Domenica mattina a Roma c’era un’aria cristallina, freschissima, ben detersa da una tramontana che durava da giorni, mentre io mi accingevo ad un’altra giornata di lavoro sulla piattaforma.
Laggiù, infatti, complice internet che scavalca i chilometri, c’era qualcuno che stava lavorando gratis – e di week end – per risolvere una questione fondamentale e io non potevo essere da meno. E comunque le cose da fare c’erano, indipendentemente da chi stava lavorando e perché. Meno male che siamo alla fine…
Con la bella mattinata che si profilava era però oggettivamente assurdo non uscire affatto, fosse anche per fare soltanto due passi.
A casa sono tutti raffreddati, decido di uscire da solo. Una mezz’ora, per prendere un caffè in piazza e magari fare un giro nel verde.
Parco della Vittoria, il punto più alto di Monte Mario, due passi da casa mia, quella mattina doveva essere bellissimo.
Ma qualcosa mi trattiene.
Un uomo di mezza età, che vaga solitario in un parco frequentato da bambini, famigliole, ed arcadiche coppiette. Non sembrerà strano? Non sembrerà inquietante?
Mi rispondo da solo. Ma no, cosa vai pensando. Ci porti a scuola tuo figlio tutti i giorni, ti conoscono tutti.
Mi contro – rispondo, mettendomi nei panni dell’ipotetico osservatore terzo. Già, ci porta il figlio tutti i giorni. E perché oggi è solo? Cosa ci sta a fare? Che diavolo vuole?
Forse che si, forse che no. Se po’ fa, nun se po’ fa’. Il dialogo interiore continua per alcuni minuti.
Alla fine, accendo il computer e mi metto a lavorare.
Anche questa è Questione Maschile.
Buon Natale a tutti.





Ogni giorno, infatti, attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perché il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono.
E’ un meccanismo perverso, al quale purtroppo si stenta a resistere.
Ciascuno deve sentire il dovere di migliorare se stesso.
Spesso ci lamentiamo dell’inquinamento dell’aria, che in certi luoghi della città è irrespirabile.
E tuttavia c’è un altro inquinamento, meno percepibile ai sensi, ma altrettanto pericoloso. E’ l’inquinamento dello spirito.
- Benedetto XVI