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	<title>Algoritmi Maschili</title>
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	<description>continuatore del primo &#34;MetroMaschile&#34;, il blog originario di Carlo Zijno</description>
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		<title>ciao</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 10:44:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[ciao]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunico a tutti (frequentatori, iscritti, passanti casuali)  che a partire dalla data odierna il mio blog personale, leggibile all’indirizzo http://metromaschile.it/alma/, cesserà formalmente le pubblicazioni, iniziate a settembre 2008 (quanti ricordi).  Un blog, infatti,  ha bisogno di una qualche sistematicità / prevedibilità del posting, senza le quali è sostanzialmente inutile.
 Ebbene, a causa di tante questione personali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunico a tutti (frequentatori, iscritti, passanti casuali)  che a partire dalla data odierna il mio blog personale, leggibile all’indirizzo <a href="http://metromaschile.it/alma/">http://metromaschile.it/alma/</a>, cesserà formalmente le pubblicazioni, iniziate a settembre 2008 (quanti ricordi).  Un blog, infatti,  ha bisogno di una qualche sistematicità / prevedibilità del posting, senza le quali è sostanzialmente inutile.</p>
<p> Ebbene, a causa di tante questione personali e lavorative, non sono più in grado di assicurare questa regolarità e quindi preferisco chiudere: sebbene gli articoli già pubblicati rimarranno in linea a tempo indeterminato.</p>
<p> Non per questo però svanisco nel nulla. Continuerò a postare, nel momento in cui dovessi averne la necessità e la possibilità, direttamente dalla homepage della piattaforma <a href="http://metromaschile.it/">MetroMaschile</a> e continuerò altresì ad  essere presente sia nelle varie liste nonché nel forum.</p>
<p> Un destino simile seguirà lo spazio di MMTribe, che io ho lanciato e rilanciato più volte come “spazio diversamente quemmista”  ma che non ha mai ricevuto una partecipazione  degna di questo nome: entro una settimana al massimo verrà eliminato, a meno che qualcuno non si offra di farsene carico, cosa che però mi risulta perlomeno difficile.</p>
<p> Sono e sarò sempre tra voi, su questo non c’è dubbio. Ma in una forma diversa. Concludo dicendo che chiunque voglia pubblicare articoli su MetroMaschile, non ha che da scrivermi al mio indirizzo, abbastanza conosciuto nell’ambiente, ma che &#8211; per chi non ce l’abbia &#8211; può essere chiesto ed ottenuto presso l’amministratore del forum o presso le varie liste a cui partecipo.</p>
<p> Sempre Vostro</p>
<p> Carlo Zijno.</p>
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		<title>the bunga-bunga legacy</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 14:15:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fenomeni politici]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ impazzato in questi tempi il ritornello del bunga bunga, pratica sessuale che consisterebbe – almeno nel leggere le cronache – in una sorta di festino  che il premier intratterrebbe di tanto in tanto con alcune intraprendenti ragazze.
La polemica è divampata e divampa; ma cosa ci lascia tutto questo?
La prima eredità, negativa,  è un cattivissimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ impazzato in questi tempi il ritornello del bunga bunga, pratica sessuale che consisterebbe – almeno nel leggere le cronache – in una sorta di festino  che il premier intratterrebbe di tanto in tanto con alcune intraprendenti ragazze.</p>
<p>La polemica è divampata e divampa; ma <strong>cosa ci lascia tutto questo?</strong></p>
<p>La prima eredità, negativa,  è un cattivissimo esempio dato da quel vecchio signore nei confronti dei giovani maschi, ai quali si mostra che essere soggetti alle proprie pulsioni di dipendenza dal femminile è legittimo: ed invece non lo è, a umilissimo e discutibilissimo parere dello scrivente, perché <strong>non è mai completamente uomo chi dipenda dal femminile</strong> (alla fine di quella strada c’è soltanto lo zerbinaggio ed il ridicolo, come le cronache odierne ci dimostrano).</p>
<p><strong>La seconda eredità, anch’essa negativa</strong>,   è una ondata di vetero femminismo della peggiore specie che, capeggiato dalla solita sinistra, al grido di “ora basta” cercherà di portare sulle piazze italiane quante più donne (e uomini) possibile: oltre ad un florilegio di articoli violentemente antimaschili che il sottoscritto non vedeva da tempo.</p>
<p>Il tutto in una logica non immediatamente comprensibile, una logica che non è in grado nemmeno di rispondere coerentemente alla domanda “ora basta…. cosa?” – come ha sottolineato un amico, che stimo,  <a href="http://ragionimaschili.blogspot.com/2011/02/intorno-al-sexygate.html" target="_blank">in questo articolo</a>.</p>
<p><strong>Eppure a mio avviso una logica c’è, in quel “ora basta”: il  rifiuto di dove ammettere la evidente complicità femminile, complicità liberamente autodeterminata,  in questa triste vicenda. </strong></p>
<p>Abbiamo infatti visto una lunga teoria di ragazze e ragazzette intente a ricattare, insultare, mungere danaro e favori da un vecchio signore afflitto da priapismo che loro compiacevano avidamente, attività che dal punto di vista morale le mette assolutamente al suo stesso livello, se non inferiore, eppure si grida “ora basta”: <strong>e in questo rifiuto di corresponsabilità c’è tutta l’essenza di quella “lotta di classe” fra generi che ho denunciato nei miei ultimi articoli, laddove tutta la moralità e la giustizia deve essere NECESSARIAMENTE in capo ad una parte sola</strong>.</p>
<p><span style="text-decoration: underline">E’ questa, veramente, l’eredità del bunga bunga</span>, ed alla fine si rivelerà una eredità positiva: l’aver posto in evidenza di fronte all’opinione pubblica <strong>la corresponsabilità della liberata, che da questa vicenda ne esce malissimo,  la sua non – appartenenza ad una sfera moralmente superiore rispetto al maschile</strong>: e senza contare  la ripugnante complicità dei genitori delle ragazze in questione, principalmente le madri, visto che nella società moderna  ai Padri gli si può sempre legittimamente  sputare in faccia se non si dimostrano compiacenti quanto basta (e alcuni purtroppo lo hanno fatto).</p>
<p><strong>Chi scenderà in piazza il 13 febbraio lo farà soltanto – che lo sappia o meno – per difendere il principio per cui il femminile può determinare autonomamente la propria superiorità morale sul maschile: uomo avvisato mezzo salvato. </strong></p>
<p><strong>Il 13 febbraio andatevi a fare una passeggiata</strong>, magari in compagnia di altri uomini. Non avete bisogno di partecipare al festival di auto – assoluzione della liberata, perché essa non è da assolvere, almeno in questo caso (e come in moltissimi altri).   </p>
<p>Carlo Zijno</p>
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		<title>l&#8217;abisso</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 12:54:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[modelli culturali]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ sempre così: periodicamente si riaffaccia il dibattito  sulle differenze ontologiche tra i sessi, ed ogni volta è lacerante, è davvero scrutare un abisso.
E’ lacerante perché si tratta di ammettere che nel nostro agire entrano in gioco istinti e condizionamenti strutturali molto più profondi e cogenti di quello che normalmente pensiamo.
Eppure le differenze ontologiche tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ sempre così: periodicamente si riaffaccia il <strong>dibattito  sulle differenze ontologiche tra i sessi</strong>, ed ogni volta è lacerante, è davvero scrutare un abisso.</p>
<p>E’ lacerante perché si tratta di ammettere che nel nostro agire entrano in gioco <strong>istinti e condizionamenti strutturali</strong> molto più profondi e cogenti di quello che normalmente pensiamo.</p>
<p><strong>Eppure </strong>le differenze ontologiche tra i sessi <strong>esistono</strong>. E sono tante. E sono profonde.  Tutti le abbiamo esperite, osservate, toccate con mano, principalmente coloro che come il sottoscritto abbiano avuto figli sia maschi che femmine e ne abbiano osservato lo sviluppo.</p>
<p>Esse sono addirittura misurabili attraverso studi scientifici, sebbene questi finiscano sempre per essere interpretati in senso antimaschile dalla solita vulgata prevalente. Ma questa è un’altra storia.</p>
<p>Siamo diversi, irrimediabilmente diversi, progettati in modo diverso e per scopi diversi. <strong>E questo genera un senso di separazione e solitudine,</strong> una ferita, e la ferita duole.</p>
<p>Come se ci fosse in ciò qualcosa di disumano, oppure di troppo umano, <strong>di cui avere paura</strong>.</p>
<p><strong>E’ possibile una nuova alleanza in queste condizioni?</strong>  Si, a mio avviso, se queste differenze ontologiche vengono riconosciute ed accettate, e vissute in funzione complementare. Se, in altri termini, si entra in un mondo in cui io sono quello che sono, e basta. Tu sei quello che sei, e basta. Ed entrambi sappiamo ciò, ed entrambi ci consideriamo ugualmente degni.  In pratica <strong>la fine di ogni dover essere deciso dagli umani a beneficio del dover essere dettato dall’immane (l’evoluzione? Dio? Ognuno si cerchi la sua risposta).</strong></p>
<p> Per l’appunto,  l’abisso della ragione.</p>
<p> Io però credo che sarebbe ora di esplorarlo,  questo abisso.</p>
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		<title>Un calendario&#8230; del pube (femminile)</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 14:29:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[fenomeni politici]]></category>
		<category><![CDATA[narrazione femminista]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Sta destando grave scandalo l’ultima performance del noto fotografo Oliviero Toscani, reo di aver  prodotto un calendario pubblicitario consistente in 12 scatti del pube femminile.
Ricordo alcuni anni fa di aver assistito ad una mostra di Toscani in cui le pareti di una delle sale era tappezzata di fotografie di peni; la sala in questione – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sta destando <strong>grave scandalo</strong> l’ultima performance del noto fotografo Oliviero Toscani, reo di aver  prodotto un calendario pubblicitario consistente in 12 scatti del pube femminile.</p>
<p>Ricordo alcuni anni fa di aver assistito ad una <strong>mostra di Toscani</strong> in cui le pareti di una delle sale era tappezzata di <strong>fotografie di peni</strong>; la sala in questione – che non era vietata ai minori né presentava alcuna forma di “avviso” sul contenuto – non ha destato alcuno scandalo,  al più ha strappato alcune grasse risate da parte di qualche convenuto.</p>
<p>Lasciando stare queste reminiscenze, basta entrare in uno qualsiasi dei tabaccai romani per vedersi davanti al “<strong>calendario del pisello</strong>”: e nessuno ha censurato nessuno su questo fatto.</p>
<p><strong>Ma non voglio fare paragoni, che pure ci starebbero tutti: voglio concentrarmi su un altro aspetto. </strong></p>
<p><strong>Il calendario di Toscani è stato condannato</strong> dalla Commissione Pari Opportunità del Consiglio Comunale di Firenze per una questione di <strong>dignità e rispetto della Donna</strong>, specialmente adesso  &#8211; ci dice Maria Federica Giuliani, presidente della Commissione &#8211; in una situazione sociale  “che vede la violenza nei confronti delle donne continuamente e drammaticamente aumentare ogni giorno” (testuale).</p>
<p><strong>Già l’autore della denuncia sarebbe sbagliato</strong>, perché un conto sono le opportunità un conto è la violenza (ed in questo c’è la dimostrazione che certi organismi sono semplicemente pro-female, al dilà della loro denominazione ufficiale), ma poi, sinceramente, <strong>di cosa stiamo cianciando?</strong></p>
<p><strong>Il mondo pubblicitario è madido di suggestioni sessuali</strong> di ogni ordine e grado, dell’uno e dell’altro segno (ultima performance: un modello dal fisico scultoreo che tiene tra le gambe una bottiglia di una nota marca di birra),  <strong>per quale motivo questa pubblicità di Toscani dovrebbe essere più scandalosa delle altre?</strong></p>
<p><strong>Ve lo dico io perché:</strong> perché esibendo DIRETTAMENTE l’organo genitale femminile ed usandolo DIRETTAMENTE per fare pubblicità, Toscani ci dice a chiare lettere che <strong>il FICA-POWER esiste</strong>.</p>
<p><strong>E questo non si può dire, non è perdonabile.</strong></p>
<p>A me Toscani non piace per tanti motivi, ma questa volta sono costretto a solidarizzare.</p>
<p>Carlo Zijno</p>
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		<title>un criminale politicamente corretto</title>
		<link>http://metromaschile.it/alma/un-criminale-politicamente-corretto/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 12:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[dubbi]]></category>
		<category><![CDATA[fenomeni sociali]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla ripresa della mia attività di inizio anno sono rimasto colpito da una notizia che, pur nella sua drammaticità,  è riuscita comunque a comunicarmi un profondo senso di ridicolo.
E&#8217; questa: un bracciante agricolo in località Cerignola uccide una donna di 50 anni e poi si costituisce fornendo come motivazione del suo gesto dapprima un tentativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla ripresa della mia attività di inizio anno sono rimasto colpito da <strong>una notizia </strong>che, pur nella sua drammaticità,  è riuscita comunque a comunicarmi <strong>un profondo senso di ridicolo</strong>.</p>
<p><strong>E&#8217; questa:</strong> un bracciante agricolo in località Cerignola uccide una donna di 50 anni e poi si costituisce fornendo come motivazione del suo gesto dapprima un <strong>tentativo di stupro ai suoi danni da parte della donna</strong>, poi cambia versione raccontando che la malcapitata <strong>voleva obbligarlo a sposarla </strong>in conseguenza di una gravidanza indesiderata.</p>
<p><strong>Ora,  premesso che</strong> non c&#8217;è niente di ridicolo in un omicidio; premesso che sono perfettamente convinto che una donna sia perfettamente in grado  di stuprare un uomo o &#8211; in alcuni casi &#8211; di rimanere incinta a 50 anni;  premesso anche che il bracciante in questione &#8211; a meno che si tratti di un caso di legittima difesa, che comunque lui non ha invocato &#8211; è (e rimane) un criminale; premesso tutto questo,   <strong>ci rendiamo conto</strong> di quello che è successo?</p>
<p>E&#8217; successo che <strong>egli ha ritenuto utilizzare,</strong> per giustificare il suo gesto,(perché è necessario anche dire che cambiando versione egli ha mentito almeno una volta),   delle <strong>motivazioni che più politicamente corrette  non ce ne sono,</strong> ma che fino a questo momento <span style="text-decoration: underline">erano ignote al mondo maschile</span> almeno per quanto attiene la sfera criminale.</p>
<p>Insomma, da buon contadino ha fiutato l&#8217;aria ed ha deciso che sparando quelle cose lì avesse più possibilità di alleggerirsi il carico penale, visto quello che comunemente succede:  ed è segno evidente a mio avviso che <strong>certe logiche siano penetrate nella pancia popolare in maniera più rilevante &#8211; ma anche  più imprevedibile &#8211; di quello che  si pensi.</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline">Quali considerazioni trarne?</span></p>
<p>1. il politicamente corretto si sta ritorcendo contro il politicamente corretto?</p>
<p>2.  Stiamo diventando ancora più ridicoli di quanto non lo fossimo già?</p>
<p>3. Dobbiamo aspettarci in futuro legioni di maschi che fanno causa per &#8220;sguardo molesto&#8221; et similia? E se si, è un bene o un male?</p>
<p>4. Siamo alla vigilia finalmente dello sputtanamento definitivo di certe logiche?</p>
<p>Ah, saperlo, saperlo, diceva qualcuno.</p>
<p>Carlo Zijno</p>
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		<title>In morte di Enzo Bearzot</title>
		<link>http://metromaschile.it/alma/in-morte-di-enzo-bearzot/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 16:32:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[bilanci]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ scomparso ieri il CT della nazionale vittoriosa dell’estate 82, Enzo Bearzot.
Di quella estate ricordo i pomeriggi a seguire le partite in salotto , che per inciso era anche la mia camera (e quindi potevo seguire le partite sdraiato sul letto);   tutti in casa eravamo schierati  davanti a quel video dove spesso si univano alcuni amici di famiglia (Annamaria, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ scomparso ieri il CT della nazionale vittoriosa dell’estate 82, Enzo Bearzot.</p>
<p>Di quella estate ricordo i pomeriggi a seguire le partite in salotto , che per inciso era anche la mia camera (e quindi potevo seguire le partite sdraiato sul letto);   tutti in casa eravamo schierati  davanti a quel video dove spesso si univano alcuni amici di famiglia (Annamaria, Claudio) oppure amici miei (Giorgio, Saverio, Stefano).</p>
<p>Erano momenti di emozione ed esaltazione, in cui potevo approfittare dl clima generale di euforia per fumarmi le prime sigarette davanti a mio Padre, fino ad arrivare di partita in partita – e di sigaretta in sigaretta &#8211; a quella magica notte.</p>
<p>Adesso Enzo  Bearzot è scomparso,  e il miglior elogio funebre glielo ha regalato un articolo di Repubblica:</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/sport/calcio/2010/12/21/news/commento_morte_bearzot-10449861/?ref=HRER3-1">http://www.repubblica.it/sport/calcio/2010/12/21/news/commento_morte_bearzot-10449861/?ref=HRER3-1</a></p>
<p>E’ intitolato “il vecio tra i Padri della Patria”, e in questo articolo viene accostato a Sandro Pertini: strano accostamento, ad un occhio superficiale, tra chi è stato allenatore di una squadra di calcio ed una figura come  Pertini che firmò l’ordine di esecuzione del duce, per poi presiedere l’assemblea costituente, per poi essere Presidente della Repubblica.</p>
<p>Per me invece non è strano: entrambi si sono presi la responsabilità di dire e fare quello che ritenevano giusto per i loro “figli”, senza riguardo per la loro approvazione:  Pertini nel modo di cui sopra, Bearzot perché &#8211; come l’articolo stesso ci dice &#8211; insistette su una formazione su cui credeva, benché non ci scommettesse nessuno (me li ricordo, i discorsi da bar: una settimana e ce ne andiamo a casa).  Non ci scommetteva nessuno, ma lui andava avanti. E’ mia responsabilità, quindi decido io.</p>
<p>Diceva sere fa  uno psicologo in TV: il problema dei genitori odierni è il loro bisogno di essere approvati dai figli,  non sanno decidere, non sanno prendere posizione  nella paura di non essere amati.</p>
<p>Ecco, né Pertini né Bearzot avevano questo problema: loro erano Padri, Padri veri, infatti.</p>
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		<title>economiste all&#8217;asilo nido</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 16:24:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[fenomeni politici]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[studi e ricerche]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; stata pubblicata di recente dalla fondazione Agnelli una ricerca (maggiori notizie qui), firmata da due economiste, tali Daniela Del Boca e Silvia Pasqua,  secondo la quale i bambini che crescono all&#8217;asilo nido sarebbero più bravi, più socievoli, più capaci di concentrarsi.
La notizia mi è balzata agli occhi, perché dalla  mia esperienza pratica di Padre emerge esattamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata pubblicata di recente dalla fondazione Agnelli una ricerca (<a href="http://www.repubblica.it/scuola/2010/12/13/news/asili_nido-10125725/?ref=HREC1-7" target="_blank">maggiori notizie qui</a>), firmata da due economiste, tali Daniela Del Boca e Silvia Pasqua,  secondo la quale i bambini che crescono all&#8217;asilo nido sarebbero più bravi, più socievoli, più capaci di concentrarsi.</p>
<p>La notizia mi è balzata agli occhi, perché dalla  mia esperienza pratica di Padre emerge esattamente il contrario:  osservando un qualsiasi gruppo di bambini,  i &#8220;figli dell&#8217;asilo nido&#8221; mi risultano immediatamente riconoscibili per tasso di aggressività, isterismo, insicurezza.</p>
<p>Io non sono psicologo infantile, ma se per questo non lo sono nemmeno  le due ricercatrici che hanno firmato lo studio in questione (sono economiste, come dicevamo): allora, che vuol dire tutto ciò?</p>
<p>Il mistero si chiarisce leggendo meglio i contenuti: laddove si capisce che effettivamente i &#8220;figli dell&#8217;asilo nido&#8221; sarebbero più bravi a patto che l&#8217;asilo nido in questione sia di prim&#8217;ordine, ossia con equipes psicopedagogiche di alto livello che seguano ogni singolo bambino con metodica precisione: <strong><span style="text-decoration: underline">insomma, dico io, replicando in toto le cure materne.</span></strong></p>
<p>Allora, mi chiedo: dov&#8217;è il &#8220;superiore interesse del minore&#8221;?  Nello stare con sua Madre, oppure nell&#8217;essere affidato a sconosciuti(e) che nel migliore (e costoso) dei casi saranno tutt&#8217;al più un efficiente surrogato della Madre stessa?</p>
<p>Già sento le obiezioni:  la donna deve essere libera (e oggi come oggi direi quasi obbligata), di lavorare:  la società si deve far carico di questo, approntando gli asili nido. E questo effettivamente è un problema aperto:  <span style="text-decoration: underline">la quasi impossibilità per le madri di occuparsi dei loro figli a tempo pieno.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline"><strong>Ma, per l&#8217;appunto, è un problema delle donne: perché il superiore interesse del minore sarebbe di stare con loro.</strong></span></p>
<p>Io, personalmente, sogno un mondo in cui una faccenda del genere venga derubricata da &#8220;superiore interesse del minore&#8221;, ridicolo eufemismo (almeno per l&#8217;uso che se ne fa oggigiorno),  per essere etichettata per quello che è: un problema delle  donne, sic et sempliciter.</p>
<p>Insomma, un mondo senza alibi. In cui un problema femminile sia finalmente qualificato come tale senza ricorrere a strumentalizzazioni morali o scientifiche di altro ordine.  Alibi che stanno cominciando a far ridere.</p>
<p>E a quel punto, siamo tutti disposti a discuterne.</p>
<p>Ma è un sogno, per l&#8217;appunto. </p>
<p>Carlo Zijno</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lo stupro di Assange</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 12:55:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
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		<category><![CDATA[corrispondenze dall'estero]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ di oggi la notizia dell’arresto di Julian Assange, l’intraprendente informatico che era riuscito a disvelare i segreti della diplomazia internazionale, specialmente americana,  intercettandone e pubblicandone le email.
Visto il putiferio che ne è derivato, con tanto di revoca in dubbio degli equilibri internazionali, ci aspettavamo che l’arresto in questione fosse conseguente &#8211; che ne so [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ di oggi la notizia dell’arresto di Julian Assange, l’intraprendente informatico che era riuscito a disvelare i segreti della diplomazia internazionale, specialmente americana,  intercettandone e pubblicandone le email.</p>
<p>Visto il putiferio che ne è derivato, con tanto di revoca in dubbio degli equilibri internazionali, ci aspettavamo che l’arresto in questione fosse conseguente &#8211; che ne so - ad accuse di alto tradimento, oppure insurrezione contro lo stato, o terrorismo, o qualcosa del genere.</p>
<p>No, Assange è stato arrestato in base ad una accusa di stupro, emessa in Svezia.</p>
<p>Non conosco Assange e non ho la più pallida idea di come conduca la sua vita; per quello che ne so io potrebbe essere il più santo degli uomini come anche il più diabolico degli abusatori: ma mi sovvengono inquietanti sillogismi ed atroci sospetti.</p>
<p>Nel senso che, se domani venisse fuori che l’accusa è infondata, come accade nel 94% di queste accuse (novantaquattropercento) &#8211; accuse che in base a questa percentuale potremmo anche etichettare come TIPICHE accuse strumentali – sarebbe molto grave. </p>
<p>Perché,  a quel punto,  non potrei che dedurne che per togliere di mezzo una persona scomoda si sia fatto ricorso ad una incriminazione di stampo sessuale: e questo sarebbe sintomatico del fatto (prima constatazione) che determinati comportamenti, anche se  tutti da verificare,  ANCHE SE TUTTI DA VERIFICARE, siano considerati più gravi – e quindi più perseguibili – del tradimento della Patria, dell’insurrezione, del terrorismo: il che è oggettivamente risibile quanto però inquietante, perché darebbe la stura ad una ulteriore ondata di queste false accuse (se lo fanno anche gli stati, perché io no?).</p>
<p>Inoltre, qualora l’accusa si dimostrasse strumentale (ipotesi non remota, come ci dice la percentuale di cui sopra), sarebbe la prima volta  (seconda constatazione) che viene utilizzata per motivi politici in occidente.</p>
<p>Squalificare l&#8217;avversario politico con accuse squallide è sport praticato (purtroppo)  in ogni tempo, ma in questo modo si incoraggiano, a dir poco, fenomeni sociali e politici che una civiltà del diritto che voglia continuare a definirsi tale dovrebbe piuttosto reprimere. Ma evidentemente in questo momento l&#8217;occidente non esprime società del diritto.</p>
<p>Statemi bene e non fate gli sciocchini con i segreti di stato,  qualche svedesona potrebbe ricordarsi che dieci anni prima si è sentita abusata dal vostro modo di salutarla o di guardarla.</p>
<p>Carlo Zijno</p>
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		<title>benaltro che te</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Nov 2010 15:17:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze]]></category>
		<category><![CDATA[narrazione femminista]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto con estremo interesse il pezzo di Rino sulla definizione di Questione Maschile e di come si stia cercando di mutarne il significato originario: con il paradossale risultato che  &#8211; cito testualmente, è troppo bello - “La QF si occupa della violenza che le donne subiscono dagli uomini. La QM si occuperà della violenza che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con estremo interesse <a title="ma cos'è la QM?" href="http://metromaschile.it/altrosenso/2010/11/03/la-vera-essenza-della-qm/" target="_blank">il pezzo di Rino </a>sulla <strong>definizione di Questione Maschile</strong> e di come si stia cercando di mutarne il significato originario: con il paradossale risultato che  &#8211; cito testualmente, è troppo bello - “<span style="text-decoration: underline">La QF si occupa della violenza che le donne subiscono dagli uomini. La QM si occuperà della violenza che gli uomini infliggono alle donne</span>&#8220;.</p>
<p>In questa costatazione dell’amico Rino c’è <strong>il vecchio punto dell’esproprio ai danni del maschile della facoltà di auto-narrazione</strong>, ampiamente dibattuto ed analizzato in seno al MoMas e che Rino ci ha restituito in quella forma tanto sintetica quanto fulminante (rara capacità dialettica).</p>
<p><strong>Ma, a mio avviso, in questa aggressione linguistica c’è anche un altro aspetto</strong> che è tipico di del femminismo, un suo corollario imprescindibile e che è penetrato profondamente nella cultura corrente: <strong>il BENALTRISMO</strong>, in tutte le sue accezioni.  Ossia che, quando si parla di uomini, nel senso di aspirazioni maschili, necessità maschili, idee maschili,  il problema è sempre <strong>ALTRO,</strong> le cose da fare sono sempre <strong>ALTRE</strong>.</p>
<p><strong>I Padri separati soffrono?</strong> Si, poverini, ma il problema fondamentale di separazione e divorzio non sono loro, ma le madri che devono crescersi i figli da sole (come ci ha sottolineato l’ottima Barbara d’Urso dopo aver intervistato l’avvocato Vincelli). Il problema è quindi <strong>ALTRO</strong> rispetto a loro. Oltretutto le loro sofferenze se le sono meritate, ed anche qui quindi il problema è <strong>ALTRO </strong>rispetto alle loro sofferenze.</p>
<p><strong>Una moglie lascia il marito?</strong> E’ stata costretta (la causa è ALTRA che non la donna).</p>
<p><strong>Uno psicopatico ubriacone violenta una signora?</strong> Il problema non è lo psicopatico ubriacone, il problema è <strong>ALTRO</strong>, sono i maschi in generale.</p>
<p><strong>Un signore legittimamente si incazza perché quelli della British Airways  gli fanno cambiare posto,</strong> in ossequio ad un regolamento interno della compagnia i maschi adulti non possono sedere accanto ai bimbi perché potrebbero molestare questi ultimi?  <strong>Il problema però non è che il signore in questione venga sospettato “di default” e ciò sia profondamente ingiusto</strong>, il problema è <strong>ALTRO</strong> (la tendenza dei maschi ad abusare e molestare).</p>
<p><strong>Questo è  BENALTRISMO antimaschile. </strong></p>
<p><strong>Il BENALTRISMO entra ormai anche nei rapporti spiccioli tra uomo  e donna, e sempre in un’unica direzione: <span style="text-decoration: underline">e qui nessuno creda di potersi tirare fuori dal mazzo</span>, per favore, perché chiunque abbia avuto nella vita una relazione che sia durata più di dieci minuti sa quello che dico. </strong></p>
<p><strong>Quando un uomo non viene realmente vissuto dalla sua compagna per quello che è</strong>  (non dico amato, ma perlomeno vissuto, diamine), <strong>c’è sempre BENALTRO che incombe</strong>.</p>
<p><strong>Fai un certo tipo di lavoro: ma ci sarebbe BENALTRO da fare</strong>.  Tu, metalmeccanico, non sei certo all’altezza del cognato del cugino che invece ha studiato ed è diventato notaro. Tu, notaro, non sei certo all’altezza del fratello del cognato che invece è palazzinaro. Tu, palazzinaro, non sei certo all’altezza dello zio del fratello che avrà pure le pezze al culo ma scrive le poesie!!</p>
<p><strong>E così il cerchio si chiude</strong>. E qui la fantasia femminile può raggiungere livelli galattici.</p>
<p><strong>Ma c’è anche una variante ancora più subdola</strong>: in cui saresti proprio tu a voler fare BENALTRO rispetto a quello che fai, ma non puoi fare BENALTRO perché….  hai BENALTRO da fare che non stare a fantasticare di fare BENALTRO!!  <strong>Esempio:</strong> tuo cugino di terzo grado ha bisogno di un socio per rilevare quella pizzeria di Piazza Navona che il solito ente inutile gli sta privatizzando per quattro soldi e tu ci stai facendo un pensierino? Ma che sei matto, lasciare il posto alle poste? Ma tu ha BENALTRE responsabilità, devi dare certezze alla tua compagna, atro che fantasticare di pizzerie a Piazza Navona!! E poi che sarebbe questa storia dell’azienda familiare? Con il rischio che io, sacra regina,  mi ritrovo a servire pizze alle tue dipendenze mentre ho BENALTRO da fare nella vita? E, comunque&#8230; tu hai BENALTRE potenzialità che non fare il pizzaiolo.</p>
<p><strong>Ho buttato giù un paio di situazioni estreme</strong>, tanto per divertirmi,  ma alzi la mano colui – tra quelli, lo ripeto, che abbiano avuto storie più lunghe di dieci minuti –  che non si sia sentito rintronare in testa  questa espressione, nelle sue più immaginifiche varianti, anche nelle più piccole situazioni di vita di coppia.  Gli esempi possibili sono infiniti.</p>
<p><strong>E questo deriva dalla MALA EDUCAZIONE che una certa cultura ha dato alle nostre donne <span style="text-decoration: underline">ma soprattutto ai nostri uomini</span></strong>, ossia quella sottile mancanza di rispetto per la natura e per le aspirazioni del maschio, per i suoi pensieri, o progetti, o emozioni, direi per il suo essere in quanto tale, anche nelle sue varianti più innocue o più belle, e <strong>di cui il BENALTRO è il sintomo più evidente</strong>.</p>
<p><strong>Ecco, anche questa è Questione Maschile.  E NESSUNO SI TIRI FUORI DAL MAZZO.</strong></p>
<p><strong> </strong>Carlo Zijno</p>
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		<title>ecco perché dobbiamo diffidare della riforma dei consultori familiari</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 09:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
				<category><![CDATA[articoli]]></category>
		<category><![CDATA[fenomeni politici]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ruolo del Padre]]></category>

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		<description><![CDATA[Divampa, sul web e fuori, la polemica circa il progetto di legge di riforma dei consultori familiari portato avanti dall’attuale maggioranza consiliare del Lazio.  E ne voglio parlare in questa sede perché la questione  da locale e regionale quale è ora potrebbe costituire un precedente e diventare, qualora il provvedimento passasse, di livello nazionale.  E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Divampa, sul web e fuori, la polemica circa il progetto di legge di riforma dei consultori familiari</strong> portato avanti dall’attuale maggioranza consiliare del Lazio.  E ne voglio parlare in questa sede perché la questione  da locale e regionale quale è ora potrebbe costituire un precedente e diventare, qualora il provvedimento passasse, di livello nazionale.  E quindi è importante.</p>
<p>In questo lavoro di analisi secondo me dobbiamo stare molto attenti: perché <strong>una volta che un determinato istituto è stato varato, vive di vita propria ed occorre considerare tutte le possibili conseguenze.</strong> Ricordiamoci che le maggioranze politiche cambiano:  <strong>ciò che oggi può essere interpretato in un certo modo, domani verrà interpretato in un altro.</strong></p>
<p><strong>Ed allora è necessario spogliarsi delle interpretazioni &#8221;in voga&#8221;   o dei facili entusiasmi</strong> per andarsi a vedere le cose nel concreto ma soprattutto in prospettiva.   E focalizzarci infine su quelli che sono i VERI problemi e le SOLUZIONI CONCRETE che vadano oltre le prese di posizione ideologiche. </p>
<p><strong>Io questa operazione l&#8217;ho fatta e francamente questa proposta non mi piace</strong>. Parlo a titolo personale, ma sono sicuro che per gli stessi motivi non piacerà al Movimento che è invitato a leggere con attenzione.</p>
<p><strong>In questa proposta, infatti:</strong></p>
<p><strong>Vedo con sospetto la esplicita volontà di “monitoraggio” della famiglia “nel suo ciclo vitale”.</strong> Come uomini e come Padri, ne abbiamo francamente abbastanza di un “Leviatano” che debba monitorare cosa facciamo e perché; oltretutto &#8211; e questa è la cosa più inquietante &#8211; non è esplicitato LO SCOPO di tale monitoraggio;</p>
<p><strong>Non mi piace il riferimento al matrimonio;</strong> la famiglia può essere anche senza matrimonio. Per quanto io possa essere cattolico, comunque sia vedo che esistono tante famiglie (la maggioranza?) che non sono unite “nel sacro vincolo”, e tuttavia si tratta di Padri e di Madri (ma soprattutto di figli) che non per questo meritano di essere buttati nel cesso e che quindi vanno considerati;</p>
<p><strong>Sempre da cattolico (ma soprattutto da Padre) </strong>, posso apprezzare ed apprezzo il riferimento esplicito all’embrione come membro della comunità familiare,  ma conoscendo la costituzione e la relativa giurisprudenza temo che effettivamente sia incostituzionale;</p>
<p><strong>Non mi piace la famiglia come “soggetto politico”.</strong> No, signori, la famiglia è quello che è sempre stata da innumerevoli secoli e così continuerà ad essere, non può quindi essere assimilata ad un concetto (quello, per l’appunto di “soggetto politico) che è mutevole nel tempo;</p>
<p><strong>Non mi piace l’ingresso dei privati, ed in quel modo</strong>: facendoli diventare “istituzioni” e facendoli finanziare dalla regione a piè di lista. Chi sono questi privati che dovremmo far mangiare? E per quali servizi? <strong>Ma soprattutto&#8230; con quali metodi verranno selezionati?</strong></p>
<p><strong>Non voglio sentir parlare di enti ed istituti pubblici che debbano “trasmettere la cultura della famiglia”.</strong> Noi Uomini e Padri ne abbiamo abbastanza di sentirci insegnare “la cultura della famiglia” da chicchessia gradito dai politici di turno al potere; si cominci ad ascoltare anche il nostro punto di vista  su questo argomento, poi semmai ne riparliamo;  </p>
<p><strong>Non mi piace l’entrata “di peso” delle autorità giurisdizionali</strong> (leggi: tribunali) che si fa in questo progetto di legge sul tema della famiglia,  vista l’esperienza pregressa dei padri Separati dai figli;</p>
<p><strong>Posso concordare sul fatto che debba esistere un servizio di “prevenzione all’aborto”,</strong> anche perché è previsto dalla stessa 194, <strong>ma non si parla di ascoltare il Padre del nascituro. </strong>Non dico che il Padre del nascituro debba avere un peso nella decisione finale (cosa che comunque a mio avviso sarebbe più che giusta, almeno in costanza di matrimonio), ma non si parla nemmeno di ASCOLTARE IL SUO PUNTO DI VISTA E LE SUE RAGIONI. Pollice verso quindi su questo punto;</p>
<p><strong>Si istituiscono fondi regionali per il sostegno alla maternità ma non alla paternità</strong>. Il padre, al solito, è il genitore di serie B;</p>
<p><strong>La proposta di legge si occupa ampiamente di questioni etiche e morali da affidare ai consultori</strong>, ma consultori non si devono occupare di questioni etiche o morale, debbono fornire servizi socio – sanitari alla famiglia: <strong>noi Uomini, Padri o non, Separati o non, ne abbiamo piene le balle di sentir parlare di questioni etiche o morali SENZA CHE SI TENGA CONTO DEL NOSTRO PUNTO DI VISTA IN MERITO</strong>;</p>
<p><strong>Si parla in questo progetto di “Paternità responsabile”. Ma che vuol dire?</strong> Qualunque significato si voglia dare a questa espressione,  non può e non deve essere valido senza il <strong>contributo alla discussione degli uomini e dei Padri: e, tuttavia,  rimane come affermazione generica non prevedendosi alcun istituto;</strong></p>
<p><strong>Infine: è vero che il progetto è molto costoso.</strong></p>
<p>Per concludere, a mio avviso i problemi che impediscono ai consultori familiari di essere veramente tali, e sui quali sarebbe invece opportuno soffermarsi, invece di portare avanti &#8220;OPE LEGIS&#8221; le solite fumisterie ideologiche,  sono:</p>
<ol>
<li><strong>Nei consultori non c’è uno straccio di andrologo;</strong></li>
<li><strong>nei consultori non c’è uno straccio di consulente che possa supportare la coppia nei problemi di infertilità maschile;</strong></li>
<li><strong>nei consultori non c’è uno straccio di psicologo che possa dare una mano ai Padri nelle loro infinite difficoltà spec. per quanto riguarda la tanto decantata “paternità responsabile”;</strong></li>
<li><strong>nei consultori non c’è uno straccio di “mediatore familiare” che possa dare una mano nei casi in cui una coppia possa trovarsi in una situazione – reale o potenziale &#8211;  di separazione (anche e soprattutto a beneficio della prole che tra i suoi interessi ha quello di poter avere un Padre, e ci siamo capiti);</strong></li>
<li><strong>nei consultori non c’è uno straccio di esperto per le problematiche di salute fisica dei Padri, dai tumori maschili alla prevenzione delle malattie da lavoro usurante, a maggior ragione  che tali impieghi sono ricoperti al 100% da Padri di famiglia.</strong></li>
</ol>
<p> Cari signori della politica, risolvete questi cinque punti invece di occuparvi di etica,  e vedrete che i consultori avranno un nuovo slancio ed una nuova utilità effettiva in società, visto che come sono adesso servono soltanto come anticamera dell’aborto per tutte quelle donne che non si sono sentite di accollarsi “maternità responsabili”.</p>
<p>Questo sia detto per tutti gli esponenti del Movimento Maschile che non abbiano voglia di farsi infinocchiare.  </p>
<p>Poi fate come volete, ci mancherebbe altro.</p>
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