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	<title>Algoritmi Maschili &#187; vintage</title>
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	<description>continuatore del primo &#34;MetroMaschile&#34;, il blog originario di Carlo Zijno</description>
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		<title>Una incredibile verità, dall&#8217;anno 1972</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 11:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
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		<category><![CDATA[psicoantropologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Seguo abbastanza sistematicamente il canale &#8220;rai storia&#8221;,  che gradisco per tanti ricordi ma soprattutto per la mia nota curiosità antropologica corca l&#8217;evoluzione della nostra società.  
Alcuni giorni fa stavo vedendo una inchiesta del 1972 di Liliana Cavani  riguardante i figli unici, fenomeno che giusto in quegli anni iniziava ad avere rilevanza di massa.
Ad un certo punto, dopo una serie di interviste, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong>Seguo abbastanza sistematicamente il canale &#8220;rai storia&#8221;</strong>,  che gradisco per tanti ricordi ma soprattutto per la mia nota curiosità antropologica corca l&#8217;evoluzione della nostra società.  </p>
<p style="text-align: justify">Alcuni giorni fa stavo vedendo una inchiesta del 1972 di Liliana Cavani  riguardante i figli unici, fenomeno che giusto in quegli anni iniziava ad avere rilevanza di massa.</p>
<p style="text-align: justify">Ad un certo punto, dopo una serie di interviste, veniva ascoltato il parere di uno <strong>psicologo dell&#8217;età evolutiva</strong>.</p>
<p style="text-align: justify">Il quale, <strong>dopo aver svolto una serie di considerazioni che con il metro moderno giudicheremmo banali</strong>, cose agli atti da tempo <em>(ma in quel momento si trattava di novità, lo ripetiamo)</em> sul figlio unico come centro dell&#8217;attenzione della famiglia e relative conseguenze, <strong>aggiungeva qualcosa che alle mie orecchie aveva dell&#8217;incredibile.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>Ossia che la problematica del figlio unico non era di per sé particolarmente rilevante,  ma diventava devastante se accoppiata ad <span style="text-decoration: underline">un altro fenomeno dell&#8217;era moderna, ossia l&#8217;indebolimento del ruolo paterno in famiglia</span>:</strong> intendendosi per tale la classica funzione di accompagnare la prole fuori dal nido, introducendola al mondo con le sue regole e guidandola a prendere atto delle sue realtà  per gestirle, ultimando il passaggio da ragazzo ad uomo.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Indebolimento che ad avviso del professore era una conseguenza dell&#8217;evoluzione sociale dell&#8217;ultimo mezzo secolo</strong>, con  <span style="text-decoration: underline">l&#8217;industrialismo</span> che aveva spezzato la trasmissione del sapere fattivo tra Padri e figli, con l&#8217;ulteriore aggravante del nascente <span style="text-decoration: underline">consumismo</span> che stava spezzando anche la trasmissione di certi valori e complici infine <span style="text-decoration: underline">le guerre e l&#8217;avventura fascista</span>, che non ultime avevano contribuito a bollare una certa generazione e ad estraniarla dalla vita familiare.  </p>
<p style="text-align: justify"><strong>Non ho fatto in tempo ad annotare il nome di siffatto genio, di questa aquila che con vent&#8217;anni di anticipo su Claudio Risè aveva capito tutto quello che c&#8217;era da capire su dove stesse andando il ruolo paterno</strong>, ma  se qualcuno avesse idea di chi può essere,  è pregato di farmelo sapere.</p>
<p style="text-align: justify">Tutto questo nell&#8217;anno 1972; se me lo avessero raccontato, non ci avrei creduto.  </p>
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