Un nuovo fronte nel conflitto dei sessi
Una nuova iniziativa è stata promossa in questi mesi ed è apparsa oggi nel mondo del web, è il Movimento Uomini Beta, fondato da Fabrizio Marchi di Roma.
Si tratta di un avvenimento che non ha precedenti in Italia, né (S.E. & O.) in altro paese d’Occidente. Per la prima volta infatti viene posta esplicitamente la Questione Maschile da una prospettiva dichiaratamente di parte.
La parte che guarda alla base sociale, allo zoccolo dell’eterna piramide nella quale si è articolata la storia. Agli uomini di rango sociale inferiore che oggi hanno a che fare con l’incasto connubio tra l’aristocrazia antica – i maschi Alfa – e quella nuova. Quella della “Donna Liberata” occidentale.
Prospettiva ideal-politica che portava il nome di Sinistra (ai tempi in cui si occupava dell’eguaglianza e della giustizia).
Il fatto decisivo è che la nascita del MUB cancella ogni alibi e strappa l’ultima maschera a coloro che per diversi (ed errati) motivi considerano la difesa del diritto maschile all’esistenza come cosa vergognosa e iniqua.
Rispetto alle esperienze esistenti questa lettura lega intimanente la questione maschile a quella sociale. Cosa che sin qui nessuno ha proposto.
Sulla QM dunque da oggi opera un nuovo protagonista, la cui visione ed il cui progetto vanno a riempire uno spazio che è vuoto da sempre.
A prescindere dalla posizione politica, se non si plaude a questa iniziativa vuol dire che si amano i propri idoli (di Destra, di Centro e di Sinistra) più del destino degli uomini.
Al MUB un caldo benvenuto e il mio appoggio aperto.
RDV
17 commenti for Nasce il Movimento Uomini Beta
Silver | 6 dicembre 2009 at 11:38
Silver | 6 dicembre 2009 at 12:31
Diversi anni fa, quando ero poco più che ventenne, mio padre (col quale non ebbi mai un grande dialogo), mi raccontò qualcosa di sé, della sua gioventù e dei suoi rapporti con le ragazze.
Lui, che si era diplomato all’IPSIA come tornitore, dopo il servizio militare ebbe difficoltà nel trovare lavoro, cosicché decise di rivolgersi ad una impresa edile della mia città, che era solita lavorare anche al Nord (in particolar modo a Bergamo), e che successivamente lo assunse.
Ebbene, mio padre mi raccontò che quando gli capitava di conoscere qualche ragazza (stiamo parlando degli anni Cinquanta), dopo un po’ le tipe se ne uscivano fuori con la seguente, ferale domanda:
“Ma tu che lavoro fai?”.
Ovviamente, mio padre rispondeva:
“Il muratore”. (*)
Beh, non appena venivano a conoscenza di ciò, le suddette, in maniera molto femminile e col sorriso sulla bocca, si dileguavano, scomparendo letteralmente all’orizzonte…
Quel giorno di quasi venticinque anni fa, mi colpì sia il tono di voce di mio padre sia l’amarezza delle sue parole, nonché il suo sguardo, rabbioso e malinconico allo stesso tempo.
Non me ne parlò più. Fu la prima e ultima volta.
—————————
(*) Successivamente, trovò lavoro in un grande stabilimento della mia città, dove all’epoca si guadagnava bene.
Giorgiogal | 6 dicembre 2009 at 19:52
Anche la sinistra comincia ad accorgersene del “grande inganno”.
Che sia l’inizio della fine del “genderly uncorrect”?
STRIDER | 6 dicembre 2009 at 19:57
A differenza di Silver, io sono figlio di due insegnanti, ma cio’ non toglie che anche per me la realta’ sia quella da lui descritta. E’ veramente incredibile come da ogni parte non si faccia altro che parlare del “potere maschile sulle donne”; un potere che la grandissima maggioranza degli uomini non sa neppure cosa sia.
Rino | 6 dicembre 2009 at 22:31
Ho racchiuso questa problematica nel caso emblematico del Titanic, dove si vede in modo eclatante che a pagare – in fondo – sono i maschi e precisamente quelli di 3° classe. Ho sostenuto da sempre che la QM è transpolitica (su questa base ho fondato U3) ma questa è solo mezza verità. L’altra mezza è …questa. L’articolo sul Titanic nel sito MUB è mio.
RDV
Lestat | 9 maggio 2010 at 20:17
Opinione mia: la cosiddetta questione maschile come questione politica non può e non potrà mai essere, per definizione, una questione di sinistra.
Prendiamo il caso dei padri separati: come può, chi è notoriamente anti-clericale, difendere i diritti di chi si è messo l’anello al dito di fronte ad un prete?
Come può un padre separato, essere difeso da chi disprezza la Chiesa e tutto ciò che rappresenta?
Come si fa a non capire che per chi è di sinistra, la sopracitata questione è strumentale ad altro? A cosa? Beh, una su tutte: a quella mega-utopistica del sesso ludico, un tipico sogno da sinistri, nostalgici dei figli dei fiori e dei disfattisti anni Settanta.
Ma c’è di più: la sinistra è perfettamente simmetrica al femminismo. Mentre la prima ce l’ha con gli americani e gli occidentali in genere, a loro dire responsabili di tutti i mali del mondo, le seconde odiano il genere maschile perché colpevole di aver sempre oppresso le donne (così dicono loro).
Le femministe, quando parlano delle donne, sentenziano che le responsabilità di delitti come l’infanticidio, sono sempre individuali e mai attribuibili a un intero genere; i sinistri quando dissertano delle oppressioni vere e presunte subìte dal genere femminile, affermano che le responsabilità sono… sempre individuali! Al tempo stesso, però, accusano tutti gli occidentali non di sinistra (quindi anche dei semplici impiegati o commercianti), che “se ne stanno davanti alla tv a guardare”, di essere moralmente responsabili dei massacri degli iracheni e dei palestinesi, ad opera degli americani e degli israeliani!
Femminismo=Sinistra – Sinistra=Femminismo. Altro che “feminazismo”! Al limite si può parlare di “femicomunismo”!
In entrambi vi è una irrecuperabile disonestà, faziosità, slealtà di fondo. Entrambi vivono di sciocche utopie, tipo quella della società multiculturale. Entrambi fanno danni.
Rino | 19 maggio 2010 at 23:37
E’ chiaro, Lestat, che hai il dente avvelenato contro la Sx e gli uomini di Sx verso cui scarichi il tuo disprezzo. Nondimeno alcune contraddizioni (Sx/QM) che denunci sono vere.
Esiste un problema, un nodo da sciogliere da parte della Sx per quanto attiene al valore e alla funzione del padre in famiglia, ossia – in sostanza – nell’educazione dei figli. Esiste poi, persino più profonda, la questione del valore dell’universo simbolico sin qui incluso nella Religione. Tema essenziale sul quale mi dilungherò in futuro.
Delle contraddizioni della Dx però non fai parola. Eppure ce n’è almeno una del tutto fondamentale.
A che titolo i maschi possono lamentarsi della loro condizione odierna se non gridando che anch’essi hanno diritto al rispetto, alla dignità, alla libertà, alla sicurezza e al non essere rapinati? Come possono aprire la bocca se non nel nome dei DIRITTI e della GIUSTIZIA? Termini (idee, sentimenti, principi, valori) che però non appartengono alla Dx, né del passato né del presente. Non appartiene alla Dx il curarsi né della gravità né dell’estensione delle sofferenze, delle tragedie e della rovina dei singoli o dei popoli (escluso quello cui si appartiene). I maschi, i padri, i figli vanno in rovina? Embeh, dov’è il problema? Di cosa ci preoccupiamo? Del fatto che la sofferenza maschile aumenta senza fine? Si potrebbe rispondere: “Chissenefrega delle sofferenze! Sono le anime belle che credono di poter eliminare le sofferenze! La vita è lotta. Il forte vince, il debole perde. Adesso sono deboli i maschi e i padri. Che perdano e che si rassegnino! Che subiscano e che tacciano!”. Nessuno si spinge a dire questo, eppure qualcuno dovrebbe farlo.
Ai separati viene portato via in media il 40% del reddito e dei beni.
Ai mezzadri veniva portato via fino al 60% del prodotto del loro lavoro.
Chi definiva giusto questo secondo esproprio (e lo sosteneva con la legge e/o i manganelli), come potrà definire ingiusto il primo?
Bisognerebbe finalmente dire tutta la verità, che è questa: “Finché viene portato via agli altri il 60% non ho nulla da dire, anzi, è legale e legittimo. Importante è che nessuno porti via a me il 40%. Questa sarebbe una rapina. Finché derubati, umiliati e torturati sono gli altri, mi va benissimo. Quando tocca a me allora grido al crimine!”. Tu questa la chiami lealtà? La chiami coerenza?
Come la chiami?
Dici: “Altro che “feminazismo”! Al limite si può parlare di “femicomunismo”.
Il femminismo è denominato feminazismo perché si fonda sulla fede della superiorità morale (e intellettuale) di una parte sull’altra. Delle femmine sui maschi. Il principio della superiorità nel valore di un gruppo umano sugli altri è l’essenza del nazismo. Il diritto del “migliore” di rapinare, sottomettere ed eliminare l’ “inferiore” è la sostanza del nazismo.
Non del comunismo (in senso proprio) né di alcuna delle posizioni democratiche, socialiste o umanistiche che tu, se non intendo male, unifichi sotto lo stesso termine, con cui, forse intendi individuare tutto il male del mondo.
Dici: “sciocche utopie”.
Quella nella quale siamo impegnati noi del Momas non è forse un’utopia? Non lottiamo forse affinché le cose siano diverse da come sono? Una lotta impari forse votata al fallimento. E questa che altro è se non utopia? Indicamene una più grande di questa. Se le utopie non ti piacciono vuol dire che ti va bene il presente.
Ultima nota. Nell’ambito del movimento maschile è latente la lotta fratricida. Siccome gli uomini sono deboli e divisi, la prima cosa che sono tentati di fare è dividersi ancor più e spararsi addosso.
Lo fai anche tu.
RDV
Lestat | 21 maggio 2010 at 01:20
@ Rino
>>
E’ chiaro, Lestat, che hai il dente avvelenato contro la Sx e gli uomini di Sx verso cui scarichi il tuo disprezzo. Nondimeno alcune contraddizioni (Sx/QM) che denunci sono vere.
>>
No, Rino, non ci siamo: io non disprezzo né la sinistra, né gli uomini di sinistra, né uomini beta, pur non essendo un uomo di sinistra, tantomeno un esperto di “questione maschile” (pensa che fino allo scorso anno non sapevo nemmeno che esistesse una “questione maschile”). Io metto soltanto in evidenza le contraddizioni dell’ideologia di sinistra e consequenzialmente degli uomini che aderiscono a siffatta ideologia. E’ vero o no che per le femministe i singoli stupratori sono “rappresentativi” di tutto il genere maschile? Ed è vero o no che per la sinistra, gli americani e gli europei dell’ovest, sono responsabili di tutti i mali del mondo? Perciò che differenza c’è fra il femminismo e la sinistra?
@ Rino
>>
Delle contraddizioni della Dx però non fai parola.
>>
Da qualche parte, ho letto un tuo post in cui sostenevi che il “momas” non si occupa del male maschile, ma solo di quello femminile, e per un motivo ben preciso: del primo ne parlano tutti i giorni i mass media, del secondo nessuno. Ecco, io ho fatto la stessa cosa, sottolineando solo le magagne della sinistra, dato che ad evidenziare quelle della destra pensate voi.
@ Rino
>>
Ultima nota. Nell’ambito del movimento maschile è latente la lotta fratricida. Siccome gli uomini sono deboli e divisi, la prima cosa che sono tentati di fare è dividersi ancor più e spararsi addosso.
Lo fai anche tu.
>>
Una precisazione: io non faccio parte di alcun movimento maschile e non intendo “sparare” addosso a nessuno; casomai metto in evidenza alcune vostre contraddizioni. Non credo che questo equivalga a “dividere”. Inoltre, anche se non ci crederai, vi auguro tutto il bene possibile, benché nutra serissimi dubbi sul fatto che possiate far breccia nell’opinione pubblica.
Rino | 21 maggio 2010 at 23:10
1- Cerco di seguire lo schema che sta alla base della tua argomentazione e la estendo.
Chiedo dunque: è vero o no che per la Dx la causa di tutti i mali del mondo è la Sx, colpevole anche della nascita del femminismo? Certo che è vero.
Perciò che differenza c’è fra Dx e Sx?
2- Siamo finiti nella questione Dx/Sx come riverbero di argomenti trattati altrove (MUB).
Come mai emerge sempre la questione Dx/Sx se quella di cui ci occupiamo è la Questione Maschile?
Come mai è impossibile occuparsi della QM senza che la divisione ideal/politica emerga e infine PREVALGA?
Come mai il movimento U3000 – esplicitamente transpolitico – non ha raccolto consensi?
Perché gli uomini fanno la guerra contro se stessi anziché contro il femminismo. In questa nuova guerra essi sono incapaci di mettere in atto ogni patto di unità di azione (che pure sempre sanno adottare quando un nemico comune minaccia tutti). E non sono capaci neppure di sottoscrivere una tregua: la coesistenza pacifica momentanea, fin quando il nemico non sarà cacciato. Neppure questo.
La divisione politica, l’odio politico, prevalgono.
Questo è il problema n. 1 che però gli uomini NON VOGLIONO risolvere.
3- Che ci si senta coinvolti nella problematica del movimento maschile o meno, non ha rilevanza.
L’aria è avvelenata e avvelena sia quelli che se ne occupano/preoccupano che quelli che non se ne interessano. Non importa se ci occupiamo o no di quel che accade intorno a noi. E’ quel che accade intorno che …si occupa di noi. Le radiazioni colpiscono anche coloro che non se ne curano.
RDV
Lestat | 22 maggio 2010 at 01:37
Domanda: uomini beta è non è un movimento di sinistra?
Se la “questione maschile” è transpolitica, perché il Marchi ha fondato un movimento di sinistra? E perché un uomo come te, transpolitico, (suppongo) vi ha aderito? Rino, io non ti conosco, ma leggendo attentamente quello che scrivi, deduco che sei un uomo intelligente e colto, ragion per cui ti chiedo: credi veramente che attraverso delle sinistrorse opere di “ingegneria sociale”, sia possibile modificare il comportamento delle donne? Non dirmi che tu, al pari del Marchi, credi veramente che le donne diranno addio al magico potere della vulva solo per farci contenti, vero?
Tu scrivi anche che “gli uomini fanno la guerra contro se stessi anziché contro il femminismo”.
Su questo punto ti do ragione, però non credo che l’uomo comune – o “beta”, come lo definisce il Marchi – abbia una benché minima idea di cosa sia il femminismo. Io stesso, prima di scoprire i vostri forums e blog, circa un anno fa, non è che ne sapessi molto. Mi sono documentato solo di recente.
Silver | 23 maggio 2010 at 10:40
Rino:
“Perché gli uomini fanno la guerra contro se stessi anziché contro il femminismo. In questa nuova guerra essi sono incapaci di mettere in atto ogni patto di unità di azione (che pure sempre sanno adottare quando un nemico comune minaccia tutti).”
Non a caso, a differenza di altri, io sostengo da una vita che “gli uomini sono il problema n.1 degli uomini”. Opinione (per me un fatto) che anche diversi membri (o semplici utenti) del movimento maschile non condividono, preferendo continuare a sostenere ed a credere che i guai degli uomini hanno origine altrove: femminismo, potere morale femminista, società capitalista e quant’altro, che, intendiamoci, c’entrano molto, ma che in realtà non sono la causa primaria.
Il fatto è che negli uomini esiste un problema di fondo, a mio parere intrinseco (DNA…?), che trascende tutto il resto e che può essere solo attenuato, ma non superato.
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=14682616
Rino | 24 maggio 2010 at 21:46
1- Al di là delle associazioni dei padri separati, che si occupano di una specifica tematica, esistono ora in Italia tre analisi/proposte attorno cui si possono aggregare gli uomini in via di uscita dal sonno.
Una di orientamento riferibile alla Dx tradizionalista (MS), uno esplicitamente transpolitico (U3)e il nuovo gruppo di Marchi (MUB) di dichiarata posizione di Sx.
Ciò rispecchia la realtà degli orientamenti presenti nella società.
Venendo alla tua domanda, non so in quale misura F. Marchi creda/pensi/speri che le FF dicano “addio al magico potere della vulva solo per farci contenti”.
Per quanto lo conosco non mi pare tanto ingenuo da pensare che le FF buttino alle ortiche un simile potere. Sa che non lo faranno. Sa però anche altre due cose: 1) che – fermo restanto il magico potere – non in ogni luogo/tempo di questo mondo le cose sono andate come ora qui. Che esiste un ampio margine di oscillazione nel modo F.le di avvicinarsi al sesso e che qui – Italia XXI secolo – abbiamo toccato il fondo. 2) che la denuncia della speculazione F.le in ambito sessuale è un grimaldello per far breccia nel Tabernacolo della Sx oggi del tutto femministizzata. Sa, e per questo gli ho dato il mio appoggio, che il bubbone è là e che è là deve esplodere. In fondo è abbastanza naturale, (=non suscita sorpresa) che un movimento maschile guardi a Dx (MS) o che lasci indifferenti (come i fatti hanno provato con U3) quando si presenta in modo trasversale. Quel che è scandaloso è che porti i galloni della Sx.
Quando si saprà in giro che persino a Sx si mette in discussione l’attuale rapporto F/M e si mette sul banco degli imputati il femminismo stesso, vedrai che qualcosa accadrà. Alcuni tra i più sensibili attivisti di MS lo sanno e per questo, pur stando su sponde diverse, non ostacolano il MUB.
Non importano le “intenzioni”, gli obiettivi che stanno nella testa di chi agisce: importano solo le conseguenze delle azioni. Su questo fatto si sono sempre fondati i “patti di unità d’azione”.
2- Concordiamo io, tu e Silver sul carattere autolesionista delle azioni maschili. Una capacità maschile di farsi del male che fa impressione e che rappresenta davvero il probl. n 1.
Quanto al femminismo, si può distinguere tra quello teorico e quello pratico. Per conoscere il secondo non è necessario conoscere il primo. Amos Cohen – ebreo saponificato a Bergen-Belsen – non ha avuto bisogno di leggere il Mein Kampf per conoscere il nazismo.
Ad es. i padri separati (uno stuolo di dolenti) conoscono benissimo il femminismo. Ciò benché moltissimi di loro non siano in grado di correlare le loro tragedie a quella ideologia del rancore.
Magari l’attribuiscono alla moglie maligna, all’avvocato incapace, oppure al giudice femministizzato.
Sono confusi, nondimeno il femminismo lo conoscono.
Ne fanno amara esperienza.
RDV
Lestat | 18 giugno 2010 at 10:25
Rino, c’è un altro aspetto in cui i sinistri sono perfettamente simmetrici alle femministe.
Esempio: se io, italiano del XXI secolo, mi permetto di criticare l’atteggiamento di certe etnie extracomunitarie, stai tranquillo che il sinistro mi darà addosso bollandomi come razzista e dando per scontato che dall’altra parte non possa esistere la benché minima punta di “razzismo-alla-rovescia-non-indotto-ma-preesistente”. No no, assolutamente! Per carità! Ma che scherziamo? Il razzismo è sempre e solo uno: quello del bianco occidentale contro il resto del mondo…
Ora, in tal senso, cosa c’è di diverso dalle femministe – che tu conosci molto meglio di me – notoriamente tendenti a definire misogino chiunque non aderisca al “verbo femminista” ?
Cosa cambia con coloro che danno per scontato che esista solo la misoginia maschile ma non la misandria femminile? Come si fa a discutere con chi è convinto che la realtà sia tutta bianca o tutta nera? Come si fa a ragionare con chi parla di diritti, parità, coraggio, lealtà, ecc., ma poi si lascia intimorire dalle parole politicamente scorrette di un uomo non di sinistra e consequenzialmente censura ciò che ritiene scomodo? E costui cosa farà, quando qualcuno molto più importante e tosto di me, gli farà notare certe contraddizioni?
PS – Ogni riferimento a persone e fatti non è puramente casuale…
Rino | 19 giugno 2010 at 19:24
La tua osservazione cade a fagiolo.
Mi chiedevo giorni fa se ci siano altri temi scottanti come la QM e come essa capaci di suscitare ondate emotive tali da sommergere ogni razionalità e scatenare esplosioni di irrazionalità. Il primo che ho trovato è proprio la questione degli immigrati.
Su questo argomento in verità fatico persino a ricordare di aver mai sentito fare considerazioni ragionevoli e razionali. Da chiunque e da tutte le parti, tanto che mi astengo regolarmente da ogni discussione in merito a meno che non ne venga trascinato per il collo. Sempre comunque con il medesimo risultato: vengo puntualmente frainteso. Pura dinamite: gli immigrati sono considerati o come una nuova lebbra sociale da eliminare o come vittime sacrificali da difendere e giustificare sempre e comunque. Quelli che hanno la seconda opinione però, almeno da queste parti (Veneto) non solo neanche il 10%. Il 90% la pensa nel primo modo.
Convengo con te che ci sono idoli a Sx, per la quale (in sintesi e in forma caricaturale) si potrebbe dire: il Bene è incarnato da una giovane femmina nera del Sud, il Male da un un vecchio maschio bianco del Nord.
Proprio per questo la QM ha una valenza dirompente a Sx, mentre non ce l’ha a Dx. Avvicinarsi alla QM è dura per tutti gli UU ed è ancora più dura per quelli che tu – non molto benevolmente, a dire il vero – definisci “sinistri”.
Concordo pure sul fatto che vi è la tendenza ad attribuire all’Occidente la causa di tutti i mali del mondo. Questo argomento fu in effetti il tema della mia tesi di laurea (“Carattere autocritico della cultura occidentale”, una virtù che è diventata malattia. Questo era il succo). Nonostante col citarsi si rischi di rendersi ridicoli, l’ho fatto al fine di chiarire che ciò avveniva in tempi non sospetti e che non me la sono inventata ora.
RDV
Icarus.10 | 22 giugno 2010 at 21:16
Lestat crede di essere “forte, “leale” e soprattutto “politicamente scorretto” solo perchè ha il “coraggio” di “criticare” altre etnie specie, rom, arabi e quant’altro. Il fatto è che però si trova in piena sintonia con la maggior parte dell’ opinione pubblica, ragion per cui, semmai sarà proprio lui ad essere un politicamente corretto, altro che politicamente scorretto, e soprattutto, altro che “coraggioso”!.
Essere “politicamente scorretti”, infatti, significa avere idee al di fuori della Massa, e non in conformità ad essa(come invece Lestat)
Che il razzismo contro altre etnie sia stato teorizzato e messo in pratica da una parte dell’Occidente, è un dato di fatto
Ciò ovviamente non significa che l’Occidente “sforni” persone più cattive delle altre civlità, ma che avendo(e avendo avuto)il predominio economico, militare, tecnologico, etc,è ovvio che la teorizzazione della superiorità razziale, e soprattutto la sua messa in pratica, abbiano avuto molte più possibilità di manifestarsi e attuarsi qui in Occidente che non da loro.
Nè significa che un eventuale razzismo di appartenenti altre etnie contro la nostra etnia sia meno grave del razzismo contro loro. Nè ovviamente significa che l’Occidente sia meno civile delle altre civiltà.
Quello di evitare ed esecrare ogni forma di linciaggio e pregiudizio generalizzato nei confronti di altre etnie non attiene alla politica,destra o sinistra che sia, ma al buon senso e all’apertura mentale. E difatti si può essere di destra ,cattolici, tradizionalisti e filoccidentalisti e nello stesso tempo rifiutare isterie di massa contro altri gruppi etnici:
http://questionemaschile.forumfree.it/?t=28168974
Così come si può essere di sinistra e però nello stesso tempo essere forcaioli e intolleranti.
“in tal senso, cosa c’è di diverso dalle femministe – che tu conosci molto meglio di me – notoriamente tendenti a definire misogino chiunque non aderisca al “verbo femminista” ?(Lestat)
C’è di diverso nel senso che il razzismo e l’oppressione sistematica, globalizzata e a vasto raggio contro altre etnie purtroppo è esistita veramente, ed esiste ancora, mentre quella dell’ intero genere maschile, contro l’intero genere femminile, in ogni luogo ed epoca, è una perversa e criminale invenzione femminista.
Lestat | 23 giugno 2010 at 19:47
@icarus- Il fatto è che però si trova in piena sintonia con la maggior parte dell’ opinione pubblica, ragion per cui, semmai sarà proprio lui ad essere un politicamente corretto, altro che politicamente scorretto, e soprattutto, altro che “coraggioso”!.
>>
Perché, tu saresti uno “coraggioso” ? E da cosa lo deduci? Dal fatto che non fai che ripetere come un mantra le sciocchezze della sinistra? Cos’hai di diverso dalla quasi totalità dei sinistri che, ti rammento, solo nel nostro paese sono milioni…
Per esempio, anche tu sei favorevole alla società multiculturale, no? Bene, e allora cosa ti differenzia dagli altri sinistri?
>>
@Icarus- C’è di diverso nel senso che il razzismo e l’oppressione sistematica, globalizzata e a vasto raggio contro altre etnie purtroppo è esistita veramente, ed esiste ancora, mentre quella dell’ intero genere maschile, contro l’intero genere femminile, in ogni luogo ed epoca, è una perversa e criminale invenzione femminista.
>>
Sei consapevole del fatto che la tua altro non è che la semplice opinione di un uomo di sinistra?
Veramente credi di non essere fazioso?
Rino | 24 giugno 2010 at 22:20
Si sta ripropondendo qui un insanabile contrasto già emerso altrove. Lascerò questi ultimi post per un paio di giorni – come diritto di replica, poi li toglierò.
RDV



Non posso che felicitarmi della nascita del Movimento Uomini Beta, ovvero la categoria di uomini alla quale appartengo e da cui provengo.
Non a caso, caro Rino, io ho sempre considerato gli uomini di potere (o cosiddetti maschi alpha) i primi nemici degli uomini comuni come me, di coloro che provengono dal basso; ancor più delle misandriche femministe.
Chi, come me, è figlio di un operaio specializzato e di una casalinga (entrambi deceduti da tempo; ma questa è un’altra storia), non può non aver sperimentato innumerevoli volte il senso di impotenza nei confronti delle donne e parimenti verso gli uomini che stanno “lassù”, in alto.
Non può non conoscere la fatica, le incazzature, le energie emotive spese a correre dietro alle femmine; nonché il loro astio, il loro fastidio, il loro distacco, il loro sottile (e non) disprezzo verso tutto ciò che “non sta in alto” o, comunque, “più in alto delle suddette”.
Perciò, se si è in possesso di un cervello pensante, non si può non prendere atto del fatto che, in questo contesto sociale e in questa epoca, i veri subordinati, i veri discriminati, i veri schiavi, sono gli uomini comuni come me. Altro che le donne!
Per quanto mi riguarda, questa Verità mi era già chiara, anzi chiarissima, ai tempi dell’Itis (1979-1984).