C. L. mi scrive

Voi dovete andare a quel paese detta anche con troppa educazione, noi donne siam persone che facciam anche noi quel che ci pare e se vogliamo lavorare invece che sfornare figli, cosa tra l’altro non facile e non siam delle incubatrici, son cavoli nostri, abbiam diritto di  fare quel che ci pare e ci piace, e non tiratemi fuori la natura che noi per natura dovremmo fare figli e non lavorare, perché allora se tirate fuori la natura dovete anche smettere di usare la macchina e dovete girare con le vostre gambine, per natura l’uomo non va in giro con le macchinone e le moto che piaccion a voi, e non avete diritto di usare la vostra forza fisica nei nostri confronti, è da vigliacchi, e non siam privilegiate affatto, voi non sapete cosa soffriamo in questa società impari fin dall’infanzia, vergognatevi!

____________

Sei rimasta impressionata dalla sola esistenza di un simile gruppo di uomini (U3000) e così non hai nemmeno letto quello che si propongono. Hai imbracciato il fucile e …fuoco a volontà.  Ma ti sbagli.

Non ce ne importa nulla dei figli che volete o non volete fare. Se non volete averne fate benissimo. Del resto oggi in Italia non è che ne facciate molti. Mai in tutta la storia ne sono nati così pochi.

Calcolatrice alla mano, in un paio di generazioni saremo scomparsi. Cosa che a noi non importa per nulla. (Dovrebbe  semmai importare a voi, visto che al posto dei bianchi di cultura laico-cristiana ci saranno gli islamici. Che non sono molto migliori, stando almeno a quello che voi stesse ne dite).  Ma non è questo che importa.

Quanto ai fornelli ce ne importa meno ancora. Anzi, come potrai leggere (quando ti saran passate la sorpresa e la rabbia) noi siamo i primi al mondo a proclamare che non vogliamo più nessun aiuto, nessun contributo dalle donne. Nessuno e di nessun tipo.
“Rifiutare la cura”  è il nostro motto (non hai letto proprio niente…).  Basta stirare, cucinare, spolverare! Basta scopare. Basta tutto. Non vogliamo nulla da voi, perché abbiamo capito che tutto quello che fate è per costrizione.  Tutto quello che fate per noi, sin da bambini, sin dalla gravidanza, è un peso che ci rinfacciate ogni giorno. Non  vogliamo nulla da voi, più niente.

Come hai potuto capire tutto il contrario?  Perché non hai letto, non hai ascoltato. Come fanno tutte.
Voi andate per il vostro destino. Noi per il nostro. Vogliamo solo la nostra libertà.

____________

C. L. contrattacca:

Bene, è un bene che non facciamo più figli, è ora di finirla che il nostro corpo venga sfruttato così, e in quanto alle faccende e tutto ve lo rinfacciamo perché non é quello che vogliamo fare ma é quello che ci è stato sempre imposto. E non lo vogliamo più fare.

_____________

Vedi che ci troviamo d’accordo?!

Tutto ciò che avete fatto e fate per gli uomini deriva dalla costrizione. Del resto non può derivare da altro.  Da anni lo scrivo, ma gli uomini non mi credono. Credono ancora nell’amore. Credono di essere amati.  Da anni vado dicendo che per la Donna Liberata ogni parto è uno stupro e tu lo confermi. Te ne sono grato.

Speriamo che le tue parole contribuiscano a risvegliare questa massa di tontoloni dormienti.

Per ringraziarti pubblicherò questa nostra corrispondenza sul blog. Se vuoi ci metto il tuo nome.  Fammi sapere.

RDV

none

Ecce puer

Ecce homo

In questa insuperabile immagine è suggellata l’origine, è tradito il metodo,  è svelato l’obiettivo del femminismo.

Fino a quando non sarà sradicato dall’Occidente, la useremo come vessillo, come emblema, come epifania di una verità inconfessabile.

La useremo per anni, per decenni.

Se necessario, per sempre.

Icona immortale del Femminismo.

RDV

one

Dai commenti postati qui e dalle email che mi sono giunte capisco che ho dato l’impressione di esser diventato schizofrenico. Riconosco che la diagnosi ha dei fondamenti. Gli indizi ci sono.
Sì, “Soltanto un Dio…” è carico di contraddizioni, di provocazioni, di ipotesi-limite lasciate a metà, di asserzioni perentorie che in realtà sono domande, dubbi, sospetti.

Ma viaggiando tra iperboli e paradossi, tra proclami aperti e subdole insinuazioni, non ho fatto altro che caricare le tinte di alcune contraddizioni che esistono davvero. Non antinomie nel gelido mondo della logica, ma contrasti reali, vivi e operanti nella nostra società. Carne e sangue del nostro tempo.

Ho preso spunto dal sorprendente comportamento di un bell’esemplare di Donna Liberata che si è consegnata desnuda e inerme a quella cultura contro la quale combatté e contro cui le sue amiche non smettono di combattere. Come avesse trovato là ciò che qui è andato perduto e che essa ha contribuito a distruggere. Come se avesse ceduto ad una inconfessabile, profonda nostalgia e capitolato davanti  al fascino oscuro di qualcosa che qui è tramontato.
Comportamento sorprendente dunque ma fino a un certo punto. O forse per nulla.

Caso individuale, certo, ma anche emblematica conferma di quel che sostengono alcuni del  Momas che hanno notato uno strano rispetto, un’equivoca simpatia verso i maschi islamici, che si diffonderebbe – dicono – sottotraccia nel profondo della psiche delle Liberate d’Occidente.  Caso individuale, sì, ma non isolato né raro. Che stia ad indicare qualcosa? Ecco qua il sospetto.

Non iscrivetemi al partito della Fallaci per aver detto che Islam significa buio, né a quello Khomeinista per aver ipotizzato che potrebbe essere Allah il Dio evocato da  Heidegger (che certamente pensava ad altro).

Le contraddizioni sono là, nel mondo, fertili  e vitali: la femminista Fallaci vedeva nella maternità un servizio al maschio padrone e intanto l’islamico Ben Bella, intuitivo e sornione, profetizzava: “Conquisteremo l’Europa con le pance delle nostre donne”. Con le pance delle islamiche, diceva lui. E di qualche femminista pentita cristiana, aggiungiamo noi…

La chiamano “eterogenesi dei fini”: è quando ottieni il contrario di ciò che vuoi. Di ciò che forse credi di volere.

Non è colpa mia – amici – se là fuori è pieno di contraddizioni e brucianti lacerazioni. Non è colpa mia se il mondo – e la Femmina – sono irrazionali.

E neanche vostra, …ça va sans dire.

RDV

none

di Fabio Barzagli

(responsabile etico portale nazionale paternità, infanzia e adolescenza)
_________________________________

Ancora donne che pensano solo a donne. Mi chiedo se davvero hanno capito cosa vuol dire politica, cosa vuol dire essere eletti per rappresentare i cittadini tutti. Ci ritroviamo un Ministero Pari Opportunità formato esclusivamente da donne (al contrario dovrebbe essere il più eterogeneo) che si occupano della loro categoria.

Ultima trovata, le Scatole Rosa. Ecco il testo dal sito del comune di Roma: “La scatola rosa verrà gratuitamente installata nelle autovetture di 1000 automobiliste. (poi diventate 2000) [..]. L’apparecchio è collegato ad una centrale operativa che individua il luogo da cui parte la segnalazione lancia automaticamente un SOS in caso di incidente; premendo un pulsante nella scatola, invece, la guidatrice in difficoltà può segnalare un guasto. [..] Chi aderirà avrà gratis installazione e assistenza gratuita per tre anni.”

Quindi un uomo che si ferisce gravemente (da non poter chiedere aiuto) resterà li a morire; se invece è una donna corrono i soccorsi anche se non si è fatta un graffio o si è forata una ruota.. una follia. Mi sono permesso di realizzare un piccolo spot:

http://paternita.info/scatola-rosa.html
Marco non aveva la scatola rosa. Lascia tre figli ed una moglie.

Più importante un guasto che la vita di un uomo? Forse si.. forse per queste donne, un uomo, un padre, non vale niente. Il sito del comune parla poi delle “vittime femminili al volante” (dati ACI) senza citare che le conducenti che rimangono uccise in incidenti stradali sono solo il 10% del totale. E il restante 90%? Ne vogliamo parlare di questi 4000 uomini e ragazzi che annualmente perdono la vita? Come fa un Ministero che si chiama Pari Opportunità ad occuparsi solo del 10% delle vittime?

Peccato, perché al posto delle marmitte delle signore il Ministero potrebbe pensare ad esempio ai 100.000 bambini (ed altrettanti papà) che ogni anno dice l’ISTAT ricevono una separazione non richiesta e che in buona parte dei casi li porta a perdere il legame con gravissimo danno morale e materiale. Discriminazione evidente, verso la quale il Ministero avrebbe -ampia competenza-. Drammi familiari, risolvibili semplicemente con un po’ più di equità e di giustizia. Ma il Ministero delle Donne sa.. e tace.

Posso dire in tranquillità, ma con dispiacere, che il Ministero delle Pari Opportunità non mi rappresenta. Ne come figlio. Ne come padre. E non rappresenta di certo la mia famiglia.

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di Fabio Barzagli

(responsabile nazionale portale paternità, infanzia e adolescenza / www.paternita.info)

_____________________

si potrebbe sintetizzare così l’agghiacciante proposta di legge presentata dal Gruppo Donne dell’Italia Dei Valori al convegno tenutosi il 30 Gennaio scorso presso il consiglio regionale toscano con la partecipazione anche dell’Alleanza dei Liberali e Democratici Europei (a cui aderisce Italia dei Valori al Parlamento Europeo).

PRESUNTI CRIMINALI – Il punto centrale della proposta è di aggiungere un articolo nell’attuale legge 54/2006 che vieti l’affidamento condiviso (cioè l’affidamento dei figli ad entrambi i genitori) fino al terzo grado di giudizio, mediamente sei anni, qualora vi sia stata una “denuncia” di maltrattamenti. Questo consente ad esempio ad una moglie che vuole separarsi di allontanare padre e figli per sei anni semplicemente depositando una denuncia presso i carabinieri e notificando la stessa presso il tribunale. Una rimozione “automatica” dei figli, com’era prima del 2006.

E SE FOSSE FALSO? – Il fenomeno delle false accuse e denuncie nelle separazioni è oramai talmente dilagante che gli stessi giudici più volte hanno denunciato il fatto all’opinione pubblica. La denuncia per maltrattamenti e molestie, durante la separazione, viene utilizzata nella maggioranza dei casi come modalità intimidatoria; nel documento sotto alcune delle dichiarazioni delle stesse giudici delle sezioni maltrattamenti e dati dell’autorevole centro nazionale falsi abusi:

http://paternita.info/downloads/sentenze/separazioni-falsedenuncie-v02.pdf
In fase di separazione quattro denuncie di maltrattamenti su cinque si rivelano false.

Alcuni chiamano il fenomeno mobbing giudiziario; una sorta di eccesso di azione giudiziaria mosso da ex.mogli basato sul sentire comune nei confronti delle donne come elemento debole della famiglia, ex.mogli che sfruttano questo fattore per impossessarsi dei figli, e come scrive la stessa PM Carmen Pugliese (Eco di Bergamo, 31/1/2009) “usano PM e POLIZIA GIUDIZIARIA come strumento per perseguire i propri interessi economici in fase di separazione”

Le donne dell’IDV dunque propongono di “legalizzare” questa pratica ed uccidere definitivamente il diritto alla famiglia per i figli e per i genitori separati; un modo per regalare a tutte le persone disoneste, e soprattutto folli, un bel bottone rosso da premere in qualsiasi momento e disintegrare la vita dell’ex. partner e dei propri bambini.

F.BARZAGLI

one

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C’è un solo avventuriero al mondo, e ciò si vede soprattutto nel mondo moderno: è il padre di famiglia. Gli altri, i peggiori avventurieri, non sono nulla, non lo sono per niente al suo confronto. Tutto è sapientemente organizzato contro di lui. Fa pena, è esposto a tutto, ai quodlibet, alle ingiurie, al peggio di tutto: a una sorta di riprovazione, di malevolenza universale, di presa in giro, di tacita ingiuria

...di Charles Baudelaire:

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...di Oscar Wilde:

Almeno una volta nella vita ogni uomo cammina con Cristo verso Emmaus

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Il padre è insegnante e maestro. E’ mentore e modello di comportamento. E’ l’esempio del successo e lo sprone al suo raggiungimento. ……..Conosciamo le statistiche: i bambini che crescono senza la figura del padre sono molto più facilmente soggetti a lasciare la scuola, a compiere crimini e a finire in prigione. Sono anche molto più facilmente vittime di disturbi comportamentali…

...di Claudio Risè:

Una società siffatta, "senza padri", nella quale tutti dunque rimangono "figli", é, come dimostrano le cronache, infantile, e sostanzialmente perversa. Perché sia così lo spiego in tutti i miei libri, ma lo faceva già benissimo Sigmund Freud nel 1905, non osando peraltro pensare che le patologie individuali da lui descritte diventassero endemiche, e venissero addirittura promosse dall'organizzazione sociale, attraverso la "rimozione" della figura che nell'essere umano ne impedisce lo sviluppo: il padre, appunto.

...di Oriana Fallaci:

Oh, non mi fraintenda: capisco anche il concetto di paternità. Lo vedrà nel mio romanzo, se farò in tempo a finirlo. Lo capisco così bene che parteggio con tutta l'anima pei padri divorziati che reclamano la custodia del figlio. Condanno i giudici che quel figlio lo affidano all'ex-moglie e basta, e ritengo che nella nostra società oggi si trovino più buoni padri che buone madri. (Segua la cronaca. Quando un padre impazzito ammazza un figlio, ammazza anche sé stesso. Quando una madre impazzita ammazza un figlio, non si ammazza affatto e va dal parrucchiere)

...di Alain Minc:

Alla parola parità, i deputati si mettono sull'attenti. Alla parola donna, tremano. Il vostro potere è assoluto: i parlamentari cercano di anticipare i vostri desideri, come i cortigiani di un Luigi XIV o di un Napoleone

luoghi di culto


in città, la popolazione di fede cristiana usa pregare in questo modo:

Ave Giuseppe, pieno di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetto fra gli uomini, e benedetto è il frutto del seno della tua Sposa, Gesù. Ave Giuseppe, padre putativo di Cristo, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

in città, la popolazione di fede islamica ama ricordare nelle proprie proghiere il versetto 33 della sura XXXI (Luqmân):

Uomini, temete il vostro Signore e paventate il Giorno in cui il padre non
potrà soddisfare il figlio né il figlio potrà soddisfare il padre in alcunché. La
promessa di Allah è verità. Badate che non vi inganni la vita terrena e non vi
inganni su Allah l'Ingannatore.

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  • febbraio 2010. Siamo alle porte di una presa di coscienza collettiva per questa metà del cielo?

    Avevo iniziato l’anno non senza una punta di pessimismo. Il 2009 infatti potrà essere ricordato a ragione come  una specie di annus horribilis per la questione maschile.
    Dalla falsa emergenza stupri ed il conseguente incrudelimento del principio di inversione dell’onere della prova (si badi bene: non l’incrudelimento delle pene, che sarebbe anche condivisibile, ma dell’inversione dell’onere della prova), [...]

    (Nessun commento)

  • Gennaio 2010. Benvenuti alla Tortuga

    Era già da tempo che navigavo sugli oceani di Internet con la mia agile caravella, che si chiamava MetroMaschile, registrata presso il porto di blogger.
    I passeggeri aumentavano di giorno in giorno e fu così che ad un certo punto mi resi conto che avrei dovuto senza dubbio upgradarla.  In realtà, sognavo un galeone. Ma come [...]

    (Nessun commento)

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    Non penso sia granchè interessante, comunque fra un pò su canale 5 mostreranno un filmato dedicato al "maschilismo del grande fratello 10" ...  (sempre che si abbia lo stomaco ) se qualcuno riesce a seguirlo, commenti qui... […]
  • Re: Anche io festeggerò l'otto marzo 14 marzo 2010
    Citazione di: francy7x - Oggi alle 21:50:52Più che altro immagino la notte... mentre tutti dormono, apre gli occhi e inizia guardare nel buio, in silenzio, con quel sorriso stile "calma piatta".Poi magari, per un guasto... […]
  • Re: Anche io festeggerò l'otto marzo 14 marzo 2010
    Citazione di: francy7x - Oggi alle 21:50:52Più che altro immagino la notte... mentre tutti dormono, apre gli occhi e inizia guardare nel buio, in silenzio, con quel sorriso stile "calma piatta".Poi magari, per un guasto... […]
  • Re: Anche io festeggerò l'otto marzo 14 marzo 2010
    Più che altro immagino la notte... mentre tutti dormono, apre gli occhi e inizia guardare nel buio, in silenzio, con quel sorriso stile "calma piatta".Poi magari, per un guasto tecnico, inizia a muoversi a scatti e urlare frasi deliranti, e le scinti... […]
  • Re: RAI TRE : quando l'indecenza "giornalistica" tocca il culmine 14 marzo 2010
    Con la differenza sostanziale che mondodonna non è un "servizio di Stato" e non lo pago direttamente ogni anno per far scrivere tali cazzate. Rai Tre la pago pure obbligatoriamente perchè mi infarcisca la testa di cazzate femministe !!! […]

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