Seguo abbastanza sistematicamente il canale “rai storia”, che gradisco per tanti ricordi ma soprattutto per la mia nota curiosità antropologica corca l’evoluzione della nostra società.
Alcuni giorni fa stavo vedendo una inchiesta del 1972 di Liliana Cavani riguardante i figli unici, fenomeno che giusto in quegli anni iniziava ad avere rilevanza di massa.
Ad un certo punto, dopo una serie di interviste, veniva ascoltato il parere di uno psicologo dell’età evolutiva.
Il quale, dopo aver svolto una serie di considerazioni che con il metro moderno giudicheremmo banali, cose agli atti da tempo (ma in quel momento si trattava di novità, lo ripetiamo) sul figlio unico come centro dell’attenzione della famiglia e relative conseguenze, aggiungeva qualcosa che alle mie orecchie aveva dell’incredibile.
Ossia che la problematica del figlio unico non era di per sé particolarmente rilevante, ma diventava devastante se accoppiata ad un altro fenomeno dell’era moderna, ossia l’indebolimento del ruolo paterno in famiglia: intendendosi per tale la classica funzione di accompagnare la prole fuori dal nido, introducendola al mondo con le sue regole e guidandola a prendere atto delle sue realtà per gestirle, ultimando il passaggio da ragazzo ad uomo.
Indebolimento che ad avviso del professore era una conseguenza dell’evoluzione sociale dell’ultimo mezzo secolo, con l’industrialismo che aveva spezzato la trasmissione del sapere fattivo tra Padri e figli, con l’ulteriore aggravante del nascente consumismo che stava spezzando anche la trasmissione di certi valori e complici infine le guerre e l’avventura fascista, che non ultime avevano contribuito a bollare una certa generazione e ad estraniarla dalla vita familiare.
Non ho fatto in tempo ad annotare il nome di siffatto genio, di questa aquila che con vent’anni di anticipo su Claudio Risè aveva capito tutto quello che c’era da capire su dove stesse andando il ruolo paterno, ma se qualcuno avesse idea di chi può essere, è pregato di farmelo sapere.
Tutto questo nell’anno 1972; se me lo avessero raccontato, non ci avrei creduto.




