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	<title>Algoritmi Maschili &#187; narrazione femminista</title>
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	<description>continuatore del primo &#34;MetroMaschile&#34;, il blog originario di Carlo Zijno</description>
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		<title>25 novembre 2009, la violenza dei media</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 05:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Zijno</dc:creator>
				<category><![CDATA[narrazione femminista]]></category>
		<category><![CDATA[psicoantropologia]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
		<category><![CDATA[afflizioni]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi di genere]]></category>

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		<description><![CDATA[Come preannunciavo nell&#8217;ultimo post, è passato il 25 novembre e ne abbiamo viste delle belle.  Potrei tediarvi con i soliti dati iperbolici la cui falsità è già stata ampiamente dimostrata in questa ed in altre sedi (vedi categoria &#8220;violenza di genere&#8221;),  potrei minuziosamente enumerare la caterva di ore di trasmissione basate semplicemente sulla facile criminalizzazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong>Come preannunciavo nell&#8217;ultimo post, è passato il 25 novembre e ne abbiamo viste delle belle.</strong>  Potrei tediarvi con i soliti dati iperbolici la cui falsità è già stata ampiamente dimostrata in questa ed in altre sedi <em>(vedi categoria &#8220;violenza di genere&#8221;),</em>  potrei minuziosamente enumerare la caterva di ore di trasmissione basate semplicemente sulla facile criminalizzazione tout court del maschio, ma piuttosto vorrei raccontare, tanto per far capire a tutti quale cappa ideologica ci portiamo addosso, un fatto televisivo accaduto parecchi giorni orsono e che mi ero appuntato proprio per farne un post. </p>
<p style="text-align: justify"> <strong>Nel pomeriggio del 6 novembre scorso,  complice  l&#8217;influenza che mi affliggeva,</strong> me ne stavo sfrittellato sul divano a fare zapping quando sono incappato, verso le 17, in un programma intitolato &#8220;pomeriggio sul 5&#8243;, condotto da barbara d&#8217;urso, e in cui decido di fermarmi perché si parla proprio di violenza di genere.<br />
 <br />
<strong>Viene mandato in onda il solito servizio giornalistico ultra propagandistico ed ultra criminalizzante</strong>, in cui si ritira fuori per l&#8217;ennesima volta  la <span style="text-decoration: underline">favoletta</span> delle 14 milioni di donne che in Italia avrebbero subìto violenza e, subito dopo,   vengono presentati gi ospiti per il dibattito: tra cui Vittorio Sgarbi, la Santanché ed una simpatica signora ultranovantenne esponente storica del movimento femminile in Italia, oltre ad un altro paio di signore il cui nome non ricordo (e voglio continuare ad ignorare).<br />
 <br />
<strong>Pausa pubblicitaria, dopo la quale prende le mosse un qualche dibattito della serie &#8220;castriamoli tutti</strong>&#8220;, ad opera principalmente della Santanché,  finché Vittorio &#8211; che fino a qule momento era stato zitto -  prende la parola per dire:  &#8220;<em>ma castriano de che? se uno è uno stupratore, un violento, ha poco senso castrarlo dopo il fatto. Andrebbe castrato in teoria prima, ma siccome prima non ha commesso i fatto, né si può presumere che stia per commetterlo, allora che facciamo</em>? <em>precauzionalmente castriamo tutti gli uomini? E&#8217; questo a cui si vuole arrivare?</em> &#8221;<br />
 <br />
<strong>La sala reagiva pesantemente, accusandolo di non voler tenere conto degli incredibili dati sulla violenza degli uomini sulle donne.</strong> A quel punto Vittorio replicava, dicendo chiaramente (anzi urlando): <em>ma dove stanno questi famosi quattordici milioni? Ma chi li ha mai visti? Alzi la mano, tra le donne in sala, chi ha avuto violenza, di qualsiasi tipo,  da un uomo.<br />
</em> <br />
Della pletora di donne presenti, solo una alzava la mano.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>A quel punto Vittorio si rivolgeva direttamente alla D&#8217;Urso:</strong> <em>ma lo vedi perché le tue trasmissioni non funzionano? Perché sono trasmissioni a tesi preconfezionate&#8230;<br />
</em> <br />
Anche la ultranovantenne interveniva, per dire che &#8220;<em>spesso le donne scambiano per violenza ciò che invece vorrebbe essere un atto d&#8217;amore, mal espresso e mal gestito&#8221;.<br />
</em> <br />
<strong>La D&#8217;Urso, persa la testa,</strong>   si permetteva  allora di mancare di rispetto alla ultranovantenne trattandola da povera arteriosclerotica, mentre diceva a Vittorio che &#8220;<em>allora la prossima trasmissione ti porto cinquanta donne che hanno subìto violenza</em>&#8220;.<br />
 <br />
<strong>Vittorio replicava ancora che</strong> &#8220;<em>portare cinquanta vittime della mafia non corrisponde a dimostrare che tutti gli italiani sono mafiosi</em>&#8221; e la sfidava a proseguire il dibattito.<br />
 <br />
<strong>SubIto dopo la D&#8217;Urso chiamava la pubblicità, malgrado che l&#8217;ultimo inserto pubblicitario fosse andato in onda due minuti prima</strong> <em>(e intendo dire proprio due minuti, ossia centoventi secondi).</em><br />
 <br />
<strong>Sempre più intrigato dalla piega che sta prendendo il dibattito, decido di fermarmi ad oltranza, ma&#8230; dopo la pausa pubblicitaria,  sorpresa!!</strong> Non c&#8217;è più Vittorio e non c&#8217;è più il parterre di prima, sono stati semplicemente liquidati, al loro posto c&#8217;è un servizio qualsiasi su altro argomento: si volta pagina.<br />
 <br />
Ora, sinceramente parlando non ho mai avuto chissà quale simpatia per Vittorio Sgarbi e le sue sparate,  ciononostante  <strong>ho la matematica certezza che sia stato censurato per aver espresso opinioni politicamente scorrette affini alle nostre.</strong></p>
<p style="text-align: justify"><strong>In un simile destino è incappato anche il nostro Armando Ermini</strong> partecipando ad una trasmissione televisiva su Odeon TV dove, tra l&#8217;altro, era stato invitato proprio perché &#8220;voce alternativa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">E chissà quante volte sarà accaduto (e starà accadendo, e accadrà) nel mare magnum dei palinsesti nazionali.</p>
<p style="text-align: justify">Questa, cari lettori, si chiama  repressione,  ed è una cosa che va  contro l&#8217;articolo 21 della costituzione.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Più che giornata contro la violenza, bisognerebbe chiamarla giornata <span style="text-decoration: underline">della</span> violenza, questa è la verità&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: justify">D44876NX8TKM</p>
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