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	<title>Commenti a: Il &#8216;valore&#8217; del disoccupato</title>
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	<description>riflessioni sul Mondo Nuovo</description>
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		<title>Di: giubizza</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2009/11/10/il-valore-del-disoccupato/comment-page-1/#comment-177</link>
		<dc:creator>giubizza</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 12:16:29 +0000</pubDate>
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		<description>Gentili signori, vi scrivo riguardo un articolo che ho letto nella rubrica &quot;Lettere al Sole&quot; di venerdì scorso 28 gennaio. L&#039;articolo riguardava l&#039;ossessionante questione di portare l&#039;occupazione femminile al 50%. 

Io ora mi chiedo perché mai dovrebbe esserci un obbligo da parte dei cittadini affinché la parità dei diritti debba per forza tradursi in una forzata parità numerica. Come mai questa ossessione? 

Inoltre mi chiedo se i disoccuapti maschi non abbiano gli stessi diritti delle disoccupate femmine se si vogliono favorire queste ultime. Non sarebbe meglio una politica che favorisca l&#039;occupazione tout court invece di fare discriminazioni in tal senso? O meglio ancora una politica di una più efficiente distribuzione della ricchezza? 

Ma la cosa che più mi infastidisce di tutto questo è la mancanza di rispetto della sfera privata e familiare. Questa gente che fa apologia di una parità numerica vuole entrare nell&#039;intimità delle famiglie e imporre alla gente la loro idea su cosa debba fare un marito, una moglie, un genitore e via dicendo. Scusate ma io in casa mia faccio quel che mi pare e piace. Se le faccende domestiche vuole farle mia moglie non credo che io debba rendere conto a qualcuno. 

Sarebbe ora di finirla con queste &quot;analisi&quot; sociali di pessimo gusto e puntare l&#039;attenzione alle esigenze reali della povera gente e del popolo in generale. 

Cordiali saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentili signori, vi scrivo riguardo un articolo che ho letto nella rubrica &#8220;Lettere al Sole&#8221; di venerdì scorso 28 gennaio. L&#8217;articolo riguardava l&#8217;ossessionante questione di portare l&#8217;occupazione femminile al 50%. </p>
<p>Io ora mi chiedo perché mai dovrebbe esserci un obbligo da parte dei cittadini affinché la parità dei diritti debba per forza tradursi in una forzata parità numerica. Come mai questa ossessione? </p>
<p>Inoltre mi chiedo se i disoccuapti maschi non abbiano gli stessi diritti delle disoccupate femmine se si vogliono favorire queste ultime. Non sarebbe meglio una politica che favorisca l&#8217;occupazione tout court invece di fare discriminazioni in tal senso? O meglio ancora una politica di una più efficiente distribuzione della ricchezza? </p>
<p>Ma la cosa che più mi infastidisce di tutto questo è la mancanza di rispetto della sfera privata e familiare. Questa gente che fa apologia di una parità numerica vuole entrare nell&#8217;intimità delle famiglie e imporre alla gente la loro idea su cosa debba fare un marito, una moglie, un genitore e via dicendo. Scusate ma io in casa mia faccio quel che mi pare e piace. Se le faccende domestiche vuole farle mia moglie non credo che io debba rendere conto a qualcuno. </p>
<p>Sarebbe ora di finirla con queste &#8220;analisi&#8221; sociali di pessimo gusto e puntare l&#8217;attenzione alle esigenze reali della povera gente e del popolo in generale. </p>
<p>Cordiali saluti.</p>
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	<item>
		<title>Di: Sasha</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2009/11/10/il-valore-del-disoccupato/comment-page-1/#comment-172</link>
		<dc:creator>Sasha</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 19:51:54 +0000</pubDate>
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		<description>Quando si parla di uomini beta o uomini alfa non si pronuncia un giudizio di valore sugli stessi, bensì si mette in evidenza come sono percepiti socialmente dalla stragrande maggioranza degli individui nella coeva società capitalistico-consumistica.
Nella maggior parte dei casi gli uomini beta sono da preferire agli uomini alfa, i quali di solito sono diventati tali a suon d&#039;imbrogli e intrallazzi vari.
Ricordo un&#039;intervista all&#039;ormai più che ottuagenario regista Mario Monicelli. Alla domanda dell&#039;intervistatore su che cosa lo commuovesse ancora egli rispose l&#039;ONESTA&#039;.
Sarebbe bello se noi potessimo valutare gli individui attraverso grandi valori come quello. Ma basta vedere chi diavolo spediamo in Parlamento per capire che davvero non ce ne frega niente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si parla di uomini beta o uomini alfa non si pronuncia un giudizio di valore sugli stessi, bensì si mette in evidenza come sono percepiti socialmente dalla stragrande maggioranza degli individui nella coeva società capitalistico-consumistica.<br />
Nella maggior parte dei casi gli uomini beta sono da preferire agli uomini alfa, i quali di solito sono diventati tali a suon d&#8217;imbrogli e intrallazzi vari.<br />
Ricordo un&#8217;intervista all&#8217;ormai più che ottuagenario regista Mario Monicelli. Alla domanda dell&#8217;intervistatore su che cosa lo commuovesse ancora egli rispose l&#8217;ONESTA&#8217;.<br />
Sarebbe bello se noi potessimo valutare gli individui attraverso grandi valori come quello. Ma basta vedere chi diavolo spediamo in Parlamento per capire che davvero non ce ne frega niente.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Strider</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2009/11/10/il-valore-del-disoccupato/comment-page-1/#comment-169</link>
		<dc:creator>Strider</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 18:28:10 +0000</pubDate>
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		<description>giubizza
&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;
I sostenitori più o meno femministi più o meno antifemministi della teoria secondo la quale il Sacro Corpo Femminile sarebbe una sorta di Motore dell’Universo-mondo e della storia umana rischiano di ricevere un colpo non debole alla loro credibilità se viene alla luce il fatto che una donna, per essere appettibile, doveva portare al suo compagno non solo la sua Regale Farfalla, ma anche una dote.
&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;

Come se Rino certe cose non le sapesse gia&#039;...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>giubizza<br />
&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;<br />
I sostenitori più o meno femministi più o meno antifemministi della teoria secondo la quale il Sacro Corpo Femminile sarebbe una sorta di Motore dell’Universo-mondo e della storia umana rischiano di ricevere un colpo non debole alla loro credibilità se viene alla luce il fatto che una donna, per essere appettibile, doveva portare al suo compagno non solo la sua Regale Farfalla, ma anche una dote.<br />
&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;&gt;</p>
<p>Come se Rino certe cose non le sapesse gia&#8217;&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: giubizza</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2009/11/10/il-valore-del-disoccupato/comment-page-1/#comment-167</link>
		<dc:creator>giubizza</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 Jan 2010 12:58:20 +0000</pubDate>
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		<description>Comunque sposarsi a &quot;tarda&quot; età e tra coetanei è usanza piuttosto antica in Europa. Fin dal XIV secolo, da poco prima che la popolazione europea fosse decimata dalla Morte Nera che fece calare il numero di abitanti da 74 a 47 milioni, gli europei (e le europee) avevano preso l&#039;abitudine di sposarsi sui 25 anni circa proprio per evitare di fare troppi figli. Questo comportò una modifica nelle usanze e nelle strutture familiari. I giovani, uomini e donne, divennero più liberi di scegliersi il proprio coniuge a differenza di quanto era avvenuto per molte generazioni in cui i matrimoni erano combinati dai genitori e riguardavano figli adolescenti o addirittura bambini. Il criterio con cui si prendeva moglie o marito era per lo più legato alle proprietà che possedeva l&#039;altro e l&#039;altra. I sostenitori  più o meno femministi più o meno antifemministi della teoria secondo la quale il Sacro Corpo Femminile sarebbe una sorta di Motore dell&#039;Universo-mondo e della storia umana rischiano di ricevere un colpo non debole alla loro credibilità se viene alla luce il fatto che una donna, per essere appettibile, doveva portare al suo compagno non solo la sua Regale Farfalla, ma anche una dote. Dote che non sempre potevano fornire i familiari e che non di rado doveva guadagnarsi lei lavorando. E il bello è che le donne lo facevano, lavoravano e accumulavano le risorse per farsi una dote pur di trovare marito.

Ah, una precisazione: non sto parlando dei ceti élitari che costituivano una minoranza della popolazione, ma di quei ceti che costituivano la stragrande maggioranza della popolazione dell&#039;epoca: i contadini.

Per chi è interessato all&#039;argomento può trovare una spiegazione chiara ed esauriente di quanto dico nel bel libro di George Huppert, &quot;Storia sociale dell&#039;Europa moderna&quot;, Il Mulino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Comunque sposarsi a &#8220;tarda&#8221; età e tra coetanei è usanza piuttosto antica in Europa. Fin dal XIV secolo, da poco prima che la popolazione europea fosse decimata dalla Morte Nera che fece calare il numero di abitanti da 74 a 47 milioni, gli europei (e le europee) avevano preso l&#8217;abitudine di sposarsi sui 25 anni circa proprio per evitare di fare troppi figli. Questo comportò una modifica nelle usanze e nelle strutture familiari. I giovani, uomini e donne, divennero più liberi di scegliersi il proprio coniuge a differenza di quanto era avvenuto per molte generazioni in cui i matrimoni erano combinati dai genitori e riguardavano figli adolescenti o addirittura bambini. Il criterio con cui si prendeva moglie o marito era per lo più legato alle proprietà che possedeva l&#8217;altro e l&#8217;altra. I sostenitori  più o meno femministi più o meno antifemministi della teoria secondo la quale il Sacro Corpo Femminile sarebbe una sorta di Motore dell&#8217;Universo-mondo e della storia umana rischiano di ricevere un colpo non debole alla loro credibilità se viene alla luce il fatto che una donna, per essere appettibile, doveva portare al suo compagno non solo la sua Regale Farfalla, ma anche una dote. Dote che non sempre potevano fornire i familiari e che non di rado doveva guadagnarsi lei lavorando. E il bello è che le donne lo facevano, lavoravano e accumulavano le risorse per farsi una dote pur di trovare marito.</p>
<p>Ah, una precisazione: non sto parlando dei ceti élitari che costituivano una minoranza della popolazione, ma di quei ceti che costituivano la stragrande maggioranza della popolazione dell&#8217;epoca: i contadini.</p>
<p>Per chi è interessato all&#8217;argomento può trovare una spiegazione chiara ed esauriente di quanto dico nel bel libro di George Huppert, &#8220;Storia sociale dell&#8217;Europa moderna&#8221;, Il Mulino.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Tullio</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2009/11/10/il-valore-del-disoccupato/comment-page-1/#comment-143</link>
		<dc:creator>Tullio</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 11:13:02 +0000</pubDate>
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		<description>Sulla base di cio&#039; che si vale sul piano sociale allora per esempio io dovrei dire di essere un beta.
Dato che alfa dovrebbero risultare essere gli onnipotenti, ed io non lo sono.

Nonostante tutto trovo riduttiva questa classificazione, si tratta di una modellizzazione che non rispecchia in maniera soddisfacente la realta&#039;.

Per me e&#039; un&#039;americanata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla base di cio&#8217; che si vale sul piano sociale allora per esempio io dovrei dire di essere un beta.<br />
Dato che alfa dovrebbero risultare essere gli onnipotenti, ed io non lo sono.</p>
<p>Nonostante tutto trovo riduttiva questa classificazione, si tratta di una modellizzazione che non rispecchia in maniera soddisfacente la realta&#8217;.</p>
<p>Per me e&#8217; un&#8217;americanata.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Rino</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2009/11/10/il-valore-del-disoccupato/comment-page-1/#comment-141</link>
		<dc:creator>Rino</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2010 10:03:35 +0000</pubDate>
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		<description>Certo, chi ha un reddito senza doverselo procurare, non è un disoccupato. E&#039; semplicemente un redditiere. Ma per disoccupato si intende &quot;uno senza reddito&quot;.

Quanto al &quot;sentirsi&quot; Alfa o Beta, (o sentirsi altro su altri versanti) questo è diverso dall&#039;&quot;esserlo&quot; dal punto di vista sociale e quindi delle relazioni F/M.

Non si discute di quel che ciascuno sente si essere, ma di quel che vale sul piano sociale.

RDV</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo, chi ha un reddito senza doverselo procurare, non è un disoccupato. E&#8217; semplicemente un redditiere. Ma per disoccupato si intende &#8220;uno senza reddito&#8221;.</p>
<p>Quanto al &#8220;sentirsi&#8221; Alfa o Beta, (o sentirsi altro su altri versanti) questo è diverso dall&#8217;&#8221;esserlo&#8221; dal punto di vista sociale e quindi delle relazioni F/M.</p>
<p>Non si discute di quel che ciascuno sente si essere, ma di quel che vale sul piano sociale.</p>
<p>RDV</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tullio</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2009/11/10/il-valore-del-disoccupato/comment-page-1/#comment-137</link>
		<dc:creator>Tullio</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 10:37:36 +0000</pubDate>
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		<description>1- C&#039;e&#039; una cosa che vorrei far notare a proposito di questa discussione, che sostanzialmente condivido nelle sue conclusioni.

Disoccupato = povero.

Non e&#039; affatto cosi&#039;, faccio notare che vi e&#039; una quantita&#039; di gente in giro disoccupata con reddito, insomma ricchi, che non se la passano malaccio neanche sessualmente.

Il fatto di considerare semiautomaticamente il disoccupato uno sfigato senza soldi e&#039; una costrizione mentale impostaci dalla cultura degli anni bui dai quali proveniamo, in cui le risorse erano limitate, e le tecniche estrattive praticamente nulle od a braccia maschili.

In effetti ci muoviamo verso un mondo che va in sovrapproduzione di beni, un mondo in cui il lavoro nell&#039;accezione da noi comunemente data per scontata, in realta&#039; si estingue, la produzione delle risorse si automatizza.

La gente sta cominciando a vivere piu sulla base di rendite che sul prodotto del proprio lavoro.

Estrapolando questo andamento azzarderei la seguente affermazione:

Gli sfigati del ventunesimo secolo, saranno i lavoratori.

2- &quot;Le donne non sposano un disoccupato&quot; sta gia&#039; diventando obsoleta verso &quot;Le donne non sposano un lavoratore dipendente&quot;, infatti oggi il valore degli uomini si e&#039; spostato sul libero professionismo o sull&#039;imprenditoria, ma forse in futuro saranno gli uomini a non volersi sposare, dato che sta sempre piu&#039; diventando semplicemente una follia farlo.

3- Questa degli uomini alfa e beta e&#039; una distinzione che personalmente ho sempre rifiutato e rifiuto.
Accettare questa classificazione e&#039; una resa incondizionata alla supremazia selettiva femminile.
Io non mi sento ne alfa ne beta. E non mi ci vorrei mai sentire.
Un uomo convinto di essere alfa, sarebbe proprio a causa di cio&#039;, molto probabilmente un beta.
D&#039;altra parte uno che si sentisse beta, rischierebbe inevitabilmente di sottovalutarsi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>1- C&#8217;e&#8217; una cosa che vorrei far notare a proposito di questa discussione, che sostanzialmente condivido nelle sue conclusioni.</p>
<p>Disoccupato = povero.</p>
<p>Non e&#8217; affatto cosi&#8217;, faccio notare che vi e&#8217; una quantita&#8217; di gente in giro disoccupata con reddito, insomma ricchi, che non se la passano malaccio neanche sessualmente.</p>
<p>Il fatto di considerare semiautomaticamente il disoccupato uno sfigato senza soldi e&#8217; una costrizione mentale impostaci dalla cultura degli anni bui dai quali proveniamo, in cui le risorse erano limitate, e le tecniche estrattive praticamente nulle od a braccia maschili.</p>
<p>In effetti ci muoviamo verso un mondo che va in sovrapproduzione di beni, un mondo in cui il lavoro nell&#8217;accezione da noi comunemente data per scontata, in realta&#8217; si estingue, la produzione delle risorse si automatizza.</p>
<p>La gente sta cominciando a vivere piu sulla base di rendite che sul prodotto del proprio lavoro.</p>
<p>Estrapolando questo andamento azzarderei la seguente affermazione:</p>
<p>Gli sfigati del ventunesimo secolo, saranno i lavoratori.</p>
<p>2- &#8220;Le donne non sposano un disoccupato&#8221; sta gia&#8217; diventando obsoleta verso &#8220;Le donne non sposano un lavoratore dipendente&#8221;, infatti oggi il valore degli uomini si e&#8217; spostato sul libero professionismo o sull&#8217;imprenditoria, ma forse in futuro saranno gli uomini a non volersi sposare, dato che sta sempre piu&#8217; diventando semplicemente una follia farlo.</p>
<p>3- Questa degli uomini alfa e beta e&#8217; una distinzione che personalmente ho sempre rifiutato e rifiuto.<br />
Accettare questa classificazione e&#8217; una resa incondizionata alla supremazia selettiva femminile.<br />
Io non mi sento ne alfa ne beta. E non mi ci vorrei mai sentire.<br />
Un uomo convinto di essere alfa, sarebbe proprio a causa di cio&#8217;, molto probabilmente un beta.<br />
D&#8217;altra parte uno che si sentisse beta, rischierebbe inevitabilmente di sottovalutarsi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Peppe</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2009/11/10/il-valore-del-disoccupato/comment-page-1/#comment-136</link>
		<dc:creator>Peppe</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:54:36 +0000</pubDate>
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		<description>Ma anche il discorso del &quot;dono&quot; credo abbia fatto il suo corso. E poi i problemi che attanagliano uomini e donne sono ben altri e molto più concreti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma anche il discorso del &#8220;dono&#8221; credo abbia fatto il suo corso. E poi i problemi che attanagliano uomini e donne sono ben altri e molto più concreti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Peppe</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2009/11/10/il-valore-del-disoccupato/comment-page-1/#comment-111</link>
		<dc:creator>Peppe</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Jan 2010 11:27:28 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo me non si tiene conto del fatto che uomini e donne non sono esseri sparsi che agiscono esclusivamente per la propria volontà, ma fanno capo a organizzazioni sociali quali la famiglia, i clan e via dicendo.

Non è raro che una ragazza voglia stare con uno spiantato come non è raro che siano i genitori e i familiari a ostacolarla in questo.

Tempo fa c&#039;era la cd &quot;fuga alle otto&quot;: due giovani che volevano sposarsi con lui che era povero in canna e che quindi i parenti di lei non avrebbero mai acconsentito, fuggivano insieme. Dopo la fuga lei era considerata &quot;disonorata&quot; e quindi dovevano per forza sposarsi. Ovviamente i parenti si muovevano affinché si &quot;sistemasssero&quot; dando loro un&#039;abitazione, e del lavoro per lui.
Quindi non è che le donne siano &quot;attratte&quot; da uomini sistemati, casomai gli uomini vengono &quot;sistemati&quot; per poter stare insieme a una donna. Mi sembra che i termini del discorso siano opposti a quelli qui esposti.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me non si tiene conto del fatto che uomini e donne non sono esseri sparsi che agiscono esclusivamente per la propria volontà, ma fanno capo a organizzazioni sociali quali la famiglia, i clan e via dicendo.</p>
<p>Non è raro che una ragazza voglia stare con uno spiantato come non è raro che siano i genitori e i familiari a ostacolarla in questo.</p>
<p>Tempo fa c&#8217;era la cd &#8220;fuga alle otto&#8221;: due giovani che volevano sposarsi con lui che era povero in canna e che quindi i parenti di lei non avrebbero mai acconsentito, fuggivano insieme. Dopo la fuga lei era considerata &#8220;disonorata&#8221; e quindi dovevano per forza sposarsi. Ovviamente i parenti si muovevano affinché si &#8220;sistemasssero&#8221; dando loro un&#8217;abitazione, e del lavoro per lui.<br />
Quindi non è che le donne siano &#8220;attratte&#8221; da uomini sistemati, casomai gli uomini vengono &#8220;sistemati&#8221; per poter stare insieme a una donna. Mi sembra che i termini del discorso siano opposti a quelli qui esposti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://metromaschile.it/altrosenso/2009/11/10/il-valore-del-disoccupato/comment-page-1/#comment-107</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 08:28:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://metromaschile.it/altrosenso/?p=198#comment-107</guid>
		<description>Peppe
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Fa niente, una che lasci cento ne trovi. E se proprio non ne trovi nessuna ci sono tante cose che si possono gustare nella vita: una passeggiata tra amici, un bel film, una buona lettura e via dicendo. Le donne possono essere piacevoli (possono eh, non è che lo son sempre) ma non sono tutto per me, sono solo un optional.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Scusa, ma discorsi del tipo &quot;una che lasci cento ne trovi&quot; li trovo veramente banali, perché non è così.
Il fatto stesso che tu, come me, sia qui a parlarne, testimonia che ti stai prendendo in giro da solo.
Se veramente le donne fossero per te un optional non perderesti tempo a scrivere in questo blog.
Trovo altrettanto superficiale, da tipico maschio medio italiano sulla difensiva, mettere sullo stesso piano una passeggiata, una buona lettura, un bel film, ecc. Nemmeno per me le donne &quot;sono tutto&quot;, ma non le considero neppure un optional come vuoi far credere tu. 

Peppe
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Ah, dimenticavo: se non ti viene su forse vuol dire che non te ne tiene. Se pensi meno alla tua “inadeguatezza” può darsi che ti sentirai meno “sfigato” (come hai detto tu) e più uomo di valore per ciò che sei e non per stupidaggini varie.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Che vuol dire &quot;non te ne tiene&quot; ? Che lingua è?
Per il resto formulo nuovamente la domanda: tu, che evidentemente ti ritieni uno &quot;tosto&quot; (perlomeno dietro un pc), perché scrivi in questo blog?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Peppe<br />
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°<br />
Fa niente, una che lasci cento ne trovi. E se proprio non ne trovi nessuna ci sono tante cose che si possono gustare nella vita: una passeggiata tra amici, un bel film, una buona lettura e via dicendo. Le donne possono essere piacevoli (possono eh, non è che lo son sempre) ma non sono tutto per me, sono solo un optional.<br />
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°<br />
Scusa, ma discorsi del tipo &#8220;una che lasci cento ne trovi&#8221; li trovo veramente banali, perché non è così.<br />
Il fatto stesso che tu, come me, sia qui a parlarne, testimonia che ti stai prendendo in giro da solo.<br />
Se veramente le donne fossero per te un optional non perderesti tempo a scrivere in questo blog.<br />
Trovo altrettanto superficiale, da tipico maschio medio italiano sulla difensiva, mettere sullo stesso piano una passeggiata, una buona lettura, un bel film, ecc. Nemmeno per me le donne &#8220;sono tutto&#8221;, ma non le considero neppure un optional come vuoi far credere tu. </p>
<p>Peppe<br />
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°<br />
Ah, dimenticavo: se non ti viene su forse vuol dire che non te ne tiene. Se pensi meno alla tua “inadeguatezza” può darsi che ti sentirai meno “sfigato” (come hai detto tu) e più uomo di valore per ciò che sei e non per stupidaggini varie.<br />
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°</p>
<p>Che vuol dire &#8220;non te ne tiene&#8221; ? Che lingua è?<br />
Per il resto formulo nuovamente la domanda: tu, che evidentemente ti ritieni uno &#8220;tosto&#8221; (perlomeno dietro un pc), perché scrivi in questo blog?</p>
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