Da sempre non faccio altro che ripetere che la Questione Maschile non è una questione di potere o di “emancipazione” bensì di cultura, di significati, di linguaggi.
Esiste un algoritmo perverso per cui la mentalità corrente produce essa stessa i presupposti per la creazione di ulteriori prese di posizione, ulteriori “verità”, spesso appoggiate a ricerche e studi che – invece di essere presi per quelli che sono – vengono invece interpretati, ammantando di scientificità il luogo comune, spesso a sprezzo del ridicolo.
A questo proposito voglio concentrarmi su due notizie, una recente ed una un po’ vecchiotta.
Recente. I media hanno diffuso uno studio fresco di stampa secondo il quale il funzionamento “in multitasking” del cervello è sinonimo di minore capacità di risolvere problemi: in pratica… di minore intelligenza.
Se però andiamo a vedere cosa è successo in passato, scopriamo che di questa storia del multitasking cerebrale se ne parlava già dal 2007, ma come fenomeno tipicamente femminile: ed era stato infatti interpretato come elemento che dimostrava senza dubbio… l’inferiorità del cervello maschile, miseramente “monotasking”.
Insomma sulla prima ricerca, quella del 2007, si era innestata una robusta dose di paradigma di genere che però viene posto in clamoroso ridicolo con il successivo studio perché – a questo punto – a voler prendere per buoni entrambi i risultati in combinato disposto, cosa che volendo potrei anche fare, dovremmo dedurne che le donne… sarebbero mentalmente inferiori agli uomini!
Ed invece io dico no!! Io non credo affatto che le donne siano più “stupide” degli uomini, casomai ad essere stupida è questa ricerca, che ci dimostra l’esistenza dell’acqua calda: ossia che a concentrarsi su un problema alla volta, su una situazione alla volta, si è più performanti che a distribuire l’energia su più fronti, cosa che già sapevamo dalle scuole elementari.
Con questi presupposti, non crediamo che sarebbe ora di smettere di “piegare” gli studi scientifici ai paradigmi di genere?
Naturalmente non accadrà, perché tutto si può distruggere tranne questo tipo di pregiudizio: ci si è affrettati, infatti, a specificare che il multitasking del cervello femminile altro non è che un condizionamento culturale, indotto dal fatto che le donne devono fare tutto, etc. e quindi si è ripiegati dalla superiorità “strutturale” della versione 2007 alla solita forma di superiorità “morale” buona per tutte le stagioni.
Il paradigma di genere è la cosa più indistruttibile che esista, è più resistente del titanio o del granito.
Notizia vecchiotta. Guardate quest’altro esempio. Ma guardatelo badando bene al linguaggio utilizzato. Sintetizzando i risultati per chi non vuole andare a leggersi il link: mentre gli uomini sarebbero in grado di “trovare l’orientamento” più facilmente, le donne sarebbero invece più brave a ricordare una strada già percorsa.
Naturalmente l’articolista ne fa una questione di superiorità femminile senza il minimo sospetto di rendersi ridicolo; infatti non si capisce perché ricordare una strada a memoria sia meglio che saperla trovare, anzi: una volta, per quelli che sapevano solo percorrere strade a memoria esisteva l’espressione “fare la strada del somaro”, perché di atteggiamento da somaro effettivamente trattasi.
Quindi io, da questo studio, potrei benissimo argomentare un elemento di superiorità maschile: cosa però che non voglio fare e non farò, e non soltanto per il mio rifiuto “ideologico” dei paradigmi di genere, ma per un motivo quanto mai banale: ossia che, per muoversi correttamente nel territorio servono entrambe le funzioni, quella di saper trovare le strade e quella di saperle ricordare, e questo lo capisce anche un bambino (ma non il giornalista in questione).
Non fidatevi degli studi scientifici, o fatelo soltanto dopo averli letti di persona, traendone VOI le VOSTRE conclusioni.
E ricordate: gli uomini non sono più stupidi delle donne, le donne non sono più stupide degli uomini, ma i giornalisti sono più stupidi di entrambi.