alla tomba, ma una comunità che resta tale nonostante le tombe.
L. Sabatini
1 commento for La controviolenza dei numeri
Silver | 18 gennaio 2010 at 03:06


Tratto da “donna amica”, anno 3, N°13, gennaio/febbraio 2010 – periodico free press di informazione femminile.
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“LA VIOLENZA SULLE DONNE SI CONTRASTA TRA I BANCHI DI SCUOLA”
Anteprima sui risultati della ricerca-intervento promossa dal progetto mai più violenze.
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Come i giovani pensano la donna?
E come le ragazze simbolizzano il
rapporto con l’altro sesso? Insomma
qual è la cultura di genere oggi
prevalente nelle giovani generazioni
e come si contrasta la violenza sulle
donne a partire già dai banchi di scuola?
Tutti interrogativi a cui sta lavorando
il progetto “MAI Più Violenze: Mille
Azioni e Interventi Per Impedire Ulteriori
violenze” che ha previsto, come azione
volta a prevenire la violenza di genere,
proprio una ricerca-intervento nelle
scuole secondarie di secondo grado nella
provincia e nella città di Terni.
Con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico
Regionale e Provinciale sono state coinvolte
quattro scuole:”F.Cesi – Casagrande” di Terni,
I.I.S. “Ghandi” di Narni, Liceo scientifico
“Donatelli” di Terni, Istituto Omnicomprensivo
di Amelia con sede a Narni. Complessivamente
hanno partecipato 4 dirigenti, 40 docenti
e 111 studenti e studentesse.
Il lavoro di ricerca-intervento condotto
nelle scuole si è fondato su una premessa
specifica: le culture di genere, ovvero le
modalità con cui le persone simbolizzano la
relazione con l’altro/a, organizzano i
comportamenti e gli atteggiamenti nei confronti
del proprio e dell’altrui genere.
E’ nata dunque l’esigenza di conoscere le
culture riferite al genere che esprimono e
caratterizzano i giovani e le giovani; azione
conoscitiva, di ricerca qualitativa, necessaria,
fondamentale, per costruire l’intervento con le
classi in modo sensato, a partire cioè dalle
culture che li caratterizzano.
Da questa prima fase di lavoro sono emerse
tre culture problematiche.
La donna vista prioritariamente come “moglie”
e “madre”, il maschile come “sesso forte”, che
protegge il “sesso debole”, ed infine la
sessualità come dimensione relazionale priva
di gioia e che costruisce rapporti competitivi,
entro cui si può essere dominati o dominanti.
Le tre culture o rappresentazioni simboliche
sono state oggetto di riflessione con i sei
gruppi-classe attraverso giochi di ruolo,
invenzioni di storie, analisi dei vissuti
e discussioni guidate.
Per i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato,
il progetto è stato un’opportunità per confrontarsi,
riflettere insieme e conoscere, spesso per la
prima volta, le opinioni ed i punti di vista
dei compagni e delle compagne; è stato, inoltre,
un’opportunità per mettere in discussione
stereotipi e luoghi comuni sul maschile ed il
femminile, per comprendere a fondo la differenza
tra conflitto, entro il rapporto di coppia,
e la violenza ed il maltrattamento.
Da parte di molti e molte è emerso il desiderio
di dare continuità al lavoro, in quanto le
occasioni di scambio e di riflessione sui temi
del rapporto tra generi è poco presente nella
loro vita.
I risultati della ricerca-intervento saranno
definitivi a gennaio 2010 ma i primi scritti
dei ragazzi e delle ragazze che vi hanno
partecipato ci offrono già degli spunti di
analisi e riflessione.
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La (scontata…) ricerca-intervento è stata realizzata da Nancy Annunziata Rizzo, psicologa esperta in studi di genere, e da Federico Fanelli, psicologo e specialista in psicologia della salute, entrambi dell’Agenzia di Formazione e Ricerca Cipss, con la collaborazione di Daniela Foschi del Centro Pari Opportunità della Regione dell’Umbria.