Il blog “MetroMaschile – pensieri, analisi, sussurri e voci dalla città degli uomini“ nasce nei primi giorni di settembre del 2008 allo scopo non soltanto di fungere come blog personale del sottoscritto, come mero strumento di comunicazione personale, ma altresì per tentare di dare sbocco logico a tutta una serie di analisi che erano maturate negli anni recenti presso gli ambienti delle associazioni identitarie ed etiche maschili, nonché presso il forum.
L’impostazione editoriale che venne scelta infatti fu di privilegiare non più – rectius: non più soltanto - gli spunti e le condivisioni “di uomini tra uomini per uomini“, ma di applicare alla realtà mediatica e sociale quelle stesse logiche di analisi.
In questo blog infatti si parlava molto di cinema, libri, fatti di cronaca, eventi televisivi, personaggi pubblici, senza trasurare di dare amplificazione - quanto più spesso si può – a “voci altre” del dibattito (memorabili gli articoli di Fabio Nestola, Vincenzo Spavone, Rino Barnart, Cesare Brivio, Gaetano Giordano).
Tale impostazione, sicuramente innovativa nell’ambiente, ha risentito di un discreto successo, considerato che si sono avuti – soltanto nel primo anno di attività – quasi ventimila passaggi di visitatori unici, e più di cinquanta “feed readers” nonché, al momento in cui si scrive (16 novembre 2009, data della migrazione sull’attuale URL), circa sessanta passaggi al giorno.
Evidentemente, i tempi erano maturi affinché si tentasse una operazione culturale in grado di andare oltre quelli che erano gli schemi consolidati nel decennio.
In nome di questa medesima logica, tra settembre ed ottobre 2009 nasce l’idea della piattaforma www.metromaschile.it , proprio per riprodurre “in grande” questa formula sicuramente indovinata: laddove il pluralismo interno del blog diviene pluralismo di gruppo, di portale, con blogs, forum, eccetera. Ma questa è un’altra storia, diversa da quella del blog. Figlia magari sì, ma diversa.
A quel punto, tuttavia, non era possibile che un blog portasse lo stesso nome del sito principale su cui gira, benché il sito in questione ne sia in qualche modo “figlio”.
Nasce allora l’idea di ribattezzarlo semplicemente “algoritmi maschili”; una galleria di riflessioni che, a questo punto, fiorito il pluralismo in molteplici forme, nata in qualche modo la “città degli uomini”, diventano semplicemente riflessioni personali del sottoscritto.
Benvenuti e buona lettura.




