polemiche da tinello e tecniche di produzione del fango

A fare questo “mestiere”, ossia il responsabile di MetroMaschile,  si entra in una dimensione schizofrenica per la quale o si ride a crepapelle, o ci si incazza come jene.

Non c’è via di scampo, né soluzione intermedia.

Cercavo infatti su internet le reazioni a questo recente interessantissimo articolo di Claudio Risè a commento del quale, tra l’altro, ero anche intervenuto, quando mi imbatto in questo modo in una intervista di tale Dr.ssa Tinelli[1] nella quale,  tra varie cose che non ci riguardano, si dice anche: “… il fondatore di Arkeon (PRESUNTA psicosetta, n.d.r)[2]   potrebbe aver elaborato la sua teoria sull’omosessualità a partire dai cosiddetti studi sul maschile di Claudio Risè, uno psicologo “di frangia” teso al recupero dell’autorità del maschio. “

Premesso che il Prof. Risè  non ha alcun bisogno di essere difeso dal sottoscritto (ci mancherebbe altro) e premesso altresì che secondo me  – se ho capito qualcosa di lui – è troppo signore per entrare in polemiche “da tinello”, credo che sia tuttavia importante fare un po’ di analisi del linguaggio utilizzato nell’intervista, perché corrisponde con precisione matematica  ad una modalità dialettica e logica che sistematicamente  riscontriamo nei nostri confronti. E che quindi dobbiamo imparare a conoscere bene.

In quel paragrafo il Prof. Risè – un cattedratico di livello internazionale, nonché opinionista di quotidiani nazionali e periodici vari -  diventa piuttosto “uno psicologo di frangia” che produce “cosiddetti studi” (suppongo che la Dottoressa si riferisca ai suoi numerosi libri, venduti in milioni di copie in tutto il mondo), studi che sarebbero “tesi al recupero dell’autorità del maschio” (…tesi casomai al recupero dell’identità, e non all’autorità del maschio: se proprio di autorità vogliamo parlare,  per quanto riguarda le opere di Risè, dovremmo casomai parlare di autorità del Padre…). 

Per concludere, senza farla troppo lunga: quando c’è di mezzo l’idea di paternità e i suoi derivati, nonché i suoi portatori, il leit –motiv è sempre lo stesso: 1) volgarizzare i concetti e 2) porre in ridicolo le persone che ne hanno a che fare.

Quante possiamo trovarne di assurdità dialettiche simili su internet e sui media? Tantissime, in quantità industriali,  in alcuni casi anche ad opera di giganti dell’informazione, non soldatini semplici di questo o quel blog, di questa o quell’associazione di provincia. 

Ricordo a questo proposito  la battaglia di “Repubblica” contro gli amici di MS, di cui mi onoro di far parte, o l’attacco frontale  de “l’Unità” al sottoscritto (sarebbe a dire la corazzata contro la barchetta, ossia una operazione crudele e ridicola: ma tutto fa brodo pur di bastonare il cane che affoga… rectius: che si rifiuta di affogare).

Imparate a fare l’analisi del linguaggio, gente, se non altro per difenderci (ma soprattutto per difendere l’Idea) da tali personaggi e da tali logiche: e, come si diceva in un vecchio indimenticabile telefilm… state attenti, là fuori!!

A presto.

Carlo Zijno

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[1] Lorita Tinelli, presidentessa del CESAP – Centro Studi Abusi Psicologici (WWW.CESAP.NET), un’associazione con sede a Noci (provincia di Bari)

 [2] Arkeon è una associazione che è stata accusata di vari tipi di reato, dall’esercizio abusivo della professione psicanalitica a forme di speculazione varia… e chi più ne ha più ne metta. Nelle indagini sul gruppo,  la Dr.ssa Tinelli ha svolto un ruolo che sembrerebbe fondamentale (utilizzo il condizionale perché conosco la vicenda solo da fonti giornalistiche e da internet). Attualmente è in corso il processo. Ai fini di quello che ci interessa nel presente articolo, tuttavia, è capitato che sul suo blog il Prof. Risè abbia postato a suo tempo un proprio intervento in cui sospendeva il giudizio sull’associazione (cosa che evidentemente non è piaciuta ma che costituisce dovere di ogni cittadino, in attesa della sentenza), ipotizzando altresì che – almeno da quello che si sapeva della “dottrina” di arkeon  – il suo capo e fondatore Vito Carlo Moccia potrebbe essersi ispirato, per alcuni aspetti,  a delle sue pubblicazioni.In effetti, una delle idee centrali del gruppo riguardava proprio l’importanza della figura del Padre ed il “recupero” di un suo ruolo attivo nel nucleo  familiare.

Tiger Woods, Elin Nordegren, nessuno al disopra degli altri

Una volta tanto invece di parlare di statistiche ed inchieste voglio darmi al gossip;  nello specifico a quel noto caso di cronaca d’oltreoceano che sta appassionando la stampa specializzata (e non) di tutto il mondo: l’”affaire” Tiger Woods versus Elin Nordegren.

Cos’è successo, tra i due, in soldoni? Tiger, multimilionario supercampione di golf pare che abbia ripetutamente e sistematicamente tradito sua moglie. La quale, ovviamente, se ne è risentita: spaccandogli la faccia con una mazza da golf (per chi non lo sapesse, le mazze da golf hanno un’anima di acciaio e quindi un gesto del genere potrebbe anche essere qualificato come tentato omicidio), poi sputtanandolo davanti a tutto il mondo fino a provocare la fuga degli sponsor, infine facendosi dare  un risarcimento di trecento milioni di dollari (in pratica la sua intera sostanza),  risarcimento che lo ha lasciato letteralmente in bolletta (infatti sembra che il campione dovrà giocoforza ripensare il suo annunciato ritiro).

Dulcis in fundo, non ancora soddisfatta di tutto ciò,  ha ottenuto che Tiger non vedesse i suoi figli per Natale (e chissà per quanto) accampando una non dimostrata instabilità mentale del campione (non dimostrata se non che dalle parole di Elin).

Questi sono i fatti, nudi e crudi.  Provate ora a sostituire il nome di Tiger Wood con il nome di un qualsiasi Padre separato,  adeguate le cifre in ballo, e vedrete che il racconto fila perfettamente. Certamente, non credo che Tiger finirà alla mensa della caritas, come il metalmeccanico della porta accanto, ma il meccanismo che ha subìto è stato il medesimo, sia come logica, sia come radicalità,  sia come inesorabilità ed immediatezza di applicazione.

C’è un insegnamento da trarre in tutto ciò: nessuno è al disopra dei meccanismi fondamentali che animano i rapporti tra i sessi in questa fase storica. Non esistono uomini di serie A, che la scampano e se la ridono, e uomini di serie B che invece subiscono.

Nessuno pensi di esserne fuori, perché ne siamo tutti dentro. 

Ricordatevelo, la prossima volta che vi scoprite a pensare “a me non accadrà mai”.

Io vi risponderei: “a te  invece è già accaduto, soltanto che non lo sai”.

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