Di solito preparo il mio post settimanale nella giornata di domenica, anche se poi spesso lo metto in linea di lunedì dopo una breve rilettura a mente fresca.
Questa settimana non è andata così.
C’erano troppe cose da fare sulla piattaforma: caricare una serie di contenuti, rivedere alcuni aspetti della homepage, riconfigurare i permalink. E tutto questo sul vecchio template, mentre intanto c’erano da mandare avanti anche i lavori per quello nuovo.
Si, no; troppo chiaro, passiamo da un estremo all’altro; si, no, il logo così non va bene, più a destra, no, più a sinistra; questo mi piace e questo non mi piace; questo si può fare, questo non si può fare…
Intanto cercavo di aprire il nuovo nuovo blog già in programma da tempo, mentre sul forum si discuteva di aprirne un’altro ancora…
E tutto questo tra email, telefonate, discussioni, ricerche su internet, lavoro di programmazione e configurazione vera e propria (e per fortuna che non sono un tecnico).
Insomma, quando ho alzato la testa dal computer avevo fatto le canoniche otto ore della classica giornata lavorativa, e di mettermi a scrivere non me lo sognavo minimamente.
Tempo dedicato alla famiglia pochissimo, tempo per riposarmi o svagarmi zero.
Sono questi i frangenti in cui mi chiedo: cosa resterà di tutto questo?
Cosa ne sarà, ad esempio, tra dieci anni?
La domanda è legittima, perché se ripenso a quello che facevo o dicevo dieci anni fa, devo ammettere che oggi ne rimane poco o nulla: se non che nella forma di lontane conseguenze sul piano personale, ma nulla di realmente concreto.
Cosa resterà di tutto ciò tra dieci anni?
E’ un timore e un tremore che ogni tanto avverto e che ho voluto condividere.
Andiamo avanti senza pensarci troppo, che è meglio.