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	<title>Algoritmi Maschili &#187; fenomeni politici</title>
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	<description>continuatore del primo &#34;MetroMaschile&#34;, il blog originario di Carlo Zijno</description>
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		<title>the bunga-bunga legacy</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 14:15:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ impazzato in questi tempi il ritornello del bunga bunga, pratica sessuale che consisterebbe – almeno nel leggere le cronache – in una sorta di festino  che il premier intratterrebbe di tanto in tanto con alcune intraprendenti ragazze.
La polemica è divampata e divampa; ma cosa ci lascia tutto questo?
La prima eredità, negativa,  è un cattivissimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ impazzato in questi tempi il ritornello del bunga bunga, pratica sessuale che consisterebbe – almeno nel leggere le cronache – in una sorta di festino  che il premier intratterrebbe di tanto in tanto con alcune intraprendenti ragazze.</p>
<p>La polemica è divampata e divampa; ma <strong>cosa ci lascia tutto questo?</strong></p>
<p>La prima eredità, negativa,  è un cattivissimo esempio dato da quel vecchio signore nei confronti dei giovani maschi, ai quali si mostra che essere soggetti alle proprie pulsioni di dipendenza dal femminile è legittimo: ed invece non lo è, a umilissimo e discutibilissimo parere dello scrivente, perché <strong>non è mai completamente uomo chi dipenda dal femminile</strong> (alla fine di quella strada c’è soltanto lo zerbinaggio ed il ridicolo, come le cronache odierne ci dimostrano).</p>
<p><strong>La seconda eredità, anch’essa negativa</strong>,   è una ondata di vetero femminismo della peggiore specie che, capeggiato dalla solita sinistra, al grido di “ora basta” cercherà di portare sulle piazze italiane quante più donne (e uomini) possibile: oltre ad un florilegio di articoli violentemente antimaschili che il sottoscritto non vedeva da tempo.</p>
<p>Il tutto in una logica non immediatamente comprensibile, una logica che non è in grado nemmeno di rispondere coerentemente alla domanda “ora basta…. cosa?” – come ha sottolineato un amico, che stimo,  <a href="http://ragionimaschili.blogspot.com/2011/02/intorno-al-sexygate.html" target="_blank">in questo articolo</a>.</p>
<p><strong>Eppure a mio avviso una logica c’è, in quel “ora basta”: il  rifiuto di dove ammettere la evidente complicità femminile, complicità liberamente autodeterminata,  in questa triste vicenda. </strong></p>
<p>Abbiamo infatti visto una lunga teoria di ragazze e ragazzette intente a ricattare, insultare, mungere danaro e favori da un vecchio signore afflitto da priapismo che loro compiacevano avidamente, attività che dal punto di vista morale le mette assolutamente al suo stesso livello, se non inferiore, eppure si grida “ora basta”: <strong>e in questo rifiuto di corresponsabilità c’è tutta l’essenza di quella “lotta di classe” fra generi che ho denunciato nei miei ultimi articoli, laddove tutta la moralità e la giustizia deve essere NECESSARIAMENTE in capo ad una parte sola</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline">E’ questa, veramente, l’eredità del bunga bunga</span>, ed alla fine si rivelerà una eredità positiva: l’aver posto in evidenza di fronte all’opinione pubblica <strong>la corresponsabilità della liberata, che da questa vicenda ne esce malissimo,  la sua non – appartenenza ad una sfera moralmente superiore rispetto al maschile</strong>: e senza contare  la ripugnante complicità dei genitori delle ragazze in questione, principalmente le madri, visto che nella società moderna  ai Padri gli si può sempre legittimamente  sputare in faccia se non si dimostrano compiacenti quanto basta (e alcuni purtroppo lo hanno fatto).</p>
<p><strong>Chi scenderà in piazza il 13 febbraio lo farà soltanto – che lo sappia o meno – per difendere il principio per cui il femminile può determinare autonomamente la propria superiorità morale sul maschile: uomo avvisato mezzo salvato. </strong></p>
<p><strong>Il 13 febbraio andatevi a fare una passeggiata</strong>, magari in compagnia di altri uomini. Non avete bisogno di partecipare al festival di auto – assoluzione della liberata, perché essa non è da assolvere, almeno in questo caso (e come in moltissimi altri).   </p>
<p>Carlo Zijno</p>
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		<title>Un calendario&#8230; del pube (femminile)</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 14:29:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sta destando grave scandalo l’ultima performance del noto fotografo Oliviero Toscani, reo di aver  prodotto un calendario pubblicitario consistente in 12 scatti del pube femminile.
Ricordo alcuni anni fa di aver assistito ad una mostra di Toscani in cui le pareti di una delle sale era tappezzata di fotografie di peni; la sala in questione – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sta destando <strong>grave scandalo</strong> l’ultima performance del noto fotografo Oliviero Toscani, reo di aver  prodotto un calendario pubblicitario consistente in 12 scatti del pube femminile.</p>
<p>Ricordo alcuni anni fa di aver assistito ad una <strong>mostra di Toscani</strong> in cui le pareti di una delle sale era tappezzata di <strong>fotografie di peni</strong>; la sala in questione – che non era vietata ai minori né presentava alcuna forma di “avviso” sul contenuto – non ha destato alcuno scandalo,  al più ha strappato alcune grasse risate da parte di qualche convenuto.</p>
<p>Lasciando stare queste reminiscenze, basta entrare in uno qualsiasi dei tabaccai romani per vedersi davanti al “<strong>calendario del pisello</strong>”: e nessuno ha censurato nessuno su questo fatto.</p>
<p><strong>Ma non voglio fare paragoni, che pure ci starebbero tutti: voglio concentrarmi su un altro aspetto. </strong></p>
<p><strong>Il calendario di Toscani è stato condannato</strong> dalla Commissione Pari Opportunità del Consiglio Comunale di Firenze per una questione di <strong>dignità e rispetto della Donna</strong>, specialmente adesso  &#8211; ci dice Maria Federica Giuliani, presidente della Commissione &#8211; in una situazione sociale  “che vede la violenza nei confronti delle donne continuamente e drammaticamente aumentare ogni giorno” (testuale).</p>
<p><strong>Già l’autore della denuncia sarebbe sbagliato</strong>, perché un conto sono le opportunità un conto è la violenza (ed in questo c’è la dimostrazione che certi organismi sono semplicemente pro-female, al dilà della loro denominazione ufficiale), ma poi, sinceramente, <strong>di cosa stiamo cianciando?</strong></p>
<p><strong>Il mondo pubblicitario è madido di suggestioni sessuali</strong> di ogni ordine e grado, dell’uno e dell’altro segno (ultima performance: un modello dal fisico scultoreo che tiene tra le gambe una bottiglia di una nota marca di birra),  <strong>per quale motivo questa pubblicità di Toscani dovrebbe essere più scandalosa delle altre?</strong></p>
<p><strong>Ve lo dico io perché:</strong> perché esibendo DIRETTAMENTE l’organo genitale femminile ed usandolo DIRETTAMENTE per fare pubblicità, Toscani ci dice a chiare lettere che <strong>il FICA-POWER esiste</strong>.</p>
<p><strong>E questo non si può dire, non è perdonabile.</strong></p>
<p>A me Toscani non piace per tanti motivi, ma questa volta sono costretto a solidarizzare.</p>
<p>Carlo Zijno</p>
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		<title>economiste all&#8217;asilo nido</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 16:24:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fenomeni politici]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[studi e ricerche]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stata pubblicata di recente dalla fondazione Agnelli una ricerca (maggiori notizie qui), firmata da due economiste, tali Daniela Del Boca e Silvia Pasqua,  secondo la quale i bambini che crescono all&#8217;asilo nido sarebbero più bravi, più socievoli, più capaci di concentrarsi.
La notizia mi è balzata agli occhi, perché dalla  mia esperienza pratica di Padre emerge esattamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata pubblicata di recente dalla fondazione Agnelli una ricerca (<a href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/12/13/news/asili_nido-10125725/?ref=HREC1-7" target="_blank">maggiori notizie qui</a>), firmata da due economiste, tali Daniela Del Boca e Silvia Pasqua,  secondo la quale i bambini che crescono all&#8217;asilo nido sarebbero più bravi, più socievoli, più capaci di concentrarsi.</p>
<p>La notizia mi è balzata agli occhi, perché dalla  mia esperienza pratica di Padre emerge esattamente il contrario:  osservando un qualsiasi gruppo di bambini,  i &#8220;figli dell&#8217;asilo nido&#8221; mi risultano immediatamente riconoscibili per tasso di aggressività, isterismo, insicurezza.</p>
<p>Io non sono psicologo infantile, ma se per questo non lo sono nemmeno  le due ricercatrici che hanno firmato lo studio in questione (sono economiste, come dicevamo): allora, che vuol dire tutto ciò?</p>
<p>Il mistero si chiarisce leggendo meglio i contenuti: laddove si capisce che effettivamente i &#8220;figli dell&#8217;asilo nido&#8221; sarebbero più bravi a patto che l&#8217;asilo nido in questione sia di prim&#8217;ordine, ossia con equipes psicopedagogiche di alto livello che seguano ogni singolo bambino con metodica precisione: <strong><span style="text-decoration: underline">insomma, dico io, replicando in toto le cure materne.</span></strong></p>
<p>Allora, mi chiedo: dov&#8217;è il &#8220;superiore interesse del minore&#8221;?  Nello stare con sua Madre, oppure nell&#8217;essere affidato a sconosciuti(e) che nel migliore (e costoso) dei casi saranno tutt&#8217;al più un efficiente surrogato della Madre stessa?</p>
<p>Già sento le obiezioni:  la donna deve essere libera (e oggi come oggi direi quasi obbligata), di lavorare:  la società si deve far carico di questo, approntando gli asili nido. E questo effettivamente è un problema aperto:  <span style="text-decoration: underline">la quasi impossibilità per le madri di occuparsi dei loro figli a tempo pieno.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline"><strong>Ma, per l&#8217;appunto, è un problema delle donne: perché il superiore interesse del minore sarebbe di stare con loro.</strong></span></p>
<p>Io, personalmente, sogno un mondo in cui una faccenda del genere venga derubricata da &#8220;superiore interesse del minore&#8221;, ridicolo eufemismo (almeno per l&#8217;uso che se ne fa oggigiorno),  per essere etichettata per quello che è: un problema delle  donne, sic et sempliciter.</p>
<p>Insomma, un mondo senza alibi. In cui un problema femminile sia finalmente qualificato come tale senza ricorrere a strumentalizzazioni morali o scientifiche di altro ordine.  Alibi che stanno cominciando a far ridere.</p>
<p>E a quel punto, siamo tutti disposti a discuterne.</p>
<p>Ma è un sogno, per l&#8217;appunto. </p>
<p>Carlo Zijno</p>
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		<title>Lo stupro di Assange</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 12:55:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[corrispondenze dall'estero]]></category>
		<category><![CDATA[fenomeni politici]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ di oggi la notizia dell’arresto di Julian Assange, l’intraprendente informatico che era riuscito a disvelare i segreti della diplomazia internazionale, specialmente americana,  intercettandone e pubblicandone le email.
Visto il putiferio che ne è derivato, con tanto di revoca in dubbio degli equilibri internazionali, ci aspettavamo che l’arresto in questione fosse conseguente &#8211; che ne so [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ di oggi la notizia dell’arresto di Julian Assange, l’intraprendente informatico che era riuscito a disvelare i segreti della diplomazia internazionale, specialmente americana,  intercettandone e pubblicandone le email.</p>
<p>Visto il putiferio che ne è derivato, con tanto di revoca in dubbio degli equilibri internazionali, ci aspettavamo che l’arresto in questione fosse conseguente &#8211; che ne so - ad accuse di alto tradimento, oppure insurrezione contro lo stato, o terrorismo, o qualcosa del genere.</p>
<p>No, Assange è stato arrestato in base ad una accusa di stupro, emessa in Svezia.</p>
<p>Non conosco Assange e non ho la più pallida idea di come conduca la sua vita; per quello che ne so io potrebbe essere il più santo degli uomini come anche il più diabolico degli abusatori: ma mi sovvengono inquietanti sillogismi ed atroci sospetti.</p>
<p>Nel senso che, se domani venisse fuori che l’accusa è infondata, come accade nel 94% di queste accuse (novantaquattropercento) &#8211; accuse che in base a questa percentuale potremmo anche etichettare come TIPICHE accuse strumentali – sarebbe molto grave. </p>
<p>Perché,  a quel punto,  non potrei che dedurne che per togliere di mezzo una persona scomoda si sia fatto ricorso ad una incriminazione di stampo sessuale: e questo sarebbe sintomatico del fatto (prima constatazione) che determinati comportamenti, anche se  tutti da verificare,  ANCHE SE TUTTI DA VERIFICARE, siano considerati più gravi – e quindi più perseguibili – del tradimento della Patria, dell’insurrezione, del terrorismo: il che è oggettivamente risibile quanto però inquietante, perché darebbe la stura ad una ulteriore ondata di queste false accuse (se lo fanno anche gli stati, perché io no?).</p>
<p>Inoltre, qualora l’accusa si dimostrasse strumentale (ipotesi non remota, come ci dice la percentuale di cui sopra), sarebbe la prima volta  (seconda constatazione) che viene utilizzata per motivi politici in occidente.</p>
<p>Squalificare l&#8217;avversario politico con accuse squallide è sport praticato (purtroppo)  in ogni tempo, ma in questo modo si incoraggiano, a dir poco, fenomeni sociali e politici che una civiltà del diritto che voglia continuare a definirsi tale dovrebbe piuttosto reprimere. Ma evidentemente in questo momento l&#8217;occidente non esprime società del diritto.</p>
<p>Statemi bene e non fate gli sciocchini con i segreti di stato,  qualche svedesona potrebbe ricordarsi che dieci anni prima si è sentita abusata dal vostro modo di salutarla o di guardarla.</p>
<p>Carlo Zijno</p>
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		<item>
		<title>ecco perché dobbiamo diffidare della riforma dei consultori familiari</title>
		<link>http://metromaschile.it/alma/ecco-perche-dobbiamo-diffidare-della-riforma-dei-consultori-familiari/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 09:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[fenomeni politici]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ruolo del Padre]]></category>

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		<description><![CDATA[Divampa, sul web e fuori, la polemica circa il progetto di legge di riforma dei consultori familiari portato avanti dall’attuale maggioranza consiliare del Lazio.  E ne voglio parlare in questa sede perché la questione  da locale e regionale quale è ora potrebbe costituire un precedente e diventare, qualora il provvedimento passasse, di livello nazionale.  E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Divampa, sul web e fuori, la polemica circa il progetto di legge di riforma dei consultori familiari</strong> portato avanti dall’attuale maggioranza consiliare del Lazio.  E ne voglio parlare in questa sede perché la questione  da locale e regionale quale è ora potrebbe costituire un precedente e diventare, qualora il provvedimento passasse, di livello nazionale.  E quindi è importante.</p>
<p>In questo lavoro di analisi secondo me dobbiamo stare molto attenti: perché <strong>una volta che un determinato istituto è stato varato, vive di vita propria ed occorre considerare tutte le possibili conseguenze.</strong> Ricordiamoci che le maggioranze politiche cambiano:  <strong>ciò che oggi può essere interpretato in un certo modo, domani verrà interpretato in un altro.</strong></p>
<p><strong>Ed allora è necessario spogliarsi delle interpretazioni &#8221;in voga&#8221;   o dei facili entusiasmi</strong> per andarsi a vedere le cose nel concreto ma soprattutto in prospettiva.   E focalizzarci infine su quelli che sono i VERI problemi e le SOLUZIONI CONCRETE che vadano oltre le prese di posizione ideologiche. </p>
<p><strong>Io questa operazione l&#8217;ho fatta e francamente questa proposta non mi piace</strong>. Parlo a titolo personale, ma sono sicuro che per gli stessi motivi non piacerà al Movimento che è invitato a leggere con attenzione.</p>
<p><strong>In questa proposta, infatti:</strong></p>
<p><strong>Vedo con sospetto la esplicita volontà di “monitoraggio” della famiglia “nel suo ciclo vitale”.</strong> Come uomini e come Padri, ne abbiamo francamente abbastanza di un “Leviatano” che debba monitorare cosa facciamo e perché; oltretutto &#8211; e questa è la cosa più inquietante &#8211; non è esplicitato LO SCOPO di tale monitoraggio;</p>
<p><strong>Non mi piace il riferimento al matrimonio;</strong> la famiglia può essere anche senza matrimonio. Per quanto io possa essere cattolico, comunque sia vedo che esistono tante famiglie (la maggioranza?) che non sono unite “nel sacro vincolo”, e tuttavia si tratta di Padri e di Madri (ma soprattutto di figli) che non per questo meritano di essere buttati nel cesso e che quindi vanno considerati;</p>
<p><strong>Sempre da cattolico (ma soprattutto da Padre) </strong>, posso apprezzare ed apprezzo il riferimento esplicito all’embrione come membro della comunità familiare,  ma conoscendo la costituzione e la relativa giurisprudenza temo che effettivamente sia incostituzionale;</p>
<p><strong>Non mi piace la famiglia come “soggetto politico”.</strong> No, signori, la famiglia è quello che è sempre stata da innumerevoli secoli e così continuerà ad essere, non può quindi essere assimilata ad un concetto (quello, per l’appunto di “soggetto politico) che è mutevole nel tempo;</p>
<p><strong>Non mi piace l’ingresso dei privati, ed in quel modo</strong>: facendoli diventare “istituzioni” e facendoli finanziare dalla regione a piè di lista. Chi sono questi privati che dovremmo far mangiare? E per quali servizi? <strong>Ma soprattutto&#8230; con quali metodi verranno selezionati?</strong></p>
<p><strong>Non voglio sentir parlare di enti ed istituti pubblici che debbano “trasmettere la cultura della famiglia”.</strong> Noi Uomini e Padri ne abbiamo abbastanza di sentirci insegnare “la cultura della famiglia” da chicchessia gradito dai politici di turno al potere; si cominci ad ascoltare anche il nostro punto di vista  su questo argomento, poi semmai ne riparliamo;  </p>
<p><strong>Non mi piace l’entrata “di peso” delle autorità giurisdizionali</strong> (leggi: tribunali) che si fa in questo progetto di legge sul tema della famiglia,  vista l’esperienza pregressa dei padri Separati dai figli;</p>
<p><strong>Posso concordare sul fatto che debba esistere un servizio di “prevenzione all’aborto”,</strong> anche perché è previsto dalla stessa 194, <strong>ma non si parla di ascoltare il Padre del nascituro. </strong>Non dico che il Padre del nascituro debba avere un peso nella decisione finale (cosa che comunque a mio avviso sarebbe più che giusta, almeno in costanza di matrimonio), ma non si parla nemmeno di ASCOLTARE IL SUO PUNTO DI VISTA E LE SUE RAGIONI. Pollice verso quindi su questo punto;</p>
<p><strong>Si istituiscono fondi regionali per il sostegno alla maternità ma non alla paternità</strong>. Il padre, al solito, è il genitore di serie B;</p>
<p><strong>La proposta di legge si occupa ampiamente di questioni etiche e morali da affidare ai consultori</strong>, ma consultori non si devono occupare di questioni etiche o morale, debbono fornire servizi socio – sanitari alla famiglia: <strong>noi Uomini, Padri o non, Separati o non, ne abbiamo piene le balle di sentir parlare di questioni etiche o morali SENZA CHE SI TENGA CONTO DEL NOSTRO PUNTO DI VISTA IN MERITO</strong>;</p>
<p><strong>Si parla in questo progetto di “Paternità responsabile”. Ma che vuol dire?</strong> Qualunque significato si voglia dare a questa espressione,  non può e non deve essere valido senza il <strong>contributo alla discussione degli uomini e dei Padri: e, tuttavia,  rimane come affermazione generica non prevedendosi alcun istituto;</strong></p>
<p><strong>Infine: è vero che il progetto è molto costoso.</strong></p>
<p>Per concludere, a mio avviso i problemi che impediscono ai consultori familiari di essere veramente tali, e sui quali sarebbe invece opportuno soffermarsi, invece di portare avanti &#8220;OPE LEGIS&#8221; le solite fumisterie ideologiche,  sono:</p>
<ol>
<li><strong>Nei consultori non c’è uno straccio di andrologo;</strong></li>
<li><strong>nei consultori non c’è uno straccio di consulente che possa supportare la coppia nei problemi di infertilità maschile;</strong></li>
<li><strong>nei consultori non c’è uno straccio di psicologo che possa dare una mano ai Padri nelle loro infinite difficoltà spec. per quanto riguarda la tanto decantata “paternità responsabile”;</strong></li>
<li><strong>nei consultori non c’è uno straccio di “mediatore familiare” che possa dare una mano nei casi in cui una coppia possa trovarsi in una situazione – reale o potenziale &#8211;  di separazione (anche e soprattutto a beneficio della prole che tra i suoi interessi ha quello di poter avere un Padre, e ci siamo capiti);</strong></li>
<li><strong>nei consultori non c’è uno straccio di esperto per le problematiche di salute fisica dei Padri, dai tumori maschili alla prevenzione delle malattie da lavoro usurante, a maggior ragione  che tali impieghi sono ricoperti al 100% da Padri di famiglia.</strong></li>
</ol>
<p> Cari signori della politica, risolvete questi cinque punti invece di occuparvi di etica,  e vedrete che i consultori avranno un nuovo slancio ed una nuova utilità effettiva in società, visto che come sono adesso servono soltanto come anticamera dell’aborto per tutte quelle donne che non si sono sentite di accollarsi “maternità responsabili”.</p>
<p>Questo sia detto per tutti gli esponenti del Movimento Maschile che non abbiano voglia di farsi infinocchiare.  </p>
<p>Poi fate come volete, ci mancherebbe altro.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Tutti per Sakineh, nessuno per&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 09:11:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[fenomeni politici]]></category>
		<category><![CDATA[maschicidio]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi di genere]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei giorni appena trascorsi ha tenuto banco sui media il caso di Sakineh, la donna condannata in Iran alla lapidazione per adulterio e altri motivi più o meno “morali”, sulla base della Shaaria.
Il caso è stato seguito fin oltre la sua (temporanea) soluzione, se è vero come è vero che ancora ieri sul sito di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni appena trascorsi ha tenuto banco sui media <strong>il caso di Sakineh</strong>, la donna condannata in Iran alla lapidazione per adulterio e altri motivi più o meno “morali”, sulla base della Shaaria.</p>
<p>Il caso è stato seguito fin oltre la sua (temporanea) soluzione, se è vero come è vero che ancora ieri sul sito di “Repubblica” appariva un articolo emblematicamente intitolato “<em>quante Sakineh ci sono nel mondo</em>?”  </p>
<p><strong>Orbene, devo dire che ho condiviso questa campagna</strong>: sono strutturalmente contrario alla pena di morte, per qualsivoglia motivo,  mi ripugna l’idea che qualcuno possa essere condannato a qualcosa per mera sanzione morale o religiosa, mi fa orrore la crudeltà della lapidazione.</p>
<p><strong>Allora tutto bene? Niente affatto.</strong></p>
<p><strong>Soltanto in Iran, nel corso del 2009 stati giustiziate 409 persone sempre sulla base della shaharia </strong>ed i siti specializzati ci riferiscono che ben poche di queste esecuzione sono avvenute in conseguenza a crimini comuni (omicidi, etc) ma perlopiù con motivazioni di tipo politico o religioso.   E senza contare le “pene minori” come ad esempio amputazioni e frustate.</p>
<p><strong>Ho cercato su internet i dati sulla ripartizione per genere di questi veri e propri crimini contro l’umanità ma non le ho trovate</strong>, sebbene le foto ed i resoconti di dettaglio in cui mi sono imbattuto fossero riferiti soltanto a maschi.</p>
<p><strong>Devo quindi presumere</strong> che la totalità o comunque la stragrande maggioranza di questi crimini di stato abbiano avuto come vittime dei maschi: e la stessa mancanza di dati su questo aspetto è già di per sé indicativa.</p>
<p><strong>Orbene, qualcuno ha speso una parola per qualcuno di questi poveretti? Fosse anche per uno soltanto di loro?</strong></p>
<p><strong>La risposta è: nessuno,</strong> a parte le associazioni umanitarie che però lavorano sui grandi numeri, su situazioni aggregate.</p>
<p><strong>A questo punto di cosa stiamo parlando, di cosa dovremmo parlare? Di maschicidio dimenticato?</strong></p>
<p>Riflettiamoci.</p>
<p>Carlo Zijno</p>
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		<title>guida alla convivenza</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 13:29:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Facendo seguito all’ultimo post,  era stato elaborato un ulteriore file relativamente alla convivenza, del medesimo autore,  anche questo non smentito da ulteriori osservazioni.
 Anche questo viene offerto al dibattito, per poi essere inserito nei documenti ufficiali di MetroMaschile Web Editor.
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  Tieni presente che se decidi di convivere con la tua compagna, senza sposarti, la tua situazione non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Facendo seguito all’ultimo post,  era stato elaborato un ulteriore file relativamente alla convivenza, del medesimo autore,  anche questo non smentito da ulteriori osservazioni.</p>
<p> Anche questo viene offerto al dibattito, per poi essere inserito nei documenti ufficiali di MetroMaschile Web Editor.</p>
<p>__________________________</p>
<p>  Tieni presente che se decidi di convivere con la tua compagna, senza sposarti, la tua situazione non è regolata dalla legge. Pur tuttavia, recenti interventi della Giurisprudenza (Cassazione) hanno preso in considerazione il rapporto in determinate situazioni, purché tu, ma più probabilmente lei, possa provare che non è un rapporto occasionale ma che ha carattere di stabilità tale da conferire grado di certezza al rapporto di fatto.</p>
<p> La legge, in determinati casi, attribuisce valore alla convivenza, riconoscendola quale famiglia di fatto, sia che il tuo rapporto si esplichi con un uomo che con una donna: per avere una garanzia di questo tipo è importante che la famiglia che hai formato con la/il tua/o compagna/o sia iscritta all’Ufficio dell’anagrafe del Comune ove risiedete.  Prima di compiere tale atto, chiediti – possibilmente facendoti illustrare da un legale tutti i possibili risvolti – se tu hai effettivamente bisogno di questo tipo di garanzia.</p>
<p> Ricordati che se lei e&#8217; sposata o divorziata puo&#8217; perdere o vedersi ridotto l’assegno di mantenimento che percepisce da suo marito: ciò vuol dire che nel caso che la tua compagna non lavori,  dovresti mantenerla completamente tu. Questa disposizione è prevista, al momento, solo se la tua partner è una donna: nulla ti è dovuto nel caso che sia tu, invece,  a perdere il lavoro.  Tuttavia tieni presente che i motivi su cui si basano le sentenze che riconoscono questa situazione potrebbero trovare applicazione anche se convivi con un’altro uomo, anche se finora trattasi di caso meramente teorico.</p>
<p> Se lei collabora nella tua azienda senza alcun contratto di lavoro non ha nessun diritto economico, quindi stai attento perché se di punto in bianco insiste perché venga redatto un regolare contratto di lavoro a suo favore si sta preparando a lasciarti e chiedere il mantenimento.  In questo caso, non le su può dare torto, perché da che mondo è mondo il lavoro si deve pagare: sta a te pertanto valutare – PRIMA che inizi la convivenza – se è il caso di coinvolgerla nella tua attività: cosa che comunque è sconsigliabile, come ti direbbe ogni buon legale.</p>
<p> Se hai dei figli con la tua convivente li dovrai riconoscere o, in ogni caso, ti può venire imposta la paternità.  Di converso, lei sarà sempre e comunque libera di abortire o meno o di disconoscere la propria maternità alla nascita. Ciò vuol dire che il fatto di essere conviventi non ti conferisce una maggiore libertà, o maggiore facoltà di quelle che vengono riconosciute nell’ambito del matrimonio.</p>
<p> Il riconoscimento di paternità è infatti il negozio giuridico fondamentale successivo all’evento riproduttivo vero e proprio. Solo da quel momento, infatti, avrete dei diritti e dei doveri nei confronti dei Vostri figli. Attenzione, però, perché nel caso che le cose tra te e la tua convivente vadano male, si applicheranno ai figli le stesse regole che vigono nel matrimonio in termini di affido e mantenimento: ciò vuol dire che malgrado la legge sull’affido condiviso tu ti troverai fuori casa e potrai vederli solo nei modi e tempi decisi dal tribunale, continuando a pagare danaro a piè di lista senza sapere cosa la tua ex se ne fa effettivamente.  In altri termini, la convivenza non ti tutela dalla separazione dai figli.  Le statistiche infatti ci dicono che, anche in caso di affidamento congiunto, i figli saranno &#8220;collocati&#8221; presso la madre, nella casa famigliare assegnata alla madre, anche se di tua proprieta&#8217; e dovrai contribuire al loro mantenimento con una media di 500 euro/mese e vedrai i tuoi figli un pomeriggio a settimana ed nei week-end alternati</p>
<p> Inoltre:</p>
<p> • se insorgono contrasti per l’affidamento dei figli sarà il Tribunale dei Minorenni a decidere ogni questione.</p>
<p>• Se insorgono contrasti per il mantenimento dei figli, dovrai invece rivolgerti al Tribunale Ordinario.</p>
<p> Ricordati che se la convivenza finisce, malgrado sia durata a lungo, lei non hai acquisito alcun diritto al mantenimento, ma solo al mantenimento per i figli nati dalla vostra unione, se tu li ha riconosciuti, anche  se sono affidati esclusivamente a lei; dovrai, altresì,  rimborsare parte delle spese straordinarie che lei sosterra&#8217; per i figli quali, ad esempio spese mediche, spese mediche specialistiche, spese per motivi di studio; avrai, inoltre, perso il diritto ad ottenere l’assegnazione della casa in cui siete vissuti insieme o, in ogni caso, anche se la casa e&#8217; di proprieta&#8217; di una terza persona, p.es. i tuoi genitori, la tua convivente puo&#8217; ottenere l&#8217;assegnazione della casa famigliare, lei certamente puo&#8217; subentrare nel contratto di affitto se intestato a te. Se avete fatto degli acquisti insieme i beni verranno assegnati rispettivamente a chi li ha acquistati. Ricordati di conservare le fatture di tutti i beni da te acquistati, se ti separi potranno essere utili per ottenere i relativi beni o il controvalore in denaro.</p>
<p> Se la tua convivente muore non avrai diritto alla sua eredità né alla pensione di reversibilità, se però hai dei figli con questa persona, essi saranno eredi a tutti gli effetti concorrendo nel patrimonio della madre con altri eventuali figli nati da un precedente matrimonio.</p>
<p> Potrai partecipare all’eredità solo se la tua compagna ha fatto un testamento a tuo favore, rispettando le quote che spettano agli eredi necessari quali l’eventuale coniuge non divorziato, i figli, i suoi genitori; questo vale anche nel caso in cui convivi o hai un rapporto stabile con un’altra uomo.</p>
<p> Se convivi con una donna sposata con un’altro uomo o da questo legalmente separata, sappi che in caso di sua morte sarà l’altro uomo l’erede e, a meno che lei non abbia disposto testamento nei tuoi confronti, non parteciperai in nessun modo alla sua eredità.</p>
<p>Se la tua convivente muore a causa di infortunio sul lavoro o incidente stradale puoi chiedere il risarcimento dei danni patrimoniali a tuo favore a carico di chi ha causato la sua morte, devi però dimostrare la stabile convivenza ed il fatto che la tua compagna contribuiva in gran parte al tuo mantenimento.</p>
<p> Attenzione:</p>
<p>• se scegli la convivenza, NON è opportuno, fin dall’inizio e indipendentemente dalla solidità del rapporto, una regolamentazione scritta, soprattutto degli aspetti economici del rapporto in caso di separazione.</p>
<p>Comunque è consigliabile intestare ogni bene comune a nome tuo, fare conservare a lei il suo lavoro, facendo tutto il possibile perché sia economicamente indipendente.</p>
<p>• Se avete dei conti correnti in comune controlla bene se sono cointestati anche a te o se hai solo &#8220;la firma&#8221;, in questa seconda ipotesi, infatti, la tua compagna, senza necessità di tua autorizzazione, può escluderti in ogni momento dal conto corrente. In ogni caso il tuo conto corrente lascialo intestato esclusivamente a te o cointestato a persona di tua fiducia come fratelli o genitori.</p>
<ul>
<li>Alla prima &#8220;impressione&#8221; di disaccordo svuota il conto corrente in comune prima che lo faccia l</li>
</ul>
<p> Carlo Zijno</p>
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		<title>sondaggio sul matrimonio: risultati stupefacenti</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 09:55:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fenomeni politici]]></category>
		<category><![CDATA[movimento maschile]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel titolo di questo post ho inserito la dizione &#8220;risultati stupefacenti&#8221;: ma stupefacenti  solo per i portatori (in)sani di idee preconfezionate sul movimento maschile italiano ed i suoi derivati.  Serva di lezione a chi trancia giudizi su cose che non conosce.
Alcuni giorni fa, in seguito ad uno scambio di battute tra me ed un lettore, lanciavo nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Nel titolo di questo post ho inserito la dizione &#8220;risultati stupefacenti&#8221;: ma stupefacenti  solo per i portatori (in)sani di idee preconfezionate sul movimento maschile italiano ed i suoi derivati.  Serva di lezione a chi trancia giudizi su cose che non conosce.</h3>
<hr />Alcuni giorni fa, in seguito ad uno scambio di battute tra me ed un lettore, lanciavo nel forum un sondaggio sull&#8217;istituto matrimoniale oggi. Chiedevo in altri termini cosa si dovesse fare a proposito, offrendo quattro possibili risposte:</p>
<ol>
<li>conservarlo così come è;</li>
<li>conservarlo, ma previa una robusta riforma in termini di separazione, divorzio ed affido;</li>
<li>conservarlo, ma affiancato da  un sistema pattizio, tipo PACS;</li>
<li>abolirlo, sostituendolo con i PACS</li>
</ol>
<p>bene, l&#8217;ipotesi che ha riscosso più successo è stata la n. 4, seguita a ruota dalla 3.  A grande distanza la 2.</p>
<p><strong>Sommando insieme la tre e la quattro, poi, osserviamo una schiacciante maggioranza.</strong></p>
<p><strong>Traducendo tutto ciò in italiano,</strong> possiamo parlare di una grande voglia di PACS nel Movimento,  una disaffezione totale per gli istituti più tradizionali,  un grandissimo scollamento tra le idee che circolano nel movimento stesso e ciò che viene portato avanti (più o meno ipocritamente) da nostri politici,  <strong>specialmente se di governo</strong>.</p>
<p>Ora,  io non so se tali idee germoglieranno in una qualche piattaforma politica o tutto rimarrà a livello di scambio di battute tra forumisti (<em>anche se c&#8217;è stato qualcuno che ha seriamente posto mano a delle riflessioni di tipo pratico ed operativo in merito</em>):  ma, comunque, <strong>alcune certezze questo sondaggio ce le restituisce</strong>, ed a mio avviso sono le seguenti.</p>
<ol>
<li><strong>questo sondaggio rappresenta la migliore risposta per tutti coloro  che considerano il nostro movimento semplicemente come una conventicola di  reazionari  sciovinisti  smaniosi di tornare a neanderthal;</strong></li>
<li>lo scollamento tra noi e l&#8217;apparato massmediatico che pretenderebbe di parlare di noi  è semplicemente enorme;</li>
<li>quando si parla di problemi reali con persone reali,   la nostra gente dimostra un senso di realismo, di disincanto e di praticità che i nostri politici neanche si sognano.  <strong>Altro che fare battaglie ideologiche</strong>.</li>
</ol>
<p><strong>Che dire, che fare, che pensare? </strong></p>
<p>Per il momento prendo atto,  ricordandovi però che le votazioni sul forum sono ancora aperte e che - volendo - fate ancora in tempo a dire la vostra.</p>
<p>Carlo Zijno</p>
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