Ieri pomeriggio, su canale 5 per alcuni minuti ho creduto di assistere ad un evento epocale: i Padri separati invitati al programma pomeridiano di Barbara D’Urso, con tanto di sondaggio offerto al pubblico “secondo voi i Padri separati sono una nuova emergenza sociale?”
Incredibilmente i Padri in questione hanno potuto parlare liberamente dei casi loro senza essere trascinati nel solito fango di accuse sloganistiche e paradigmi di genere vari, ed alla fine il sondaggio ha restituito l’incredibile risultato secondo il quale per il 92% di coloro che si sono espressi la risposta è si: i Padri separati sono la nuova emergenza sociale. Cifra impressionante, a maggior ragione che quel programma viene seguito per la maggior parte da donne.
A tale risultato credo che abbia contribuito non poco l’eccezionale bravura dei Padri presenti in studio, che nei pochi minuti a loro disposizione hanno saputo uscire dai loro tristissimi casi personali (pur partendo da quelli) per snocciolare cifre e situazioni assolutamente incontrovertibili sulla materia divorzistica in Italia ivi compresi i noti corollari di tali vicende (false accuse, etc).
Ciononostante, a chiusura di quella sezione, un attimo prima dell’inserto pubblicitario – in un momento insomma in cui nessuno avrebbe potuto più replicare – Barbara si è affrettata a precisare nel giro di pochi secondi (cito a memoria, non ho rivisto i filmati) che “comunque sia il vero problema in questo campo sono piuttosto le Madri separate, lasciate a crescersi i figli da sole dai loro uomini che scappano”.
In pratica, stando alle conclusioni tratte da Barbara in quell’ultimo messaggio senza possibilità di replica, non erano questi sfortunati Padri a stare nei guai: bensì le loro ex (quelle, per inciso, che li hanno privati di reddito, casa, figli e trascinati in tribunale con false accuse infamanti). Oppure, seconda interpretazione (ma cumulabile con la prima): questi Padri i loro guai alla fine se li meritano.
Ci sarebbe da incazzarsi, o no? Ebbene, io invece sono semplicemente scoppiato a ridere.
Non ci si può incazzare contro persone il cui condizionamento mentale e culturale è così profondo, così radicato, così necessitato da rendere impossibile per loro riconoscere anche la luce del sole, continuando piuttosto a voler vedere a tutti i costi gli asini volanti.
No, non ci si può incazzare, o almeno non ci riesco io. Pazienza per Barbara e pazienza per il programma. Spero, piuttosto, che tutto questo sia servito a far aprire gli occhi ad un uomo almeno in più. Dati i tempi, mi accontenterei veramente di uno soltanto.