ciao

Comunico a tutti (frequentatori, iscritti, passanti casuali)  che a partire dalla data odierna il mio blog personale, leggibile all’indirizzo http://metromaschile.it/alma/, cesserà formalmente le pubblicazioni, iniziate a settembre 2008 (quanti ricordi).  Un blog, infatti,  ha bisogno di una qualche sistematicità / prevedibilità del posting, senza le quali è sostanzialmente inutile.

 Ebbene, a causa di tante questione personali e lavorative, non sono più in grado di assicurare questa regolarità e quindi preferisco chiudere: sebbene gli articoli già pubblicati rimarranno in linea a tempo indeterminato.

 Non per questo però svanisco nel nulla. Continuerò a postare, nel momento in cui dovessi averne la necessità e la possibilità, direttamente dalla homepage della piattaforma MetroMaschile e continuerò altresì ad  essere presente sia nelle varie liste nonché nel forum.

 Un destino simile seguirà lo spazio di MMTribe, che io ho lanciato e rilanciato più volte come “spazio diversamente quemmista”  ma che non ha mai ricevuto una partecipazione  degna di questo nome: entro una settimana al massimo verrà eliminato, a meno che qualcuno non si offra di farsene carico, cosa che però mi risulta perlomeno difficile.

 Sono e sarò sempre tra voi, su questo non c’è dubbio. Ma in una forma diversa. Concludo dicendo che chiunque voglia pubblicare articoli su MetroMaschile, non ha che da scrivermi al mio indirizzo, abbastanza conosciuto nell’ambiente, ma che – per chi non ce l’abbia – può essere chiesto ed ottenuto presso l’amministratore del forum o presso le varie liste a cui partecipo.

 Sempre Vostro

 Carlo Zijno.

the bunga-bunga legacy

E’ impazzato in questi tempi il ritornello del bunga bunga, pratica sessuale che consisterebbe – almeno nel leggere le cronache – in una sorta di festino  che il premier intratterrebbe di tanto in tanto con alcune intraprendenti ragazze.

La polemica è divampata e divampa; ma cosa ci lascia tutto questo?

La prima eredità, negativa,  è un cattivissimo esempio dato da quel vecchio signore nei confronti dei giovani maschi, ai quali si mostra che essere soggetti alle proprie pulsioni di dipendenza dal femminile è legittimo: ed invece non lo è, a umilissimo e discutibilissimo parere dello scrivente, perché non è mai completamente uomo chi dipenda dal femminile (alla fine di quella strada c’è soltanto lo zerbinaggio ed il ridicolo, come le cronache odierne ci dimostrano).

La seconda eredità, anch’essa negativa,   è una ondata di vetero femminismo della peggiore specie che, capeggiato dalla solita sinistra, al grido di “ora basta” cercherà di portare sulle piazze italiane quante più donne (e uomini) possibile: oltre ad un florilegio di articoli violentemente antimaschili che il sottoscritto non vedeva da tempo.

Il tutto in una logica non immediatamente comprensibile, una logica che non è in grado nemmeno di rispondere coerentemente alla domanda “ora basta…. cosa?” – come ha sottolineato un amico, che stimo,  in questo articolo.

Eppure a mio avviso una logica c’è, in quel “ora basta”: il  rifiuto di dove ammettere la evidente complicità femminile, complicità liberamente autodeterminata,  in questa triste vicenda.

Abbiamo infatti visto una lunga teoria di ragazze e ragazzette intente a ricattare, insultare, mungere danaro e favori da un vecchio signore afflitto da priapismo che loro compiacevano avidamente, attività che dal punto di vista morale le mette assolutamente al suo stesso livello, se non inferiore, eppure si grida “ora basta”: e in questo rifiuto di corresponsabilità c’è tutta l’essenza di quella “lotta di classe” fra generi che ho denunciato nei miei ultimi articoli, laddove tutta la moralità e la giustizia deve essere NECESSARIAMENTE in capo ad una parte sola.

E’ questa, veramente, l’eredità del bunga bunga, ed alla fine si rivelerà una eredità positiva: l’aver posto in evidenza di fronte all’opinione pubblica la corresponsabilità della liberata, che da questa vicenda ne esce malissimo,  la sua non – appartenenza ad una sfera moralmente superiore rispetto al maschile: e senza contare  la ripugnante complicità dei genitori delle ragazze in questione, principalmente le madri, visto che nella società moderna  ai Padri gli si può sempre legittimamente  sputare in faccia se non si dimostrano compiacenti quanto basta (e alcuni purtroppo lo hanno fatto).

Chi scenderà in piazza il 13 febbraio lo farà soltanto – che lo sappia o meno – per difendere il principio per cui il femminile può determinare autonomamente la propria superiorità morale sul maschile: uomo avvisato mezzo salvato.

Il 13 febbraio andatevi a fare una passeggiata, magari in compagnia di altri uomini. Non avete bisogno di partecipare al festival di auto – assoluzione della liberata, perché essa non è da assolvere, almeno in questo caso (e come in moltissimi altri).   

Carlo Zijno

l’abisso

E’ sempre così: periodicamente si riaffaccia il dibattito  sulle differenze ontologiche tra i sessi, ed ogni volta è lacerante, è davvero scrutare un abisso.

E’ lacerante perché si tratta di ammettere che nel nostro agire entrano in gioco istinti e condizionamenti strutturali molto più profondi e cogenti di quello che normalmente pensiamo.

Eppure le differenze ontologiche tra i sessi esistono. E sono tante. E sono profonde.  Tutti le abbiamo esperite, osservate, toccate con mano, principalmente coloro che come il sottoscritto abbiano avuto figli sia maschi che femmine e ne abbiano osservato lo sviluppo.

Esse sono addirittura misurabili attraverso studi scientifici, sebbene questi finiscano sempre per essere interpretati in senso antimaschile dalla solita vulgata prevalente. Ma questa è un’altra storia.

Siamo diversi, irrimediabilmente diversi, progettati in modo diverso e per scopi diversi. E questo genera un senso di separazione e solitudine, una ferita, e la ferita duole.

Come se ci fosse in ciò qualcosa di disumano, oppure di troppo umano, di cui avere paura.

E’ possibile una nuova alleanza in queste condizioni?  Si, a mio avviso, se queste differenze ontologiche vengono riconosciute ed accettate, e vissute in funzione complementare. Se, in altri termini, si entra in un mondo in cui io sono quello che sono, e basta. Tu sei quello che sei, e basta. Ed entrambi sappiamo ciò, ed entrambi ci consideriamo ugualmente degni.  In pratica la fine di ogni dover essere deciso dagli umani a beneficio del dover essere dettato dall’immane (l’evoluzione? Dio? Ognuno si cerchi la sua risposta).

 Per l’appunto,  l’abisso della ragione.

 Io però credo che sarebbe ora di esplorarlo,  questo abisso.

Un calendario… del pube (femminile)

Sta destando grave scandalo l’ultima performance del noto fotografo Oliviero Toscani, reo di aver  prodotto un calendario pubblicitario consistente in 12 scatti del pube femminile.

Ricordo alcuni anni fa di aver assistito ad una mostra di Toscani in cui le pareti di una delle sale era tappezzata di fotografie di peni; la sala in questione – che non era vietata ai minori né presentava alcuna forma di “avviso” sul contenuto – non ha destato alcuno scandalo,  al più ha strappato alcune grasse risate da parte di qualche convenuto.

Lasciando stare queste reminiscenze, basta entrare in uno qualsiasi dei tabaccai romani per vedersi davanti al “calendario del pisello”: e nessuno ha censurato nessuno su questo fatto.

Ma non voglio fare paragoni, che pure ci starebbero tutti: voglio concentrarmi su un altro aspetto.

Il calendario di Toscani è stato condannato dalla Commissione Pari Opportunità del Consiglio Comunale di Firenze per una questione di dignità e rispetto della Donna, specialmente adesso  – ci dice Maria Federica Giuliani, presidente della Commissione – in una situazione sociale  “che vede la violenza nei confronti delle donne continuamente e drammaticamente aumentare ogni giorno” (testuale).

Già l’autore della denuncia sarebbe sbagliato, perché un conto sono le opportunità un conto è la violenza (ed in questo c’è la dimostrazione che certi organismi sono semplicemente pro-female, al dilà della loro denominazione ufficiale), ma poi, sinceramente, di cosa stiamo cianciando?

Il mondo pubblicitario è madido di suggestioni sessuali di ogni ordine e grado, dell’uno e dell’altro segno (ultima performance: un modello dal fisico scultoreo che tiene tra le gambe una bottiglia di una nota marca di birra),  per quale motivo questa pubblicità di Toscani dovrebbe essere più scandalosa delle altre?

Ve lo dico io perché: perché esibendo DIRETTAMENTE l’organo genitale femminile ed usandolo DIRETTAMENTE per fare pubblicità, Toscani ci dice a chiare lettere che il FICA-POWER esiste.

E questo non si può dire, non è perdonabile.

A me Toscani non piace per tanti motivi, ma questa volta sono costretto a solidarizzare.

Carlo Zijno

un criminale politicamente corretto

Alla ripresa della mia attività di inizio anno sono rimasto colpito da una notizia che, pur nella sua drammaticità,  è riuscita comunque a comunicarmi un profondo senso di ridicolo.

E’ questa: un bracciante agricolo in località Cerignola uccide una donna di 50 anni e poi si costituisce fornendo come motivazione del suo gesto dapprima un tentativo di stupro ai suoi danni da parte della donna, poi cambia versione raccontando che la malcapitata voleva obbligarlo a sposarla in conseguenza di una gravidanza indesiderata.

Ora,  premesso che non c’è niente di ridicolo in un omicidio; premesso che sono perfettamente convinto che una donna sia perfettamente in grado  di stuprare un uomo o – in alcuni casi – di rimanere incinta a 50 anni;  premesso anche che il bracciante in questione – a meno che si tratti di un caso di legittima difesa, che comunque lui non ha invocato – è (e rimane) un criminale; premesso tutto questo,   ci rendiamo conto di quello che è successo?

E’ successo che egli ha ritenuto utilizzare, per giustificare il suo gesto,(perché è necessario anche dire che cambiando versione egli ha mentito almeno una volta),   delle motivazioni che più politicamente corrette  non ce ne sono, ma che fino a questo momento erano ignote al mondo maschile almeno per quanto attiene la sfera criminale.

Insomma, da buon contadino ha fiutato l’aria ed ha deciso che sparando quelle cose lì avesse più possibilità di alleggerirsi il carico penale, visto quello che comunemente succede:  ed è segno evidente a mio avviso che certe logiche siano penetrate nella pancia popolare in maniera più rilevante – ma anche  più imprevedibile – di quello che  si pensi.

Quali considerazioni trarne?

1. il politicamente corretto si sta ritorcendo contro il politicamente corretto?

2.  Stiamo diventando ancora più ridicoli di quanto non lo fossimo già?

3. Dobbiamo aspettarci in futuro legioni di maschi che fanno causa per “sguardo molesto” et similia? E se si, è un bene o un male?

4. Siamo alla vigilia finalmente dello sputtanamento definitivo di certe logiche?

Ah, saperlo, saperlo, diceva qualcuno.

Carlo Zijno