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	<title>Algoritmi Maschili &#187; fenomeni sociali</title>
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	<description>continuatore del primo &#34;MetroMaschile&#34;, il blog originario di Carlo Zijno</description>
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		<title>un criminale politicamente corretto</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 12:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla ripresa della mia attività di inizio anno sono rimasto colpito da una notizia che, pur nella sua drammaticità,  è riuscita comunque a comunicarmi un profondo senso di ridicolo.
E&#8217; questa: un bracciante agricolo in località Cerignola uccide una donna di 50 anni e poi si costituisce fornendo come motivazione del suo gesto dapprima un tentativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla ripresa della mia attività di inizio anno sono rimasto colpito da <strong>una notizia </strong>che, pur nella sua drammaticità,  è riuscita comunque a comunicarmi <strong>un profondo senso di ridicolo</strong>.</p>
<p><strong>E&#8217; questa:</strong> un bracciante agricolo in località Cerignola uccide una donna di 50 anni e poi si costituisce fornendo come motivazione del suo gesto dapprima un <strong>tentativo di stupro ai suoi danni da parte della donna</strong>, poi cambia versione raccontando che la malcapitata <strong>voleva obbligarlo a sposarla </strong>in conseguenza di una gravidanza indesiderata.</p>
<p><strong>Ora,  premesso che</strong> non c&#8217;è niente di ridicolo in un omicidio; premesso che sono perfettamente convinto che una donna sia perfettamente in grado  di stuprare un uomo o &#8211; in alcuni casi &#8211; di rimanere incinta a 50 anni;  premesso anche che il bracciante in questione &#8211; a meno che si tratti di un caso di legittima difesa, che comunque lui non ha invocato &#8211; è (e rimane) un criminale; premesso tutto questo,   <strong>ci rendiamo conto</strong> di quello che è successo?</p>
<p>E&#8217; successo che <strong>egli ha ritenuto utilizzare,</strong> per giustificare il suo gesto,(perché è necessario anche dire che cambiando versione egli ha mentito almeno una volta),   delle <strong>motivazioni che più politicamente corrette  non ce ne sono,</strong> ma che fino a questo momento <span style="text-decoration: underline">erano ignote al mondo maschile</span> almeno per quanto attiene la sfera criminale.</p>
<p>Insomma, da buon contadino ha fiutato l&#8217;aria ed ha deciso che sparando quelle cose lì avesse più possibilità di alleggerirsi il carico penale, visto quello che comunemente succede:  ed è segno evidente a mio avviso che <strong>certe logiche siano penetrate nella pancia popolare in maniera più rilevante &#8211; ma anche  più imprevedibile &#8211; di quello che  si pensi.</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline">Quali considerazioni trarne?</span></p>
<p>1. il politicamente corretto si sta ritorcendo contro il politicamente corretto?</p>
<p>2.  Stiamo diventando ancora più ridicoli di quanto non lo fossimo già?</p>
<p>3. Dobbiamo aspettarci in futuro legioni di maschi che fanno causa per &#8220;sguardo molesto&#8221; et similia? E se si, è un bene o un male?</p>
<p>4. Siamo alla vigilia finalmente dello sputtanamento definitivo di certe logiche?</p>
<p>Ah, saperlo, saperlo, diceva qualcuno.</p>
<p>Carlo Zijno</p>
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		<title>Barbara D&#8217;Urso, impossibile incazzarsi</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 09:29:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[fenomeni sociali]]></category>
		<category><![CDATA[paternità umiliata]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri pomeriggio, su canale 5 per alcuni minuti ho creduto di assistere  ad un evento epocale:  i Padri separati invitati al programma pomeridiano di Barbara D’Urso, con tanto di sondaggio offerto al pubblico “secondo voi i Padri separati sono una nuova emergenza sociale?”
Incredibilmente i Padri in questione hanno potuto parlare liberamente dei casi loro senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ieri pomeriggio, su canale 5</strong> per alcuni minuti ho creduto di assistere  ad un evento epocale:  i Padri separati invitati al programma pomeridiano di Barbara D’Urso, con tanto di sondaggio offerto al pubblico “secondo voi i Padri separati sono una nuova emergenza sociale?”</p>
<p><strong>Incredibilmente i Padri in questione hanno potuto parlare liberamente dei casi loro</strong> senza essere trascinati nel solito fango di accuse sloganistiche e paradigmi di genere vari, ed alla fine il sondaggio ha restituito l’incredibile risultato secondo il quale per il <strong>92%</strong> di coloro che si sono espressi la risposta è si:  <strong>i Padri separati sono la nuova emergenza sociale</strong>.  Cifra impressionante, a maggior ragione che quel programma viene seguito per la maggior parte da donne.</p>
<p>A tale risultato credo che abbia contribuito non poco <strong>l’eccezionale bravura dei Padri presenti in studio</strong>, che nei pochi minuti a loro disposizione hanno saputo uscire dai loro tristissimi casi personali (pur partendo da quelli) per  <strong>snocciolare cifre e situazioni assolutamente incontrovertibili</strong> sulla materia divorzistica in Italia ivi compresi i noti corollari di tali vicende (false accuse, etc).</p>
<p><strong>Ciononostante</strong>, a chiusura di quella sezione,  un attimo prima dell’inserto pubblicitario – in un momento insomma in cui  nessuno avrebbe potuto più replicare – Barbara si è affrettata a precisare nel giro di pochi secondi (cito a memoria, non ho rivisto i filmati) che “<strong>comunque sia il vero problema in questo campo sono piuttosto le Madri separate, lasciate a crescersi i figli da sole dai loro uomini che scappano”.</strong></p>
<p><strong>In pratica, stando alle conclusioni tratte da Barbara in quell’ultimo messaggio senza possibilità di replica,  </strong>non erano questi sfortunati Padri a stare nei guai:   bensì le loro ex (quelle, per inciso, che li hanno privati di reddito, casa, figli e trascinati in tribunale con false accuse infamanti). Oppure, seconda interpretazione (ma cumulabile con la prima):  questi Padri i loro guai alla fine se li meritano.</p>
<p><strong>Ci sarebbe da incazzarsi, o no? Ebbene, io invece sono semplicemente scoppiato a ridere. </strong></p>
<p><strong>Non ci si può incazzare contro persone il cui condizionamento mentale e culturale è così profondo, così radicato, così necessitato</strong> da rendere impossibile per loro riconoscere anche la luce del sole, continuando piuttosto a voler vedere a tutti i costi gli asini volanti.</p>
<p><strong>No, non ci si può incazzare, o almeno non ci riesco io</strong>. Pazienza per Barbara e pazienza per il programma. Spero, piuttosto,  che tutto questo sia servito a far aprire gli occhi ad un uomo almeno in più.  Dati i tempi, mi accontenterei veramente di uno soltanto.</p>
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		<title>in morte di Pietro Taricone</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 15:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[fenomeni sociali]]></category>
		<category><![CDATA[modelli culturali]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho aspettato a lungo prima di tornare a questo blog, ed alla piattaforma MetroMaschile. Per tanti motivi, con i quali non sto a tediarvi.
E lo voglio fare commentando una recente notizia, la morte di Pietro Taricone. Non l’ho apprezzato al momento del suo “esordio” nel grande fratello, tanti anni fa: troppe manifestazioni di machismo, troppe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho aspettato a lungo prima di tornare a questo blog, ed alla piattaforma MetroMaschile. Per tanti motivi, con i quali non sto a tediarvi.</p>
<p>E lo voglio fare commentando una recente notizia, la morte di Pietro Taricone. Non l’ho apprezzato al momento del suo “esordio” nel grande fratello, tanti anni fa: troppe manifestazioni di machismo, troppe esibizioni muscolari,  troppo essere “l’uomo che non deve chiedere mai”: cose che per la mia mentalità, per il mio modo di pensare, costituiscono solo confessioni di paura e tentativi di auto – rassicurarsi sulla propria virilità.</p>
<p> L’ho apprezzato, invece, e molto, nella fase  post-grande fratello: concreto, a massimizzare gli “utili” della sua notorietà in una carriera da attore e da farmer, senza bruciarsi con le infinite apparizioni televisive nei vari talkshow-con-gettonino-incorporato  che quelli nella sua condizione (ossia quelli assurti alla fama senza avere, parliamoci chiaro, né arte e né parte)   prediligono invece massimamente.</p>
<p>Ma, più di tutti, in Pietro Taricone ho apprezzato la commossa dedizione alla sua missione di Padre e marito, al punto di perdonare i tradimenti (inutile che ci giriamo intorno, si chiamano così) di sua moglie Kasia, in un’ottica di “missione sacra” (la aspetterò, lei tornerà per il bene della famiglia) che non può che fargli onore.</p>
<p>La sua morte mi disturba profondamente e non soltanto perché si tratta della morte di un uomo che considero giusto, oltre che di un giovane (cosa sempre massimamente dolorosa),  ma anche per il modo in cui è avvenuta. Ossia praticando uno sport che,  senza giri di parola, possiamo considerare estremo. Se non è estremo “buttarsi di sotto”, almeno per noi uomini della strada, sinceramente parlando non so cosa lo sia.</p>
<p>Mi è sovvenuto un documentario di anni fa, in cui un ragazzo pur di superare d’un salto con il suo slittino a motore un burrone subìva tali lesioni alle ossa del cranio (compresi i denti, completamente persi)  da rendere obbligato l’intervento del chirurgo plastico più di una volta.</p>
<p>Ebbene,  io credo che noi tutti dobbiamo fare una riflessione su questo tipo di cose: perché il mio sospetto è che nel praticare questi  sport ci sia un anelito a dimostrare in qualche modo il proprio coraggio, e quindi la propria virilità. </p>
<p>Io vorrei dire ai giovani: non dovete dimostrare proprio un bel  niente. Non in questa società, almeno.</p>
<p>Ma è una operazione maledettamente difficile.</p>
<p>In tutto questo: ciao Pietro, ciao guerriero. I miei rispetti, i rispetti di un uomo comune.  </p>
<p>Carlo Zijno</p>
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		<title>Cold Case. &#8220;Casi freddi&#8221; con sessismo</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 09:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fenomeni sociali]]></category>
		<category><![CDATA[narrazione femminista]]></category>
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		<description><![CDATA[Seguo sistematicamente la serie &#8220;Cold Case&#8221; (in onda sia su Rai2 che su Fox) che apprezzo non soltanto per l&#8217;ottima congegnazione del poliziesco, ma anche per le ricostruzioni storiche che considero piccoli capolavori di modernariato in termini di allestimenti, abiti, automobili.
Ebbene, come vuole il politicamente corretto (specialmente negli Stati Uniti) anche &#8220;Cold Case&#8221; non ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Seguo sistematicamente la serie &#8220;Cold Case&#8221;</strong> (in onda sia su Rai2 che su Fox) che apprezzo non soltanto per l&#8217;ottima congegnazione del poliziesco, ma anche per le ricostruzioni storiche che considero piccoli capolavori di modernariato in termini di allestimenti, abiti, automobili.</p>
<p>Ebbene, come vuole il politicamente corretto (specialmente negli Stati Uniti) <strong>anche &#8220;Cold Case&#8221; non ha potuto fare a meno di rendere omaggio  al sessismo imperante.</strong></p>
<p>Nell&#8217;ultima puntata, infatti, la storia era incentrata su uno <strong>stupratore seriale</strong> che viene ucciso dal fratello minore di una delle vittime.</p>
<p><strong>Come si è arrivati a tale  &#8220;esecuzione&#8221;, e cosa è successo dopo?</strong></p>
<p>E&#8217; presto detto. Il criminale  in questione, studente ineccepibile,  stuprava tutte le colleghe di college che gli interessavano, con l&#8217;alibi che &#8220;ti dicono di no ma pensano si&#8221;, finchè le ragazze in questione, coalizzatesi, lo mettono sotto minaccia con una pistola data loro proprio da una poliziotta (tanto non puoi dimostrare niente, ci vogliono prove, testimoni, inutile fare una denuncia regolare, difenditi da sola &#8211; dice la poliziotta in questione a una del gruppo consegnandole l&#8217;arma) .</p>
<p><strong>Il fratello minore di una di loro si impossessa di questa pistola e uccide lo stupratore.</strong></p>
<p>Dopo tanti anni lo staff di &#8220;Cold Case&#8221; lo rintraccia, accerta le sue responsabilità, e durante un interrogatorio drammatico gli <strong>suggerisce </strong>che l&#8217;omicidio da lui compiuto ai danni dello stupratore in realtà fosse una sorta di legittima difesa. Il ragazzo in questione è evidentemente disorientato ma poi accetta la tesi &#8211; proposta dai poliziotti &#8211; della &#8220;legittima difesa di fatto&#8221;(e vorrei vedere,  avendo come alternativa la sedia elettrica).</p>
<p><strong>Insomma, una puntata all&#8217;insegna dei più biechi  stereotipi sessisti, dove:</strong></p>
<p> 1. <strong>Le caratteristiche dello stupratore. </strong> Qui c&#8217;è il primo stereotipo: benché sia ormai accertato dalla scienza che lo stupratore, specialmente se seriale ha un preciso profilo psicologico e non &#8220;opera&#8221; mai nello stesso  ambiente in cui si trova a vivere abitualmente, ciononostante viene presentato come &#8220;il ragazzo della porta accanto&#8221; che però ritiene che il &#8220;no&#8221; delle donne equivale ad un &#8220;si&#8221;.  <strong>Messaggio: qualsiasi uomo può essere uno stupratore, anzi, qualsiasi uomo, di base,  lo è.</strong>  Senza contare che  la scienza ha accertato da tempo &#8211; come si diceva &#8211; che gli stupratori hanno un preciso profilo psicologico,  e che &#8211; di converso &#8211; un uomo che esuli da quel preciso profilo non può provare eccitazione nei confronti di una donna che non partecipi all&#8217;atto sessuale,  anzi addirittura vi si ribelli. Ma questo non rileva per gli sceneggiatori della serie.</p>
<p>2. La poliziotta che &#8220;arma&#8221; le vitime sulla base del fatto che &#8220;tanto con le normali procedure non puoi dimostrare niente&#8221;. <strong>In questo c&#8217;è tutta l&#8217;ideologia secondo la quale le normali logiche processuali, valide per tutte le fattispecie criminali,  non valgono in questi casi,  per i quali invece c&#8217;è  bisogno che la donna definisca da sè i termini del reato</strong> ( inversione dell&#8217;onere della prova) e che una donna sia legittimata, in quanto tale, a farsi giustizia da sè.</p>
<p>3. <strong>La pervicacia con cui il personale della  squadra insiste nel &#8220;convincere&#8221; il fratellino in questione che la sua è stata legittima difesa</strong>. Per la prima volta i solerti poliziotti di Cold Case infrangono volutamente quella che dovrebbe essere la deontologia professionale,  operando attivamente per scagionare un colpevole confesso.  <strong> Messaggio: ucidere uno stupratore non è reato, e anzi chi lo fa merita pure protezione dall&#8217;autorità costituita.</strong> Alla faccia del giusto processo che dovrebbe spettare ad ogni cittadino indipendentemente dall&#8217;accusa che pende su di lui.</p>
<p><strong>Constato ancora una volta come tali incredibili pregiudizi sessisti possano entrare veramente in qualsiasi cosa</strong>, come &#8211; in questo caso &#8211; un banale serial poliziesco,  né  cesso di stupirmi di come questi fenomeni &#8220;passino lisci&#8221;  sistematicamente presso la pubblica opinione.</p>
<p><strong>E si tratta di un bombardamento continuo, attenzione</strong>: questa analisi che ho appena fatto su un telefilm qualsiasi, di cui domani ci saremo dimenticati,  potrebbe essere ripetuta con analoghi risultati sulla gran parte di ciò che passa quotidianamente per l&#8217;etere.</p>
<p><strong>Quanti possono accorgersi di queste cose?</strong> Quanti hanno occhi ed orecchi skillati per avvertire tutto cio?</p>
<p>E&#8217; proprio su questo che dobbiamo lavorare.</p>
<p>Carlo Zijno</p>
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		<title>perché gli uomini vanno con le trans?</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 09:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
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		<category><![CDATA[sessualità maschile]]></category>
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		<description><![CDATA[Sere fa a  &#8220;Le iene&#8221; hanno presentato una mini &#8211; inchiesta in cui una intraprendente ragazza, fingendosi ferita nell&#8217;orgoglio per essere stata tradita dal suo fidanzato con una trans e volendo capire com&#8217;era stato possibile, andava a chiederlo&#8230;.proprio alle trans.
Ho trovato l&#8217;iniziativa assolutamente sfiziosa perché, malgrado non ci siano studi scientifici su questo recente (e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sere fa a  &#8220;Le iene&#8221; hanno presentato una mini &#8211; inchiesta in cui una intraprendente ragazza, fingendosi <strong>ferita nell&#8217;orgoglio per essere stata tradita dal suo fidanzato con una trans e volendo capire com&#8217;era stato possibile, andava a chiederlo&#8230;.proprio alle trans.</strong></p>
<p>Ho trovato l&#8217;iniziativa assolutamente sfiziosa perché, <strong>malgrado non ci siano studi scientifici su questo recente (e crescente) fenomeno</strong>,  purtuttavia in occasione degli ultimi scandali sessuali <strong>i commentatori</strong> sono stati assolutamente compatti nello spiegarlo  con la crescente paura degli uomini nei confronti delle donne, <strong>uomini ormai fragili,  macilenti ed inadeguati,   che andrebbero in questo modo  cercarsi un più &#8220;rassicurante&#8221; surrogato del femminile.</strong></p>
<p>Come dicevo, non esistono studi scientifici a largo raggio del fenomeno, ed <strong>il sospetto che questa spiegazione celasse molto semplicemente l&#8217;ennesima vulgata antimaschile era forte.</strong></p>
<p>Ed a questo proposito <strong>la conferma ai miei sospetti me l&#8217;hanno data le trans stesse.  </strong>Le quali, rispondendo all&#8217;accorata domanda della ragazza (perché? perchè?) davano le più varie risposte ma su una cosa erano tutte assolutamente d&#8217;accordo e compatte: <strong>nel rapporto con loro</strong>, tutti <strong>i clienti</strong> &#8211; ma proprio tutti -  <strong>prediligono assolutamente il ruolo &#8220;passivo&#8221;</strong>.</p>
<p><strong>Ho messo tra virgolette questa parola perché a giudizio di chi scrive trattasi di parola inadeguata, starata nel significato, così  come il suo contrario,</strong> &#8220;attivo&#8221;. Parole sgraziate ed inadeguate a descrivere quello che vorrebbero, ma che in questo contesto dobbiamo continuare ad usare in quanto<strong> in queste parole c&#8217;è una precisa informazione, una informazione &#8220;pesante&#8221;. </strong>A maggior ragione che chi si prostituisce professionalmente incontra migliaia di clienti nella propria &#8220;carriera&#8221; e quindi finisce per avere rilievo statistico.</p>
<p>A quel punto del discorso infatti i conti non mi tornavano più: <strong>se un uomo ha paura del femminile, e quindi va a surrogarselo in questo modo, non va certo ad  assumere un ruolo &#8220;passivo&#8221;</strong>, ma semmai si andrà a cercare quel ruolo &#8220;attivo&#8221; che lui vorrebbe &#8220;recitare&#8221; con il femminile  ma al quale  è inibito a causa delle proprie paure.</p>
<p><strong>E&#8217; evidente pertanto che negli uomini che vanno a trans non c&#8217;è il desiderio della femminilità perduta, ma di qualcos&#8217;altro</strong>. E questo qualcos&#8217;altro non ha che fare con il femminile e con le donne. </p>
<p>L&#8217;idea che mi sono fatto è che probabilmente, in questi uomini, <strong>la paura  è  quella di ammettere &#8211; principalmente di fronte a loro stessi  - la propria omosessualità</strong> o bisessualità, ma sia chiaro che si tratta di una punto di vista personale assolutamente a-scientifico.</p>
<p><strong>La spiegazione del fenomeno infatti io non ce l&#8217;ho</strong>, perché come dicevo non esistono ancora studi estensivi e scientifici sul fenomeno:  <strong>ma per favore non mi si venga a parlare più di poveri maschietti costretti ad andare con le trans perché impauriti dalle nuove amazzoni.</strong>   </p>
<p>Trattasi infatti di autentica  cretinata.</p>
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		<item>
		<title>Tiger Woods, Elin Nordegren, nessuno al disopra degli altri</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 09:29:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una volta tanto invece di parlare di statistiche ed inchieste voglio darmi al gossip;  nello specifico a quel noto caso di cronaca d’oltreoceano che sta appassionando la stampa specializzata (e non) di tutto il mondo: l’”affaire” Tiger Woods versus Elin Nordegren.
Cos’è successo, tra i due, in soldoni? Tiger, multimilionario supercampione di golf pare che abbia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta tanto invece di parlare di statistiche ed inchieste voglio darmi al gossip;  nello specifico a quel noto caso di cronaca d’oltreoceano che sta appassionando la stampa specializzata (e non) di tutto il mondo: l’”affaire” Tiger Woods versus Elin Nordegren.</p>
<p><strong>Cos’è successo, tra i due, in soldoni? </strong><strong>Tiger, multimilionario supercampione di golf pare che abbia ripetutamente e sistematicamente tradito sua moglie. La quale, ovviamente, se ne è risentita:</strong> spaccandogli la faccia con una mazza da golf (<em>per chi non lo sapesse, le mazze da golf hanno un’anima di acciaio e quindi un gesto del genere potrebbe anche essere qualificato come tentato omicidio</em>), poi sputtanandolo davanti a tutto il mondo fino a provocare la fuga degli sponsor, infine facendosi dare  un risarcimento di trecento milioni di dollari <em>(in pratica la sua intera sostanza)</em>,  risarcimento che lo ha lasciato letteralmente in bolletta (<em>infatti sembra che il campione dovrà giocoforza ripensare il suo annunciato ritiro</em>).</p>
<p>Dulcis in fundo, non ancora soddisfatta di tutto ciò,  ha ottenuto che Tiger non vedesse i suoi figli per Natale (<em>e chissà per quanto</em>) accampando una non dimostrata instabilità mentale del campione (<em><span style="text-decoration: underline">non dimostrata se non che dalle parole di Elin</span></em>).</p>
<p><strong>Questi sono i fatti, nudi e crudi.</strong>  Provate ora a sostituire il nome di Tiger Wood con il nome di un qualsiasi Padre separato,  adeguate le cifre in ballo, e vedrete che il racconto fila perfettamente. Certamente, non credo che Tiger finirà alla mensa della caritas, come il metalmeccanico della porta accanto, ma il meccanismo che ha subìto è stato il medesimo, sia come logica, sia come radicalità,  sia come inesorabilità ed immediatezza di applicazione.</p>
<p><strong>C’è un <span style="text-decoration: underline">insegnamento da trarre</span> in tutto ciò: nessuno è al disopra dei meccanismi fondamentali che animano i rapporti tra i sessi in questa fase storica. Non esistono uomini di serie A, che la scampano e se la ridono, e uomini di serie B che invece subiscono. </strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline">Nessuno pensi di esserne fuori, perché ne siamo tutti dentro.</span> </p>
<p>Ricordatevelo, la prossima volta che vi scoprite a pensare “<em>a me non accadrà mai</em>”.</p>
<p>Io vi risponderei: “<em>a te  invece è già accaduto, soltanto che non lo sai</em>”.</p>
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