E’ di oggi la notizia dell’arresto di Julian Assange, l’intraprendente informatico che era riuscito a disvelare i segreti della diplomazia internazionale, specialmente americana, intercettandone e pubblicandone le email.
Visto il putiferio che ne è derivato, con tanto di revoca in dubbio degli equilibri internazionali, ci aspettavamo che l’arresto in questione fosse conseguente – che ne so - ad accuse di alto tradimento, oppure insurrezione contro lo stato, o terrorismo, o qualcosa del genere.
No, Assange è stato arrestato in base ad una accusa di stupro, emessa in Svezia.
Non conosco Assange e non ho la più pallida idea di come conduca la sua vita; per quello che ne so io potrebbe essere il più santo degli uomini come anche il più diabolico degli abusatori: ma mi sovvengono inquietanti sillogismi ed atroci sospetti.
Nel senso che, se domani venisse fuori che l’accusa è infondata, come accade nel 94% di queste accuse (novantaquattropercento) – accuse che in base a questa percentuale potremmo anche etichettare come TIPICHE accuse strumentali – sarebbe molto grave.
Perché, a quel punto, non potrei che dedurne che per togliere di mezzo una persona scomoda si sia fatto ricorso ad una incriminazione di stampo sessuale: e questo sarebbe sintomatico del fatto (prima constatazione) che determinati comportamenti, anche se tutti da verificare, ANCHE SE TUTTI DA VERIFICARE, siano considerati più gravi – e quindi più perseguibili – del tradimento della Patria, dell’insurrezione, del terrorismo: il che è oggettivamente risibile quanto però inquietante, perché darebbe la stura ad una ulteriore ondata di queste false accuse (se lo fanno anche gli stati, perché io no?).
Inoltre, qualora l’accusa si dimostrasse strumentale (ipotesi non remota, come ci dice la percentuale di cui sopra), sarebbe la prima volta (seconda constatazione) che viene utilizzata per motivi politici in occidente.
Squalificare l’avversario politico con accuse squallide è sport praticato (purtroppo) in ogni tempo, ma in questo modo si incoraggiano, a dir poco, fenomeni sociali e politici che una civiltà del diritto che voglia continuare a definirsi tale dovrebbe piuttosto reprimere. Ma evidentemente in questo momento l’occidente non esprime società del diritto.
Statemi bene e non fate gli sciocchini con i segreti di stato, qualche svedesona potrebbe ricordarsi che dieci anni prima si è sentita abusata dal vostro modo di salutarla o di guardarla.
Carlo Zijno