Sere fa a “Le iene” hanno presentato una mini – inchiesta in cui una intraprendente ragazza, fingendosi ferita nell’orgoglio per essere stata tradita dal suo fidanzato con una trans e volendo capire com’era stato possibile, andava a chiederlo….proprio alle trans.
Ho trovato l’iniziativa assolutamente sfiziosa perché, malgrado non ci siano studi scientifici su questo recente (e crescente) fenomeno, purtuttavia in occasione degli ultimi scandali sessuali i commentatori sono stati assolutamente compatti nello spiegarlo con la crescente paura degli uomini nei confronti delle donne, uomini ormai fragili, macilenti ed inadeguati, che andrebbero in questo modo cercarsi un più “rassicurante” surrogato del femminile.
Come dicevo, non esistono studi scientifici a largo raggio del fenomeno, ed il sospetto che questa spiegazione celasse molto semplicemente l’ennesima vulgata antimaschile era forte.
Ed a questo proposito la conferma ai miei sospetti me l’hanno data le trans stesse. Le quali, rispondendo all’accorata domanda della ragazza (perché? perchè?) davano le più varie risposte ma su una cosa erano tutte assolutamente d’accordo e compatte: nel rapporto con loro, tutti i clienti – ma proprio tutti - prediligono assolutamente il ruolo “passivo”.
Ho messo tra virgolette questa parola perché a giudizio di chi scrive trattasi di parola inadeguata, starata nel significato, così come il suo contrario, “attivo”. Parole sgraziate ed inadeguate a descrivere quello che vorrebbero, ma che in questo contesto dobbiamo continuare ad usare in quanto in queste parole c’è una precisa informazione, una informazione “pesante”. A maggior ragione che chi si prostituisce professionalmente incontra migliaia di clienti nella propria “carriera” e quindi finisce per avere rilievo statistico.
A quel punto del discorso infatti i conti non mi tornavano più: se un uomo ha paura del femminile, e quindi va a surrogarselo in questo modo, non va certo ad assumere un ruolo “passivo”, ma semmai si andrà a cercare quel ruolo “attivo” che lui vorrebbe “recitare” con il femminile ma al quale è inibito a causa delle proprie paure.
E’ evidente pertanto che negli uomini che vanno a trans non c’è il desiderio della femminilità perduta, ma di qualcos’altro. E questo qualcos’altro non ha che fare con il femminile e con le donne.
L’idea che mi sono fatto è che probabilmente, in questi uomini, la paura è quella di ammettere – principalmente di fronte a loro stessi - la propria omosessualità o bisessualità, ma sia chiaro che si tratta di una punto di vista personale assolutamente a-scientifico.
La spiegazione del fenomeno infatti io non ce l’ho, perché come dicevo non esistono ancora studi estensivi e scientifici sul fenomeno: ma per favore non mi si venga a parlare più di poveri maschietti costretti ad andare con le trans perché impauriti dalle nuove amazzoni.
Trattasi infatti di autentica cretinata.