Ho notato come nei bagni pubblico della capitale – siano essi intesi come bagni aziendali o di bar o di stazioni ferroviarie - il bagno riservato agli uomini sia sempre più spesso indicato con l’effige di zio Paperino, noto personaggio disneyano.
Ora, chi è zio Paperino? Di tutti gli abitanti di Paperopoli, è il più sfigato.
Non è Paperone, capitalista della città; non è Gastone, borghesucolo quanto si vuole ma fortunato e gaudente; non è Paperoga che rientrerebbe nella categoria del proletariato ma se ne frega altamente, non è Archimede genio ufficiale della città e che indipendentemente dalle sue sorti conserva sempre il suo alone speciale.
No, è zio Paperino, perennemente oppresso dai debiti, perennemente oppresso da zio Paperone, perennemente soggetto alla sfiga, perennemente alla ricerca di lavori perlopiù improbabili, perennemente fatto oggetto di rampogne e cazziatoni dai tanto bravi nipotini Qui, Quo e Qua (che lui mantiene di tutto punto, sia detto per inciso).
Insomma, di tutti i paperi è il soggetto sicuramente più debole.
Ebbene, guarda caso per indicare il luogo “intimo” riservato agli uomini, si sceglie proprio questo personaggio.
A questo punto, nel leggere questo articolo, la maggior parte di voi starà dicendo: “ma dài, signor Zijno, ma che paranoie sono queste…”
Liberi di pensarlo, ci mancherebbe altro, però… però fate pure i vostri bisogni, maschietti sfigatoni, e buon pro vi faccia.